1 ALLEGATO 8 CONSISTENZA STATICA - Indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile PRINCIPI E DEFINIZIONI Carattere dell esame a vista I dati raccolti attraverso le schede del Fascicolo del Fabbricato hanno lo scopo di fornire le informazioni necessarie per conoscere l esposizione ad un primo livello di vulnerabilità statica degli edifici in muratura, in calcestruzzo armato, in acciaio, prefabbricati e misti. Le descrizioni riportate nel Fascicolo del Fabbricato di prima fase si riferiscono, generalmente, al patrimonio edilizio di carattere residenziale o terziario; edifici di particolare complessità (monumenti, chiese e immobili per il culto, impianti industriali, ecc.) potranno comportare integrazioni significative per la migliore descrizione e diagnosi di massima di eventuali situazioni di carattere statico da seguire con particolare attenzione. L esame del fabbricato viene effettuato prevalentemente a vista. Vengono, cioè, prese in considerazione le situazioni delle diverse strutture portanti verticali ed orizzontali, rilevando, per quanto attuabile, tutto ciò che appare non conforme al normale stato di esercizio. Le parti dei fabbricati sotto elencate saranno quelle oggetto di rilevazione (da approfondire nei limiti del possibile), mentre si rinvierà ad una seconda successiva fase tutte le eventuali indagini conoscitive di dettaglio: strutture verticali (pilastri, murature portanti, sostegni, muro di contenimento, ecc.); strutture lineari orizzontali (travi, traversi, ecc.); strutture piane (solai, coperture, aggetti, ecc.); parti strutturali a sostegno di lesene, fregi, figure artistiche, cornicioni, ecc.; elementi a rischio di possibile caduta dall alto (antenne televisive, tegole e coppi, camini, cavi, parapetti, ringhiere, balconi, ecc.). Per le strutture di fondazione, nella prima fase, come richiesto dalla delibera del C.C. di Roma n 166/99, ci si dovrà limitare a fornire notizie circa la loro tipologia, desunte da ricognizione visiva diretta o dalla consultazione della documentazione statica reperita ovvero, in termini induttivi, dalla conoscenza delle caratteristiche del suolo e delle fondazioni realizzate dagli immobili limitrofi. Sono da escludere indagini dirette o strumentali, giustificate, nella seconda fase, solo in caso di palesi sintomi di cedimento delle fondazioni. L impiego di idonea strumentazione, per approfondire l esame visivo, è naturalmente possibile e consigliato in tutti i casi nei quali si manifesti palesemente una situazione di probabile rischio. É comunque opportuno che venga chiaramente precisato al committente che l indagine relativa alla redazione del Fascicolo del Fabbricato di prima fase non comprende la diagnosi di degradi, lesioni, dissesti o stati fessurativi in atto, ma solamente la loro evidenziazione e l elencazione delle indagini che si ritiene necessario effettuare per il successivo esame approfondito, con l indicazione del grado di urgenza. In caso di evidenziazione palese di rischi, vanno quindi riportate, nella Relazione sintetica del tecnico (quadro F ), le indicazioni di seguito esemplificate: A seguito del presente accertamento sul fabbricato sito in Roma in data, alla presenza di., rilevato che: esistono indizi di instabilità legati al sottosuolo esistono lesioni, fessurazioni, dissesti... esistono elementi di criticità igienica, funzionale ed impiantistica, rappresentati da. esistono rilevanti variazioni d uso esistono importanti modificazioni strutturali visto inoltre che la documentazione di carattere tecnico-amministrativa e/o le indagini di carattere particolare: esistono e sono idonee non esistono esistono, ma poiché dall indagine eseguita a vista e dalle modifiche accertate, emerge che le certificazioni e i collaudi in possesso della proprietà non risultano più idonee. IN CONCLUSIONE SI PROPONE di non porre il fabbricato sotto osservazione di porre il fabbricato sotto osservazione, acquisendo la seguente nuova certificazione: O idoneità statica dell edificio O certificato di conformità degli impianti alla normativa vigente O responsi relativi alle seguenti indagini specialistiche:
Aggregato strutturale. Il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri (di seguito denominato in sigla DPC) definisce, d intesa con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, aggregato strutturale l insieme di elementi strutturali non omogenei che possano interagire sotto un azione statica o dinamica. Esso può essere costituito da uno o più edifici accorpati, ove il termine accorpamento sta ad indicare un contatto o un collegamento, più o meno efficace, tra edifici con caratteristiche costruttive generalmente diverse. Il giunto di separazione 1, ancorché efficace ai fini strutturali e sismici, dà luogo all individuazione di due diversi aggregati strutturali. Esempi di aggregati strutturali sono riportati in figura 1. Edificio Il DPC definisce edifici, ai fini che qui interessano, le unità strutturali omogenee da cielo a terra, distinguibili dalle altre per almeno una delle seguenti caratteristiche che individuano un comportamento statico e/o dinamico distinto: tipologia costruttiva 2 differenza di altezza 3 irregolarità planimetrica con parti non collegate efficacemente età di costruzione sfalsamento dei piani eventuali ristrutturazioni da cielo a terra. 1 Il D. M. 24.1.1986 prescrive che le dimensioni del giunto strutturale debbano essere non minori di d(h)=h/100, ove d(h) è la distanza di due punti affacciati, posti alla quota h a partire dal piano di spiccato delle strutture in elevazione. 2 La tipologia costruttiva si riferisce a materiali e modalità di costruzione di strutture verticali. 3 La differenza di altezza, nel caso sia superiore al 20%, comporta diversi comportamenti alle azioni sismiche (DPC) 2
Tipologia edilizia e strutturale verticale Per tipologia edilizia si deve intendere quella dominante. Per tipologia strutturale verticale si può fare riferimento alle seguenti definizioni (DPC): A. Muratura a sacco formata da pietre di pezzature molto varie, male intessuta e priva di collegamento tra i fogli; B. Muratura a sacco formata da pietre di pezzatura regolare, bene intessuta e priva di collegamento tra i due fogli, oppure come A. ma con spigoli, mazzette e/o ricorsi in pietra squadrata o mattoni pieni; C. Muratura di pietra sbozzata, di cattiva qualità in presenza di irregolarità; D. Muratura di pietra sbozzata con spigoli, mazzette e/o ricorsi in pietra squadrata o mattoni pieni; E. Muratura di pietra arrotondata o ciottoli di fiume di pezzatura varia senza mazzette e/o ricorsi in pietra squadrata o mattoni pieni; F. Muratura di pietra arrotondata o ciottoli di fiume di pezzatura varia con spigoli, mazzette e/o ricorsi in pietra squadrata o mattoni pieni; G. Muratura in blocchetti di tufo o pietra da taglio di dimensioni costanti; H. Muratura in blocchetti di calcestruzzo prefabbricati, con inerti ordinari; I. Muratura in blocchetti di calcestruzzo prefabbricati, con inerti leggeri (argilla espansa, ecc.) omogenei in tutta l estensione; J. Muratura in laterizio di buona qualità, pieno o semipieno (% foratura <45%); K. Muratura in laterizio di buona qualità, pieno o semipieno (% foratura >45%); L. Pareti in calcestruzzo non armato; M. Pareti in calcestruzzo armato e ben collegato 4 ; N. Telai in cemento armato non tamponati o con tamponature (di qualsiasi tipo, distribuite in maniera disuniforme sul perimetro); O. Telai in cemento armato con tamponature deboli (quali con mattoni forati o in presenza di grandi aperture); P. Telai in cemento armato con tamponature forti e aperture limitate; Q. Ossatura con profilati metallici; R. Struttura mista S. Altre tipologie strutturali (da precisare). Tipologia strutturale delle scale A. Struttura in legno appoggiata tra due murature o tra due travi in legno; B. Struttura in legno a sbalzo 5 ; C. Struttura in profilati d acciaio appoggiata tra due murature o travi; D. Struttura in profilati d acciaio a sbalzo; E. Struttura in pietra o laterizio con gradini appoggiati; F. Struttura in pietra o laterizio con gradini a sbalzo; G. Volte appoggiate in muratura; H. Volte rampanti in muratura; I. Scala in cemento armato appoggiata (soletta o travi appoggiate); J. Scala in cemento armato a sbalzo. Tipologia strutturale orizzontale A. Solai con orditura principale e secondaria in legno B. Solai con orditura principale e secondaria in legno con catene o tiranti C. Solai con putrelle metalliche e voltine o tavelloni D. Solai con putrelle metalliche e voltine o tavelloni con catene o tiranti E. Solai laterocementizi o solette in cemento armato con cordolo ammorsato o inserito nella muratura F. Volte (a botte, a padiglione, ecc.) senza catene G. Volte (a botte, a padiglione, ecc.) con catene 4 Nel caso non sia possibile avere notizie sulla presenza di armatura, considerare Pareti in calcestruzzo non armato 5 Per scala a sbalzo di intende quella con gradini a mensola incastrati in una parete o in una trave laterale, o in una struttura centrale (DPC). 3
H. Combinazione di volte spingenti con solai piani I. Combinazione di volte non spingenti con solai piani J. Altra tipologia strutturale Tipologia strutturale delle coperture A. In legno spingenti per i soli carichi verticali, generalmente costituite da due falde inclinate senza trave di colmo o con trave di colmo deformabile 6 e senza catene o tiranti B. In legno con travi inclinate ad una falda oppure a due falde e con muro di spina, oppure con trave di colmo poco deformabile C. In legno a spinta eliminata o con travi orizzontali D. Con solai in laterocemento o in cemento armato E. Con orditura principale con putrelle metalliche, spingente F. Con orditura principale con putrelle metalliche, non spingente G. Combinazioni di tipi non spingenti H. Altra tipologia strutturale. 6 Rapporto l/h >20 4
VALUTAZIONE DEL LIVELLO DEL DANNO Livello di danno Il livello del danno deve essere indicato ai vari piani e separatamente per: STRUTTURE VERTICALI STRUTTURE ORIZZONTALI e COPERTURE SCALE TAMPONATURE IN EDIFICI IN C.A. e TRAMEZZI IN EDIFICI IN C.A. E MURATURA strutture portanti murarie ossature in cemento armato ossature in acciaio volte e coperture a volta muraria solai di ogni tipo coperture a terrazzo di ogni tipo coperture a tetto in cemento armato muratura cemento armato legno o acciaio muratura cemento armato Nel danno non sono comprese le lievi fessurazioni superficiali, quali quelle di origine termica, che si rilevano frequentemente negli intonaci e nelle tinteggiature. Valutazione dei danni L esame del danno può essere agevolmente effettuato mediante una valutazione multicriteria che prenda in considerazione tre parametri. Il primo è dato dall entità del danno stesso così come appare dall esame visivo e dalle misurazioni di prima verifica; uno schema di valutazione (riferito ai termini qualitativi di dissesto: nessuno, lieve, medio, grave, gravissimo, totale) è ricavabile da questo capitolo, che riporta le indicazioni del DPC valide per le diverse tipologie strutturali prese in considerazione. Il secondo elemento di analisi è dato dalla presenza del danno stesso nelle diverse componenti strutturali, e cioè dalla diffusione dei sintomi di lesione nello stabile. É di immediata evidenza come la loro distribuzione e concentrazione acuisca o meno il rischio, condizionando il parere del tecnico da riportare nel fascicolo fabbricato (quadro F ). Il terzo elemento di valutazione è dato dall individuazione del livello di magnitudo che il crollo può comportare, e cioè dell entità dei danni conseguenti al verificarsi del potenziale rischio a cui sono sottoposte cose e persone. Un crollo parziale di un muro di sostegno di un terrapieno potrebbe, per esempio, causare danni inferiori a quello di un solaio di un edifico agricolo. Dalla combinazione dei tre elementi in precedenza individuati nasce un indice di rischio, che può anche essere quantificato (assegnando dei pesi all analisi multicriteria), ma che in ogni caso è utile per determinare l effettivo pericolo a cui è sottoposto il fabbricato, e quindi la necessità di ricorrere ad indagini specialistiche, e l urgenza od indifferibilità delle stesse. Nelle indicazioni che seguono, riferite alle diverse tipologie costruttive di strutture verticali e telai, strutture orizzontali e coperture, scale e tamponature, per nessun danno si intende la mancanza di sintomi significativi di dissesto; per danno totale la distruzione delle parti strutturali oggetto dell esame. 5
A) STRUTTURE VERTICALI E TELAI Tabella 1: Tipologia delle lesioni nelle strutture portanti murarie 1 Lesioni ad andamento verticale sulle architravi di porte e finestre 2 Lesioni ad andamento diagonale nei parapetti delle finestre e nelle architravi 3 Lesioni ad andamento diagonale negli elementi verticali (maschi murari) tra due aperture contigue 4 Schiacciamento locale della muratura con sgretolamento della malta e/o di elementi lapidei o laterizi, con o senza espulsione di materiale 7 5 Lesioni ad andamento orizzontale per flessione in testa e/o al piede dei maschi murari 6 Lesioni ad andamento verticale in corrispondenza degli incroci 7 Lesioni passanti ad andamento verticale in corrispondenza degli incroci 8 Espulsione di materiale in corrispondenza di travi principali e/o secondarie dei solai, dovuta a martellamento 9 Distacco ed espulsione della zona di intersezione tra due pareti formanti tra loro un angolo. Quadro 1: Valutazione del danno su strutture portanti murarie B lieve lesioni di ampiezza fino 1 mm., comunque distribuite C medio lesioni di tipo 1, 5, 6 di ampiezza fino a 4 mm. lesioni di tipo 2, 3, 7 di ampiezza fino a 2 mm. danni di tipo 4, 8, 9 di lieve entità D grave lesioni di tipo 1, 5, 6 di ampiezza fino a 10 mm. lesioni di tipo 2, 3, 7 di ampiezza fino a 5 mm. danni di tipo 4, 8, 9 di media entità E gravissimo lesioni e danni di entità superiore 7 Inizialmente il fenomeno può essere segnalato dal rigonfiamento dell eventuale rivestimento 6
Quadro 2: Valutazione del danno su ossature in cemento armato B lieve lesioni fino a 2 mm. nelle travi lesioni fino a 1 mm. nei pilastri C medio lesioni fino a 4 mm. nelle travi lesioni fino a 3 mm. nei pilastri, con o senza sintomi di schiacciamento alle estremità lesioni diagonali fino a 1 mm. nei nodi trave - pilastro o nelle pareti di cemento armato D grave lesioni fino a 6 mm. nelle travi sintomi di schiacciamento e/o distacco nel raccordo tra le nervature del solaio e le travi lesioni di qualunque ampiezza con evidente schiacciamento ed espulsione di copriferro all estremità dei pilastri inizio di incurvamento delle barre longitudinali lesioni diagonali fino a 3 mm. nei nodi trave - pilastro o nelle pareti di cemento armato fuori piombo fino a 30 mm. su un interpiano per le travi espulsione di tutto il copriferro e parte del nucleo alle estremità dei pilastri situazioni di entità superiore a quelle descritte al punto C per i pilastri Quadro 3: Valutazione del danno su ossature in acciaio B lieve non rilevabili C medio inizio di slabbrature alle giunzioni bullonate o chiodate fuori piombo fino a 20 mm. su un interpiano deformazioni permanenti per instabilità di ali di travi e/o pilastri ad I, appena percettibili e molto localizzate D grave slabbrature visibili alle giunzioni bullonate o chiodate rotture di alcuni bulloni o chiodi cricche apprezzabili nelle giunzioni saldate fuori piombo fino a 50 mm. su un interpiano deformazioni permanenti per instabilità di ali di travi e/o pilastri ad I, sensibili (fino ad 1/10 della larghezza dell ala) 7
B) STRUTTURE ORIZZONTALI E COPERTURE Tabella 2: Tipologia delle lesioni nelle volte e nelle coperture a volta muraria 1 Lesioni in chiave 2 Lesioni alle reni 3 Lesioni all imposta 4 Schiacciamento all imposta Quadro 4: Volte e copertura a volta muraria prive di catena B lieve lesioni di tipo 1, 2: < 2 mm. C medio lesioni di tipo 1, 2, 3: < 3 mm. sintomi di schiacciamento (4) D grave lesioni di tipo 1, 2, 3: < 7 mm. rilevante schiacciamento (4) Quadro 5: Volte e copertura a volta muraria con catena B lieve non rilevabili C medio lesioni di tipo 1, 2: < 2 mm. D grave lesioni di tipo 1, 2, 3: < 4 mm. sintomi di schiacciamento (4) 8
Quadro 6: Solai e coperture a terrazzo; tetto in cemento armato B lieve lesioni sottili (1-4 mm.) parallele alle nervature portanti osservabili nell eventuale intonaco di intradosso C medio lesioni rilevanti (>4 mm.) parallele alle nervature portanti osservabili nell eventuale intonaco di intradosso segni di dissesto nel pavimento segni di dissesto nell orditura secondaria e/o terziaria (se presente), nel caso di solai in legno non intonacati D grave distacchi ben definiti tra solaio e strutture portanti dissesti come quelli di cui al punto C, rilevanti limitati crolli nell orditura secondaria e/o terziaria (se presente), nel caso di solai in legno E gravissimo crollo parziale dell orditura principale distacchi ampi ed estesi tra solaio e strutture portanti crolli estesi dell orditura secondaria e/o terziaria (se presente), nel caso di solai in legno Quadro 7: Copertura a tetto di legno o di acciaio (con manto di tegole) B lieve caduta di qualche tegola di bordo C medio leggere sconnessioni nell orditura secondaria sconnessioni e/o cadute (<10%) nel manto di tegole leggeri spostamenti delle travi principali dal loro alloggiamento (<5 mm.) D grave sconnessioni nell orditura secondaria spostamenti delle travi principali dal loro alloggiamento (5-30 mm.) mutevoli sconnessioni nel manto di tegole e/o caduta di un gran numero di tegole (<20%) E gravissimo scavallamento di travi principali crolli parziali C) SCALE Quadro 8: Valutazione del danno su scale in muratura (riferita alla tabella 1) B lieve lesioni di tipo 2, 4, 6, 8 di ampiezza fino a 1 mm lesioni di tipo 1, 3, 5, 7, 9 di ampiezza fino a 2 mm C medio lesioni di tipo 2, 4, 6, 8 di ampiezza fino a 2 mm lesioni di tipo 1, 3, 5, 7, 9 di ampiezza fino a 4 mm sintomi iniziali di schiacciamento all incastro nei casi di tipo 2, 4, 6, 8 D grave lesioni di tipo 2, 4, 6, 8 di ampiezza fino a 4 mm lesioni di tipo 1, 3, 5, 7, 9 di ampiezza fino a 10 mm schiacciamenti consistenti nei casi di tipo 2, 4, 7, 8, 9 inizi di schiacciamento nei casi rimanenti crolli parziali 9
Quadro 9: Valutazione del danno su scale in cemento armato B lieve distacchi tra rampe e pianerottoli < 1 mm. C medio distacchi tra rampe e pianerottoli 1-2 mm. D grave distacchi tra rampe e pianerottoli 2-5 mm. Quadro 10: Valutazione del danno su scale in legno o acciaio B lieve lesioni sulla muratura in corrispondenza dell attacco con la scala < 1 mm. C medio lesioni sulla muratura in corrispondenza dell attacco con la scala 1-3 mm. inizio di schiacciamento o sfilamento sulla muratura in corrispondenza dell attacco con la scala D grave lesioni sulla muratura in corrispondenza dell attacco con la scala 4-6 mm. segni evidenti di schiacciamento o sfilamento sulla muratura in corrispondenza dell attacco con la scala D) TAMPONATURE IN EDIFICI IN CEMENTO ARMATO, TRAMEZZI IN EDIFICI IN CEMENTO ARMATO O IN MURATURA Tabella 3: Tipologia delle lesioni nelle tamponature e nei tramezzi 1 Lesioni di distacco dalla cornice strutturale: orizzontale superiore 2 Lesioni di distacco dalla cornice strutturale: verticale 3 Lesioni di distacco dalla cornice strutturale: orizzontale inferiore 4 Lesioni diagonali nella muratura 5 Schiacciamento agli angoli 10
Quadro 11: Valutazione del danno nelle tamponature e nei tramezzi B lieve lesioni di tipo 1, 2 di ampiezza fino a 2 mm lesioni di tipo 3 di ampiezza fino a 1 mm C medio lesioni di tipo 1, 2 di ampiezza 2-5 mm lesioni di tipo 3 di ampiezza 1-2 mm lesioni di tipo 4 di ampiezza fino a 1 mm sintomi di lesioni di tipo 5 D grave lesioni di tipo 1, 2 di ampiezza 5-10 mm lesioni di tipo 3 di ampiezza 2-5 mm lesioni di tipo 4 di ampiezza fino a 1-2 mm presenza di lesioni di tipo 5 E gravissimo lesioni di tipo 1, 2 di ampiezza superiore a 10 mm lesioni di tipo 3 di ampiezza superiore a 5 mm lesioni di tipo 4 di ampiezza superiore a 2 mm notevole presenza di lesioni di tipo 5 11