Rassegna Stampa. Febbraio 2013. a cura di



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Rassegna Stampa Febbraio 2013 a cura di

Scommesse, Ginestra (Assosnai): "Ctd esteri condannati: ultime sentenze ci rendono giustizia" 11:54 Scommesse - 05/02/2013 ROMA - E stata fatta giustizia alla rete AAMS, che opera nel territorio nazionale nel rispetto della normativa, seguendo le stringenti regole imposte dal Parlamento italiano, versando le imposte, garantendo la legalità e tutelando la salute dei cittadini è il commento del Presidente Assosnai Francesco Ginestra a tre recenti sentenze del Tribunale di Lecce, che ha condannato alcuni gestori di centri collegati ad operatori esteri - in questo caso Goldbet e Sks365 - non autorizzati in Italia. Il Tribunale ha respinto le tesi difensive dei legali dei Ctd - che chiedevano di disapplicare le norme nazionali per presunto contrasto con la normativa europea - e condannato gli imputati - secondo quanto riporta una nota di Assosnai "per il reato di esercizio abusivo di giochi e scommesse a sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, concessionarie dello Stato per la raccolta delle scommesse e dei giochi leciti". "La rete AAMS subisce da anni la concorrenza sleale - dice ancora Ginestra - di operatori che vendono gli stessi prodotti di gioco (e spesso anche altri non autorizzati in Italia) a condizioni differenti, poiché non sono soggetti alla nostra tassazione, né agli oneri concessori, né ai costi derivanti dall applicazione di tutte le Leggi vigenti nel settore dei Giochi Pubblici (antiriciclaggio, verifica minori, sicurezza, certificazione bilanci). Lo stesso orientamento è stato confermato anche dalla Corte di Appello di Lecce, "che il 31 gennaio ha respinto le medesime tesi della difesa "Goldbet" e, in parziale riforma della sentenza di primo grado - si legge nella nota Assosnai - ha condannato l imputato gestore a 4 mesi di reclusione, confermando, per il resto, la sentenza di condanna del Giudice di primo grado. In questo caso il Collegio, dopo ampia discussione dei difensori delle parti, ha evidentemente ritenuto la normativa italiana compatibile con i principi UE e pertanto pienamente applicabile". Secondo Ginestra, in questo caso, il provvedimento è significativo perchè si tratta "a livello nazionale del primo esame in Corte di Appello della posizione di Goldbet dopo la sentenza Costa Cifone". A rischio non c è solo il rispetto delle regole e la tutela del cittadino giocatore - conclude Ginestra - ma anche il futuro delle imprese operanti nel settore con conseguenze nel piano occupazionale: sono a rischio oltre 1.000 imprese e 10,000 lavoratori, in un momento in cui la crisi dell ippica e le discutibili politiche economiche del Governo sulla tassazione dei Giochi stanno già mettendo in ginocchio gli operatori Aams. E da tempo che questa Associazione chiede interventi radicali e decisi contro qualsiasi tipo di comportamento scorretto nel settore". Il presidente di Assosnai sollecita inoltre i Monopoli a concludere al più presto il bando di gara per assegnare 2 mila nuove agenzie, iniziato a ottobre 2012, per poi agire "con pugno di ferro contro tutti coloro che operano in posizione irregolare nel nostro Paese, senza più avere alibi di presunte discriminazioni subite.

Lecce, Tribunale condanna Ctd per esercizio abusivo di giochi e scommesse Il Tribunale di Lecce - Sezione distaccata di Campi Salentina, respingendo le tesi disapplicative della relativa normativa nazionale per presunto contrasto con i principi europei - ha pronunciato tre sentenze di condanna a carico di gestori di centri di raccolta scommesse per conto degli operatori austriaci Goldbet Sportwetten gmbh e Skysport365 (ora Sks365), condannando gli imputati per il reato di esercizio abusivo di giochi e scommesse a sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, concessionarie dello Stato per la raccolta delle scommesse e dei giochi leciti. Nel rendere note le decisioni dei giudici Assosnai, per voce del presidente Francesco Ginestra, afferma: E una sentenza che rende giustizia alla rete Aams, che opera nel territorio nazionale nel rispetto della normativa vigente, seguendo le stringenti regole imposte dal Parlamento italiano, versando le imposte, garantendo la legalità e tutelando la salute dei cittadini. La rete Aams subisce da anni la concorrenza sleale di operatori che vendono gli stessi prodotti di gioco (e spesso anche altri non autorizzati in Italia) a condizioni differenti, poiché non sono soggetti alla nostra tassazione, né agli oneri concessori, né ai costi derivanti dall applicazione di tutte le Leggi vigenti nel settore dei Giochi Pubblici (antiriciclaggio, verifica minori, sicurezza, certificazione bilanci, etc). Anche la Corte di Appello di Lecce il 31gennaio ha respinto le medesime tesi della difesa "Goldbet" e, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato l'imputato gestore a 4 mesi di reclusione, confermando, per il resto, la sentenza di condanna del Giudice di primo grado. In questo caso il Collegio, dopo ampia discussione dei difensori delle parti, ha evidentemente ritenuto la normativa italiana compatibile con i principi Ue e pertanto pienamente applicabile. L'elemento più significativo di questo secondo provvedimento è rappresentato dal fatto che si tratta del primo vaglio in Corte d'appello, su tutto il territorio nazionale, della posizione Goldbet, in questo tipo di processi penali, dopo la su citata sentenza "Costa Cifone continua Ginestra differenziando la posizione rispetto ad altri operatori privi di Concessione. Conclude Ginestra ricordando che A rischio non c è solo il rispetto delle regole e la tutela del cittadino giocatore, ma anche il futuro delle imprese operanti nel settore con conseguenze nel piano occupazionale: sono a rischio oltre 1.000 imprese e 10.000 lavoratori, in un momento in cui la crisi dell ippica e le discutibili politiche economiche del Governo sulla tassazione dei Giochi stanno già mettendo in ginocchio gli operatori Aams. È da tempo che questa Associazione chiede interventi radicali e decisi contro qualsiasi tipo di comportamento scorretto nel settore. A tal proposito esortiamo Aams che non perda ulteriormente tempo nell aggiudicazione del Bando per 2.000 negozi chiuso lo scorso ottobre 2012, per procedere poi con pugno di ferro contro tutti coloro che operano in posizione irregolare nel nostro Paese, senza più avere alibi di presunte discriminazioni subite.

GINESTRA, PUGNO DURO CONTRO IRREGOLARITÀ Da Assosnai soddisfazione per le recenti condanne di ctd a Lecce. "A rischio non c'è solo il rispetto delle regole e la tutela del giocatore, ma anche il futuro delle imprese operanti nel settore" Assosnai accoglie con grande soddisfazione quanto comunicato dall'avvocato Chiara Sambaldi e dall'avvocato Stefano Palmisano, difensori di concessionari e gestori Associati, in merito a quanto stabilito lo scorso 30 gennaio dal Tribunale di Lecce - Sezione distaccata di Campi Salentina, che - respingendo le tesi disapplicative della relativa normativa nazionale per presunto contrasto con i principi europei - ha pronunciato tre sentenze di condanna a carico di gestori di centri di raccolta scommesse per conto degli operatori austriaci Goldbet Sportwetten gmbh e Skysport365 (ora Sks365), condannando gli imputati per il reato di esercizio abusivo di giochi e scommesse a sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, concessionarie dello Stato per la raccolta delle scommesse e dei giochi leciti. "E' una sentenza che rende giustizia alla rete AAMS, che opera nel territorio nazionale nel rispetto della normativa vigente, seguendo le stringenti regole imposte dal Parlamento italiano, versando le imposte, garantendo la legalità e tutelando la salute dei cittadini" - è il commento del Presidente Assosnai Francesco Ginestra. "La rete AAMS subisce da anni la concorrenza sleale di operatori che vendono gli stessi prodotti di gioco (e spesso anche altri non autorizzati in Italia) a condizioni differenti, poiché non sono soggetti alla nostra tassazione, né agli oneri concessori, né ai costi derivanti dall'applicazione di tutte le Leggi vigenti nel settore dei Giochi Pubblici (antiriciclaggio, verifica minori, sicurezza, certificazione bilanci, etc)". Anche la Corte di Appello di Lecce - riporta la nota Assosnai - il 31 gennaio ha respinto le medesime tesi della difesa "Goldbet" e, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato l'imputato gestore a 4 mesi di reclusione, confermando, per il resto, la sentenza di condanna del Giudice di primo grado. In questo caso il Collegio, dopo ampia discussione dei difensori delle parti, ha evidentemente ritenuto la normativa italiana compatibile con i principi UE e pertanto pienamente applicabile. "L'elemento più significativo di questo secondo provvedimento è rappresentato dal fatto che si tratta del primo vaglio in Corte d'appello, su tutto il territorio nazionale, della posizione Goldbet, in questo tipo di processi penali, dopo la su citata sentenza "Costa - Cifone" continua Ginestra "differenziando la posizione rispetto ad altri operatori privi di Concessione." Conclude Ginestra ricordando che "A rischio non c'è solo il rispetto delle regole e la tutela del "cittadino giocatore", ma anche il futuro delle imprese operanti nel settore con conseguenze nel piano occupazionale: sono a rischio oltre 1.000 imprese e 10,000 lavoratori, in un momento in cui la crisi dell'ippica e le discutibili politiche economiche del Governo sulla tassazione dei Giochi stanno già mettendo in ginocchio gli operatori AAMS. E' da tempo che questa Associazione chiede interventi radicali e decisi contro qualsiasi tipo di comportamento scorretto nel settore. A tal proposito esortiamo AAMS che non perda ulteriormente tempo nell'aggiudicazione del Bando per 2.000 negozi chiuso lo scorso ottobre 2012, per procedere poi con pugno di ferro contro tutti coloro che operano in posizione irregolare nel nostro Paese, senza più avere alibi di presunte discriminazioni subite".

5 febbraio 2013 Assosnai, soddisfazione per le recenti condanne di CTD a Lecce Assosnai accoglie con grande soddisfazione quanto comunicato dall Avvocato Chiara Sambaldi e dall Avvocato Stefano Palmisano, difensori di concessionari e gestori Associati, in merito a quanto stabilito lo scorso 30 gennaio dal Tribunale di Lecce Sezione distaccata di Campi Salentina, si legge in una nota- che respingendo le tesi disapplicative della relativa normativa nazionale per presunto contrasto con i principi europei ha pronunciato tre sentenze di condanna a carico di gestori di centri di raccolta scommesse per conto degli operatori austriaci Goldbet Sportwetten gmbh e Skysport365 (ora Sks365), condannando gli imputati per il reato di esercizio abusivo di giochi e scommesse a sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, concessionarie dello Stato per la raccolta delle scommesse e dei giochi leciti. E una sentenza che rende giustizia alla rete AAMS, che opera nel territorio nazionale nel rispetto della normativa vigente, seguendo le stringenti regole imposte dal Parlamento italiano, versando le imposte, garantendo la legalità e tutelando la salute dei cittadini è il commento del Presidente Assosnai Francesco Ginestra. La rete AAMS subisce da anni la concorrenza sleale di operatori che vendono gli stessi prodotti di gioco (e spesso anche altri non autorizzati in Italia) a condizioni differenti, poiché non sono soggetti alla nostra tassazione, né agli oneri concessori, né ai costi derivanti dall applicazione di tutte le Leggi vigenti nel settore dei Giochi Pubblici (antiriciclaggio, verifica minori, sicurezza, certificazione bilanci, etc). Anche la Corte di Appello di Lecce il 31 gennaio ha respinto le medesime tesi della difesa Goldbet e, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato l imputato gestore a 4 mesi di reclusione, confermando, per il resto, la sentenza di condanna del Giudice di primo grado. In questo caso il Collegio, dopo ampia discussione dei difensori delle parti, ha evidentemente ritenuto la normativa italiana compatibile con i principi UE e pertanto pienamente applicabile. L elemento più significativo di questo secondo provvedimento è rappresentato dal fatto che si tratta del primo vaglio in Corte d appello, su tutto il territorio nazionale, della posizione Goldbet, in questo tipo di processi penali, dopo la su citata sentenza Costa Cifone continua Ginestra differenziando la posizione rispetto ad altri operatori privi di Concessione. Conclude Ginestra ricordando che A rischio non c è solo il rispetto delle regole e la tutela del cittadino giocatore, ma anche il futuro delle imprese operanti nel settore con conseguenze nel piano occupazionale: sono a rischio oltre 1.000 imprese e 10,000 lavoratori, in un momento in cui la crisi dell ippica e le discutibili politiche economiche del Governo sulla tassazione dei Giochi stanno già mettendo in ginocchio gli operatori AAMS. E da tempo che questa Associazione chiede interventi radicali e decisi contro qualsiasi tipo di comportamento scorretto nel settore. A tal proposito esortiamo AAMS che non perda ulteriormente tempo nell aggiudicazione del Bando per 2.000 negozi chiuso lo scorso ottobre 2012, per procedere poi con pugno di ferro contro tutti coloro che operano in posizione irregolare nel nostro Paese, senza più avere alibi di presunte discriminazioni subite.

Assosnai. Soddisfazione per le recenti condanne di ctd a Lecce (Jamma) Assosnai si legge in un comunicato diffuso gli organi di stampa accoglie con grande soddisfazione quanto comunicato dall Avvocato Chiara Sambaldi e dall Avvocato Stefano Palmisano, difensori di concessionari e gestori Associati, in merito a quanto stabilito lo scorso 30 gennaio dal Tribunale di Lecce Sezione distaccata di Campi Salentina, che respingendo le tesi disapplicative della relativa normativa nazionale per presunto contrasto con i principi europei ha pronunciato tre sentenze di condanna a carico di gestori di centri di raccolta scommesse per conto degli operatori austriaci Goldbet Sportwetten gmbh e Skysport365 (ora Sks365), condannando gli imputati per il reato di esercizio abusivo di giochi e scommesse a sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni in favore delle parti civili costituite, concessionarie dello Stato per la raccolta delle scommesse e dei giochi leciti. E una sentenza che rende giustizia alla rete AAMS, che opera nel territorio nazionale nel rispetto della normativa vigente, seguendo le stringenti regole imposte dal Parlamento italiano, versando le imposte, garantendo la legalità e tutelando la salute dei cittadini è il commento del Presidente Assosnai Francesco Ginestra. La rete AAMS subisce da anni la concorrenza sleale di operatori che vendono gli stessi prodotti di gioco (e spesso anche altri non autorizzati in Italia) a condizioni differenti, poiché non sono soggetti alla nostra tassazione, né agli oneri concessori, né ai costi derivanti dall applicazione di tutte le Leggi vigenti nel settore dei Giochi Pubblici (antiriciclaggio, verifica minori, sicurezza, certificazione bilanci, etc). Anche la Corte di Appello di Lecce il 31gennaio ha respinto le medesime tesi della difesa Goldbet e, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato l imputato gestore a 4 mesi di reclusione, confermando, per il resto, la sentenza di condanna del Giudice di primo grado. In questo caso il Collegio, dopo ampia discussione dei difensori delle parti, ha evidentemente ritenuto la normativa italiana compatibile con i principi UE e pertanto pienamente applicabile. L elemento più significativo di questo secondo provvedimento è rappresentato dal fatto che si tratta del primo vaglio in Corte d appello, su tutto il territorio nazionale, della posizione Goldbet, in questo tipo di processi penali, dopo la su citata sentenza Costa Cifone continua Ginestra differenziando la posizione rispetto ad altri operatori privi di Concessione. Conclude Ginestra ricordando che A rischio non c è solo il rispetto delle regole e la tutela del cittadino giocatore, ma anche il futuro delle imprese operanti nel settore con conseguenze nel piano occupazionale: sono a rischio oltre 1.000 imprese e 10,000 lavoratori, in un momento in cui la crisi dell ippica e le discutibili politiche economiche del Governo sulla tassazione dei Giochi stanno già mettendo in ginocchio gli operatori AAMS. E da tempo che questa Associazione chiede interventi radicali e decisi contro qualsiasi tipo di comportamento scorretto nel settore. A tal proposito esortiamo AAMS che non perda ulteriormente tempo nell aggiudicazione del Bando per 2.000 negozi chiuso lo scorso ottobre 2012, per procedere poi con pugno di ferro contro tutti coloro che operano in posizione irregolare nel nostro Paese, senza più avere alibi di presunte discriminazioni subite.

TS SCOMMESSE 08/02/13 Estratto da pag. 2 Peso: 18% 059-120-068

21 febbraio 2013 Nel paese dell'azzardo comandano i padroni delle scommesse fuorilegge Ricevute false, fondi intestati a prestanomi, servizi subappaltati a oscure società straniere e una montagna di quattrini sulle spiagge delle Isole Cayman. Nascondono all'erario miliardi di euro. Soldi in odor di mafia sui quali le procure di mezza Italia vogliono vederci chiaro PALERMO - In un'angusta stanza, illuminata da un'intensa luce bianca, gli occhi sono tutti puntati sull'anticipo delle 18. La Lazio sta perdendo a Roma contro il Chievo, tra le facce deluse degli scommettitori clandestini in una delle tante agenzie illegali di Palermo. Nel Paese dell'azzardo spopolano i gestori di scommesse fuorilegge, con un piede in nero qui da noi e l'altro nei paradisi fiscali all'estero. Ricevute false, fondi intestati a prestanomi, servizi subappaltati a oscure società straniere e una montagna di quattrini sulle spiagge delle Isole Cayman. Nascondono all'erario miliardi di euro. Soldi in odor di mafia sui quali le procure di mezza Italia vogliono vederci chiaro. FALSI SNAI. Come la piccola agenzia nei pressi di Via Oreto nel capoluogo siciliano. Sull'insegna blu all'esterno del locale si legge PuntoSnai. Uno specchio per le allodole forse o più semplicemente una copertura, perché a incassare le giocate è la BetClu, marchio di proprietà della GVC New Limited, azienda che opera nel settore delle scommesse sportive con sede a Sliema (Malta) oscurata dall'agenzia dei Monopoli. Il marchio della BetClu, che in Italia non ha alcuna concessione a operare, è stampato in grassetto sulla ricevuta della giocata che il gestore dell'agenzia, un tipo robusto a cui non sembrano piacere le facce nuove, ci consegna dalla fessura del vetro blindato. "Ci sono aziende - dice il rappresentante legale della Snai Alberto Nati - che utilizzano il nostro marchio per perseguire i loro illeciti. Queste aziende non hanno nessun legame con il nostro gruppo e faremo di tutto per fermarle". Ma non è finita. Anche i rotoli di carta utilizzati per stampare le ricevute portano il marchio Snai, legato al nome di un'altra oscura società: la Elle Group S.r.l., finita nel 2007 nel mirino degli inquirenti. Tre delle sue agenzie accettavano infatti scommesse clandestine pur non avendo le autorizzazioni a operare e incassando fino a 20 mila euro in un solo weekend. Tutti in nero, naturalmente. Una truffa venuta a galla grazie all'intervento dell'allora commissario di polizia a Palermo Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, il magistrato ucciso con la scorta nell'attentato di Via D'Amelio, che infiltrò uno dei suoi agenti tra gli scommettitori. Gli addetti dei centri scommesse consegnavano ai clienti ricevute false, con fantomatici codici a barre e riferimenti informatici che le facevano apparire legali. Gli incassi finivano direttamente nelle tasche della Elle Group in barba all'agenzia dei Monopoli che negli ultimi mesi aveva negato alla società l'autorizzazione a operare. Le loro licenze infatti "erano state sospese per il pregresso mancato pagamento dei diritti di concessione". L'amministratore era Elio Lupo, giovane imprenditore palermitano tratto in arresto la scorsa estate dalla Fiamme Gialle (adesso è ai domiciliari) per i reati di estorsione, appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato. "Non c'era niente di legale - racconta Borsellino - i codici a barre erano sovrapposti, i numeri di riferimento erano sempre gli stessi, le date delle ricevute risalivano a mesi prima e sullo scontrino era addirittura assente il nome identificativo dell'agenzia che avrebbe dovuto ricevere la giocata". EVASIONE FISCALE E TRUFFE. Fuggendo alla pressione fiscale e utilizzando la rete delle scommesse illegali, gli allibratori abusivi offrono agli utenti clandestini vincite di gran lunga più vantaggiose rispetto ai canali legali, che più degli altri, pagano il prezzo della crisi. L'allarme lo ha lanciato qualche tempo fa l'assosnai, l'associazione imprese scommesse e giochi che punta l'indice proprio sulla "rete

illegale". Lo dice chiaramente il presidente dell'associazione Francesco Ginestra: "I volumi sono in calo perché il gioco va verso i circuiti illegali, semplicemente perché sono più allettanti". A partire dalle quote. Un esempio? Una giocata di 2 euro alla Snai, la più trasparente delle agenzie italiane, con le probabili vittorie delle squadre più in forma su ogni singola partita della prossima giornata di serie A, dà una vincita di 1.021 euro. Gli stessi eventi giocati con le quote della GoldBet, priva di concessioni dall'aams, porterebbe alle nostre tasche circa 1.300 euro. E i vantaggi non sono finiti qui. Con le nuove regole antiriciclaggio sugli importi superiori ai mille euro, per incassare la vincita alla Snai dovremmo riscuotere un assegno. Più facile e veloce la vincita alla GoldBet, dove il gestore dell'agenzia abusiva ci consegnerebbe in contanti qualsiasi somma. LE AGENZIE CLANDESTINE. Ma chi sono e quanti sono gli operatori clandestini in Italia? Secondo gli addetti ai lavori, su circa 10.000 operatori, solo 250 sarebbero legali (a Roma una su due non è autorizzata a raccogliere scommesse). In Europa l'interpol parla di un business che viaggia tra i 100 e gli 800 miliardi di euro. In Italia la voce grossa dell'illegalità arriva dal calcio che detiene il 70 per cento delle scommesse abusive. L'elenco delle situazioni più discusse lo ha fatto l'associazione Libera in un dettagliato dossier presentato un anno fa dal titolo "Benvenuti ad Azzardopoli". È famoso il caso della già citata GoldBet Sportwetten, in teoria austriaca, in realtà controllata da soci e amministratori italiani. Aveva una rete con 500 agenzie in tutta la Penisola, peccato che 50 di esse erano controllate dal boss pugliese Saulle Politi. La GoldBet ha dichiarato di non avere mai avuto contatti con la criminalità e di avere operato correttamente tramite i propri agenti in Italia: la società si considera "vittima e non complice" di eventuali illeciti commessi. Le Fiamme Gialle, guidate dal colonnello Vincenzo Di Rella, la scorsa settimana hanno deciso di andare a fondo anche sul suo operato, scoprendo un'evasione fiscale pari a 50 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, tra il 2004 e il 2010, la Goldbet avrebbe nascosto guadagni per 234 milioni. La Bet365 si vanta di coprire più di un milione di clienti nel mondo. La società ha sede a Stoke on Trent, in Inghilterra, e offre transazioni con moneybookers, carte di credito e bonifici bancari. In Italia il suo sito è marchiato dal divieto Aams. Betshop ha 1200 affiliati in Europa. Qui aveva un bacino di utenza di 100 mila unità, fino al 2011 quando si è vista revocare dai Monopoli la licenza a raccogliere scommesse nel nostro paese. Ma il più inquieto degli operatori è StanleyBet, ramo internazionale di Stanley Leisure Plc, comparso per la prima volta negli '50 in Inghilterra. Oggi è un gigante con 2.000 sportelli e 3.000 dipendenti nel Vecchio Continente. LA SENTENZA COSTA-CIFONE. Stanley continua ancora la battaglia contro lo Stato italiano che gli ha negato la partecipazione al bando per le concessioni aggrappandosi alla storica sentenza Costa-Cifone. Emessa il 16 febbraio 2012 dalla Corte di Giustizia dell'unione Europea, la sentenza riconosce l'ingiustificata esclusione della StanleyBet dal bando di gara per le concessioni auspicandone la sua partecipazione. Una vicenda controversa che secondo la Cassazione avrebbe creato una "profonda discrasia" tra le leggi italiane e quelle europee. Forti della sentenza, centinaia di operatori illegali si sono aggrappati alla Costa-Cifone, ottenendo il dissequestro delle loro agenzie e continuando così a operare illegalmente senza versare un centesimo nelle casse dello Stato. Un paradosso sul quale Roberto Fanelli, Direttore per i Giochi di Aams, ci tiene a fare chiarezza: "La sentenza - dice - non legittima la StanleyBet ad operare. Dice soltanto che la società non è penalmente perseguibile essendo stata discriminata dalle gare del '99 e del 2006. Secondo la sentenza, tale discriminazione poteva essere rimediata emanando un altro bando. La legge lo ha fatto e la Stanley, guarda caso, non ha partecipato. Perché? Semplice, come ha detto la Cassazione così facendo gode di una posizione di ingiustificato privilegio commerciale. Rispetto a Snai o ad altri operatori legali, infatti, la Stanley opera senza vincoli concessori e non versa nulla allo Stato, in una posizione di indubbio vantaggio che ne accresce le potenzialità concorrenziali".

Il giudice del Tribunale di Palermo Lorenzo Janelli, che in passato ha ordinato il sequestro di alcune agenzie clandestine, parla di "situazione molto complessa, resa ancora più difficile dall'ingresso nel mercato italiano di agenzie di scommesse straniere che hanno dato vita a una vera e propria diatriba sulla corretta interpretazione della nostra normativa e sulla sua compatibilità con il diritto italiano". "Una presenza - continua Iannelli - così pervasiva che neanche le squadre di calcio ritengono improprio farsi sponsorizzare da realtà economiche che lucrano sui loro risultati sportivi. A oggi il rischio è quello di porre gli operatori stranieri in condizioni di vantaggio rispetto a quelli nazionali, visto che solo questi ultimi sono soggetti a dei controlli per l'autorizzazione a operare e di vanificare in definitiva le finalità di ordine pubblico. Per non parlare dei rischi di riciclaggio che questa deregulation per l'esercizio delle attività di scommessa comporterebbe". Un rischio sul quale le procure hanno già lanciato l'allarme. ALLIBRATORI DI MAFIA. Agenzie senza scrupoli al servizio della criminalità. Sono 10 direzioni le distrettuali antimafia che nell'ultimo anno hanno effettuato indagini sul rapporto tra la mala e centri scommesse: Bologna, Caltanissetta, Catania, Firenze, Lecce, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria e Roma. Dagli allibratori dei Lo Piccoli alle agenzie illegali dei Valle-Lampada. Dalle scommesse clandestine dei Casalesi ai centri Goldbet di Saulle Politi, boss della Sacra Corona Unita. Da nord a sud il Grande Casinò Mafia incassa e ricicla ogni giorno milioni di euro. Tra Caltanissetta e Catania, i clan Madonia e Santapaola controllavano gli affari attraverso due imprenditori incensurati: Carmelo Barbieri e Antonio Padovani, quest'ultimo un colletto bianco che, secondo i magistrati, "si era costruito una porta d'accesso privilegiata per il rilascio di licenze dei Monopoli di Stato". Il grande centro scommesse LasVegas di Palermo, sequestrato nel 2008, apparteneva al boss Nino Rotolo. Un giro d'affari che fruttava a Cosa Nostra circa 70 mila euro al giorno. Mentre i Valle-Lampada avrebbero piazzato centri scommesse e videopoker illegali in circa 92 locali a Milano con entrate fino a 50 mila euro al giorno. Quelli dei Lo Piccolo arrivavano fino a Chivasso in provincia di Torino. Nel Salento gli affari della Goldbet erano gestiti e sponsorizzati dal capomafia Saulle Politi, componente del clan Tornese. Valore complessivo dei "giochi" sequestrati: 4 milioni di euro. C'era invece una vera e propria joint venture tra le mafie asiatiche e la camorra che permetteva di scommettere via internet sui bookmakers di Singapore e di incassare la scommessa in Italia. Un accordo commerciale ed economico che probabilmente si concretizzava anche nello scambio di informazioni sulle partite truccate. La camorra avrebbe comprato direttamente bookmakers esteri con l'autorizzazione a scommettere nel nostro paese. In questa maniera, tramite un complicato meccanismo che consente al giocatore di sostituirsi al banco, riuscivano a fare in modo che scommettendo contemporaneamente sull'1, sull'x e sul 2 si aveva la certezza di non perdere denaro. E soprattutto di riciclarlo. Quest articolo è parte di un inchiesta che può essere consultata ala seguente link http://inchieste.repubblica.it/

Scommesse, Assosnai: "A Bari duro colpo della Gdf a illegalità" 22/02/2013 ROMA - Un segnale forte che finalmente dà fiducia agli operatori autorizzati. E il giudizio di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai associazione di categoria che tutela i diritti degli operatori di scommesse sul territorio - in merito alla recente operazione della Guardia di Finanza dello scorso 14 febbraio e che ha portato ha portato al sequestro di 46 centri scommesse, giudicati illegali, dislocati tra Bari e provincia. "Siamo pienamente soddisfatti dell operazione conclusa dalla Guardia di Finanza di Bari alla quale va il nostro plauso dichiara Ginestra che ha colpito dei centri di raccolta scommesse non autorizzati dallo Stato. E un segnale di giustizia nei confronti di tutti gli operatori che operano nel mercato in assoluto rispetto delle leggi, versando le imposte e tutelando la salute dei cittadini. Auspico adesso che, poiché il fenomeno è nazionale, anche altri gruppi della Guardia di Finanza seguano l esempio dei Bari e aggrediscano i soggetti non regolari con la stessa forza ". "L attività del gruppo di Bari - spiega Ginestra - ha differenti ed importanti significati: rappresenta un duro colpo al mercato del gioco illegale, che movimenta decine di migliaia di euro ogni giorno danneggiando non solo le casse dell erario ma anche il settore, già in stato di crisi; è un importante segnale che invita a riflettere sul fenomeno del gioco d azzardo patologico, sui danni che procura non solo agli scommettitori, ma anche agli operatori del settore; finalmente l attività di controllo non si limita solo ai locali autorizzati dallo Stato ma si allarga verso quei soggetti che raccolgono senza le prescritte autorizzazioni di legge. Fra le sanzioni comminate dalla Guardia di Finanza per 3,6 milioni di euro complessivi - alcune riguardavano proprio il mancato rispetto dei requisiti di trasparenza e informazione previsti dal Decreto Balduzzi, finalizzato al contrasto del gioco d azzardo patologico.

Assosnai: Gdf di Bari contro mercato illegale del gioco, si continui così 22 Febbraio 2013 Un segnale forte che finalmente dà fiducia agli operatori autorizzati. È il giudizio di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai associazione di categoria che tutela i diritti degli operatori di scommesse sul territorio - in merito alla recente operazione della Guardia di Finanza dello scorso 14 febbraio e che ha portato ha portato al sequestro di 46 centri scommesse, giudicati illegali, dislocati tra Bari e provincia. "Siamo pienamente soddisfatti dell'operazione conclusa dalla Guardia di Finanza di Bari alla quale va il nostro plauso dichiara Ginestra che ha colpito dei centri di raccolta scommesse non autorizzati dallo Stato. E un segnale di giustizia nei confronti di tutti gli operatori che operano nel mercato in assoluto rispetto delle leggi, versando le imposte e tutelando la salute dei cittadini. Auspico adesso che, poiché il fenomeno è nazionale, anche altri gruppi della Guardia di Finanza seguano l esempio dei Bari e aggrediscano i soggetti non regolari con la stessa forza ". "L'attività del gruppo di Bari - spiega Ginestra - ha differenti ed importanti significati: rappresenta un duro colpo al mercato del gioco illegale, che movimenta decine di migliaia di euro ogni giorno danneggiando non solo le casse dell'erario ma anche il settore, già in stato di crisi; è un importante segnale che invita a riflettere sul fenomeno del gioco d'azzardo patologico, sui danni che procura non solo agli scommettitori, ma anche agli operatori del settore; finalmente l attività di controllo non si limita solo ai locali autorizzati dallo Stato ma si allarga verso quei soggetti che raccolgono senza le prescritte autorizzazioni di legge. Fra le sanzioni comminate dalla Guardia di Finanza per 3,6 milioni di euro complessivi - alcune riguardavano proprio il mancato rispetto dei requisiti di trasparenza e informazione previsti dal Decreto Balduzzi, finalizzato al contrasto del gioco d'azzardo patologico.

Assosnai: Duro colpo al mercato illegale grazie all operazione della GdF di Bari 22 febbraio 2013 Un segnale forte che finalmente dà fiducia agli operatori autorizzati. E il giudizio di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai associazione di categoria che tutela i diritti degli operatori di scommesse sul territorio in merito alla recente operazione della Guardia di Finanza dello scorso 14 febbraio e che ha portato ha portato al sequestro di 46 centri scommesse, giudicati illegali, dislocati tra Bari e provincia. Siamo pienamente soddisfatti dell operazione conclusa dalla Guardia di Finanza di Bari alla quale va il nostro plauso dichiara Ginestra che ha colpito dei centri di raccolta scommesse non autorizzati dallo Stato. E un segnale di giustizia nei confronti di tutti gli operatori che operano nel mercato in assoluto rispetto delle leggi, versando le imposte e tutelando la salute dei cittadini. Auspico adesso che, poiché il fenomeno è nazionale, anche altri gruppi della Guardia di Finanza seguano l esempio dei Bari e aggrediscano i soggetti non regolari con la stessa forza. L attività del gruppo di Bari spiega Ginestra ha differenti ed importanti significati: rappresenta un duro colpo al mercato del gioco illegale, che movimenta decine di migliaia di euro ogni giorno danneggiando non solo le casse dell erario ma anche il settore, già in stato di crisi; è un importante segnale che invita a riflettere sul fenomeno del gioco d azzardo patologico, sui danni che procura non solo agli scommettitori, ma anche agli operatori del settore; finalmente l attività di controllo non si limita solo ai locali autorizzati dallo Stato ma si allarga verso quei soggetti che raccolgono senza le prescritte autorizzazioni di legge. Fra le sanzioni comminate dalla Guardia di Finanza per 3,6 milioni di euro complessivi alcune riguardavano proprio il mancato rispetto dei requisiti di trasparenza e informazione previsti dal Decreto Balduzzi, finalizzato al contrasto del gioco d azzardo patologico.

Ginestra (Assosnai): L operazione della GdF di Bari ha sferrato un duro colpo al mercato illegale, continuare così (Jamma) Un segnale forte che finalmente dà fiducia agli operatori autorizzati. E il giudizio di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai associazione di categoria che tutela i diritti degli operatori di scommesse sul territorio in merito alla recente operazione della Guardia di Finanza dello scorso 14 febbraio e che ha portato al sequestro di 46 centri scommesse, giudicati illegali, dislocati tra Bari e provincia. Siamo pienamente soddisfatti dell operazione conclusa dalla Guardia di Finanza di Bari alla quale va il nostro plauso dichiara Ginestra che ha colpito dei centri di raccolta scommesse non autorizzati dallo Stato. E un segnale di giustizia nei confronti di tutti gli operatori che operano nel mercato in assoluto rispetto delle leggi, versando le imposte e tutelando la salute dei cittadini. Auspico adesso che, poiché il fenomeno è nazionale, anche altri gruppi della Guardia di Finanza seguano l esempio dei Bari e aggrediscano i soggetti non regolari con la stessa forza. L attività del gruppo di Bari spiega Ginestra ha differenti ed importanti significati: rappresenta un duro colpo al mercato del gioco illegale, che movimenta decine di migliaia di euro ogni giorno danneggiando non solo le casse dell erario ma anche il settore, già in stato di crisi; è un importante segnale che invita a riflettere sul fenomeno del gioco d azzardo patologico, sui danni che procura non solo agli scommettitori, ma anche agli operatori del settore; finalmente l attività di controllo non si limita solo ai locali autorizzati dallo Stato ma si allarga verso quei soggetti che raccolgono senza le prescritte autorizzazioni di legge. Fra le sanzioni comminate dalla Guardia di Finanza per 3,6 milioni di euro complessivi alcune riguardavano proprio il mancato rispetto dei requisiti di trasparenza e informazione previsti dal Decreto Balduzzi, finalizzato al contrasto del gioco d azzardo patologico.

ASSOSNAI "DA GDF DURO COLPO A ILLEGALE" "Un segnale forte che finalmente dà fiducia agli operatori autorizzati". E il giudizio di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai in merito alla recente operazione della Guardia di Finanza dello scorso 14 febbraio e che ha portato ha portato al sequestro di 46 centri scommesse, giudicati illegali, dislocati tra Bari e provincia "Siamo pienamente soddisfatti dell'operazione conclusa dalla Guardia di Finanza di Bari alla quale va il nostro plauso dichiara Ginestra che ha colpito dei centri di raccolta scommesse non autorizzati dallo Stato. E un segnale di giustizia nei confronti di tutti gli operatori che operano nel mercato in assoluto rispetto delle leggi, versando le imposte e tutelando la salute dei cittadini. Auspico adesso che, poiché il fenomeno è nazionale, anche altri gruppi della Guardia di Finanza seguano l esempio dei Bari e aggrediscano i soggetti non regolari con la stessa forza ". "L'attività del gruppo di Bari - spiega Ginestra - ha differenti ed importanti significati: rappresenta un duro colpo al mercato del gioco illegale, che movimenta decine di migliaia di euro ogni giorno danneggiando non solo le casse dell'erario ma anche il settore, già in stato di crisi; è un importante segnale che invita a riflettere sul fenomeno del gioco d'azzardo patologico, sui danni che procura non solo agli scommettitori, ma anche agli operatori del settore; finalmente l attività di controllo non si limita solo ai locali autorizzati dallo Stato ma si allarga verso quei soggetti che raccolgono senza le prescritte autorizzazioni di legge. Fra le sanzioni comminate dalla Guardia di Finanza per 3,6 milioni di euro complessivi - alcune riguardavano proprio il mancato rispetto dei requisiti di trasparenza e informazione previsti dal Decreto Balduzzi, finalizzato al contrasto del gioco d'azzardo patologico.

GINESTRA "STATO ABBANDONI IMMOBILISMO" 25 febbraio 2013 Lo Stato si riempie la bocca di belle parole e di tanti progetti, ma poi se ne lava le mani nascondendosi dietro la mancanza di risorse economiche. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo o immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. È il monito di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai - associazione che riunisce le imprese del settore delle scommesse - in un intervento a tutto tondo sull attualità del settore concesso ad Agicos. La situazione dell'ippica è drammatica l amara constatazione sulla crisi del settore. Tra scioperi e chiusure di ippodromi, l incasso del 2012 ha registrato un calo del 26% rispetto all anno precedente. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. Ci vuole un restyling totale, l offerta al pubblico va riordinata e modernizzata, aumentando la restituzione in vincita e rendendo più ospitali gli ippodromi. La verità è che un progetto così importante è fermo perché si è concentrati sui prodotti che concedono di più all erario. In questo senso, ampio consenso all introduzione delle scommesse virtuali, i cui decreti attuativi sono stati da poco pubblicati dai Monopoli di Stato: la loro introduzione può aiutare il comparto ad arginare in parte la crisi derivante dal declino delle scommesse ippiche. Purtroppo il via libera è arrivato in forte ritardo, visto che la concorrenza priva di concessione ha già attivato questo tipo di offerta da tempo. Una concorrenza alla quale recentemente anche Stanley, con il lancio del progetto Cartago, ha annunciato di voler dare battaglia: Ovviamente sono d accordo sulla necessità di debellare tutte le irregolarità nel settore - prosegue Ginestra - ma dubito fortemente che sia possibile farlo affianco a chi tutt ora combatte lo Stato e la nostra attività, poiché è evidente che l obiettivo principale dell operatore è quello di eliminare la propria concorrenza, continuando però a raccogliere gioco in Italia senza sottostare alle nostre stesse regole, e ciò è inaccettabile. Lo dimostra ancor di più la strategia adottata da Stanley con il ricorso all ultimo bando: un operatore che non ha mai avuto intenzione di partecipare ai bandi di gara, pur avendone avuto tutte le possibilità, mostra un unica modalità d azione, quella di impugnare i bandi e ostacolare per vie legali la nostra attività. Anche i nostri Associati hanno impugnato l ultimo bando per denunciare la disparità tra gli operatori autorizzati del settore in termini di durata delle concessioni, requisiti di stabilità economica e di affidabilità, ma l hanno fatto nel pieno rispetto delle leggi, presentando le offerte per partecipare. Lo Stato perciò deve rimediare ai danni che ci ha causato per anni ed eliminare le discriminazioni, portando tutti gli operatori a lavorare alle stesse condizioni. La

differenza sostanziale, oltre che formale, tra gli operatori AAMS e i soggetti esteri privi di concessione italiana - che al di là di operazioni e comunicati non pagano le tasse in Italia né si adeguano alle norme severissime a cui è sottoposto ogni nostro associato - è che i veri discriminati siamo noi: abbiamo un prelievo fiscale che non ci permette di offrire prodotti concorrenziali, un palinsesto rigido che limita alla base l offerta e vediamo prosperare a fianco alle nostre agenzie soggetti che non si sa quale attività svolgano realmente, a che titolo e collegati a chissà chi.

GINESTRA "STATO ABBANDONI IMMOBILISMO" Per il presidente di Assosnai, dalla crisi dell'ippica agli operatori non autorizzati lo Stato deve rimediare ai danni che ha causato per anni" 25 febbraio 2013 Lo Stato si riempie la bocca di belle parole e di tanti progetti, ma poi se ne lava le mani nascondendosi dietro la mancanza di risorse economiche. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. È il monito di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai - associazione che riunisce le imprese del settore delle scommesse - in un intervento a tutto tondo sull attualità del settore concesso ad Agicos. La situazione dell'ippica è drammatica l amara constatazione sulla crisi del settore. Tra scioperi e chiusure di ippodromi, l incasso del 2012 ha registrato un calo del 26% rispetto all anno precedente. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. Ci vuole un restyling totale, l offerta al pubblico va riordinata e modernizzata, aumentando la restituzione in vincita e rendendo più ospitali gli ippodromi. La verità è che un progetto così importante è fermo perché si è concentrati sui prodotti che concedono di più all erario. In questo senso, ampio consenso all introduzione delle scommesse virtuali, i cui decreti attuativi sono stati da poco pubblicati dai Monopoli di Stato: la loro introduzione può aiutare il comparto ad arginare in parte la crisi derivante dal declino delle scommesse ippiche. Purtroppo il via libera è arrivato in forte ritardo, visto che la concorrenza priva di concessione ha già attivato questo tipo di offerta da tempo. Una concorrenza alla quale recentemente anche Stanley, con il lancio del progetto Cartago, ha annunciato di voler dare battaglia: Ovviamente sono d accordo sulla necessità di debellare tutte le irregolarità nel settore - prosegue Ginestra - ma dubito fortemente che sia possibile farlo affianco a chi tutt ora combatte lo Stato e la nostra attività, poiché è evidente che l obiettivo principale dell operatore è quello di eliminare la propria concorrenza, continuando però a raccogliere gioco in Italia senza sottostare alle nostre stesse regole, e ciò è inaccettabile. Lo dimostra ancor di più la strategia adottata da Stanley con il ricorso all ultimo bando: un operatore che non ha mai avuto intenzione di partecipare ai bandi di gara, pur avendone avuto tutte le possibilità, mostra un unica modalità d azione, quella di impugnare i bandi e ostacolare per vie legali la nostra attività. Anche i nostri Associati hanno impugnato l ultimo bando per denunciare la disparità tra gli operatori autorizzati del settore in termini di durata delle concessioni, requisiti di

stabilità economica e di affidabilità, ma l hanno fatto nel pieno rispetto delle leggi, presentando le offerte per partecipare. Lo Stato perciò deve rimediare ai danni che ci ha causato per anni ed eliminare le discriminazioni, portando tutti gli operatori a lavorare alle stesse condizioni. La differenza sostanziale, oltre che formale, tra gli operatori AAMS e i soggetti esteri privi di concessione italiana - che al di là di operazioni e comunicati non pagano le tasse in Italia né si adeguano alle norme severissime a cui è sottoposto ogni nostro associato - è che i veri discriminati siamo noi: abbiamo un prelievo fiscale che non ci permette di offrire prodotti concorrenziali, un palinsesto rigido che limita alla base l offerta e vediamo prosperare a fianco alle nostre agenzie soggetti che non si sa quale attività svolgano realmente, a che titolo e collegati a chissà chi.

GINESTRA "STATO ABBANDONI IMMOBILISMO" 25 Febbraio 2013 Lo Stato si riempie la bocca di belle parole e di tanti progetti, ma poi se ne lava le mani nascondendosi dietro la mancanza di risorse economiche. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all'illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. è il monito di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai - associazione che riunisce le imprese del settore delle scommesse - in un intervento a tutto tondo sull'attualità del settore concesso ad Agicos. La situazione dell'ippica è drammatica l'amara constatazione sulla crisi del settore. Tra scioperi e chiusure di ippodromi, l'incasso del 2012 ha registrato un calo del 26% rispetto all'anno precedente. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all'illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. Ci vuole un restyling totale, l'offerta al pubblico va riordinata e modernizzata, aumentando la restituzione in vincita e rendendo più ospitali gli ippodromi. La verità è che un progetto così importante è fermo perché si è concentrati sui prodotti che concedono di più all'erario. In questo senso, ampio consenso all'introduzione delle scommesse virtuali, i cui decreti attuativi sono stati da poco pubblicati dai Monopoli di Stato: la loro introduzione può aiutare il comparto ad arginare in parte la crisi derivante dal declino delle scommesse ippiche. Purtroppo il via libera è arrivato in forte ritardo, visto che la concorrenza' priva di concessione ha già attivato questo tipo di offerta da tempo. Una concorrenza alla quale recentemente anche Stanley, con il lancio del progetto Cartago', ha annunciato di voler dare battaglia: Ovviamente sono d'accordo sulla necessità di debellare tutte le irregolarità nel settore - prosegue Ginestra - ma dubito fortemente che sia possibile farlo affianco a chi tutt'ora combatte lo Stato e la nostra attività, poiché è evidente che l'obiettivo principale dell'operatore è quello di eliminare la propria concorrenza, continuando però a raccogliere gioco in Italia senza sottostare alle nostre stesse regole, e ciò è inaccettabile. Lo dimostra ancor di più la strategia adottata da Stanley con il ricorso all'ultimo bando: un operatore che non ha mai avuto intenzione di partecipare ai bandi di gara, pur avendone avuto tutte le possibilità, mostra un'unica modalità d'azione, quella di impugnare i bandi e ostacolare per vie legali la nostra attività. Anche i nostri Associati hanno impugnato l'ultimo bando per denunciare la disparità tra gli operatori autorizzati del settore in termini di durata delle concessioni, requisiti di stabilità economica e di affidabilità, ma l'hanno fatto nel pieno rispetto delle leggi, presentando le offerte per partecipare. Lo Stato perciò deve rimediare ai danni che ci ha causato per anni ed eliminare le discriminazioni, portando tutti gli operatori a lavorare alle stesse condizioni. La differenza sostanziale, oltre che formale, tra gli operatori AAMS e i soggetti esteri privi di concessione italiana - che al di là di operazioni e comunicati non pagano le tasse in Italia né si

adeguano alle norme severissime a cui è sottoposto ogni nostro associato - è che i veri discriminati siamo noi: abbiamo un prelievo fiscale che non ci permette di offrire prodotti concorrenziali, un palinsesto rigido che limita alla base l'offerta e vediamo prosperare a fianco alle nostre agenzie soggetti che non si sa quale attività svolgano realmente, a che titolo e collegati a chissà chi

Giochi: Francesco Ginestra (Assosnai) "Lo Stato deva abbandonare l'immobilismo" Per il presidente di Assosnai, dalla crisi dell'ippica agli operatori non autorizzati lo Stato deve rimediare ai danni che ha causato per anni" "Lo Stato si riempie la bocca di belle parole e di tanti progetti, ma poi se ne lava le mani nascondendosi dietro la mancanza di risorse economiche. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro". È il monito di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai - associazione che riunisce le imprese del settore delle scommesse - in un intervento a tutto tondo sull attualità del settore concesso ad Agicos. "La situazione dell'ippica è drammatica" l amara constatazione sulla crisi del settore. "Tra scioperi e chiusure di ippodromi, l incasso del 2012 ha registrato un calo del 26% rispetto all anno precedente. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. Ci vuole un restyling totale, l offerta al pubblico va riordinata e modernizzata, aumentando la restituzione in vincita e rendendo più ospitali gli ippodromi. La verità è che un progetto così importante è fermo perché si è concentrati sui prodotti che concedono di più all erario". In questo senso, ampio consenso all introduzione delle scommesse virtuali, i cui decreti attuativi sono stati da poco pubblicati dai Monopoli di Stato: "la loro introduzione può aiutare il comparto ad arginare in parte la crisi derivante dal declino delle scommesse ippiche. Purtroppo il via libera è arrivato in forte ritardo, visto che la concorrenza priva di concessione ha già attivato questo tipo di offerta da tempo". Una concorrenza alla quale recentemente anche Stanley, con il lancio del progetto 'Cartago', ha annunciato di voler dare battaglia: "Ovviamente sono d accordo sulla necessità di debellare tutte le irregolarità nel settore - prosegue Ginestra - ma dubito fortemente che sia possibile farlo affianco a chi tutt ora combatte lo Stato e la nostra attività, poiché è evidente che l obiettivo principale dell operatore è quello di eliminare la propria concorrenza, continuando però a raccogliere gioco in Italia senza sottostare alle nostre stesse regole, e ciò è inaccettabile. Lo dimostra ancor di più la strategia adottata da Stanley con il ricorso all ultimo bando: un operatore che non ha mai avuto intenzione di partecipare ai bandi di gara, pur avendone avuto tutte le possibilità, mostra un unica modalità d azione, quella di impugnare i bandi e ostacolare per vie legali la nostra attività. Anche i nostri Associati hanno impugnato l ultimo bando per denunciare la

disparità tra gli operatori autorizzati del settore in termini di durata delle concessioni, requisiti di stabilità economica e di affidabilità, ma l hanno fatto nel pieno rispetto delle leggi, presentando le offerte per partecipare". Lo Stato perciò "deve rimediare ai danni che ci ha causato per anni ed eliminare le discriminazioni, portando tutti gli operatori a lavorare alle stesse condizioni. La differenza sostanziale, oltre che formale, tra gli operatori AAMS e i soggetti esteri privi di concessione italiana - che al di là di operazioni e comunicati non pagano le tasse in Italia né si adeguano alle norme severissime a cui è sottoposto ogni nostro associato - è che i veri discriminati siamo noi: abbiamo un prelievo fiscale che non ci permette di offrire prodotti concorrenziali, un palinsesto rigido che limita alla base l offerta e vediamo prosperare a fianco alle nostre agenzie soggetti che non si sa quale attività svolgano realmente, a che titolo e collegati a chissà chi".

Giochi: Francesco Ginestra (Assosnai) 'Lo Stato deva abbandonare l'immobilismo' "Lo Stato si riempie la bocca di belle parole e di tanti progetti, ma poi se ne lava le mani nascondendosi dietro la mancanza di risorse economiche. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro". È il monito di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai - associazione che riunisce le imprese del settore delle scommesse - in un intervento a tutto tondo sull attualità del settore concesso ad Agicos. "La situazione dell'ippica è drammatica" l amara constatazione sulla crisi del settore. "Tra scioperi e chiusure di ippodromi, l incasso del 2012 ha registrato un calo del 26% rispetto all anno precedente. Vanno attuate le giuste misure in maniera tempestiva, togliendo il terreno all illegalità e garantendo gli incassi per lo Stato. Questo immobilismo rischia di far saltare migliaia di posti di lavoro. Ci vuole un restyling totale, l offerta al pubblico va riordinata e modernizzata, aumentando la restituzione in vincita e rendendo più ospitali gli ippodromi. La verità è che un progetto così importante è fermo perché si è concentrati sui prodotti che concedono di più all erario". In questo senso, ampio consenso all introduzione delle scommesse virtuali, i cui decreti attuativi sono stati da poco pubblicati dai Monopoli di Stato: "la loro introduzione può aiutare il comparto ad arginare in parte la crisi derivante dal declino delle scommesse ippiche. Purtroppo il via libera è arrivato in forte ritardo, visto che la concorrenza priva di concessione ha già attivato questo tipo di offerta da tempo". Una concorrenza alla quale recentemente anche Stanley, con il lancio del progetto 'Cartago', ha annunciato di voler dare battaglia: "Ovviamente sono d accordo sulla necessità di debellare tutte le irregolarità nel settore - prosegue Ginestra - ma dubito fortemente che sia possibile farlo affianco a chi tutt ora combatte lo Stato e la nostra attività, poiché è evidente che l obiettivo principale dell operatore è quello di eliminare la propria concorrenza, continuando però a raccogliere gioco in Italia senza sottostare alle nostre stesse regole, e ciò è inaccettabile. Lo dimostra ancor di più la strategia adottata da Stanley con il ricorso all ultimo bando: un operatore che non ha mai avuto intenzione di partecipare ai bandi di gara, pur avendone avuto tutte le possibilità, mostra un unica modalità d azione, quella di impugnare i bandi e ostacolare per vie legali la nostra attività. Anche i nostri Associati hanno impugnato l ultimo bando per denunciare la disparità tra gli operatori autorizzati del settore in termini di durata delle concessioni, requisiti di stabilità economica e di affidabilità, ma l hanno fatto nel pieno rispetto delle leggi, presentando le offerte per partecipare". Lo Stato perciò "deve rimediare ai danni che ci ha causato per anni ed eliminare le discriminazioni, portando tutti gli operatori a lavorare alle stesse condizioni. La differenza sostanziale, oltre che formale, tra gli operatori AAMS e i soggetti esteri privi di concessione italiana - che al di là di operazioni e comunicati non pagano le tasse in Italia né si adeguano alle norme severissime a cui è

sottoposto ogni nostro associato - è che i veri discriminati siamo noi: abbiamo un prelievo fiscale che non ci permette di offrire prodotti concorrenziali, un palinsesto rigido che limita alla base l offerta e vediamo prosperare a fianco alle nostre agenzie soggetti che non si sa quale attività svolgano realmente, a che titolo e collegati a chissà chi".

25 febbraio 2013 Scomesse, Ginestra (Assosnai): bene azione GdF Un segnale forte alla rete legale delle scommesse. Francesco Ginestra presidente di Assosnai ha commentato in questi termini l'operazione condotta dagli uomini della Guardia di Finanza che, nei giorni scorsi tra Bari e provincia, ha portato al sequestro di 46 centri ritenuti illegali dalle forze dell'ordine. Oltre al sequestro delle strutture le Fiamme Gialle hanno elevato sanzioni amministrative per un valore complessivo di 3,6 milioni di euro: le multe hanno riguardato in parte "il mancato rispetto dei requisiti di trasparenza e informazione previsti dal Decreto Balduzzi, finalizzato al contrasto del gioco d'azzardo patologico". Ginestra ha espresso piena soddisfazione per il risultato dell'azione portata a termine dalla GdF poiché ha colpito "dei centri di raccolta scommesse non autorizzati dallo Stato". Secondo il numero uno di Assosnai si tratterebbe di "un segnale di giustizia nei confronti di tutti gli operatori che operano nel mercato in assoluto rispetto delle leggi, versando imposte e tutelando la salute dei cittadini". L'auspicio di Ginestra è che un criterio di "aggressione" del fenomeno della raccolta illecita sia adottato nel resto del territorio. "L'attività del gruppo di Bari - ha spiegato Ginestra in una nota stampa - ha differenti ed importanti significati: rappresenta un duro colpo al mercato del gioco illegale, che movimenta decine di migliaia di euro ogni giorno danneggiando non solo le casse dell'erario ma anche il settore, già in stato di crisi; è un importante segnale che invita a riflettere sul fenomeno del gioco d'azzardo patologico, sui danni che procura non solo agli scommettitori, ma anche agli operatori del settore

TS SCOMMESSE 26/02/13 Estratto da pag. 4 Peso: 10% 059-120-076

Assosnai: "Progetto Cartago, le contraddizioni di Stanleybet" Assosnai risponde al bookmaker inglese Stanleybet, dopo la replica alle dichiarazioni del presidente, Francesco Ginestra, di commento al progetto Cartago presentato dall operatore estero. Tocca rilevare afferma - la contraddizione tra chi afferma che affiancherà le autorità italiane nella lotta contro gli operatori illegali e clandestini offrendo a parole la massima collaborazione allo Stato, e che nello stesso momento liquida la sentenza di inammissibilità del ricorso contro il Bando Aams 2012 (sentenza TAR Lazio n. 1884 depositata il 20/02/2013 Reg. Ric. 8592/2012) come la solita sentenza in favore dell'amministrazione. E sufficiente leggere ciò che afferma il Giudice Amministrativo - non il Presidente Assosnai - nelle 95 pagine della sentenza, dalle quali emerge chiaramente il contrario di quanto si affanna ad affermare l operatore. L'ESTRATTO DAI DOCUMENTI - Pagina 50: "nessun carattere discriminatorio può ravvisarsi in tale durata (delle nuove concessioni) che consente comunque ai soggetti aspiranti ad entrare nel mercato, un'utile gestione della concessione e l'ammortamento, nel previsto lasso temporale, degli investimenti effettuati, per come evincibile alla luce del capitolato tecnico, dovendo al riguardo ulteriormente evidenziarsi come parte ricorrente (Stanley) sia già operante nel mercato italiano attraverso la propria rete fisica di locali aperti al pubblico, risultando per l'effetto particolarmente agevole, per la stessa, l'avviamento e l'esercizio dell'attività in veste di concessionario avvalendosi dei proprie Centri già operanti, cosicché neanche in via di mero fatto parte ricorrente può lamentare il carattere particolarmente oneroso in termini economici della prevista durata delle nuove concessioni e, ancor meno, il suo carattere immediamente escludente" Pagina 51: "Non è riscontrabile la denunciata discriminazione a favore dei precedenti concessionari, non essendovi alcuna garanzia che gli stessi risultino aggiudicatari delle nuove concessioni e non contenendo la lex specialis alcuna previsione di privilegio per gli stessi"; Pagina 52: "Non acquisendo essa (Stanley) per effetto di tali pronunce (sentenze Gambelli, Placanica e Costa-Cifone della Corte Ue) la titolarità di una speciale posizione di interesse qualificato e differenziato, rispetto alla generalità dei soggetti, che consenta di prescindere dalla proposizione della domanda di partecipazione alla gara al fine di radicare il proprio interesse" Pagina 67: "Non viene affermata nelle citate pronunce (sentenze Gambelli, Placanica e Costa- Cifone) la conformità del modus operandi della ricorrente attraverso i propri CTD al diritto interno italiano così riconoscendo alla stessa una sorte di esenzione dall'assoggettamento alla disciplina interna di carattere concessorio"; Pagina 68: "Nessuna sottrazione della società ricorrente a tale regime (concessorio-autorizzatorio) può essere predicata alla luce delle pronunce della Corte di Giustizia, dalle quali discende il solo

effetto della esclusione, per il passato, della punibilità per i soggetti che non hanno potuto ottenere la concessione in ragione della contrarietà al diritto comunitario di taluni profili della normativa disciplinante le relative gare di affidamento. Al di fuori delle condizioni di diritto e di fatto su cui poggiano le citate sentenze Placanica e Costa-Cifone, si riespande quindi l'assoggettamento della ricorrente alla normativa nazionale, anche penale, stante il contrasto delle modalità con cui opera in Italia con il diritto interno" ; Pagina 71: Dalle richiamate sentenze della Corte Ue non può desumersi "il riconoscimento della legittimità di tali attività successivamente all'indizione di una nuova gara o la sussistenza di una posizione protetta dalla giurisprudenza comunitaria che debbano essere salvaguardate dalla nuova disciplina di gara" ; Pagina 73: "Indetta una nuova gara per l'affidamento di nuove concessioni, la società ricorrente è posta in grado di competere con gli altri concorrenti al fine di ottenere le necessarie concessioni per poter esercitare, in Italia, le attività di gioco alle medesime condizioni cui sono sottoposti tutti i soggetti, anche se appartenenti ad altri Stati membri dell'unione"; Pagina 80: Relativamente alla lamentata discriminazione, si evidenzia "tenuto conto in punto di fatto che, operando da tempo la ricorrente sul territorio italiano con la propria rete fisica, anch'essa gode di una posizione consolidata e di clientela acquisita, che si traduce in un vantaggio concorrenziale rispetto a eventuali nuovi concessionari che non operano con modalità siffatte ; Pagine 81/82: "Il non voler rinunciare ad operare in Italia attraverso la propria rete fisica così non optando per l'esercizio di attività in materia di gioco sulla base di un titolo concessorio, sottopone le ricorrenti alle previste cause di decadenza in virtù di una loro libera scelta di non adeguarsi alla disciplina interna, dovendo ricondursi l'affermata non utilità della partecipazione alla gara (...) unicamente alla decisione delle società ricorrenti di non dismettere, dopo l'eventuale aggiudicazione, la propria rete. Ben potrebbe, quindi, parte ricorrente, partecipare alla selezione e regolarizzare, al fine di non incorrere nelle paventate cause di decadenza, la propria posizione conformandola all'ordinamento italiano.

Ginestra (Assosnai) Contraddizioni da chi offre a parole massima collaborazione allo Stato A seguito della replica di Stanleybet del 26 febbraio 2013 alle dichiarazioni del Presidente Assosnai Francesco Ginestra di commento al progetto Cartago presentato dall operatore estero, tocca rilevare la contraddizione tra chi afferma che affiancherà le Autorità italiane nella lotta contro gli operatori illegali e clandestini offrendo a parole la massima collaborazione allo Stato, e che nello stesso momento liquida la sentenza di inammissibilità del ricorso contro il Bando AAMS 2012 (sentenza TAR Lazio n. 1884 depositata il 20/02/2013 Reg. Ric. 8592/2012) come la solita sentenza in favore dell Amministrazione. E sufficiente leggere ciò che afferma il Giudice Amministrativo non il Presidente Assosnai nelle 95 pagine della sentenza, dalle quali emerge chiaramente il contrario di quanto si affanna ad affermare l operatore. Di seguito alcuni passaggi estremamente eloquenti e chiari. Pagina 50: nessun carattere discriminatorio può ravvisarsi in tale durata (delle nuove concessioni) che consente comunque ai soggetti aspiranti ad entrare nel mercato, un utile gestione della concessione e l ammortamento, nel previsto lasso temporale, degli investimenti effettuati, per come evincibile alla luce del capitolato tecnico, dovendo al riguardo ulteriormente evidenziarsi come parte ricorrente (Stanley) sia già operante nel mercato italiano attraverso la propria rete fisica di locali aperti al pubblico, risultando per l effetto particolarmente agevole, per la stessa, l avviamento e l esercizio dell attività in veste di concessionario avvalendosi dei proprie Centri già operanti, cosicché neanche in via di mero fatto parte ricorrente può lamentare il carattere particolarmente oneroso in termini economici della prevista durata delle nuove concessioni e, ancor meno, il suo carattere immediamente escludente Pagina 51: Non è riscontrabile la denunciata discriminazione a favore dei precedenti concessionari, non essendovi alcuna garanzia che gli stessi risultino aggiudicatari delle nuove concessioni e non contenendo la lex specialis alcuna previsione di privilegio per gli stessi ; Pagina 52: Non acquisendo essa (Stanley) per effetto di tali pronunce (sentenze Gambelli, Placanica e Costa-Cifone della Corte Ue) la titolarità di una speciale posizione di interesse qualificato e differenziato, rispetto alla generalità dei soggetti, che consenta di prescindere dalla proposizione della domanda di partecipazione alla gara al fine di radicare il proprio interesse Pagina 67: Non viene affermata nelle citate pronunce (sentenze Gambelli, Placanica e Costa- Cifone) la conformità del modus operandi della ricorrente attraverso i propri CTD al diritto interno italiano così riconoscendo alla stessa una sorte di esenzione dall assoggettamento alla disciplina interna di carattere concessorio ;

Pagina 68: Nessuna sottrazione della società ricorrente a tale regime (concessorio-autorizzatorio) può essere predicata alla luce delle pronunce della Corte di Giustizia, dalle quali discende il solo effetto della esclusione, per il passato, della punibilità per i soggetti che non hanno potuto ottenere la concessione in ragione della contrarietà al diritto comunitario di taluni profili della normativa disciplinante le relative gare di affidamento. Al di fuori delle condizioni di diritto e di fatto su cui poggiano le citate sentenze Placanica e Costa-Cifone, si riespande quindi l assoggettamento della ricorrente alla normativa nazionale, anche penale, stante il contrasto delle modalità con cui opera in Italia con il diritto interno ; Pagina 71: Dalle richiamate sentenze della Corte Ue non può desumersi il riconoscimento della legittimità di tali attività successivamente all indizione di una nuova gara o la sussistenza di una posizione protetta dalla giurisprudenza comunitaria che debbano essere salvaguardate dalla nuova disciplina di gara ; Pagina 73: Indetta una nuova gara per l affidamento di nuove concessioni, la società ricorrente è posta in grado di competere con gli altri concorrenti al fine di ottenere le necessarie concessioni per poter esercitare, in Italia, le attività di gioco alle medesime condizioni cui sono sottoposti tutti i soggetti, anche se appartenenti ad altri Stati membri dell Unione ; Pagina 80: Relativamente alla lamentata discriminazione, si evidenzia tenuto conto in punto di fatto che, operando da tempo la ricorrente sul territorio italiano con la propria rete fisica, anch essa gode di una posizione consolidata e di clientela acquisita, che si traduce in un vantaggio concorrenziale rispetto a eventuali nuovi concessionari che non operano con modalità siffatte ; Pagine 81/82: Il non voler rinunciare ad operare in Italia attraverso la propria rete fisica così non optando per l esercizio di attività in materia di gioco sulla base di un titolo concessorio, sottopone le ricorrenti alle previste cause di decadenza in virtù di una loro libera scelta di non adeguarsi alla disciplina interna, dovendo ricondursi l affermata non utilità della partecipazione alla gara ( ) unicamente alla decisione delle società ricorrenti di non dismettere, dopo l eventuale aggiudicazione, la propria rete. Ben potrebbe, quindi, parte ricorrente, partecipare alla selezione e regolarizzare, al fine di non incorrere nelle paventate cause di decadenza, la propria posizione conformandola all ordinamento italiano.

27-02-2013 ASSOSNAI "STANLEY IN CONTRADDIZIONE" Interviene l'associazione dopo la difesa di Stanley sul progetto Cartago Controreplica di Assosnai dopo la difesa di Stanley nella polemica sul progetto 'Cartago' presentato dall operatore estero. "Ancora una volta tocca rilevare la contraddizione tra chi afferma che affiancherà le Autorità italiane nella lotta contro gli operatori illegali e clandestini offrendo, a parole, la massima collaborazione allo Stato - replica Assosnai - e nello stesso momento liquida la sentenza di inammissibilità del ricorso contro il bando AAMS 2012 (sentenza TAR Lazio n. 1884 depositata il 20/02/2013 Reg. Ric. 8592/2012) come 'la solita sentenza in favore dell'amministrazione'. E sufficiente leggere ciò che afferma il giudice amministrativo, non il Presidente Assosnai, nelle 95 pagine della sentenza, dalle quali emerge chiaramente il contrario di quanto si affanna ad affermare l operatore".

Ginestra (Assosnai) Contraddizioni da chi offre a parole massima collaborazione allo Stato (Jamma) A seguito della replica di Stanleybet del 26 febbraio 2013 alle dichiarazioni del Presidente Assosnai Francesco Ginestra di commento al progetto Cartago presentato dall operatore estero, tocca rilevare la contraddizione tra chi afferma che affiancherà le Autorità italiane nella lotta contro gli operatori illegali e clandestini offrendo a parole la massima collaborazione allo Stato, e che nello stesso momento liquida la sentenza di inammissibilità del ricorso contro il Bando AAMS 2012 (sentenza TAR Lazio n. 1884 depositata il 20/02/2013 Reg. Ric. 8592/2012) come la solita sentenza in favore dell Amministrazione. E sufficiente leggere ciò che afferma il Giudice Amministrativo non il Presidente Assosnai nelle 95 pagine della sentenza, dalle quali emerge chiaramente il contrario di quanto si affanna ad affermare l operatore. Di seguito alcuni passaggi estremamente eloquenti e chiari. Pagina 50: nessun carattere discriminatorio può ravvisarsi in tale durata (delle nuove concessioni) che consente comunque ai soggetti aspiranti ad entrare nel mercato, un utile gestione della concessione e l ammortamento, nel previsto lasso temporale, degli investimenti effettuati, per come evincibile alla luce del capitolato tecnico, dovendo al riguardo ulteriormente evidenziarsi come parte ricorrente (Stanley) sia già operante nel mercato italiano attraverso la propria rete fisica di locali aperti al pubblico, risultando per l effetto particolarmente agevole, per la stessa, l avviamento e l esercizio dell attività in veste di concessionario avvalendosi dei proprie Centri già operanti, cosicché neanche in via di mero fatto parte ricorrente può lamentare il carattere particolarmente oneroso in termini economici della prevista durata delle nuove concessioni e, ancor meno, il suo carattere immediamente escludente Pagina 51: Non è riscontrabile la denunciata discriminazione a favore dei precedenti concessionari, non essendovi alcuna garanzia che gli stessi risultino aggiudicatari delle nuove concessioni e non contenendo la lex specialis alcuna previsione di privilegio per gli stessi ; Pagina 52: Non acquisendo essa (Stanley) per effetto di tali pronunce (sentenze Gambelli, Placanica e Costa-Cifone della Corte Ue) la titolarità di una speciale posizione di interesse qualificato e differenziato, rispetto alla generalità dei soggetti, che consenta di prescindere dalla proposizione della domanda di partecipazione alla gara al fine di radicare il proprio interesse Pagina 67: Non viene affermata nelle citate pronunce (sentenze Gambelli, Placanica e Costa- Cifone) la conformità del modus operandi della ricorrente attraverso i propri CTD al diritto interno

italiano così riconoscendo alla stessa una sorte di esenzione dall assoggettamento alla disciplina interna di carattere concessorio ; Pagina 68: Nessuna sottrazione della società ricorrente a tale regime (concessorio-autorizzatorio) può essere predicata alla luce delle pronunce della Corte di Giustizia, dalle quali discende il solo effetto della esclusione, per il passato, della punibilità per i soggetti che non hanno potuto ottenere la concessione in ragione della contrarietà al diritto comunitario di taluni profili della normativa disciplinante le relative gare di affidamento. Al di fuori delle condizioni di diritto e di fatto su cui poggiano le citate sentenze Placanica e Costa-Cifone, si riespande quindi l assoggettamento della ricorrente alla normativa nazionale, anche penale, stante il contrasto delle modalità con cui opera in Italia con il diritto interno ; Pagina 71: Dalle richiamate sentenze della Corte Ue non può desumersi il riconoscimento della legittimità di tali attività successivamente all indizione di una nuova gara o la sussistenza di una posizione protetta dalla giurisprudenza comunitaria che debbano essere salvaguardate dalla nuova disciplina di gara ; (segue) Pagina 73: Indetta una nuova gara per l affidamento di nuove concessioni, la società ricorrente è posta in grado di competere con gli altri concorrenti al fine di ottenere le necessarie concessioni per poter esercitare, in Italia, le attività di gioco alle medesime condizioni cui sono sottoposti tutti i soggetti, anche se appartenenti ad altri Stati membri dell Unione ; Pagina 80: Relativamente alla lamentata discriminazione, si evidenzia tenuto conto in punto di fatto che, operando da tempo la ricorrente sul territorio italiano con la propria rete fisica, anch essa gode di una posizione consolidata e di clientela acquisita, che si traduce in un vantaggio concorrenziale rispetto a eventuali nuovi concessionari che non operano con modalità siffatte ; Pagine 81/82: Il non voler rinunciare ad operare in Italia attraverso la propria rete fisica così non optando per l esercizio di attività in materia di gioco sulla base di un titolo concessorio, sottopone le ricorrenti alle previste cause di decadenza in virtù di una loro libera scelta di non adeguarsi alla disciplina interna, dovendo ricondursi l affermata non utilità della partecipazione alla gara ( ) unicamente alla decisione delle società ricorrenti di non dismettere, dopo l eventuale aggiudicazione, la propria rete. Ben potrebbe, quindi, parte ricorrente, partecipare alla selezione e regolarizzare, al fine di non incorrere nelle paventate cause di decadenza, la propria posizione conformandola all ordinamento italiano ;

28 febbraio 2013 STANLEYBET "SIAMO RISORSA, NON NEMICO" Contro-replica del bookmaker inglese al Pres. Assosnai: Amnesie sul Tar Lazio. Ginestra combatta i veri operatori illegali nell interesse dei suoi associati Continua il botta e risposta tra Stanleybet e Assosnai sul progetto 'Cartago' presentato dall operatore anglomaltese. "Il Presidente di Assosnai, Francesco Ginestra, si è adirato perché Stanleybet ha definito la recente sentenza del TAR Lazio, in cui si dà il via libera alla gara per 2000 nuove concessioni, come la solita sentenza in favore dell amministrazione, per poi citare vari passaggi della sentenza, tutti contrari a Stanleybet" spiega nel suo ultimo intervento il bookmaker. "Stanleybet appellerà al Consiglio di Stato la sentenza, che non esita a definire vergognosa, stimolando il supremo organo di giustizia amministrativa a mandare di nuovo il caso alla Corte di Giustizia. Storia già vista, con finale, in passato, sempre a favore di Stanleybet. Abbiamo più volte manifestato comprensione - prosegue il bookmaker nella nota - per le gravi discriminazioni subite dai concessionari Bersani. Il Presidente di Assosnai, operatore storico e tra i beneficiari di tutte le norme, riconosciute poi in contrasto con il diritto, approvate negli ultimi 15 anni, dovrebbe riconsiderare le sue priorità nell interesse dei suoi stessi associati. E tra queste priorità non ci deve essere quella di combattere Stanleybet, ma di concentrarsi nella lotta contro gli operatori illegali. Così come fa Stanleybet, il cui interesse primario è combattere gli operatori illegali e non quello di focalizzarsi nuovamente sul contrasto agli operatori storici, che oggi operano senza licenza da circa 8 mesi in virtù di una legge che Stanleybet potrebbe chiedere ai giudici civili di disapplicare, anche con provvedimento d urgenza. Invitiamo il Presidente Assosnai e i suoi associati a proiettarsi verso il futuro e considerare Stanleybet una risorsa. Rammentiamo che il comune nemico che rende il mercato invivibile sono gli operatori illegali, e non certo Stanleybet. Ribadiamo che non capire questo significa rafforzare gli operatori illegali".

28 febbraio 2013 Stanleybet Ginestra valuti con più attenzione le priorità Assosnai Il Presidente di Assosnai, Francesco Ginestra, si è adirato perché Stanleybet ha definito la recente sentenza del TAR Lazio, in cui si dà il via libera alla gara per 2000 nuove concessioni, come la solita sentenza in favore dell amministrazione, per poi citare vari passaggi della sentenza, tutti contrari a Stanleybet. Senza entrare nel merito degli specifici temi, vogliamo rammentare al Presidente Ginestra alcuni fatti rilevanti. Sulla gara CONI del 1999 per 1000 concessioni, il TAR Lazio, su ricorso Stanleybet, aveva detto tutto a posto, per essere poi clamorosamente smentito dalle sentenze Gambelli e Placanica della Corte di Giustizia. Sul vergognoso rinnovo senza gara delle agenzie ippiche storiche si legge in una nota di Stanleybet il TAR Lazio, su riscorso Stanleybet, aveva detto tutto a posto, per poi essere clamorosamente smentito da una procedura d infrazione della Commissione Europea, che ha citato lo Stato Italiano nel giudizio di constatazione innanzi alla Corte di Giustizia, con successiva condanna per violazione del diritto comunitario. Sulla gara Bersani, impugnata da Stanleybet al TAR Lazio, si è pronunciata la Corte di Giustizia con la Sentenza Costa Cifone. Di nuovo, per lo Stato Italiano tutto a posto, ma per la Corte Europea la gara era discriminatoria, perché favoriva con varie norme, tra cui quella famosa sulle distanze, gli operatori storici di settore, che costituiscono i pilastri di Assosnai. Sul rinnovo senza gara per altri 4 anni della concessione Superenalotto alla Sisal avvenuta nel 2006, il TAR Lazio, su ricorso Stanleybet, aveva detto tutto a posto, per essere poi clamorosamente smentito dal Consiglio di Stato, che ha annullato la concessione alla Sisal. Dunque, secondo il valoroso Presidente di Assosnai, dovremmo forse dire che oggi il TAR Lazio ha emesso una sentenza innovativa? O ritenere che come al solito si sia espresso a favore dell amministrazione? E che l abbia fatto, aggiungiamo noi, in assoluto dispregio del diritto comunitario? Adesso naturalmente Stanleybet appellerà al Consiglio di Stato la sentenza, che non esita a definire vergognosa, stimolando il supremo organo di giustizia amministrativa a mandare di nuovo il caso alla Corte di Giustizia. Storia già vista, con finale, in passato, sempre a favore di Stanleybet.Stanleybet ha più volte manifestato comprensione per le gravi discriminazioni subite dai concessionari Bersani. Il Presidente di Assosnai, operatore storico e tra i beneficiari di tutte le norme, riconosciute poi in contrasto con il diritto, approvate negli ultimi 15 anni, dovrebbe riconsiderare le sue priorità nell interesse dei suoi stessi associati. E tra queste priorità non ci deve essere quella di combattere Stanleybet, ma di concentrarsi nella lotta contro gli operatori illegali. Così come fa Stanleybet, il cui interesse primario è combattere gli operatori illegali e non quello di focalizzarsi nuovamente sul contrasto agli operatori storici, che oggi operano senza licenza da circa 8 mesi in virtù di una legge che Stanleybet potrebbe chiedere ai giudici civili di disapplicare, anche con provvedimento

d urgenza. Invitiamo il Presidente Assosnai e i suoi associati a proiettarsi verso il futuro e considerare Stanleybet una risorsa. Rammentiamo che il comune nemico che rende il mercato invivibile sono gli operatori illegali, e non certo Stanleybet. Ribadiamo che non capire questo significa rafforzare gli operatori illegali.

Controreplica Stanleybet a Assosnai: Amnesie sul Tar Lazio" Continua il botta e risposta tra Assosnai e Stanleybet. Questa volta è il bookmaker inglese a prendere la parola, ricordando alcuni fatti. Sulla gara Coni del 1999 per 1000 concessioni, il Tar Lazio, su ricorso Stanleybet, aveva detto tutto a posto, per essere poi clamorosamente smentito dalle sentenze Gambelli e Placanica della Corte di Giustizia. Sul vergognoso rinnovo senza gara delle agenzie ippiche storiche, il Tar Lazio, su riscorso Stanleybet, aveva detto tutto a posto, per poi essere clamorosamente smentito da una procedura d infrazione della Commissione Europea, che ha citato lo Stato Italiano nel giudizio di constatazione innanzi alla Corte di Giustizia, con successiva condanna per violazione del diritto comunitario. Sulla gara Bersani, impugnata da Stanleybet al Tar Lazio, si è pronunciata la Corte di Giustizia con la Sentenza Costa Cifone. Di nuovo, per lo Stato Italiano tutto a posto, ma per la Corte Europea la gara era discriminatoria, perché favoriva con varie norme, tra cui quella famosa sulle distanze, gli operatori storici di settore, che costituiscono i pilastri di Assosnai. Sul rinnovo senza gara per altri 4 anni della concessione Superenalotto alla Sisal avvenuta nel 2006, il Tar Lazio, su ricorso Stanleybet, aveva detto tutto a posto, per essere poi clamorosamente smentito dal Consiglio di Stato, che ha annullato la concessione alla Sisal. Adesso Stanleybet appellerà al Consiglio di Stato la sentenza, che non esita a definire vergognosa, stimolando il supremo organo di giustizia amministrativa a mandare di nuovo il caso alla Corte di Giustizia. Storia già vista, con finale, in passato, sempre a favore di Stanleybet, continua la nota. Stanleybet ha più volte manifestato comprensione per le gravi discriminazioni subite dai concessionari Bersani. Il Presidente di Assosnai, operatore storico e tra i beneficiari di tutte le norme, riconosciute poi in contrasto con il diritto, approvate negli ultimi 15 anni, dovrebbe riconsiderare le sue priorità nell interesse dei suoi stessi associati. E tra queste priorità non ci deve essere quella di combattere Stanleybet, ma di concentrarsi nella lotta contro gli operatori illegali. Così come fa Stanleybet, il cui interesse primario è combattere gli operatori illegali e non quello di focalizzarsi nuovamente sul contrasto agli operatori storici, che oggi operano senza licenza da circa 8 mesi in virtù di una legge che Stanleybet potrebbe chiedere ai giudici civili di disapplicare, anche con provvedimento d urgenza. Invitiamo il Presidente Assosnai e i suoi associati a proiettarsi verso il futuro e considerare Stanleybet una risorsa. Rammentiamo che il comune nemico che rende il mercato invivibile sono gli operatori illegali, e non certo Stanleybet. Ribadiamo che non capire questo significa rafforzare gli operatori illegali.