Effetto fotoelettrico

Documenti analoghi
Crisi della Fisica Classica & Fisica Quantistica

Fenomeni quantistici

Estrazione di elettroni da un metallo illuminato. Prime osservazioni Hertz 1857 Esperimento di Lenard 1902 Spiegazione teorica di Einstein

Meccanica quantistica Mathesis 2016 Prof. S. Savarino

La storia della luce : l effetto fotoelettrico

Teoria Atomica di Dalton

Elettricità e Fisica Moderna

Produzione dei raggi X

LA PRODUZIONE DEI RAGGI X

Teoria Atomica Moderna. Chimica generale ed Inorganica: Chimica Generale. sorgenti di emissione di luce. E = hν. νλ = c. E = mc 2

1 3 STRUTTURA ATOMICA

Generalità delle onde elettromagnetiche

catastrofe ultravioletta

STRUTTURA ATOMICA. Per lo studio della struttura dell atomo ci si avvale della Spettroscopia.

Fisica delle Apparecchiature per Radioterapia, lez. III RADIOTERAPIA M. Ruspa 1

Introduzione alla Meccanica Quantistica (MQ):

1/9/2005 A.Di Bartolomeo Master in Verifiche di Qualità in Radiodiagnostica, Medicina Nucleare e Radioterapia.

Unità 2. La teoria quantistica

Raccolta di esercizi di fisica moderna

L effetto Fotovoltaico

CORSO DI LAUREA IN OTTICA E OPTOMETRIA

Introduzione alla meccanica quantistica. Vincenzo Barone

L Effetto Fotoelettrico. Daniela Rebuzzi

Capitolo 8 La struttura dell atomo

MODELLO ATOMICO DI BOHR - ULTERIORI APPROFONDIMENTI

Fisica Moderna per Matematica (Meccanica Quantistica Elementare) Udine, A.A. 2000/2001

Atomi a più elettroni

Liceo Scientifico Statale Leonardo da Vinci Alunno di quarta - A.S NATURA ONDULATORIA E CORPUSCOLARE DELLA LUCE

LA TERMODINAMICA CLASSICA E LE ORIGINI DELLA TEORIA QUANTISTICA

LASER. Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation. Introduzione. Assorbimento, emissione spontanea, emissione stimolata

Esploriamo la chimica

Il corpo nero e l ipotesi di Planck

I QUANTI DI PLANCK 1

La Fisica Applicata ai Beni Culturali: l'effetto fotoelettrico per l'analisi non distruttiva di campioni di interesse storico-artistico

FISICA QUANTISTICA LIMITI AL MODELLO ATOMICO DI RUTHERFORD. e - Per spiegare la disposizione degli elettroni nell atomo (STRUTTURA ELETTRONICA)

La teoria del corpo nero

INTERFERENZA - DIFFRAZIONE

Spettroscopia di assorbimento UV-Vis

Università degli Studi dell Aquila Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Chimiche e dei Materiali Corso di Fisica della Materia Prof. L.

Tabella 1 80,0 5,7 70,0 5,0 60,0 4,3 50,0 3,6 40,0 2,9 30,0 2,2 20,0 1,5 10,0 0,9 5,0 0,5

L energia assorbita dall atomo durante l urto iniziale è la stessa del fotone che sarebbe emesso nel passaggio inverso, e quindi vale: m

Università Primo Levi

LASER PRINCIPI FISICI

Le Caratteristiche della Luce

Transcript:

Effetto fotoelettrico Grafici della corrente i in funzione della differenza di potenziale V Si irraggia un metallo e si misura la corrente estratta in funzione del potenziale tra catodo ed anodo. Curva a con intensità di radiazione maggiore. La parte di teoria è quanto presentato dal Dr. Bisero Effetto fotoelettrico i:fotocorrente prodotta dagli elettroni emessi da A e misurata dall amperometro del circuito V:differenza di potenzialeapplicata fra A e B Curve ae b: in al intensità di luceincidente è doppia rispetto a b V : potenziale di arresto, corrispondente ad una corrente di fotoelettroni uguale a zero (indipendente dall intensità di luce) I a,i b : correnti di saturazione, che sono proporzionali all intensità di luce incidente (tutti gli elettroni fotoemessi da A raggiungono B) 1

Effetto fotoelettrico Quando Vdiventa negativa, la corrente fotoelettrica non scende mmediatamente a zero, il che indica che gli elettroni sono emessi da A con una determinata energia cinetica. Alcuni raggiungono B nonostante la presenza del campo elettrico che si oppone al loro movimento. Aumentando il potenziale negativo si raggiunge V, POTENZIALE DI ARRESTO. L energia cinetica dei fotoelettroni più veloci è data da: K MAX = ev con ecarica dell elettrone. K MAX risulta essere, sperimentalmente, indipendente dall intensità della luce ncidente. Se misuro il potenziale di arrestoin funzione della frequenzadella radiazione incidente ottengo: Il primo esperimento di questo tipo fu condotto da Millikannel 1914 (premio Nobel nel 1923). Vediamo due aspetti che NON possono essere spiegati con la teoria classica ondulatoria della luce: 2

1) la teoria ondulatoria richiede che il campo elettrico oscillante associato all onda luminosa aumenti in ampiezza al crescere dell intensità luminosa. Poiché la forza esercitata sull elettrone è ee, l energia cinetica dei fotoelettroni dovrebbe aumentare se il fascio luminoso aumenta in intensità; ma dalle curve i-v si vede che K MAX = ev NON dipende dall intensità luminosa; 2) per la teoria ondulatoria l effetto fotoelettrico dovrebbe avvenire per qualsiasi frequenza della radiazione incidente, a patto che questa abbia l intensità sufficiente per l emissione di un elettrone. La figura sopra mostra l esistenza di una frequenza di soglia, al di sotto della quale l effetto fotoelettrico non avviene, indipendentemente dall intensità della radiazione incidente. spiegazione TEORIA QUANTISTICA DI EINSTEIN DELL EFFETTO FOTOELETTRICO Nel 195, ben prima dell esperimento di Millikan, Einstein propone una nuova teoria e cita l effetto fotoelettrico come un applicazione in grado di determinarne la correttezza. Einstein assume che l energia elettromagnetica sia quantizzata in pacchetti, localizzati in un volume piccolo di spazio. L energia resta localizzata in questi pacchetti (FOTONI) mentre viaggia con velocità c. Il contenuto energetico del fotone è connesso alla sua frequenza da: E = hν 3

Einstein assume anche che nell effetto fotoelettrico un fotone sia completamente assorbito da un elettrone. Quando l elettrone viene emesso dalla superficie del metallo, la sua energia cinetica sarà: K = hν - φ dove hνè l energia assorbita dal fotone incidente e φè l energia necessaria per rimuovere l elettrone dal metallo. Energia cinetica e funzione lavoro Alcuni elettroni sono legati più fortemente di altri; alcuni altri perdono energia nelle collisioniprima di abbandonare la superficie. Nel caso degli elettroni meno legatie che non perdono energia uscendo, l energia cinetica massima è: K MAX = hν-φ dove φ è un energia caratteristica del materiale, detta funzione lavoroe definita come la minima energia necessaria per un elettrone per attraversare la superficie metallica e sfuggire alle forze attrattive, che normalmente lo tengono legato al metallo. 4

Consideriamo come l ipotesi del fotone risponde alle obiezioni generate dall interpretazione classica: 1) INDIPENDENZA DI K MAX DALL INTENSITA DI ILLUMINAZIONE La teoria dei fotoni spiega bene gli esperimenti: raddoppiando l intensità della luce raddoppia il numero di fotonie perciò la corrente fotoelettrica, ma non cambia l energia dei singoli fotoni 2) ESISTENZA DI UNA FREQUENZA DI SOGLIA Perché un elettrone sia fotoemesso e rivelato deve essere K MAX > ovvero hν-φ > e quindi ν > φ /h ν Se la frequenza viene ridotta sotto ν il singolo fotone non ha energia sufficiente per l emissione di un elettrone, indipendentemente dall intensità della radiazione (numero di fotoni). Riscriviamo ora K MAX = hν-φ sostituendo ev al posto di K MAX : ev = hν-φ che prevede una dipendenza lineare del potenziale di arresto dalla frequenza, in perfetto accordo con l esperimento di Millikan. 5

Parte sperimentale: asserviamo I vs V 4 Corrente in funzione del potenziale I [A] 3,5 3 2,5 2 1,5 46nm Misure effettuate all Ariosto, con filtri di lunghezza d onda diversi: al diminuire della lunghezza d onda (aumento dell energia dei fotoni) si osserva che è necessario un potenziale di frenamento negativo in valore assoluto maggiore. 1 635 nm -1 1 2 V [V] 3 Tensione di frenamento per vari filtri Corrente in funzione del potenziale V= 1,.845,.71,.57,.36,,8 46 nm 5 nm 54 nm I[µA] 57 nm 635nm V[V] -1,2-1,1-1 -,9 -,8 -,7 -,6 - -,4 -,3 -,2 -,1,7 Per trovare il potenziale, per il quale Azzera al corrente, è meglio Trovare graficamente o imponendo a zero la polinomiale di grado 2 della regressione effettuata anche con excell.,6,5,4,3,2,1 -,1 Qui riportiamo quanto osservato Direttamente come I= 6

E k = hν - W Dato che E k =ev e λν=c ci aspettiamo una relazione del tipo ricaviamo ν=c/λ Regressione lineare V [V] 1,1 1,,9,8,7,6,4 Vfrenamento in funzione di ν y = 3,59E-15x -1,31E+ A= -1.39 V δb /B B= 3.59E-15 h/e δb = 2E-16.6 E 1.62E-19 C C 2.99E+8 m s -1 h [1-34 J s] h 5.74E-34 J s δh= 3E-35 J s 6,4 6,3 6,2 6,1 6 5,9,3 4,E+14 5,E+14 6,E+14 7,E+14 ν [Hz] 5,8 5,7 5,6 Otteniamo l andamento atteso, ma il valore atteso non è appropria per h misurato 5,5 5,4 5,3 7

V [V] 1,1 1,,9,8,7,6,4 Tensioni di frenamento da polinomiale. 1.2, 8.36, 6.8, 5.78, 3.88 [V] Vfrenamento in funzione di ν y = 3,524E-15x - 1,271E+,3 4,E+14 5,E+14 6,E+14 7,E+14 ν [Hz] A= -1.27E+ V δb /B B= 3.52E-15 h/e δb = 2E-16.6 E 1.62E-19 C C 2.99E+8 m s -1 h [1-34 J s] h 5.65E-34 J s δh= 3.5E-35 J s Otteniamo l andamento atteso, ma il valore atteso non è appropriato per h misurato 6,4 6,3 6,2 6,1 6 5,9 5,8 5,7 5,6 5,5 5,4 5,3 Abbiamo ritenuto i filtri privi di incertezza 9 8 7 6 5 4 3 2 1 filtro 46 nm 2-1 4 6 8 1 9 8 7 6 5 4 3 2 1 Filtro 5 nm 2-1 3 4 5 6 7 8 9 Non è chiaro quale è la lunghezza d onda minore, ovvero la frequanza maggiore per definire in modo preciso che valore utilizzare. Vediamo i filtri successivi 8

1 9 8 7 6 Filtro 54 5 4 3 2 1-12 4 6 8 1 8 6 4 2 FIltro 635 2 4 6 8-2 1 8 6 4 2 FIltro 57 2-2 4 6 8 Si osserva come la lunghezza d onda minore sia più netta rispetto ai precedenti. V [V] Tensioni di frenamento da polinomiale per soli tre filtri ( 6.8, 5.78, 3.88 [V]).,8,7,7,6,6,4 Vfrenamento in funzione di ν y = 4,18E-15x -1,61E+ A= -1.61E+V δb /B B= 4.18E-15 h/e δb = 5E-16.13 E 1.62E-19 C C 2.99E+8 m s -1 h 6.7E-34 J s δh= 9E-35 J s h [1-34 J s] 7,1 7, 6,9 6,8 6,7 6,6,4 4,E+14 5,E+14 6,E+14 ν [Hz] 6,5 6,4 Otteniamo l andamento atteso, ed il valore atteso è appropriato per la nostra misura. 6,3 9