PARTO
Anatomia e fisiologia del parto Il bambino durante il proprio sviluppo all interno all utero materno viene denominato feto. L utero materno è un organo dotato di una spessa parete muscolare la quale, durante il travaglio, si contrae a intervalli diversi e spinge il feto verso il collo dell utero (cervice uterina); la cervice subisce una dilatazione di 10 cm per permettere alla testa del feto di passare dalla vagina, consentendo così l espulsione del resto del corpo. Durante la gravidanza l utero ospita anche un altro organo chiamato placenta, costituito da tessuto materno e tessuto fetale che serve allo scambio di ossigeno, sostanze nutritive, anidride carbonica e scorie fra il feto e la madre; la placenta viene espulsa dopo la nascita del bambino. Il feto ha un proprio apparato circolatorio e comunica con la placenta tramite il cordone ombelicale; anche questo viene espulso alla nascita del bambino. Durante la gravidanza il feto è protetto da un sottile doppio strato di membrane, ed è immerso nel liquido amniotico (ricco di acqua, circa da 1 a 2,5 litri): tale sacco ha la funzione di protezione nei confronti di lievi traumi e di mantenimento della temperatura corporea. Nella maggior parte dei casi il sacco amniotico si rompe durante il travaglio facilitando così la progressione del nascituro attraverso il canale del parto. Normalmente il liquido amniotico è limpido; un colore verdastro o marronegiallastro (causato dalle feci fetali) deve essere interpretato come segnale di allarme, perché può essere indicazione di sofferenza fetale (liquido amniotico tinto di meconio). Il travaglio Comprende l intero processo del parto, ed è suddiviso in tre stadi: PRIMO STADIO: o anche periodo della dilatazione inizia con contrazioni regolari, assottigliamento e graduale dilatazione del collo dell utero fino alla completa dilatazione dello stesso. SECONDO STADIO: inizia quando il feto impegna il canale del parto, e le contrazioni si fanno più forti, e termina con l espulsione completa. Spesso in questa fase le donne sentono la necessità di defecare, stimolo provocato dalla pressione del feto a livello del retto: non permettere alla donna di recarsi in bagno assolutamente: potrebbe partorire, in tali casi l espulsione del feto avviene di solito entro pochi minuti! TERZO STADIO: inizia al momento dell espulsione del feto e termina con l espulsione della placenta e delle membrane amniocoriali (secondamento). Contrazioni/ doglie: questi dolori tipici compaiono ad intervalli regolari e crescono di intensità man mano che il travaglio va avanti. La frequenza cresce fino ad arrivare ad un intervallo di circa 2-3 minuti; la durata varia dai 30 secondi al minuto circa. I dolori possono incominciare, fermarsi un poco e poi ricominciare; compito del soccorritore è quello di controllare i seguenti parametri: Parto 2
durata delle contrazioni: dall inizio alla fine; intervallo fra le contrazioni: frequenza, dalla fine di una contrazione all inizio della successiva. Valutazione della madre E importante che il soccorritore raccolga informazioni utili a stabilire l urgenza o meno della situazione; a tal scopo è fondamentale: chiedere nome della madre, età e la data prevista del parto; chiedere se si tratta della prima gravidanza (in questo caso il tempo medio necessario per la nascita è di circa 16-17 ore dall inizio del travaglio, in altri casi è nettamente inferiore); chiedere da quanto tempo sono iniziate le doglie, quanto spesso compaiono, se è già avvenuta la rottura delle acque o se ha avuto perdite di sangue; iniziare a quantificare la frequenza e la durata delle contrazioni; chiedere alla paziente se avverte lo stimolo a defecare; esaminare la partoriente ad occhio nudo, per verificare, a livello vaginale, se vi sia un rigonfiamento o se siano visibili la testa o altre parti anatomiche del feto: in questi casi la nascita è imminente. Quest azione potrebbe essere imbarazzante per la madre e per chi le è accanto: per questo motivo è importante spiegare bene sempre cosa si sta facendo e perché, con la massima serietà e soprattutto discrezione, invitando le persone che si trovano vicino alla partoriente ad allontanarsi. Buona cosa è anche aiutare la donna a spogliarsi; rilevare poi le contrazioni uterine appoggiando il palmo della mano sull addome della donna, al di sopra dell ombelico, senza spogliarla e spiegandole cosa si sta facendo: misurare la contrazione ed annotare la durata e la frequenza; rilevare i segni vitali. Quando effettuare il trasporto in ospedale Una volta stabilito se il parto sia imminente oppure no, è fondamentale valutare se effettuare il trasporto in una struttura idonea, oppure se le condizioni siano tali da preparasi ad assistere la madre sul posto. In linea di massima, è bene tenere presente che: Se la donna è al primo parto, se non ha le spinte, se non si presenta la testa del feto e se non ha il bisogno di defecare, effettuare il trasporto in ospedale. Se la donna presenta contrazioni con frequenza di circa 2 minuti e l espulsione del feto è prossima, valutare come si presenta il feto e chiedere alla centrale operativa se restare sul posto ed assistere al parto o procedere con il trasporto. Parto 3
Nel caso in cui si sia convenuto di procedere al trasporto in ospedale e durante il tragitto si dovesse presentare la testa (o altra parte anatomica) del feto fermare l ambulanza e preparasi ad effettuare l assistenza al parto. Avvisare la Centrale Operativa. Se, dopo aver effettuato la valutazione, si ritiene di non effettuare il trasporto, prepararsi ad assistere al parto sul posto. Come effettuare il trasporto in ospedale Meglio trasportare la donna in posizione laterale di sicurezza sul fianco sinistro (non destro), per permettere di ridurre la pressione che, altrimenti, il feto e l utero provocherebbero sulla vena cava inferiore; tale compressione, determina infatti una riduzione del ritorno venoso verso il cuore, vertigini, caduta di pressione ed eventuale shock (sindrome da ipotensione in clinostatismo). Non è però d obbligo, cerchiamo anche un compromesso per far sentire la donna il più a suo agio possibile. Assistenza al parto In caso non sia possibile trasportare la madre in ospedale, il soccorritore deve prepararsi ad assistere al parto sul posto; le operazioni da fare sono le seguenti: controllare che la madre sia in un luogo protetto e riservato, allontanando i presenti non direttamente coinvolti; indossare guanti sterili, mascherina ed occhiali. Cercare di auto-proteggersi il più possibile in quanto è molto probabile essere investiti da schizzi di sangue o altri liquidi durante il parto; porre la futura madre su un letto, sul pavimento o sulla barella; sollevare le natiche della donna con coperte o con un cuscino, fare in modo che ponga le ginocchia distese e divaricate: ci sarà bisogno di uno spazio di circa 60 cm. sotto le natiche della madre per appoggiare il nascituro; aiutare la madre a spogliarsi e coprirla poi con lenzuola; chiedere al padre o ad una persona di fiducia della donna di posizionarsi alla testa della donna per offrirle un sostegno psicologico, per calmarla ed incoraggiarla, per girarle la testa di lato in caso di vomito e per monitorare i parametri vitali.. Durante il parto, è importante parlare sempre alla partoriente, invitandola a respirare profondamente; porsi, a questo punto, con le mani inguantate in prossimità dell apertura vaginale per essere pronti quando comparirà la testa. Ricordarsi di non toccare la zona intorno alla vagina, se non per favorire il parto (sempre meglio, per motivi legali, in presenza di un altro barelliere); Parto 4
sostenere la testa del bambino che fuoriesce con una mano, aprendo le dita in modo regolare attorno alla sua testa avendo maggiore cautela in prossimità delle fontanelle-zone molli presenti sulla sommità ed ai lati del cranio. Ricordarsi di non tirare il bambino! Con l altra mano, con l aiuto di un telo sterile sostenere il tessuto posto tra l ano e la vagina della partoriente affinché non si laceri durante l espulsione; se il sacco amniotico non si fosse rotto quando esce la testa del bambino, con le dita forarne la membrana, togliere poi i resti dalla bocca e dal naso del bambino. Valutare il colore del liquido amniotico. Se è presente meconio prepararsi ad effettuare rapidamente un aspirazione delle vie aeree del bambino; dopo che la testa è uscita controllare che il cordone ombelicale non sia attorno al collo del bambino: dire alla madre di non spingere in questo momento. Se il cordone fosse attorno al collo del neonato cercare di allentarlo delicatamente: non deve rompersi!!! controllare le vie respiratorie del bambino sostenendone la testa con una mano e con l altra pulire la bocca ed il naso con garze sterili, poi aspirare i liquidi presenti prima nella cavità orale e poi in quella nasale del neonato con aspiratore dedicato qualora presente (non utilizzare un aspiratore normale per il neonato). Ripetere la procedura 2 o 3 volte nella bocca e 1 o 2 volte in ciascuna narice; aiutare, a questo punto, la madre all espulsione delle spalle: continuando a sostenere il bambino guidare delicatamente la testa del bambino verso il basso se la prima spalla che compare è la spalla superiore. Una volta avvenuta la fuoriuscita della prima, se l altra spalla tarda a comparire, aiutare la madre girando delicatamente la testa del bambino verso l alto per aiutare l espulsione della spalla inferiore; attenzione, il bambino è molto scivoloso, afferrarlo saldamente. Una volta usciti anche i piedini deporre il piccolo su un lato con la testa leggermente più in basso rispetto al corpo. Ispezionare nuovamente il cavo orale e nasale con l aspiratore, mantenendo il bambino a livello della vagina fino a quando il cordone ombelicale cessa di pulsare in modo che il sangue del neonato non refluisca nella placenta; avvolgere il neonato in una coperta calda; annotare l ora esatta della nascita; alla fine, il bambino deve respirare da solo e il cordone ombelicale deve cessare di battere. A questo punto, si può klampare il cordone ombelicale, con una pinza (klemmer) o un nodo di tipo piano, a circa 25 cm dal corpo del neonato, e, successivamente, con una seconda pinza o un nodo piatto a circa 18 cm dal corpo del neonato. La pinza prossimale deve essere applicata a circa 4 dita dal corpo del bimbo. A questo punto potete appoggiare il bambino sul ventre della madre; Parto 5
il taglio del cordone deve essere effettuato da personale specializzato (salvo il caso che si debba intervenire in quanto lo stesso stringe il collo del bambino). Ricordarsi che tagliare il cordone ombelicale equivale, dal punto di vista legale, a decretare la nascita del bimbo; un soccorritore non deve procedere a questa manovra, se non in casi di necessità; In caso di necessità, il taglio deve essere effettuato nella zona compresa fra le due pinze, utilizzando forbici sterili; dopo pochi minuti dalla nascita del bambino verrà espulsa la placenta: questa verrà raccolta, in una busta o avvolti in un foglio di plastica o in un traverso per essere consegnati al medico. L intervallo tra l espulsione del feto e quello della placenta può anche essere di 1 ora; in tale periodo valutare la perdita ematica. Il trasporto in ospedale può avvenire prima o dopo il secondamento in relazione alle condizioni materne e fetali. porre dei traversi sopra l apertura vaginale per raccogliere l emorragia, coprire la madre con un panno e provvedere al trasporto in ospedale di madre e neonato. Assistenza al neonato Se il neonato non respira da solo dopo l aspirazione, l asciugatura ed il riscaldamento per 30 secondi, passare alla rianimazione neonatale: pulire le vie respiratorie in posizione di decubito laterale con apposito aspiratore, prima nel cavo orale e poi nelle narici. E indispensabile effettuare l aspirazione prima nel cavo orale e poi nel naso, perché, quando si liberano le vie respiratorie nasali, il piccolo potrebbe ansimare o iniziare a respirare aspirando così quanto presente nel cavo orale (meconio, sangue, liquidi ecc.); verificare se respira, eventualmente provare a stimolarlo con un energica frizione della schiena o far schioccare il dito indice contro la pianta del piede; se gli atti respiratori non compaiono o se sono superficiali, lenti bisogna effettuare la respirazione artificiale; controllare la frequenza cardiaca: se inferiore a 60 battiti/minuto bisogna iniziare anche il massaggio cardiaco. Complicanze legate al parto Presentazione podalica Si ha presentazione podalica quando la parte del nascituro che si intravede per prima è rappresentata dalle natiche o da entrambi gli arti inferiori. In caso di presentazione podalica, bisogna: cercare di trasportare la madre velocemente in ospedale; Parto 6
non cercare di effettuare alcuna trazione del feto per le gambe; somministrare ossigeno ad alti flussi; porre la madre con la testa in basso e il bacino sollevato (ad esempio con un cuscino sotto al sedere); Prolasso del cordone ombelicale Se durante l espulsione prima del feto si presenta il cordone ombelicale, esiste il rischio che quest ultimo venga stretto talmente da impedire che il sangue ossigenato arrivi al feto. Cosa fare: porre la madre con la testa in basso ed il bacino sollevato; somministrare ossigeno ad alti flussi; controllare il cordone per valutare se sono presenti pulsazioni, avvolgere la parte esposta in telo sterile e umido, mantenerlo al caldo; non tentare di spingere indietro il cordone; trasportare rapidamente la madre in ospedale. Presentazione con un arto Nel caso in cui la prima cosa che si vede del nascituro sia un arto, bisogna: non tentare di tirare l arto né sospingerlo in vagina; porre la madre con la testa in basso ed il bacino sollevato; somministrare ossigeno ad alti flussi; trasportare rapidamente la madre in ospedale. Parto plurimo Se il parto è gemellare, le contrazioni continuano dopo la nascita del primo e fino alla nascita del secondo, che avverrà poco dopo. Il secondo bimbo può avere una presentazione podalica. In questo caso, bisogna: applicare le pinze intorno al cordone ombelicale del primo nato prima della nascita del secondo; il secondo potrebbe nascere anche prima che venga espulsa la placenta del primo nato: aiutare la madre nella nascita; procedere all assistenza dei neonati preoccupandovi anche del secondo cordone ombelicale; la placenta o le placente verranno espulse normalmente; mantenere caldi i gemelli, che di solito saranno più piccoli di un neonato singolo. Parto 7
Parto prematuro L eventualità di un parto prematuro deve essere valutata in base alle informazioni ricevute dalla madre. In questi casi, la testa del neonato è molto più grande rispetto al corpo; quanto più piccolo è il neonato, tanto è più importante l assistenza iniziale. In caso di parto prematuro è necessario: mantenere caldo il neonato prematuro: esiste un grave rischio di ipotermia. L ambulanza deve essere riscaldata; mantenere pervie le vie respiratorie; effettuare la RCP se necessaria; controllare il cordone ombelicale; somministrare ossigeno al bambino, non direttamente a contatto ma ponendo la mascherina in prossimità del viso. Parto 8