LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE



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Transcript:

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE Che cos è, quanto è diffusa, come si manifesta Che fare? Prevenzione e contrasto della violenza: le azioni realizzate e gli strumenti disponibili in Piemonte La violenza contro le donne è Una forma di potere e controllo contro la donna in quanto donna per mantenerla in una posizione di inferiorità e dipendenza. Si parla di Violenza contro le Donne come Violenza di Genere per sottolineare che la donna è aggredita non casualmente (es. furto, borseggio, ) ma deliberatamente proprio nella sua appartenenza al genere femminile, per mantenerla in una posizione di inferiorità e ribadire con la forza un ruolo famigliare e sociale subordinato. Ogni abuso perpetrato contro una donna perché donna, qualora provochi un trauma, un danno o anche solo una sofferenza a chi la subisce, costituisce Violenza, a prescindere dal fatto che sia punito dalla legge come reato e/o che sia accettato e considerato normale nella società di appartenenza.

LA CULTURA, IL LINGUAGGIO E incredibile come la lingua italiana contenga delle terminologie che attribuiscono, con lo stesso nome, a uomini e donne, significati diversiattribuiscono, con lo stesso nome, a uomini e donne, significati diversi... vi faccio alcuni esempi: CORTIGIANO: UOMO CHE VIVE A CORTE - CORTIGIANA: MIGNOTTA MASSAGGIATORE: KINESITERAPISTA - MASSAGGIATRICE: MIGNOTTA PROFESSIONISTA: UOMO CHE CONOSCE BENE IL SUO LAVORO PROFESSIONISTA: MIGNOTTA UOMO DI STRADA: UOMO DURO - DONNA DI STRADA: MIGNOTTA UOMO SENZA MORALE: POLITICO - DONNA SENZA MORALE: MIGNOTTA UOMO PUBBLICO: UOMO FAMOSO, IN VISTA - DONNA PUBBLICA: MIGNOTTA UOMO FACILE: UOMO CON CUI è FACILE VIVERE DONNA FACILE: MIGNOTTA INTRATTENITORE: UOMO SOCIEVOLE, AFFABULATORE INTRATTENITRICE: MIGNOTTA ADESCATORE: UOMO CHE COGLIE AL VOLO PERSONE E SITUAZIONI ADESCATRICE: MIGNOTTA UOMO MOLTO DISPONIBILE: UOMO GENTILE DONNA MOLTO DISPONIBILE: MIGNOTTA SPORTIVO/A VIOLENZA FISICA E ogni forma di aggressione o minaccia contro il corpo di una donna. Spintonare, costringere nei movimenti, sovrastare fisicamente; Sputare contro la persona, tirare i capelli; Dare calci, picchiare a mani nude; Aggredire con armi; Bruciare con sigarette, bruciare con acido; Privare di cure mediche, privare del sonno, privare del cibo; Sequestrare, impedire di uscire; Tentare di strangolare o soffocare; Uccidere;

VIOLENZA SESSUALE E ogni forma di coinvolgimento in attività sessuali senza il consenso della donna. Costrizione a rapporti sessuali non desiderati, fuori o dentro la coppia (stupro); Imposizione di pratiche sessuali non gradite; Mutilazioni genitali; Umiliazioni e brutalizzazioni durante la sessualità; Obbligo di ripetere scene pornografiche; Essere prestata ad un amico per prestazioni sessuali; Obbligo allo scambio di coppia; Obbligo alla prostituzione; Matrimoni combinati; VIOLENZA PSICOLOGICA E ogni mancanza di rispetto che offende e mortifica la dignità di una donna, che ne mina la fiducia personale, che ne limita le potenzialità, che la isola e la esclude. Umiliazioni ripetute con le parole o con i fatti; Paragoni insistenti con altre donne; Denigrazioni ripetute sull aspetto, il carattere, il modo di fare della persona; Controllo eccessivo in nome della gelosia; Minacce rivolte ai figli, ai suoi cari, agli animali domestici;

VIOLENZA ECONOMICA Ogni forma di controllo sull autonomia economica di una donna. Sottrazione di documenti; Impedimento al lavoro; Obbligo a svolgere attività che non desidera; Mancata corresponsione assegno famigliare; Esclusione dalla gestione dell economia famigliare; Controllo maniacale delle spese; Obbligo firma dimissioni in bianco; STALKING ATTI PERSECUTORI Ogni forma di comportamento assillante non gradito dalla donna e anzi percepito da quest ultima come in grado di suscitare preoccupazione, timore, ansia per sé o per i suoi cari. Ripetute e insistenti comunicazioni scritte non desiderate (sms, lettere, scritte su muri o strada, email); Appostamenti, inseguimenti; Invio regali non graditi; Telefonate moleste (anonime, con insulti); Telefonate oscene;

Che fare? Le azioni realizzate e gli strumenti disponibili in Piemonte Piano regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e il sostegno alle vittime La prevenzione della violenza contro le donne e il sostegno alle vittime è stata una delle priorità dell Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte (2005-2010). Per rendere operativa questa priorità, nel luglio 2008 la Giunta Regionale ha adottato un Piano. Trasversale: il Piano è stato coordinato dall Assessorato alle Pari Opportunità ed ha coinvolto gli Assessorati al Welfare, alla Sanità, alla Formazione, Lavoro, Istruzione, Sicurezza, Casa, Politiche giovanili ed Enti Locali. Condiviso: il Piano è stato discusso nei Forum Provinciali e condiviso il 13 giugno 2008 nell ambito di un Forum Regionale alla presenza di tutte le realtà coinvolte (enti, associazioni, istituzioni).

Attività realizzate / obiettivi raggiunti 1. Centro di coordinamento regionale 2. Sportelli provinciali 3. Formazione 4. Rete sanitaria 5. Informazione e sensibilizzazione (Voci nel Silenzio. La violenza nega l esistenza) Inoltre: - Patrocinio legale gratuito (L.R. 11/2008) - Centri antiviolenza con case rifugio (L.R. 16/2009) RETE SANITARIA Rete regionale per la prevenzione della violenza contro le donne e per il sostegno alle vittime (settembre 2009) Obiettivo: definire una modalità assistenziale alle vittime di violenza domestica e sessuale adeguata e omogenea su tutto il territorio regionale Punto di riferimento della rete sarà il Centro integrato ospedaliero per l assistenza alle vittime di violenza domestica e sessuale costituito dall integrazione del centro SVS-Bambi dell ASO OIRM-Sant Anna e dal Centro Demetra dell ASO San Giovanni Battista-Molinette. Ogni Azienda Sanitaria Regionale (ASR) ha individuato 1 referente violenza, che avrà il compito di costruire la rete locale coordinando le attività delle varie realtà sanitarie del proprio territorio di competenza. Ogni ASR ha anche individuato 2 referenti di Pronto Soccorso preferibilmente 1 medico e 1 ostetrico/infermiere a livello di ogni singolo presidio ospedaliero, che applicheranno i protocolli regionali, adattandoli alla specificità della propria realtà e individuando il percorso più idoneo per ogni donna (dalla presa in carico diretta all attivazione della rete psico-sociale).

Fondo di solidarietà per il patrocinio legale alle donne vittime di violenza e maltrattamenti (L.R. 11/2008) Chi può accedere al Fondo regionale? Donne vittime di violenza e maltrattamenti che: abbiano età superiore ai 18 anni e siano residenti in Piemonte; intendano sporgere denuncia per un reato che sia stato consumato o tentato sul territorio piemontese a partire dal 4 aprile 2008; abbiano un reddito non superiore al triplo di quanto previsto dalla normativa nazionale in materia di patrocinio a spese dello Stato. Per quali reati si può chiedere l accesso al Fondo regionale? violenza sessuale, maltrattamenti fisici e psicologici, fenomeni di persecuzione, abusi e minacce, molestie e ricatti a sfondo sessuale in tutti gli ambiti sociali, a partire da quello familiare. Quali spese copre il Fondo regionale? Il Fondo copre le spese di assistenza legale nell ipotesi in cui il patrocinio legale sia svolto da avvocati regolarmente iscritti nell elenco previsto dalla Convenzione tra la Regione Piemonte e gli Ordini degli avvocati dei Fori del Piemonte. Possono inoltre usufruire delle spese stragiudiziali anche le donne che usufruiscono del gratuito patrocinio a spese dello Stato, la cui normativa nazionale non prevede la copertura di tali spese. Come si accede al Fondo regionale? Presso ciascun Ordine degli Avvocati piemontesi è stato istituito un elenco di avvocati accreditati ai quali ci si può rivolgere per accedere al Fondo. Istituzione di centri antiviolenza con case rifugio (L.R. 16/2009) I Centri antiviolenza sono luoghi fisici di accoglienza, sostegno e offerta di residenza alle donne vittime di violenza. Assicurano, in questo modo percorsi di autonomia e superamento del disagio. I Centri, 1 per ciascuna provincia, svolgono le seguenti attività: offrono accoglienza e ospitalità temporanea, anche attraverso l istituzione delle case rifugio, a donne sole o con figli esposte a minaccia di violenza; garantiscono sostegno pratico e aiuto per problemi psicologici, esistenziali, sanitari e assistenziali, in raccordo con i servizi-socio sanitari; operano per il reinserimento sociale e lavorativo; sensibilizzano l opinione pubblica sull argomento della violenza sulle donne e promuovono ricerche conoscitive e raccolte di dati statistici al fine di mettere in evidenza i contesti in cui la violenza è maggiormente esercitata; avviano percorsi di formazione presso operatori che lavorano a contatto con situazioni di violenza.

Voci nel Silenzio. La violenza nega l esistenza