Parco della Murgia Materana Progetti di conservazione della BIODIVERSITA Dr. Vito Santarcangelo
G. Gambetta, P. Medagli 923 specie descritte 400 immagini
Dipartimento di Biologia e Chimica Agro-forestale ed Ambientale, Sez. di Entomologia e Zoologia, Università degli Studi di Bari. ENTOMOFAUNA DEL PARCO DELLA MURGIA MATERANA
421 specie, 16 ordini e 105 famiglie. HYMENOPTERA 8% ODONATA 3% ORTHOPTERA 6% ALTRI 2% LEPIDOPTERA 27% COLEOPTERA 39% DIPTERA 6% NEUROPTERA 2% RHYNCHOTA 7%
Zerynthia polyxena ([Denis & Schiffermüller], 1775); Il bruco si nutre di piante contenenti principi tossici che vengono assimilati nel corpo dall insetto e costituiscono una efficace difesa dai predatori, se disturbato, il bruco estromette dal protorace un appendice forcuta, di colore rosso, chiamata osmeterio, che emette un odore pungente. La specie è protetta ed è inserita nell allegato IV della Direttiva Habitat 92/43/Cee.
Melanargia arge (Sulzer, 1776). Endemica italiana Vola in maniera veloce e apparentemente disordinata I bruchi si nutrono di poacee Specie protetta, è inserita negli allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/Cee
Cerambyx cerdo cerdo Linnaeus, 1758 Vive in boschi di quercia su piante di notevoli dimensioni. Le larve si nutrono di legno scavando con le mandibole lunghe gallerie nei tronchi e nei rami più grossi. Il loro sviluppo dura dai 3 ai 5 anni. Gli adulti sfarfallano a giugno-luglio, praticando un grosso foro nella corteccia, sono attivi soprattutto al crepuscolo. Si nutrono di frutti o della linfa che trasuda dalle ferite degli alberi. Specie a rischio di estinzione per la graduale scomparsa del suo habitat, è stata dichiarata protetta e inserita negli allegati II e IV della Direttiva Habitat CEE/92/43.
Saga pedo (Pallas, 1771) Ortottero predatore, si nutre di piccoli grilli e cavallette che cattura con le zampe anteriori. Le popolazioni sono formate con ogni probabilità esclusivamente da femmine che si riproducono per partenogenesi; il maschio infatti non è mai stato trovato. Specie protetta inserita nell allegato IV della Direttiva Habitat 92/43/Cee.
Ululone appenninico Bombina pachypus Sono stati censiti e caratterizzati otto siti riproduttivi della specie all'interno della Gravina di Matera. Gli individui occupano pozze di varia conformazione ai lati del Torrente purchè con acque ferme o debolmente correnti. La specie conferma il suo carattere pioniero riuscendo a svilupparsi in condizioni critiche dal punto di vista della qualità delle acque. Le popolazioni risultano essere sufficientemente sviluppate, anche se si è riscontrata una forte mortalità durante le prime fasi di sviluppo dei neometamorfosati, ed una bassissima percentuale di successo della schiusa delle
Marcature di Bombina pachypus
Tritone italico Lissotriton italicus Non sono stati individuati esemplari di tritone crestato all'interno dell'area del SIC-ZPS Gravine di Matera. La specie nel sito sembra essere ormai scomparsa, probabilmente a causa dell'eccessivo degrado della qualità delle acque dei torrenti presenti nell'area. Nel corso dei rilievi sono stati osservati alcuni individui, presso una piscina abbandonata a circa 2,5 chilometri dal confine del SIC-ZPS (Sito n. 10). Per tali individui, è lecito pensare che facciano parte del contingente originale della specie nell'area, per cui si ritiene che possano essere reintrodotti nei siti che saranno creati nell'ambito
Colubro leopardino Zamenis situla La specie è abbastanza diffusa in tutto il territorio, Z. situla risulta specie alquanto criptica e di difficile individuazione, sia a causa del carattere sospettoso, che a causa della grande capacità mimetica della sua livrea Diverse segnalazioni di presenza del Colubro leopardino in zone periurbane, indicano la presenza diffusa della specie e confermano il dato bibliografico di presenza in aree urbane e peri-urbane.
Centro di allevamento anfibi e rettili Acquari interni
Centro di allevamento anfibi e rettili vasche esterne
Centro di allevamento anfibi e rettili Gabbie Testudo hermanni
Gallina prataiola (Tetrax tetrax)
Conclusioni Presenza di ambienti idonei all insediamento della Gallina prataiola. Il 67,8% del territorio di studio risulta avere un idoneità da media ad alta (4536,8 ha.)
Parco Nazionale dell Alta Murgia Bux M., Rizzi V., Palumbo G., Sigismondi A, 2011. - Studio di fattibilità per la reintroduzione della gallina prataiola (Tetrax tetrax) nel Parco Nazionale dell Alta Murgia. A cura di Centro Studi Naturalistici Onlus Considerando congiuntamente le due aree, si potrebbero configurare buoni presupposti per la reintroduzione della specie, sia dal punto di vista ecologico sia dal punto di vista della successiva necessità di conservazione delle popolazioni reintrodotte.
il territorio del Parco, condivide con la Puglia caratteristiche geologiche, climatiche, faunistiche e botaniche, coniugando ampie estensioni di vegetazione a carattere pseudosteppico mediterraneo con un mosaico di agro-ecosistemi, che rendono tale territorio uno dei pochi ambiti territoriali dell Italia continentale, in cui la reintroduzione della Gallina prataiola risulta possibile. Implementazione di azioni di conservazione e creazione delle condizioni ottimali alla specie nelle aree contigue.
LIFE+ 2012 LIFE12 NAT/IT/001052 Conservation of the last italian peninsular population of Tetrax tetrax
Quercus trojana
Progetto Agro-bio-diversità FEASR Basilicata 2007/2013 PSR Basilicata Misura 214 Azione 5 «Agrobiodiversità» Recupero, conservazione e valorizzazione in situ di specie di interesse agrario
Lupo (2010)
Tracce di Lupo
Fatta di Lontra
Impronte di Lontra
Grazie per l attenzione