PROGETTO DI ALLEVAMENTO SPERIMENTALE DEL FAGIANO CON INCUBAZIONE NATURALE CON CHIOCCINE
PREMESSA L allevamento tradizionale del fagiano, di tipo semi-industriale, industriale, ha evidenziato negli anni diversi limiti soprattutto dal punto di vista della qualità dei soggetti prodotti poiché poco adatti ad essere immessi in natura a fini di ripopolamento. Questi problemi qualitativi sono soprattutto tre: Scarsa capacità di reperire alimenti in ambiente naturale Scarsa conoscenza di moduli comportamentali antipredatori Diminuzione della capacità di accudire e proteggere la prole per mancanza diimprinting
La sempre crescente conoscenza e attenzione verso tali aspetti sta orientando l allevamento verso forme meno produttive ma allo stesso tempo capaci di produrre soggetti più naturali e quindi capaci di un miglior adattamento e una miglior resa in termini numerici che compensa, come in parte dimostrato in alcuni studi (Bagliacca, Santilliet all), il costo maggiore rispetto ad un prodotto industriale.
PROBLEMATICHE NEL DETTAGLIO COMPORTAMENTI ANTIPREDATORI: Il comportamento antipredatorio nei fasianidi viene appreso nei primi giorni di vita dai genitori. Con l incubazione artificiale il comportamento anti-predatorio rimane insufficiente
In questo caso l utilizzo delle chioccinesopperisce solo in piccola parte in quanto le galline non presentano i medesimi moduli comportamentali dei fagiani: manca il riflesso di immobilità! Sotto questo aspetto si potrebbe, in un prossimo futuro, selezionare linee di chioccinesulla base della somiglianza dei loro moduli comportamentali antipredatori con quelli dei fagiani. Altro sistema potrebbe essere quello della cova naturale con fagiana in cattività anche se questo presuppone di avere animali provenienti da allevamento (e quindi non sempre con i giusti comportamenti antipredatori) oppure voliere immense e quindi economicamente difficilmente sostenibili.
Diminuzione della capacità di accudire e proteggere la prole per mancanza di imprinting Questo aspetto è ancora oggetto di opinioni discordanti. C è chi sostiene che l allevamento tradizionale non comporti ripercussioni sull istinto materno mentre altri (soprattutto molti cacciatori) sostengono il contrario. In realtà la capacità di accudire la prole sembra sia più una questione ormonale che istintiva infatti l ormone follicolo stimolante, responsabile della produzione dei follicoli ovarici, è un antagonista della prolattina che, inibendo l attività ovarica, stimola dapprima l istinto della cova e successivamente l istinto materno. Ci sono anche altre controindicazioni: l uso dell incubatrice artificiale, e i successivi passaggi, permettono la schiusa delle uova e la sopravvivenza dei pulcini in un altissima percentuale, assicurando un alto successo riproduttivo anche a quegli individui destinati, in natura, ad averlo nullo o basso. Questo fatto provoca un indebolimento di quelle forze selettive che tendono a contenere le dimensioni della covata entro i limiti ottimali per la specie. l uso dell incubatrice produce, nel tempo, individui che depongono più uova di quante possano covare. La dimensione ottimale della covata in natura è infatti notevolmente inferiore alle potenzialità individuali.
L utilizzo delle chioccine, oltre a eliminare questo ultimo inconveniente, permette alla prole l apprendimento di comportamenti «accessori»,con l osservazione della madre, non indotti da fattori ormonali. Anche per questo aspetto sarebbe necessaria una selezione delle galline in base al loro comportamento!
Scarsa capacità di reperire alimenti in ambiente naturale Questo è senz altro il punto di forza di questo tipo di allevamento essenzialmente per due aspetti: Le galline impartiscono naturalmente ai giovani fagiani importanti lezioni sulla ricerca del cibo in natura. I pulcini, essendo immessi precocemente in natura ed in periodo «naturale», imparano, sotto la supervisione della madre, ad utilizzare una vasta gamma di alimenti e di ambienti.
IL PROGETTO
Quando???? Il progetto di allevamento sperimentale è iniziato con la stagione riproduttiva 2013 ed avrà durata triennale. Chi??
DOVE?? Provincia di Grosseto A.T.C. GR 6 Z.R.C. Cornacchiaio
COME? Il progetto è impostato sulla base di una precedente esperienza di successo intrapresa, a Campiglia M.ma, dal signor Furloni, d intesa con l ATC LI.9, che dal 2005 produce fagiani con tale metodo e che oggi riesce a raggiungere circa 1500 capi/anno. Il lavoro si può suddividere in quattro fasi: 1.Incubazione da parte della chioccia. 2.Periodo «allo stretto»; 3.Periodo di transizione in voliera chiusa. 4.Liberazione in recinto di ambientamento a cielo aperto.
Fase 1: Incubazione Le uova sono fornite Stanza di incubazione -> stanza Si possono riparata incubare da sbalzi dalle termici 15 alle e correnti 25 uova a seconda della d aria, dimensione poco luminosa della chioccia. e ben Quelle più adatte sono di media dimensione (circa 1,7 kg di p.v.) alle protetta da disturbi di vario genere. quali Acqua inoltre si possono dare e cibo sempre vengono tranquillamente 20 uova a senza grandi problemi dovuti alla rottura delle stesse disposizione. o Importante curare l igiene dello schiacciamento dei dei nidi e del locale. pulcini. Le galline utilizzate recuperate sono nate da cova naturale. le Quelle uova provenienti da allevamento hanno scarsissima attitudine alla cova e sono quindi antieconomiche per il nostro lavoro. dal CPPS di Scarlino e trovate durante le operazioni agricole. La cova dura in media 24 gg
I nidi sono realizzati semplicemente con cassette in plastica per ortaggi o con secchi in plastica. Si usa paglia come lettiera che viene sostituita ad ogni ciclo di incubazione. I fagianiniappena appena nati tendono a muoversi rischiando di cadere dal nido andando così in contro a morte certa ed è perciò necessario approntare i nidi con delle paratie in rete in modo che le chiocce possano agevolmente uscire per alimentarsi e defecare mentre i piccoli siano trattenuti all interno.
Fase 2: Periodo allo stretto Appena asciutti, i pulcini vengono trasferiti, insieme alla madre, in gabbie in rete metallica di 100cm x 50 cm. La gabbia ha una zona nido, riempita di paglia, e una zona alimentazione dove viene fornito un mangime altamente proteico a base di farina di pesce. Il fondo della gabbia è in rete con maglie 2 x 2 cm in modo da lasciar passare le deiezioni e il cibo sporco. Dopo 7-10 TRASPORTO gg (a seconda della stagione) i fagiani e la chioccia sono spostati nel recinto di ambientamento trasportandoli con un furgone all interno della stessa gabbia.
Fase 3:Periodo di transizione in voliera chiusa La voliera è situata al internodella Z.R.C. «Il Cornacchiaio» (Ha)nel comune di Civitella-Paganico ed è compresa in un più ampio (1,5 ha) recinto di ambientamento a cielo aperto. Ha una dimensione di circa 20m x 10 m, più una zona completamente chiusa in lamiera di 3m x 7m. La superficie è stata divisa in 3 zone comunicanti tra loro per poter effettuare un passaggio graduale dei pulcini da zone chiuse all aperto. 1. Appena portati, i pulcini e la chioccia, sono fatti stazionare nella capannina chiusa in lamiera, con una sola parete delimitata dalla rete. 2. Dopo 5-6 giorni di acclimatazione vengono fatti passare, con possibilità di rientro, nella prima parte della voliera chiusa dove prendono familiarità con l ambiente. 3. Dopo ulteriori due giorni gli viene negata la possibilità di rientrare nella voliera chiusa in modo che si abituino a passare la notte all aperto. 4. Dopo altri 4-5 giorni vengono fatti passare nella metà successiva della voliera chiusa. Da qui i fagianinie la chioccia possono uscire nel recinto a cielo aperto. Le tramogge per l alimentazione sono tenute nell ultima parte chiusa della voliera così che fagiani e chiocce rientrino per mangiare.
Fase 4: Liberazione in recinto a cielo aperto Non appena i fagiani passano nella seconda metà della voliera chiusa sono liberi di uscire nel recinto, sempre accompagnati dalla chioccia. QUINDI A MAX 25 GIORNI DALLA NASCITA I FAGIANINI SONO IMMESSI SUL TERRITORIO. La chioccia, a 40-4545 giorni, torna a deporre le uova e abbandona i fagiani.
Rilasciando precocemente i fagiani non è possibile applicargli alcuna marcatura per un successivo riconoscimento. Ho risolto il problema asportando e cautelizzandol unghia l unghia posteriore del dito posteriore del piede sinistro. Così, in caso di ricattura, sarà possibile riconoscere l animale.
Come monitorare i fagiani una volta rilasciati??? A VOI LA PAROLA