IL METODO ABA Applied Behavior Analysis
IL METODO ABA 20 REGOLE DI RIFERIMENTO
1. IL SETTING L ambiente di lavoro deve essere strutturato in modo funzionale all obiettivo dell insegnamento: 1 eliminazione dei distrattori fisici (rumori estranei, colori vivaci, giocattoli o attrezzature diverse da quelle cui il pz è abituato, altre persone) 2 insegnamento con rapporto 1 a 1
2. IL RINFORZO Costituisce il III elemento del ciclo di apprendimento. E un evento che aumenta le probabilità che la risposta (II elemento) a cui esso segue si ripeta in futuro. Solitamente è qualcosa di gradito al pz. E essenziale scoprire per ogni pz il maggior numero possibile di eventi che possono costituire altrettanti rinforzi
2. IL RINFORZO 3 TIPI 1 RINFORZI COMMESTIBILI 2 RINFORZI SENSORIALI 3 RINFORZI SOCIALI
3. RICERCA DEL MENU DEI RINFORZATORI TRA I VARI TIPI DI RINFORZATORI ESISTENTI SI CERCANO EVENTI CHE AUMENTINO LA PROBABILITA DI COMPARSA DEL COMPORTAMENTO
4. REGOLA DELL INDUZIONE PROMPTING (Tecnica dell aiuto) Un aiuto è un indicazione fornita al pz di come si vuole che egli si comporti e del fatto che questo suo comportamento verrà seguito da un rinforzatore 3 TIPI DI AIUTI VERBALI: istruzioni verbali (es. Guardami ) A) GESTUALI: indicare, guardare in una particolare direzione, alzare la mano B) FISICI: implicano la guida fisica (es. per sedersi)
5. REGOLA DEL NO Cosa faccio se il pz emette un comportamento non richiesto? Si dà un feedback secco: No! a 2 condizioni: 1 quando il pz emette 1 comportamento rispetto al comportamento richiesto 2 quando il pz continua il suo comportamento precedente (attesa di 3-4 secondi)
6. REGOLA DEI 3 NO NON E POSSIBILE DIRE PIU DI 3 NO CONSECUTIVAMENTE PERCHE SI RISCHIA DI VANIFICARE LA SESSIONE DI APPRENDIMENTO (PROMPT)
7. REGOLA DELL ATTENUAZIONE DELL INDUZIONE (FADING) E LA PROGRESSIVA ELIMINAZIONE DELL AIUTO (PROMPT) DA PARTE DEL TP UTILE PER NON CORRERE IL RISCHIO DI DIPENDENZA DEL PZ. Nel minor tempo possibile è necessario attenuare l induzione del comportamento
8. REGOLA DEL TEMPO IL TEMPO DEDICATO ALLA SESSIONE DI LAVORO DEVE ESSERE INFERIORE ALLA QUANTITA DI TEMPO LIBERO LA PAUSA E SEMPRE PIU LUNGA DELLA SESSIONE
9. TECNICA DELL ALTERNANZA SI BASA SUL PRINCIPIO DI PREMARK Se ad un attività rara faccio seguire un attività frequente, quella rara aumenta la sua probabilità di comparsa PERCHE? Perchè l attività frequente rinforza quella rara (es. prima appendi la giacca poi giochi con la carta) Il numero delle richieste facili (F = + frequenti) deve essere > del numero delle richieste difficili (D = - frequenti) F D F F D F F
10. I PROGRAMMI DI RINFORZO ESISTONO DIVERSI TIPI DI RINFORZO: A) RINFORZO NON CONTINGENTE - casuale B) RINFORZO CONTINGENTE solo in seguito ad una risposta precisa B1) RINFORZO CONTINUO B2) RINFORZO INTERMITTEMNTE
11. COMPORTAMENTI INADEGUATI QUANDO IL PZ EMETTE UN COMPORTAMENTO CHE IL TP RITIENE INADEGUATO O LONTANO DA QUELLO APPRESO C E DA DIRE NO! SUBITO
12. COMPORTAMENTI ADEGUATI SE IL PZ EMETTE UN COMPORTAMENTO CHE IL TP RITIENE ADEGUATO VA RINFORZATO ANCHE SE NON E STATO RICHIESTO
13. PRINCIPIO DI GUTRIE L ULTIMO COMPORTAMENTO, PRIMA DI FINIRE LA SESSIONE, DEVE ESSERE RINFORZABILE, CIOE DEVE ESSERE POSITIVO OK X OK X X OK OK
14. RIPETIZIONE SISTEMATICA DEL COMPORTAMENTO POSITIVO PER FAVORIRE L APPRENDIMENTO E UTILE EFFETTUARE + VOLTE IN TEMPO RIDOTTO LA STESSA RICHIESTA, SOPRATTUTTO CON COMPORTAMENTI DIFFICILI
15. MODELLAGGIO (SHAPING) Per modellaggio si intende il rinforzamento di risposte che sono approssimazioni sempre più simili al comportamento meta, finchè il pz arriva ad emettere un comportamento che inizialmente non faceva parte del suo repertorio comportamentale
16. PLURALITA DI OBIETTIVI E IMPORTANTE LAVORARE SEMPRE CON ALMENO 2 OBIETTIVI A SESSIONE PER FAVORIRE IL PROCESSO DI CONCATENAMENTO DEGLI APPRENDIMENTI
17. CONCATENAMENTO ANTEROGRADO: procedura attraverso cui si comincia con l insegnare la prima risposta della catena comportamentale e si finisce con l ultima (per normodotati e RM lieve) RETROGRADO: procedura attraverso cui si comincia con l insegnare l ultima risposta della catena comportamentale e si finisce con la prima (per i pz in possesso di nessuna delle risposte da apprendere
18. GENERALIZZAZIONE 1. Mettere in rilievo gli elementi comuni all ambiente dove si svolge l intervento e agli altri ambienti 2. Adottare uno schema di rinforzamento intermittente nella situazione di training formale 3. Insegnare al pz il comportamento desiderato in condizioni il più diverse possibili 4. Arricchire le situazioni nuove di stimoli discriminativi aggiuntivi 5. Passare da rinforzatori artificiali a rinforzatori naturali nel corso del training iniziale
19. COMPORTAMENTI INADEGUATI 3 LIVELLI DISTINTI DI PROCEDURE COMPORTAMENTALI PER LA RIDUZIONE DI TALI COMPORTAMENTI LIVELLO 1 DRO (rinforzamento differenziale di comportamenti alternativi) DRA (rinforzamento differenziale di comportamenti adeguati) DRI (rinforzamento differenziale di comportamenti incompatibili) SAZIAZIONE LIVELLO 2 PRATICA NEGATIVA (senza guida manuale) ESTINZIONE TIMEOUT (senza isolamento) LIVELLO 3 PRATICA NEGATIVA (con guida manuale) BLOCCO FISICO PUNIZIONE TIMEOUT (con isolamento) I N T R U S I V I T A
20. MONITORAGGIO Al fine di conoscere la frequenza con cui il comportamento si manifesta in condizioni naturali 2 TECNICHE DI USO COMUNE PER COSTRUIRE UNA LINEA DI BASE CALCOLO DELLA FREQUENZA Rileva il numero di volte in cui il comportamento si manifesta in un dato periodo di tempo OSSERVAZIONE PER CAMPIONAMENTO DI TEMPO Si osserva il pz ad intervalli fissi (per es. ogni 5 min.) per un dato periodo di tempo