Regolamento collegio docenti



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REPUBBLICA DI SAN MARINO

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Regolamento collegio docenti I.P.S.S.A.R. K. Wojtyla Castrovillari Prudenza e Giustizia Pietro Perugino (1496-1500) Collegio del Cambio, Perugia Quei prudenti che s'adombrano delle virtù come de' vizi, predicano sempre che la perfezione sta nel mezzo; e il mezzo lo fissan fiss giusto in quel punto dov'essi sono arrivati,, e ci stanno comodi. A. Manzoni, Manzoni I promessi sposi, 1827/42 Approvato dal Collegio C dei Docenti del 14 novembre 2013

Composizione e competenze, Presidenza, Commissioni, Validità del Regolamento ART. 1 COMPOSIZIONE E COMPETENZE 1.1 Il collegio dei docenti, composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo in servizio nell'istituto, è presieduto dal D. Scolastico. Il collegio si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce ogni qualvolta il D. Scolastico ne ravvisi la necessità oppure quando almeno un terzo dei componenti ne faccia richiesta. Le riunioni hanno luogo durante l'orario di servizio in ore non coincidenti con l'orario di lezione; per i docenti impegnati nel corso serale la partecipazione al collegio è subordinata allo svolgimento della lezione. Le funzioni di segretario del collegio sono attribuite dal dirigente scolastico ad uno dei docenti collaboratori. 1.2 Il collegio dei docenti: a) delibera in materia di funzionamento didattico dell'istituto, nel rispetto della libertà di insegnamento dei docenti; b) formula proposte al dirigente per la formazione e la composizione delle classi, dell'orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, tenuto conto dei criteri generali indicati dal consiglio d'istituto; c) delibera criteri di valutazione degli alunni e suddivisione dell'a. s. in due o tre periodi; d) valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione e didattica per verificarne l'efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento; e) provvede all'adozione dei libri di testo e, nei limiti delle disponibilità finanziarie indicate dal C.d. I. alla scelta dei sussidi didattici; f) adotta o promuove nell'ambito delle proprie competenze iniziative di sperimentazione; g) promuove iniziative di aggiornamento dei docenti del circolo o dell'istituto; h) elegge, nel suo seno, i docenti che fanno parte del comitato per la valutazione del servizio del personale docente; i) programma ed attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di handicap; ART. 2 PRESIDENZA Il collegio dei docenti è presieduto dal Dirigente Scolastico o, in caso di sua assenza, dal docente con funzione vicaria. Il presidente svolge le seguenti funzioni: 1. convoca e presiede il collegio docenti formulando l o.d.g., esaminate anche le eventuali proposte dei membri del collegio docenti e degli altri organi collegiali della scuola; 2. accertato il numero legale dei presenti apre la seduta, la chiude esauriti i punti all o.d.g.; 3. designa i docenti scrutatori in caso di votazione; 4. designa i relatori degli argomenti posti all o.d.g. qualora si rendano necessari; 5. fa intervenire ogni docente che ne faccia richiesta e garantisce l ordinato sviluppo del dibattito; 6. garantisce il rispetto delle norme contenute nel presente Regolamento e delle disposizioni legislative; 7. sottopone al voto le proposte all o.d.g. o altri atti soggetti al voto e proclama i risultati delle stesse; 8. esercita il diritto di voto in tutte le deliberazioni del collegio docenti. ART. 3 COMMISSIONI PARTE PRIMA 3.1 Il Collegio dei docenti può articolarsi in commissioni, con il compito di istruire i lavori preparatori ratori per la successiva discussione. Tali commissioni possono operare in sede deliberante solo su approvazione del Collegio e, in tal caso, sono tenute periodicamente ad informarlo sullo stato dei lavori, anche mediante affissione di documentazioni all Albo docenti. Le deliberazioni adottate dalle commissioni devono essere, in ogni caso, portate a conoscenza del Collegio docenti nella prima seduta utile. Le commissioni di lavoro sono individuate nelle seguenti aree: 1. didattica; 2. interventi e servizi per gli studenti; 3. utilizzazione delle tecnologie informatiche; 4. orientamento in ingresso ed in uscita; 5. monitoraggio/qualità; I coordinatori delle commissioni e sottocommissioni saranno di norma i docenti con incarico di funzione strumentale o, in via subordinata, docenti designati dal Dirigente Scolastico fra i membri della commissione. 2

3. 2 Commissione di Coordinamento Le Funzioni Strumentali, insieme al Dirigente Scolastico e al suo staff di collaboratori, costituiscono una Commissione di Coordinamento al fine di: a - predisporre il progetto POF per l anno successivo; b - favorire la gestione unitaria di tutte le attività previste dal POF; c - assicurare la maggior qualità possibile ai processi formativi; d - attuare una valutazione dell efficacia del POF; e - sovrintendere alla informazione, al sito web e a tutto ciò che riguarda l immagine pubblica dell Istituto; f - predisporre le iniziative culturali aperte al territorio. La commissione di Coordinamento si riunisce su iniziativa del Dirigente Scolastico secondo un calendario fissato dal Dirigente stesso. La Commissione avrà anche il compito di predisporre per il Collegio di fine anno scolastico un quadro il più possibile organico di tutti i progetti che si intendono attuare nel corso dell anno scolastico successivo. ART.4 VALIDITÀ E MODIFICHE DEL REGOLAMENTO 1. Il presente regolamento, approvato dal Collegio dei docenti nella seduta del 14-11-2013 è valido fino a nuova deliberazione da parte dell organo collegiale medesimo; 2. Quanto non previsto dal presente regolamento resta disciplinato dalle norme vigenti in materia; 3. Copia del presente Regolamento è visibile sul sito e viene esposta all albo dell Istituto. 4. Eventuali proposte di modifica e/o integrazione alle norme del presente Regolamento devono essere presentate mediante testo scritto nel corso di una riunione del collegio per essere discusse nella riunione successiva. Nella richiesta di modifica e/o integrazione devono essere sere specificate parte, articolo e comma ai quali vanno riferite; 5. Le deliberazioni di modifica e/o integrazione vengono adottate a maggioranza dei due terzi dei componenti il collegio; 6. La risoluzione di dubbi che dovessero sorgere in ordine all'interpretazione etazione delle norme contenute nel presente Regolamento è rimessa Al Dirigente Scolastico, ai docenti collaboratori e a tre docenti specificamente indicati dal collegio docenti. Se le sei persone indicate non pervengono ad una interpretazione unanime ci si rimette alla volontà del collegio docenti, che delibererà a maggioranza assoluta degli aventi diritto. ART.5 CONVOCAZIONE PARTE SECONDA Convocazione, Programmazione, Organizzazione e Funzionamento 5.1 Il Collegio dei docenti è convocato dal Dirigente scolastico che ne è il presidente, su propria iniziativa oppure quando almeno 1/3 dei suoi componenti ne faccia richiesta; 5.2 La convocazione avviene - di norma - con un preavviso non inferiore a 5 giorni, mediante pubblicazione al sito web e avviso con circolare per presa visione; la pubblicazione della convocazione sul sito della scuola conterrà l O.d.g. e sarà scaricabile d parte dei docenti e senza che la scuola abbia necessità di fornirne copia; 5.3 La convocazione deve contenere l ordine del giorno, in allegato i materiali su cui si chiede deliberazione, l indicazione dell ora di inizio; 5.4 Nel caso di improrogabile, motivata ed urgente necessità, il Collegio è convocato con un preavviso di 24 ore mediante: o avviso individuale (telefonico, via fax o posta elettronica) per i docenti che, nel giorno della comunicazione, risultino in servizio in altra scuola o liberi da impegni scolastici; o circolare interna e pubblicazione sul sito web per il resto dei docenti; 5.5 le modalità di cui al precedente punto sono da ritenersi valide anche in caso di aggiornamento delle sedute del collegio di cui non si è ultimata la discussione dei punti all O.D.G.. 3

ART. 6 PROGRAMMAZIONE DEI LAVORI All'inizio di ogni anno scolastico di norma nella prima seduta utile - il collegio docenti discute e delibera le linee generali della programmazione didattica, educativa e formativa e, su proposta del Dirigente Scolastico, approva il calendario annuale delle attività. ART.7 PARTECIPAZIONE AI LAVORI DEL COLLEGIO All inizio di ogni seduta si registrano le presenze mediante appello nominale o firme di presenza e al termine della seduta stessa si può procedere al contrappello. La mancata partecipazione del docente è ritenuta assenza ingiustificata qualora, nei due giorni successivi alla seduta, non si produca documentazione della giustificazione con certificazione o autocertificazione da consegnare in segreteria all ufficio personale. Le sedute del Collegio sono, di norma, prioritarie su qualsiasi altra attività del personale docente; nel caso di particolari ed importanti deliberazioni, l orario di servizio dei docenti del corso serale può essere adattato alla circostanza soprattutto se i provvedimenti riguardano docenti e/o attività del corso serale medesimo; ART.8 LAVORI DELLE SEDUTE E DURATA DEL COLLEGIO La durata massima delle riunioni del Collegio docenti è di norma non superiore a tre ore. Nel caso di mancato esaurimento dell ordine del giorno nel tempo massimo previsto il Collegio può decidere - a maggioranza e con votazione palese - se continuare i lavori oppure aggiornarsi al giorno successivo (stabilendo l ora di inizio) o ad altra data in mancanza di deliberazioni urgenti. In caso di aggiornamento nto ad altra data il Collegio sarà convocato dal Dirigente Scolastico secondo le modalità di cui all art.2. Art. 9 ANDAMENTO DEI LAVORI DISCIPLINA E ORDINE DEGLI INTERVENTI 1. In apertura di seduta si constata la presenza del numero legale mediante appello nominale. La seduta è valida se sono presenti più della metà degli aventi diritto. Qualora il numero legale non sia raggiunto, si procede ad un secondo appello dopo mezz ora dal primo. Se anche dopo il secondo appello non è raggiunto il numero legale il presidente fa redigere apposito verbale e il collegio si ritiene convocato per il giorno successivo non festivo, alla stessa ora; 2. All inizio o al termine della seduta il presidente può effettuare comunicazioni; 3. All o.d.g. può essere inserito di norma come ultimo - anche il punto varie ed eventuali ; 4. Le comunicazioni del Dirigente, così come i temi o i quesiti posti dai membri del Collegio in relazione al punto Varie ed eventuali non sono - di norma - soggetti a discussione; 5. I lavori del Collegio si aprono con l'approvazione del verbale della seduta precedente di cui copia viene pubblicata almeno tre giorni prima della riunione. Con decisione unanime dei presenti è possibile astenersi dalla lettura dello stesso, salvo il diritto d'intervento per chi intenda proporre rettifiche sui propri interventi nella sola precedente seduta. 6. I punti all o.d.g. sono di norma trattati secondo l ordine in cui sono stati proposti., ma all'inizio della seduta, su proposta del presidente o di almeno un decimo dei docenti, si può richiedere la modifica dell ordine dei lavori relativamente alla successione degli argomenti all'o.d.g.. La richiesta deve essere sottoposta all approvazione del collegio docenti. 7. Sugli argomenti compresi all'o.d.g. i docenti si iscrivono a parlare durante la seduta. 8. Il Presidente nel concedere la parola segue l'ordine delle iscrizioni a parlare; 9. Ogni docente è tenuto a rispettare i tempi prefissati; in caso contrario il Presidente, dopo un richiamo, ha facoltà di togliere la parola; 10. Ogni componente non può prendere la parola più di due volte sullo stesso argomento. Nel primo caso per non più di cinque minuti, nel secondo (replica) per non più di tre. Ciò vale anche per il presidente, fatte salve le esigenze connesse alla conduzione e alla esaustività della discussione. 11. Ciascun membro ha diritto di chiedere la verbalizzazione per esteso del pensiero espresso; 12. La discussione viene chiusa quando nessuno è più iscritto a parlare. 13. Chiusa la discussione si possono fare solo interventi per proporre eventuali emendamenti - presentati per iscritto - alla proposta di delibera e/o per fare dichiarazioni di voto. 4

VOTAZIONE 1. Quando una proposta viene messa ai voti non è più consentito alcun intervento. 2. una delibera è da considerare approvata quando riporta voti a favore pari alla metà più uno del totale di coloro che hanno concretamente e validamente espresso il voto. Ai fini del computo della maggioranza non si considerano le astensioni e, nelle votazioni a scrutinio segreto, le schede bianche o nulle. 3. L allontanamento di persone durante le votazioni non ha incidenza sul quorum funzionale. Colui che partecipa all adunanza e poi si assenta al momento della votazione, per ciò stesso, non esprime un voto valido (positivo o negativo) di cui si possa tener conto. 4. Se su un singolo argomento su cui deliberare esiste una sola proposta, viene votata la singola proposta che risulta approvata con la maggioranza dei votanti. 5. Se su un singolo argomento esistono più di una proposta il Dirigente Scolastico le mette ai voti. In prima votazione risulterà approvata la proposta che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi; in seconda votazione risulterà approvata la proposta che ha ottenuto il maggior numero di voti. 6. Tutte le votazioni avvengono per voto palese. Si procederà a votazione per appello nominale, con registrazione nominativa del voto qualora il Presidente o il Collegio, a maggioranza, ne faccia richiesta. Nelle votazioni palesi, in caso di parità, prevale il voto del presidente; 7. La votazione è segreta, (scritta per mezzo di scheda) quando le deliberazioni riguardano le persone, soprattutto quando vengono discussi e/o comparati le qualità, le attitudini e/o i titoli discrezionalmente apprezzabili delle persone medesime. 8. Per le votazioni a scrutinio segreto relative all'elezione di componenti di organi e commissioni superiori a un componente ogni votante può esprimere preferenze sino ad un massimo di due terzi dei componenti da eleggere. Sono proclamati eletti coloro che ottengono il maggior numero di voti; a parità di voti, è proclamato eletto il più giovane d'età. 9. Lo spoglio delle schede e la verifica del voto a scrutinio segreto sono effettuati dai docenti scrutatori individuati dal dirigente scolastico. 10. Conclusa la votazione, il Presidente proclama i risultati della stessa dando, così efficacia alla delibera intesa come atto definitivo e come tale impugnabile per soli vizi di legittimità. 11. Di norma la deliberazione è immediatamente esecutiva dopo il voto del collegio docenti e non a seguito dell approvazione del verbale della seduta in cui è stato espresso il voto. 12. Fatti salvi i diritti della libertà didattica previsti dalla legge, le deliberazioni del Collegio vincolano tutti i docenti a partecipare alla loro attuazione secondo le modalità previste. ART.10 VERBALIZZAZIONE 1. Il verbale del collegio docenti viene redatto in forma sintetica da uno dei collaboratori del dirigente scolastico cui è attribuita la funzione di segretario; nel verbale saranno riportate le proposte, i risultati delle votazioni e le delibere approvate. Al fine di poter facilitare in un secondo tempo la verbalizzazione, il collegio potrebbe decidere di registrare la seduta su supporto magnetico. 2. Dal decimo giorno lavorativo successivo ad ogni riunione del Collegio, o, il relativo verbale è affisso in sala insegnanti, perché sia possibile richiederne in forma scritta eventuali rettifiche per la definitiva approvazione nella seduta successiva. 3. Ciascun docente ha diritto a richiedere duplicazione cartacea del verbale, previa presentazione al Dirigente Scolastico di domanda sottoscritta. 4. Ciascun membro del Collegio, nel caso di non corrispondenza tra il pensiero espresso e l interpretazione del segretario verbalizzante, può chiedere verbalmente o per iscritto, in sede di approvazione del verbale della sola seduta precedente, di apportare integrazioni/precisazioni rispetto a quanto verbalizzato relativamente al proprio intervento; 5. Nel formulare le proprie integrazioni/precisazioni non è ammesso rientrare in alcun modo nella discussione del merito dell'argomento ne è possibile chiedere integrazioni rispetto ai punti su cui non si è intervenuti o a lavori riguardanti riunioni che non siano quella immediatamente precedente delle quali i verbali risultano già definitivamente approvati. 6. L integrazione/precisazione è approvata se non vi sono opposizioni alla stessa da parte del collegio docenti. In caso contrario sono ammessi un intervento favorevole e uno contrario alla proposta, ciascuno non superiore a tre minuti: successivamente il presidente pone in votazione la proposta di integrazione. 7. Il presidente pone in votazione il testo integrale del verbale comprensivo dalle eventuali integrazioni/precisazioni. Votano coloro che hanno preso parte alla seduta verbalizzata. 8. In mancanza di esplicite richieste il verbale si ritiene approvato in ogni sua parte. 5