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2 PROPORZIONALITÀ DELLE CURE Principio della proporzionalità delle cure: si deve intervenire sul paziente tanto quanto serve alla sua salute, né più né meno. Ciò si valuta nella totalità della persona e nel rapporto rischi/benefici
3 ACCANIMENTO TERAPEUTICO Definizione: È l uso di terapie inutili o inefficaci per la cura della malattia,che aumentano la penosità della malattia, e sono sproporzionate nel rapporto rischio/beneficio, prolungando l agonia più che offendo delle cure. Le caratteristiche: - L inutilità sotto il profilo della terapia - La penosità che impone ulteriori sofferenze al malato - La sproporzione dei mezzi riguardo al risultato terapeutico
4 CURE PALIATIVE Cure normali Cure palliative Alimentazione e idratazione, anche artificiali Aiuto alla respirazione, igene Somministrazione di medicinali Aspetto medico: Somministrazione di medicine che non possono più curare la malattia, ma controllano i sintomi, senza peggiorare significativamente la qualità della vita Aspetto umanitario: Vicinanza e premura accompagnate di sostegno psicologico e spirituale Lo scopo delle cure palliative Non è l aumento del tempo da vivere, ma il migliramento della qualità della vita del malato, intesa in senso pieno, cioè nella sua tridimensionalità: fisica, psichica e spirituale. Alla base si trova una visione positiva della fine della vita e del senso della morte umana
5 CURE PALIATIVE Uso degli analgesici La verità al malato Domanda: sono leciti anche se possono abbreviare la vita e far perdere la coscienza? Risposta: si - se l intenzione diretta è l analgesica - se c è il consenso del paziente - se non vi sono altri mezzi Il criterio generale è di dire sempre la verità, non mentire, e non nascondere la gravità della situazione. Il malato ha diritto all informazione; la menzogna è un atto in se cattivo, e rende più difficile la relazione con i familiari. Perché la verità sia accolta senza un eccesso di sofferenza è opportuno che sia comunicata in modo graduale e in un clima di solidarietà.
6 Elementi di fondo delle cure palliative P La consapevolezza della finitezza della nostra esistenza P L amore verso il prossimo sopprattutto se è parente o amico P La premura per aiutare chi soffre accompagnandolo fisica e spiritualmente P La fiducia in coloro che ci sono vicini: parenti, medici...
7 Il testamento biologico P Il mio atteggiamento critico verso il testamento biologico si basa fondamentalmente nel fatto che in esso mancano questi elementi di fondo.
8 Testamento biologico P Termine equivoco < Olanda, Spagna...: include l eutanasia < Italia: CNB esclude l eutanasia < USA: "Living Will".
Documento del CNB: esclude l eutanasia 9
10 Testamento biologico: Definizione P Documento con il quale una persona, dotata di piena capacità, esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato (CNB, n. 1).
11 Il CNB esclude l utanasia P Da questa definizione appare subito evidente (ma mette conto sottolinearlo) che questo principio esclude che tra le dichiarazioni anticipate possano annoverarsi quelle che siano in contraddizione col diritto positivo, con le norme di buona pratica clinica, con la deontologia medica o che pretendano di imporre attivamente al medico pratiche per lui in scienza e coscienza inaccettabili P Per quanto concerne l ordinamento giuridico italiano, è da ricordare la presenza di norme costituzionali, civili e penali che inducono al riconoscimento del principio della indisponibilità della vita umana. Di conseguenza, attraverso le dichiarazioni anticipate, il paziente non può essere legittimato a chiedere e ad ottenere interventi eutanasici a suo favore.
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15 Disegno di legge aprovato alla Camera Luglio 2011: esclude l eutanasia P Il testo chiarifica la non doverosità di trattamenti terapeutici sproporzionati < Le DAT possono esplicitare la rinuncia agli stessi da parte del dichiarante P Nel medesimo tempo prevede che il dichiarante, attraverso le DAT, possa esprimere orientamenti e informazioni utili per il medico (art. 3, 1) con riguardo all eventualità di una futura perdita permanente della coscienza, così che il medico stesso in perfetta aderenza alla Convenzione europea di biomedicina (Oviedo) li prenderà in considerazione.
16 P L articolo 3, 6 del testo sulle DAT (Luglio 2011) sancisce che le dichiarazioni assumono rilievo nel momento in cui < il soggetto si trovi nell incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze, per accertata assenza di attività cerebrale integrativa corticosottocorticale e, pertanto, non può assumere decisioni che lo riguardino.
17 Validità antropologica del testamento biologico P Fare un testamento di vita anticipato implica una serie di contraddizioni antropologiche: < La natura della nostra libertà < La contingenza delle situazioni < La buona ars medica < Il progresso in campo medico.
18 Validità antropologica del testamento biologico # In primo luogo: l analisi antropologica della nostra libertà mostra che le decisioni libere valgono nel presente e in situazioni concrete, ma non hanno valore per situazioni ipotetiche < Uno stesso soggetto può prendere decisioni diverse in circostanze differenti.
19 Validità antropologica del testamento biologico < Per questo motivo il testamento biologico blocca la nostra libertà, poiché nel caso noi divenissimo malati incapaci di comunicare e avessimo cambiato parere, l eseguire il testamento biologico previo sarebbe una violazione della nostra autonomia < Perciò. il testamento biologico è rigido, non flessibile e inadeguato ad esprimere la nostra libertà e autonomia.
20 Validità antropologica del testamento biologico P In secondo luogo: le decisioni che noi prendiamo quando siamo malati sono spesso diverse dalle decisioni che prendiamo immaginando alcuna situazione di malattia < Esiste il motivato dubbio -se non la certezza -che una direttiva espressa in stato di salute e precedente il momento in cui sia sopravvenuta una grave malattia che comporti la permanente perdita della coscienza, possa mantenere la propria validità nel decorrere del tempo e nel mutare delle circostanze.
21 Validità antropologica del testamento biologico P In terzo luogo, il testamento biologico è inutile al paziente < Infatti, quando questo non può manifestare la propria decisione attuale, il medico deve trattare la malattia secondo la buona pratica medica.
22 Validità antropologica del testamento biologico P In quarto luogo, può essere anche nocivo, non soltanto nel senso che possa ledere la dignità, ma anche limitare scelte di terapia possibili < Nessuno può predire gli sviluppi della medicina e il testamento impedirebbe l applicazione di nuove scoperte.
23 Validità etica del testamento biologico P Dal punto di vista etico, il testamento biologico non obbliga il medico P Esso può dare indicazioni utili sulle preferenze anticipate del paziente P Il medico non è tenuto a seguire il testamento biologico, se questo violasse < la buona pratica medica ed < il bene oggettivo del paziente P La ragione di ciò è:
24 P La più fondamentale espressione del rispetto della dignità degli esseri umani < non è solo il rispetto della loro autonomia, della scelta in quanto formulata da loro, < ma il rispetto del bene oggettivo contenuto in quella scelta.
25 P Perciò, ogni esercizio di autodeterminazione che miri a definire cosa dovrebbe o non dovrebbe essere fatto nei propri confronti, se e quando ci si troverà nella condizione di incoscienza, dovrebbe essere rispettato soltanto per quella parte che è coerente e concorda con rispetto del bene integrale oggettivo del soggetto P Perché questa scelta sia una vera scelta, da onorare da parte della società e del medico, occorre che la richiesta non contrasti con la legge morale naturale del non uccidere.
26 Validità etica del testamento biologico P La libertà è intrinsecamente legata alla verità, e non c è autentica libertà al di fuori o contro la verità e la vita P Vita, Libertà, Verità sono beni inseparabili P Separarle è porre le premesse di comportamenti arbitrari.
27 Testamento biologico e eutanasia P Di per sé il testamento biologico no è eutanasia (cf. CNB) P Tuttavia, il testamento biologico, che si presenta come un rispetto della volontà del paziente, può aprire la strada verso l eutanasia, con l aggravante che, in questa decisione anticipata, non c è più la possibilità del ripensamento o del cambiamento di decisione < Ci potremmo trovare, cioè, nel caso di un paziente che, dentro di sé, non vuole morire, ma che, in forza della decisione anticipata, lo stanno uccidendo ú
28 24 Novembre 2009 P
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30 Testamento biologico P La posizione critica precedentemente esposta, vuole sottolineare i rischi e le eventuali contraddizioni del testamento biologico. P Una dichiarazione di volontà anticipata, nei termini ed entro i limiti previsti nel documento del CNB e dal DDL 2011, è da ritenersi accettabile. ú
31 P Documento del CNB: < Documento con il quale una persona, dotata di piena capacità, esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato (n. 1). P DDL 2011 < Nella dichiarazione anticipata di trattamento il dichiarante... esprime orientamenti e informazioni utili per il medico, circa l attivazione di trattamenti terapeutici, purché in conformità a quanto prescritto dalla presente legge.
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