Acido ialuronico: implicazioni per la salute della donna



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Acido ialuronico: implicazioni per la salute della donna Claudio Gustavino, Paolo Sala IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino Ist di Genova Introduzione Oltre il 25% delle donne oltre i 50 anni d età e circa il 12% delle donne al di sotto dei 40 anni sono affette da atrofia vulvovaginale e dai sintomi ad essa associati, quali secchezza, irritazione, prurito, bruciore, dispareunia, cattivo odore e discomfort anche in semplici attività come una passeggiata (Sturdee 2010). Solo una piccola percentuale (20-25%) delle donne, che sono afflitte da questi sintomi, ricerca o riceve un trattamento (Cardozo 1998). Obiettivo del lavoro è approfondire il ruolo dell acido ialuronico nel trattamento dell atrofia postmenopausale. Atrofia vaginale da carenza estrogenica L atrofia vaginale e la sintomatologia che ne deriva dipendono da un deficit di estrogeni (tipico della post-menopausa), che determina l atrofia dell epitelio di rivestimento delle pareti vaginali. In modo particolare viene a determinarsi un assottigliamento della mucosa vaginale per perdita delle cellule dello strato intermedio dell epitelio. La riduzione delle cellule epiteliali provoca anche la riduzione della presenza nel microambiente vaginale di cellule esfoliate ricche in glicogeno che, idrolizzato in glucosio, viene metabolizzato dai lattobacilli vaginali in acido lattico. La riduzione delle cellule di sfaldamento e della disponibilità di glicogeno determinano un aumento del ph vaginale con una riduzione dei lattobacilli, un aumento della suscettibilità alla colonizzazione di germi patogeni (flora intestinale) e una maggiore permeabilità ai loro prodotti tossici. Di conseguenza non è inusuale riscontrare la presenza di piccole lesioni vaginali che possono andare incontro a sovrainfezione (Mac Bride 2010; Murta 2005). Alla citologia vaginale, in postmenopausa è possibile osservare un aumento relativo delle cellule basali e parabasali rispetto a quelle superficiali e intermedie. Il deficit di estrogeni pertanto è responsabile della perdita della capacità di maturazione cellulare a livello dell epitelio vaginale, con conseguenze su tutto il microambiente della vagina. Gli estrogeni locali si sono dimostrati efficaci nel restituire idratazione ed elasticità alle pareti vaginali (Castelo-Branco 2005; Krychman 2011). Tuttavia la paura di possibili effetti collaterali associati ai trattamenti ormonali, anche locali, ha indotto molte donne (e molti medici) a essere spesso riluttanti nei confronti di questa opzione terapeutica (Beral 2003). 101

Diversi studi hanno dimostrato la capacità degli estrogeni vaginali di essere assorbiti in circolo rapidamente ed efficientemente, peraltro solo nei primi 15 giorni di trattamento, quando la mucosa ancora atrofica rappresenta una barriera facilmente valicabile. Con il recupero dello spessore fisiologico, l assorbimento transmucosa vaginale diventa minimo o scompare (Martin 1979; Notelovitz 2002). La cautela rimane sostanzialmente solo per le donne con pregresse neoplasie estrogeno-dipendenti (carcinomi mammari o adenocarcinomi uterini), in cui, coerentemente con le attuali linee guida, è bene evitare il trattamento estrogenico vaginale (North American Menopause Society 2007). Dato l impatto negativo dell atrofia vaginale sul benessere sia della donna sia della coppia, è crescente la richiesta di nuove sostanze non ormonali, che possano alleviare i sintomi secondari all atrofia vulvovaginale. Acido ialuronico: aspetti farmacologici L acido ialuronico è una molecola naturalmente presente nell organismo sotto forma di polimeri a diverso peso molecolare. Pertanto sarebbe più corretto parlare di famiglie di acidi ialuronici, i cui pesi molecolari si distribuiscono secondo una gaussiana. Dal diverso peso molecolare di queste molecole dipendono la farmacocinetica e, in ultima analisi, la loro interazione biologica. Il cut-off del peso molecolare per ottenere un acido ialuronico dotato di un effetto biologico è > 900 KDa. I polimeri di ialuronati vengono metabolizzati da enzimi chiamati ialuronidasi, che frammentano la molecola in oligomeri (oligosaccarididisaccaridi), che possono essere assorbiti e trasportati dal torrente circolatorio fino al fegato, laddove seguono il catabolismo dei glucidi. L assorbimento sistemico delle specialità medicinali locali (gel, tablet, ovuli, iniettivi) a base di acido ialuronico è possibile solo per piccoli oligomeri (disaccaridi) con limitata potenzialità di interazione biologica. Questo aspetto, da una parte, contribuisce all elevato profilo di sicurezza dell acido ialuronico; d altra parte, ne limita la possibilità di somministrazione per via orale, che condurrebbe fino ai tessuti bersaglio solo disaccaridi a bassissimo peso molecolare (circa 12 KDa), privi dell originale attività biologica. L acido ialuronico somministrato per via orale viene infatti assorbito a livello duodenale in seguito a idrolisi da parte delle ialuronidasi; quindi il sistema portale veicola i piccoli disaccaridi assorbiti al fegato, dove verranno catabolizzati insieme agli altri zuccheri. La voluminosa struttura polimerica rende l acido ialuronico uno straordinario trasportatore di molecole d acqua, che vengono rilasciate a livello locale. Infatti l effetto idratante è il principale meccanismo d azione dell acido ialuronico. Esso presenta inoltre un azione antalgica, sia per mezzo dell elevato ingombro sterico di queste molecole che vanno a mascherare i recettori nocicettivi, sia come agonista dei recettori dinorfinici. Ancora in fase di studio sono le proprietà antinfiammatorie dell aci- 102

do ialuronico, che sembra interagire con diverse citochine flogogene (riduzione dei livelli di PGE2) e presenta proprietà chemiotattiche nei confronti dei fibroblasti, ma anche di cellule implicate nella cascata infiammatoria (mastociti). Lo stimolo chemiotattico e pro-mitotico nei confronti dei fibroblasti è funzionale al trattamento delle vaginiti atrofiche per mezzo della maturazione dell epitelio, che si ispessisce grazie all aumento delle cellule intermedie e superficiali. Inoltre tali effetti riparativi hanno un ruolo nella guarigione delle ferite. In conclusione, il profilo farmacologico dell acido ialuronico è caratterizzato da elevata sicurezza e da molteplici azioni biologiche, quali l azione idratante, antalgica, antinfiammatoria e regolatrice a livello del milieu umorale. Acido ialuronico: aspetti clinici Le favorevoli caratteristiche farmacologiche dell acido ialuronico ne hanno consentito applicazioni cliniche in diversi ambiti. In primo luogo gli effetti idratante, antinfiammatorio e antalgico sono stati impiegati in ortopedia, prevalentemente per mezzo di preparazioni iniettive intra-articolari. L elevata bioadesività di questa grossa molecola ne ha incoraggiato l applicazione, sotto forma di specialità medicinali ad azione locale, in ginecologia (gel e tablet) ed in dermatologia. Altre possibili applicazioni riguardano l oculistica e più recentemente la neurologia, in particolare riguardo il trattamento delle neuropatie periferiche. Per quanto riguarda l ambito ginecologico, la prima indicazione è il trattamento dell atrofia vulvovaginale. L acido ialuronico infatti presenta un profilo di sicurezza superiore a quello degli estrogeni per l ampia applicabilità e l assenza di effetti collaterali (Ekin 2011; Karaosmanoglu 2011). L acido ialuronico è un glicosaminoglicano normalmente presente nella matrice extracellulare. Esso viene prodotto e secreto dai fibroblasti durante la fase proliferativa del processo di riparazione tissutale, esercitando un effetto chemiotattico e mitotico nei confronti di altri fibroblasti e di cellule epiteliali che promuovono l ispessimento dell epitelio (Anderson 2001). L acido ialuronico rappresenta un alternativa all estrogeno locale. Esso viene impiegato sotto forma di biopolimeri che rilasciano molecole d acqua ai tessuti, reidratandoli. Inoltre ha un ruolo nei processi di riparazione tissutale. A questo proposito estrogeno locale e acido ialuronico possono risultare sinergici nel promuovere la maturazione e l ispessimento dell epitelio: in modo particolare, nel corso del trattamento si osserva l aumento della percentuale di cellule superficiali rispetto a quelle basali o parabasali (Uzuka 1981). Studi clinici randomizzati di non inferiorità hanno dimostrato che tanto gli estrogeni locali quanto l acido ialuronico sono in grado di migliorare i sintomi associati all atrofia vulvovaginale. Le differenze nella risposta a ciascun trattamento non sono risultate statisticamente significative (Chen 2013). Entrambi gli approcci hanno dimostrato rapidità d azione 103

(efficaci già dopo la terza somministrazione) e l aumento della risposta all aumentare della durata del trattamento. La dispareunia nell atrofia vaginale dipende da assottigliamento dell epitelio, riduzione della vascolarizzazione, riduzione di sensibilità e secrezioni, minore elasticità e minore forza di contrazione dei muscoli perineali. Gli estrogeni agiscono su tutti questi fattori determinanti il dolore durante i rapporti, mentre l acido ialuronico può migliorare solo idratazione e elasticità. Infatti, l acido ialuronico non ha dimostrato, al contrario degli estrogeni locali, un azione sul ph vaginale. Gli estrogeni determinano una riduzione del ph vaginale, mentre il trattamento con acido ialuronico non ha dimostrato differenze statisticamente significative sul ph. Tuttavia esso non ha presentato un inferiorità statisticamente significativa nella risposta alla terapia rispetto all estrogeno locale (Chen 2013). Conclusioni L acido ialuronico presenta caratteristiche di biocompatibilità, innocuità ed efficacia che lo rendono una prima scelta perfetta in tutti i casi di atrofia vaginale in cui la donna non possa o non voglia utilizzare gli estrogeni per via locale. Presenta inoltre documentati effetti sinergici in caso di contemporanea terapia estrogenica locale, potenziando in particolare idratazione ed elasticità dell epitelio vaginale e dell urotelio, costituendo quindi un ulteriore fattore di difesa e riparazione di mucose molto vulnerabili soprattutto nella postmenopausa. Bibliografia - Anderson I. The properties of hyaluronan and its role in wound healing. Prof Nurse 2001;17:232 5. - Beral V, Million Women Study Collaborators. Breast cancer and hormone replacement therapy in the Million Women Study. Lancet 2003;362:419 27. - Cardozo L, Bachmann G, McClish D, Fonda D, Birgerson L. Meta-analysis of estrogen therapy in the management of urogenital atrophy in postmenopausal women: Second report of the Hormones and Urogenital Therapy Committee. Obstet Gynecol 1998;92:722 7. - Castelo-Branco C, Cancelo MJ, Villero J, Nohales F, Julia MD. Management of post-menopausal vaginal atrophy and atrophic vaginitis. Maturitas 2005;52:S46 52. - Chen J, Geng L, Song X, Li H, Giordan N, Liao Q. Evaluation of the efficacy and safety of hyaluronic acid vaginal gel to ease vaginal dryness: a multicenter, randomized, controlled, open-label, parallel-group, clinical trial. J Sex Med. 2013 Jun;10(6):1575-84. - Ekin M, Yas ar L, Savan K, Temur M, Uhri M, Gencer I, Kıvanç E. The comparison of hyaluronic acid vaginal tablets with estradiol vaginal tablets in the treatment of atrophic vaginitis: A randomized controlled trial. Arch Gynecol Obstet 2011;283:539 43. - Karaosmanoglu O, Cogendez E, Sozen H, Asoglu MR, Akdemir Y, Eren S. Hyaluronic acid in the treatment of postmenopausal women with atrophic vaginitis. Int J Gynaecol Obstet 2011;113:156 7. - Krychman ML. Vaginal estrogens for the treatment of dyspareunia. J Sex Med 2011;8:666 74. - Mac Bride MB, Rhodes DJ, Shuster LT. Vulvovaginal atrophy. Mayo Clin Proc 2010;85:87 94. - Martin PL, Yen SSC, Burnier AM, Hermann H (1979) Systemic absorption and sustained evects of vaginal estrogen creams. JAMA 242:2699 2700. - Murta EFC, Filho ACA, Barcelos ACM. Relation between vaginal and endocervical ph in preand post-menopausal women. Arch Gynecol Obstet 2005;272:211 3. - North American Menopause Society (2007) The role of local vaginal estrogen for treatment 104

of vaginal atrophy in postmenopausal women: 2007 position statement of the North American Menopause Society. Menopause 14:355 369. - Notelovitz M, Funk S, Nanavati N, Mazzeo M (2002) Estradiol absorption from vaginal tablets in postmenopausal women. Obstet Gynecol 99:556 562. - Sturdee DW, Panay N. Recommendations for the management of postmenopausal vaginal atrophy. Climacteric 2010;13:509 22. - Uzuka M, Nakajima K, Ohta S, Mori Y. Induction of hyaluronic acid synthetase by estrogen in the mouse skin. Biochim Biophys Acta 1981;673(4):387 93. 105

Alessandra Graziottin (a cura di) ATTI E APPROFONDIMENTI DI FARMACOLOGIA MENOPAUSA PRECOCE: dal dolore alla salute MILANO - 27 MARZO 2015 CORSO ECM Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna Onlus www.fondazionegraziottin.org 1

PROGRAMMA 08.00-08.45 Registrazione dei partecipanti 08.45-09.00 09.00-09.30 Introduzione e obiettivi del corso Alessandra Graziottin (Milano) Anna Maria Paoletti (Cagliari) Lettura inaugurale La menopausa precoce nell adolescente Vincenzina Bruni (Firenze) 09.30-11.00 09.30-09.50 09.50-10.10 10.10-10.30 10.30-11.00 11.00-11.30 MENOPAUSA PRECOCE, ORMONI SESSUALI E NEUROBIOLOGIA Moderatori: Giovanni Biggio, Vincenzina Bruni, Mario Meroni Menopausa precoce iatrogena e comorbilità, sessuali e non Alessandra Graziottin (Milano) Steroidi sessuali e neurobiologia del cervello femminile Giovanni Biggio (Cagliari) Menopausa precoce, insonnia, ansia e depressione Claudio Mencacci (Milano) Coffee break 11.30-12.30 11.30-11.50 11.50-12.10 12.10-12.30 MENOPAUSA PRECOCE IATROGENA, SALUTE GENITALE E FERTILITÀ Moderatori: Vincenzina Bruni, Anna Maria Paoletti, Eleonora Porcu Menopausa precoce e salute vulvovaginale Filippo Murina (Milano) Menopausa precoce e fertilità, dalla crioconservazione all ovodonazione Eleonora Porcu (Bologna) 12.30-13.45 12.30-12.50 12.50-13.10 13.10-13.30 13.30-13.45 13.45-14.30 MENOPAUSA PRECOCE, SALUTE OSTEOARTICOLARE E DOLORE Moderatori: Marco Gambacciani, Maria Adele Giamberardino, Filippo Murina Sarcopenia: diagnosi e prospettive terapeutiche Anna Maria Paoletti (Cagliari) Menopausa precoce e artrosi aggressiva Alessandra Graziottin (Milano) Menopausa precoce, vitamina D, salute ossea, e non solo Marco Gambacciani (Pisa) Lunch 2

14.30-16.10 14.30-14.50 14.50-15.10 15.10-15.30 15.30-15.50 15.50-16.10 16.10-16.30 MENOPAUSA PRECOCE: LE VULNERABILITÀ EMERGENTI Moderatori: Claudio Crescini, Alessandra Graziottin, Vincenzo Stanghellini Ormoni sessuali e salute gastrointestinale: impatto della menopausa precoce Vincenzo Stanghellini (Bologna) Menopausa precoce e vulnerabilità al dolore: basi fisiopatologiche e implicazioni cliniche Maria Adele Giamberardino (Chieti) Menopausa precoce, rischio metabolico e salute cardiovascolare Marco Gambacciani (Pisa) Menopausa precoce e problematiche urologiche (D-mannosio) Daniele Grassi (Modena) Coffee break 16.30-18.30 16.30-16.50 16.50-17.10 17.10-17.30 17.30-17.45 17.45-18.00 18.00-18.30 18.30 MENOPAUSA PRECOCE E TERAPIE, SOSTITUTIVE E NON, A LUNGO TERMINE Moderatori: Franca Fruzzetti, Fabio Landoni, Tommaso Simoncini Estroprogestinici verso ormoni bioidentici: quando, a chi e perché Franca Fruzzetti (Pisa) DHEA, testosterone: il ruolo degli androgeni dopo menopausa precoce Tommaso Simoncini (Pisa) Menopausa precoce: il ruolo della psicoterapia Chiara Micheletti (Milano) Acido ialuronico: implicazioni per la salute della donna Claudio Gustavino (Genova) Ruolo degli integratori in post menopausa precoce Dania Gambini (Milano) Conclusioni e Valutazioni ECM 3

INDICE La menopausa precoce nell adolescente Menopausa precoce iatrogena e comorbilità, sessuali e non Steroidi e neurobiologia del cervello femminile Menopausa precoce: ansia, depressione e disturbi del sonno Menopausa precoce e salute vulvovaginale Sarcopenia: diagnosi e prospettive terapeutiche Menopausa precoce e artrosi aggressiva Menopausa precoce: ruolo del calcio e della vitamina D nel metabolismo osseo Ormoni sessuali e salute gastrointestinale: impatto della menopausa precoce Menopausa precoce e vulnerabilità al dolore: basi fisiopatologiche e implicazioni cliniche Menopausa precoce e rischio cardiovascolare Menopausa precoce e problematiche urologiche: ruolo degli estrogeni e del D-mannosio Estroprogestinici e ormoni bioidentici: quando, a chi e perché DHEA e testosterone: ruolo degli ormoni maschili dopo menopausa precoce Ruolo della psicoterapia nella menopausa precoce Acido ialuronico: implicazioni per la salute della donna Ruolo degli integratori in post menopausa precoce pag. 05 pag. 09 pag. 17 pag. 19 pag. 23 pag. 29 pag. 37 pag. 47 pag. 55 pag. 65 pag. 73 pag. 77 pag. 85 pag. 87 pag. 93 pag. 101 pag. 107 4