organizzazione sanitaria



Documenti analoghi
Comitato Etico ASL Napoli 2 Nord (istituito con delibera n. 161 del 22/02/2010) STATUTO COMITATO ETICO ASL NAPOLI 2 NORD

Partecipasalute 2 edizione

STATUTO del COMITATO ETICO presso l Istituto Leonarda Vaccari. Art. 1 - Costituzione

REGOLAMENTO STATUTARIO DEL COMITATO ETICO DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

COPIA TRATTA DA GURITEL GAZZETTA UFFICIALE ON-LINE

STUDI SU MATERIALE GENETICO

Funzione e responsabilità del Comitato Etico.

Linee guida per l istituzione, l organizzazione ed il funzionamento dei Comitati etici per le sperimentazioni cliniche dei medicinali.

GOOD CLINICAL PRACTICES

Empoli, 17 Dicembre Aspetti etici e normativi della sperimentazione clinica

MODELLO ORGANIZZATIVO REGIONALE PER LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO.

FIRENZE, 26 SETTEMBRE 2014

LA VALUTAZIONE CLINICA E IL RUOLO DEI COMITATI ETICI

COPIA TRATTA DA GURITEL GAZZETTA UFFICIALE ON-LINE

STUDIO NO PROFIT FINANZIATO DOMANDA DI PARERE AI COMITATI ETICI PER LA SPERIMENTAZIONE CLINICA

REQUISITI MINIMI PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO AIFA PER LA QUALITÀ NELLE SPERIMENTAZIONI A FINI NON INDUSTRIALI (NON-PROFIT)

Regione Lazio. Atti della Giunta Regionale e degli Assessori 27/06/ BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N. 52

INVITO CLIENTI A EVENTI TECNICO SCIENTIFICI ORGANIZZATI DA STRUTTURE ESTERNE E SPONSORIZZATO DALLE AZIENDE

ALLEGATO 1a ALLA DOMANDA DI PARERE AI COMITATI ETICI PER LA SPERIMENTAZIONE CLINICA DEI MEDICINALI AD USO UMANO

AZIENDA OSPEDALIERA SAN CAMILLO FORLANINI

Farmacosorveglianza. Davide Poli Davide Poli Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

Roberto Fantozzi. Università di Torino. Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco,

Fabrizio Galliccia. giovedì 17 maggio 2012 DISCLAIMER

COMITATO ETICO PER LA SPERIMENTAZIONE CLINICA

Buone pratiche di sperimentazione clinica negli animali dei medicinali veterinari

REGIONE PIEMONTE AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVESITARIA SAN LUIGI DI ORBASSANO Regione Gonzole, Orbassano (TO)

MANSIONARIO DEL DIRETTORE SANITARIO

MODALITÀ DI TRASMISSIONE DELLA DOCUMENTAZIONE PER LA VALUTAZIONE DA PARTE DEL COMITATO ETICO PROVINCIALE (CEP)VALIDA PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI STUDIO

Comitati Etici: il ruolo del componente laico

APPENDICE 2 ALLA DOMANDA DI PARERE AI COMITATI ETICI PER LA SPERIMENTAZIONE CLINICA DEI MEDICINALI AD USO UMANO

Deliberazione legislativa n. 87/ Art. 1 Finalità

PARTE PRIMA. Leggi e regolamenti regionali IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

Sistema di Gestione Integrata Qualità/Ambiente/Sicurezza Doc.3 Politiche aziendale. Qualità/Ambiente

In esecuzione della deliberazione del Direttore Generale n. 993/2015 del 23 ottobre 2015 è indetto avviso pubblico per la:

REGIONE VENETO - Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing e tutela della salute psico-sociale della persona sul luogo del lavoro

DECRETO 14 febbraio 1997 ( Gazz. Uff. n marzo 1997 )

REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE

Organizzazioni di volontariato: quadro sintetico degli adempimenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori.

Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca - - Art. 1. Art. 1.

PROTOCOLLO D INTESA GIOVANI, SCUOLA & VOLONTARIATO. tra

L Investigator s Brochure. Marisa Dell Aera Comitato Etico Azienda Ospedaliera Policlinico Bari. Maglie 25 novembre 2004

REGOLAMENTO COMUNALE PER L ISTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE

Ministero della Salute Agenzia Italiana del Farmaco

RACCOLTA FIRMA PER L INTRODUZIONE DEL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI DEL COMUNE DI VERONA

Regolamento Comitato Etico Centrale Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Regione Lazio

AREA ANALISI, PREVENZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA

REGIONE DEL VENETO AZIENDA UNITA LOCALE SOCIO-SANITARIA N. 6 VICENZA DELIBERAZIONE. n. 749 del O G G E T T O

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL MINISTRO DELLA SALUTE

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

PROCEDURA OPERATIVA INTEGRAZIONE DEL SISTEMA ISPRA -ARPA/APPA NEI PROCESSI DI ADESIONE AD EMAS DELLE ORGANIZZAZIONI INDICE. 1.

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA

PARTE SECONDA. DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 26 marzo 2015, n Criteri e modalità per l accreditamento di soggetti

Sperimentazione Clinica: ruolo e responsabilità dell Infermiere

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE BRAMBILLA, CASTIELLO, SANTELLI. Norme sulla riabilitazione attraverso l utilizzo del cavallo (ippoterapia)

VERBALE Dl ACCORDO ELEZIONI RLS

Protocollo d intesa tra Autorità garante per l'infanzia e l adolescenza e Consiglio nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali (CNOAS)

I registri per le protesi mammarie e i registri dei dispositivi impiantabili

REGOLAMENTO Settore Giovanile, Minibasket e Scuola (SGMS) COSTITUZIONE, SCOPI E COMPITI

Il Direttore della Direzione Regionale Programmazione Sanitaria -Risorse Umane e Sanitarie

AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA CONSORZIALE POLICLINICO DI BARI Piazza Giulio Cesare, BARI. N. 624 del 21 Mag 2010

DELIBERAZIONE N. 5/31 DEL Istituzione della rete per la terapia del dolore della Regione Sardegna.

C.C.V. BS REGOLAMENTO

DIGNITA DELLA PERSONA evitare il dolore inutile nelle strutture socio-sanitarie accreditate per anziani e disabili

OGGETTO: Quesiti relativi al modello enti associativi (Modello EAS) - Ulteriori chiarimenti.

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA COMUNALE PER L AMBIENTE

CERTIQUALITY STEFANO ALDINI

SGSL UN SISTEMA PER LA GESTIONE DELLA SICUREZZA SUL LAVORO NELLA SCUOLA

REGOLAMENTO INTERNO PER IL FUNZIONAMENTO

REGOLAMENTO DELLA CONSULTA ANZIANI

La partecipazione dei cittadini: l esperienza della Regione Toscana

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

COPIA TRATTA DA GURITEL GAZZETTA UFFICIALE ON-LINE

La legge individua due diverse tipologie di autorizzazioni:

Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001. Parte 01 PRESENTAZIONE DEL MODELLO

CONVENZIONE DI TIROCINIO DI FORMAZIONE ED ORIENTAMENTO (AI SENSI DELL ART.4, V C., D.M. 25/031998, N. 142) TRA

STUDI CLINICI 1. Che cosa è uno studio clinico e a cosa serve? 2. Come nasce la sperimentazione clinica e che tipi di studi esistono?

DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. Disposizioni in materia di ospedalizzazione domiciliare per i malati terminali N. 2739

Firenze 26 Settembre Antonella Leto Presidente Associazione Nazionale Infermieri Neuroscienze (ANIN)

REGOLAMENTO REGIONALE

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA REGOLAMENTO RECANTE NORME SUGLI INCARICHI AI DIPENDENTI PROVINCIALI

Roma, 12 novembre 2009

REGOLAMENTO PER GLI STAGE

Codice Progetto COLUM/1

Regione Lazio. Atti della Giunta Regionale e degli Assessori. 14/10/ BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO - N Supplemento n.

UNITÁ OPERATIVA DI PSICOLOGIA OSPEDALIERA DIPARTIMENTO ONCOLOGICO

PIEMONTE. D.G.R. n del 1/8/2005

Allegato alla Deliberazione n. 256 del

/AG DLgs 81/2008: valutazione relativa ai rischi da stress lavoro-correlato. LORO SEDI

Corso RSPP Modulo C. Ing. Vincenzo Staltieri

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Transcript:

Progetto Partecipasalute Modulo A 19-20 marzo I comitati etici: cosa sono e a cosa servono? organizzazione sanitaria Dr. Saverio Santachiara Segretario del Comitato Etico Provinciale di Modena

D.L. 24/06/2003 n. 211 art.2 (definizioni) «Comitato Etico»: un organismo indipendente, composto da personale sanitario e non, che ha la responsabilità di garantire la tutela dei diritti della sicurezza e del benessere dei soggetti in sperimentazione e di fornire pubblica garanzia di tale tutela, esprimendo un adeguatezza delle strutture e sui metodi e documenti che verranno impiegati per informare i soggetti e per ottenerne il consenso informato.

Funzioni che è chiamato a svolgere il CE: DM Salute 12 maggio 2006 La valutazione etica, scientifica e metodologica degli studi clinici da parte del comitato etico ha come riferimento quanto previsto dal decreto legislativo n. 211 del 2003, dalla dichiarazione di Helsinki nella sua versione più aggiornata, dalla convenzione di Oviedo, dalle richiamate norme di buona pratica clinica e dalle linee guida aggiornate dell'agenzia europea per la valutazione dei medicinali in tema di valutazione dell'efficacia delle sperimentazioni cliniche. In tale ambito i diritti, la sicurezza e il benessere dei singoli soggetti coinvolti nello studio costituiscono le considerazioni più importanti e devono prevalere sugli interessi della scienza e della società. Ove non già attribuiti a specifici organismi, i comitati etici possono svolgere anche una funzione consultiva in relazione a questioni etiche connesse con le attività scientifiche e assistenziali, allo scopo di proteggere e promuovere i valori della persona umana. Il comitato etico, inoltre, può proporre iniziative di formazione di operatori sanitari relativamente a temi in materia di bioetica.

Principali riferimenti etico-normativi: Dichiarazione di Helsinki Convenzione di Oviedo del 04/04/1997 medicina) Good Clinical Practice (1995) (G.C.P.) funzionamento dei C.E. Circolare Ministeriale n. 6 del 02/09/2001 (studi osservazionali) D.L. 24/06/2003 n. 211 (attuazione direttiva 2001/20/CE sperimentazione clinica dei medicinali per uso clinico) entrata in vigore il 01/01/2004 DM 8 maggio 2003: Uso terapeutico di medicinale sottoposto a sperimentazione clinica Decreto del Ministero della Salute del 17 dicembre 2004 sulla sperimentazione clinica no-profit DM Salute 12 maggio 2006 GU n 194 del 22 agosto 2006: Comitati Etici per le sperimentazioni cliniche

DM Salute 12 maggio 2006 GU n.194 del 22 agosto 2006 dei Comitati Etici Entrata in vigore: 06/09/2006

Art. 2 - Istituzione e composizione - 1. I comitati etici di cui all'art. 1, commi 1 e 2, sono istituiti, nel rispetto dei requisiti minimi di cui al presente decreto, dall'organo di amministrazione delle strutture di cui all'art. 1, commi 1 e 2, nel cui ambito di competenza vengono eseguite sperimentazioni cliniche dei medicinali. 2. Le strutture sanitarie che sono prive di comitati etici in possesso dei requisiti minimi di cui al presente decreto, possono eseguire sperimentazioni a seguito dell'approvazione di altro comitato etico indipendente di riferimento, individuato dalla regione competente per territorio, purché in conformità a quanto previsto dal presente decreto. 3. I componenti del comitato etico sono nominati dall'organo di amministrazione di cui ai commi 1 e 2 dell'art. 1.

4. La composizione dei comitati etici deve garantire le qualifiche e l'esperienza necessarie a valutare gli aspetti etici, scientifici e metodologici degli studi proposti. I componenti dei comitati etici debbono avere una documentata conoscenza e/o esperienza nelle sperimentazioni cliniche dei medicinali e nelle altre materie di competenza del comitato etico. A tal fine i comitati etici devono comprendere:

due clinici un biostatistico un farmacologo un esperto di bioetica un farmacista (ex officio) del servizio farmaceutico della istituzione di ricovero o territoriale, sede della sperimentazione clinica dei medicinali; nei casi di cui all'art. 1, comma 2, un farmacista del servizio sanitario regionale il direttore sanitario (ex officio) e, ove applicabile, come nel caso degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, del direttore scientifico (ex officio) della istituzione sede della sperimentazione; nei casi di cui all'art. 1, comma 2, un dirigente appartenente all'assessorato alla sanità regionale o delle province autonome un esperto in materia giuridica e assicurativa o un medico legale un rappresentante del settore infermieristico un rappresentante del volontariato per l'assistenza e/o associazionismo di tutela dei pazienti un medico di medicina generale territoriale e/o un pediatra di libera scelta

Art. 3 - Indipendenza dei Comitati etici - 1. Il comitato etico deve essere istituito, organizzato e funzionante in modo tale da garantire l'indipendenza dello stesso. 2. L'indipendenza del comitato etico deve essere garantita almeno: dalla mancanza di subordinazione gerarchica del comitato etico nei confronti della struttura ove esso opera; dalla presenza di personale non dipendente dalla struttura ove opera il comitato etico;

dalla estraneità e dalla mancanza di conflitti di interesse dei votanti rispetto alla sperimentazione proposta; i componenti del comitato etico devono firmare annualmente una DICHIARAZIONE che li obbliga a non pronunciarsi per quelle sperimentazioni per le quali possa sussistere un conflitto di interessi di tipo diretto o indiretto tra cui il coinvolgimento nella progettazione, nella conduzione o nella direzione della sperimentazione; rapporti di dipendenza con lo sperimentatore; rapporti di consulenza con l'azienda che produce il farmaco;

dalla mancanza di cointeressenze di tipo economico tra i membri del comitato e le aziende del settore farmaceutico; pertanto, nella nomina dei membri del comitato etico, gli amministratori si astengono dal designare dipendenti di aziende farmaceutiche o persone cointeressate alle attività economiche delle aziende farmaceutiche. dalle ulteriori norme di garanzia e incompatibilità che il Comitato etico ritiene di dover adottare e che vanno inserite nel regolamento del comitato stesso.

A chi devono rispondere i Comitati etici? I CE non dovrebbero essere visti come uno strumento protocolli di ricerca. Devono rappresentare i diritti dei cittadini e essere garanti della corrispondenza della ricerca con obiettivi rilevanti di conoscenza e di cura.