La Giustizia Penale a Parma



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La Giustizia Penale a Parma Alessandra Mezzadri Il presente breve contributo ha preso in considerazione i dati statistici relativi all attività svolta dal Tribunale Penale di Parma negli anni 2006-2010. In particolare, sono stati visionati i dati forniti dalla Cancelleria G.I.P./ G.U.P. e dalla Cancelleria del Dibattimento, rilasciati su autorizzazione del Presidente del Tribunale della nostra città, dott. Roberto Piscopo. Negli ultimi anni il Tribunale penale di Parma ha dovuto affrontare la gravosa ed onerosa situazione processuale dei c.d. filoni del processo Parmalat e le forze di giudici e personale delle cancellerie si sono trovate, spesso, in situazioni di autentica emergenza, che sono state gestite nonostante la carenza di personale amministrativo e di un numero di magistrati non sufficiente a far fronte alla mole di lavoro. Per far fronte alla situazione sono stati applicati Giudici di altri distretti che, per un periodo di tempo limitato, si sono visti assegnare la trattazione di processi nei cosiddetti ruoli ordinari, atteso che tutti i magistrati del Tribunale Penale (ed alcuni assegnati alla sezione Civile) sono stati impegnati (nei diversi ruoli e funzioni) nella trattazione dei processi Parmalat. Anche la Procura della Repubblica ha dovuto far fronte all incombente e spropositato lavoro e diversi Magistrati, negli anni oggetto dell indagine statistica del presente lavoro, sono stati applicati da altri distretti per cercare di coordinare le indagini preliminari ed occuparsi del lavoro ordinario relativo ai procedimenti pendenti aventi l Ufficio Giudiziario Inquirente. Al fine di poter esemplificare il dispendio di forze che il processo del secolo ha richiesto (e sta richiedendo tutt ora) basti pensare che il dibattimento del processo principale del caso Parmalat ha impegnato ben tre magistrati del Pubblico Ministero all attività di istruttoria dibattimentale. 249

Nonostante i numerosi inconvenienti che tutto ciò ha comportato (tra cui la necessaria dilatazione nel tempo di svariate vicende processuali nella durata della fase predibattiementale o dibattimentale) l attività giudiziaria nel settore penale è proseguita grazie anche al prezioso lavoro della magistratura onoraria (G.O.T. e V.P.O.) Tra i magistrati onorari, i vice-procuratori onorari hanno svolto rilevantissima attività. I cosiddetti V.P.O., infatti, presenti in aula su delega del Procuratore, hanno rappresentato (e rappresentano) la Pubblica Accusa generalmente nei dibattimenti fissati (avanti il giudice Unico Monocratico) a seguito di decreto di citazione diretta a giudizio, nei dibattimenti chiamati all esito di rinvio a giudizio disposto dal G.U.P. in occasione di udienza preliminare, nei giudizi per rito direttissimo. Si precisa che l organizzazione relativa all assegnazione dei magistrati che sostengano l accusa nei giudizi penali deve tenere in considerazione anche le udienze avanti la Sezione Distaccata del Tribunale in Fidenza e quelle avanti l Ufficio Giudiziario del Giudice di Pace (Parma, Fidenza, Fornovo, Langhirano, Borgo Val di Taro). I magistrati attualmente in servizio presso l Ufficio della Procura della Repubblica sono nove (il Procuratore ed otto sostituti, tra i quali un magistrato in applicazione da Bari). I magistrati togati generalmente - rappresentano la Pubblica Accusa in udienza solo in casi particolari, cioè in occasione di processi in udienza preliminare avanti il G.U.P. ed avanti il Tribunale in composizione collegiale. L udienza dibattimentale (che è udienza pubblica tranne alcune precise e motivate eccezioni) è la sede naturale in cui si celebra il processo penale regolato, nel rispetto dell art. 111 della Costituzione, dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. Ai singoli Giudici del dibattimento sono assegnati ruoli d udienza (dell Ufficio del Giudice Unico Monocratico) secondo un attribuzione tabellare ed, inoltre, sono chiamati a far par- 250

te di Collegi Giudicanti per la trattazione di processi per ipotesi di reato individuate nel rispetto delle norme sulla competenza per materia. I procedimenti penali, in fase dibattimentale, possono protrarsi per diverse udienze, a volte con una durata temporale dalla mattina al tardo pomeriggio, comportando anche lunghe attese per i testimoni ed i consulenti delle parti. Le udienze del Tribunale in composizione Monocratica sono numericamente molto più rilevanti (413 nel 2006, 396 nel 2007, 434 nel 2008, 405 nel 2009, 412 nel 2010) rispetto a quelle celebrate avanti il Tribunale Collegiale, attesa la particolare gravità dei reati che rientrano nella competenza di quest ultimo Organo Giudicante. Le udienze che si sono tenute avanti il Collegio Penale sono state 74 nel 2006, 96 nel 2007, 117 nel 2008,173 nel 2009 e 196 nel 2010. Per quanto riguarda, inoltre, i dati relativi al segno (assoluzione o condanna) delle sentenze emesse dai Giudici del Tribunale (in composizione Monocratica e Collegiale) all esito del dibattimento, pare interessante menzionare almeno le sentenze emesse a seguito di giudizio ordinario. Le sentenze di condanna nel 2006 sono state 371, nel 2007 il numero è salito 406, nel 2008 il numero delle sentenze di condanna è pari a 507, nel 2009, invece, 524, nel 2010 (dato numerico in controtendenza rispetto agli anni precedenti) le condanne inflitte sono state 349. I numeri relativi alle sentenze di assoluzione nei medesimi anni di osservazione sono i seguenti: 187 nel 2006, 150 nel 2007, 174 nel 2008, 133 nel 2009, 117 nel 2010. Dati particolarmente significativi paiono quelli relativi alle sentenze a seguito di giudizio direttissimo, dal momento che il presupposto per tale rito speciale è la celebrazione di processo a carico di persone arrestate in flagranza di reato. È importante notare il fatto che, in occasione dei suddetti procedimenti l imputato ha scelto quasi sempre di definire al propria posizione richiedendo l applicazione di una pena concordata con il Pubblico Ministero (c.d. Patteggiamento). 251

Nel 2006 le sentenze di applicazione della pena su richiesta sono state 158 (a fronte di 0 condanne e 2 assoluzioni),nel 2007, invece, sono state 127 (a fronte di 4 condanne e 3 assoluzioni), nel 2008 120 sentenze ex art. 444 c.p.p. (7 condanne e 2 assoluzioni), nel 2009 sono stati 110 i patteggiamenti, 6 le condanne e 2 le assoluzioni, nel 2010 si registrano 92 casi di applicazione di pena, 5 di condanna e 3 di assoluzione. Il meccanismo della scelta processuale adottata in sede di giudizio direttissimo ha evitato al Tribunale di celebrare le numerose udienze che sarebbero state richieste per lo svolgimento dell istruttoria dibattimentale, necessaria nel caso di celebrazione del rito ordinario. Il considerevole numero di procedimenti trattati dal Giudice del dibattimento della sezione Penale, trova massima evidenza nell indicazione dei dati relativi ai procedimenti esauriti nel periodo di riferimento (a cui potranno essere aggiunti, per un analisi più completa, i dati relativi ai procedimenti pendenti all inizio del periodo, quelli sopravvenuti, quelli pendenti alla fine del periodo). I procedimenti esauriti nel 2006 sono 1.210, nel 2007 sono 1.053, nel 2008 se ne contano 1.241, nel 2009 i procedimenti esauriti sono 1.095, mentre nel 2010 il numero è pari a 846. Accanto ai dati relativi al Giudice Dibattimentale va concessa evidenza all attività dell Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) e del Giudice per l Udienza Preliminare (G.U.P.). La Cancelleria dell Ufficio G.I.P. / G.U.P. ha fornito, tra gli altri, i dati relativi alle udienze in camera di consiglio e quelli riguardanti i provvedimenti emessi dal G.I.P. in materia delicatissima quale, ad esempio, la convalida dell arresto o del fermo e le ordinanze in materia di misure cautelari personali. In relazione a quest ultimo, rilevante dato (che i cittadini percepiscono quale garanzia del diritto alla sicurezza), gli interventi in sede giudiziaria risultano numericamente così individuati: nel 2006 i provvedimenti in materia di misure cau- 252

telari personali (misure coercitive ed interdittive) sono stati complessivamente 295, nel 2007 il numero è sceso a 272, nel 2008 è salito a 405, il 2009 ha registrato un ulteriore aumento fino a 426 provvedimenti, mentre nel 2010 i provvedimenti su misure cautelari sono stati 267. L Ufficio del G.I.P. / G.U.P. presso il Tribunale di Parma è composto da tre magistrati che garantiscono lo svolgimento dell attività di quel Giudice terzo ed imparziale che, durante la fase delle indagini preliminari, deve decidere sulle richieste del Pubblico Ministero, delle parti private e della persona offesa dal reato. A tale ultimo proposito il G.I.P. ha competenza a decidere anche in merito alle richieste di archiviazione del procedimento penale e, quindi, avanti il G.I.P. si svolgono le udienze in camera di consiglio nei casi in cui la persona offesa abbia presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal P.M.. Dal momento che il medesimo magistrato non può esercitare le funzioni di G.I.P. e G.U.P. nello stesso procedimento, tale incompatibilità comporta la necessità di ben coordinare ed organizzare il lavoro dei singoli magistrati che esercitano la suddetta funzione presso il nostro Tribunale. Le udienze celebrate avanti il G.I.P. /G.U.P. vengono suddivise, statisticamente, in udienze di convalida ed udienze camerali. Le udienze di convalida nel 2006 sono state 134, nel 2007 ne sono state celebrate 182, nel 2008 il numero è sceso a 130, nel 2009 è salito a 175, nel 2010 è sceso ad 81. Poiché le udienze di convalida sono relative a casi in cui l indagato si trova in stato di arresto o di fermo, il dato numerico appare di particolare interesse. Le udienze camerali, invece, sono state 140 nel 2006, 125 nel 2007, 119 nel 2008, 183 nel 2009, 136 nel 2010. Il G.I.P. è anche il Giudice che emette il decreto penale di condanna. Il procedimento per decreto è uno dei procedimenti speciali previsti dal codice di procedura penale alternativi al 253

giudizio ordinario ed il dato relativo all emissione dei decreti di condanna è di grande rilievo. Infatti: i presupposti affinché il G.I.P. possa emettere tale tipo di provvedimento indicano chiaramente come tale strumento processuale sia riservato ad ipotesi di reato oggettivamente meno gravi. Si precisa che il decreto penale può essere emesso dal G.I.P. in procedimenti per reati procedibili d ufficio ed in caso di reati procedibili a querela - qualora il querelante non abbia dichiarato di opporvisi- quando il Pubblico Ministero ritenga che si debba applicare solo una pena pecuniaria (anche se in sostituzione di pena detentiva). Il Pubblico Ministero può chiedere l applicazione di una pena diminuita sino alla metà rispetto al minimo edittale e la richiesta può essere presentata entro sei mesi da quando il nome della persona sottoposta ad indagini è iscritto nel Registro delle Notizie di Reato. Appare evidente l intento chiaramente deflattivo dell istituto sopra menzionato, teso a diminuire il carico dell attività processuale - dibattimentale in relazione a reati ritenuti di una gravità inferiore. I decreti penali emessi nel 2006 sono stati 1.219, nel 2007, invece, 1.300, nel 2008 il numero è sceso a 1.099, nel 2009 ancora 1.300, nel 2010 il numero è sceso a 1.254. Accanto alle competenze del G.I.P. rilevanza assumono i dati relativi al grande numero di procedimenti conclusi avanti il Giudice per l Udienza Preliminare che ha competenza in relazione alle imputazioni per tutti i reati che non sono soggetti al meccanismo della c.d. citazione diretta. I procedimenti che transitano in udienza preliminare (concepita dal legislatore come una sorta di udienza filtro utile per vagliare la fondatezza della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico Ministero) sono assai numerosi. Per quanto riguarda il presente lavoro, sarà utile citare il numero dei procedimenti complessivamente esauriti -nel periodo di osservazione- con un provvedimento definitorio dell Ufficio G.I.P./G.U.P.. 254

Nel 2006 sono stati definiti 3.602 procedimenti, nel 2007 il numero è salito a 4.357, nel 2008 sono stati definiti 5.446 fascicoli, nel 2009 il numero è pari a 4.419 e nel 2010 i procedimenti esauriti sono pari a 4.086. I dati relativi ai procedimenti definiti nel periodo preso in considerazione, andranno valutati unitamente ai dati che riguardano i procedimenti pendenti all inizio del periodo ed a quelli sopravvenuti nel periodo. L elaborazione di tali dati evidenzia che l Ufficio G.I.P./ G.U.P. è stato investito (durante ogni singolo anno di osservazione) di un numero di fascicoli sempre assai superiore al numero di fascicoli già pendenti all inizio del periodo e ciò comporta il fatto che, nonostante il rilevante numero di procedimenti esauriti, a termine del periodo si registra ogni anno una pendenza di un numero significativo di procedimenti. Nel 2006 i procedimenti pendenti alla fine del periodo sono 2.293,nel 2007 il numero è pari a 3.145, nel 2008 la pendenza è di 2.452 fascicoli, nel 2009 i procedimenti sono 2.718, nel 2010, infine, 3.048. Il funzionamento della Giustizia Penale deve fare i conti con vistose carenze di mezzi e personale affidati agli Uffici e va segnalata una costante collaborazione dell avvocatura che spesso, nell interesse dei cittadini (utenza del servizio giustizia), cerca di adoperarsi al fine di superare le quotidiane criticità. Gli avvocati del Foro di Parma che adempiono il proprio mandato difensivo nell ambito di procedimenti penali sono di numero non definibile, in quanto, oltre i pochi colleghi che svolgono esclusivamente la propria attività nel settore penalistico, si devono aggiungere numerosi avvocati iscritti alle liste di reperibilità in qualità di difensori d ufficio. L attività del difensore in processo penale viene svolta anche da colleghi che si occupano prevalentemente di materie civilistiche, ma che per taluni settori (ad esempio l infortunistica stradale) seguono la posizione del medesimo cliente su entrambi i fronti. 255

Nel corso degli ultimi anni, inoltre, il processo penale si è spesso occupato della trattazione di reati che attengono agli aspetti di degenerazione patologica dei rapporti familiari. Pertanto, nelle aule della Giustizia penale, diversi colleghi (soprattutto colleghe) che si occupano generalmente di diritto di famiglia, si sono dedicati alla difesa ed assistenza delle persone offese dal reato, costituite parti civili in procedimenti a carico di imputati per reati consumati proprio nell ambito della famiglia (atti persecutori- c.,d. stalking-, violenza sessuale - anche su minori-, maltrattamenti in famiglia). 256