ACQUE REFLUE INDUSTRIALI.



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OGGETTO: D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni, L.R. n 5/2006. Istanza di autorizzazione allo scarico di (barrare la casella di interesse): ACQUE REFLUE INDUSTRIALI. 7 - lettera a) del D. Lgs. in oggetto. 7 - lettera b) del D. Lgs. in oggetto. 7 - lettera c) del D. Lgs. in oggetto. 7 - lettera d) del D. Lgs. in oggetto. 7 lettera e) del D. Lgs. in oggetto come indicate nella normativa regionale al punto 5) della Deliberazione G.R. n 1053/2003. 7 lettera f) del D. Lgs. in oggetto: ACQUE TERMALI così come definite all art. 74, comma 1 lettera m). ACQUE DI PRIMA PIOGGIA ai sensi delle Deliberazioni G.R. n 286/2005, modificata dalla DGR n 2184/2007, e n 1860/2006. ACQUE REFLUE DI DILAVAMENTO ai sensi delle Deliberazioni G.R. n 286/2005, modificata dalla DGR n 2184/2007, e n 1860/2006. ACQUE DI LAVAGGIO DELLE AREE ESTERNE ai sensi delle Deliberazioni G.R. n 286/2005, modificata dalla DGR n 2184/2007, e n 1860/2006. La Ditta (ragione sociale) C. FISC. con sede legale in Comune di CAP Prov. Fraz. Via n tel fax n REA della CCIAA titolare dell attività da cui origina lo scarico sito in comune di CAP Prov. Fraz Via n tel. fax in persona del proprio legale rappresentante COGNOME NOME C. FISC. CHIEDE l autorizzazione allo scarico delle acque reflue così come precedentemente identificate.

CONTENENTI le sostanze pericolose di cui all art. 108 del D. Lgs. 152/2006, al punto 4.9) della Deliberazione G.R. n 1053/2003, al D. M. 367/2004 e loro successive modifiche ed integrazioni. NON contenenti le sostanze pericolose di cui all art. 108 del D. Lgs. 152/2006, del punto 4.9) della Deliberazione G.R. n 1053/2003, del D. M. 367/2004 e loro successive modifiche ed integrazioni. nel seguente corpo recettore (barrare la casella di interesse): corpo idrico superficiale (denominazione) e bacino idrografico (nota 1); suolo (per i casi previsti dall art. 103 del D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni) sottosuolo (per i casi previsti dall art. 104 del D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni) acque sotterranee (per i casi previsti dall art. 104 del D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni) (nota 1): si dovrà indicare il bacino idrografico tra quelli indicati dalla tabella 1 della Deliberazione G.R. n 1420/2002: Bardonezza, Lora Carogna, Carona Boriacco, Cornaiola (o Corniolo), Tidone, Loggia, Vescovo, Raganella, Trebbia, Nure, Chiavenna, Fontana, Arda. DICHIARA che la presente istanza riguarda gli interventi rientranti fra quelli previsti dall art. 1 del D.P.R. n 447/1998 e successive modifiche ed integrazioni in materia di Sportello Unico per le attività produttive. Data Firma del legale rappresentante A) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE in triplice copia (4 copie se lo scarico recapita in Canale di Bonifica, vedi successivo punto 2)) PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI SCARICO: 1) relazione tecnica in merito all impossibilità di scaricare nella pubblica fognatura specificando la distanza tra lo scarico e la medesima; 2) relazione in cui si specifichi se il corpo idrico recettore dello scarico (o degli scarichi) sia o meno un canale di bonifica. In caso sia un canale di bonifica deve essere indicato il Consorzio di Bonifica competente. Tale indicazione deve essere effettuata anche quando l acqua di scarico raggiunge un canale di bonifica attraverso canalizzazioni afferenti al canale di bonifica

stesso: in tal caso il percorso dell acqua di scarico, dal punto di scarico al canale di bonifica, andrà evidenziata sulla cartografia cui al successivo punto 5); 3) relazione tecnica redatta secondo lo schema definito nell Allegato A. Nel caso in cui fossero presenti più punti di scarico di competenza provinciale, l allegato A dovrà essere compilato (ad eccezione delle sezioni da 1 a 5) per ogni singolo scarico con l attribuzione di numeri progressivi (scarico n 1, scarico n 2 etc...) da riportarsi anche in planimetria; 4) certificati analitici dell acqua di scarico a seguito del processo depurativo (qualora possibile); 5) CARTA TECNICA REGIONALE in scala 1:10.000 con l individuazione dell insediamento, del punto di scarico (con il simbolo ) e del corpo recettore secondo quanto previsto al precedente punto 2); nel caso in cui fossero presenti più punti di scarico di competenza provinciale le indicazioni vanno fornite per ogni singolo scarico; 6) PLANIMETRIA in scala appropriata dello stabilimento con l indicazione: della configurazione della rete di approvvigionamento idrico evidenziando punto di prelievo e il misuratore di portata; della configurazione delle condotte fognarie interne allo stabilimento con l indicazione, IN COLORI DIVERSI, di tutte le tipologie delle acque reflue prodotte all interno dello stabilimento come di seguito specificate: acque reflue industriali od assimilate alle domestiche; acque reflue industriali di raffreddamento; acque reflue domestiche; acque di prima pioggia e quelle di seconda pioggia (così come definite delle Deliberazioni G.R. n 286/2005, modificata dalla DGR n 2184/2007, e n 1860/2006); acque reflue di dilavamento (così come definite delle Deliberazioni G.R. n 286/2005, modificata dalla DGR n 2184/2007, e n 1860/2006); acque di lavaggio delle aree esterne (così come definite delle Deliberazioni G.R. n 286/2005, modificata dalla DGR n 2184/2007, e n 1860/2006); acque pluviali ( le acque meteoriche di dilavamento dei tetti, delle pensiline e dei terrazzi degli edifici e delle installazioni, così come definite dalla Deliberazione G.R. n 1860/2006); del punto di scarico, del pozzetto di campionamento fiscale ovvero il punto previsto per i prelievi effettuati al fine dell attività di controllo, del posizionamento del misuratore di portata e di eventuali pozzetti di ispezione; A tal proposito si fa presente che qualora in un unico punto di scarico siano convogliate tipologie diverse di acque reflue (ad esempio acque reflue industriali + acque reflue domestiche, acque di prima pioggia + acque reflue domestiche, acque reflue industriali + acque reflue di dilavamento etc ) dovrà essere previsto anche un pozzetto di prelievo fiscale che consenta un campionamento per caduta della miscela delle varie tipologie di acque reflue raccolte. dei sistemi di trattamento/depurazione delle acque reflue. 7) relazione tecnica in cui si descrivano le attività svolte sulle aree esterne (transito mezzi, carico/scarico merci, parcheggio a servizio delle maestranze, deposito etc ), specificando il tipo di materiale/rifiuto eventualmente stoccato; 8) bollettino d anticipo delle spese istruttorie di Euro 51,65 sul c/c postale n 308296 intestato all Amministrazione Provinciale di Piacenza - oneri istruttoria Servizio Tesoreria - C.so Garibaldi n 50, 29100 Piacenza. Nello spazio per la causale, oltre al nome della Ditta e la legge di riferimento (D. Lgs. 152/2006), deve essere indicato il capitolo d entrata n 1830.

B) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE in 3 copie (4 copie se lo scarico recapita in Canale di Bonifica) SOLO PER GLI SCARICHI ASSIMILATI AI DOMESTICI AVENTI RECAPITO IN CORPO IDRICO SUPERFICIALE: 1) Indicazione della consistenza dello scarico in termini di A.E.; 2) RELAZIONE attestante la sussistenza delle condizioni di assimilazione nel caso di scarico di acque reflue assimilate alle domestiche ai sensi dell art. 101, comma 7, lettere a), b), c), d) ed f) D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni; 3) per gli scarichi di acque assimilate alle domestiche ai sensi dell art. 101, comma 7, lettera f) (scarichi di acque termali), dovrà essere prevista un ulteriore relazione che dimostri quanto stabilito dall art. 102 del D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni allegando certificati analitici delle acque termali; 4) nel caso di scarichi di acque reflue ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE ai sensi dell art. 101 comma 7 lettera e) del D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni come indicate nella normativa regionale al punto 5) della Deliberazione G.R. n 1053/2003, dovranno essere allegati un numero di sufficienti certificati analitici che consentano di attestare la qualità delle acque reflue prodotte nell arco dell intero ciclo produttivo; tali certificati dovranno comprovare il rispetto dei limiti di cui alla tabella 1 del punto 5) della Deliberazione G.R. n 1053/2003. Nel caso non sia possibile produrre tale documentazione analitica (nel caso di scarico nuovo non ancora attivato), dovrà essere prodotta una relazione tecnica in cui si dimostri l assimilabilità facendo riferimento a dati e documentazioni riferiti a scarichi provenienti da processi produttivi e stabilimenti industriali analoghi o alla più aggiornata letteratura tecnica di settore. C) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE in 3 copie SOLO PER GLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE RECAPITANTI SUL SUOLO ADIBITO AD USO AGRICOLO (punto 4.1.3. lettera B.1 della Deliberazione G.R. n 1053/2003): 1) dichiarazione che lo scarico su suolo avviene esclusivamente per scopi irrigui; 2) relazione tecnica che: - attesti le condizioni di assimilazione delle acque reflue; - descriva il processo di formazione dello scarico; - specifichi che le acque reflue scaricate apportano sostanze direttamente utili alla produzione; - specifichi che le acque reflue non contengono sostanze attive in grado di alterare le funzioni proprie del terreno nonché sostanze tossiche/persistenti/bioaccumulabili; 3) fabbisogno idrico delle colture da definirsi secondo i criteri adottati dai servizi regionali per l assistenza tecnica alle aziende agricole; 4) relazione in merito alla buona pratica irrigua che deve dimostrare il massimo contenimento della percolazione e dello scorrimento superficiale ed il conseguimento di elevati livelli di efficienza distributiva dell acqua. Sulla base delle condizioni meteoclimatiche locali, i Disciplinari di Produzione Integrata della Regione Emilia Romagna forniscono le indicazioni sotto riportate: - i volumi di ogni adacquamento in relazione alla coltura od ai gruppi colturali; - i termini della stagione irrigua (epoche d avvio e di chiusura); - i valori di capacità idrica nello strato di terreno interessato dall apparato radicale delle colture;

5) dimostrazione di adeguata capacità di stoccaggio: determinata sulla base del volume di acque reflue prodotte ed in relazione all ordinamento colturale interessato dal programma di scarico; 6) certificati analitici delle acque reflue; 7) dimostrazione del rispetto delle norme tecniche previste dalla deliberazione CITAI 4 Febbraio 1977. D) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE in 3 copie SOLO PER GLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE ASSIMILATE ALLE DOMESTICHE RECAPITANTI SUL SUOLO NON ADIBITO AD USO AGRICOLO (punto 4.1.3. lettera B.2 della Deliberazione G.R. n 1053/2003): 1) relazione tecnica che: - attesti le condizioni di assimilazione delle acque reflue; - attesti il rispetto delle norme tecniche e delle condizioni previste ai punti 1 e 2 dell allegato 5 della deliberazione CITAI 4 Febbraio 1977 (con particolare riferimento alle caratteristiche del sito, caratteristiche delle acque di scarico, protezione delle falde, metodi e portate di applicazione dello scarico, conduzione dell impianto di scarico e controlli); - specifichi che le acque reflue non contengono sostanze attive in grado di alterare le funzioni proprie del terreno nonché sostanze tossiche/persistenti/bioaccumulabili; 2) certificati analitici delle acque reflue; E) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE in 3 copie SOLO PER GLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI RECAPITANTI SUL SUOLO (art. 103 D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni): 1) per gli scarichi sul suolo di cui all art. 103, comma 1, lettera c), dimostrazione di quanto richiesto al medesimo comma 1, lettera c), ed al punto 2, allegato 5 alla parte terza, del D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni; 2) per gli scarichi sul suolo di cui all art. 103, comma 1, lettera d), dovrà essere prodotta: - una relazione tecnica in cui si dimostri che i fanghi prodotti da tali scarichi siano costituiti esclusivamente da acqua ed inerti naturali e non comportino danneggiamento delle falde acquifere o instabilità dei suoli; - dichiarazione nella quale venga specificato che non vengono utilizzati flocculanti né altro additivo per la precipitazione dei fanghi. F) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE in duplice copia SOLO PER GLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE INDUSTRIALI RECAPITANTI NEL SOTTOSUOLO E NELLE ACQUE SOTTERRANEE (art. 104 D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni):

1) per gli scarichi di cui all art. 104, comma 2, dimostrazione di quanto richiesto al medesimo comma 1, lettera c), ed al punto 2, allegato 5 alla parte terza, del D. Lgs. n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni; 2) per gli scarichi di cui all art. 104, comma 4, dovrà essere prodotta: - una relazione tecnica in cui si dimostri che i fanghi prodotti da tali scarichi siano costituiti esclusivamente da acqua ed inerti naturali e non comportino danneggiamento alla falda acquifera; - dichiarazione nella quale venga specificato che non vengono utilizzati flocculanti né altro additivo per la precipitazione dei fanghi. G) DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE in 3 copie (4 copie se lo scarico recapita in Canale di Bonifica) SOLO PER GLI SCARICHI CONTENENTI SOSTANZE PERICOLOSE di cui all art. 108 del D. Lgs. 152/2006, al punto 4.9) della Deliberazione G.R. n 1053/2003, al D. M. 367/2004 e loro successive modifiche ed integrazioni: 3) per gli scarichi di acque reflue industriali contenenti sostanze pericolose di cui all art. 108 del D. Lgs. 152/2006, al punto 4.9) della Deliberazione G.R. n 1053/2003, al D. M. 367/2004 e loro successive modifiche ed integrazioni, dovranno essere specificate quali sostanze pericolose sono presenti nello scarico, l origine di tali sostanze e le schede di sicurezza; nella planimetria di cui al successivo punto 9) andrà indicata la posizione del misuratore di portata e del campionatore automatico qualora previsti; 4) nel caso di scarichi di sostanze pericolose di cui alla tabella 3/A dell allegato 5 alla parte terza derivanti dai cicli produttivi indicati nella medesima tabella 3/A, si dovrà altresì indicare quanto disposto dall art. 125, comma 2, del D. Lgs. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni.

ALLEGATO A SCHEMA DI RELAZIONE TECNICA 1 Destinazione d uso dell unità locale (si intende la principale destinazione d uso dell unità locale) 2 Descrizione dell attività svolta nell unità locale Codice ISTAT 3 Ubicazione dell unità locale Foglio Mappale Coordinate UTM: x y 4 Numero di addetti 5 Referente Nome, Cognome, telefono del referente per le questioni ambientali relative allo scarico. 6 Quantità di acqua che si presume prelevare nell anno solare per tipo di fonte di approvvigionamento. Riportare i consumi annui per ogni tipologia di captazione. acquedotto pubblico mc/anno acquedotto privato mc/anno Acque superficiali: nome mc/anno 7 Uso dell acqua prelevata barrare la/le casella/e di interesse, riportando i consumi annui per ogni tipologia d uso. 8 Concessioni d uso riportare gli estremi autorizzativi della Acque sotterranee: nome mc/anno processo mc/anno raffreddamento mc/anno domestico mc/anno altro (specificare) mc/anno

concessione d uso Acque superficiali: atto n del Acque sotterranee: atto n del 9 coordinate UTM dello scarico x y 10 Tipo di scarico barrare la casella di interesse 11 Fascia oraria di scarico 12 Tipologia dello scarico descrizione del processo (produttivo o meno se trattasi di acque di prima pioggia o di dilavamento) che da origine allo scarico oggetto della presente istanza specificando se lo scarico stesso convogli anche acque reflue domestiche. continuo; occasionale (nel caso avvenga saltuariamente); periodico (se legato ad attività periodiche annuali, settimanali, quotidiane) 13 Volume totale acque scaricate mc/anno 14 Portata media l/sec mc/giorno 15 Portata massima l/sec mc/giorno 16 Giorni lavorativi/annui 17 Indicazione dei mezzi tecnici impiegati nel processo produttivo 18 Descrizione del sistema complessivo di scarico, ivi comprese le operazioni ad esso funzionalmente connesse ed i mezzi tecnici impiegati 19 Eventuale sistema di misurazione di flusso dello scarico (da indicare anche in planimetria) 20 Indicazione dei sistemi di depurazione utilizzati per conseguire il rispetto dei valori limite di emissione con relativa relazione tecnica e sezione dei sistemi di depurazione medesimi. 21 POTENZIALITA IMPIANTO DI DEPURAZIONE (Kg BOD 5 /giorno)