Due tipi di narrazione



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ESERCITAZIONE Due tipi di narrazione (ovvero come stimolare una narrazione più elaborata e pertinente) Gianni è un bambino che vive in una situazione di emarginazione sociale e culturale. In classe l insegnante gli chiede di narrare la storia illustrata in quattro vignette che gli vengono mostrate: nella prima figura ci sono dei ragazzi che stanno giocando a pallone, nella seconda la palla va a finire contro una finestra, rompendola, la terza mostra una donna che guarda fuori dalla finestra e un uomo che fa un gesto di minaccia, nella quarta i ragazzi fuggono via. Immaginiamo due diversi scenari o quadri dialogici. SCENARIO A Gianni: Stanno giocando a pallone e lui gli dà un calcio Insegnante (lo interrompe): Chi è che gioca a pallone? Qual è il soggetto che compie l azione? Gianni (stupito e imbarazzato che l insegnante gli chieda una cosa così evidente): Loro! Insegnante: Chi loro? Gianni: I ragazzi! Insegnante: Bravo, e allora dillo. Bisogna sempre precisare il soggetto, altrimenti chi ti ascolta non capisce. E quanti sono i ragazzi? Gianni (un po sfottente e un po umiliato): Tre! Insegnante: Bravo. Allora come dovevi dire? Gianni (tace, chiuso in se stesso) Insegnante: Tre ragazzi stanno giocando a pallone. Adesso continua il racconto Gianni: Lui gli dà un calcio Insegnante: Chi è lui? Gianni (la guarda risentito): Uno dei ragazzi! Insegnante: E allora dillo! Stai iniziando una nuova proposizione e di nuovo devi precisare il soggetto. Ve l ho ripetuto tante volte. Allora, uno dei tre ragazzi cosa fa? Gianni: Dà un calcio alla palla e va a finire lì Insegnante: Lì dove? Vedi che non sei preciso? Dove va il pallone? Gianni (ha il corpo irrigidito, le parole gli escono con sforzo): Il pallone rompe il vetro Insegnante: Vedi che ti esprimi bene, quando vuoi? Soggetto, verbo, complemento. Continua così Gianni (annoiato e desideroso di por fine all interrogazione, parlando molto velocemente): Loro la guardano e lui si affaccia e li sgrida perché l hanno rotta. Poi loro scappano Insegnante: Ma allora non mi ascolti quando ti parlo! Hai troppa fretta, tiri via Chi sono loro? La guardano chi, cosa guardano? Non puoi essere così superficiale. Devi impegnarti di più. Adesso ascolta gli altri e poi per casa ti darò dieci esercizi per imparare a precisare soggetto e complementi

SCENARIO B Gianni: Stanno giocando a pallone e lui gli dà un calcio e va a finire lì e rompe la finestra. Loro la guardano e lui si affaccia e li sgrida perché l hanno rotta. Poi loro scappano e lei guarda fuori e li sgrida (L insegnante lo lascia finire e intanto lo osserva. Com è che a Gianni questa descrizione appare appropriata? Qual è il suo punto di vista? Cosa sta comunicando? Gianni man mano che parla si infervora, si immedesima, la dinamica della storia lo diverte. Le manda dei segnali di ammiccamento, di complicità. Come ha inteso il compito che gli è stato assegnato? Cosa è importante per lui?) Insegnante (a sua volta con atteggiamento di complicità): Sei un bravo narratore. Hai impostato in modo efficace il racconto della storia e io, guardando la vignetta, ho capito sempre a cosa ti riferivi. Ma adesso ti vorrei porre un problema più difficile: come racconteresti la stessa storia a una persona che non la sa già e che non ha questa vignetta sotto gli occhi? (Gianni è gratificato dall accoglienza alla sua performance narrativa, ma non capisce bene cosa gli sta proponendo l insegnante; gli sembra un po confusa.) Insegnante: Per esempio facciamo finta che sul banco tu abbia un telefono e chiami una tua amichetta che è a casa ammalata. Per tenerle su il morale, le racconti quel che abbiamo fatto in classe e vuoi descriverle la vignetta.. Lei non può vederla e quindi tu in questo caso devi dirle proprio tutto, devi essere un po pignolo in modo che lei possa immaginarsi tutti i vari personaggi e quel che succede. Vediamo se sei un bravo narratore anche in questo caso (Gianni è chiaramente disponibile a collaborare con l insegnante in queste sue proposte fantasiose. Ma a recitare una parte c è la difficoltà dell inizio. Esita.) Insegnante (fingendo di fare un numero in un immaginario telefono): Ciao, Giovanna, come stai? Quando torni a scuola? C è qui Gianni che vuole raccontarti una storia sulla quale abbiamo lavorato oggi Passa la cornetta a Gianni. Gianni (imbarazzato, ma divertito): Ciao, Giovanna, ecc. ecc. Rispetto ai diversi quadri dialogici descritti, quali domande possiamo porci? Nei due scenari, l insegnante Cosa osserva e cosa trascura del comportamento di Gianni? Possiamo dire che in entrambi i casi si sforza di ascoltarlo e comprenderlo? E quali sono le differenze nelle due modalità di ascolto/comprensione? Quali sono le caratteristiche della relazione e del modo di convivere insegnante-discente nei due casi? Come verrà formulata e quale sarà la valutazione nei due casi? Possiamo fare una previsione su come Gianni nei due casi elaborerà il proprio rapporto con l apprendimento e con la scuola?

DUE MODALITÀ DI INTERAGIRE CON UNA NARRAZIONE SCENARIO A SCENARIO B Parte da un modello che predefinisce le variabili rilevanti Esplora mondi possibili Concentra l attenzione su azioni e proposizioni isolate Concentra l attenzione sul sistema e sul contesto Interrompe l altro (lei sa, lui non sa) Lascia parlare l altro (atteggiamento di ascolto) Nega all altro la capacità di metacomunicare (di precisare la cornice relazionale) Riconosce all altro la capacità di metacomunicare (importanza dei segnali metacomunicativi) Valutazione Non ho pregiudizi nei suoi confronti. La sua cattiva fama si basa su una reputazione ben meritata Valutazione È un bimbo cocciuto e sensibile. Non rinuncia facilmente al suo punto di vista. Ma una volta trovato il contatto, impara con entusiasmo

adeguato corretto chiaro Stanno giocando a pallone inadeguato scorretto confuso È possibile formulare un pensiero bisociato

Narrazioni parallele Due matrici bisociate Mondi possibili Ascolto attivo Una matrice valida Giudizi di valore Ascolto passivo Nessuna matrice?? Neutralità