ITIS FERMO CORNI Fibre ottiche ANNO SCOLASTICO 2012-2013
Il fenomeno luminoso Particelle: fotoni Onde Raggi Banda di conduzione Bandgap n 0 n 1 Banda di valenza n 0 Assorbimento Emissione Interferenza Rifrazione Riflessione
Lunghezza d onda è la distanza percorsa dal segnale in un periodo: di sotto la fotografia nel caso di segnale sinusoidale che si propaga lungo x Intensità del campo λ λ= vxt x (distanza) f ( t, x) = Asen( ωt βx) 1000 pm (picometro) = 1 nm (nanometro) 1000 µm = 1 mm (millimetro) 1000 nm (nanometro) = 1 µm (micrometro) 1000 mm = 1 m (metro)
Spettro elettromagnetico X-Rays Ultraviolet FM Radio/TV Shortwave Radio AM Broadcast Ultrasonic Sonic Visible Light Infrared Light Radar Frequenza 1 khz 1 MHz 1 GHz 1 THz 1 YHz 1 ZHz Lunghezza d onda (in aria) 1 Mm 1 km 1 m 1 mm 1 nm 1 pm v = c / n c/n T= λ v = f λ m / n c: velocità della luce ( 299,79 m/µs) nel vuoto v: velocità della luce nel mezzo f: frequenza λ: lunghezza d onda in aria (λ m : lunghezza d onda nel mezzo) n: indice di rifrazione (vuoto: 1,0000; aria standard: 1,0003; vetro: da 1,44 a 1,48)
Attenuazione nelle fibre ottiche finestre ottiche Attenuazione (db/km) 2.5 2.0 1.5 1.0 0.5 1 2 3 OH assorbimento 900 1100 1300 1500 1700 Lunghezza d onda (nm)
Frequenza Lunghezza d onda (vuoto) Bande di trasmissione Telecom. lunga distanza Telecom. media distanza Local Area Networks (finestre ottiche) 1.8 1.6 1.4 193 229 353 461 Near Infrared 1550 nm 1.2 1310 nm UV THz 1.0 0.8 0.6 0.4 0.2 µm 850 nm
Cavi ottici e dispositivi di interfaccia Le fibre ottiche sono inserite in una struttura denominata cavo ottico in grado di resistere alle sollecitazioni esterne di trazione e torsione. Ogni fibra, oltre al rivestimento primario, presenta un rivestimento secondario, spesso di tipo a doppio strato, di materiale plastico. Il cavo ottico presenta delle caratteristiche che dipendono dal numero di fibre nel cavo (da quattro ad alcune centinaia), dal tipo di posa (aerea, sotterranea, sottomarina), ecc. In un cavo ottico possono prendere posto numerose fibre disposte in particolari configurazioni in funzione dell'uso che se ne fa. All'interno del cavo ottico è inserito un cavo di tiraggio utilizzato, durante la posa in opera, per limitare l'allungamento e la torsione che possono provocare la rottura della fibra. Il cavo è rivestito da una guaina di PVC o polietilene.
Optical fibers a) a strati concentrici; b) a solchi; ; c) a nastro; d) a gruppo. Tube Strain relief (e.g., Kevlar) Inner jacket Sheath Outer jacket
La fibra ottica è costituita da un sottile filo di vetro a base di silice con un nucleo interno denominato core con diametro che va da 6 ad alcune decine di micron, ricoperto da un rivestimento concentrico anch'esso di vetro trasparente alla luce e alla radiazione infrarossa, denominato mantello (cladding) di diametro 125 micron. Il cladding ha indice di rifrazione n 2 di poco inferiore a quello del core n 1 (dal 2 al 9 per mille in meno). Il core e il cladding, a loro volta, sono ricoperti da un rivestimento primario di materiale plastico per la protezione della fibra dalle abrasioni meccaniche; il suo diametro è di 250 µm.
La velocità della luce varia sensibilmente a seconda del mezzo attraversato. Nel vuoto tale velocità si indica con c e vale: c = 3 10 8 m/s Nei materiali a maggior densità, la velocità della luce, indicata con v, è inferiore. Si definisce indice di rifrazione il rapporto tra la velocità della luce nel vuoto c rispetto a quella nel mezzo v e si indica con: Nella seguente tabella si riporta l'indice di rifrazione di alcune sostanze: materiale aria ghiaccio acqua alcool vetro sale n=c/v 1 1.31 1.33 1.36 1.50 1.54
Un raggio di luce che viaggia in un mezzo 1 con indice di rifrazione n 1 e che entra in un mezzo 2 con indice di rifrazione n 2 diverso da n 1, si divide in un raggio riflesso nel mezzo 1 e in un raggio rifratto che si propaga nel mezzo 2 Con α si è indicato l'angolo di incidenza, con δ l'angolo di riflessione e con β l'angolo di rifrazione rispetto alla retta normale alla superficie di separazione dei due mezzi. Dalle leggi dell'ottica geometrica è noto che l'angolo di riflessione è uguale a quello di incidenza: δ = α
L'angolo di rifrazione dipende da quello di incidenza e dagli indici di rifrazione dei due mezzi secondo una formula nota come legge di Snell: n 1 sen α = n 2 sen β
Se n 1 > n 2 si ha: β>α. In questo caso all'aumentare dell'angolo di incidenza, l'angolo di rifrazione aumenta. Si definisce angolo limite α L l'angolo di incidenza che rende β = 90. Se l'angolo di incidenza è maggiore di α L, scompare il fenomeno della rifrazione e si ha la riflessione totale. L'angolo limite α L si ricava dalla legge di Snell ponendo sen(β) =1:
La propagazione della luce nella fibra ottica avviene nel core. Poiché l'indice di rifrazione n 1 del core è maggiore di quello del cladding n 2, è possibile imporre che l'angolo di incidenza a alla superficie di separazione tra core e cladding sia maggiore dell'angolo limite α L. In questo modo il raggio subisce una riflessione totale e si propaga nel core per riflessioni multiple. Se si trascurano le perdite nel core non vi è dispersione di energia radiante verso l'esterno poiché si lavora in assenza di rifrazione. Se l'angolo di incidenza fosse inferiore a quello limite si avrebbe rifrazione nel cladding; una parte del fascio luminoso si disperderebbe verso l'esterno e solo la parte rimanente si propagherebbe nel core per riflessione. Quest'ultima parte, poi, subirebbe un'ulteriore riflessione e rifrazione e così via: in pratica dopo un breve percorso il fascio di luce si esaurirebbe completamente.
L'immissione della luce nella fibra ottica avviene da un mezzo avente indice di rifrazione n 0, al core ad indice di rifrazione n1. Indicando con f l'angolo di incidenza tra il raggio di luce nel mezzo con n = n 0 (di solito l'aria) e l'asse del core, vale la legge di Snell della rifrazione tra l'aria e il core n 0 sen(φ) = n 1 sen(φ) 1 Dalla figura si nota che l'angolo di rifrazione Φ 1 tra aria e core e quello di incidenza a tra core e cladding sono complementari per cui: La legge precedente diviene: Φ 1 = 90 - α n 1 sen(φ 1 ) = n 1 cos(α)
Si definisce angolo di accettazione della fibra Φ M il massimo valore di Φ che consente la riflessione totale all'interno della fibra Quando c è riflessione totale all interno della fibra si ha che: sen(α L ) = n 2 / n 1 Per Φ = Φ M la legge di Snell della rifrazione tra l'aria diviene n o sen (Φ M )= n 1 sen (Φ 1 ) Si definisce apertura numerica NA la quantità: NA = n o sen(φ M )
NA = no sen(φ M ) = n 2 2 1 n2 se si rende n 1 abbastanza diverso da n 2 si ottiene una elevata apertura numerica, elevato angolo di accettazione Φ M (condizione vantaggiosa) e piccolo angolo limite α L ma ci sono raggi che procedono fortemente a zig-zag all'interno della fibra
Nel caso in cui l'impulso di luce di breve durata è costituito da raggi luminosi paralleli all'asse della fibra e da raggi con angolo di entrata di vario valore fino all'angolo di accettazione (fibra multimodale) la propagazione dei raggi lungo la fibra si completa in tempi differenti: i raggi paralleli all'asse, compiendo un percorso più breve, impiegano un tempo inferiore ai raggi con angolo di entrata nella fibra maggiore di zero. Indicando con L la lunghezza della fibra, si ha: Questo fenomeno, noto come dispersione modale, degrada la forma dell'impulso inviato poiché lo allarga nel tempo. L'allargamento temporale dell'impulso di luce per dispersione modale vale, per fibre multimodali con indice a gradino e su una distanza di 1Km, esprimendo L in Km e C in Km/nsec: Δt mo = 3,33*10 3 n 1 /n 2 (n 1 -n 2 ) [nsec/km]
Tipi di fibre ottiche Vi sono vari tipi di fibre ottiche ma la tendenza è quella di minimizzare il numero allo scopo di facilitare l'installazione e la manutenzione e di ridurre i costi di produzione. Esse si possono classificare in fibre ottiche: a) monomodali b) multimodali. Le prime presentano un profilo di indice di rifrazione a gradino; Il core presenta un diametro molto piccolo di circa 6-10 micron e il cladding un diametro di 125 micron. Sono ampiamente utilizzate nelle telecomunicazioni per l'elevato tempo di vita (20 anni), minima perdita di potenza ottica, assenza di dispersione modale poiché la trasmissione è monomodale. L ottica quantistica dimostra che i modi, cioè i percorsi possibili in una fibra, non sono infiniti. Il numero di modi possibili M per una radiazione di lunghezza d'onda λ che attraversa una fibra di diametro d con apertura numerica NA vale: M 0.41 (π d NA/λ) 2 Al calare del diametro al di sotto dei 10 micron è possibile un solo modo: quello rettilineo.
Le fibre multimodali non trovano grande applicazione in Telecomunicazioni (mentre sono utilizzate nelle reti dati locali) a causa delle alte perdite di potenza e della dispersione modale. Il diametro del core è di 50-62,5 micron e quello del cladding è di 125 micron. Il profilo dell'indice di rifrazione può essere: 1) a gradino (step index) Nelle fibre a gradino l'indice di rifrazione è costante in tutto il core e decresce bruscamente nel cladding. In esse si manifesta notevolmente la dispersione modale. Infatti, anche i raggi luminosi con la stessa lunghezza d'onda immessi nella fibra con diverso angolo d'incidenza Φ, inferiore all'angolo di accettazione Φ M, si propagano con stessa velocità all'interno della fibra con percorsi a zig-zag di diversa lunghezza. Essi giungono a destinazione in tempi diversi producendo un allargamento temporale dell'impulso luminoso trasmesso. 2) graduale (graded index). Nelle fibre con profilo graduale l'indice di rifrazione decresce gradualmente dal centro del core fino alla regione di separazione tra core e cladding. In queste fibre i raggi non orizzontali che si spostano dal centro del core verso la sua periferia incontrano zone ad indice di rifrazione leggermente inferiori e subiscono successive variazioni della direzione tendenti a parallelizzare i raggi. Questi, giunti in prossimità del cladding, vengono riflessi dando luogo, complessivamente, a percorsi elicoidali.
Il vantaggio delle fibre ad indice graduale è dovuto al fatto che i raggi che si avvicinano al cladding, attraversano un mezzo che presenta un indice di rifrazione via via decrescente e posseggono una velocità più alta rispetto ai raggi che compiono un percorso più breve come, ad esempio, quelli orizzontali all'asse della fibra. In questo modo tutti i raggi dell'impulso di luce giungono quasi contemporaneamente limitando, così, la dispersione modale.
Perdite nelle fibre ottiche Le perdite causate dalle fibre ottiche si possono classificare in quelle che deformano il segnale di ingresso (dispersione) e in quelle che ne determinano l'attenuazione. Lo studio delle caratteristiche delle fibre ottiche è molto importante perché determina la capacità del canale trasmissivo e la massima distanza tra trasmettitore e ricevitore senza la necessità di ripetitori intermedi. I principali fenomeni che determinano le dispersioni delle fibre ottiche sono: a) dispersione modale; b) dispersione del materiale; Dispersione modale Delle cause che provocano la dispersione modale si è già parlato e si è dedotto che la fibra monomodale riduce tale dispersione. Altre cause che determinano la dispersione modale sono la superficie irregolare del cladding che provoca riflessioni anomale, la conicità del core che determina variazione della direzione del raggio riflesso e la superficie di giunzione tra due fibre che modifica la direzione del raggio.
Dispersione del materiale La dispersione del materiale consiste nella dipendenza della velocità di un raggio di lunghezza d'onda l dalla composizione della fibra. Se si immette nella fibra un impulso di luce bianca, le componenti cromatiche costituenti, percorrendo la fibra con velocità differenti, arrivano al ricevitore in tempi differenti generando, così, un impulso di uscita allargato e più "basso" rispetto a quello di entrata. Nella seguente tabella si mostra il valore dell'indice di rifrazione del vetro in funzione dei diversi colori. colore n Si osserva che il raggio rosso, avendo più basso indice di rifrazione, è quello che possiede maggior velocità e pertanto giunge prima al ricevitore. Per limitare la dispersione del materiale si cerca di usare luce monocromatica utilizzando diodi LASER. violetto azzurro Verde Giallo arancio Rosso 1.605 1.594 1.581 1.575 1.571 1.569
Dispersione: arcobaleno
La dispersione cromatica produce un allargamento temporale dell'impulso di luce trasmesso determinato dalla seguente relazione: t co = µ λ [psec/km] λ rappresenta la larghezza spettrale della radiazione luminosa. Valori tipici sono: 2 nm. per il LASER e 40 nm. per il LED. Il coefficiente di dispersione cromatica dipende dalla natura della fibra e dalla lunghezza d'onda l della radiazione. Valori tipici sono: µ = 80 per λ = 850 nm. µ = 4 6 per λ = 1300 nm. µ = 6-10 per λ = 1550 nm. N.B. spesso invece che µ si usa il simbolo Dc (dispersione cromatica) Conclusione: anche nelle F.O. monomodo si verifica un allargamento dell impulso, per quanto molto inferiore rispetto alle multimodo
Caratteristiche dei trasmettitori e ricevitori optoelettronici per fibre ottiche Le sorgenti ottiche sono giunzioni PN realizzate con arseniuro di gallio (GaAs). Esse si dividono in LED (Light Emitted Diode) e LASER (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation). Il principio di funzionamento del LASER è sostanzialmente identico a quello del LED con la differenza che nel LASER i fotoni generati per emissione stimolata hanno (quasi) la stessa lunghezza d'onda e vengono emessi entro un angolo solido estremamente ridotto.
Nella seguente tabella si riportano i principali dati caratteristici dei LED e LASER impiegati nella trasmissione con fibre ottiche. Sorgenti optoelettroniche Costo Parametro Potenza luminosa immessa in fibra Larghezza spettrale Frequenza max di lavoro Tempo di salita degli impulsi Tasso di guasto Vita media (ore di lavoro): MTBF Utilizzo tipico LED 10 100 µ W λ = 30 nm per λ 0 = 0.8 µ m λ = 100 nm per λ 0 = 1.3 µ m 100 MHz (200 Mbit/sec) Ordine dei nsec 1/10 7 10 7 multimodo basso LASER 5 50 mw λ = 2 nm per λ 0 = 0.8 µ m λ = 10 nm per λ 0 = 1.3 µ m 5 GHz (10 Gbit/sec) Ordine dei psec 1/10 5 10 5 monomodo alto
Caratteristiche dei trasmettitori e ricevitori optoelettronici per fibre ottiche I rivelatori ottici sono realizzati con giunzioni PIN (Positive Intrinsic Negative) ottenute lasciando uno strato di semiconduttore non drogato (intriseco) al centro di una barretta alle cui estremità si è praticato il drogaggio P e N. Il diodo viene polarizzato inversamente e la luce colpisce lo strato intrinseco. La luce incidente libera coppie elettrone-lacuna, generando una fotocorrente proporzionale all'energia luminosa. Oltre ai rivelatori PIN sono utilizzati diodi APD (Avalanche Photo Diode). Essi hanno la medesima struttura tecnologica dei PIN ma la fotocorrente è generata per effetto valanga innescato dalla luce incidente sullo strato intrinseco. La tensione di polarizzazione degli APD è maggiore di quella dei PIN e la fotocorrente prodotta, a parità di corrente luminosa incidente, è sensibilmente maggiore.
Rivelatori optoelettronici Parametro Responsività (rapporto tra la corrente generata e l unità di potenza incidente) Tempo di salita degli impulsi di corrente Frequenza massima di lavoro Sensibilità (minima potenza ottica rivelabile) Tensione di alimentazione Diodo PIN 0.6 µ A/µ W < 0,1 nsec 10 GHz 0.1 µ W 10 40 V Diodo APD 100 µ A/µ W < 0,2 nsec 5 GHz 0.01 µ W 100 500 V
Effetti della fibra sugli impulsi luminosi Nel caso di trasmissioni numeriche l'allargamento degli impulsi luminosi che transitano lungo la fibra limita la frequenza massima di lavoro. Infatti ciascun impulso di entrata subisce attenuazione, ritardo e allargamento. In particolare, nel caso di impulsi temporalmente vicini si può avere la parziale sovrapposizione dei segnali uscita, fenomeno noto come interferenza intersimbolica, che compromette la corretta rivelazione dei dati. Per ridurre la dispersione modale occorre rendere gli indici di rifrazione n1 e n2 molto vicini tra loro. Se n1 è diverso da n2 esistono più modi di propagazione e quest'ultima si dice multimodale. La propagazione monomodale si può ottenere rendendo il diametro del core molto piccolo e paragonabile alla lunghezza d'onda della radiazione usata. Nella propagazione monomodale, però, si penalizza l'apertura numerica.
Banda passante della fibra ottica La banda passante del segnale trasmesso nella fibra ottica dipende dagli allargamenti temporali D t c e D t m prodotti per dispersione cromatica e modale. [Hz] [Hz] [Hz] B m : è la larghezza di banda per dispersione modale di una fibra lunga L (Km) e γ è il fattore di concatenamento dei modi di valore tipico γ = 0.8. Tale fattore tiene conto delle imperfezioni della fibra ottica e della presenza dei giunti, che causano un mescolamento dei modi, rendendo i percorsi più corti e i più lunghi altamente improbabili, e migliorando la situazione rispetto alla teoria. B c : è la larghezza di banda per dispersione cromatica.
Significato della larghezza di banda della fibra ottica Quando si dice che un collegamento ha una banda, ad esempio, di 1 MHz, si intende affermare che non può essere superata la velocità di trasmissione di 1 MBit/sec, cioè che il tempo di bit minimo è Tbit = 1 µsec (vedi pag 92 del testo, approfondimento in V) Se si riduce ancora c è il pericolo concreto dell errore di lettura per interferenza intersimbolo. La banda totale B t si ottiene da quella modale e da quella cromatica secondo la formula sopra riportata ed è più piccola della più piccola delle due. La formula utilizzata è la stessa dei filtri passa-basso di elettronica messi in cascata e si segue il percorso (ragionamento) riportato di seguito.
Significato della larghezza di banda della fibra ottica la dispersione modale (cromatica) allarga l impulso è come se la f.o. fosse un filtro passa basso ma in un filtro passa basso esiste una relazione tra il tempo di salita Tr e la frequenza di taglio, cioè Bw: Bw= 0,44/ Tr ma il tempo di salita è esattamente l allargamento dell impulso, cioè tm = tmo * L γ ( tc = tco*l ) quando agiscono entrambi i problemi ( sia modale che cromatico) è come se la f.o. fosse costituita da due filtri in cascata
Significato della larghezza di banda della fibra ottica Per la Bt si applica la formula dei filtri passa-basso in cascata, cioè: Una ulteriore modifica tecnica alle formule si ha perché è comodo inserire tm = tmo * L γ in nsec, quindi Bm verrebbe in GHz: per averlo, come serve in MHz bisogna moltiplicare per 1000, cioè: x10 3 [MHz] allo stesso modo fa comodo inserire tc = tco*l in psec, quindi per avere anche Bc in MHz bisogna moltiplicare per 10 6 x10 6 [MHz]
Perdite nelle connessioni fra fibre Derivano dal disallineamento fra le fibre accoppiate e possono essere dovute allo spostamento laterale degli assi delle fibre. Anche la differenza di indice di rifrazione del materiale del core e del materiale che separa le estremità delle due fibre accoppiate, di solito aria, è una sorgente di perdite. La connessione tra fibre è un operazione molto complessa poiché richiede estrema precisione. Mancato allineamento alla giunzione
Perdite di accoppiamento tra sorgente e fibra Non tutta la potenza generata dalla sorgente può essere trasferita nella fibra. Le relative perdite sono abbastanza elevate perché la luce emessa non è contenuta tutta nel cono di accettazione della fibra. I migliori accoppiamenti, ovviamente, si hanno tra sorgenti di piccola area e fibre con core di grande diametro. Non è possibile, però, soddisfare simultaneamente queste esigenze senza peggiorare qualche altra caratteristica. I problemi di accoppiamento sorgente-fibra sono più limitati se si utilizza un diodo LASER anziché un diodo LED. Perdite di accoppiamento tra fibra e fotorivelatore Sono meno rilevanti delle precedenti poiché il fotorivelatore ha un'area sensibile alla radiazione maggiore di quella del core della fibra. Si usano fotodiodi PIN e APD (a valanga).
Modo di esprimere le perdite e/o le attenuazioni Le perdite, come d altra parte i guadagni, si possono esprimere in modo lineare o in modo logaritmico, in quest ultimo caso l espressione più usata è quella in decibel. Si ricorda che una attenuazione in db è data da: A (db) = 10 log (Pi/ Pu) ove con Pu si indica la potenza in uscita e con Pi la potenza in ingresso. Ad esempio se all uscita di un dispositivo Pu = 10 mw ed in ingresso c è la potenza di Pi =100 mw l attenuazione in db risulta essere di: A (db) = 10 log (100.10-3/ 10. 10-3 ) = 10
Riassunto possibili caratteristiche e scelte per un collegamento Fibre in matasse da 1 Km. λ [nm] α [db/km] λ [nm] LED LASER Dc MULTIMODO MONOMODO I FIN. 850 40 2 60 3.5 ---- Fibra step-index: II FIN. 1300 50 4 5 1 0.3 n 1 =1.498 III FIN. 1550 70 5 6 ---- 0.1 n 2 =1.497 Potenza ottica in fibra: -5 dbm +10dBm γ = 0.85 Rivelatore : PIN APD Fibra graded-index: Attenuazione connettore α= 1.2 db sensibilita` -40dBm -45dBm t mo = 0,20 ns/km Attenuazione giunto α= 0.1 db perdite -15dB -11dB Minore Criteri di costo Maggiore STEP-INDEX GRADED-INDEX MONOMODO I FIN II FIN III FIN LED LASER PIN APD