VARROA. Caratteristiche della patologia



Documenti analoghi
Regolamento di polizia veterinaria anagrafe apistica

PSEUDORABBIA. Scheda pseudorabbia Pag. 1. Caratteristiche della patologia E.1 Malattia E.1.1 Nome patologia

Corso di formazione Servizio sanitario regionale Regione Emilia romagna

L invernamento degli alveari (aggiornamento ottobre 2012) Belletti PierAntonio Giorgio Della Vedova Tecnici apistici Regione FVG

Parte I (punti 3-9): Misure sanitarie obbligatorie per il controllo della Paratubercolosi bovina

Gestione dell apiario: aspetti tecnici e sanitari. Montepulciano, 25/11/ 2011 Luciano Ricchiuti

Tecniche di gestione dell alveare

CORSO TEORICO E PRATICO DI INTRODUZIONE ALL APICOLTURA

LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELL INFESTAZIONE DA VARROA DESTRUCTOR PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2013 PREMESSA

Corso di formazione Modulo aggiuntivo per Preposti

Buone pratiche di sperimentazione clinica negli animali dei medicinali veterinari

La catena Epidemiologica

BIOSICUREZZA IN ALLEVAMENTI SUINI

igiene Scienza della salute che si propone il compito di promuovere, conservare e potenziare lo stato di salute di una comunità

La valutazione del rischio chimico

REGIONE SICILIANA Universitaria Vittorio Emanuele, Ferrarotto, S. Bambino Catania ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE - I PARTE -

2. Requisiti della formazione rivolta agli OSA e agli alimentaristi

(Atti non legislativi) DECISIONI

Istruzioni operative per la gestione della leishmaiosi nei canili. Ozzano, 19 giugno 2008

INFEZIONE DA HIV e AIDS

Dalla progettazione igienica degli ambienti alla qualità in tavola QUALITÀ DEGLI ALIMENTI: IGIENE E SICUREZZA ALIMENTARE SISTEMA HACCP

I TRATTAMENTI ANTIVARROA

La gestione sanitaria a garanzia della sicurezza del prodotto

Allegato I. Parte A Obiettivi formativi

Settore apistico: Attività /Azioni e relative spese ammesse a contributo anno 2008 Allegato 1

SCHEDA DI DETTAGLIO N. 2 TITOLO DEL CORSO: ACQUSIZIONE DI COMPETENZA PER ADDETTI DEL COMPARTO APISTICO DELLA SARDEGNA.

4. RISORSE STRUTTURALI E TECNOLOGICHE

La formazione degli addetti alle attività che comportano esposizione ad amianto

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)

RSPP & RIR. Ovvero: 81 & 105. FR Bologna 14 ottobre

Ministero della Salute

Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali

Disciplinare sulla gestione dei reclami, suggerimenti e segnalazioni dei cittadini nei confronti dell Amministrazione Comunale di Ancona

RISCHIO INQUINAMENTO & SOLUZIONI ASSICURATIVE

Apicoltura Biologica

PSR CAMPANIA 2007/2013 FONDO FEASR MANUALE OPERATIVO DELLE ATTIVITA DI CONTROLLO DELL AUDIT

Verifiche Periodiche di Ascensori e Montacarichi D.P.R. 162/99 Linee Guida per gli adempimenti di Legge

REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

IL CONTROLLO DELLA VARROA IN ARNIE TOP BAR PROPOSTE PER L ANNO PAOLO FONTANA Fondazione Edmund Mach Centro Trasferimento Tecnologico

IN MATERIA DI BUONE PRASSI IGIENICHE, CON RILASCIO DI ATTESTATO, RIVOLTI AGLI ADDETTI DELLA PRODUZIONE PRIMARIA

b) Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;

RSPP - CARATTERISTICHE

AUDIT. 2. Processo di valutazione

Obblighi ed Adempimenti dei Produttori Primari. Relatore: Dr. Pierluigi Conte

Il panorama normativo: gli obblighi del datore di lavoro ai sensi dell art. 71 comma 8

Progetto Comes, sostegno all handicap

COMUNE DI CASAVATORE. Provincia di Napoli REGOLAMENTO DEL PORTALE INTERNET COMUNALE

Comune di OLGIATE OLONA SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) N. 489/2012 DELLA COMMISSIONE

La sicurezza sul lavoro. Concetti di base e accenni alla normativa vigente

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

VALUTAZIONE DELL ATTIVITÀ ACARICIDA DI UN DISPOSITIVO ELETTRONICO AD EMISSIONE DI ULTRASUONI (A BATTERIA/ A RETE) DENOMINATO D-MITE AWAY

SISTEMA DI ALLARME RAPIDO OVVERO SISTEMA DI ALLERTA

L ANALISI ABC PER LA GESTIONE DEL MAGAZZINO

PROCESSI DI STAMPA Aspetti legati alla salute dei lavoratori

IL MARKETING E QUELLA FUNZIONE D IMPRESA CHE:

Badanti e Assistenti Familiari Specializzati

SINTETICO COLLETTIVO E INDIVIDUALE

Infezione da HIV e AIDS in Piemonte

QUESTIONARIO (Da compilare in caso di mortalità anomali o spopolamento di alveari) Cognome... Nome... Via...Cap... Località... Tel...

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con IL MINISTRO DELLA SALUTE

Linee guida regionali per l organizzazione dei percorsi formativi per i proprietari dei cani

DECRETO LEGISLATIVO 81/2008 NOZIONI DI BASE

D. LGS 81/2008. Informazione ai lavoratori

Considerazioni sulla organizzazione del servizio di manutenzione Giuseppe IOTTI, ANACAM

L ANALISI DEL RISCHIO

METODI DI LOTTA A VARROA destructor A&T

E. Monica Russo. Integratori alimentari e novel food

COME VENGONO REALIZZATI I CONTROLLI ORDINARI DELLA SANITA ANIMALE?

MANUTENZIONI & RIPARAZIONI

Gestire il rischio di processo: una possibile leva di rilancio del modello di business

COMUNE DI VILLAFRATI PROVINCIA DI

SORVEGLIANZA SANITARIA

La legislazione sui controlli relativi alla Varroa ed illustrazione sul sistema di monitoraggio per la morìa delle api

Lettura critica dei Piani Pandemici di alcune ASL lombarde

Una metodologia da utilizzare può essere così sintetizzata:

Legislazione di riferimento

Fulvio Salati. Fish Disease and Aquaculture Center, IZS of Sardinia, State Veterinary Institute, Oristano, Italy

D. LGS 81/2008. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Produzione Certificata: il Manuale di Corretta Prassi Operativa (Parte I)

Principi generali. Vercelli 9-10 dicembre G. Bartolozzi - Firenze. Il Pediatra di famiglia e gli esami di laboratorio ASL Vercelli

POLITECNICO DI TORINO

4.5 CONTROLLO DEI DOCUMENTI E DEI DATI

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

PO 01 Rev. 0. Azienda S.p.A.

BREVI CENNI SULLE NOVITA INTRODOTTE NEL DM 19 MARZO 2015 STRUTTURA D.M. 19 MARZO 2015

ISPEZIONE E CONTROLLO SELVAGGINA CACCIATA E ALLEVATA. Cenni di legislazione venatoria relativa agli aspetti sanitari

COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA

Le competenze per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane nelle università e negli enti di ricerca

I Microrganismi. Associazione di Promozione Sociale Cucinaverarte No profit Organization Area Educational. Relatore: Nicola Bruno prof.

5 La popolazione disabile

Regolamento (CE) n. 1028/2006 del Consiglio del 19 giugno 2006 recante norme di commercializzazione applicabili alle uova.

FORMAZIONE A COSTO ZERO PER FAR CRESCERE LA SICUREZZA PER LE IMPRESE DI TUTTI I SETTORI

Transcript:

VARROA Caratteristiche della patologia Informazioni E.1 Malattia E.1.1 Nome patologia Varroasi (Varroatosi) E.1.2 Agente/i eziologico/i Varroa destructor Anderson & Trueman. Acaro appartenente alla famiglia Varroidae (Acarina, Mesostigmata), a quattro paia di zampe e con notevole dimorfismo sessuale. Le femmine sono facilmente distinguibili a occhio nudo, di forma ovale-ellissoidale e colore bruno-rossiccio, di dimensioni 1,1-1,7 x 1,5-1,9 mm. I maschi sono di forma rotondeggiante e di colore bianco-grigiastro, di dimensioni inferiori a quelle delle femmine (0,8 mm). La femmina rappresenta la vera responsabile dell infestazione, effettando la fase riproduttiva all interno delle celle di covata, alternata ad una fase foretica di diversa durata a seconda dell età, delle condizioni climatiche e della presenza o meno di covata. E.1.3 Breve descrizione (max. 10 righe) Originariamente limitata ad Apis cerana, a cui non causava particolari danni, la parassitosi si è diffusa ad Apis mellifera a partire dagli anni 50 del secolo scorso. Segnalata per la prima volta in Italia nel 1981. Da allora si è diffusa su tutto il territorio nazionale ed è da considerare ubiquitaria. E attualmente considerata la più grave parassitosi dell ape mellifera a livello mondiale, ad esclusione dell Australia e dell isola meridionale della Nuova Zelanda. L acaro si comporta da parassita obbligato per tutto il suo ciclo vitale, che è sincronizzato con quello dell ape, sia a spese della covata (preferibilmente quella maschile), sia a spese degli adulti (api operaie e fuchi). La malattia, se non contrastata, conduce a morte le famiglie. Le strategie di controllo si basano sull utilizzo di acaricidi di origine naturale (timolo, acido ossalico) e/o di sintesi (fluvalinate, amitraz), associato a tecniche apistiche quali il blocco di covata naturale o indotto, l utilizzo di favo-trappola, la formazione di sciami artificiali. 1 Rilevanza della patologia 1.1-1.2 Presenza e frequenza dell agente eziologico sul territorio regionale / extraregionale 1.1.1 1.2.1 Presenza e frequenza della malattia in Regione Lombardia Endemica. Frequenza molto elevata: praticamente tutte le famiglie di api di n determinato territorio sono infestate. 1.1.2 1.2.2 Presenza e frequenza della malattia in regioni / Stati Endemica. Frequenza molto elevata: praticamente tutte le famiglie di api di n determinato territorio sono infestate. confinanti 1.1.3 1.2.3 Frequenza eventuali epidemie (specificare aree) Parassitosi a carattere endemico. 1.1.4 1.2.4 Animali / Vettori / Ambiente Si tratta di un parassita obbligato dell ape che non presenta vettori e non sopravvive nell ambiente senza la presenza dell ape. Scheda varroa Pag. 1

1.1.5 1.2.5 1.1.6 1.2.6 1.1.7 1.2.7 1.1.8 1.2.8 Eventuali cicli stagionali / focolai influenzati da anomalie climatiche Fattori che favoriscono la presenza dell'agente (scarse misure igieniche, biosicurezza, management, ecc.) Stabilità nell'ambiente dell'agente eziologico Possibilità di eliminare l'agente dall'ambiente La dinamica di sviluppo della popolazione di varroa all interno dell alveare dipende dal momento stagionale (principalmente primavera/estate) e dalla situazione della famiglia ospite. La riproduzione è legata alla presenza di covata, soprattutto maschile in quanto caratterizzata da un più lungo periodo di opercolatura, ed alla regolarità/stabilità delle temperature. La varroa si diffonde da un apiario ad un altro attraverso l introduzione di regine e nuclei, la raccolta di sciami, il nomadismo e i fenomeni di deriva e saccheggio. Nessuna, in assenza di api. L agente non sopravvive nell ambiente in assenza di api. 1.3 Numero di specie domestiche colpite 1.3.1 Numero di specie domestiche Una sola specie: Apis mellifera. colpite (indicare anche quali) 1.4 Velocità di diffusione 1.4.1 Rapidità di diffusione nell'allevamento Media. Legata a fenomeni di deriva e saccheggio, e ad operazioni apistiche quali la riunione di famiglie. 1.4.2 Rapidità di diffusione tra Media. Trasmissione rapida tra apiari legata alla allevamenti movimentazione di api. 1.4.3 Capacità di diffondersi senza Nessuna. movimentazione di animali 1.5 Vettori come reservoir e potenziali fonti di contagio 1.5.1 Ciclo della patologia influenzato da Non esistono vettori noti dell acaro. vettori 1.5.2 Presenza del vettore sul territorio Nessuna. regionale / nazionale 1.5.3 Presenza del vettore legata a Nessuna. determinate aree / condizioni climatiche 1.5.4 Capacità del vettore di Nessuna. sopravvivere, riprodursi, trasmettere l'infezione, fungere da reservoir 1.6 Rischio di contagio nelle specie sensibili 1.6.1 Probabilità di trasmissione Alta. 1.6.2 Modalità di trasmissione Contatto diretto con api infestate. 1.6.3 Particolari condizioni che favoriscono la trasmissione Fenomeni di deriva e saccheggio a partire da apiari infestati che si trovino nel raggio di 3 km. Introduzione di api regine e nuclei infestati. 1.7 Specie selvatiche reservoir e potenziali fonti di contagio 1.7.1 Specie colpite Nessuna. 1.7.2 Interazioni selvatici / domestici / Nessuna. uomo 1.7.3 Eventuali specie in pericolo colpite Nessuna. Scheda varroa Pag. 2

1.8 Potenziale diffusione silente 1.8.1 Riconoscibilità della patologia La sintomatologia è dipendente dal livello di infestazione e attraverso i segni clinici dalla presenza di infezioni concomitanti. La sintomatologia apprezzabile riguarda sia la covata (irregolarità, presenza di opercoli bucherellati e infossati, nascita di api più piccole del normale e deformi) sia le api adulte (difficoltà di volo, riduzione della popolazione). In presenza di infestazione elevata, i danni sono gravi ed evidenti. In presenza di infestazione media o bassa, alcuni segni clinici, peraltro non sempre patognomonici, sono di solito rilevabili in seguito ad un controllo attento. In ogni caso, la presenza del parassita è 1.8.2 Diffusione attraverso soggetti subclinici / asintomatici sempre rilevabile tramite attenta osservazione delle api. La presenza del parassita nelle famiglie/api asintomatiche è sempre rilevabile tramite adeguate metodologie di verifica che sono direttamente applicabili dall apicoltore. 1.8.3 Periodo d'incubazione Variabile a seconda del momento stagionale e dallo stato della famiglia, comunque inferiore all anno. 1.9 Variabilità dell agente 1.9.1 Specie / Tipi conosciuti Si tratta di una specie complessa, suddivisa in alcune sottospecie/aplotipi, solo due delle quali sono state descritte in modo dettagliato: l aplotipo coreano (più aggressivo, e diffuso in Europa, Asia continentale, Africa settentrionale e America settentrionale) e l aplotipo giapponese (meno aggressivo, e diffuso in Giappone, Indonesia e America meridionale). 1.9.2 Mutazioni Sono descritte mutazioni di geni bersaglio di acaricidi quali il fluvalinate, che conferiscono resistenza al relativo trattamento. 1.10 Interazioni ospite-patogeno 1.10.1 Grado di conoscenza scientifica sulla patogenesi L azione patogena è proporzionale all intensità dell infestazione ed è rappresentata sia dal danno diretto arrecato alle api in via di sviluppo ed adulte, sia dalla trasmissione di infezioni secondarie in particolare diverse virosi, sia dall azione negativa nei confronti del sistema immunitario. 1.11 Conoscenza della risposta immunitaria 1.11.1 Totale / parziale / nessuna Più che di immunità a livello individuale nei confronti conoscenza dell'immunità umorale dell acaro, si fa riferimento alla cosiddetta immunità sociale, cioè alla difesa collettiva della famiglia volta a ridurre gli effetti dell infestazione, attraverso determinate strategie di tipo comportamentale, fra cui preminente risulta il comportamento igienico (che riguarda l individuazione ela rimozione delle larve infestate o morte dalle cellette) e il grooming (che riguarda la rimozione dell acaro, operata da una ape, dal corpo della medesima ape o di altre api della 1.11.2 Totale / parziale / nessuna conoscenza dell'immunità cellulomediata famiglia). Si rimanda a quanto riportato a proposito dell immunità umorale. Scheda varroa Pag. 3

2 Impatto socio-economico 2.1 Impatto della patologia sulle produzioni 2.1.1 Perdite produttive (mortalità / Altamente variabili in base all andamento stagionale e alle scarti) metodologie di controllo messe in atto, possono arrivare alla morte/eliminazione di buona parte o tutte le famiglie dell apiario, e alla perdita parziale o totale dei relativi prodotti 2.1.2 Danni al reddito Altamente variabili, da lievi a elevati. 2.1.3 Minacce alla sopravvivenza dell'industria Le strategie di controllo, se applicate puntualmente ed omogeneamente su una determinata base territoriale, consentono di limitare gli effetti negativi dell infestazione sul comparto; in assenza di tali strategie, l infestazione è potenzialmente letale per il comparto. 2.2 Impatto economico diretto (costi cumulativi inclusi) 2.2.1 Riduzioni e divieti alla produzione Nessuno. 2.2.2 Mezzi di controllo (vaccinazione e terapia medica / Test-and-cull / Stamping out) 2.2.3 Costi delle eventuali misure di monitoraggio 2.2.4 Costi degli eventuali interventi di controllo Esistono diversi formulati acaricidi caratterizzati da differente costo ed efficacia terapeutica; inoltre va considerato il costo dei dispositivi apistici quali le gabbiette per il blocco di covata. Apprezzabili in termini di tempo lavorativo necessario alla valutazione dello stato di infestazione e dei dispositivi apistici quali le arnie dotate di fondo mobile. Significativi in termini di costo dei formulati acaricidi, dei dispositivi apistici quali le gabbiette per il blocco di covata, e del tempo lavorativo necessario a realizzare gli interventi. 2.3 Impatto economico indiretto (sociale, commerciale) 2.3.1 Conseguenze sulla distribuzione dei Nessuna. prodotti 2.3.2 Riduzione del prezzo di mercato Nessuna. 2.3.3 Divieto di distribuzione a livello Nessuno. nazionale 2.3.4 Costi dei trattamenti e del controllo Non applicabile. della patologia negli esseri umani 2.3.5 Riduzioni del turismo e della Non applicabile. biodiversità 2.3.6 Restrizioni sul sistema produttivo Nessuna. 3 Impatto sulla salute pubblica 3.1 Presente in normativa 3.1.1 Se presente ambito territoriale Presente nella normativa internazionale, UE, nazionale e interessato regionale. 3.2 Potenziale zoonosico 3.2.1 Possibilità di trasmissione agli Nessuna. esseri umani 3.2.2 Frequenza di trasmissione agli Nulla. esseri umani 3.2.3 Modalità di trasmissione agli esseri Irrilevante. umani (diretto, indiretto, vettori, alimenti, aerogena) 3.2.4 Barriere di specie Irrilevante. 3.2.5 Fattori di patogenicità Irrilevante. 3.2.6 Eventuale sottostima dei casi Irrilevante. umani Scheda varroa Pag. 4

3.3 Probabilità di contagio 3.3.1 Animali vivi, prodotti di origine Nessuna. animale, ambiente, alimenti 3.4 Trasmissibilità tra esseri umani 3.4.1 Modalità di trasmissione tra esseri Non trasmissibile. umani (diretta / indiretta) 3.4.2 Probabilità di trasmissione tra Non trasmissibile. esseri umani 3.5 Impatto sulla salute umana 3.5.1 Gravità della sintomatologia clinica Nessuna. Non colpisce l uomo. dei soggetti colpiti 3.5.2 Durata della sintomatologia e Nessuna. Non colpisce l uomo. dell'eventuale interruzione dell'attività lavorativa 3.5.3 Danni permanenti Nessuno. Non colpisce l uomo. 3.5.4 Mortalità Nessuna. Non colpisce l uomo. 3.6 Impatto sulla sicurezza alimentare 3.6.1 Probabilità d'infezione / Nessuna. tossinfezione / intossicazione attraverso gli alimenti 3.6.2 Dosi necessarie per causare Nessuna. infezione / tossinfezione / intossicazione 3.6.3 Precauzioni richieste Nessuna. 3.7 Potenziale bioterroristico 3.7.1 Potenziale dannoso dell'agente Nessuno. Trattasi di agente innocuo per l uomo. sull'uomo 3.7.2 Reperibilità dell'agente Facilmente reperibile. 3.7.3 Facilità d impiego e conservazione Facilmente mantenibile in alveari con famiglie di api. dell'agente (laboratori / personale specializzato / singoli individui) 4 Impatto sugli scambi commerciali 4.1 Impatto scambi regionali legato alle normative vigenti 4.1.1 Blocco / limitazione al commercio (singolo animale, mandria, area delimitata, totale) Fa riferimento alla normativa nazionale: Il DM 17 febbraio 1995 tuttora in vigore recita: nei casi di varroasi, il sindaco ricevuta la denuncia dispone il divieto di rimuovere o vendere alveari o api vive e di introdurre nell'apiario infestato nuove famiglie, prima che i relativi impianti siano stati disinfestati 4.1.2 Lista di prodotti vietati Non sono poste restrizioni alla utilizzazione o all eventuale trasferimento del miele 4.1.3 Perdita di indennità Non applicabile 4.1.4 Difficoltà e tempistica del recupero di eventuali indennità perse Non applicabile Scheda varroa Pag. 5

4.2 Impatto scambi nazionali / comunitari legato alle normative vigenti 4.2.1 Blocco / limitazione al commercio (singolo animale, mandria, area delimitata, totale) La OM 17 febbraio 1995 (GU 04/04/95 n. 79) tuttora in vigore recita: nei casi di varroasi, il sindaco ricevuta la denuncia dispone il divieto di rimuovere o vendere alveari o api vive e di introdurre nell'apiario infestato nuove famiglie, prima che i relativi impianti siano stati disinfestati. L OM 31 marzo 1978 contiene le norme per l importazione dall estero di api vive e di covate di api ai fini della prevenzione della varroasi. REGIONE LMBARDIA 4.2.2 Lista di prodotti vietati Non sono poste restrizioni alla utilizzazione o all eventuale trasferimento del miele. 4.2.3 Perdita di indennità Non applicabile. 4.3 Impatto scambi internazionali legato alle normative vigenti 4.3.1 Blocco / limitazione al commercio (singolo animale, mandria, area delimitata, totale) L OM 31 marzo 1978 contiene le norme per l importazione dall estero di api vive e di covate di api ai fini della prevenzione della varroasi. 4.3.2 Lista di prodotti vietati Non sono poste restrizioni alla utilizzazione o all eventuale trasferimento del miele. 4.3.3 Perdita di indennità Non applicabile. 4.3.5 Paesi con legislazioni REGIONE LOMBARDIA particolarmente restrittive 4.4 Possibilità di creare aree di controllo 4.4.1 Estensione dell'area Nessuna 5 Benessere animale 5.1 Impatto sul benessere animale (durata) 5.1.1 Presenza e durata dei danni al Permanente, per tutta la vita dell ape e della famiglia. benessere animale 5.2 Frequenza di animali sofferenti/feriti/stressati a causa della patologia 5.2.1 In condizioni non limite, le api sofferenti sono meno del 20% Se presenti indicare la percentuale dei membri della famiglia. 5.3 Severità / reversibilità della malattia 5.3.1 Le infestazioni con presenza di sintomatologia evidente sono Gravità clinica / reversibilità della difficilmente controllabili e portano frequentemente alla malattia 5.3.2 Interventi terapeutici e loro efficacia 5.4 Impatto sulle libertà animali 5.4.1 Libertà animali impedite Non applicabile. perdita della famiglia. Nella maggior parte delle famiglie senza sintomatologia eclatante, la malattia è controllabile con adeguati trattamenti periodici, pur senza poter eradicare il parassita. Comunque, una parte delle famiglie (variabile a seconda delle modalità gestionali e delle condizioni concomitanti, e ipotizzabile fra il 5 e il 10%) viene perduta ogni anno a causa dell infestazione. Scheda varroa Pag. 6

6 Strumenti di controllo 6.1 Adeguatezza degli strumenti per la diagnosi 6.1.1 Kit validati disponibili in Italia Non esistono kit diagnostici validati. 6.1.2 Normative che regolano la diagnostica 6.1.3 Metodologie diagnostiche descritte da enti internazionali (OIE, UE) Ministero della Salute: Piano Nazionale Integrato 2011-2014,. Regione Lombardia: Indicazioni operative per la lotta alla varroa per l anno 2011. Il Manual of Diagnostic Tests and Vaccines for Terrestrial Animals, OIE, 6 ed. 2008, riporta al capitolo 2.2.7 la metodologia diagnostica basata: a) sulla ricerca visiva del parassita fra i detriti ritrovabili sul fondo mobile dell arnia, anche previo arricchimento per flottazione, b) sull esame della covata, e c) sull esame diretto delle api, per la rilevazione della sintomatologia e dell acaro (anche tramite particolari metodologie di separazione). Non applicabile. 6.1.4 Possibilità / Obbligo di effettuare test DIVA (vaccini marker) 6.2 Adeguatezza degli strumenti per la prevenzione 6.2.1 Ostacoli / incentivi alla prevenzione La prevenzione dell infestazione nel territorio regionale è sostanzialmente inapplicabile, fermo restando che pressoché l intero patrimonio apistico è da considerarsi infestato. E possibile controllare l eccessivo sviluppo dell infestazione ed i relative effetti negativi, mediante apposite strategie di trattamento. 6.2.2 Possibili mezzi di prevenzione e loro efficacia Da un punto di vista teorico, un apiario esente non deve essere soggetto a vicinanza di apiari infestati nel raggio di 3 km, ed eventuali introduzioni di api adulte dall esterno dovrebbero essere effettuate previa somministrazione di trattamento acaricida, peraltro presumibilmente non efficace al 100%. 6.2.3 Disponibilità di vaccini commerciali Non disponibili. a livello Europeo / Internazionale 6.2.4 Disponibilità di vaccini marker a Non disponibili. livello Europeo / Internazionale 6.2.5 Efficacia della vaccinazione Non applicabile. 6.2.6 Normative che regolano gli Non esistono vaccini. interventi vaccinali 6.3 Adeguatezza degli strumenti per il controllo 6.3.1 Ostacoli / incentivi al controllo Il beneficio derivante dall adozione tempestiva di adeguate strategie di controllo è indiscutibile. Peraltro sono riportati diversi fenomeni di resistenza farmacologica. Al fine di ridurre questi ultimi, è consigliabile alternare l impiego degli acaricidi negli anni o combinare l utilizzo di diversi acaricidi nello stesso anno, ed inoltre integrare i trattamenti con adeguate tecniche apistiche. 6.3.2 Possibili mezzi di controllo e loro efficacia Non sono ipotizzabili piani di eradicazione ma solamente di monitoraggio e di contenimento del livello dell infestazione e dei relativi effetti. Scheda varroa Pag. 7

6.3.3 Normative che regolano i mezzi di controllo Con la OM 16 giugno 1980, la varroasi è stata aggiunta all elenco delle malattie a carattere infettivo e diffusivo di cui all art. 1 del Regolamento di Polizia veterinaria. Sono tuttora in vigore l OM 21 aprile 1983, secondo cui la varroasi è malattia soggetta a denuncia e la OM 17 febbraio 1995 che recita: nei casi di varroasi, il sindaco ricevuta la denuncia dispone: a) il divieto di rimuovere o vendere alveari o api vive e di introdurre nell'apiario infestato nuove famiglie, prima che i relativi impianti siano stati disinfestati; b) l'esecuzione di opportuni trattamenti disinfestanti nell'apiario parassitato ove non si ritenga piu' conveniente ordinare la distruzione dello stesso o di parte degli alveari nei casi di incontrollabile infestazione. Il sindaco dispone, altresi', l'esecuzione degli interventi diagnostici per l'accertamento del livello della parassitosi negli apiari situati in un raggio di almeno 5 chilometri dal focolaio individuato. provvedimenti sanitari disposti dal sindaco sono revocati dopo accertamento ufficiale dei risultati degli interventi effettuati da valutarsi mediante controlli clinici e parassitologici ovvero dopo l'avvenuta distruzione dell'apiario o di parte degli alveari.e in attesa di emanazione un nuovo decreto in base al quale la Varroasi non dovrebbe più essere considerata malattia soggetta a denuncia, bensì ad obbligo di notifica al Servizio Veterinario dell'azienda Sanitaria Locale territorialmente competente. I servizi veterinari delle Regioni e Province autonome stanno adottando piani regionali o provinciali pluriennali di controllo alla Varroatosi in funzione delle diverse tipologie produttive e dell'ecosistema del territorio di competenza. I piani di cui sopra contengono in particolare istruzioni sul numero di trattamenti acaricidi annuali, sulla tempistica di esecuzione nonché sulle diverse opzioni di trattamento individuate in funzione della tipologia produttiva nonché indicazioni sulle buone pratiche di conduzione degli apiari.in data 28/04/2009 è stato pubblicato il decreto n 4120 della Direzione Generale Sanità per la Realizzazione della rete di monitoraggio in apicoltura sul territorio della Regione Lombardia. L obiettivo della rete è di acquisire informazioni e dati sullo stato sanitario del patrimonio apistico regionale e sulle possibili cause degli episodi di moria e spopolamento segnalati nel recente passato. Sono stati selezionati 50 apiari stanziali, costituiti da almeno 10 alveari, distribuiti sul territorio regionale in modo da essere rappresentativi delle diverse realtà geografiche, agronomiche e delle varie zone nettarifere, da sottoporsi a 4 controlli a cadenza trimestrale. All atto di ciascun controllo il decreto prevede il prelievo di campioni di api, covata, miele e polline da sottoporsi ad analisi immediata in situazioni che richiedano approfondimento diagnostico e stoccaggio in laboratorio presso l IZSLER per eventuali successivi quadri di indagine. Ai fini di una raccolta organica dei dati è stato approntato, previa georeferenziazione degli apiari, un apposito modulo nel SIE accessibile via WEB dai tecnici e veterinari referenti abilitati. Le attività della rete di monitoraggio vengono Scheda varroa Pag. 8

rimodulate di anno in anno sulla base dei riscontri ottenuti. In Lombardia il Gruppo di lavoro regionale per la tutela sanitaria e l incremento dell apicoltura emana ogni anno le indicazioni operative per la valutazione della situazione sanitaria degli apiari nei riguardi della varroasi attraverso il controllo periodico delle condizioni delle famiglie, effettuato secondo modalità codificate. Nel caso si manifestino sintomi di grave infestazione, gli apicoltori devono informare il Servizio di Medicina Veterinaria della ASL al fine di consentire alla Commissione Apistica Provinciale di valutare gli eventuali interventi di emergenza e di fornire le relative indicazioni. 6.4 Adeguatezza degli strumenti per la terapia 6.4.1 Sistemi terapeutici in uso (cura e prevenzione) 6.4.2 Normative che regolano la terapia medica 6.4.3 Eventuali residui / tempi di sospensione I prodotti acaricidi registrati per il trattamento della varroasi comprendono principi attivi di sintesi (fluvalinate, amitraz) o di origine naturale (timolo). E inoltre stato recentemente registrato un prodotto di origine naturale a base di acido ossalico somministrato per gocciolamento. Questi trattamenti vengono effettuati solitamente in assenza di covata, naturale (nel periodo invernale) o indotta mediante pratiche apistiche (blocco di covata tramite ingabbiamento della regina), al fine di massimizzarne l efficacia, che comunque non è mai totale. Pratiche apistiche complementari alle strategie di controllo sono rappresentate dall impiego del favo trappola, dalla riduzione della presenza di favi con celle maschili (ottenuta tramite asportazione selettiva della covata maschile), dalla sostituzione razionale delle regine, e dalla formazione di nuclei. I trattamenti vanno eseguiti contemporaneamente nell intero apiario, in modo da minimizzare i rischi di reinfestazione, e dovrebbero essere effettuati in modo coordinato all interno della stessa realtà territoriale. In Lombardia il Gruppo di lavoro regionale per la tutela sanitaria e l incremento dell apicoltura emana ogni anno le indicazioni operative per l esecuzione dei trattamenti antivarroasi, rivolte agli apicoltori presenti sul territorio regionale, alle loro Associazioni e ai Responsabili dei Dipartimenti di Prevenzione. Queste indicazioni vengono formulate sulla base dei risultati dei trattamenti effettuati l anno precedente, dei dati raccolti nell ambito della Rete di monitoraggio regionale, e della situazione sanitaria degli apiari alla ripresa primaverile dell anno corrente. Attualmente, lo schema di trattamento si basa su due trattamenti con prodotti farmacologici registrati: uno estivo e uno autunnale. Il trattamento estivo, effettuato subito dopo la fine dei raccolti principali, è finalizzato ad abbattere in modo significativo la presenza di varroe per consentire alle famiglie di arrivare all autunno in buone condizioni. Il trattamento autunnale è finalizzato a minimizzare il carico di varroa che la famiglia presenterà alla successiva ripresa primaverile. Gli apicoltori vengono invitati a verificare l efficacia dei trattamenti. I trattamenti attualmente ammessi dalla normativa nazionale vanno effettuati in assenza di melario. Scheda varroa Pag. 9