LA SELEZIONE ARTIFICIALE MENTRE LA SELEZIONE NATURALE E OPERATA DALLA NATURA CHE FA SOPRAVVIVERE SOLO GLI ORGANISMI PIU ADATTI A VIVERE IN UN CERTO AMBIENTE, LA SELEZIONE ARTIFICIALE E OPERATA DALL UOMO. E L UOMO CHE SCEGLIE DI FAR RIPRODURRE SOLO GLI ORGANISMI CHE HANNO CARATTERISTICHE PIU VANTAGGIOSE PER LUI. IN QUESTO CASO LA SELEZIONE E PU VELOCE. QUESTO SPIEGA LA GRANDE VARIETA DI ANIMALI DOMESTICI COME LE RAZZE DI CANI CHE SONO STATE SELEZIONATE PER PARTICOLARI SCOPI. AD ES. GLI ALANI CON LE LUNGHE ZAMPE AIUTAVANO GLI UOMINI NELLA CACCIA PERCHE BUONI CORRIDORI; I BASSOTTI GRAZIE ALLE PICCOLE DIMENSIONI SI INFILAVANO NELLE TANE DI ALTRI ANIMALI PER FARLI USCIRE; I CANI DA GUARDIA HANNO IL SENSO DELLA TERRITORIALITA MENTRE QUELLI DA PASTORE HANNO IMPARATO A CONTROLLARE LE PECORE ECC LA SELEZIONE ARTIFICIALE HA INTERESSATO ANCHE LE PIANTE, AD ES. NEL GRANO SELVATICO LE SPIGHE SI APRONO A MATURAZIONE SULLA PIANTA E LASCIANO CADERE I SEMI IN TERRA. NELLE VARIETA COLTIVATE INVECE I CHICCHI RESTANO A MATURAZIONE SULLA SPIGA PER CUI LA RACCOLTA DEI SEMI E AGEVOLATA. PERO LA SELEZIONE ARTIFICIALE PENSA SOLO ALL UTILITA DELL UOMO E NON ALLA CONTINUAZIONE DELLA SPECIE. CERTE RAZZE DI ANIMALI O PIANTE COME AD ES. LE ARANCE SENZA SEMI NON POTREBBERO RIPRODURSI SENZA L INTERVENTO DELL UOMO. L ORIGINE COMUNE DELLE SPECIE SECONDO LA TEORIA EVOLUZIONISTICA TUTTI GLI ESSERI VIVENTI SONO UN PO PARENTI IN QUANTO DISCENDONO DA ANTENATI COMUNI. ESSI ALLORA DOVREBBERO SOMIGLIARSI UN PO MA SE PRENDIAMO UN RETTILE, UN UCCELLO E UN MAMMIFERO IN EFFETTI
ESSI SONO MOLTO DIVERSI. MA SE INVECE DEGLI ADULTI CONSIDERIAMO GLI EMBRIONI NEI PRIMI STADI DI SVILUPPO, LE SOMIGLIANZE SONO SORPRENDENTI. L EMBRIONE UMANO HA ADDIRITTURA ABBOZZI DI CODA E DI BRANCHIE CHE POI SCOMPAIONO. QUESTO CONFERMEREBBE L IPOTESI CHE I NOSTRI LONTANISSIMI ANTENATI VIVESSERO NEL MARE. L ORIGINE ACQUATICA SAREBBE CONFERMATA DALL ANALISI DEI NOSTRI LIQUIDI CORPOREI LA CUI COMPOSIZIONE E ANALOGA ALL ACQUA DI MARE. QUESTO FA PENSARE CHE QUANDO QUESTI ANTENATI ABBANDONARONO L ACQUA PER LA VITA TERRESTRE, SI SIANO FABBRICATI UN ACQUA MARINA ARTIFICIALE AL LORO INTERNO CHE HA SOSTITUITO QUELLA VENUTA A MANCARE LORO DALL ESTERNO. ALTRE PROVE A FAVORE DELL ORIGINE COMUNE SONO: -GLI ORGANI OMOLOGHI DEI VERTEBRATI (LA STRUTTURA OSSEA HA
UNO SCHEMA IDENTICO, (nei disegni lo stesso tipo di osso, identificato dal colore, ha sviluppo diverso ma è presente in tutti gli organismi raffigurati) - GLI ORGANI VESTIGIALI: I PITONI E I BOA HANNO RESIDUI DI ARTI POSTERIORI E LE BALENE NEL LORO SCHELETRO HANNO PICCOLI OSSICINI ANCH ESSI RESIDUI DI ARTI POSTERIORI -LA DATAZIONE DEI FOSSILI: I FOSSILI PIU ANTICHI SONO PIU SEMPLICI DI QUELLI PIU MODERNI -PROVE GENETICHE: PIU DEL 60% DEI NOSTRI GENI SONO UGUALI A QUELLI DEGLI SCIMPANZE EVOLUZIONE DELL UOMO La teoria evoluzionistica di Darwin non poteva escludere l uomo in quanto appartenente a una specie animale. Il fatto che gli antenati dell uomo fossero le scimmie non piacque a nessuno e gli ambienti religiosi e scientifici ritennero offensiva tale supposizione. Dallo studio dei fossili fu però riconosciuto che una storia dell evoluzione umana esisteva. I resti umani venuti alla luce non sono molti perché l ambiente in cui gli ominidi vivevano non presentava condizioni adatte per la fossilizzazione della spoglie.
L evoluzione umana è stata più rapida di quella delle altre specie, favorita dalla posizione eretta, dall uso delle mani e dalla grande capacità cranica che ha consentito un notevole sviluppo della massa cerebrale. La posizione eretta ha permesso ai primi ominidi di muoversi meglio nell ambiente della savana dove vivevano. Questo ha lasciato libere le mani che non piu impegnate per camminare ha permesso il loro utilizzo per costruire utensili. Questo ha aumentato l intelligenza e il cervello si è sviluppato di più. L uomo e le scimmie vengono raggruppati in una categoria di mammiferi definita ordine dei Primati. E i Primati discendono da piccoli mammiferi insettivori risalenti a 70 milioni di anni fa: a quest epoca risalgono i resti fossili del Purgatorius, un piccolo animale simile ad uno scoiattolo, che viveva sugli alberi, si cibava di insetti ma anche di foglie e frutti e aveva caratteristiche intermedie tra gli Insettivori e i Primati di oggi. I Primati acquistarono le caratteristiche che li resero agilissimi acrobati in un ambiente fitto di alberi. Nel continente africano e solo in quello, 7 milioni di anni fa da una parte di differenziarono i gorilla, gli scimpanzè e gli oranghi e dall altra gli ominidi. A causa della deriva dei continenti si accentuò la profonda ruga rappresentata dalla Rift Valley, una depressione ch va dal Mar Rosso al Mozambico. OVEST EST Questo fenomeno modificò il clima di tutta l Africa orientale: qui le piogge divennero meno abbondanti e alla foresta si sostituì la savana, mentre a ovest della Rift Valley rimasero le foreste tropicali dove continuò l evoluzione delle scimmie arboricole che sarebbero diventati i gorilla, gli scimpanzè e gli oranghi. Essi avevano caratteristiche adatte a volteggiare tra gli alberi (locomozione brachiatoria).
Australopiteco Invece i Primati che vivevano nell Africa orientale dovettero adattarsi a cercare il cibo al suolo e a difendersi dai nemici in uno spazio aperto, scarso di alberi: l evoluzione selezionò in loro le caratteristiche migliori per affrontare queste nuove esigenze. Gradualmente essi acquistarono la capacità di stare eretti e di camminare su due arti (locomozione bipede): le mani libere dal compito della locomozione, divennero più abili nel maneggiare gli oggetti e il volume del cervello aumentò. CARATTERISTICHE CHE HANNO PERMESSO AI PRIMATI DI EVOLVERSI DAI MAMMIFERI INSETTIVORI Le modificazioni che hanno permesso ai Primati di evolversi dai mammiferi insettivori sono le seguenti: - la sostituzione degli artigli con unghie piatte, l allungamento e una maggiore mobilità delle dita (pollice opponibile): tutte caratteristiche vantaggiose per afferrare con precisione e con forza. - L allungamento degli arti che diventano adatti alla locomozione brachiatoria (volteggiare tra i rami usando le braccia) e quella quasi bipede ( camminare sugli arti inferiori appoggiando a terra come aiuto anche il dorso delle mani).
- Lo spostamento degli occhi in posizione frontale a favore della visione stereoscopica - L aumento del volume del cervello rispetto alle dimensioni del corpo e la riduzione della zona del cervello dedicata all olfatto a vantaggio di quella dedicata alla vista. EVOLUZIONE BIOLOGICA DELL UOMO Il primo documento fossile di ominidi bipedi è una serie di orme lasciate su un terreno fangoso e conservatesi grazie ad un a eruzione vulcanica che le seppellì sotto una coltre di cenere (Africa orientale, 4 milioni di anni fa). Questi ominidi sono chiamati Australopiteci, avevano una statura tra 1 metro e un metro e mezzo, un cervello di dimensioni ridotte, la fronte sfuggente e le arcate sopraorbitali molto pronunciate. Circa 2 milioni di anni fa comparve l homo habilis che aveva un cervello più sviluppato dell australopiteco e sapeva costruire semplici strumenti di pietra. Circa 1 milione e mezzo anni fa comparve l homo erectus o uomo di Pechino in quanto in Cina furono scoperti i primi resti. Viveva di caccia, abitava in caverne, costruiva utensili più raffinati di quelli dell homo habilis e conosceva il fuoco. Circa 300.000 anni fa comparve l homo sapiens o uomo di Neandertal dal nome di una zona della Germania. Egli cacciava, fabbricava utensili di pietra, credeva in una vita dopo la morte ed era capace di compassione e affetto. L uomo moderno non deriva da quello sapiens ma da un altra linea evolutiva comparsa 10.000 anni fa. Si tratta dell homo sapiens sapiens o uomo di Cro- Magnon (Francia). Egli aveva la fronte eretta come la nostra e uno sviluppo normale del cervello. Mirabili disegni sono stati ritrovati nella grotta di Lascaux in Francia e in altre grotte europee.