RESISTENZA DEI MATERIALI TEST



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RESISTENZA DEI MATERIALI TEST 1. Nello studio della resistenza dei materiali, i corpi: a) sono tali per cui esiste sempre una proporzionalità diretta tra sollecitazione e deformazione b) sono considerati indeformabili, quindi suscettibili di variazioni di dimensioni, o anche di rottura, sotto l'azione di carichi esterni c) sono considerati deformabili, quindi non suscettibili di variazioni di dimensioni, e neanche di rottura, sotto l'azione di carichi esterni d) sono considerati deformabili, quindi suscettibili di variazioni di dimensioni, o anche di rottura, sotto l'azione di carichi esterni 2. Una deformazione si dice elastica quando: a) al cessare dell'azione dei carichi applicati, il corpo non riprende le sue dimensioni e la sua forma primitiva, ma si mantiene una certa deformazione residua b) al cessare dell'azione dei carichi applicati, il corpo non riprende le sue dimensioni e la sua forma primitiva, ma diventa flessibile c) al cessare dell'azione dei carichi applicati, il corpo riprende le sue dimensioni e la sua forma primitiva d) al cessare dell'azione dei carichi applicati, il corpo si è rotto 3. Durante la torsione, le tensioni tangenziali: a) sono tanto più grandi quanto è minore la distanza dall'asse neutro b) sono tanto più grandi quanto è maggiore la distanza dall'asse di simmetria della sollecitazione c) sono tanto più grandi quanto è maggiore la distanza dall'asse neutro d) sono costanti, indipendentemente dalla distanza dall'asse neutro 4. Un solido è sollecitato a torsione: a) quando viene sollecitato da due coppie, di pari momento e di verso opposto, giacenti in piani perpendicolari all'asse del solido stesso b) quando viene sollecitato da due forze, di pari momento e di verso opposto, giacenti in piani paralleli all'asse del solido stesso c) quando viene sollecitato da due coppie, di pari momento e di verso opposto, giacenti in piani paralleli all'asse neutro d) quando viene sollecitato da due forze, di pari momento e di verso opposto, giacenti in piani perpendicolari all'asse del solido stesso 5. Durante la flessione: a) alcune fibre del solido sono sollecitate a torsione, altre a taglio b) alcune fibre del solido sono sollecitate a trazione, altre a compressione c) alcune fibre del solido sono sollecitate a taglio, altre a momento flettente d) alcune fibre del solido sono sollecitate a carico di punta, altre a compressione

6. La torsione di tubi a pareti sottili: a) si discosta molto dalla torsione di solidi pieni b) si discosta poco dalla torsione di solidi pieni, e dipende dalla temperatura c) non si discosta molto dalla torsione di solidi pieni d) coincide con la torsione di solidi pieni 7. Il momento statico di una sezione: a) ha le dimensioni di una forza per il braccio b) ha le dimensioni di una lunghezza al cubo c) ha le dimensioni di una lunghezza alla quarta potenza d) ha le dimensioni di una lunghezza per il tempo 8. Durante una prova di trazione, in generale, si definiscono tre diversi stati fondamentali consecutivi attraverso i quali passa il materiale durante la prova: a) fase plastica, fase di snervamento, fase elastica b) fase elastica, fase plastica, fase di snervamento c) fase elastica, fase elasto-plastica, fase di snervamento d) fase elastica, fase di snervamento, fase plastica 9. Si definisce allungamento relativo: a) il rapporto tra l'allungamento subito sotto carico e la lunghezza iniziale b) il rapporto tra l'allungamento subito sotto carico e la lunghezza finale c) il rapporto tra l'allungamento relativo subito sotto carico e la lunghezza iniziale d) il prodotto tra l'allungamento subito sotto carico e la lunghezza iniziale 10. Una deformazione si dice plastica quando: a) al cessare dell'azione dei carichi applicati, il corpo non riprende le sue dimensioni e la sua forma primitiva, ma si mantiene una certa deformazione residua b) all'aumentare dell'azione dei carichi applicati, il corpo riprende le sue dimensioni e la sua forma primitiva c) al cessare dell'azione dei carichi applicati, il corpo riprende le sue dimensioni e la sua forma primitiva, e non c'è deformazione residua d) al diminuire dell'azione dei carichi applicati, il corpo riprende le sue dimensioni e la sua forma primitiva, puri mantenendo una certa deformazione residua 11. Una struttura progettata secondo il criterio safe-life: a) deve essere in grado di rimanere integra per un assegnato numero di ore di volo, al termine delle quali viene ritirata dal servizio b) deve essere concepita in modo da possedere una resistenza maggiorata anche dopo la rottura di un componente c) è tale per cui si ammette la possibilità di esistenza di difetti, senza compromettere la sicurezza di esercizio sotto determinati carichi d) deve essere concepita in modo da possedere una resistenza adeguata al carico

12. La tensione massima ammissibile: a) esprime lo sforzo unitario minimo a cui può essere sottoposto un materiale senza incorrere in b) esprime lo sforzo unitario massimo a cui può essere sottoposto un materiale per incorrere in c) esprime il carico applicato massimo a cui può essere sottoposto un materiale senza incorrere in d) esprime lo sforzo unitario massimo a cui può essere sottoposto un materiale senza incorrere in 13. La legge di Hooke: a) esprime la proporzionalità diretta tra lo sforzo assiale e la deformazione relativa, tramite una costante di proporzianalità caratteristica del materiale b) esprime la proporzionalità diretta tra lo sforzo tangenziale e la deformazione plastica, tramite una costante di proporzianalità caratteristica del materiale c) esprime la proporzionalità inversa tra lo sforzo assiale e la deformazione relativa, tramite una costante di proporzianalità caratteristica del materiale d) esprime la proporzionalità tra lo sforzo assiale e la deformazione relativa, tramite una costante di proporzianalità caratteristica della sollecitazione agente 14. Uno sforzo di taglio si sviluppa in una sezione: a) quando due forze uguali ed opposte, giacenti nel piano della sezione, tendono a dividere il solido mediante scorrimento lungo la sezione stessa b) quando due forze uguali ed opposte, giacenti nel piano della sezione, tendono a comprimere il solido assialmente c) quando due forze uguali ed opposte, agenti lungo l'asse longitudinale, tendono a dividere il solido mediante scorrimento lungo la sezione stessa d) quando due forze uguali e concordi, giacenti nel piano perpendicolare alla sezione, tendono a flettere il solido 15. Il carico di punta critico: a) rappresenta il valore del carico di punta oltre il quale la struttura risulta irrobustita b) rappresenta il valore del carico di punta oltre il quale la struttura cede per flessione c) rappresenta il valore del carico di punta entro il quale la struttura cede per compressione d) rappresenta il valore del carico di punta oltre il quale la struttura cede per torsione 16. I criteri di progetto safe-life, fail-safe, damage tolerance, hanno lo scopo: a) di garantire l'adeguatezza del carico applicato durante un assegnato periodo di tempo b) di garantire le deformazioni massime di un dato elemento strutturale durante un assegnato periodo di tempo c) di garantire la tenuta a fatica di un dato elemento strutturale durante un assegnato periodo di tempo d) di garantire la tenuta a compressione di un dato elemento strutturale durante un assegnato periodo di tempo

17. L'equazione di stabilità afferma che: a) nelle condizioni di carico, il valore della tensione di esercizio deve sempre superare la tensione ammissibile b) nelle condizioni di carico, il valore della tensione di esercizio non deve superare la tensione di rottura c) nelle condizioni di carico, il valore della tensione di esercizio non deve superare la tensione ammissibile d) nelle condizioni di carico, il valore della tensione di rottura non deve superare la tensione ammissibile 18. Una struttura progettata secondo il criterio fail-safe: a) deve essere concepita in modo da possedere una resistenza residua anche dopo la rottura di un componente b) è tale per cui si ammette la possibilità di esistenza di difetti, senza compromettere la sicurezza di esercizio durante il volo c) deve essere in grado di rimanere integra per un assegnato carico d) deve essere in grado di rimanere integra per un assegnato numero di ore di volo, al termine delle quali viene revisionata 19. Nella fase elastica: a) carico e deformazione sono inversamente proporzionali b) esiste una proporzionalità diretta tra carico e sollecitazione applicata c) non esiste alcuna proporzionalità diretta tra carico e deformazione d) esiste una proporzionalità diretta tra carico e deformazione 20. Se un solido sollecitato a compressione ha lunghezza molto maggiore delle dimensioni trasversali (solido snello): a) è interessato al fenomeno del carico di punta, che ne aumenta la resistenza a compressione anche per sollecitazioni relativamente basse b) è interessato al fenomeno del carico di punta, che ne compromette la resistenza a compressione anche per sollecitazioni relativamente basse c) è interessato al fenomeno del carico di punta, che ne compromette la resistenza a trazione anche per sollecitazioni relativamente basse d) è interessato al fenomeno del carico di punta, che ne compromette la resistenza a compressione per sollecitazioni molto alte 21. Per dimensionare un elemento a compressione semplice: a) occorre verificare che la larghezza dell'elemento lungo la quale è applicato il carico di compressione non superi di oltre 10 volte la minima dimensione trasversale dell'elemento stesso b) occorre verificare che la lunghezza dell'elemento lungo la quale è applicato il carico di compressione non superi di oltre 10 volte la minima dimensione trasversale dell'elemento stesso c) occorre verificare che la lunghezza dell'elemento lungo la quale è applicato il carico di trazione non superi di oltre 10 volte la minima dimensione trasversale dell'elemento stesso d) occorre verificare che la lunghezza dell'elemento lungo la quale è applicato il carico di flessione non superi di oltre 10 volte la minima dimensione trasversale dell'elemento stesso

22. La teoria di Bredt: a) si basa sull'ipotesi di elasticità nella parete sottile, quando questa è soggetta a trazione b) si basa sull'ipotesi che il flusso di taglio è costante nella parete sottile, quando questa è vicina all'asse neutro c) si basa sull'ipotesi che il flusso di compressione è costante nella parete sspessa, quando questa è soggetta a torsione d) si basa sull'ipotesi che il flusso di taglio è costante nella parete sottile, quando questa è soggetta a torsione 23. Nei casi pratici, la sollecitazione di taglio: a) è sempre accompagnata da torsione b) è sempre accompagnata dal fenomeno della fatica c) è sempre accompagnata da flessione d) è sempre accompagnata da trazione secondo la legge di Hooke 24. Un solido è sollecitato a flessione quando: a) è sottoposto a combinazioni di forze o coppie, per cui viene compresso il suo asse longitudinale b) è sottoposto a combinazioni di forze di taglio, per cui viene incurvato il suo asse longitudinale c) è sottoposto a combinazioni di forze o coppie, per cui viene incurvata la sezione maestra d) è sottoposto a combinazioni di forze o coppie, per cui viene incurvato il suo asse longitudinale 25. Nella flessione: a) gli sforzi vanno da un valore nullo in corrispondenza dell'asse neutro, ad un massimo in corrispondenza della fibra più lontana dall'asse neutro b) gli sforzi vanno da un valore massimo in corrispondenza dell'asse neutro, ad un minimo in corrispondenza della fibra più lontana dall'asse neutro c) gli sforzi vanno da un valore nullo in corrispondenza dell'asse trasversale, ad un massimo in corrispondenza della fibra più lontana dall'asse trasversale d) gli sforzi vanno da un valore medio in corrispondenza dell'asse neutro, ad un valore nullo in corrispondenza della fibra più lontana dall'asse neutro 26. Durante una sollecitazione di torsione: a) ciascuna sezione ruota rispetto alla sezione adiacente di un certo angolo, ed a tali deformazioni si oppongono delle tensioni tangenziali giacenti nelle sezioni stesse b) ciascuna sezione ruota rispetto alla sezione adiacente di un certo angolo, ed a tali deformazioni si oppongono delle sollecitazioni di compressione c) ciascuna sezione si avvicina alla sezione adiacente di un certo angolo, ed a tali sollecitazioni si oppongono delle tensioni tangenziali giacenti nelle sezioni stesse d) ciascuna sezione tende ad allontanarsi rispetto alla sezione adiacente di un certo angolo, ed a tali deformazioni si oppongono delle tensioni tangenziali giacenti nelle sezioni stesse

27. Nella teoria di Bredt viene introdotto il flusso di taglio: a) definito come prodotto tra lo sforzo di taglio e lo spessore della lamiera b) definito come prodotto tra lo sforzo di compressione e lo spessore del solido c) definito come rapporto tra lo sforzo di taglio e lo spessore della lamiera d) definito come prodotto tra lo sforzo di flessione ed il momento flettente 28. Il carico di punta critico si determina con la formula di Eulero, che tiene conto: a) del materiale, della forma geometrica della sezione trasversale e dalla fatica b) della sollecitazione, della forma geometrica della sezione trasversale e della lunghezza libera di inflessione c) del materiale, della forma geometrica della sezione trasversale e della lunghezza libera di inflessione d) del materiale, della forma geometrica della sezione longitudinale e della lunghezza libera di torsione 29. Il momento d'inerzia di una sezione: a) ha le dimensioni di una forza al quadrato b) ha le dimensioni di una lunghezza alla seconda c) ha le dimensioni di una lunghezza alla quarta potenza d) ha le dimensioni di una lunghezza diviso un tempo 30. Una struttura progettata secondo il criterio damage tolerance: a) deve essere in grado di rimanere deformata per un assegnato numero di ore di volo, al termine delle quali viene revisionata b) deve essere in grado di rimanere integra per un assegnato carico massimo, indipendentemente dal servizio c) deve essere concepita in modo da possedere una deformazione residua anche dopo la rottura di un componente d) è tale per cui si ammette la possibilità di esistenza di difetti, senza compromettere al sicurezza di esercizio durante la vita prevista 31. La rottura a fatica si verifica: a) sotto l'azione di sollecitazioni elevate, anche se le deformazioni sono relativamente piccole b) sotto l'azione di sollecitazioni costantii nel tempo, dopo un dato numero di cicli, quando se le sollecitazioni stesse sono massime c) sotto l'azione di compressioni variabili nel tempo, dopo un dato numero di cicli, anche se le relative torsioni sono relativamente piccole d) sotto l'azione di sollecitazioni variabili nel tempo, dopo un dato numero di cicli, anche se le sollecitazioni stesse sono relativamente piccole 32. Per aumentare la resistenza a fatica: a) è necessario ottenere un elevato grado di purezza della superficie mediante metodi di finitura superficiale b) è necessario ottenere un elevato grado di purezza del materiale mediante fusione c) è necessario ottenere un elevato grado di rigidezza mediante opportuni rinforzi d) è necessario ottenere uno scarso grado di purezza della superficie mediante metodi di calcolo

33. Lo scopo fondamentale dello studio della fatica: a) è quello di fornire una previsione sulla resistenza di un dato pezzo, conoscendo le informazioni che definiscono il carico massimo applicato b) è quello di fornire una previsione sulla vita strutturale di un dato pezzo, conoscendo le informazioni che definiscono il valore della deformazione elastica c) è quello di fornire una previsione sulla vita strutturale di un dato pezzo, conoscendo le informazioni che definiscono il valore della sollecitazione massima d) è quello di fornire una previsione sulla vita strutturale di un dato pezzo, conoscendo le informazioni che definiscono il ciclo della sollecitazione periodica 1. (d) 12. (d) 23. (c) 2. (c) 13. (a) 24. (d) 3. (c) 14. (a) 25. (a) 4. (a) 15. (b) 26. (a) 5. (b) 16. (c) 27. (a) 6. (a) 17. (c) 28. (c) 7. (b) 18. (a) 29. (c) 8. (d) 19. (d) 30. (d) 9. (a) 20. (b) 31. (d) 10. (a) 21. (b) 32. (a) 11. (a) 22. (d) 33. (d)