Università degli Studi di Urbino Carlo Bo Facoltà di Scienze Motorie Corso di Laurea Magistrale in: Scienze motorie per la Prevenzione e la Salute Rieducazione a secco GENERALITA SUL TRATTAMENTO RIEDUCATIVO Prof.ssa Florence Di Muro Generalità sui traumi Lesioni - ossee (fratture) - articolari (distorsioni, lussazioni) - muscolari - tendinee - vascolari periferiche (arteriose, venose) - dei nervi (plessi, miste, ecc.) Obiettivi e principi del trattamento rieducativo 1
Il trattamento degli esiti dei traumi È estremamente vario e cambia a seconda: - della modalità con cui si è verificato il trauma, - del luogo in cui è occorso il trauma e della tipologia e velocità dei soccorsi, - del soggetto che subisce l insulto meccanico. Trattamento post - trauma 1) Trattamento conservativo 2) Trattamento chirurgico 2
1) Trattamento conservativo Applicazione di ghiaccio; Terapia farmacologica; Applicazione di una fasciatura, di un bendaggio funzionale; Applicazione di un tutore o utilizzo di un ausilio; Riduzione manuale e confezione di apparecchio ortopedico (gesso o fibre di vetro); Trattamento fisioterapico. 2) Trattamento chirurgico Revisione chirurgica della ferita Suture chirurgiche (tenoraffia, mioraffia, ecc.) Introduzione di mezzi di sintesi con focolaio di frattura chiuso (es.: mezzi di sintesi endomidollare (chiodi di Kuentcher, fili di Kirschner, chiodi di Ender, chiodi bloccati) 3
2) Trattamento chirurgico Revisione chirurgica della ferita; Suture chirurgiche (tenoraffia, mioraffia, ecc.) Introduzione di mezzi di sintesi con focolaio di frattura chiuso; Introduzione di mezzi di sintesi con apertura del focolaio di frattura (es placche e viti); 2) Trattamento chirurgico Revisione chirurgica della ferita; Suture chirurgiche (tenoraffia, mioraffia, ecc.) Introduzione di mezzi di sintesi con focolaio di frattura chiuso Introduzione di mezzi di sintesi con apertura del focolaio di frattura; Fissatori esterni; Trapianti; Sostituzioni protesiche. 4
Trattamento riabilitativo Conservativo Post-operatorio Principi di valutazione Anamnesi (Familiare, Fisiologica, Patologica remota, Patologica recente) Valutazione: Ispezione (cute, postura, conformazione, trofismo) Esame diretto: Dolore, edema, fibrosi Bilancio articolare (ROM, tipo di arresto, causa del deficit articolare) Bilancio muscolare (forza, lunghezza) Esame neurologico (riflessi, valutazione delle sensibilità, coordinazione) Esami strumentali 5
Progetto e Programma riabilitativo Al termine della valutazione globale che costituisce la specificità del lavoro riabilitativo e che tiene conto di tutti i fattori che possono influire sul recupero e quindi sulla prognosi funzionale è possibile impostare il progetto riabilitativo il programma riabilitativo con gli obiettivi a breve medio e lungo termine Tempistica del trattamento riabilitativo Inizio sempre più precoce: per facilitare i processi di guarigione per prevenire le possibili complicanze generali: legate ad una sindrome da ipomobilità locali: edema, perdita di massa ossea, flebopatie, formazione di aderenze, ipotrofia muscolare da non uso, ulcere da pressione, atteggiamenti viziati 6
Tempistica La riabilitazione comincia già dopo l immobilizzazione o nell immediato periodo post-operatorio. In queste fasi è necessario suggerire al paziente quali sono le posture migliori da assumere, quali sono gli esercizi da eseguire e con quali precauzioni per non stressare i tessuti operati o come mantenere trofici i segmenti non interessati dal trauma. Il programma riabilitativo si intensifica con l avanzare del processo di riparazione biologica e con l abbandono dei mezzi di contenzione. L esame radiologico può fornire elementi sicuri per consentire la intensificazione degli interventi riabilitativi. OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO RIABILITATIVO La riabilitazione è un processo globale A scopo didattico gli obiettivi vengono trattati separatamente ma nella pratica clinica ogni intervento va condotto in contemporanea e ogni singolo intervento esplica il suo effetto su più di un obiettivo 7
OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO RIABILITATIVO PREMESSE: I protocolli variano notevolmente in relazione al tipo di trauma ed alla conseguente lesione riportata, in base al trattamento, conservativo od operatorio, adottato ed in relazione al soggetto stesso Il programma riabilitativo deve tenere conto dei tempi biologici di guarigione del tessuto lesionato (i tempi post-chirurgici di riabilitazione saranno influenzati da: la qualità dei tessuti, l estensione della lesione, la presenza di eventuali lesioni associate, ecc.) OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO RIABILITATIVO PREMESSE: Il processo riabilitativo è l insieme dei provvedimenti valutativi e terapeutici finalizzati all esito (outcome), costituisce un percorso che richiede la piena collaborazione tra specialisti diversi, richiede l individualizzazione del progetto riabilitativo 8
OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO RIABILITATIVO 1. Controllo del dolore, del gonfiore e dell edema 2. Recupero dell articolarità 3. Recupero dell equilibrio muscolare (recupero del tono-trofismo muscolare dei gruppi muscolari motori e stabilizzatori articolari) 4. Recupero della sensibilità (recupero della stabilità articolare) 5. Recupero funzionale (rieducazione della funzione propria del segmento interessato dal trauma) 6. Recupero globale del paziente (e reintegrazione del segmento interessato dal trauma nella globalità delle funzioni corporee) 1) CONTROLLO DEL DOLORE, DEL GONFIORE E DELL EDEMA Riposo o riposo funzionale Supporto farmacologico (medico) Terapia fisica (Crioterapia, TENS, Diadinamiche, Laser, Magnetoterapia, TECAR, Ionoforesi, Ultrasuonoterapia tradizionale o a freddo) Bendaggi compressivi, calze elastiche Massoterapia (linfodrenante) Mobilizzazione (dei distretti sani limitrofi) Contrazioni isometriche 9
1) CONTROLLO DEL DOLORE, DEL GONFIORE E DELL EDEMA In caso di paziente allettato: Fisioterapia respiratoria Posture e cambi di postura Presidi antidecubito Mobilizzazione passiva Mobilizzatori passivi 1) CONTROLLO DEL DOLORE, DEL GONFIORE E DELL EDEMA Riassumibile con l acronimo: P protezione dell arto R messa a riposo della parte I applicazione di ghiaccio C applicazione di un bendaggio compressivo E mantenimento dell arto in una posizione elevata 10
2) RECUPERO DELL ARTICOLARITA E PREVENZIONE DELLE RIGIDITA Mobilizzazione Precoce - Passiva 2) RECUPERO DELL ARTICOLARITA E PREVENZIONE DELLE RIGIDITA Mobilizzazione PASSIVA: Su tutti i piani (salvo diversa prescrizione) Progressiva fino al raggiungimento del completo R.O.M. Fare riferimento alle ampiezze articolari fisiologiche ed all arto controlaterale Delle articolazioni limitrofe 11
2) RECUPERO DELL ARTICOLARITA E PREVENZIONE DELLE RIGIDITA Mobilizzazione - Passiva - Attiva assistita 2) RECUPERO DELL ARTICOLARITA E PREVENZIONE DELLE RIGIDITA MOBILIZZAZIONE ATTIVA-ASSISTITA con l aiuto del fisioterapista, dell arto controlaterale con l ausilio di attrezzi quali ad esempio bacchette, carrucola, pallone Bobath; automobilizzazione Con utilizzo progressivo della gravità (sgravio, parziale gravità, contro gravità) 12
2) RECUPERO DELL ARTICOLARITA E PREVENZIONE DELLE RIGIDITA Mobilizzazione - Passiva - Attiva assistita - Attiva Con utilizzo progressivo della gravità (sgravio, parziale gravità, contro gravità) Attenzione ai movimenti di compenso 2) RECUPERO DELL ARTICOLARITA E PREVENZIONE DELLE RIGIDITA - Mobilizzazione - Stretching - Tecniche di manipolazione delle fasce - Metodiche (Kabat, Perfetti, biofeedback) - Tecniche massoterapiche (scollamento, MTP) - Idrokinesiterapia - Ortesi - Mobilizzazione in narcosi - Chirurgia 13
3) RECUPERO DELL EQUILIBRIO MUSCOLARE Corretto equilibrio tra i vari gruppi antagonisti - esercizi di rinforzo muscolare ove si riscontrino debolezze muscolari - esercitazioni di allungamento muscolare ove si riscontrino gruppi muscolari contratti e corti Si ottiene con l esercizio terapeutico. Il recupero del trofismo muscolare va graduato e sincronizzato con quello dell escursione articolare 3) RECUPERO DELL EQUILIBRIO MUSCOLARE Il recupero della forza è relativo all entità della lesione e alla quantità di lavoro rieducativo svolto Il lavoro di rinforzo varia a seconda del tipo di patologia che il paziente presenta e privilegiando la sequenza che segue i fisiologici movimenti dell articolazione 14
3) RECUPERO DELL EQUILIBRIO MUSCOLARE Contrazioni muscolari Contrazioni muscolari La forza può essere recuperata attraverso esercitazioni di tipo: Isometrico (Le contrazioni isometriche sono più efficaci per il recupero delle fibre a prevalente metabolismo anaerobio) Isotonico con carico leggero (Le contrazioni isotoniche sono più efficaci per il recupero delle fibre a prevalente metabolismo aerobio) Eseguito inizialmente solo nell arco di movimento in cui il dolore è assente La resistenza applicata può essere variabile Altri tipi di contrazione muscolare 15
Recupero dell equilibrio muscolare Vari tipi di contrazioni muscolari Diverse tipologie di esercitazioni - A corpo libero - Con elastici - Con resistenze - A catena cinetica aperta o chiusa - Globale, selettivo Recupero dell equilibrio muscolare Vari tipi di contrazioni muscolari Diverse tipologie di esercitazioni Tecniche di elettrostimolazione muscolare (neofaradica, Kotz) 16
Recupero dell equilibrio muscolare Vari tipi di contrazioni muscolari Diverse tipologie di esercitazioni Tecniche di elettroterapia di stimolazione muscolare Lavoro in acqua Massoterapia Stretching 4) RECUPERO DELLA SENSIBILITA E DELLA STABILITA ARTICOLARE FUNZIONALE Un infortunio alle strutture articolari, oltre a creare un danno di tipo meccanico, crea anche una perdita della sensibilità articolare, dovuta alla deafferentazione dei meccanocettori periferici, con conseguente perdita delle informazioni dedicate alla stabilizzazione articolare ed alla coordinazione neuromuscolare Recupero del controllo motorio 17
4) RECUPERO DELLA SENSIBILITA E DELLA STABILITA ARTICOLARE FUNZIONALE Il recupero è basato su: sensazioni propriocettive e cinestetiche (ricercheremo riposizionamento articolare, esecuzione articolare funzionale, carico assiale, esercizi a catena cinetica chiusa), stabilizzazione dinamica dell articolazione (esercizi a ccc e forze di traslazione, carico eccentrico, esercizi di allungamento/accorciamento, allenamento dell equilibrio) controllo reattivo muscolare (reazione a perturbazioni articolari, stiramento-accorciamento e pliometria, ripristino dell equilibrio) schemi motori funzionali (applicazionedi biofeedback, esercizi specifici dell attività quotidiana, partecipazione controllata- progresiva). 4 ) RECUPERO DELLA SENSIBILITA E DELLA STABILITA ARTICOLARE FUNZIONALE Sollecitazioni dinamiche a difficoltà crescente Su piani instabili (in direzione A/P, M/L, multidirezionali) Variando la posizione (seduti, in piedi) Variando la superficie di appoggio (bipodalico, monopodalico) Questi esercizi avrebbero una duplice funzione: una di riprogrammazione sensitivo motoria, l altra di potenziamento dei muscoli così da metterli in condizione di stabilizzare attivamente l articolazione in presenza di lassità legamentosa. Tecnica di stabilizzazione ritmica di Kabat 18
5) RECUPERO FUNZIONALE Recupero analitico della funzione corretta ed efficiente del segmento leso. Le articolazioni sono mobili e stabili mentre i muscoli riprendono la capacità di lavorare finalisticamente e in maniera coordinata simultaneamente o in sequenza. Questo si ottiene con Ripetizione dei movimenti che dovessero risultare difficoltosi, all inizio sotto il costante controllo dell attenzione, fino a giungere alla riacquisizione dei normali automatismi che garantiscono nel contempo la forza, la precisione e la destrezza del gesto 5) RECUPERO FUNZIONALE Recupero analitico della funzione corretta ed efficiente del segmento leso Recupero globale cioè recupero del gesto finalizzato (lavorativo e/o atletico) Il recupero del gesto va di pari passo con il recupero della forza e con l attuazione di esercizi propriocettivi Reinserimento del paziente nelle normali attività della vita quotidiana tecniche di terapia occupazionale per gli arti superiori, esercizi di deambulazione e corsa su vari terreni per gli arti inferiori consigli di comportamento e di igiene posturale 19
6) RECUPERO GLOBALE DEL PAZIENTE Sistema complesso di catene funzionali Interazioni tra i vari distretti Problemi alla postura del soggetto, alla deambulazione OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO RIABILITATIVO 1. Controllo del dolore, del gonfiore e dell edema 2. Recupero dell articolarità 3. Recupero dell equilibrio muscolare (recupero del tono-trofismo muscolare dei gruppi muscolari motori e stabilizzatori articolari) 4. Recupero della sensibilità (recupero della stabilità articolare) 5. Recupero funzionale (rieducazione della funzione propria del segmento interessato dal trauma) 6. Recupero globale del paziente (e reintegrazione del segmento interessato dal trauma nella globalità delle funzioni corporee) 20
Trattamento riabilitativo Tutti gli obiettivi possono essere raggiunti: A secco In acqua 21