Accessi vascolari per pazienti in dialisi



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II^ parte Circuito extra-corporeo e accessi vascolari in dialisi Accessi vascolari per pazienti in dialisi OA 2.34 Accessi vascolari per emodialisi (I) Un accesso vascolare è una locazione dalla quale può essere estratto in maniera sicura il sangue e alla quale può essere restituito. Vi sono solo alcune locazioni possibili nel corpo per effettuare un accesso: nelle braccia (figura); nelle gambe; nel collo; nel torace. OA 2.35 1

Accessi vascolari per emodialisi (II) Mentre nello sviluppo delle macchine, delle linee, dei filtri per dialisi sono stati fatti progressi decisivi, i progressi nel miglioramento degli accessi vascolari sono stati quasi inesistenti. Il mantenimento dell accesso vascolare è molto critico e grava significativamente sui costi per un centro dialisi. Accesso vascolare = Tallone d Achille dell emodialisi Oltre il 25% delle ospedalizzazioni dei pazienti in dialisi sono dovute a problemi con gli accessi vascolari. OA 2.36 Accessi vascolari per emodialisi (II) Cause di ospedalizzazione in nuovi pazienti in dialisi (New England Medical Center, US): OA 2.37 2

Pietre miliari dell accesso vascolare All inizio della dialisi clinica (W. Kolff, 1943), cateterizzazione intermittente con cannule di vetro o metallo (vasi legati dopo trattamento). La dialisi per pazienti cronici inizia con lo shunt arterovenoso in teflon (cfr. figura) di B.H. Scribner (1960). Fistola artero-venosa endogena di J.E. Cimino, M.J. Brescia e colleghi (1966). Nel 1961 S. Shaldon descrive l uso dei cateteri femorali. Anni 70: uso dei vasi protesici. OA 2.38 Tipi di accesso vascolare (durata) Temporanei Permanenti OA 2.39 3

Tipi di accesso vascolare (natura) Fistola artero-venosa (AV) (1966) Fistola protesica ( graft ) (1970) Catetere venoso centrale (1970) Porta vascolare sintetica (1980) Quasi 40 anni dopo la sua introduzione, la fistola AV rimane l accesso che si avvicina di più a quello ideale (maggior durata e minori interventi). OA 2.40 Accessi vascolari temporanei (I) I primi ad essere utilizzati (cateterizzazione di arterie e vene distali, fino al 1960). Lo shunt esterno non è più usato (problemi di infezione e trombosi). Si usa soprattutto la cateterizzazione transvenosa percutanea: attraverso una guida, si incannula con un catetere (in genere di teflon) una vena della circolazione centrale Sono usati per: patologie renali acute reversibili (2 settimane); gravi avvelenamenti; patologie renali terminali (ESRD), durante il periodo di maturazione di una fistola permanente. OA 2.41 4

Accessi vascolari temporanei (II) I cateteri sono inseriti nella vena: femorale (pazienti con edema polmonare o patologie respiratorie); giugulare; succlavia (non usati se paziente destinato a dialisi cronica; maggior probabilità di danneggiamento altri vasi e cuore fin dall inserzione). Nella figura: posizionamento di un catetere nella vena succlavia destra e sinistra. OA 2.42 Accessi vascolari permanenti La scelta dell accesso vascolare è diversa nel mondo: Europa: Fistola AV: 70% Graft: 10% Catetere: 20% USA: Fistola AV: 15% ( ) Graft: 70% ( ) Catetere: 15% ( ) OA 2.43 5

Fistola artero-venosa (I) La fistola AV viene creata chirurgicamente mettendo a contatto un arteria con una vena ad essa adiacente (anastomosi). vena arteria OA 2.44 Fistola artero-venosa (II) Usualmente, la fistola AV è posta negli arti superiori, inizialmente in zona periferica, nella parte non dominante. Dunque, il polso sinistro è la locazione iniziale preferita. Dopo l impianto, occorre aspettare che la fistola maturi (12 16 settimane). Nel disegno, schema della prima fistola AV, impiantata chirurgicamente da Cimino e Brescia (US, 1966) nell arteria radiale e nella vena cefalica. OA 2.45 6

Fistola artero-venosa (III) Sebbene la fistola latero-laterale sia quella descritta per prima, è meglio terminalizzare la vena (si riducono sindrome da furto arterioso ed ipertensione venosa). Sotto a sinistra: impianto termino-terminale. Una volta stabilizzata, la fistola AV dura lunghi periodi (in gen. > 4 anni). OA 2.46 Fistola artero-venosa (IV) Altri siti sono nel braccio e nella coscia. OA 2.47 7

Fistola artero-venosa (V) Vantaggi: accesso endogeno prestazioni migliori e più predicibili minor incidenza di infezioni e trombosi maggior durata Svantaggi: accesso visibile può svilupparsi con ritardo dall impianto ( accesso temporaneo) non disponibile per tutti i pazienti (molti problemi con diabetici) sanguinamento sindrome da furto ematico ( ischemia e necrosi) sovraccarico cardiaco destro OA 2.48 Fistola protesica o graft (I) Un vaso protesico viene inserito fra un arteria e una vena. Il vaso può essere sintetico (PTFE, Teflon, Gore-Tex ), oppure, in misura minore, animale (ad es. bovino). OA 2.49 8

Fistola protesica o graft (II) Il sito più usato è l avambraccio. OA 2.50 Fistola protesica o graft (III) Anche qui, come ultima risorsa, si usa l arto inferiore. OA 2.51 9

Fistola protesica o graft (IV) Circa 30 anni dopo l introduzione dell uso del PTFE nei graft, nessun materiale alternativo migliore è stato ancora trovato. (Vena safena) (Graft eterologo bovino) (Vena ombelicale) (Dacron) PTFE(Teflon, Gore-Tex ) Poliuretano (Vectra ) Vena mesenterica bovina (ProCol ) Graft eterologo da vena femorale crio-conservato (CrioVein ) OA 2.52 Fistola protesica o graft (V) OA 2.53 10

Fistola protesica o graft (VI) Vantaggi: impianto veloce rapido utilizzo dopo l impianto (3 6 settimane) prestazione predicibile alti flussi ematici OA 2.54 Fistola protesica o graft (VII) Svantaggi: maggior probabilità di stenosi e trombosi (cause principali di problemi; sono situate generalmente all uscita venosa) maggior probabilità di coagulazione maggior probabilità di infezione (doppia rispetto a fistola AV) minor durata rispetto alla fistola AV sindrome da furto ematico più frequente (a valle della fistola, rara se fistola funziona, ma difficile da risolvere) sovraccarico cardiaco destro OA 2.55 11

Effetti cardiovascolari di una fistola Quando il flusso nella fistola è > 20 50% della CO, il paziente può andare incontro a sovraccarico cardiaco e scompenso. In questi casi: a) CO perché resistenza sistemica e ritorno venoso ipertrofia ventricolare sinistra e tempo diastole (Legge di Frank- Starling) prob. scompenso e ischemia cardiaci b) La fistola si dilata e si gonfia In questi casi è meglio passare alla dialisi peritoneale. OA 2.56 Catetere venoso centrale (I) E un dispositivo sintetico inserito in una vena della circolazione centrale. In genere è a doppio lume. Il sito più usato è la vena giugulare. OA 2.57 12

Catetere venoso centrale (II) Vantaggi: immediato utilizzo dopo l impianto (soluzione ponte o di emergenza) semplice rimozione e ripiazzamento delle linee aghi non necessari OA 2.58 Catetere venoso centrale (III) Svantaggi: non ideale come accesso permanente alto rischio di coagulazione alto rischio di trombosi La zona più critica è la parete venosa nel punto di inserzione: il trombo può poi ostruire il vaso o anche il catetere alta incidenza di infezione rischio di versamento di sangue Se il catetere è stato inserito fuori sede oppure in una vena più piccola Un alternativa ai cateteri, non ancora valutata a pieno, sono le porte vascolari sintetiche. OA 2.59 13

Porta vascolare sintetica (I) E un accesso vascolare costituito da un dispositivo metallico completamente sotto-cutaneo che permette di accedere ad un catetere impiantato in una vena della circolazione centrale. Vantaggi: immediato utilizzo dopo l impianto lunga durata e alti flussi (maggiori rispetto a catetere) discrezione Svantaggi: richiede aghi speciali non disponibile in tutti i centri e scarsa esperienza risultati a lungo termine ancora incerti rischio di infezione OA 2.60 Porta vascolare sintetica (II) Dispositivo di accesso LifeSite (sistema a due valvole: estrazione e restituzione del sangue) OA 2.61 14

Porta vascolare sintetica (III) Dispositivo di accesso DiaLock (impiantato nella vena giugulare destra) OA 2.62 Accesso vascolare: problemi e strategie Pazienti con patologie vascolari periferiche e diabete (calcificazione arteriosa, trombosi, stenosi, lenta maturazione della fistola): Valutazione venosa pre- e post- operazione con ultrasuoni Monitoraggio del flusso nell accesso; Pazienti obesi: Accessi alternativi: graft; Pazienti con patologie cardiache (sovraccarico cardiaco): Monitoraggio del flusso nell accesso; Invecchiamento della popolazione dialitica; Aumento della viscosità del sangue per l uso di eritropoietina (EPO); Dialisi prolungate/giornaliere: Accessi sotto-cutanei oppure fistola AV? OA 2.63 15