I buffi ritratti di Arcimboldo Esposizione-gioco interattiva da vedere, sentire, toccare, ascoltare e gustare ideata da Sylvie Girardet e Norbert Journo DOSSIER PEDAGOGICO Il nome Arcimboldo ricorda subito quei quadri fantastici che, visti da lontano, rappresentano il busto di personaggi di faccia o di profilo mentre, guardati da vicino, non sono che un assemblaggio dei più svariati elementi: fiori, frutta, verdura, oggetti di ogni tipo. La mostra è anche un pretesto per sensibilizzare i bambini a un alimentazione sana con frutta e verdura presentate nella loro varietà stagionale. Ogni settimana proporremo gustose ricette da provare a casa! il Museo in erba Piazza Giuseppe Buffi 8, 6500 Bellinzona Svizzera. Tel. + 41 91 835 52 54
CHI È ARCIMBOLDO? Discendente di una nobile famiglia milanese, Giuseppe Arcimboldo è nato a Milano nel 1527. Non si sa molto della sua formazione. Il suo prozio, Gianangelo Arcimboldo, arcivescovo di Milano, ha un ruolo importante nel suo sviluppo intellettuale perché ha incoraggiato il contatto con artisti ed eruditi. L incontro con l arte è favorito dall amicizia del padre, pittore accreditato della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, con Bernardino Luini, allievo di Leonardo da Vinci. Luini possiede alcuni quaderni di appunti e schizzi di Leonardo che mostra ad Arcimboldo. Il giovane è affascinato dagli schizzi di mostri e di figure fantastiche e inizia a disegnare seguendo il principio di Leonardo: osservare la natura. Debutta come pittore a 22 anni, nel 1549, collaborando con il padre alla decorazione del Duomo di Milano. Insieme disegnano dei cartoni per le vetrate e degli arazzi. Ferdinando d Asburgo, in visita a Milano, lo incarica di dipingere cinque stemmi che vuole regalare al Duomo. È molto soddisfatto del lavoro di Arcimboldo e, diventato imperatore, lo invita come ritrattista di corte a Vienna. Arcimboldo diventa grande amico di Massimiliano, figlio dell imperatore, suo coetaneo, grande collezionista di opere d arte (Bosch, Brueghel, Cranach) e di oggetti curiosi ed esotici (animali straordinari, enormi conchiglie, minerali, mummie ) raccolti nelle Stanze delle meraviglie che costituiranno una fonte inesauribile d ispirazione e di spunti per la sua opera, così come i giardini imperiali ricchissimi di piante rare e lo zoo. Massimiliano succede al padre Ferdinando I. Arcimboldo è pittore di corte, consigliere artistico molto apprezzato per la sua genialità creativa: organizza strabilianti feste a cui partecipano l aristocrazia, gli alti dignitari, gli scienziati e gli artisti del tempo. Il tutto per glorificare il sovrano, rinforzare il suo potere politico e stupire il popolo per distoglierlo dalla sua miseria. Arcimboldo è molto erudito, ha una cultura molto vasta in vari campi, dall architettura alla scenografia, dall ingegneria all idraulica: crea giochi d acqua fantastici per i giardini del palazzo reale, costumi, tornei... Nei primi due anni a corte nasce la prima serie delle Quattro Stagioni che costituirà la base del suo modo di dipingere; i regnanti ne sono entusiasti e ne richiedono subito altre copie. Alla morte di Massimiliano, suo figlio Rodolfo sale al trono. Arcimboldo è triste perché ha perso un amico e protettore ma accetta comunque di seguire il nuovo imperatore a Praga, in quel momento capitale dell impero. Trascorre undici anni al suo servizio, periodo che segna il culmine della sua carriera artistica. Infatti, l imperatore, grande appassionato d arte e di conoscenze scientifiche, lo stima moltissimo e si avvale della sua collaborazione per la creazione di un museo d arte. Nel 1587, Arcimboldo, preso dalla nostalgia, chiede l autorizzazione di rientrare in patria. L imperatore autorizza la sua partenza, a condizione che continui a lavorare per lui. Realizza, infatti, a Milano, il ritratto Vertunno, un omaggio a Rodolfo II che, entusiasta, lo promuove conte palatino nel 1592, poco prima della sua morte che avviene nel 1593. ALL ORIGINE DEI MISTERIOSI RITRATTI CON FIORI, FRUTTA, LEGUMI Arcimboldo è noto soprattutto per le sue teste composte, allegorie delle stagioni, degli elementi o ritratti. Ne sono conservate una ventina, alcune firmate o descritte da autori del tempo, altre autentificate dagli inventari delle collezioni imperiali. Ai suoi tempi, Arcimboldo non era un caso isolato. L origine delle teste composte risale all antichità e alla tradizione delle maschere bacchiche formate da foglie di vigna, uva, viticci Gli artisti del Rinascimento, in primis Leonardo da Vinci, si erano interessati ai volti mostruosi, ai ritratti deformati dai giochi di specchi e alle composizioni di elementi assemblati a caso. Brueghel e Bosch hanno popolato i loro quadri di creature fantastiche, mezzo uomo, mezzo animale. Alla corte degli Asburgo, Arcimboldo trionfa con questo particolare genere. I suoi dipinti sono legati anche allo stile dell epoca manieristica (1520 1580) che prediligeva l allegoria, il gusto per il bizzarro, l inusuale (e le raccolte di oggetti strani, singolarità della natura o dell arte presentate nelle stanze delle meraviglie costituivano una fonte stimolante!). Le sue teste composte hanno avuto un grande successo e hanno ispirato molti copisti durante la sua vita. Poi, dopo la sua morte, Arcimboldo è stato presto dimenticato: si tornerà a parlare di lui, nel XX secolo, grazie ai surrealisti che vedono in lui un precursore.
LE OPERE PRESENTATE NELL ESPOSIZIONE Autoritratto, 1575 circa, Narodni Galerie, Praga Arcimboldo ha realizzato questo autoritratto all età di 48 anni. È un disegno a matita e inchiostro acquerellato blu. Nel gioco proposto i bambini devono scoprire dei dettagli sfuggiti dal ritratto di Arcimboldo e da un altro di Leonardo da Vinci. Le quattro stagioni Le teste composte sono allegorie ottenute con l assemblaggio di elementi tipici delle stagioni cui si riferiscono, che si combinano magicamente per formare un profilo. È evidente una profonda conoscenza naturalistica dell artista. L insieme delle Stagioni conservato al Louvre, è stato commissionato ad Arcimboldo nel 1573 da Massimiliano d Asburgo. Riprende un ciclo anteriore, oggi incompleto, eseguito per l imperatore. Al di là della semplice fantasia pittorica, questi dipinti rivestono un carattere politico. Sono un omaggio all imperatore che governa gli stati e dunque gli uomini, e domina anche il mondo più vasto delle stagioni (microcosmo: fiori, frutta, oggetti ) e degli elementi (macrocosmo). Essi prendono forma umana per significare il dominio della casa d Austria sull universo e sul tempo, nella persona del sovrano. Grazie a questa chiave di lettura molti dettagli dei dipinti diventano più chiari. Ogni stagione trova rispondenza nell elemento appropriato: la primavera è la prima giovinezza traboccante di freschi fiori, l estate, con i suoi frutti, l età matura, l autunno è rappresentato da una persona anziana e barbuta, l inverno è un vecchio con la barba rada e incolta e la pelle-corteccia avvizzita. La cornice di fiori è stata molto probabilmente aggiunta sui quattro quadri durante il XVII secolo. La Primavera, 1573, Museo del Louvre, Parigi La Primavera è una giovane donna creata con un accostamento di fiori freschi e foglie. La pelle del viso è composta di petali di rosa, una campanula funge da orecchino, un bocciolo di giglio forma il naso, mentre la bocca è disegnata con due roselline. Alcuni fiori bianchi creano una specie di colletto alto. Il busto è invece un insieme di foglie da cui spuntano un iris, che decora il busto come un gioiello, e due fragoline. I capelli sono resi mediante una corona di fiori variopinti e molto variati in cui spicca un giglio bianco. L Estate, 1573, Museo del Louvre, Parigi L Estate è un uomo vigoroso. Legumi e frutta di stagione formano il suo viso e la capigliatura. La carnagione tende all arancio, grazie alla combinazione dei frutti: una pesca per la guancia, una pera matura per il mento, ciliegie rosse per le labbra, dei piselli per i denti. Il naso è una zucchina, mentre l orecchio è una melanzana. Tra i capelli si notano prugne, una pannocchia di mais, lamponi e qualche spiga. Sul petto spicca un carciofo. Contrariamente a Primavera, non ci sono fiori. Sulla manica compare la data di esecuzione, 1573, mentre il colletto riporta il nome dell artista e la lettera F sta per fecit. L Autunno, 1573, Museo del Louvre, Parigi L Autunno è un uomo maturo, con la barba. In questa tela possiamo notare dei frutti che si sono dischiusi: il fico-orecchino, maturo, la noce in cima alla nuca o il riccio-bocca che lascia fuoriuscire la castagna come una lingua appuntita. L uva predomina: è la regina dell autunno e i suoi pesanti grappoli, sia bianchi che neri, formano i capelli con una zucca e pampini rossicci. Una pera forma il naso bitorzoluto, la guancia rigonfia è una mela matura, il mento un melograno e l orecchio una rossola (fungo). La testa spunta da un vecchio tino disfatto, tenuto insieme da alcuni rami di salice, che fa da busto. L Inverno, 1573, Museo del Louvre, Parigi L Inverno è un anziano. Per rendere la figura di un uomo vecchio e abbandonato, Arcimboldo ha utilizzato un ceppo d albero quasi secco ricoperto da una corteccia spaccata e particolarmente nodosa sul collo. La bocca, gonfia e senza denti, è rappresentata da un fungo. Un intreccio di rami secchi e spogli forma la capigliatura. L edera verde sottolinea la speranza che l inverno non duri in eterno; l arancia e il limone che fuoriescono dal petto, frutti invernali in Italia, portano una parvenza di sole e di colore, nella desolazione della stagione fredda. Una stuoia di paglia, sulla quale sono ricamate due spade incrociate (ricordo dello stemma imperiale), funge da mantello.
I Quattro Elementi Arcimboldo ha realizzato, su commissione dell Imperatore, diverse tele con le Stagioni o i Quattro Elementi. Le opere erano donate dal sovrano a familiari o alti dignitari con lo scopo di coinvolgerli nella politica degli Asburgo. Come le Stagioni, anche gli Elementi sono rappresentati da profili umani. Gli animali che li compongono sono in gran parte quelli che Arcimboldo ammirò nelle collezioni di oggetti curiosi appartenenti all imperatore Massimiliano II. L Aria (non datato), Collezione privata, Basilea In questo quadro, che rappresenta l Aria, è assemblata una moltitudine di uccelli di cui non si vede che la testa. Alcuni sono riconoscibili, come l oca e il gallo che formano l orecchio, il tacchino, il fagiano, il pappagallo e la civetta. Il pavone e l aquila, due simboli degli Asburgo, sono delle allusioni dirette ai sovrani. Il Fuoco, 1566, Kunsthistorisches Museum, Vienna Questo quadro è firmato dall artista sulla cassa del cannone. La data e il titolo sono indicati nella parte posteriore della tela. Nella sua allegoria, Arcimboldo fa intervenire diverse forme di fuoco: dalla piccola fiamma del lume a olio o della candela, fino alla formidabile potenza dei cannoni. In quest opera l artista ha introdotto dei riferimenti agli Asburgo, come, ad esempio, la catena dell ordine della Toison d or, titolo giunto in casa asburgica grazie ai matrimoni, o l aquila bicefala del Sacro romano impero di Germania. Inoltre anche i cannoni e le pistole alludono alla potenza della casa regnante. La Terra, verso 1570, Collezione privata, Vienna Questo elemento è evocato da un assemblaggio di animali: alcuni familiari, come l elefante che diventa l orecchio, la mucca che fa da collo o il leone e la pecora che formano il busto, altri esotici e rari per quei tempi. Alcune corna formano una sorta di corona. Arcimboldo si è sicuramente ispirato a ciò che vedeva nelle stanze delle meraviglie e nello zoo degli imperatori. L Acqua, 1573, Musée du Louvre, Parigi È impossibile enumerare tutti gli animali acquatici che compongono questa testa: uno squalo fa da bocca, un granchio forma il petto, mentre un polipo è adagiato sulla spalla. Come negli altri quadri, gli animali sono rappresentati fedelmente ma senza rispettare le loro dimensioni reali. L impressione di disordine e di brulichio è solo superficiale. In realtà una sorta di accordo regna fra loro, anche se sono così diversi uno dall altro, spesso nemici: si tratta di un allusione esplicita all imperatore Massimiliano che, grazie alla sua benevola dominazione, regna sulle stagioni, gli elementi, gli uomini, affinché vivano in pace. Il Bibliotecario, 1566 circa, Skoklosters, Svezia Questo dipinto ritrae il bibliotecario di Massimiliano II, grande lettore: il busto e il volto sono composti da libri, il suo cappello è un volume aperto. Arcimboldo ama scomporre il volto umano, ricomponendolo poi con i più svariati elementi. Questa tecnica sarà ripresa da alcuni artisti del XX secolo come Dalì, Magritte, Dix Sembra che Picasso si sia ispirato al Bibliotecario, per realizzare il suo Ritratto di Kahnweiler. Il Cuoco, 1570 circa, collezione privata, Stoccolma e L Ortolano, 1590 circa, Museo civico, Cremona. L originalità di questi due dipinti è dovuta al fatto che, capovolgendoli, appare un altro soggetto. Il Cuoco rappresenta sia una testa d uomo che un piatto pieno di arrosti, mentre L ortolano può essere letto come una natura morta di legumi, oppure una testa di un buffo uomo tutto fatto di verdure con una marmitta in testa. Vertunno, 1590 circa, Skoklosters Slott, Balsta, Svezia Questo dipinto, realizzato dopo il ritorno di Arcimboldo a Milano, è un vero e proprio omaggio alla gloria di Rodolfo II e degli Asburgo. Il sovrano impersona Vertunno che, presso gli antichi romani, era il dio della vegetazione e delle metamorfosi. La figura è composta da magnifici fiori, frutta e verdure che evocano le quattro stagioni. Il giglio bianco della ghirlanda di fiori è il particolare più luminoso del quadro. Una mela e una pesca formano le gote turgide, due ciliegie il labbro inferiore, una pera il naso, due baccelli di piselli le palpebre e la fronte, alta e spaziosa, è una zucca. Tra i capelli,
grappoli d uva, prugne, olive e spighe di grano Le piante di ogni stagione sono riunite in fioritura e maturazione simultanea per celebrare l imperatore che regna su di loro come il dio Vertunno. Disegno per un costume, Galleria degli Uffizi, Firenze Il progetto per un costume di Cerbero fa parte di una cartella in cuoio rosso che contiene circa 150 disegni, a penna e inchiostro, realizzati per le sfilate e i balli organizzati dagli imperatori asburgici. Questo disegno era destinato al seguito di Diana per una sfilata a Vienna nel 1571. ATELIER La Signora Macedonia e il Signor Verdure: simpatici personaggi per diventare mega sani! W la natura!: dai boschi agli orti, gli elementi per un originale ritratto (lavoro in due momenti: di gruppo e individuale). (SE) Ne vedremo di tutti i colori! Trasformazioni e composizioni a sorpresa. Il teatro delle meraviglie di Arcimboldo: una scena e dei personaggi che i bambini realizzeranno e animeranno per raccontare le loro storie. (II ciclo) ALTRE IDEE DA SVILUPPARE IN CLASSE... Alla scoperta di frutta e verdura. Una passeggiata, in campagna o al mercato, per scoprire frutta e verdura di stagione: in classe i bambini possono poi disegnarle in un quaderno e raccogliere delle ricette...da consigliare agli amici! Decoriamo l aula (il cortile, l aula magna): i bambini disegnano sui cartoni frutti e verdure giganti per decorare uno spazio della scuola. Si potrebbe poi fare un inchiesta e eleggere il più gettonato della settimana. Arcimboldo e Leonardo da Vinci: il genio e la curiosità degli uomini del Rinascimento. Catalogo: S. Girardet N. Salas, I buffi ritratti di Arcimboldo, Il Museo in erba Salvioni Edizioni, 2006. Il Museo in erba in classe Perché non approfondire durante l anno scolastico le scoperte fatte al Museo in erba? Dopo la visita, un animatrice verrà in classe e proporrà nuove attività ai bambini che voi svilupperete autonomamente. Sponsor principale: COOP CULTURA Con il contributo di: Dicastero Cultura, Bellinzona, Repubblica e Cantone Ticino Fondo SWISSLOS, Aziende Municipalizzate città di Bellinzona, La RegioneTicino, Ticino Turismo, Bellinzona Turismo, Uessearte In collaborazione con: Centro didattico cantonale e Progetto Movimento e gusto al momento giusto! promosso dal DSS e da PSCH. Il Museo in erba, Bellinzona - Le Musée en Herbe, Paris, 2014.