Il Telerilevamento Satellitare



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Contrast stretch Poiché il numero di pixel nel range da y a y+dy dell'immagine di output è uguale a quello nel range da x a x+dx dell'immagine di input è lecito scrivere h i (x)dx = h o (y)dy y=f(x) ; x = f -1 (y) h o ( y) = h ( i f 1 ( y)) d( 1 f ( y)) dy

Linear contrast stretch y = f(x) = ax + b Tale enfatizzazione non provoca variazioni della forma dell'istogramma preservando così le relazioni di riflettanza originarie.

Linear contrast stretch DN' = DN MIN 255 MAX MIN I linear contrast stretch più utilizzati sono quelli che calcolano Min e Max a meno di 2 o 3 std rispetto alla media.

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Il problema atmosfera e la sua correzione radiometrica (un esempio di semplice manipolazione del contrasto) Il segnale ricevuto dal sensore passivo dipende da: Riflettanza del target Effetto dell atmosfera (scattering) Inclinazione della superficie ripresa relativamente all azimuth ed alla inclinazione solare (effetto della topografia) Elevazione solare Angolo di vista del sensore

Il problema atmosfera e la sua correzione radiometrica (un esempio di semplice manipolazione del contrasto) L s =H tot ρt+l p L s :radianza che raggiungere il sensore H tot :radianza totale che raggiunge la superficie ρ: riflettività della superficie in una data banda T:trasmissività atmosferica (atmospheric trasmittance) L p : radianza aggiuntiva dovuta al percorso nell atmosfera e quindi al fenomeno di scattering (atmospheric path radiance)

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Equalizzazione(1) Con tale intervento si tende a normalizzare l istogramma dell immagine o della porzione di immagine sulla quale si intende operare; il risultato ultimo è la realizzazione di un immagine con istogramma quasi-uniforme in cui si ha una densità di pixel pressoché uniforme lungo l asse dei DN (ascisse). Se quindi l immagine contiene N pixels e i valori di luminosità sono pari ad L, l equalizzazione tende ad assegnare N/L pixel a ciascun livello di grigio. Ricordando che h(y) esprime l altezza di una barra dell istogramma dell immagine finale in funzione del DN ad essa riferito, si ha che la variazione di tali altezze lungo l asse dei DN (ascisse) è nel caso di un'equalizzazione: h o (y) dy = N/L ma dy = (L-1)/L di conseguenza: h o (y) = N/(L-1) Poiché il numero di pixel nel range da y a y+dy dell'immagine di output è uguale a quello nel range da x a x+dx dell'immagine di input è lecito scrivere h o (y)dy = h i (x)dx segue L 1 y = f ( x) = hi ( x) dx N che rappresenta l'algoritmo applicato durante l'equalizzazione.

Equalizzazione (2) Sostanzialmente da un dato valore x 1 (livello di grigio di input) nelle ascisse del diagramma cumulativo si legge il corrispondente y nelle ordinate per poi moltiplicarlo per il fattore di scala; il risultato è il valore di grigio nell immagine di output y o. Poiché il risultato di tale operazione spesso non porta a numeri interi, si assegna la barra dell'istogramma relativa al valore x i di input al DN intero più prossimo al risultato y o ciò comporta una non perfetta normalizzazione del grafico originario. Una maggiore normalizzazione si ha assegnando un L minore rispetto ai livelli di grigio del dato di input. L'equalizzazione non provoca perdita di informazione perchè non si ha il taglio dell'istogramma iniziale come nel caso del contrast stretch; essa determina, invece, una dispersione dei valori di picco dell'istogramma originario in un range più ampio. Non è possibile utilizzarla su distribuzioni bimodali con un picco marginale molto accentuato (es: immagine nell infrarosso NIR e SWIR comprendente una notevole porzione di mare)

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Histogram Matching (1) Si mira a rendere radiometricamente simile un immagine ad un altra. Il processo consiste nel normalizzare l'istogramma iniziale e trasformarlo successivamente nell'istogramma finale di forma desiderata, secondo l'espressione: y = g -1 (f(x)) dove f(x) è la funzione di normalizzazione dell'istogramma di input, mentre g -1 è l'inverso della funzione di normalizzazione dell'istogramma che si vuole ottenere. Il fattore di scala tipico dell'equalizzazione viene ad elidersi qualora i grafici di input e di output presentino lo stesso numero di pixel: in caso contrario esso diventa: N 2 /N 1 dove N 1 = numero pixel immagine iniziale, N 2 = numero pixel immagine finale.

Immage to Immage contrast match (2) a) viene creato il diagramma cumulativo di entrambe le immagini, b) si estrae dal diagramma cumulativo dell'immagine iniziale il valore delle ordinate relativo ad un dato DN, c) questo valore viene letto nelle ordinate del diagramma cumulativo dell'immagine di riferimento e si ricava il corrispondente DN' dell'immagine finale. Nel caso di immagini con numero di pixel differente si deve moltiplicare il valore ricavato in b) per N 2 /N 1 prima di passare alla fase c).

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Nubi Applicazioni per il clima Limiti I livelli di nuvole inferiori non possono essere analizzati La risoluzione del procedimento ISCCP non permette di individuare nuvole troppo al di sotto delle dimensioni del pixel (nuvole inferiori ai 5 Km) Ad angoli di vista maggiori (40-60 ) vi è una sovrastima della copertura nuvolosa. Ci sono casi in cui IR e VIS non bastano per determinare la copertura nuvolosa. Ad esempio nelle regioni polari dove la superficie ha valori di VIS e IR simili a quelle delle nuvole

Modis Nubi 2330 Km viewing swath 2 day global covarage

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