1. La luce delle stelle
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- Luigi Piccinini
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1 1. La luce delle stelle
2 2. La scala delle magnitudini La luminosità delle stelle appare diversa a occhio nudo. Ipparco di Nicea creò, intorno al 120 a.c., una scala di luminosità che assegnava il valore uno alle stelle più luminose e il valore sei a quelle più deboli.
3 3. Luminosità e intensità luminosa La luminosità di una stella è la quantità di energia luminosa che la stella emette in tutte le direzioni in un secondo (espressa in W). L'intensità di una stella è l'energia luminosa che giunge a Terra per unità di area e di tempo. L'intensità luminosa I è legata alla luminosità L ed alla distanza d della stella: I = L 4 d 2
4 4. Intensità e magnitudine Modernamente l'intensità non si giudica più a occhio nudo, ma usando dei fotometri calibrati. L'intensità aumenta esponenzialmente con la magnitudine, per le caratteristiche dell'occhio umano. Ad un intervallo di 5 magnitudini (da 6 a 1) corrisponde un incremento di intensità di circa cento volte. Si è allora stabilito che: I m m 0 =100 5 I 0
5 5. La magnitudine apparente m 0 e I 0 rappresentano magnitudine apparente e intensità di una stella di riferimento. Il segno meno deriva dal fatto che a intensità maggiore corrisponde magnitudine minore: Si ricava anche: m=m 0 2,5 log 10 I 2 d m=m 0 2,5 log 0 10 d 2 =m d 0 5 log 0 10 d I 0
6 6. Magnitudini misurabili Con i più grandi telescopi basati a Terra si raggiunge magnitudine 25 m. Con il telescopio spaziale Hubble si è raggiunta magnitudine 30 m. Inizialmente la polare era lo standard di magnitudine e ad essa era assegnato il valore 2,12 m. In seguito sono stati introdotti standard più accurati (International Polar Sequence, IPS 1922).
7 7. La definizione di parsec La distanza delle stelle si misura in parsec Un parsec è la distanza alla quale si trova una stella per la quale l'angolo di parallasse dovuto al moto annuo della terra è uguale ad 1. 1 parsec=3,26 anni luce=3,086 x Km.
8 8. La magnitudine assoluta La magnitudine apparente m dipende sia dalla luminosità intrinseca della stella sia dalla sua distanza d. Si definisce allora la magnitudine assoluta M come la magnitudine apparente che la stella avrebbe se si trovasse ad una distanza di 10 parsec. Con m 0 = M e d 0 =10 si ha: m=m 5 log d =M 5 log 10 d 5
9 9. Magnitudini e distanze stellari Le magnitudini assoluta e apparente e la distanza di una stella sono legate dalla relazione: d =10 m M 5 5
10 10. La dispersione della luce La luce bianca può essere scomposta nei suoi colori componenti per mezzo di un prisma o di un reticolo di diffrazione.
11 11. Lo spettro elettromagnetico Lo spettro della luce visibile è solo una parte dello spettro elettromagnetico.
12 12. Lo spettro solare L'atmosfera terrestre assorbe parte della radiazione solare.
13 13. Gli spettri stellari A occhio nudo le stelle appaiono di colore diverso. Lo spetto della luce stellare si compone di una parte continua in emissione e di una parte discreta in assorbimento.
14 14. La legge di Wien Il picco di intensità dello spettro continuo si trova a frequenze diverse a seconda della temperatura: max = k T, con k=2, nm/ K
15 15. Colore e temperatura Misurando la luminosità per mezzo di fotometri fotoelettrici standard e con l'interposizione di filtri calibrati su bande diverse si possono ottenere informazioni sulla temperatura. Normalmente si usano i filtri U (nell'ultravioletto), B (nella zona blu dello spettro visibile), V (nella zona verde-gialla del visibile) e I (nell'infrarosso). Si ottengono così le magnitudini apparenti indicate con m U, m B, m V, m I.
16 16. L'indice di colore Si definisce l'indice di colore: B V =m B m V B-V risulta maggiore per stelle fredde e minore per stelle calde.
17 17. Indice di colore e temperatura La relazione matematica tra indice di colore B-V e temperatura superficiale di una stella è: log 10 T = 14,551 m B m V 3,684
18 18. Diagramma colore-temperatura Rappresentazione grafica della relazione tra indice di colore e temperatura.
19 19. La classificazione spettrale Le stelle vengono classificate in tipi spettrali a seconda della loro temperatura e delle righe di assorbimento presenti nel loro spettro.
20 20. Gli spettri delle stelle Ad ogni tipo di stella corrisponde un andamento spettrale
21 21. Il diagramma H-R (Hertzsprung-Russell) Misurando la distanza delle stelle più vicine con il metodo della parallasse trigonometrica (i dati più recenti sono del satellite Hipparcos, , catalogo stellare del 1997) si è trovato che luminosità e temperatura delle stelle sono correlate.
22 22. La parallasse spettroscopica Dall'esame spettroscopico delle stelle più lontane, di cui non si riesce a misurare la distanza con il metodo della parallasse trigonometrica, se ne può conoscere la temperatura ed il tipo spettrale. Estrapolando ad esse il diagramma HR si è in grado di determinarne la magnitudine assoluta e quindi la distanza.
23 23. La legge di Stefan-Boltzmann La legge di S-B ed il diagramma H-R permettono di ottenere una stima del raggio delle stelle: I = T 4 dove =5, W L=4 R 2 T 4 m 2 K 4
24 24. Le masse stellari L'osservazione del moto delle stelle in sistemi binari (circa il 50% delle stelle appartengono a sistemi binari) permette di determinarne la massa. Per le stelle della sequenza principale vale la relazione empirica (in unità solari): L=M 3,8 Dal diagramma H-R è quindi possibile ottenere molte informazioni sulle proprietà delle stelle e per questo risulta fondamentale per lo studio della loro evoluzione.
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