MARCEL DUCHAMP ( )

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MARCEL DUCHAMP (1887-1968) Biografia Henri-Robert-Marcel Duchamp nasce il 28 luglio 1887 nei pressi di Blainville, in Francia. Nel 1904 raggiunge a Parigi i fratelli Jacques Villon e Raymond Duchamp-Villon e frequenta i corsi di pittura all'académie Julian fino al 1905. Le sue prime opere sono di stile postimpressionista. Espone per la prima volta nel 1909 al Salon des Indépendants e al Salon d'automne di Parigi. I suoi dipinti del 1911, in stretto rapporto con il cubismo, tendono tuttavia a rappresentare immagini successive di un corpo in movimento. Nel 1912 dipinge la versione definitiva di Nudo che scende le scale: l'opera viene esposta al Salon de la Section d'or dello stesso anno e in seguito, nel 1913, all'armory Show di New York, dove susciterà grande scalpore. Le idee iconoclastiche e radicali di Duchamp precorrono la nascita del movimento Dada, che avverrà a Zurigo nel 1916. Dal 1913, abbandonati la pittura e il disegno tradizionali, si dedica a forme d'arte sperimentali elaborando disegni meccanici, studi e annotazioni che verranno inclusi nella sua grande opera degli anni 1915-23, La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche. Nel 1914 realizza i primi readymade (oggetti di uso comune, a volte modificati, presentati come opere d'arte) destinati ad avere effetti rivoluzionari per molti pittori e scultori. Nel 1915 Duchamp soggiorna per la prima volta a New York, dove la sua cerchia include Katherine Dreier e Man Ray, con i quali più tardi fonda la Société Anonime, Louise e Walter Arensberg, Francis Picabia e altri esponenti dell'avanguardia artistica. Dopo un periodo di nove mesi che trascorre a Buenos Aires occupato principalmente nel gioco degli scacchi, Duchamp ritorna in Francia nell'estate del 1919 e si lega al gruppo Dada parigino. Di nuovo a New York nel 1920, realizza le sue prime strutture motorizzate e crea Rrose Sélavy, il suo alter ego femminile. Tornato a Parigi nel 1923, Duchamp pare abbandonare l'arte per il gioco degli scacchi, ma in realtà non cessa i suoi esperimenti artistici. Dalla metà degli anni '30 collabora con i surrealisti e partecipa alle loro mostre. Si stabilisce in modo definitivo a New York nel 1942 e diviene cittadino statunitense nel 1955. Negli anni '40 è in contatto con i surrealisti emigrati a New York e con essi espone varie volte. Nel 1946 comincia a realizzare Etant donnés, un grande assemblage al quale lavorerà segretamente per i successivi vent'anni. Muore a Neuilly-sur-Seine, nei pressi di Parigi, il 2 ottobre 1968. Poetica L opera di Marcel Duchamp esplora stili, tecniche e linguaggi differenti. I suoi esordi sondano il vocabolario pittorico delle avanguardie artistiche dall Impressionismo a Cézanne, ai fauves. Vi è in Duchamp una continua ricerca di libertà, e già nei primi lavori, realizzati a 14 anni, traspare una notevole indipendenza di gusto. Egli rifiuta poetiche e categorie di ogni tipo, non è interessato ad una scuola ben precisa, la sua è una pittura che si libera dei mezzi tradizionali che impongono stili e soggetti convenzionali e si spinge sempre più verso la concezione di una pittura come espressione di una elaborazione concettuale piuttosto che mezzo di rappresentazione della realtà oggettiva. A partire da Sonata (1911) e Dulcinea (1911) comincia a definirsi la nuova linea di ricerca, in cui la luce determina il rapporto con l oggetto e lo spazio. In queste opere emergono già elementi propri del lavoro di Duchamp: il movimento da un lato e dall altro dati visibili, segni che permettono una lettura in chiave allegorica e psicanalitica. Con Nudo che scende le scale (1911-1912) l artista si muove in senso opposto al cubismo e futurismo. I dati cinetici dell immagine sono infatti in conflitto con la fedeltà cubista a un immagine statica segnando l atto di nascita dell arte moderna negli Stati Uniti. Duchamp utilizza la fissazione fotografica delle varie fasi di un corpo in movimento e, secondo un principio fondamentale della sua poetica, realizza una sorta di proiezione della dimensione della pittura di un fenomeno. Il movimento che si sviluppa nella quarta dimensione: il tempo. Duchamp farà uso proprio del cinema per sperimentare la possibilità di riprendere gli oggetti in movimento da diversi punti di vista, in modo da metterne in luce la poliespressività. La ricerca estetica di Duchamp si

colloca in un voler andare oltre la pittura e quindi l arte e in questo senso il cinema diventa la macchina che permette di congiungere i due opposti: il movimento circolare dell apparecchio di proiezione si tramuta nella linearità della successione a scatti dei fotogrammi; la profondità e il rilievo si appiattiscono in superficie e viceversa. Il cinema gli permette di ottenere la dinamizzazione di immagini astratte, per sperimentare una serie di ricerche nel campo della cinetica delle forme che è riscontrabile anche nella sua opera pittorica e negli oggetti. Si dedica agli esperimenti ottici, collabora con Man Ray alla realizzazione di un film con effetti a tre dimensioni ed elabora la sua prima macchina ottica. Costruisce congegni meccanici, disegna variazioni sul tema della spirale anticipando ciò che faranno più tardi gli artisti ottici e cinetici. Per Duchamp tali lavori si collocano al di là di qualsiasi intenzione espressiva; ad interessarlo non sono gli aspetti formali quanto la ricerca sugli effetti di persistenza e deformazione legati alla percezione delle forme in movimento. Duchamp abbandona la pittura retinica per spostarsi su un piano essenzialmente concettuale-etico e il procedimento del ready-made è il suo grande contributo alla storia dell arte. Con l invenzione del ready-made Duchamp mette in crisi il valore tradizionale dell opera d arte contestandone lo statuto e il senso. Sposta la ricerca sul piano dell estetica costringendo il pubblico ad esercitare anche altre facoltà, intellettuali, sensoriali ed estetiche. Il procedimento diventa appunto una operazione mentale, non più solo un gesto provocatorio. Con il ready-made dà valore a ciò che comunemente non ne ha. Duchamp espone nel 1917 un orinatoio (Fontana, 1917) lo firma e gli dà un nome qualsiasi: MUTT; con la firma ci dice che l oggetto non ha valore in sé, ma lo acquista con il giudizio formulato da un soggetto. La pratica del ready-made combinata con il piacere dell ironia diventa una continua sfida alla rassicurante banalità; Duchamp capovolge il senso dell approccio alle forme, destabilizza il concetto che la realtà sia statica ed immutabile. Lo spettatore non può più essere solo un fruitore passivo, ma deve essere egli stesso coinvolto nel processo mentale che crea l opera in una azione di reciprocità e interattività. Duchamp con Francis Picabia e il fotografo Man Ray fonda la rivista 291 che anticipa molti dei temi propri del Dadaismo al quale gli artisti aderiranno nel 1918. Il dadaismo con i suoi interventi apparentemente gratuiti si propone un azione di disturbo che ha come scopo mettere in crisi la società, e lo fa usando quelle cose che essa produce. Duchamp quando mette i baffi alla Gioconda di Leonardo vuole così contestare la venerazione che gli è attribuita passivamente dall opinione pubblica. Con la sua prima opera dadaista Tu' m 1918), Duchamp crea una fusione tra il mondo del dipinto e il mondo dello spettatore anticipando di cinquant anni i temi propri della Pop art. Tali esplorazioni pittoriche, tecniche, concettuali ed estetiche, confluiscono nel Grande vetro, l opera più famosa e complessa di tutto il suo lavoro. Non si tratta tanto di un quadro, quanto piuttosto di un congegno che vuole separare l idea di arte dall idea di forma. L artista inizia a lavorare al Grande vetro nel 1923 proprio quando smette di dipingere, in quanto considera la pittura contemporanea inutilmente superficiale, e si concentra su una attività artistica più concettuale. Scrive Janus: "Usando il vetro Duchamp voleva entrare in una dimensione del tutto nuova, nella trasparenza dello spazio, che gli consentisse cioè di attraversare tutta la superficie, di andare nell altra parte della sua opera, come Alice che entra nel dominio dello specchio incantato" La lettura dell opera è multipla, oltre a quella letteraria, enigmatica, c è la lettura visiva: la narrazione è svolta con elementi meccanici, tema caratteristico della denuncia dada nei confronti della disumanizzazione dell uomo. Le sue disparate esperienze sono difficili da legare a uno specifico artistico e coinvolgono molti settori di ricerca, spesso incrociati tra loro: in sostanza egli cerca di distruggere ogni fiducia nelle qualità oggettive del valore artistico-estetico, dimostrando invece che esso è il frutto di una convenzione. La pluralità di rapporti trasforma l osservatore in soggetto attivo costringendolo ad un processo di costruzione; lo scarto e la distinzione tra artista e fruitore si riducono annullando le distanze, analogamente a quello che già era avvenuto con l impressionismo e le avanguardie che avevano

accorciato la distanza tra l opera e la realtà. Duchamp si pone così come antisignano della realtà interattiva e della fruizione collaborativa, esplora una molteplicità di linguaggi che si integrano e producono conoscenza in una generazione continua di saperi e costruzioni di significato, attraversa diversi sistemi ed orizzonti cognitivi: la pittura, la musica, la filosofia, il cinema, la psicanalisi, l etica intrecciando percorsi per definire la costruzione di un significato. Opere Paradiso, 1910; olio su tela, cm 114,5x128,5 (Philadelphia Museum of Art). Ritratto di giocatori di scacchi, 1911; olio su tela (Philadelphia Museum of Art). Dulcinea, 1911; olio su tela, cm 146,4x114 (Philadelphia Museum of Art). Giovane triste in treno, 1911-1912, olio su cartone, cm 100x73 (coll. P. Guggenheim, Venezia) Giovane e fanciulla in primavera, 1911; olio su tela, cm 108x101 (Collezione Vera e Arturo Schwarz, Milano). Il passaggio della vergine sposa, 1912; tela (The Museum of Modern Art, New York). Sposa, 1912; olio su tela, cm 89,5x55 (Philadelphia Museum of Art). Il re e la regina, 1912; olio su tela, cm 114x128; (Philadelphia Museum of Art). Le forme non sono completamente astratte, ma elaborate a partire dai pezzi degli scacchi; tra la figura del Re e quella della Regina si insinua una terza figura, un nudo che passa veloce, ma come bloccato nel suo movimento. L immagine costruita per tagli e incastri di forme color legno, di forme color legno, dove permangono riferimenti alla scomposizione cubista e alla dinamicità futurista, si configura come una sorta di esplorazione interna di un congegno meccanico Nudo che scende le scale, 1912; olio su tela (Philadelphia Museum of Art). L opera è stata realizzata in gennaio e si ricollega strettamente sia alla prima versione, sia a Giovane triste in treno (1911-12), tela dipinta immediatamente prima di questa. L immagine del Nudo, che emerge dalla scomposizione dei piani e delle forme della figura, è caratterizzata da una notevole accelerazione del movimento, in cui lo spazio è definito in lamine parallele che traducono lo spostamento del corpo in una sequenza di fasi, alla maniera dei cronofotogrammi di Marey, facendo eco senza dubbio alle ricerche dei futuristi, motivate però da tutt altre ragioni e svolte in un ben diverso clima. Duchamp utilizza la fissazione fotografica per ottenere la dinamizzazione di immagini astratte, per sperimentare una serie di ricerche nel campo della cinetica delle forme che è riscontrabile anche nella sua opera pittorica e negli oggetti (ready-mades) che andava inventando e costruendo in quegli anni. La scatola in valigia, 1936-41. Duchamp ha condensato l opera della sua vita in una valigetta compatta con molti e ingegnosi scomparti, con riproduzioni in plexigas del suo Grande Vetro, dei suoi quadri a colori, dei suoi disegni, e una scelta dei suoi testi umoristici. Il grande vetro - La Mariée mise à nu par ses célibataires, meme, 1923-1936; foglio di piombo, foglio di argento e olio su vetro, cm 276x176 (Philadelphia Museum of Art). Il Grande vetro come una finestra che apre una prospettiva a perdita d occhio, è costituito da due lastre di vetro verticali issate l una sull altra. È una immagine realizzata su vetro con olii, vernici, lamina e filo di piombo, argento, polvere, acciaio, attraversata orizzontalmente al centro da una sbarra di ferro, inserita soltanto per rendere il vetro più solido dopo la rottura. Duchamp inizia a lavorare al Grande vetro nel 1915 e continuerà fino al 1923 senza portarlo mai definitivamente a termine, è l opera di tutta la sua vita. In seguito dopo che il lavoro fu danneggiato durante il trasporto nel 1927, Duchamp, pur lasciando intatta la frattura del vetro in quanto aggiunta casuale e quindi necessaria, riprenderà a ricostruire le parti perdute. La parte in alto, il regno della Sposa consiste in un sistema di provette e tubicini capillari, a destra della sposa c è l Iscrizione o Via Lattea (sorta di nuvolone) che circonda i tre Pistoni di corrente d aria (i riquadri bianchi all interno dell iscrizione); in alto a destra, infine si trova l area di Nove spari, buchini ottenuti

perforando nei punti d impatto tra il vetro e nove fiammiferi con la punta intinta nella vernice fresca sparati da Duchamp da tre punti diversi. Nella zona maschile sottostante, il primo elemento è costituito dallo Scapolo-Nove stampi maschi (o matrici di Eros che formano il cimitero delle uniformi e livree) situati in modo simmetrico alla Sposa; gli stampi sono in comunicazione, tramite i Vasi capillari, con i Sette setacci (coni ottenuti fissando con una lacca la polvere lasciata depositare per un lungo periodo sul vetro) sotto di loro si trovano, al centro, la Macinatrice di cioccolato, il primo elemento eseguito nell elaborazione del Vetro, e, a sinistra, la Regione della cascata con la Slitta contenente il Mulino ad acqua. L ambivalenza di questi elementi concorre a recuperare una quantità di fonti culturali disparate intrecciate a desideri inconsci interpretabili in chiave psicoanalitica. Al di là di tali componenti, in questa macchina che rifiuta ogni tipo di catalogazione estetica si ritrova, inoltre, tutto il piacere di un funzionamento a vuoto, fine a se stesso. Macinatrice di cioccolato, 1914, olio filo, penna su tela (Philadelphia Museum of Art). L opera nasce dall incontro di Duchamp con un autentica macinatrice di cioccolato nella vetrina di una confetteria. Essa rappresenta una rottura e racchiude in sè una totale rinuncia all atteggiamento dell artista romantico oltre al distacco dagli schemi cubisti e dall organizzazione dinamica delle forme. L immagine è la copia perfetta del modello, rappresentato con precisione meccanica. Le ombre sono eliminate a favore di una resa piatta e il filo che definisce l intersezione dei rulli è cucito sulla tela. Tu m, 1918; olio e matita su tela, 69,8x313 (Yale University Art Gallery di New Haven, Connecticut). L opera anticipa idee artistiche che sono state portate avanti da movimenti successivi a Duchamp. Sulla tela vengono uniti due tipi di realtà molto diverse tra di loro, lo sfondo è leggermente ombreggiato per suggerire lo spazio vuoto, una illusione che viene rafforzata dalla sovrapposizione di varie forme nell opera, ma allo stesso tempo lo spazio ombreggiato è piatto perché ci si vedono sopra l ombra della ruota di una bicicletta e l ombra di altri oggetti. La tela con lo strappo finto chiuso da spille vere crea una fusione tra mondo reale e mondo del dipinto. Lastre rotanti di vetro, 1925 (coll. M. Sisler, New York); ottica di precisione. Rotorilievo, 1935; dischi ottici. Etan donné- 1. La chut d eau; 2. Le gaz d éclerage 1946-66 (Philadelphia Museum of Art); ambiente, particolare; porta sbarrata sull ambiente occultato ; veduta interna. Scritti di M. Duchamp: Rrose Sélavy, Parigi 1939; Anémic Cinema, 1926 Film - Regia di M. Duchamp Entr act, 1924 Film - Regia di René Clair Soggetto di F. Picabia, Attori: J. Borlin, Inge Friss, Francis Picabia, Man Ray, Marcel Duchamp, E. Satie Ready-mades (termine inglese che significa già fatto ) è un oggetto qualsiasi che, sottratto al suo contesto quotidiano, banale, è presentato al pubblico come opera d arte. Tale processo di spostamento, inventato da Duchamp, è il principio fondamentale che opera nella costituzione di ogni Ready-made. L artista sceglie un oggetto e, isolandolo dalle sue condizioni ordinarie, lo ripropone all interno di una mostra assumendolo come arte. L attenzione si sposta dall oggetto artistico come connotazione all artista come connotante, ossia dall oggetto al soggetto. Le possibilità di lettura dei Ready-mades sono molteplici: come gesto assolutamente gratuito in base a considerazioni ottiche e con intenzione ironico-critica, ma anche come atto di protesta dissacratorio contro il concetto sacrale dell arte. Ruota di bicicletta, 1913; Scolabottiglie, 1914-16; Apolinère Enameled, 1916-1917; tecnica mista (Philadelphia Museum of Art). Cappelliera, 1917; Fontana, 1917; un orinatoio disposto in verticale.

Tonsura, 1919, fotografia; Duchamp si fa ritrarre da Man Ray e l'opera può essere considerata come una anticipazione della body art Fresh widow, 1920 (Museum of Modern Art, New York); una deformazione lessicale (Fresh window finestra senza vetri oppure Fresh wi(n)dow vedovella di fresco) La Joconde L.H.O.O.Q., 1919, cm 19,7x12,4 (coll. M. Sisler, New York); la Gioconda con baffi e pizzo. Duchamp non vuole sfregiare un capolavoro, ma contestarne la vererazione che gli è attribuita passivamente dall opinione comune. Aria di Parigi, 1919; ampolla in vetro. Rrose Sélavy una serie di ritratti del 1921 Rrose Selavy (L eros c est la vie). Man Ray scatta l immagine che è frutto di un fotomontaggio in cui il volto truccato di Duchamp è unito al corpo e agli abiti di Germaine Everling, compagna di Picabia. Il ricorso alla fotografia è indiscutibile certificatore dell esistenza di ciò che ritrae. Bibliografia 1964, A. Schwarz, Marcel Duchamp, Ready-Mades, etc. (1913-1964), Parigi 1988, A. Schwarz, Marcel Duchamp, la Sposa... e i Readymades, Milano 1993, Marcel Duchamp a cura di Elio Grazioli, ed. Marcos Y marcos 2002, G. C. Argan, A. B. Oliva, L'arte moderna 1770/1990. L'arte oltre il 2000, Sansoni FI