Limit Pricing e Deterrenza

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Università degli studi di Bergamo Anno accademico 2010-2011 Corso di Economia Industriale Limit Pricing e Deterrenza di Bellini Erika Bellini Paolo Martinelli Simona Sonzogni Massimo

Sommario Condotta predatoria Modello di Gibrat e teorie successive Distinzione tra prezzo limite e prezzo predatorio Modello di produzione limite Esercizio Limit Pricing e Deterrenza 2

Alcuni Esempi Alcuni esempi di alta concentrazione mantengono un alto potere di mercato: del settore, in cui queste aziende Campbell s ha dominato,per gran parte del secolo scorso, il mercato statunitense delle zuppe pronte con oltre il 70% delle vendite Microsoft ha, per 20 anni, mantenuto il controllo su oltre il 90% del mercato dei sistemi operativi per PC Intel da circa 20 anni controlla il 75% del mercato dei processori per PC Le case d asta Sotheby s e Christie s possiedono rispettivamente più di metà del mercato delle aste in America e Inghilterra e complessivamente controllano oltre il 90% del mercato mondiale In media è stato stimato che la società leader in un dato settore mantiene tale posizione per un periodo di tempo compreso tra i 17 e i 28 anni. Limit Pricing e Deterrenza 3

Domande Come fanno queste imprese a mantenere una posizione che garantisca profitti elevati? Come mai non emergono nuovi concorrenti visti gli elevati profitti? Esistono delle strategie adottate dalle imprese dominanti? Quale implicazioni hanno per il mercato? Limit Pricing e Deterrenza 4

La condotta predatoria Si analizza l interazione tra un impresa dominante già presente sul mercato e potenziali o effettivi nuovi concorrenti. L obiettivo del leader è quello di scoraggiare l entrata nel mercato da parte di nuovi concorrenti. CONDOTTA PREDATORIA La minaccia di una politica predatoria deve essere credibile E un azione che genera un profitto solo se provoca l uscita dal mercato di un impresa concorrente o se impedisce l entrata di potenziali rivali E un azione che comporta un costo unicamente finalizzato alla riduzione della concorrenza (se ad essa non è associato un costo, potrebbe semplicemente rientrare nella strategia di massimizzazione dei profitti e non essere apertamente anticoncorrenziali) Limit Pricing e Deterrenza 5

Legge di Gibrat Come evolve la struttura di un settore? Legge dell effetto proporzionato o Legge di Gibrat (1931) Ipotesi: n=100 imprese di uguali dimensioni T periodi tassi di crescita assegnati a caso ad ogni impresa per ogni periodo presi da una distribuzione normale con media e varianza costanti Tesi: Nonostante tutte le imprese abbiamo le stesse dimensioni iniziali e la stessa possibilità di crescita in ogni periodo successivo, dopo un dato numero di ripetizioni Il settore diventa sempre più concentrato. Limit Pricing e Deterrenza 6

Dimostrazione (1/2) Dimostrazione: x t = Dimensione di un impresa al tempo t x t-1 = Dimensione dell impresa al tempo t-1 e t =Tasso di crescita da t-1 a t Crescita della singola impresa: x t = (1 + e t ) x t-1 Applichiamo la funzione logaritmo ad entrambi i membri: log x t = log x t-1 + e t ( per il limite notevole) Quindi, applicando quanto detto anche a x t-1 otteniamo: log x t-1 = log x t-2 + e t-1 Continuando a sostituire otteniamo: log x t = log x 0 + e t +e t-1 + e t-2 + e t-3 + + e 1 Limit Pricing e Deterrenza 7

Dimostrazione (2/2) Quindi, essendo tutte le variabili casuali normali, il logaritmo della dimensione dell impresa al tempo t sarà una variabile casuale gaussiana che rifletterà l accumulo di tutte le crescite casuali a cui è stata sottoposta fino al tempo t Ma la funzione logaritmo riflette il potere esponenziale,quindi se la log xt di un impresa è il doppio di un altra, non significa che è grande il doppio, ma molto più grande. Dopo un numero apprezzabile di periodi si potrà osservare che il mercato si è fortemente concentrato. Limiti della teoria Non considera: Gli effetti della ricerca e delle innovazioni per la riduzione dei costi Fusioni e concentrazioni di imprese nel tempo Entrata e uscita di imprese dal settore Limit Pricing e Deterrenza 8

Punti fondamentali delle teorie successive I modelli successivi a quello di Gibrat, sviluppati negli anni ottanta, hanno individuato quattro punti fondamentali. Tutte le teorie successive devono essere coerenti con essi per essere considerate valide. l entrata è frequente: da studi fatti su mercati geografici diversi e a diversi livelli di dettaglio, il tasso di entrata si è sempre dimostrato significativo. l entrata è su piccola scala: gli stessi studi hanno dimostrato che la quota di mercato collettiva delle nuove imprese è inferiore al 20%. il tasso di sopravvivenza è relativamente basso: circa il 50% delle nuove imprese esce dal mercato entro i primi cinque anni e l 80% entro dieci anni. il tasso di entrata è fortemente correlato al tasso di uscita: a tassi di entrata elevati corrispondono tassi di uscita elevati Limit Pricing e Deterrenza 9

Conclusioni I quattro punti precedenti descrivono una situazione a porta girevole : entrano nel mercato per lo più piccole imprese che dopo poco tempo rinunciano ed escono per essere a loro volta sostituite da nuove piccole imprese. Le imprese già presenti sui mercati più invitanti si oppongono con maggiore vigore alle imprese che cercano di entrarvi. Dagli studi fatti è risultato che a parità di condizioni le imprese entrate per prime (e sopravvissute) nel mercato hanno quote di mercato maggiore non solo perché hanno una maggiore efficienza in termini di costi e una localizzazione più favorevole,ma anche a causa di comportamenti predatori per estromettere dal mercato le nuove imprese concorrenti. Limit Pricing e Deterrenza 10

Prezzo limite e prezzo predatorio Un comportamento per essere definito predatorio deve apparentemente ridurre il profitto dell impresa predatrice (comportare cioè un costo) e sembrare irrazionale. Prezzo limite: prezzo molto basso che ha lo scopo di impedire l entrata di nuove imprese. Prezzo predatorio: prezzo irrazionalmente basso in modo che le imprese presenti non possano competere. Limit Pricing e Deterrenza 11

Modello di produzione limite (1/5) Modello del prezzo limite Modello Bain-Sylos-Labini (1962) Modello di produzione limite Variazione modello di Stackelberg La variabile strategica è la quantità sulla quale agire in modo da scoraggiare l entrata di nuovi concorrenti. La quantità scelta determinerà il prezzo limite Limit Pricing e Deterrenza 12

Modello di produzione limite (2/5) Ipotesi: L informazione è completa e non vi è incertezza L impresa dominante è il leader nel modello di Stackelberg Il potenziale concorrente crede che la sua entrata nel mercato non influirà sulla scelta di produzione del leader Il costo medio del potenziale concorrente deve diminuire almeno nell intervallo iniziale corrispondente a bassi livelli di produzione Limit Pricing e Deterrenza 13

Limit Pricing e Deterrenza 14 Modello di produzione limite (3/5)

Modello di produzione limite (4/5) Spiegazione del modello: Q L è il livello di produzione che l impresa presente sul mercato deve impegnarsi a produrre per scoraggiare l entrata del concorrente. Da essa deriva P L, prezzo se il potenziale concorrente rinuncia a entrare. Se il concorrente entra nel mercato credendo che il leader mantenga la produzione Q L, la sua domanda sarà data dalla domanda totale meno Q L ( curva di domanda residuale R e ). Il concorrente massimizza il suo profitto uguagliando ricavo marginale e costo marginale, producendo così la quantità q e sommando Q L e q e si trova la quantità totale prodotta da cui si ottiene P 0. P 0 è un prezzo appena sufficiente a coprire il costo medio dell impresa concorrente; quindi se il leader si impegna a produrre Q L il concorrente non entra nel mercato poiché non realizza profitti. Limit Pricing e Deterrenza 15

Modello di produzione limite (5/5) Come può il concorrente sapere che il leader continuerà a produrre una quantità Q L, cioè che la minaccia sia credibile? Q L è la risposta ottima per il leader all entrata del nuovo concorrente e alla sua scelta di un determinato livello di produzione. L impresa leader non ha incentivo a modificare Q L poiché cambiare il livello di produzione comporta costi di adeguamento elevati. In realtà per verificare la credibilità del comportamento predatorio è necessario che sia nota al concorrente la struttura dei costi del leader. Limit Pricing e Deterrenza 16

Esercizio (1/5) Dati: Domanda inversa : P = 100 - (Q + q) Funzione di costo totale del leader: CT(Q)= 40 Q Funzione di costo totale del concorrente: CT(q)= 100 + 40 q Richieste: a) Profitto del leader come monopolista b) Domanda residuale per il potenziale concorrente se il leader produce Q e mantiene tale livello c) quantità ottima del concorrente d) quantità che deve produrre il leader per tenere il potenziale concorrente fuori dal mercato e prezzo derivante Limit Pricing e Deterrenza 17

Esercizio (2/5) a) Regime di monopolio (senza minaccia di entrata): P=100-Q Il leader massimizza il profitto ponendo i ricavi marginali pari ai costi marginali : R =100-2Q = 40 = C 2Q=60 Q=30 P=100 30 =70 L impresa avrà profitti pari a: π L = (70-40)*30 =900 b) Fissato Q = Q L, la domanda residuale è: P = (100 - Q L ) - q q = (100 - Q L ) - P c) L entrante massimizza il profitto ponendo i ricavi marginali uguali ai costi marginali: R E = 100 - Q L - 2q = 40 = C q = (60- Q L )/2 = 30 Q L /2 P = 100 Q L (60- Q L )/2 = 70 Q L /2 Limit Pricing e Deterrenza 18

Esercizio (3/5) d) Si deve trovare il livello di output Q = Q L tale per cui il profitto dell entrante sia pari a 0. La domanda residuale è: P = (100- Q L ) q Il costo medio dell entrante è: CM e = 100/q +40 Nel punto di tangenza le due funzioni avranno uguale pendenza: Pendenza domanda residuale = -1 Pendenza costo medio = dcm e /dq = -100/ q 2 Uguagliandoli si ottiene q=10 Quindi CM e (10)= 100/10 +40=50 Sostituendo il punto (10,50) nella funzione residuale si ottiene: 50 = (100- Q L ) 10 Q L = 100 60 = 40 Limit Pricing e Deterrenza 19

Esercizio (4/5) Perciò se il concorrente entra il prezzo P = 100 40-10 = 50 e il profitto dell entrante è : π e = p * q - CT(q) = 50 * 10 ( 100 + 40 * 10) = 0 perciò al concorrente non conviene entrare. Quindi il leader produce una quantità: Q = 40 al prezzo di: P = 100 40 0 = 60 Il profitto del leader è: π L = p * q - CT(q)= 60 * 40 40 * 40 = 800 Quindi il leader ha un profitto minore rispetto al regime di monopolio. Questa perdita è causata solamente dalla politica predatoria attuata per tenere i concorrenti fuori dal mercato. Limit Pricing e Deterrenza 20

Limit Pricing e Deterrenza 21 Esercizio (5/5)