LA STRATEGIA DI DIVERSIFICAZIONE
|
|
|
- Angelica Rachele Nanni
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 LA STRATEGIA DI DIVERSIFICAZIONE 1
2 La diversificazione nel tempo: il dopoguerra Lo sviluppo dall impresa moderna ha comportato una diversificazione in termini: geografici; catena del valore; gamma di prodotti. Anni boom della diversificazione: imprese conglomerate; struttura multidivisionale; manager di professione, non legati a conoscenze; specifiche di settore. 2
3 La diversificazione nel tempo: anni Anni 80, brusca inversione di marcia: abbandono delle attività collaterali non redditizie; leveraged buyouts; maggiore focalizzazione. La tendenza alla specializzazione prodotta da tre fattori: 1. maggiore attenzione dei manager alla creazione di valore per gli azionisti; 2. maggiore turbolenza dell ambiente competitivo; 3. nuove teorie della strategia di gruppo e del concetto stesso di impresa. 3
4 La diversificazione nel tempo: anni Creazione di valore per gli azionisti Crisi economiche Impennate dei tassi d interesse Scarsa redditività delle grandi imprese diversificate Maggiore pressione dagli azionisti Nuova enfasi sui profitti Mercato per il controllo delle imprese 4
5 La diversificazione nel tempo: anni Turbolenza aziendale e costi di transazione Maggiore agilità delle imprese specializzate nel rispondere alla dinamicità del mercato Minore enfasi sulla specializzazione in Asia e America Latina. Cause: maggiori costi di transazione per mercati finanziari del lavoro e dell informazione. conferiscono alle imprese diversificate un vantaggio, rispetto alle imprese specializzate. 5
6 La diversificazione nel tempo: anni L evoluzione di teorie di gestione aziendale Maggiore attenzione al ruolo di risorse e competenze come base del vantaggio competitivo (Ri-)Focalizzazione sui punti di forza specializzazione/focalizzazione Collaborazione tra imprese specializzate 6
7 Perché diversificarsi? La diversificazione è motivata principalmente da obiettivi di: 1. crescita 2. riduzione del rischio 3. aumento della redditività Dati empirici dimostrano che i fattori 1) e 2) spesso sono in contrasto con la ricerca della redditività (3) e la creazione di valore per gli azionisti. 7
8 I motivi della diversificazione: crescita La diversificazione generalmente privilegia la crescita a discapito della redditività. I manager tendono a privilegiare la crescita rispetto alla redditività: tutto si riconduce a un problema di agenzia. Le aziende puntano sulla redditività in quanto: devono ottenere un rendimento del capitale superiore al costo nel lungo periodo gli azionisti richiedono redditività i manager che non lavorano per la redditività vengono estromessi dalle imprese 8
9 I motivi della diversificazione: riduzione del rischio Gli azionisti riducono il loro rischio diversificando il loro portafoglio di azioni. La diversificazione aziendale NON ha perciò valore per gli azionisti, se non nello specifico caso in cui il costo di diversificazione dell impresa è inferiore a quello dei singoli investitori. Teoria del Capital Asset Pricing Model: il rischio rilevante per determinare il prezzo di un titolo non è il rischio complessivo (la varianza del rendimento del titolo), ma il rischio sistematico, ovvero quella parte di varianza correlata alle fluttuazioni economiche e misurabile attraverso il coefficiente beta. N.B. Il rendimento degli azionisti di imprese conglomerate, corretto per il rischio, non è di solito superiore a quello offerto dai fondi comuni di investimento o dai portafogli bilanciati di imprese specializzate. 9
10 I motivi della diversificazione: riduzione del rischio Effetto di coassicurazione: la riduzione del rischio sostenuto dagli obbligazionisti grazie alla diversificazione. N.B. In genere, dalle decisioni di diversificazione, gli obbligazionisti ottengono maggiori benefici degli azionisti. 10
11 La ricerca della redditività Per decidere se la diversificazione creerà effettivamente valore per gli azionisti, secondo Porter, bisogna svolgere 3 test: 1. il test di attrattività (attrattività del settore) 2. il test di costo di entrata (analisi delle barriere) 3. il better-off test (si valuta se la diversificazione abbia capacità di portare vantaggio competitivo alla nuova attività, all attività distintiva o a entrambe) 11
12 Diversificazione e vantaggio competitivo: politiche di mercato Politiche di prezzo predatorie (e sussidi incrociati). Bundling (estendere il proprio monopolio da un mercato a un altro correlato, vendendo i due prodotti in un unico pacchetto). Acquisto reciproco (con i clienti). Tolleranza reciproca (in giochi ripetuti, tra aziende che si incontrano su più mercati). 12
13 Diversificazione e vantaggio competitivo: economie di scopo e competenze organizzative Economie di scopo: vantaggi economici derivati dall utilizzare una risorsa in molteplici attività, condotte congiuntamente, anziché indipendentemente Aumento dell output a parità (o contenimento) degli input, in questo caso centralizzati Condivisione e sviluppo di competenze organizzative e manageriali 13
14 Economie generate dalla internazionalizzazione delle transazioni È assolutamente necessario diversificare per ottenere economie di scopo? NO. Si può ricorrere anche alla cessione in licenza di marchi e competenze. Conta l efficienza relativa: è necessario comparare i costi di transazione dei contratti di mercato, rispetto ai costi di gestione delle economie di scopo. 14
15 L impresa diversificata come sistema di mercato interno Le economie di scopo in genere non rappresentano un valido motivo alla diversificazione, se non in concomitanza di elevati costi di transazione. In questo caso è possibile ottenere economie di costo della diversificazione per qualsiasi risorsa non specializzata, anche in assenza di economie di scopo. L impresa diversificata è un mercato di capitali interno, in cui i vari business competono per l allocazione delle risorse finanziarie disponibili. 15
16 I vantaggi informativi dell impresa diversificata Il management del gruppo ha accesso a maggiori informazioni rispetto a quelle disponibili nei mercati esterni. L impresa diversificata è più efficiente nel riallocare capitali e forza lavoro, rispetto a quanto possono fare i mercati esterni nei confronti delle attività indipendenti. La diversificazione ha maggiore successo in aziende consolidate che in aziende neo-costituite. 16
17 Le performance delle imprese diversificate e specializzate Non è emersa alcuna relazione sistematica tra redditività e diversificazione. Oltre un certo grado di diversificazione, la complessità di gestione genera minore redditività. E importante distinguere tra casualità dei fattori e diversificazione. La performance derivata dalla diversificazione dipende in grande parte anche da come essa è attuata. 17
18 Diversificazione correlata e non correlata Secondo alcuni studi, la diversificazione in settori correlati è più redditizia che in settori non correlati. Secondo altri studi, pare evidente l esatto contrario. Non vi è una posizione comune. N.B. la correlazione si riferisce alle risorse e competenze comuni e non a eventuali somiglianze di prodotto e tecnologia. 18
19 Il significato di correlazione nella diversificazione La correlazione può essere classificata come: 1. operativa: somiglianza tra settori, in termini di tecnologia e mercato. Le somiglianze si riferiscono a produzione, marketing, distribuzione ecc.; 2. strategica: necessità di medesime competenze manageriali, di gestione strategica nell allocazione delle risorse e attività differenti. Le decisioni di diversificazione avvengono sulla base di correlazione percepita dai manager e non effettiva. I dirigenti cercano una logica dominante, che leghi le diverse attività della loro impresa. 19
Strategie globali e imprese multinazionali. Grant Cap. 15
Strategie globali e imprese multinazionali Grant Cap. 15 Struttura La struttura ed il livello competitivo del settore sono influenzati dal processo di internazionalizzazione? Come avviene questa influenza?
Possibile presenza di opportunismo da parte dell impresa con cui si interagisce, legato a:
Perché esistono i costi di transazione? Possibile presenza di opportunismo da parte dell impresa con cui si interagisce, legato a: - investimenti specifici della transazione e opportunismo - limitatezza
Introduzione al rischio, rendimento e costo opportunità del capitale
Introduzione al rischio, rendimento e costo opportunità del capitale Nozione di Costo Opportunità del Capitale Il rendimento che i finanziatori otterrebbero impiegando i propri fondi in attività alternative,
CAPITOLO 2. Strategia, Progettazione Organizzativa ed Efficacia
CAPITOLO 2 Strategia, Progettazione Organizzativa ed Efficacia Agenda Il Management Strategico Il progetto strategico Gli obiettivi operativi Strategia e struttura Fattori contingenti Misurare l efficacia
LE RISORSE E LE COMPETENZE COME BASE DELLA STRATEGIA
LE RISORSE E LE COMPETENZE COME BASE DELLA STRATEGIA CAPITOLO QUINTO Grant R. L analisi strategica per le decisioni aziendali, Il Mulino, Bologna, 1999 1 DAL SETTORE ALL IMPRESA Fino agli anni Novanta:
Cosa determina la performance?
Cosa determina la performance? Tre prospettive di analisi strategica: 1) Paradigma Struttura-Condotta- Performance 2) Porter (evoluzione del paradigma SCP) 3) Analisi delle risorse e delle competenze Paradigma
L organizzazione della banca. Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014
L organizzazione della banca Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2013/2014 Premessa L organizzazione dell attività bancaria (attività di impresa svolta in un contesto
STRATEGIA AZIENDALE MATERIALE DIDATTICO DOCENTE. Christian Corsi ARGOMENTO APPROCCI STRATEGICI. Insegnamento di: a.a. 2009/2010
Corso di laurea in Economia Bancaria Finanziaria e Assicurativa Insegnamento di: STRATEGIA AZIENDALE a.a. 2009/2010 MATERIALE DIDATTICO DOCENTE Christian Corsi ARGOMENTO APPROCCI STRATEGICI info: [email protected]
Le fonti di economie. 1
Le fonti di economie [email protected] 1 Contenuto le economie di apprendimento (o di esperienza) le economie di raggio d azione le economie di transazione il punto di pareggio la valutazione
Indice. 2 La struttura finanziaria dell economia 15. xiii. Presentazione
Indice Presentazione xiii 1 Le funzioni del sistema finanziario 1 1.1 Che cos è il sistema finanziario 2 1.2 La natura e le caratteristiche degli strumenti finanziari 2 1.3 Quali funzioni svolge il sistema
Economia e gestione delle imprese
Prof. Antonio Renzi Economia e gestione delle imprese L impresa sistema vitale 1 Argomenti 1. Definizione di struttura 2. La matrice concettuale - Dall idea imprenditoriale alla struttura specifica 3.
Gestione delle Imprese Diversificate
Gestione delle Imprese Diversificate Strumenti di analisi strategica: Le Matrici Modelli di pianificazione del Portafoglio attività - Allocazione di risorse; - Formulazione di una strategia di business;
MONOPOLIO. Monopolio: mercato nel quale vi è un solo offerente (Monopsonio: mercato nel quale vi è un solo compratore)
MONOPOLIO Monopolio: mercato nel quale vi è un solo offerente (Monopsonio: mercato nel quale vi è un solo compratore) Monopolio e fallimento del mercato: in realtà ogni volta che in un mercato operano
Rischio e rendimento. dott. Matteo Rossi
Rischio e rendimento dott. Matteo Rossi Argomenti trattati Teoria di portafoglio di Markowitz Relazione rischio-rendimento Validità e ruolo del CAPM Alternative al Capital Asset Pricing Model Teoria di
TENDENZE ATTUALI NELLA GESTIONE STRATEGICA
TENDENZE ATTUALI NELLA GESTIONE STRATEGICA 1 Trasformazione dell ambiente esterno dell impresa Prima rivoluzione industriale Fine 19 Secolo Inghilterra Meccanicizzazione della produzione Seconda rivoluzione
Le funzioni del sistema finanziario
Le funzioni del sistema finanziario 1 1.1 Che cos è il sistema finanziario 1.2 La natura e le caratteristiche degli strumenti finanziari 1.3 Quali funzioni svolge il sistema finanziario 1.3.1 L offerta
Economia e gestione delle imprese - 03
Economia e gestione delle imprese - 03 Prima parte: la strategia nel ciclo di vita dell impresa Seconda parte: la gestione strategica dei processi di sviluppo dell impresa Sommario: Il ciclo di vita 1.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO. Corso di Risk Management
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Corso di Prof. Filippo Stefanini A.A. Corso 60012 Corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Edile Non mettere tutte le uova nello stesso paniere pag 2 di portafoglio
L analisi strategica per le decisioni aziendali
L analisi strategica per le decisioni aziendali Guida alla lettura del Grant (le prime quattro sezioni) 22 aprile 2009 EGI Prof. R. Faraci 1 Temi e articolazione Introduzione alla strategia Il concetto
La gestione dei propri risparmi - I mercati azionari. Imola, 12 aprile 2016 Luciano Messori
La gestione dei propri risparmi - I mercati azionari Imola, 12 aprile 2016 Luciano Messori Fondo interbancario di tutela dei depositi Art 96-bis del Testo Unico Bancario: «Sono ammessi al rimborso i crediti
XI Introduzione XIX Curatori e autori
Indice XI Introduzione XIX Curatori e autori 1 Capitolo primo Capacità, Processi e Competitività di Rosario Faraci, Daniela Baglieri e Giovanni Battista Dagnino 2 1.1 Il management in tempo di crisi 4
Metriche di marketing di natura economicofinanziaria
Corso di Tecniche della Promozione A.A. 2016-2017 Metriche di marketing di natura economicofinanziaria Simona D Amico [email protected] 1 Indice Le metriche di marketing: una definizione La classificazione
Interrogativi: Allargare il proprio raggio d azione (nuovi business), ridurlo, o mantenerlo? Concentrare l attività nei settori in cui si è già
Significato di strategia corporate: Anni Sessanta tutte le decisioni aziendali con contenuto strategico Anni Ottanta Distinzione tra strategia corporate e strategia competitiva Single-business strategia
Prof.ssa Cinzia DESSI. Economia e Organizzazione Aziendale. Il Programma. Industriali A.A. A.A primo primo semestre
Prof.ssa Cinzia DESSI Economia e Organizzazione Aziendale Il Programma Università degli degli studi studi di di Cagliari Cagliari Corso Corso di di Laurea Laurea in in Biotecnologie Industriali A.A. A.A.
LA DIVERSIFICAZIONE. Strategia a livello corporate Presupposti per l attuazione e i vantaggi che ne derivano
LA DIVERSIFICAZIONE Strategia a livello corporate Presupposti per l attuazione e i vantaggi che ne derivano MONO BUSINESS Esco o resto. Comunque rischio. Piero Pelù Matrice di Ansoff QUANDO E PERCHE DIVERSIFICARE
I N D I C E. Indice delle tavole... pag. Introduzione... pag. XIII CAPITOLO PRIMO GLI ATTORI DELLA VITA ECONOMICA
I N D I C E Indice delle tavole... pag. IX Introduzione... pag. XIII CAPITOLO PRIMO GLI ATTORI DELLA VITA ECONOMICA 1. Economia, vita e cultura... pag. 1 2. La natura dell attività economica...» 4 3. I
ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE LA FUNZIONE ORGANIZZATIVA PROF.SSA MIRELLA MIGLIACCIO
ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE LA FUNZIONE ORGANIZZATIVA PROF.SSA MIRELLA MIGLIACCIO Struttura della lezione - l organizzazione: una definizione -il processo di organizzazione: specializzazione e coordinamento
Desario CONSULENZA E PIANIFICAZIONE FINANZIARIA. & associati. uno studio al servizio delle imprese
CONSULENZA E PIANIFICAZIONE FINANZIARIA Il nostro lavoro è il tuo successo Studio Associati è un gruppo di consulenti specializzato nel supportare piccole e medie imprese, grazie all esperienza del suo
Indice. Parte I La strategia nel sistema impresa. 1 Il sistema impresa e l ambiente competitivo Matteo Caroli 1 XVII XXI XXIII XXV
Indice Prefazione alla quinta edizione Autori Ringraziamenti dell Editore In questo volume... XVII XXI XXIII XXV Parte I La strategia nel sistema impresa 1 Il sistema impresa e l ambiente competitivo Matteo
Lezione 16. I costi standard. I costi standard. Analisi delle varianze
Lezione 16 I costi standard Criterio distintivo dei costi funzionale al loro impiego nel controllo di gestione: costi consuntivi o effettivi: misurano il valore delle risorse utilizzate ex-post, cioè dopo
Grant, L'analisi strategica per le decisioni aziendali, Il Mulino, 2011 Capitolo II. Obiettivi, valori e risultati OBIETTIVI, VALORI E RISULTATI
OBIETTIVI, VALORI E RISULTATI 1 Strategia e creazione di valore L obiettivo primario dell impresa è la massimizzazione del profitto nel lungo termine. Il valore si crea attraverso: produzione scambio Valore
Il Cambiamento e l Innovazione nella Professione: il Controllo Direzionale
Il Cambiamento e l Innovazione nella Professione: il Controllo Direzionale I sistemi di controllo nelle aziende bergamasche: risultati di una ricerca empirica Prof. Cristiana CATTANEO Bergamo, 21 settembre
Corso di Marketing Lezione 3 L analisi del macroambiente Prof. Elena Cedrola
Corso di Marketing Lezione 3 L analisi del macroambiente Prof. Elena Cedrola [email protected] www.economiamc.org/cedrola 1 L AMBIENTE DI MARKETING L ambiente di marketing di un impresa è formato
Dall Asset Management e dall Asset Allocation alla Consulenza Globale: evoluzione dell approccio e dei sistemi per la Clientela Private
Dall Asset Management e dall Asset Allocation alla Consulenza Globale: evoluzione dell approccio e dei sistemi per la Clientela Private Giovanni Fermi Responsabile Direzione Organizzazione e Sistemi Banca
EVOLUZIONE DEIMODELLIDI BUSINESS NELLA STORIA
Cap.17 EVOLUZIONE DEIMODELLIDI BUSINESS NELLA STORIA Con un Applicazione al Contesto Italiano Beltrami Silvia Bertacchi Laura Pasini Davide Pedercini Francesca Petteni Andrea Mario AGENDA Modello di Chandler
INDICE GENERALE. Prefazione... Pag. VII Indice generale...» XIII Indice delle tabelle...» XXI Indice delle figure...» XXIII
INDICE GENERALE Prefazione.... Pag. VII Indice generale....» XIII Indice delle tabelle...» XXI Indice delle figure...» XXIII PARTE PRIMA ELEMENTI DI ECONOMIA DELL IMPRESA Capitolo Primo L IMPRESA E IL
Le curve di indifferenza sulla frontiera di Markowitz
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI PRM FCOLT DI ECONOMI Corso di Pianificazione Finanziaria Evoluzione della teoria del rischio finanziario da Markowitz al teorema della separazione e al CPM 1 Le curve di indifferenza
Management. Il Marketing. Volume II Funzioni e processi nella gestione dell impresa. Prof. Sergio Barile Prof. Giuseppe Sancetta
Management Volume II Funzioni e processi nella gestione dell impresa Prof. Sergio Barile Prof. Giuseppe Sancetta Il Marketing 1 ALCUNE DEFINIZIONI DEL CONCETTO DI MARKETING Il marketing è il processo che
Energie rinnovabili in Italia Il Private Equity Borsa Italiana, 8 Marzo 2011
Energie rinnovabili in Italia Il Private Equity Borsa Italiana, 8 Marzo 2011 Amber Capital Societa di Gestione con sede a New York focus principale su Europa continentale, quota molto rilevante in Italia
CAPITOLO 6. Progettazione organizzativa per l ambiente internazionale
CAPITOLO 6 Progettazione organizzativa per l ambiente internazionale Agenda Motivi dell espansione globale Stadi dell espansione globale Alleanze strategiche internazionali Espansione globale e struttura
COME EFFETTUARE L ANALISI DELLA CONCORRENZA
Aprile Inserto di Missione Impresa dedicato allo sviluppo pratico di progetti finalizzati ad aumentare la competitività delle imprese. COME EFFETTUARE L ANALISI DELLA CONCORRENZA QUAL E L UTILITA DI ANALIZZARE
STRATEGIE GLOBALI E IMPRESE MULTINAZIONALI
STRATEGIE GLOBALI E IMPRESE MULTINAZIONALI 1 L internazionalismo procede attraverso due meccanismi: 1. il commercio internazionale; 2. gli investimenti diretti esteri. La globalizzazione dell attività
FORME ORGANIZZATIVE E SISTEMI DIREZIONALI: I FONDAMENTALI DELL IMPLEMENTAZIONE DELLA STRATEGIA
FORME ORGANIZZATIVE E SISTEMI DIREZIONALI: I FONDAMENTALI DELL IMPLEMENTAZIONE DELLA STRATEGIA 1 Strategia Implementazione La formulazione della strategia deve tener conto delle capacità dell organizzazione
LA GESTIONE DELLE RISORSE DELL IMPRESA
LA GESTIONE DELLE RISORSE DELL IMPRESA Le risorse dell impresa: definizioni e caratteristiche La catena del valore di Porter Capitale relazionale: reputazione, fiducia, lealtà il legame con il valore economico
Business Excellence. Modena Giovanni Tagliaferri 19 aprile 2016
Business Excellence Modena Giovanni Tagliaferri 19 aprile 2016 Lo scenario MIGLIORARE LE PERFORMANCE IN UN MERCATO SEMPRE PIU COMPETITIVO PRESENZA IN DIVERSI SEGMENTI DI MERCATO/ DIVERSE AREE GEOGRAFICHE
A.A. 2016/2017. Master Universitario di I livello in SPORT BUSINESS MANAGEMENT AND ADMINISTRATION
Università degli Studi di A.A. 2016/2017 Dipartimento Economia Master Universitario di I livello in SPORT BUSINESS MANAGEMENT AND ADMINISTRATION Il master si rivolge a giovani laureati in discipline socio-economiche,
La misurazione del rischio negli investimenti immobiliari diretti
La misurazione del rischio negli investimenti immobiliari diretti Claudio Porzio - Gabriele Sampagnaro Università degli Studi di Napoli Parthenope Roma, 20 Novembre 2006 1 Indice del lavoro Il real estate
gestione delle imprese Prof. Arturo Capasso
Economia e gestione delle imprese Prof. Arturo Capasso 1 Argomenti Il ciclo direzionale La funzione organizzativa Struttura organizzativa Scelte di organizzazione Progettazione dell organizzazione Modelli
LA SELEZIONE D INVESTIMENTO SU MISURA PER TE.
GP TOP SELECTION LA SELEZIONE D INVESTIMENTO SU MISURA PER TE. GP Top Selection è la gestione patrimoniale offerta da UBI Pramerica e contraddistinta dalla possibilità di creare linee d investimento estremamente
Grant, L'analisi strategica per le decisioni aziendali, Il Mulino, 2011 Capitolo IV. L analisi dei concorrenti L ANALISI DEI CONCORRENTI
L ANALISI DEI CONCORRENTI 1 Saper eseguire una corretta analisi dei concorrenti comporta saper: 1. valutare l impatto e i profitti potenziali di prodotti e fornitori complementari; 2. valutare le implicazioni
Individuare le risposte corrette per ciascun quesito (anche più di una)
F. GIUNTA ECONOMIA AZIENDALE QUESITI DI AUTOVALUTAZIONE CAPITOLO IX Individuare le risposte corrette per ciascun quesito (anche più di una) 1. Si ha equilibrio economico quando: a. i ricavi sono uguali
Parte prima Il mercato, le istituzioni e gli strumenti di valutazione
Indice Prefazione, di Tancredi Bianchi Presentazione della terza edizione, di Giancarlo Forestieri XIII XVII Parte prima Il mercato, le istituzioni e gli strumenti di valutazione 1 Il sistema finanziario
INDICE CAPITOLO 1 IL SISTEMA ECONOMICO, LE REGOLE E GLI OPERATORI
INDICE CAPITOLO 1 IL SISTEMA ECONOMICO, LE REGOLE E GLI OPERATORI 1. Introduzione... pag. 1 2. Il sistema economico e i modelli in economia...» 5 3. Il flusso circolare dei beni e del reddito...» 7 4.
Tecnica bancaria programma II modulo
Tecnica bancaria programma II modulo Università degli Studi di Trieste Facoltà di Economia e Commercio Deams Dipartimento di Economia Aziendale Matematica e Statistica Tecnica Bancaria 520EC Marco Galdiolo
Oggetto: gestione razionale del fattore capitale
FUNZIONE FINANZIARIA Oggetto: gestione razionale del fattore capitale TEORIA DELLA FINANZA: Modelli di comportamento volti a razionalizzare le decisioni gestionali QUALI SONO I VALORI IN GIOCO? La solidita
Indice della lezione. Incertezza e rischio: sinonimi? Le Ipotesi della Capital Market Theory UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PARMA FACOLTA DI ECONOMIA
UNIVERSIT DEGLI STUDI DI PRM FCOLT DI ECONOMI Indice della lezione Corso di Pianificazione Finanziaria Introduzione al rischio Rischio e rendimento per titoli singoli La Teoria di Portafoglio di Markowitz
GESTIONE PATRIMONIALE. Banca Centropadana
GESTIONE PATRIMONIALE Banca Centropadana I sassi sono le nostre radici, la nostra identità, la nostra storia e i nostri valori. Sono utili a segnare il cammino e a costruire le strade. In molti anni di
LE METRICHE DI MARKETING
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - AREA MARKETING, SALES & COMMUNICATION LE
La subfornitura meccanica in Emilia-Romagna fra crisi e riorganizzazione delle filiere
R & I s.r.l. Ricerche e Interventi di politica industriale e del lavoro La subfornitura meccanica in Emilia-Romagna fra crisi e riorganizzazione delle filiere Quali strategie per competere A cura di Daniela
CAPITOLO 9 Sviluppo di impresa e creazione di valore
CAPITOLO 9 Sviluppo di impresa e creazione di valore 1 QUALE COMPITO HA LA FUNZIONE FINANZIARIA? 2 VALUTARE e QUANTIFICARE l impatto delle scelte future sulle capacità dell impresa di generare valore NON
Percorso professionalizzante Risk management in banca
www.abiformazione.it Percorso professionalizzante Risk management in banca Risk management / Corsi Professionalizzanti La capacità di individuare, valutare e gestire i rischi sottesi al business bancario
MONOPOLIO. Monopolio: mercato nel quale vi è un solo offerente (Monopsonio: mercato nel quale vi è un solo compratore)
MONOPOLIO Monopolio: mercato nel quale vi è un solo offerente (Monopsonio: mercato nel quale vi è un solo compratore) Monopolio e fallimento del mercato: in realtà ogni volta che in un mercato operano
La Via Cattolica Alla ricerca di nuovi modi di creare valore e di nuovo valore da creare
La Via Cattolica Alla ricerca di nuovi modi di creare valore e di nuovo valore da creare PIANOSTRATEGICO 2007-2010 Assemblea dei soci 2007 Verona, 28 aprile 2007 1 Agenda Il posizionamento strategico I
CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE E MARKETING A. A
Prof.ssa Elena Cedrola [email protected] http://docenti.unimc.it/docenti/elena-cedrola Lezione 9 L orientamento strategico della gestione. I percorsi di sviluppo aziendale CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE
ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI
ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI 6 febbraio 2012 PROVA SCRITTA Inserire i propri dati: Numero di Matricola Nome Cognome CORSO DI LAUREA: Sezione 1. Indicare se le seguenti affermazioni sono vere o false,
Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI I modulo
Slides per il corso di ECONOMIA DEI MERCATI FINANZIARI I modulo Nicola Meccheri ([email protected]) Dipartimento di Economia e Management Università di Pisa A.A. 2014/2015 INFORMAZIONI GENERALI:
Strutture divisionali, a matrice ed a rete
Le scelte di progettazione strutturale Strutture divisionali, a matrice ed a rete Corso di Organizzazione Aziendale Struttura Divisionale Product structure o SBU (Strategic Business Unit) Caratteristiche
Lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale MARKETING DEL TURISMO. Lezione 6 10 marzo 2010
Lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale MARKETING DEL TURISMO Lezione 6 10 marzo 2010 Concetti visti Orientamento al marketing sociale: dubbi e quesiti senza risposta Ambiente di
Facoltà di Ingegneria. prof. Sergio Mascheretti
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO Sistemi i di controllo di gestione prof. Sergio Mascheretti L ATTRIBUZIONE DI RESPONSABILITÀ ECONOMICHE SCG-L07 Pagina 0 di 16 A) OBIETTIVI DELLA LEZIONE B) BIBLIOGRAFIA
Modalità di ingresso: -Creazione di una nuova unità produttiva -Acquisizione di un azienda già operante. Potere contrattuale dei Fornitori
la minaccia di Barriere all entrata: 1) Istituzionali (es. licenze) 2) Strutturali -Economie di scala (o di esperienza o di estensione) -Disponibilità di Capitali -Svantaggi di costo indipendenti dalla
Tecniche di Vendita. Facoltà di Scienze della Comunicazione Università degli Studi di Teramo. Prof. Marco Galdenzi Anno accademico 2014/15
Tecniche di Vendita Facoltà di Scienze della Comunicazione Università degli Studi di Teramo Prof. Marco Galdenzi Anno accademico 2014/15 GLI ANNI 60 AMBIENTE ESTERNO Clima politico nazionale ed internazionale
CORSO DI ECONOMIA E AMMINISTRAZIONE AZIENDALE ORGANIZZAZIONE E PERSONALE
CORSO DI ECONOMIA E AMMINISTRAZIONE AZIENDALE ORGANIZZAZIONE E PERSONALE 1 a) L organizzazione: concetti generali b) La struttura organizzativa c) I principali modelli di struttura organizzativa a) La
Lezione 3. La pianificazione strategica (segue)
Lezione 3 La pianificazione strategica (segue) Analisi del divario strategico Quali risorse sono necessarie? Quali risorse non sono sfruttate al meglio? Valutazione quali-quantitativa Valutazione delle
Economia e gestione delle imprese
Economia e gestione delle imprese Prof. Arturo Capasso 1 Argomenti Il ciclo direzionale La funzione organizzativa Struttura organizzativa Scelte di organizzazione Progettazione dell organizzazione Modelli
Economia e Organizzazione aziendale. L analisi funzionale delle attività interne all impresa. Funzioni gestionali
Economia e Organizzazione aziendale L analisi funzionale delle attività interne all impresa Funzioni gestionali 1 Attività in gruppi omogenei DIREZIONALI: attuate dai componenti della direzione dell impresa.
PER INVESTIRE SULLA GIUSTA ROTTA.
PRODOTTI CON CEDOLA UBI PRAMERICA OBIETTIVO STABILITÀ UBI PRAMERICA OBIETTIVO CONTROLLO PER INVESTIRE SULLA GIUSTA ROTTA. UBI PRAMERICA OBIETTIVO STABILITÀ E UBI PRAMERICA OBIETTIVO CONTROLLO UBI Pramerica
Dal Capital Budgeting. all Expenditure
Dal Capital Budgeting all Expenditure Budgeting Silvio Rubbia Convegno ABI COSTI & BUSINESS 2005 1 Roma, 22 Settembre 2005 Contenuti 1. Perché il Capital Budgeting come metodologia 3 decisionale è poco
EFFICIENTAMENTO ENERGETICO INDUSTRIALE
SOLUZIONE EFFICIENTAMENTO ENERGETICO INDUSTRIALE ABBIAMO LA SOLUZIONE PER LA TUA AZIENDA! Monitoraggio Energetico Diagnosi Energetica Controllo Bollette EFFICENZA ENERGETICA Energy Management Cogenerazioine
Tecniche di Vendita. Facoltà di Scienze della Comunicazione Università degli Studi di Teramo. Prof. Marco Galdenzi Anno accademico 2015/16
Tecniche di Vendita Facoltà di Scienze della Comunicazione Università degli Studi di Teramo Prof. Marco Galdenzi Anno accademico 2015/16 CANALI DI DISTRIBUZIONE Un canale di distribuzione è costituito
APPLICARE LA STRATEGIA DI GRUPPO: LA GESTIONE DELLE IMPRESE DIVERSIFICATE
APPLICARE LA STRATEGIA DI GRUPPO: LA GESTIONE DELLE IMPRESE DIVERSIFICATE 1 Le imprese diversificate o multibusiness si trovano ad affrontare due questioni fondamentali: 1. com è possibile creare valore
BASI E STRATEGIE PER LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO (CAP. 14, 15) Unit 10 Slide Lezioni del 01/02/03 dicembre 2015
COMUNICAZIONE D IMPRESA Anno Accademico 2015/2016 BASI E STRATEGIE PER LA DETERMINAZIONE DEL PREZZO (CAP. 14, 15) Unit 10 Slide 10.2.1 Lezioni del 01/02/03 dicembre 2015 SODDISFARE LE OPPORTUNITÀ DI IL
Stima del costo delle altre forme di finanziamento
Finanza Aziendale Analisi e valutazioni per le decisioni aziendali Stima del costo delle altre forme di finanziamento Capitolo 12 Indice degli argomenti 1. Rischio operativo e finanziario e costo del capitale
CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE DELLE IMPRESE E MARKETING A. A
Prof.ssa Elena Cedrola [email protected] http://docenti.unimc.it/docenti/elena-cedrola Lezione 9bis L orientamento strategico della gestione. I percorsi di sviluppo aziendale CORSO DI ECONOMIA E GESTIONE
Investimenti Diretti Esteri (FDI) e Imprese Multinazionali Sanna-Randaccio Lezione 29
Investimenti Diretti Esteri (FDI) e Imprese Multinazionali Sanna-Randaccio Lezione 29 Effetti del IDE sul paese d origine Effetti del IDE sul paese ospitante: il ruolo della capacità di assorbimento delle
