STRATEGIE GLOBALI E IMPRESE MULTINAZIONALI
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- Agnolo Ferretti
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1 STRATEGIE GLOBALI E IMPRESE MULTINAZIONALI 1
2 L internazionalismo procede attraverso due meccanismi: 1. il commercio internazionale; 2. gli investimenti diretti esteri. La globalizzazione dell attività economica ha portato alla creazione di una rete internazionale di transazioni (merci, servizi, persone, flussi di remunerazioni fattoriali, flussi di capitali). 2
3 Concorrenza internazionale e analisi di settore I modelli di internazionalizzazione sono costituiti da diversi tipi di settori: 1. settori protetti; 2. settori internazionali; 3. settori multidomestici; 4. settori globali. 3
4 Commercio internazionale Grant, L'analisi strategica per le decisioni aziendali, il Mulino, 2011 Modelli di internazionalizzazione nei diversi settori Alto SETTORI INTERNAZIONALI Aerospaziale Forniture alimentari Estrazione di diamanti Agricoltura SETTORI GLOBALI Automobili Petrolio Semiconduttori Elettronica di consumo Basso SETTORI PROTETTI Ferrovie Lavanderie/lavaggio a secco Parrucchieri Latte SETTORI MULTIDOMESTICI Cibo confezionato Banche di investimento Hotel Consulenza Basso Investimento diretto estero 4 Alto
5 Le implicazioni per la concorrenza L internazionalizzazione ha conseguenze prevalentemente negative in termini di: concorrenza attrattività di settore Nello specifico si intensificano i seguenti fattori: aumento della concorrenza di prezzo minore redditività minori barriere all entrata maggiore rivalità tra imprese esistenti maggiore potere d acquisto degli acquirenti 5
6 Concorrenza dei potenziali entranti: diminuzione delle barriere all entrata dei mercati nazionali Rivalità tra imprese esistenti: riduzione della concentrazione dal lato dell offerta (fusioni internazionali o uscita dal mercato) maggiore diversità dei concorrenti aumento della capacità in eccesso aumento del potere contrattuale degli acquirenti 6
7 Il vantaggio competitivo in contesto internazionale I settori internazionali differiscono da quelli nazionali nelle fonti di vantaggio competitivo. Le potenzialità delle imprese dipendono anche dalle condizioni dell ambiente nazionale. Risorse e competenze a livello nazionale. Condizioni della domanda interna. Politiche pubbliche. Tassi di cambio. Settori correlati e di supporto. 7
8 Influenze nazionali sulla posizione competitiva: il vantaggio comparato. Teoria del vantaggio comparato: un paese gode di un vantaggio comparato nella produzione di quei beni, la cui produzione richiede un uso intensivo delle risorse, di cui il paese ha una dotazione relativamente più abbondante. Vantaggio comparato Efficienza relativa nella produzione di beni diversi. Fintanto che i tassi di cambio si mantengono stabili, il vantaggio comparato produce un vantaggio competitivo. Particolare rilevanza per il vantaggio comparato hanno le risorse sviluppate internamente (es. tecnologia, capitale umano e competenze manageriali). 8
9 Il vantaggio competitivo dei paesi secondo M. Porter 2 principi fondamentali d analisi: 1. occorre concentrarsi sulle performances delle imprese e la loro competitività a livello nazionale; 2. solo il vantaggio dinamico (che include innovazione e miglioramento) è un vantaggio competitivo sostenibile. L analisi di Porter è riassunta dal modello del diamante. 9
10 Modello a diamante di M. Porter per l analisi dell ambiente nazionale 1. Condizioni dei fattori 4. Condizioni della domanda 2. Settori correlati e di sostegno 3. Strategia, struttura e concorrenza 10
11 Coerenza tra strategia e condizioni nazionali È importante che vi sia congruenza tra la strategia di business e le condizioni nazionali del paese di riferimento. La cultura nazionale esercita una forte influenza sulle pratiche manageriali in generale e sui profili di competenza delle imprese. 11
12 Vantaggio nazionale e localizzazione internazionale della produzione Determinanti della localizzazione geografica: 1. disponibilità di risorse a livello nazionale 2. specificità del vantaggio competitivo 3. trasferibilità dei beni (costi e permessi) È possibile che diversi paesi offrano vantaggi differenti in ciascuno stadio della catena del valore. I benefici della frammentazione della catena del valore vanno comparati con i relativi costi e la dispersione delle attività a livello globale. 12
13 Vantaggio nazionale e investimenti esteri Investimento estero si ritiene che vi sia: un mercato attraente la possibilità di stabilire un vantaggio competitivo nei confronti dei produttori locali e multinazionali L ingresso può avvenire in due modalità: 1. rapporti commerciali 2. investimento diretto 13
14 Transazioni di mercato: esportazione Contratti spot Contratti di lungo termine Ricorso ad agenti e distributori esteri cessione in licenza di marchi e tecnologie franchising Investimento diretto: joint venture Solo marketing e distribuzione Completamente integrata consociata Solo marketing e distribuzione Completamente integrata 14
15 Valutazione di vantaggi e svantaggi nella scelta dell investimento estero: 1. Il vantaggio competitivo è specifico dell azienda o legato a risorse del paese ospitante? 2. Il prodotto è trasferibile? Esistono ostacoli al commercio? 3. L azienda possiede una gamma completa di risorse e competenze per stabilire un vantaggio competitivo nel mercato estero? 4. L impresa può appropriarsi facilmente dei rendimenti delle proprie risorse? 5. Qual è la natura dei costi di transazione? 15
16 Le imprese multinazionali tendono a prevalere quando: 1. sono importanti le risorse intangibili e specifiche dell impresa (come marchi e tecnologie); 2. le esportazioni sono soggette a elevati costi di transazione; 3. le preferenze dei consumatori di paesi diversi sono relativamente simili. 16
17 Strategie alternative per la produzione all estero Le multinazionali sono interessate generalmente alla produzione all estero per due motivi principali: 1. manodopera e materie prime a buon mercato 2. rifornire i mercati esteri con una produzione locale 17
18 Alleanze internazionali e joint venture Ripartizione del rischio secondo i seguenti fattori: obiettivi strategici del partner appropriabilità del contenuto ricettività dell impresa Conciliare cooperazione e competizione richiede un elevata elasticità manageriale. 18
19 I vantaggi della strategia globale La superiorità delle strategie globali si basa su 2 ipotesi: 1. globalità delle preferenze dei consumatori 2. economie di scala 19
20 Economie di replicazione (diminuzione dei costi di attività basate sulla conoscenza, incluse competenze organizzative). Economie nella produzione internazionale (risorse e manodopera a basso costo). Economie di apprendimento. Competizione strategica: sussidi incrociati; politiche di prezzo predatorie. 20
21 La necessità della diversificazione locale Produzione flessibile per adattare il prodotto a un particolare segmento della clientela. Cause di differenziazione nazionale: leggi e regolamenti; canali di distribuzione; presenza di paesi leader. L approccio sequenziale alla concorrenza nazionale massimizza la probabilità di successo per i successivi lanci. 21
22 La dimensione culturale La strategia deve essere compatibile con la cultura locale. Le culture locali sono state classificate da Geert Hofstede secondo due dimensioni: 1. individualista/collettivista 2. egualitaria/gerarchica 22
23 Gerarchia Egualitarismo Grant, L'analisi strategica per le decisioni aziendali, il Mulino, 2011 Classificazione delle Culture Stati Uniti Gran Bretagna Costa Rica Francia Sudafrica India Cina Venezuela Individualismo Collettivismo 23
24 Evoluzione della struttura delle strategie multinazionali Prima della Prima guerra mondiale Multinazionali europee (Unilever, Royal Dutch / Shell, Philips). Ogni filiale con ampio margine di indipendenza operativa. Forte delega. Trasporti e comunicazioni lenti, costosi e poco affidabili. Mercati nazionali fortemente differenziati. 24
25 Dopo la Seconda guerra mondiale Multinazionali statunitensi (Gm, Ford, Ibm, Coca Cola, Caterpillar, Gillette, P&G). Ruolo dominante della casa madre, seppur con buona autonomia delle filiali. Il principale vantaggio competitivo delle filiali nazionali era l accesso alle risorse e alle competenze delle case madri. 25
26 Anni (la sfida giapponese) Imprese giapponesi dei settori manifatturieri (Nec, Matsushita, Toyota). Strategie globali sulla base di unità nazionali fortemente accentrate. Impianti di grandi dimensioni. Forti economie di scala e di esperienza. Dispersione geografica di produzione e R&S. 26
27 Anni 90-giorni nostri Difficile identificare uno specifico modello di successo. Imprese europee adattamento. Imprese americane trasferimento di nuove tecnologie. Imprese giapponesi forti efficienze di costo e integrazione globale. 27
28 Lo sviluppo dell impresa multinazionale: relazioni alternative tra casa madre e consociate Il modello europeo: federazioni decentrate. Il modello americano: federazioni coordinate. Il modello giapponese: fulcri centralizzati. 28
29 Il modello transnazionale È più una direzione di sviluppo, che una precisa forma organizzativa. Nasce dalla necessità di conciliare integrazione globale e differenziazione locale. Il modello transnazionale sostiene che: ogni nazione è fonte di idee le unità nazionali realizzano economie di scala a livello globale il centro deve assumere un complesso ruolo di coordinamento delle relazioni 29
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