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Titolo Cappero - Miglioramento di produzione e qualità del prodotto Risultati della Ricerca Descrizione estesa del risultato L attività riguardante la caratterizzazione di organi della pianta che rappresentano il prodotto (foglie, abbozzi fiorali e giovani frutti) ha permesso la raccolta da piante coltivate di 11 campioni di foglie fresche nei comuni di Pantelleria, Salina, Palermo e Troina (EN) e di 1 campione di abbozzi fiorali a Salina. A questi sono stati aggiunti 22 campioni di prodotto commerciale costituito da 17 campioni di abbozzi fiorali conservati sotto sale e da 5 campioni di frutti, di cui 4 conservati sotto sale ed 1 campione sott aceto. Le attività di propagazione in vitro del cappero hanno consentito la moltiplicazione di 2 genotipi di Capparis spinosa. In particolare, è stata valutata la capacità di rigenerazione in rapporto alla tipologia di espianto ed al terreno di coltura. Tra i due genotipi Capparis spinosa spp. spinosa è apparsa più reattiva in vitro rispetto al genotipo Capparis spinosa spp. rupestris rilevando tassi di rigenerazione più elevati. Per quanto concerne la tipologia di espianto le porzioni apicali delle ramificazioni di I ordine hanno fatto rilevare tassi di rigenerazione, anche se di poco, più elevati rispetto a quelli di II ordine. Il terreno di coltura contraddistinto da una bassa concentrazione di citochinine o addirittura della loro assenza ha fatto registrare la maggiore percentuale di espianti radicati (70%) mentre una maggiore concentrazione di tali ormoni ha fatto ridurre i valori (34%); per contro l aggiunta nel substrato di coltivazione della citochinina BAP ha fatto osservare un maggior numero di germogli nelle giovani plantule radicate. Le piante ottenute sono apparse rispondenti alle piante madri. Gli impianti realizzati hanno fatto osservare diffuse fallanze che al primo anno sono state in media del 30% ed al secondo anno del 60%. Dal campo di Acireale sono stati raccolti al secondo anno per pianta circa 50 g di germogli, 0,2 g di abbozzi fiorali e 7 g di frutti. La raccolta effettuata l anno successivo ha permesso di ottenere per pianta 100 g di germogli, 1 g di abbozzi fiorali e 18 g di frutti per pianta. Per quanto riguarda i tratti salutistici del prodotto i dati acquisiti hanno evidenziato una quantità maggiore di glucocapparina nei campioni provenienti da Salina sia per il prodotto spontaneo che per quello commerciale (81,7 μmol g-1s.s. e 67,5 μmol g-1s.s.). Dai materiali precedentemente raccolti e da quelli commerciali è stato calcolato il contenuto medio in glucocapparina. Considerando i campioni costituiti da diversi organi della pianta, il contenuto medio in glucocapparina è stato di 32,4 μmol g-1s.s. per le foglie, di 69,8 μmol g-1s.s.per gli abbozzi fiorali e di 67,5 μmol g-1s.s. per i frutti. I diversi campioni di cappero freschi hanno presentato un elevato contenuto in glucocapparina, pari a 51,1 μmol g-1s.s., rispetto a quelli conservati per i quali è stato registrato in media un valore pari a 5,6 μmol g-1s.s.. Nell ambito dei campioni, solo 1 ha fatto accertare la presenza di glucosinolati. Ciò è probabilmente da porre in relazione all effetto del sale e dell aceto. Anche il contenuto in polifenoli totali è stato maggiore per i campioni freschi e commerciali provenienti da Salina (12,1 μmol g-1s.s. 11,4 μmol g-1s.s.). Considerando i diversi organi della pianta, il contenuto medio in polifenoli è stato di 7,9 mg g-1s.s. per le foglie fresche, di 6,1 mg g-1s.s per gli abbozzi fiorali, di 11,4 mg g-1s.s. per i frutti. I diversi campioni di cappero fresco, hanno presentato un contenuto medio in polifenoli di 10 mg g-1s.s. rispetto a quelli conservati per i quali è stato registrato in media un valore pari a 7,7 mg g-1s.s.. Analizzando i profili qualitativi del cappero proveniente dal campo di Acireale è stato osservato che i frutti hanno fatto registrare il valore medio in glucocapparina superiore agli abbozzi fiorali ed ai germogli con un valore medio di 1/5

94,8 mg g-1s.s. rispetto a 56,4 mg g-1s.s. per i germogli e di 49,7 mg g-1s.s. per gli abbozzi fiorali. Responsabile del risultato Ferdinando Branca Via Valdisavoia, 5, 95123 Catania (Italia) Tel.: 095/234307 E-mail: fbranca@unict.it Anno 2009 Classificazione del risultato Comparto produttivo: Produzioni vegetali fresche e trasformate COMPARTO ORTICOLO Orticole e produzioni derivate (include patate e fragole) Particolari categorie di prodotti/comparti produttivi: Categorie di ambiti di ricerca: PRODOTTI TIPICI/TRADIZIONALI Prodotti tipici/tradizionali TEMATICHE TECNICHE SU SPECIFICHE FASI DELLE FILIERE PRODUTTIVE Qualità dei prodotti QUALITÀ DEI PRODOTTI IN GENERALE Parole chiave qualità dei prodotti, cappero Trasferibilità del risultato Si, trasferibilità immediata Natura del risultato di prodotto Aree interessate Sicilia Impatto dal punto di vista tecnico miglioramento qualità e salubrità dei prodotti Impatto dal punto di vista socioeconomico 2/5

miglioramento qualitativo valorizzazione prodotti tipici/tradizionali locali Impatto dal punto di vista ambientale altro Presupposti di contesto altro Soggetti istituzionali da coinvolgere Assessorati agricoltura, ambiente, ricerca Servizi sviluppo agricolo Organizzazioni di produttori Potenziali utilizzatori Divulgatori Tecnici agricoli Imprenditori agricoli singoli e associati Modalità di diffusione Da individuare di concerto con i referenti istituzionali e non che occorre coinvolgere Attraverso convenzioni operative per specifiche attività Pubblicazioni Non sono presenti Pubblicazioni collegate al risultato _ Titolo del progetto Progetto / Ricerca di riferimento Progetto di Ricerca per Potenziare la Competitività di Orticole in Aree Meridionali (P.R.O.M.) - PROM Coordinatore del progetto 3/5

Agostino Falavigna Via Paullese, 28, 26836 MONTANASO LOMBARDO () Tel.: +39-0371-68171 E-mail: agostino.falavigna@entecra.it Ente finanziatore Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, MiPAAF Breve descrizione del progetto e dei suoi obiettivi L obiettivo generale del progetto è di migliorare il sistema produttivo e la qualità del prodotto di 15 orticole: asparago, cappero, cavolfiore, cavolo broccolo, cipolla, fagiolo, melanzana, melone d inverno, peperone, pomodoro da mensa, pomodoro da industria, leguminose minori (cece, cicerchia, fava, lenticchia). A queste si aggiungono tre tipi di ricerche trasversali alle specie: una per valorizzare i prodotti sia freschi che trasformati, la seconda per diagnosticare pericolose virosi emergenti in aree meridionali e conoscerne diffusione, danni e possibile controllo e la terza per mettere a punto mezzi di lotta per il contenimento di patogeni tellurici in sistemi orticoli intensivi. Il progetto si compone di due sottoprogetti che complessivamente impegnano 37 Unità Operative. Il primo sottoprogetto, dal titolo Miglioramento del sistema produttivo e valorizzazione di orticole (MIPROVO), prende in considerazione: asparago, cappero, cavolfiore, cavolo broccolo, cipolla, melanzana, melone d inverno, peperone, pomodoro da mensa, pomodoro da industria, controllo di virosi e di patogeni telurici. Per tutte le specie è prevista attività di ricerca e trasferimento di innovazioni per ridurre i costi di produzione, migliorare la qualità, caratterizzare e valorizzare il prodotto fresco; inoltre per cappero, cavolfiore, cavolo broccolo, melanzana, peperone e pomodoro da industria, saranno condotte ricerche mirate alla valorizzazione industriale del prodotto (trasformato e V gamma). Al riguardo saranno considerate con particolare attenzione i prodotti ottenuti da varietà locali, soprattutto se utilizzate per ottenere produzioni garantite dai marchi DOP ed IGP. Il secondo sottoprogetto, dal titolo Miglioramento del sistema produttivo e valorizzazione di leguminose da granella (VALE), affronta problematiche relative a: fagiolo rampicante per coltivazione in ambiente protetto, fagiolo per coltura da pieno campo e leguminose cosiddette minori. Per il fagiolo rampicante (coltura emergente al Sud) si mira ad ottenere varietà adatte alle condizioni stressanti tipiche della coltura protetta in ambiente meridionale, con caratteristiche qualitative e nutraceutiche ben evidenziate. Riguardo al fagiolo per coltura di pieno campo si lavorerà per migliorare, caratterizzare e valorizzare il prodotto delle più importanti varietà locali; saranno inoltre costituite nuove linee con particolare composizione chimica del seme, utilizzabili per alimentazione (cibi funzionali) o per scopi industriali. Le tradizionali varietà di cece, cicerchia, fava e lenticchia saranno valorizzate attraverso l ottimizzazione della tecnica colturale e la caratterizzazione nutrizionale e nutraceutica del prodotto. U.O. / Partner coinvolti nella realizzazione del risultato Università degli Studi di Catania Referenti istituzionali già coinvolti nella ricerca Barbera - Università di Palermo 4/5

5/5