COMPRESSE DEFINIZIONE (F.U. XII) Le compresse sono preparazioni solide contenenti ciascuna una dose unica di uno o più principi attivi e ottenute per compressione di volumi uniformi di particelle. Sono destinate alla somministrazione orale. Alcune vengono inghiottite intere, alcune dopo essere state masticate, altre sono disciolte o disperse in acqua prima della somministrazione e altre ancora sono tenute in bocca, dove viene liberato il principio attivo. Le particelle sono formate da uno o più componenti attivi con o senza eccipienti come diluenti, leganti, disaggreganti, sostanze atte a favorire lo scorrimento, lubrificanti, sostanze in grado di modificare il comportamento delle preparazioni nel tubo digerente, coloranti autorizzati e aromatizzanti. Le compresse sono di norma cilindri solidi regolari, con le superfici di base piane o convesse e con i bordi che possono essere smussati. Possono avere linee o segni di rottura e possono portare un simbolo o altri marchi. Possono essere rivestite.
Dimensioni: comprese tra 0,1 e 1 g Le compresse sono la forma farmaceutica più utilizzata per via orale: facilità d impiego; praticità d impiego e trasporto; accuratezza del dosaggio.
Miscelazione delle polveri ( P.A. + eccipienti) Granulazione ad umido a) bagnatura + eccipienti b) granulazione c) essiccamento d) setacciatura Granulazione a secco a) compressione b) frantumazione c) setacciatura Compressione diretta Miscelazione COMPRESSIONE
Granulazione ad umido
Granulazione a secco
Compressione diretta
Fasi della progettazione di una compressa caratterizzazione chimico-fisica del principio attivo (PA); identificazione del sito ottimale di liberazione del PA nel GI; scelta dei possibili eccipienti compatibili; identificazione del metodo di preparazione; preparazione di formulazioni di prova per test di stabilità accellerata (scala di laboratorio); messa a punto metodi analitici quantitativi; saggi in vitro; saggi in vivo (animali o uomo); messa a punto di un metodo di produzione industriale (scaling-up).
Una polvere puo essere destinata alla compressione se possiede: SCORREVOLEZZA: il materiale deve possedere fluidità e forma delle particele tali da consentire un riempimento preciso e rapido della camera di compressione COMPRIMIBILITA : le particelle devono aggregarsi e rimanere legate dopo la compressione, formando cioè una compressa non friabile Solo pochi PA possono essere compressi direttamente; la maggior parte dei PA richiede presenza di eccipienti e/o granulazione.
COMPRESSIONE Operazione finale della fabbricazione delle compresse. Nella compressione l unità meccanica di base è costituita da due punzoni che agiscono entro una cavità (matrice). La compressa viene formata dalla pressione esercitata sul granulato (o sulla polvere) dai punzoni che operano nella matrice. Tramoggia di carico: provvede, mediante un suo prolungamento chiamato scarpa, ad alimentare la matrice con il materiale da comprimere.
MACCHINE COMPRIMITRICI ALTERNATIVE ROTATIVE Comprimitrici alternative Alternanza di 4 fasi La matrice ed i punzoni sono fissi Scarpa in movimento Variabili: peso delle compresse (reg. punzone inf) Durezza delle compresse (reg. corsa punzone sup.) Produzione: 500-5000 compresse/h Adatta a studiare i fenomeni della compressione Non adatta a prod. industriali
Comprimitrici rotative Scarpa fissa/matrici e punzoni si muovono orizzontalmente Un piatto orizzontale od una corona che gira intorno al suo asse costituisce il supporto della matrice in cui i pori sono posti ad una uguale distanza dal centro. A ciascuna matrice corrisponde la sua coppia di punzoni che ruotano alla medesima velocità La compressione è guidata dal passaggio dei punzoni tra due rulli che li obbligano ad avvicinarsi tra di loro operando la compressione. Variabili: Peso delle compresse (reg. dist.rulli) Durezza delle compresse (posizione punzone inf.) Produzione: Fino a 1000000 compresse/h Possibilità di più strati sovrapposti
COMPRESSIONE DIRETTA Solo per sostanze con buone proprietà di scorrimento, elevata densità al versamento e scarsa friabilità. Solo per alcune sostanze cristalline (es. NaCl, BrNa, IK, canfora, acido acetilsalicilico). Aggiunta di materiale comprimibile che conserva le sue proprietà una volta mescolato con altre polveri: lattosio spray cellulosa microcristallina fosfato bicalcico biidrato Vantaggi compressione diretta: tempi minori costi minori maggiore biodisponibilità assenza di acqua, calore o altri fattori che potrebbero alterare il PA
ECCIPIENTI Gli eccipienti per una FF solida per uso orale devono rispettare i seguenti criteri: inerzia fisiologica accettazione da parte delle autorità sanitarie stabilità chimica e fisica compatibilità con il PA assenza di interferenza con la biodisponibilità del PA carica batterica controllata ed assenza di batteri patogeni disponibilità sul mercato costi relativamente bassi
ECCIPIENTI per compresse Si possono dividere nelle seguenti catgorie: DILUENTI, LEGANTI, LUBRIFICANTI e DISAGGREGANTI In altri casi particolari gli eccipienti possono avere altre funzioni: COLORANTI, EDULCORANTI, TENSIOATTIVI ed AROMATIZZANTI
Diluenti Impiegati per aumentare il volume della polvere da comprimere, cioè quando il PA e gli altri eccipienti non sono sufficienti per fornire una compressa di dimensioni opportune. Amido (che è anche lubrificante, adsorbente, legante e disaggregante; il piu usato è l amido di mais) Lattosio spray (anche legante nella compressione diretta; necessita un lubrificante ed un disaggregante) Mannitolo Cellulosa microcristallina o AVICEL (buon legante e disgregante) Caolino Sali inorganici (Solfato di calcio, fosfato bicalcico)
Confronto tra le proprietà di diversi diluenti Comprimibilità Proprietà di flusso Solubilità Disaggregante Igroscopicità Lubrificante Stabilità Destrosio 3 2 4 2 1 2 3 Lattosio spray-dried 3 5 4 3 1 2 4 Lattosio fast-flo Lattosio anidro 4 4 4 4 1 2 4 2 3 4 4 5 2 4 Sucrosio 4 3 5 4 4 1 4 Amido 2 1 0 4 3 3 3 Amido 1500 3 2 2 4 3 2 4 Calcio fosfato 3 4 1 2 1 2 5 Avicel 5 2 0 2 2 4 5 5 buona/elevata 1 scarsa/bassa 0 nessuna
LEGANTI Impartiscono proprietà coesive alla miscela di polveri che deve essere compressa UTILIZZATI SOPRATTUTTO NELLA GRANULAZIONE AD UMIDO, MA ANCHE IN POLVERE NELLA MISCELA FINALE SACCAROSIO Soluzione 2:1 in acqua Per ottenere granulati duri SALDA D AMIDO 1 parte di amido / 9 parti di acqua Si riscalda per agitazione fino ad ottenere una pasta molle omogenea Si ottengono granuli non molto duri AMIDO 1500 Pasta acquosa al 9-10% GELATINA Si lascia gonfiare in acqua per 15-16 ore e si scalda a bagnomaria Si usa calda (a freddo gelatinizza) la soluzione al 10-20% per impastare polveri Si granula GLUCOSIO Soluzione acquosa 2:1 o 1:1 sono tra le più efficaci per ottenere granulati molto duri e poco polverosi POLIVINILPIRROLIDONE PVP in soluzione acquosa al 10-30% è un buon legante che non ritarda il tempo di disaggregazione delle compresse Per prodotti decomponibili si può usare in etanolo, isopropanolo etc GOMMA ARABICA e GOMMA ADRAGANTE Al 5-6% in acqua sono ottimi leganti ma allungano il tempo di disaggregazione AMIDI TRATTATI (Amido-glucosio-destrina) Amidi pregelatinizzati Si mescolano alle polveri (3-5%), si impasta con acqua e si granula VARI Derivati della cellulosa Metilcellulosa, Carbossimetilcellulosa(CMC) sodica, HPMC, Etilcellulosa (dal 2 al 10% in acqua) Avicel in polvere alla massa da comprimere Glicoli polietilenici (PEG) soluzione acquosa, alcolica, idroalcolica al 10-30% Alcool polivinilico (PVA) soluzione acquosa o idroalcolica al 2-20%
Lubrificanti o agenti antifrizione Hanno un triplice ruolo e si possono distinguere in: a) lubrificanti veri e propri: riducono la frizione tra le particelle e parti metalliche durante la compressione. Es.: stearati (es. di Mg - Polvere finissima molto utile come antigrippante E idrorepellente ed allunga il tempo di disgregazione 0,5-2% Si impiegano anche calcio e sodio stearato) acido stearico - Polvere atomizzata Azione legante pari a quella lubrificante 1-2% talco (debole) lauril solfato di sodio PEG 6000 b) glidanti: riducono la frizione tra le particelle durante la compressione. Es.: gel di silice finemente suddiviso (Aerosil); talco. c) antiaderenti: riducono l adesione ai punzoni. Es.: talco Tutti: Favoriscono la trasmissione delle forze di compressione Rendono le compresse di aspetto lucido
AGENTI ANTIFRIZIONE Solubili Impiegati per compresse effervescenti, hanno un efficienza inferiore ai lubrificanti insolubili in acqua (conc. d impiego = 9%) PEG 4000 PEG 6000 PEG 8000 Sodio laurilsolfato Magnesio laurilsolfato Sodio benzoato Polioxietilen monostearato Gliceril triacetato LUBRIFICANTI Insolubili Magnesio stearato Zinco stearato Calcio stearato Acido stearico Talco Oli vegetali idrogenati Olio minerale (light) Paraffina Cere GLIDANTI Agenti di scorrimento Amido 2-5% Talco 0,3-10% Silicone Calcio silicato 0,5-1% Magnesio carbonato 0,5-2% Magnesio ossido 0,5-2,5% Calcio fosfato bibasico 1,3% ANTIADERENTI Evitano l adesione della polvere ai punzoni (picking) ed alle pareti (sticking) Amido Talco Molti lubrificanti
AZIONE GLIDANTE PROPRIETA COMPARATIVE DI ALCUNI AGENTI ANTIFRIZIONE Agente antifrizione STEARATI METALLICI % del peso totale Azione glidante Azione antiaderente 0,5-2 Scarsa Buona Azione lubrificante Ottima TALCO 1-5 Buona Ottima Scarsa ACIDO STEARICO 1-4 Nessuna Scarsa Buona CERE ALTOFONDENTI 3-5 Nessuna Scarsa Ottima AMIDO 5-10 Ottima Ottima Scarsa
Disgreganti Sono in grado di disgregare ossia di rompere la compressa dopo la somministrazione. Sono in genere sostanze insolubili in acqua, ma capaci di imbibirsi di acqua, facilitandone l ingresso all interno della compressa. Amido naturale o modificato (nel primo caso l acqua penetra per capillarità, mentre nel secondo l amido si rigonfia rompendo la compressa); cellulosa microcristallina (AVICEL),carbossimetilcellulosa (CMC reticolata o crosscaramellosio riportata in FU); polvere di silice; alginati (quello di Ca al 3-5% è uno dei più adoperati); polivinilpirrolidone o POVIDONE reticolato (E un omopolimero del N-vinil-2- pirrolidone - riportato in FU); Amberlite (resine a scambio ionico) HCO - 3 o CO 2-3 + acido citrico o tartarico (miscele effervescenti).
MECCANISMI DI DISAGGREGAZIONE PROMOZIONE DELL AZIONE DI FORZE CAPILLARI Lasciando penetrare acqua all interno della compressa, agiscono perché mantengono una struttura porosa all interno della compressa Amido naturale ed Explotab (derivato semisintetico dell amido di patate), Cellulosa microcristallina (Avicel ) altamente porosa, Amberlite SWELLING Tra questi ricordiamo in particolare gli Amidi trattati (Primogel, Explotab ), Acido alginico e Alginato di sodio (anche a basse concentrazioni pari a 4-5%), Amberlite (resine a scambio cationico costituite derivati dell acidi metacrilico reticolato) POTERE SWELLANTE DI ALCUNI DISGREGANTI: Ultramilopectina > sodio alginato > CMC sodica > gelatina > amido solubile CMC > amido > bentonite PRODUZIONE GAS Per una rapida azione disgregante o quando è richiesta una formulazione solubile Acido citrico + bicarbonato di sodio FUSIONE A TEMPERATURA CORPOREA Possibilità d impiego di solidi basso-fondenti, liquidi a temperatura corporea Tale tecnica non ha in pratica applicazione! AZIONE ENZIMATICA aggiungendo piccole quantità di appropriati enzimi
Bagnanti aumentano la bagnabilità di polveri idrofobe. Favoriscono la penetrazione dell acqua all interno della compressa facilitando l azione dei disgreganti: esteri del sorbitano (Tween e Span); idrossipropilmetil derivati della cellulosa; sali di acidi grassi solfonati (sodio dodecil solfato). Sostanze tampone varie funzioni: proteggere il PA dall azione idrolizzante dei succhi gastrici o ridurre l azione irritante di alcuni PA sulla mucosa o per sostanze che per decomposizione possono liberare tracce di acido nella compressa. Sali di Ca o di Na (gluconato, carbonato, citrato, fosfato); amminoacidi (glicina)
Stabilizzanti Evitano o ritardano l alterazione del PA (antiossidanti) Na matabisolfito o idrosolfito. Adsorbenti Usati se nella miscela esistono sostanze liquide o volatili gel di silice colloidale; talco; amido. Coloranti Per evitare confusione o migliorare l accettabilità. Edulcoranti Aromatizzanti Es. Essenze in polvere
Secondo la F.U. XII si possono distinguere varie categorie di compresse per uso orale: compresse non rivestite, compresse rivestite, compresse effervescenti, compresse solubili, compresse dispersibili, compresse orodispersibili, compresse a rilascio modificato, compresse gastroresistenti, compresse da utilizzare nella cavità buccale.
COMPRESSE RIVESTITE Rivestimento Nucleo Definizione Le compresse rivestite sono compresse ricoperte con uno o più strati di miscele di varie sostanze come resine naturali o sintetiche, gomme, gelatina, cariche inattive e insolubili, zuccheri, plastificanti, polioli, cere, coloranti autorizzati e talvolta aromatizzanti e principi attivi. Le sostanze usate come rivestimento sono di norma applicate come soluzione o sospensione in condizioni in cui si abbia evaporazione del veicolo. Quando il rivestimento è costituito da uno strato polimerico molto sottile, le compresse sono dette compresse rivestite con film. Le compresse rivestite hanno una superficie liscia che è spesso colorata e può essere levigata; la sezione, esaminata mediante una lente, mostra un nucleo circondato da uno o più strati continui con differente struttura.
Il rivestimento può essere un film sottile (rivestimento filmogeno) o molto consistente e duro che può arrivare a raddoppiare il peso iniziale del nucleo. Scopi del rivestimento 1. Migliorare l aspetto (liscio, lucido e colorato); 2. Mascherare odore e sapore sgradevole; 3. Migliorare la deglutibilità; 4. Proteggere il PA dall umidità, O 2 atmosferico e luce; 5. Migliorare la resistenza meccanica; 6. Evitare azione corrosiva sulle mucose; 7. Prevenire incompatibilità (un PA nel nucleo e l altro nel rivestimento oppure due granulati allestiti separatamente e rivestiti prima della compressione).
Ricopertura (sia per granulati che compresse) Ad umido A secco In bassina A letto fluido Rivestimento in bassina bassine di varie forme e materiale riscaldamento con fiammelle, resistenze e, nei modelli più moderni,mediante introduzione di aria calda nella massa di polvere. adatte sia a rivestimento filmogeno che confettatura Rivestimento a letto fluido Ricopertura mediante fluidizzazione del materiale in una corrente di aria calda Utilizzato in genere per granulati (danneggiamento compresse in seguito a sollecitazioni meccaniche)
CONFETTATURA O SUGAR COATING Metodo più classico ed antico che conduce al confetto farmaceutico I nuclei da rivestire vengono fatti rotolare nelle bassine in fasi successive con liq. sciropposi; dopo l evaporazione si ottiene uno strato secco, duro, compatto e resistente agli urti. Processo in diverse fasi: Isolamento del nucleo Scopo: protezione del nucleo dall umidità dei liquidi acquosi utilizzati nelle fasi successive. Bagnatura delle compresse in sol. 10-30% di polimeri naturali o sintetici in un solvente volatile non acquoso (es. alcol etilico, propilico, acetone, acetato di etile, ecc.) Polimeri utilizzati: gomma lacca, metacrilati, acetato di vinile, ecc. (tali polimeri insolubili in acqua riducono la velocità di disgregazione con riduzione della biodisponibilità).
Gommatura Necessaria per l adesione degli strati successivi al primo Bagnatura con sol acquose ad azione legante (alte % di saccarosio, gelatina o gomme naturali) applicazione di polvere per gommatura (generalmente a base di talco e gomma arabica) Accelera il processo di rivestimento Impedisce l adesione delle compresse tra loro Ingrossamento Conferisce forma e volume definitivi. Aggiunta alternativa di soluzioni zuccherine contenenti gelatina, gomma arabica e polveri (destrine, caolino, zucchero in polvere ecc.) L aggiunta della soluzione avviene fino a che le compresse non cominciano ad aderire le une alle altre; a questo punto avviene l aggiunta della polvere fino alla separazione delle compresse. Lisciatura Eliminazione delle rugosità mediante aggiunta di soluzioni sciroppose (60-70% p/v)
FILM COATING Deposizione di una membrana polimerica uniforme e relativamente sottile (20-100 m) sulla superficie di un substrato Applicabile a compresse, granuli, ma anche capsule. La soluzione o dispersione acquosa o in un solvente organico del polimero filmogeno viene nebulizzata sul materiale in movimento. Diverse fasi del processo di filmatura che possono procedere contemporaneamente: 1. Formazione di una goccia di soluzione o di dispersione polimerica; 2. La goccia aderisce alla superficie del substrato, la bagna e si espande; 3. Più gocce, distribuite sulla superficie del substrato coalescono in uno strato continuo che aderisce alla superficie del nucleo; 4. Gocce successive si espandono sugli strati già formati e coalescono a formare il rivestimento dello spessore desiderato. L essiccamento avviene mediante calore
RIVESTIMENTO FILMOGENO (film coating) Goccia Goccia a contatto Goccia si spande Più gocce coalescono Ulteriori gocce formano strati Evaporazione e ottenimento di un film uniforme e secco
FILM COATING Sostanze utilizzate come filmogeni: Derivati della cellulosa PEG ad alto PM Derivati acrilici, metacrilici e vinilici Per ottenere una pellicola sottile, ma resistente si usa un plastificante per veicoli acquosi: glicerina, glicole propilenico o PEG a basso PM (200 o 400) per solventi organici: monogliceridi acetilati, esteri del sorbitano, olio di ricino idrogenato, esteri dell acido ftalico. Altri componenti aggiunti nella soluzione per filmatura: coloranti, opacizzanti (biossido di titanio o talco), tensioattivi (SDS, Span, Tween), dolcificanti ed aromatizzanti.
I polimeri filmogeni possono essere utilizzati in soluzione o sospensione acquosa o di un solvente organico (acetone, etanolo, diclorometano, cloroformio, isopropanolo o una miscela di questi solventi) Preparazioni acquose: Lenta evaporazione dell acqua problemi connessi all umidità ed all essiccamento con calore Preparazioni a base di solventi organici: rivestimento più rapido formazione di vapori tossici ed infiammabili tracce di solventi Metodi di ricopertura filmogena: BASSINA (liquido nebulizzato mediante ugello) LETTO FLUIDO Svantaggi della ricopertura delle compresse mediante letto fluido: Impianto costoso forte consumo di energia usura delle compresse (adatto solo a compresse particolarmente dure)
Svantaggi rivestimento ad umido: impiego di acqua e solventi ritardo della disaggregazione RICOPERTURA A SECCO Il rivestimento, dopo essere stato trasformato in un granulato, viene applicato sui nuclei mediante compressione Granulato per il rivestimento: diametro delle particelle <1 mm ottime caratteristiche di scorrimento proprietà plastiche buone proprietà adesive (ancoraggio al nucleo) Nucleo: forma bombata superficie porosa
RICOPERTURA A SECCO Preparazione 1. Due macchine indipendenti; 2. Una macchina costituita da due rotative accoppiate: a) introduzione nella camera di compressione della prima metà del granulato di rivestimento b) introduzione del nucleo e leggera compressione c) introduzione della seconda metà del granulato e compressione finale Requisiti del rivestimento buona aderenza tra le due parti rivestimento omogeneo (nucleo ben centrato per un rivestimento uniforme) Vantaggi processo interamente a secco processo completamente automatico tempi di disaggregazione più brevi risoluzione dei problemi di incompatibilità possibilità di un azione bifasica È il processo attualmente più diffuso nell industria (nonostante il costo iniziale dell apparecchiatura i costi successivi sono minori ed i procedimenti rapidi)
MATERIALI FILMOGENI GASTROSOLUBILI Requisiti assenza di tossicità solubilità a tutti i ph capacità di formare rivestimenti con buone proprietà meccaniche (tali da fornire una barriera adeguata nei confronti di odori, sapori, sublimazione del principio attivo o di fattori esogeni quali umidità, luce temperatura) caratteristiche possedute da: Idrossipropilmetilcellulosa (HPMC) Idrossietilmetilcellulosa (HEMC) HPMC molto usato forma film caratterizzati da plasticità, flessibilità, continuità e resistenza solubile in acqua (a ph acido o basico) o in solvente organico non ha influenza sulla disgregazione della compressa stabile nei confronti di calore, luce ed aria
HEMC poco solubile in solvente organico, per cui meno utilizzata Altri polimeri utilizzati: Idrossipropilcellulosa (HPC) e sodio carbossimetilcellulosa (SCMC) impiegati sempre in associazione ad altri polimeri Polivinilpirrolidone solubile in acqua (acida o basica) e solventi organici film trasparenti e lucidi, ma appiccicosi ed igroscopici PEG ad alto PM film duri e lucidi che però tendono a rammollire se conservati a temperature elevate
RIVESTIMENTI GASTRORESISTENTI O ENTEROSOLUBILI Rivestimenti non solubili nei succhi gastrici, ma solubili nell intestino Scopi di un rivestimento gastroresistente: prevenire inattivazione del PA nel succo gastrico evitare irritazione della parete gastrica (es. acido acetilsalicilico) evitare influenza negativa del PA sulla digestione permettere al PA di raggiungere l intestino ad una concentrazione efficace per esercitare un azione locale (es. antisettici intestinali) limitare il rilascio del PA nella zona dove viene maggiormente assorbito (es. PA ionizzabili) ottenere una cessione ritardata
RIVESTIMENTI GASTRORESISTENTI O ENTEROSOLUBILI Una compressa gastroresistente o enterosolubile ideale dovrebbe essere solubile nel liquido intestinale già a ph acido; dovrebbe cioè cedere il PA attivo già nel duodeno e nel digiuno, che sono tra l altro le sedi più adatte all assorbimento. Tale requisito è difficile da ottenere in quanto il succo gastrico e quello duodenale presentano una differenza di ph troppo lieve. È da sottolineare inoltre che il tempo di permanenza di una compressa nel duodeno è molto breve Intestino tenue: duodeno, digiuno ed ileo Intestino crasso: cieco, colon e retto DUODENO Stomaco ph 1-3,5 Duodeno ph 5-6 Ileo ph 7.8 Colon ph 6.8
POLIMERI PER RIVESTIMENTO GASTRORESISTENTE In passato sono stati utilizzate sostanze con gruppi debolmente acidi che però si dissociavano solo a livello dell ileo. Es. Gomma Lacca miscuglio di esteri di vari alcoli con acidi idrossicarbossilici e contenenti il 10% di cere di origine naturale (insetti) gruppi acidi di forza insufficiente composizione non costante tendenza alla resinificazione non più usata Acetoftalato di cellulosa miscela di esteri della cellulosa con acido acetico ed acido ftalico (per ogni molecola di glucosio 3 ossidrili liberi di cui 1/2 esterificati con acido acetico e 1/4 con acido ftalico) non solubile a ph 5,5 e sol a ph 5,8 nel tratto GI solubilizzazione anche a ph 5,5, forse per azione degli enzimi intestinali sul legame estere igroscopico permeabile a composti ionici (KI o NH 4 Cl) utilizzato in soluzione alcolica o in acetone Acido ftalico
Polivinilacetoftalato rispetto al precedente meno permeabile a umidità e fluidi gastrici ionizzazione ad un ph più basso (rilascio anche nel duodeno) Idrossipropilmetilcellulosa ftalato (HPMCP) solubile a ph 5 EUDRAGIT copolimeri di esteri metacrilici in differenti rapporti Diversi tipi di Eudragit R 3 CH 3 R 1 =CH 2 CH 2 N(CH 3 ) 2 non gastroresistente C CH 2 C CH 2 C O C O OR 1 OR 2 R 1 =H R 2 =R 3 =CH 3 EuL: facilmente solubili nel succo intestinale > cont di acido metacrilico ~50% solubile a ph 6 EuS: difficilmente sol nel succo intestinale ~30% di acido metacrilico solubile a ph 7 Eu RL e RS insolubili permeabili all acqua
COMPRESSE EFFERVESCENTI Definizione Le compresse effervescenti sono compresse non rivestite generalmente contenenti sostanze acide e carbonati o bicarbonati che reagiscono rapidamente in presenza di acqua sviluppando anidride carbonica. Sono destinate ad essere disciolte o disperse in acqua prima della somministrazione.
COMPRESSE SOLUBILI Definizione Le compresse solubili sono compresse non rivestite o rivestite con film. Sono destinate ad essere disciolte in acqua prima della somministrazione. La soluzione ottenuta puo essere leggermente opalescente a causa degli additivi utilizzati nella preparazione delle compresse COMPRESSE DISPERSIBILI Definizione Le compresse dispersibili sono compresse non rivestite o rivestite con film destinate ad essere disperse in acqua prima della somministrazione dando una dispersione omogenea. COMPRESSE ORODISPERSIBILI Definizione Le compresse orodispersibili sono compresse non rivestite destinate ad essere poste nella bocca dove si disperdono rapidamente prima di essere inghiottite.
Compresse a rilascio modificato Definizione Le compresse a rilascio modificato sono compresse rivestite o non, contenenti eccipienti speciali o preparate con procedimenti speciali che, separatamente o insieme, sono studiati per modificare la velocità, il sito o il tempo al quale il o i principi attivi sono rilasciati. Le compresse a rilascio modificato comprendono compresse a rilascio prolungato, a rilascio ritardato, a rilascio pulsatile. Compresse gastroresistenti Definizione Le compresse gastroresistenti sono compresse a rilascio ritardato preparate per resistere al fluido gastrico e rilasciare il o i loro principi attivi nel fluido intestinale. Sono preparate rivestendo le compresse con una sostanza gastroresistente (compresse a rivestimento enterico) o da granuli o particelle già ricoperti con un rivestimento gastroresistente. Le compresse ricoperte con un rivestimento gastroresistente sono conformi alla definizione di compresse rivestite.
COMPRESSE DA UTILIZZARE NELLA CAVITÀ BUCCALE Definizione Le compresse da utilizzare nella cavità buccale sono, di norma, compresse non rivestite. Sono formulate in modo da dare un rilascio lento e azione locale del o dei principi attivi o il rilascio e assorbimento in una zona definita della bocca. Soddisfano alle specifiche della monografia Preparazioni oromucosali (1807).