Gestire classi difficili

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Gestire classi difficili

Cosa vuol dire difficili? Stabilire e condividere tra gli insegnanti degli standard, cioè delle condotte che essi si aspettano dagli allievi relativamente all autonomia, alla responsabilità, all attenzione, alla cooperazione,all interazione con l autorità. Articolare gli standard in comportamenti osservabili

Definire e condividere regole Regole: norme assolute che ogni soggetto presente in classe è chiamato a rispettare. Dal momento in cui sono emanate e condivise, non possono essere messe disattese o messe continuamente in discussione ( es. portare materiale necessario, rispettare i tempi, rispettare lo spazio, chiedere il permesso prima di usare cose degli altri, completare le attività programmate, chiedere l aiuto dell insegnante quando non si capisce, non disturbare i compagni quando si lavora in classe ecc..)

Definire e condividere procedure Le procedure sono le modalità consuete da mettere in atto per fare le cose, maniere specifiche di compiere un attività. Una procedura deve esprimere cosa viene fatto, da chi, in che modo, dove,quando, per quale motivo. Possiamo suddividere le procedure in 5 aree effettive: Relative all utilizzo spazio classe Da rispettare fuori dell aula Da seguire nelle attività in classe Da seguire nei lavori di gruppo All inizio o fine delle lezioni, durante le interruzioni o visite esterne

Coinvolgere gli alunni Gli studenti devono conoscere standard, regole e procedure, devono essere messi in condizione di partecipare alla loro stesura e alla loro verifica periodica ( contratto formativo) Standard, regole e procedure devono essere chiari, ragionevoli e attuabili. Vanno condivisi anche con le famiglie ( patto di corresponsabilità) Una volta approvate devono essere rispettate da tutti; chi non le rispetta va sanzionato immediatamente e in modo congruente Esprimere in termini chiari la dominanza dell insegnante

Miglioramento della gestione della classe Organizzazione dello spazio e delle attività ( disposizione banchi, cattedra, articolazione del tempo, routines) Ruolo della comunicazione verbale e non verbale ( stile comunicativo dell insegnante) Ascoltare i vissuti, le emozioni, le aspettative dei ragazzi rispetto ai processi di apprendimento ( attenzioni comunicative) Costruire un clima di classe positivo ( sensazioni emotive piacevoli, responsabilizzazione, partecipazione, fiducia, aspettativa positiva) Strategie di conduzione delle attività didattiche, incoraggiando la partecipazione degli allievi e le emozioni positive ( graduale complessità, chiarezza nelle consegne, strutturazione rigorosa dei tempi e dei materiali) Suscitare la motivazione, anche offrendo stimoli iniziali che richiamino l attenzione ( es. uso di ICT, modello ARCS di J. Keller, attenzione, rilevanza, fiducia, soddisfazione) Flessibilità nelle strategie didattiche anche attuando forme di personalizzazione e individualizzazione

I comportamenti inadeguati Cause personali Cause familiari Cause sociali Cause scolastiche: clima di classe negativo,insuccesso, paura dei voti, comunicare scarsa fiducia, eccessiva indulgenza, autoritarismo, monotonia nell attività didattica.

Agire sul piano disciplinare Evitare la collera ( conflict cycle) Interventi educativi calmi, immediati anche con uso di modalità comunicative non verbali Esplicitare il comportamento scorretto, aiutare l allievo ad apprendere dai suoi errori, Accompagnare, guidare, aiutare al comportamento positivo, valorizzare il comportamento positivo ( relazione, empatia) Interventi disciplinari punitivi, chiari e tempestivi, evitando che siano dannosi per l equilibrio del ragazzo e della classe

Intervento Osservazione sistematica, raccolta dei dati e loro interpretazione condivisa Alleanza con i genitori Interventi punitivi positivi: timeout ( allontanare la persona da qualcosa di gradevole) costo della risposta ( far seguire un comportamento riparatore) ipercorrezione ( eseguire una correzione marcata del suo comportamento problema)