--- Capitolo dodicesimo LA CARTA



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--- Capitolo dodicesimo LA CARTA Introduzione Quella sulla carta sarà l ultima delle mie lezioni, ma non per questo la considero meno importante delle altre. La carta è il supporto fisico che dà corpo al libro. Una carta giusta lo valorizza e una carta sbagliata lo danneggia. Ma per scegliere la carta giusta, dobbiamo anche sapere a che tipo di libro stiamo lavorando. Per un romanzo o per un saggio sceglieremo una carta uso mano, mentre per un libro corredato di immagini una patinata lucida o matta. E ancora. La carta ha diverse sfumature di colore. Queste entreranno nel testo come quinto o sesto colore se il testo è corredato di immagini a colore. Inoltre la carta ha un suo peso. Il peso della carta determina la dimensione del dorso, ma una carta troppo leggera o troppo pesante crea problemi in fase di piegatura del foglio. Questi solo alcuni elementi da considerare nel momento di scegliere la carta. Il redattore deve sapere anche che le cartiere più importanti forniscono diversi campionari di carta e cartoncini da cui è possibile scegliere il tipo di carta più adatto, ma deve anche sapere che non sempre i magazzini locali dispongono del tipo di carta scelto. Sarà opportuno, quindi, ordinare in anticipo il quantitativo di carta necessario alla stampa del volume, ma questo significa ancora una volta programmare il lavoro. Il quantitativo di carta dipende, infatti, dal formato del volume, dal numero di pagine e dalle copie da stampare. Vale la pena ribadire che non c è passaggio nella lavorazione di un volume che non richiami quello successivo o che addirittura non sia costretto ad anticiparlo. Ma entriamo nel concreto. La carta. Un po di storia. La più antica fabbricazione della carta risale ai cinesi verso il I secolo d.c. Dalla Cina il segreto della fabbricazione passò in Corea e in Giappone soltanto tra il secolo VI e il VII. Attraverso la Persia e il Turkestan, nel VII secolo, giunse agli Arabi. Furono gli Arabi a portare la carta in Europa. La più antica cartiera europea fu quella di Játiva (San Felipe di Valencia) in Spagna che risale al XII secolo. In Italia sorsero nel XIII secolo le prime cartiere di una certa importanza. Nel 1235 sulla Riviera Ligure, nel 1268 a Fabriano, nel 1275 a Bologna, nel 1340 a Padova e a Treviso. L Ungheria introdusse la carta nel 1300, la Francia nel 1350, la Germania nel 1390, l Inghilterra nel 1494, la Russia nel 1576, l Olanda nel 1586, l America nel 1690 e la Svezia nel 1698. La prima macchina per la produzione industriale (macchina continua, opera del francese Robert) fu impiantata nel 1799 nella cartiera Didot a Essones in Francia. Materie prime e produzione La carta è essenzialmente un prodotto di fibre. È composta essenzialmente da pasta di legno, cellulosa pura, pasta di stracci e carta riciclata. 1

La pasta di legno è un legno depurato di piante d alto fusto annuali. La cellulosa è la principale componente delle pareti cellulare delle piante. Il legno è cellulosa al 50%, il cotone è cellulosa quasi pura. La cellulosa si prepara dalla pasta di legno, sottoposta a cottura con procedimenti chimici. La pasta da stracci e la carta da macero sono materiali che vengono riciclati nel processo produttivo. Importanti ai fini della produzione della carta sono i processi chimici a cui questa è sottoposta. Per esempio il cloro è uno sbiancante notevole della materia prima. Sulla carta vanno dette due cose. La prima è che la maggiore percentuale di cellulosa determina la qualità della carta. La seconda è che la produzione di carta è fortemente inquinante e nociva per l ambiente. Inquinante perché i prodotti chimici usati e scaricati in fiumi e corsi d acqua sono fortemente dannosi. Nocivo per l ambiente perché le materie prime usate sono ricavate dal legno e, quindi, le cartiere contribuiscono al diboscamento. Da qui la necessità di usare carta riciclata senza sbiancati. Il processo si può così delineare: carta nuova sbiancata al cloro. Sino ad alcuni anni fa l unico tipo di carta disponibile. La sua produzione è legata ad un ingente uso d acqua ed energia, e il processo di sbiancamento porta a inquinare gravemente l acqua che, uscita dalle fabbriche, ritorna a immettersi in fiumi e laghi. La materia prima è il legno, risorsa naturale non illimitata. Per ottenere cellulosa e pasta di legno si abbattono sempre più alberi. L abbattimento degli alberi provoca fenomeni di erosione molto preoccupanti; carta nuova sbiancata senza cloro. Presenta la stesso consumo di acqua ed energia. Lo sbiancamento, comunque, avviene senza cloro, ma con preparati a base di ossigeno. Le acque di scarico sono decisamente meno inquinanti; Carta riciclata (100% fibre di recupero). Viene ottenuta solo attraverso materiale di recupero, ovvero attraverso carta da macero; Carta riciclata originale o ecologica. Viene ottenuta al 100 % da fibre di recupero. La cartiera non usa alcun prodotto chimico né per decolorare né per sbiancare. Il modesto consumo di materie prime, di energia, di prodotti chimici fa di questo prodotto l alternativa più ecologica. Dimensioni della carta. Il formato UNI Lo standard UNI è nato per uniformare diverse grandezze. Tra queste grandezze rientrano i formati della carta. I formati unificati sono classificati con le sigle A, B, C. Il formato base della serie A è l A0 e misura mm 841 X 1189. Il formato base della serie B è la B0 e misura mm 1030 X 1460. Il formato base della serie C è la C0 è misura mm 950 X 1340. Gli altri formati delle tre serie si ottengono per dimezzamento della serie base. I formati della serie A prendono il nome di A1, A2, A3, ecc. I formati della serie C sono destinati ad accogliere gli stampati delle serie A e quelli della serie B sono destinati ad accogliere quelli della serie C. Per esempio, la serie A prevede il formato di un volume, la C il formato della copertina e la serie B il formato di un cartone destinato a contenere entrambi. Nella pagina accanto uno schema delle tre serie con i relativi formati. 2

Nelle due immagini precedenti rapporti tra la serie A, B, C. 3

Formato carta e formato pagina I formati carta più comuni usati dalle tipografie non sono unificati. Ciò dipende in gran parte dal formato macchina. I formati più comuni sono il 70 X 100 e il 64 X 88. Da questi formati si ricavano i formati pagina più comuni dei volumi editoriali. Dal formato carta 70 X 100 possiamo ricavare 2 locandine cm 50 X 70 o quattro cm 35 X 50. 16 pagine nel formato 25 X 35 o 32 pagine nel formato 17,5 X 25. Questi formati sono grezzi nel senso che per avere il formato finito bisogna togliere lo spazio per il taglio e quello per la pinza di macchina. Lo spazio pagina finito per il 17,5 X 25 è il 17 X 24. Dal 68 X 88 possiamo ricavare 2 locandine 44 X 64 oppure 4 nel formato 32 X 64, 8 pagine nel formato 22 X 32 o 16 pagine nel formato 16 X 22. Per informazioni più precise è bene comunque consultare il tipografo. In questa sede è bene non confondere forma di stampa con foglio. Se in una forma entrano otto pagine, sul foglio ci saranno 16 pagine dal momento che le forme saranno 2 (una per stampare la bianca e l altra per stampare la volta). Inoltre è bene non confondere il formato grezzo e quello finito di una pagina. Vale a dire che dal formato grezzo vanno sottratti i margini per la pinza di macchina e per il taglio. E quindi ogni foglio di carta, stampato nei due lati, forma una segnatura (vedi il capitolo dedicato alle tecniche di stampa). Di seguito riporto alcuni esempi di formati di carta. Il peso della carta Il peso della carta si calcola per m 2. Da 10 g a 150 g. possiamo parlare di carta, da 150 g a 350/400 g. di carton- 4

cino, da 400 g. a 1200 g. di cartone. La carta si vende in risme di 500 fogli. È importante, però, sapere il peso effettivo di un foglio di carta. Il peso, lo abbiamo detto, è per mq. Ciò significa che un foglio 70X100, non pesera certo 100 g. Il calcolo a cui dobbiamo ricorrere è il seguente: gr mq X 70 X 100 / 10000. Nel nostro caso il peso della carta è 100 g. Il peso effettivo del nostro foglio sarà di 70 g, applicando la formula sopra riportata. Se moltiplichiamo 70 g X 500, otterremo il peso di una risma. 35000 g pari a 35 Kg. È di pari importanza sapere il numero di fogli occorrenti per la stampa di un volume. Ma per fare questo calcolo dobbiamo sapere quante pagine rientrano in un foglio di carta. Ammettiamo di voler stampare 5000 copie di un volume di 160 pag e che in ogni lato del foglio entrino 8 pagine, sappiamo che per stampare il volume occorrono 10 fogli. Per stampare 5000 occorreranno 50000 fogli. La grammatura richiesta è di 120 g. Dobbiamo, quindi, ricavarci il peso del foglio 70 X 100. Il peso è di 84 g. Sappiamo anche che 50.000 fogli corrispondono a 100 risme di carta e che ogni risma pesa 42.000 g., ovvero 42 Kg. Quindi, il peso effettivo della carta sarà di 4200 Kg. Ci sarà facile calcolare il costo della carta, dal momento che le cartiere per la carta parlano di costo al Kg. Da quanto detto si arguisce che quando un tipografo parla di peso della carta parla di un peso non effettivo (un peso di 120 g non corrisponde effettivamente al peso di un foglio di carta). Il peso della carta è detto grammatura. Abbiamo così la carta di grammatura 90, grammatura 100, grammatura 120. Per un volume la grammatura ottimale va da 90 a 120 g. Una carta più leggera o più pesante crea problemi di piega. Più aumenta la grammatura della carta, maggiore sarà la dimensione del dorso. Per definire la dimensione del dorso, si può ricorrere al tipografo che già sa di quante pagine sarà il volume e che tipo di carta abbiamo scelto, oppure farci preparare un facsimile del nostro volume con la carta scelta. A parità di grammatura carte differenti sviluppano uno spessore diverso. Una uso mano da 120 g avrà uno spessore maggiore di una patinata di analogo peso. Il senso di fibra della carta Abbiamo detto che la carta è un insieme di fibre. Queste generalmente hanno un orientamento orizzontale al lato più lungo. Normalmente le cartiere indicano sulla confezione della risma il verso della fibra. Il foglio di carta viene posto in macchina da stampa in modo che il senso della fibra sia parallela all asse del cilindro di stampa. Per evitare deformazioni del volume, il senso di fibra dei fogli deve essere parallelo al dorso del volume. 5

Qualità e tipi di carta La carta viene sottoposta in fase di stampa e di successive lavorazioni a forti pressioni. Una buona carta non deve strapparsi in fase di stampa. Inoltre deve trattenere l inchiostro in superficie. In mancanza di questa qualità potrebbero verificarsi fenomeni di controstampa, ovvero l impressione di testo sul retro del foglio. Questo fenomeno non va confuso con la possibilità di vedere in controluce il retro di una pagina stampata. Senza entrare in troppi particolari le carte da stampa si classificano in uso mano e patinate. Le carte uso mano sono più adatte alla stampa di solo testo, mentre le patinate sono più adatte alla stampa di immagini. All interno di queste due categorie c è una notevole scelta di carte di diversa qualità e costo. Le carte uso mano possono, per esempio, essere bianche o leggermente colorate, ruvide o lisciate così come le patinate possono essere lucide o matte. Ma la scelta della carta dipende essenzialmente dal volume che si intende realizzare. 6