PREMESSA. 1) Scelta del diffusore.

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Transcript:

Avvertenza: Le idee, i concetti, le rappresentazioni e le immagini manifestati nel presente documento sono di proprietà esclusiva dell autore, e non possono essere divulgati, copiati o diffusi senza la sua inequivocabile autorizzazione PREMESSA Nella progettazione di un impianto audio è assolutamente necessario tenere presente che gli altoparlanti fra di loro danno origine comunque a conflitti e influenze reciproche. Questi fenomeni possono essere così importanti da invalidare l eventuale abbondanza di diffusori. Lo scopo di un Sound Systems Designer è appunto quello di far si che le esigenze di copertura, e di pressione siano adeguate allo scopo prefissato, e a tal guisa si tengono in priorità i cinque passi attinenti la composizione di un sistema audio.: 1) Scelta del diffusore. A seconda della pressione, e dell angolo di copertura richiesto si sceglie il diffusore più adatto tenendo presente le qualità intrinseche del componente. Lo scopo principale dell amplificazione audio è quello di portare ciò che esce dal mixer audio, alle orecchie dell ascoltatore, senza introdurre rilevabili differenze. Questa naturalmente è un utopia, ma ci si può ragionevolmente avvicinare. Siccome le frequenze da riprodurre vanno da un minimo do 20 Hz ad un massimo di 20.000 Hz, è chiaro che il loro comportamento sarà differente a seconda della frequenza. Se l audio fosse monofrequenza, come per esempio un SONAR, sarebbe molto più facile prevedere la direzionalità, e di conseguenza controllarne il puntamento. Quindi la scelta del diffusore è fondamentale. 2) Posizionamento del diffusore. Proprio perché è importante il controllo della direzionalità, è evidente che la posizione rispetto al pubblico, e agli altri altoparlanti va presa in seria considerazione, e valutata calcolandone la minima interazione, il minor conflitto, con la massima efficienza. 3) Equalizzazione. La linearità, e la sua ottimale risposta in frequenza va ottenuta per la massima chiarezza del sistema. Non necessariamente deve essere eguale sui livelli, ma deve esse correlata con la acustica della venue e ciò che si vuole ottenere. 4) Delay. Ogni diffusore deve essere allineato nel tempo e nella fase, per poter ottenere un sistema che si muove all unisono in ogni sua parte, e siccome gli ascoltatori, e i diffusori sono in posizioni diverse tra loro, il ritardo da applicare diventa fondamentale 5) Studio dei lobi. Ogni diffusore ha una sua propria figura di copertura, nel senso verticale e orizzontale. Questa figura si chiama lobo, e lo studio della interazione fra lobi diversi porta ad un risultato di copertura uniforme e coerente.

Scegliamo quindi un diffusore: In questo caso troviamo che il Meyersound UPA1-P può rispondere ai nostri requisiti. Inserito nell area da coprire, sul piano orizzontale il suo lobo di copertura risulta questo: Ed il suo andamento in frequenza misurato con il microfono di misura posizionato a c.a. 20m, al centro e sulla gradinata prospicente: Si può vedere che la risposta in frequenza è abbastanza lineare, e la pressione intorno ai 90 Db. SPL. Le irregolarità che si vedono sono dovute a riflessioni nel punto di misura.

Facciamo lo stesso con un diffusore di destra: Abbastanza simile. Ed ecco la somma dei due diffusori

Si noti come il raddoppio porta a circa 96 Db SPL Si può però notare che esiste una piccola area al centro che risulta coperta in maniera inferiore. Quindi pensiamo ad una singola piccola cassa posta al centro del palco e messa in posizione orizzontale,come front fill a copertura delle prime file.

Sempre alla stessa distanza il valore del center fill e intorno ai 84 Db SPL. Quindi abbanza appropriato per le prime file, ma non sufficientemente elevato per interferire con la copertura del L&R. A questo punto l area coperta dovrebbe essere completa. Ma se proviamo a simulare il tutto ecco cosa otteniamo: Si possono osservare buchi e picchi in zone diverse della risposta in frequenza dovuti al tempo di arrivo diverso per i due fronti di casse (L&R e Center), e questo è notevolmente più enfatizzato per tutte le aree dell audience.

Ecco i tempi di arrivo al nostro microfono. Bisogna quindi inserire un piccolo ritardo nel center per allineare il tutto, ed ottenere la sovrapposizione corretta. Questo lo possiamo fare con il Loudspeaker management denominato GALILEO 616, il quale possiede n 6 ingressi, e n 16 uscite tutte quante controllabili ne tempo e nel livello, comprensivo di equalizzatori parametrici e grafici, nonché di compensazione atmosferica(temperatura e umidità).naturalmente vanno bene anche altri controller:bss,xta,klark Teknik,etc. etc.

Ed ecco l allineamento Ed ecco il risultato finale: Possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti. Il segnale è allineato, il sistema suona in modo omogeneo sommandosi nelle sue tre parti, e la pressione è ragionevolmente appropriata da permetterci di amplificare la maggior parte di eventi che vogliamo riprodurre. Manca solo un cosa: I bassi.

Questo capitolo merita un approccio particolare, perché bisogna sfatare alcune convinzioni radicate nella classica cultura tecnica, e introdurre alcuni concetti nuovi. La classica disposizione dei sub prevede due blocchi di bassi :un Left e un Right: Ed ecco cosa accade a una frequenza di 63 Hz.

Risulta evidente la differente pressione in punti diversi dell area, si noti come si creino buchi e picchi, ma se misuriamo con il nostro microfono posto esattamente al centro: Sembra un buon risultato, ma se ci si sposta anche solo di un metro in senso laterale ecco: E chiaro che questa disposizione dei sub non garantisce una uniformità di pressione. E Allora? Proviamo a metterli al centro. Vediamo come si comporta anche solo un sub.

Ottimo, direi che la posizione è buona. Allora possiamo pensare ad un altro piccolo problema: il sub è omnidirezionale, questo significa che ce lo ritroviamo anche sul palco. Allora adottiamo un piccolo trucco: usiamo 2 sub, uno di fronte all altro, ma ad una distanza nota, per esempio un metro, e quello dietro lo ritardiamo esattamente di un metro(c.a. 2,93 ms) e lo giriamo di polarità (180 ). Quindi chi li vede dal palco ascolta due sub che per lui sono in opposizione di fase, quindi tendono ad annullarsi, mentre chi sta davanti sente due sub che hanno una distanza fra loro di un metro, ma siccome la lunghezza d onda delle frequenze riprodotte(bassi) è significativamente più lunga, la loro distanza diventa insignificante ai fini della somma:. Ed ecco il risultato: Praticamente cardioide.

E abbiamo comunque la somma (96 Db SPL) nell area che ci interessa. Ed ecco tutto l insieme: Le piccole differenze di linearità sono dovute alla mancanza di equalizzazione, che va effettuata nel luogo di istallazione.

Piano Verticale Teste Front Fill Subs

Diffusione totale con metà potenza applicata A seguire esempi con metà potenza applicata e senza subs con misurazioni ad intervalli di un metro dall ultimo gradino alla prima fila. Come si vede la pressione, e l andamento in frequenza è abbastanza uniforme e omogeneo. 17m 4 gradino 16m 3 gradino

15m 2 gradino 14m 1 gradino 13m 10 fila 12m 9 fila 11m 8 fila

10m 7 fila 9m 6 fila 8m 5 fila 7m 4 fila 6m 3 fila

5m 2 fila 4m 1 fila Come si può vedere i livelli di pressione sonora e l andamento in frequenza sono abbastanza simili sia nelle prime che nelle ultime file. Questo è quello che si prefigge un Sound Systems Designer, in maniera tale che tutto il pubblico senta in maniera omogenea in qualunque posto si trovi. Il guadagno per il Sound Engineer sta nel fatto che può maneggiare un sistema assolutamente allineato e controllato nelle sue parti, e quindi viene molto facilitato nell utilizzo di filtri, effetti e quant altro necessario all artista per ottenere il risultato previsto, concentrandosi solo ed esclusivamente sulla qualità sonora dell artista stesso.