L oscilloscopio: introduzione

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Capitolo 4: Tabelle. y(x) = x 3 ì 2x. Capitolo 4: Tabelle 67. Nota: le tabelle non sono disponibili nel modo di rappresentazione grafica 3D.

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L oscilloscopio: introduzione Ampiezza y Tubo a raggi catodici canale Y canale X segnale base tempi asse tempi t ingresso L oscilloscopio è uno strumento che visualizza su uno schermo l andamento di una tensione in funzione del tempo. Con questo strumento si possono eseguire misure di tempo e di ampiezza della forma d onda presentata all ingresso.

Principio di funzionamento Il tubo a raggi catodici di un oscilloscopio tradizionale è composto da: un cannone elettronico che emette un fascio di elettroni ben collimato 2 coppie di placchette deflettrici disposte a 90 fra di loro uno schermo sulla cui parte interna è depositato del materiale fosforescente che si illumina se colpito da un fascio di elettroni Gli spostamenti lungo gli assi x e y sono proporzionali alla tensione applicata alle placchette deflettrici: D V d

La base dei tempi V segnale rampa 1 quadro 2 quadro 3 quadro 5 quadro 6 quadro t Applichiamo alle placchette relative una tensione V dx funzione del tempo(tensione a rampa): V dx = Kt Allora lo spostamento lungo l asse x è proporzionale a t: D x V dx t Si ottiene una immagine o quadro che scompare subito dopo il passaggio del pennello di elettroni. Risulta allora necessario applicare alle placchette deflettrici orizzontali una successione di rampe cioè generare una tensione a dente di sega (se la successione di quadri avviene con una ripetizione superiore a 10 volte al secondo l occhio vede l immagine fissa).

Il trigger V soglia del trigger segnale t rampa 1 quadro attesa 2 quadro t

Regolazioni dell oscilloscopio

Regolazioni dello schermo Lo schermo è dotato di una griglia fatta (sempre) di 10 divisioni orizzontali e 8 divisioni verticali. Controlli dello schermo INTENS intensità della traccia FOCUS messa a fuoco traccia TR (trace rotation): regolazione per rendere perfettamente orizzontale la traccia

Regolazioni della sezione verticale Ci sono tante sezioni verticali quanti sono i canali dell oscilloscopio (di solito almeno due) primi due controlli della sezione verticale sono: I position, per regolare la posizione verticale (offset) della traccia sullo schermo; volt/div, per regolare il guadagno verticale ( vertical gain, vertical sensitivity).

Regolazioni della sezione verticale La sezione verticale comprende, poi, il controllo per l accoppiamento ( coupling) del segnale con lo strumento DC: accoppiamento in continua (segnale collegato direttamente all oscilloscopio); AC: la componente continua è rimossa inserendo un condensatore in serie; GND: il segnale è scollegato dall oscilloscopio, a cui è applicata una tensione nulla;

Regolazioni della sezione verticale Nella sezione verticale troviamo anche il controllo per visualizzare più canali simultaneamente. Oltre a scegliere quali canali visualizzare (can. 1, can. 2, canali 1 e 2, ecc.), possiamo scegliere tra due modalità di visualizzazione simultanea: alternate e chop. modo alternate modo chop

Regolazioni della sezione verticale Infine, è possibile visualizzare la forma d onda somma o differenza di due canali. segnale I somma di I+II segnale II

Regolazioni della sezione orizzontale La sezione orizzontale è unica. I due controlli principali sono: x position, per regolare la posizione orizzontale della traccia sullo schermo; time/div, per regolare la velocità della base dei tempi o tempo di spazzolamento ( timebase,sweep time).

Regolazioni della sezione orizzontale Un altro importante controllo della sezione orizzontale è quello che permette di passare dalla visualizzazione in modo normale a quella in modo XY. In modo XY l oscilloscopio visualizza la curva di equazione x=x(t); y=y(t) essendo x(t) e y(t) i segnali all ingresso dei canali I e II

La sezione di trigger L uso della sezione trigger è meno intuitivo ma molto importante. Una corretta impostazione del trigger è indispensabile: per ottenere un immagine stabile sullo schermo; per visualizzare il segnale nel modo voluto e più utile. Segnale non triggerato Segnale triggerato

Regolazione del trigger Per ottenere una traccia stabile sullo schermo è necessario: che il segnale in ingresso sia periodico; che esso venga tracciato partendo sempre dalla stessa fase (dallo stesso istante rispetto all inizio di un periodo).

Regolazioni del trigger Il trigger può essere regolato in automatico (AT) o in NORM. Nel primo caso la spazzolata parte automaticamente; nel secondo caso l istante di trigger è quello in cui il segnale raggiunge un certo valore (trigger level) con pendenza di segno fissato (trigger slope) slope positiva (+, ) slope negativa (-, ) trigger level

L hold-off Un altro controllo della sezione trigger, importante per alcuni tipi di segnali, è quello di hold-off ( trattenimento del trigger) Permette di fissare un tempo, successivo allo spazzolamento, in cui il verificarsi della condizione di trigger è ignorato. In questo esempio, grazie alla regolazione opportuna dell hold-off, lo spazzolamento viene eseguito sempre sul solo primo impulso di ogni sequenza di tre, ottenendo un immagine stabile.

Visualizzazione dei segnali CH I/II DUAL ADD azione OUT OUT OUT Mostra solo CH I, trigger su CH I IN OUT OUT Mostra solo CH II, trigger su CH II OUT IN OUT CH I e CH II mostrati alternativamente, trigger su CH I IN IN OUT CH I e CH II mostrati alternativamente, trigger su CH II OUT OUT IN IN OUT IN I segnali CH I e CH II sono sommati e mostrati su una singola traccia, trigger su CH I I segnali CH I e CH II sono sommati e mostrati su una singola traccia, trigger su CH II OUT IN IN CH I e CH II mostrati simultaneamente, trigger su CH I IN IN IN CH I e CH II mostrati simultaneamente, trigger su CH II

Altre regolazioni X-MAG: inserendo questo comando, la scala orizzontale è ingrandita 10 volte. Ad esempio, se TIME/DIV è posizionato su 1 ms per divisione and X-MAG è inserito, la scala è cambiata in 0.1 ms per divisione. invert: quando il tasto INVERT è inserito, il segnale visualizzato viene invertito. Questo comando può essere utilizzato, insieme ad ADD, per fare la differenza di due segnali.