La malattia professionale Avv. Luca De Menech Busto Arsizio, 21 aprile 2017
La malattia professionale è la patologia che sia stata contratta dal lavoratore nell esercizio e a causa delle lavorazioni cui è adibito. (art. 3, D.P.R. n. 1124/1965) INCAPACITA MORTE 2
La tutela assicurativa della malattia professionale ENTE ASSICURATORE SOGGETTO ASSICURATO: LAVORATORE SOGGETTO ASSICURANTE: DATORE DI LAVORO Coloro che in modo permanente o avventizio prestino alle dipendenze e sotto la direzione altrui opera manuale o, in alcuni casi, intellettuale retribuita (in qualunque forma), inclusi coloro che sovraintendono ai lavori e alcune figure particolari (es. amministratori società, insegnanti etc.). Sono assicurate le attività «pericolose». Persona fisica, persona giuridica (es. società, cooperative etc.) ed organizzazioni sindacali che occupino anche una sola persona soggetta a tutela assicurativa obbligatoria. 3
L evoluzione della tutela assicurativa e l onere della prova IN ORIGINE: SISTEMA TABELLARE! Tutela assicurativa per le malattie elencate in apposite tabelle allegate al D.P.R. n. 1124/1965.! Presunzione legale dell origine professionale (salvo che per patologie multifattoriali o comunque manifestatesi oltre il termine previsto dalle tabelle)! Onere prova per il lavoratore: (i) adibizione a mansioni indicate nelle tabelle e (ii) esistenza della malattia prevista dalle tabelle! Possibilità per INAIL di superare la presunzione legale ove dimostri: i. adibizione sporadica od occasionale del lavoratore alla mansione tabellata ii. esposizione all agente patogeno in misura non sufficiente a causare la patologia iii. riconducibilità della patologia ad una causa extra-lavorativa 4
L evoluzione della tutela assicurativa e l onere della prova INTERVENTO C. COST. (SENT. 179/88) E ART. 10 D. LGS. 38/2000 SISTEMA MISTO! Estensione copertura assicurativa INAIL anche alle malattie professionali non elencate nelle tabelle allegate al D.P.R. n. 1124/1965.! Onere della prova per il lavoratore: i. esistenza della malattia ii. caratteristiche morbigene della lavorazione; iii. rapporto causale tra la malattia e il lavoro concretamente svolto 5
Prestazioni INAIL in caso di malattia professionale PRESTAZIONI SANITARIE Cure mediche e chirurgiche Accertamenti clinici Forniture di protesi Cure termali 6
Principali prestazioni INAIL TRATTAMENTO ECONOMICO INABILITÀ TEMPORANEA ASSOLUTA INABILITÀ PERMANENTE (denunciate dal 25.7.00) MORTE Indennizzo datore di lavoro per i primi 4 giorni INAIL per i successivi giorni (60/75% retrib. media), salvo integrazioni CCNL Indennizzo per danno biologico (tabelle del DM 12.7.00) Invalidità inferiore al 6% Invalidità pari o superiore al 6 e inferiore al 16% Nessun indennizzo (franchigia) Indennizzo in capitale Rendita ai superstiti Massimale attuale: 300 volte retribuzione maggiorata 30% 7 Invalidità pari o superiore al 16% Rendita vitalizia
Effetti della malattia professionale per datore di lavoro: aumento del premio INAIL PREMIO ASSICURATIVO RETRIBUZIONE IMPONIBILE TASSO 1%! CALCOLATO SULLA BASE DI (I) INQUADRAMENTO GESTIONE TARIFFARIA (INDUSTRIA, TERZIARIO, ARTIGIANATO, ALRE ATTIVITA ) E (II) CLASSIFICAZIONE LAVORAZIONE! È SOGGETTO AD OSCILLAZIONI IN RELAZIONE ALLA SITUAZIONE DELL AZIENDA SULLA BASE DI EFFETTIVO ANDAMENTO DI INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI 8
Ulteriori possibili conseguenze per il datore di lavoro AZIONE DI REGRESSO DELL INAIL AZIONE CIVILE DI RISARCIMENTO DANNI DEL LAVORATORE 9
L azione di regresso dell INAIL consente all INAIL di agire nei confronti del datore di lavoro per ottenere il rimborso di quanto erogato al lavoratore/eredi in conseguenza della malattia professionale è condizionata alla sussistenza di un accertata responsabilità penale del datore di lavoro L AZIONE ha carattere autonomo rispetto all azione di risarcimento del lavoratore è soggetta a prescrizione triennale decorrente dalla conclusione del procedimento penale 10
L azione civile di risarcimento danni del lavoratore REGOLA: art. 10 D.P.R. n. 1124/1965: esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per malattie professionali derivanti da fatti o comportamenti a lui ascrivibili, salvo che (i) i fatti costituiscano reati perseguibili d ufficio, (ii) sia stata emessa una sentenza di condanna penale o (iii) il giudice abbia liquidato un danno in misura superiore all ammontare delle prestazioni erogate dall INAIL DANNO BIOLOGICO DIFFERENZIALE ONERE DELLA PROVA QUANTIFICAZIONE DANNO IPOTESI DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITA Differenza tra ammontare del danno determinato secondo il sistema civilistico e quanto percepito dal lavoratore a titolo di indennizzo dall INAIL (ipotesi assai comune nella pratica) Per il lavoratore: (i) esistenza del danno, (ii) nocività dell ambiente di lavoro e (iii) nesso causale con il danno subito («più probabile che non») Per il datore di lavoro (prova contraria): essersi adoperato in tutti i modi per evitare il danno (es. smaltimento amianto, rispetto soglie di legge, utilizzo DPI) Tabelle quantificazione danno dei Tribunali (Milano), al netto di ammontare liquidato dall INAIL - TEMA PRESCRIZIONE Dolo del lavoratore Abnormità/non prevedibilità del comportamento del lavoratore 11
Le principali norme di riferimento in materia di amianto Norma generale Art. 2087 c.c. Norme specifiche in materia di amianto D. Lgs. 277/91 L. 257/1992 D. Lgs. 257/06 T.U.Sicurezza Art. 246 ss. D. Lgs. 81/08 «L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro» Fissati valori limite all esposizione ad amianto negli ambienti di lavoro su periodo di riferimento di 8 ore giorno (il D. Lg.s n. 576/2006 stabilisce ad es. valore limite di 0,1 fibre per cm³ di aria per il crisotilo - tipologia di amianto più diffusa) Previsti specifici obblighi datore di lavoro in caso di presenza amianto (es. valutazione rischi, implementazione misure prevenzione, rispetto valori limite, verifica periodica esposizioni, informativa ai lavoratori e formazione, sistema di sorveglianza sanitaria) 12 Norma specifica in materia di polveri D.P.R. 303/56 Obbligo per il datore di lavoro «nei lavori che danno luogo normalmente alla formazione di polveri di qualsiasi specie» di adottare provvedimenti atti ad impedire o ridurre la diffusione di polveri
PATOLOGIE PIÙ COMUNI E INCIDENZA ONERE PROBATORIO Esempi malattie DOSE CORRELATE SILICOSI ABSTEOSI TOMORE POLMONI Onere della prova sul nesso di causa «pieno» per lavoratore: presenza di amianto in azienda esposizione in maniera «significativa» all amianto per un certo periodo (criterio «più probabile che non») Esempi malattie DOSE INDIPENDENTI MESOTELIOMA Onere prova «attenuato» per il lavoratore: basta dimostrare la presenza di amianto in azienda e, quantomeno, una minima esposizione (è sufficiente difatti la presenza di una sola fibra) 13 Come si accerta l esposizione? Necessaria diagnosi basata su specifici indici (individuati dalla comunità medica internazionale es. International Mesothelioma Panel)
Mezzi istruttori ricorrenti ai fini della prova in giudizio Prova testimoniale Esibizione documentale Ad esempio a conferma di: presenza o meno di amianto in azienda svolgimento o meno di mansioni esposte ad amianto utilizzo o meno di DPI (o di DPI in amianto) Informativa o meno ai lavoratori sui pericoli da amianto (corsi/cartelli segnaletici etc.) svolgimento o meno in passato di attività esposte ad amianto presenza o meno di concause (es. fumatore/svolgimento precedenti attività esposte ad amianto) documentazione ASL (presenza di amianto in azienda) Registro mesoteliomi della Regione (ai fini statistici) Relazioni su livelli esposizione amianto registrati da enti pubblici (es. Comune dove ha sede la società) Catasto presenza amianto nella abitazione del lavoratore Atti di procedimenti penali CTU ambientale Verifica della potenziale esposizione ad amianto del lavoratore e della misura di tale esposizione CTU medica Verifica esistenza patologia e danno non patrimoniale 14
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