ALLEGATO I RISCHIO IDRAULICO Ing. Stefano Allegri Tec.Comunale Sindaco Responsabile Firma Funzione Responsabile Firma Funzione Responsabile Firma Redazione Verifica Approvazione Pag. 1 di 1
1. CONSIDERAZIONI UTILI AI FINI DELLA PREVISIONE DELLE EMERGENZE L evoluzione degli eventi idrogeologici, nel tempo ha visto il passaggio da una tipologia caratterizzata da grandi disastri, che coinvolgevano contemporaneamente più bacini e corsi d acqua, ma con lunghi tempi di non ritorno, ad una tipologia caratterizzata da disastri sicuramente meno gravi, più localizzati e con tempi di non ritorno di 2/3 anni. La soglia di sopportazione da parte del territorio si è infatti ridotta drasticamente e bastano poche ore di pioggia intensa perché a livello locale scatti una fase di preallarme o addirittura di allarme. La tempestività gioca allora un ruolo fondamentale, infatti minore è il tempo nel quale si riesce a prevedere un evento, maggiore è quello che si può dedicare ad affrontarlo. Il fenomeno della pioggia, a valle di sezioni sufficientemente lontane dalla sorgente, assume un valore calante con la distanza, mentre diventano più preoccupanti le traslazioni delle onde di piena, i fenomeni della piena da rigurgito ed i contributi degli affluenti. Per affrontare, nel modo più logico e sistematico possibile, eventi di dimensioni comunque più o meno prevedibili, si sono creati dei parametri di valutazione che permettono di creare una griglia e quindi di conoscere a quale livello di rischio ci si trovi; sono poi state elaborate una serie di procedure di intervento che nella loro applicazione, non lasciano spazio ad interpretazioni. In generale, ai fini dell individuazione della fase di emergenza in corso vale anche quanto detto nell allegato 3 Rischio Meteorologico pag 2 in particolare per quanto attiene alla zona omogenea di allertamento. La direttiva regionale distingue gli scenari legati a fenomeni di allagamento in ambito urbano (affrontati nell allegato 3 e ricadenti nella fattispecie rischio idrogeologico ) dagli scenari associati all esondazione di corsi d acqua a regime fluviale attinenti il rischio idraulico trattati nel presente documento e nelle procedure di dettaglio richiamate (schede operative 1,2,3,4,5,6,7). Pag. 2 di 2
2. SCENARI DI RISCHIO 2.1 Ordinaria Criticità (codice 1) Tale fase si attiva in automatico quando arriva l avviso di ordinaria criticità trasmesso dalla comunicazione situazione di ordinaria criticità può essere attivata anche a livello comunale in corrispondenza del verificarsi di determinati eventi. Più in generale l insieme dei fenomeni che determina l insorgere di una situazione di ordinaria criticità è indicato nella scheda RE2 eventi da 1 a 6. 22...22 Mooddeer raat taa CCr ri iit ti iicci iit tàà (CCooddi ( iiccee 22) ) Tale fase si attiva in automatico quando arriva l avviso di moderata criticità trasmesso dalla comunicazione situazione di moderata criticità può essere attivata anche a livello comunale in corrispondenza del verificarsi di determinati eventi. Più in generale l insieme dei fenomeni che determina l insorgere di una situazione di moderata criticità è indicato nella scheda RE2 eventi da 7 a 9. In una situazione di moderata criticità il livello di attenzione normale degli operatori di protezione civile (Sindaci, Vigili del Fuoco, Forze dell'ordine, Volontari, etc.) viene elevato di un gradino: si riducono le possibilità di prendere giorni di ferie, si rafforzano i turni di reperibilità, si tengono a portata di mano numeri telefonici utili, telefonini, e manuali operativi o piani di emergenza (se disponibili). Ovviamente, questa aumentata disponibilità di forze coinvolge innanzitutto il Servizio Protezione Civile. Gli elementi da tenere in considerazione sono quelli indicati nella tabella RE2 eventi da 7 a 9. 22...33 EEl lleevvaat taa CCr ri iit ti iicci iit tàà ( CCooddi iiccee 33) ) Tale fase si attiva in automatico quando arriva l avviso di elevata criticità trasmesso dalla comunicazione situazione di elevata criticità può essere attivata anche a livello comunale in corrispondenza del verificarsi di determinati eventi. Più in generale l insieme dei fenomeni che determina l insorgere di una situazione di criticità elevata è indicato nella scheda RE2 (eventi da 10 a 11). 22...44 EEmeer rggeennzzaa AAl lll llaaggaameennt too aar reeee ggool lleennaal lli ii fif iinnoo aal lll ll aar rggi iinnee maaeesst troo,,, ccr ri iit ti iicci iit tàà ssuul lll ll aar rggi iinnee maaeesst troo (CCooddi ( iiccee 44) )... L allagamento delle aree golenali fino all argine maestro con il conseguente possibile sviluppo di criticità in prossimità dell argine maestro comporta una serie di azioni che coinvolgono strutture operative comunali, e sovracomunali. Lo scenario identificato è caratterizzato dal formarsi delle seguenti situazioni: Tracimazione lenta dei rilevati arginali golenali con acqua che arriva fino all argine maestro Rottura degli argini golenali Le azioni di salvaguardia identificate con riferimento alle vulnerabilità presenti in golena aperta e chiusa sono poste in essere (nel momento ritenuto più opportuno dalla struttura di protezione civile comunale) durante la fase corrispondente all attivazione del ccooddi iiccee 33... Pag. 3 di 3
3 Descrizione degli eventi attesi SCHEDA R.E.2 Si descrivono di seguito, in funzione della loro gravità, gli eventi attesi con riferimento al rischio idrogeologico. Trattasi di una descrizione di massima abbinata alla distribuzione dei medesimi eventi alle fasi di gestione dell emergenza descritte dai successivi paragrafi. Ai fini dell individuazione della fase di emergenza in corso vale anche quanto detto nell allegato 3 Rischio Meteorologico pag 2 3 in particolare per quanto attiene alla zona omogenea di allertamento GRADO DI RISCHIO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 DEFINIZIONE SINTETICA DEGLI EVENTI ATTESI Comunicazione di una situazione di ordinaria criticità per rischio Notizie di disagi dovuti ad eventi idrogeologici nelle Regioni ricomprese nei bacini di riferimento dei fiumi Po e Oglio. Notizie di disagi dovuti ad eventi idrogeologici in Comuni posti a monte (aste fiumi Po e Oglio). Pioggia di intensità variabile e non costante per la durata di almeno 24 ore interessante i bacini di riferimento fiumi Po e Oglio. Segnalazioni da parte di cittadini residenti di disagi dovuti alle abbondanti precipitazioni. Gli Uffici Comunali ricevono una segnalazione di probabile rischio da una fonte autorevole (pattuglia della Polizia Municipale o altre autorità). Una quota del pelo libero del fiume Po (stazione Viadana) corrispondente, durante un esame del livello dell idrometro a vista ad un livello evidentemente superiore a quello ordinario (3,8 m). Comunicazione di una situazione di moderata criticità per rischio Segnalazione, da parte di cittadini residenti, di inizi di esondazione in area golenale. Comunicazione di una situazione di elevata criticità per rischio Accertato in corrispondenza dell idrometro a vista sulla stazione posta a Viadana lungo l asta del Po livello pari a 5,2 m Esondazione del Fiume Po con interessamento delle aree golenali fino all argine maestro. Criticità sull argine maestro FASE DI GESTIONE DELL EMERGENZA ORDINARIA MODERATA ELEVATA ESONDAZIONE Pag. 4 di 4
4. Schede operative Nelle schede operative richiamate in tabella sono indicate le azioni da porre in essere (con le relative responsabilità) per ciascuna fase dell emergenza. Per la fase di Allerta non sono previste azioni particolari fatta eccezione per l allertamento del ROC (referente operativo comunale) e dei membri dell Unità di Crisi da parte di chi riceve o accerta la segnalazione; in presenza di un avviso di ordinaria criticità inoltre il ROC dovrà attivare il monitoraggio dei fiumi Oglio e Po al fine di accertare l effettivo impatto dell avviso sulla realtà territoriale di Viadana, tale attività sarà reiterata con la frequenza opportuna in relazione all evolversi dell evento Tabella 1 Schede operative Scheda operativa SO 01- SO 02-SO 03 SO 04-SO 05 SO 06-SO 07 fase Moderata Criticità Elevata Criticità Emergenza Pag. 5 di 5