IL LASER
Origine della barca e breve storia 1971 nasce dal progettista BRUCE KIRBY con il nome di TGIF Thank s God is friday 1974 la classe viene riconosciuta dalla FIV 1992 Il laser STANDARD diventa olimpico 1996 Olimpiadi di ATLANTA 2004 Il laser RADIAL diventa olimpico per le donne 2008 Olimpiadi di PECHINO DIEGO PASCHETTA ROMERO Medaglia di bronzo!!! Ad oggi ci sono in circolazione più di 210000 laser prodotti al mondo
LASER 4.7 Vela 4,7 mq 12-18 anni Classe di interesse federale solo U16! Ma come classe ILCA e AICL anche U18 masch. E femminile over 18 Peso equipaggio 50-60 kg
LASER RADIAL Vela 5,7 mq + di 15 anni Classe di interesse federale U19 maschile e femminile Classe olimpica femminile dal 2004 Peso equipaggio 60-73 kg
LASER STANDARD Vela 7 mq + di 17 anni Classe di interesse federale U21 maschile Classe olimpica maschile dal 1993 Peso equipaggio 74-84 kg
LO SCAFO Ottenuto attraverso 2 stampi: scafo e coperta ( la coperta è quella che rende lo scafo rigido ) La presenza di acqua all interno ne compromette le prestazioni: verifica di cassa deriva, assemblaggio scafo/coperta, tientibene in pozzetto, attrezzatura di coperta La scassa dell albero è molto sollecitata, bisogna avere cura nel tenerla pulita, si può rinforzare con la vetroresina praticando un oblò d ispezione vicino alla scassa max 152 mm
LO SCAFO Gli scafi vengono costruiti in quattro cantieri al mondo Un cantiere per l Europa, uno per gli Stati uniti uno per l Australia e l ultimo per l Asia Le differenze tra le imbarcazioni sono alquanto evidenti, relativamente alle rifiniture e alla rigidità dello scafo, ultimamente si sono uniformati abbastanza
LO SCAFO
LA DERIVA La deriva prima La deriva dopo Costruita ora in materiale vtr sottovuoto Ha un tappo in plastica che ne limita l immersione di stazza Si può fare un impugnatura con della cima Per mantenerla in posizione si sfrutta la frizione regolabile di gomma ed un elastico Non sono ammessi spessori nella cassa La foto si riferisce alle derive ante 2010 ancora in espanso e anima in ferro dove l utilizzo provoca questa degenerazione del materiale
IL TIMONE Costruito nello stesso materiale della deriva Non è galleggiante La pala deve essere abbassata Perno su cui ruota la pala sempre stretto Attenzione agli agugliotti si deteriorano
LA BARRA L utilizzo è libero, le regole di classe prescrivono solo che sia RETTILINEA Dovrà essere rigida Importante l innesto sul timone Ora sono quasi tutte in carbonio ( si stressano dove passa l archetto )
LO STICK Deve essere rigido Deve superare di 10/15 cm il bozzello della scotta Diametro sufficientemente grande per evitare crampi alle mani possibilmente con antiscivolo finale Viene unito alla barra tramite uno snodo in gomma che spesso si stressa causa utilizzo massivo
L ALBERO 2 tubi di alluminio di diametro diverso Utilizzare nastro da pacchi per evitare il gioco nell innesto tra i 2 tubi Assicurarsi che il rivetto che blocca il collare sia verso poppa in linea con la trozza Controllare l usura dei rivetti della trozza e dell attacco del vang Requisito fondamentale per la stazza è che non ci sia preflessione ( escluso per l armo 4,7 dove la parte bassa è preflessa da stazza )
IL BOMA È uguale per tutti e 3 i tipi di laser È importante verificare lo stato di usura dei rivetti e corrosione
Le vele La vela 4.7 ha una superficie di circa 4,7 mq È realizzata a ferzi orizzontali È nata per volontà della classe laser italiana per consentire un avvicinamento al laser per tutti i bambini dopo l optimist diffusa a livello mondiale
Le vele La vela radial ha una superficie di circa 5,76 mq È realizzata a ferzi radiali Nasce come vela di allenamento per gli standard e successivamente si afferma come classe olimpica nel settore femminile Idea in origine italiana
Le vele La vela standard ha una superficie di circa 7,06 mq È realizzata a ferzi orizzontali di once 3,8, ora nel 2016 biradiale di once 4,5 Nasce come unica vela del laser per cui fino alla fine degli anni 80 anche le donne dovevano utilizzarla come vela da regata
Progressione dida3ca per una full immersion laser di 1 se3mana Teoria Osserv. Ambientali Pratica Esercizi di acquaticità (rollio, scuffia) Prima Fase Acquaticità e Manovre Osserv. Imbarcazione Armare e Disarmare Nodi Fondamentali Uso del simulatore Varo e alaggio imbarcazione Orzare e Poggiare La virata Barca Ferma Navigazione al traverso Virata elementare Navigazione in fila (orzando e poggiando) Abbattuta elementare Uso di due boe (con 2 virate o ad otto) Bordo di bolina obbligato Le andature e lo scarroccio Funzione della deriva Abbattuta Seconda Fase Conduzione Teoria La bolina e il bordeggio La poppa e la sua conduzione Pratica Boa al vento con percorso di bolina guidato Partenze di gruppo Teoria Prime regole del corretto navigare Pratica Bordeggio libero Terza Fase Verifica Partenze a tempo Percorso a triangolo Regata di fine corso Classifiche separate (premi per tutti ) maggio 2009
E adesso vediamo come si fa.. Assetto longitudinale corretto Posizione in cinghia basilare Assetto trasversale in poppa corretto con vento forte