BACINO DEL FIUME OGLIO

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BACINO DEL FIUME OGLIO CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 101 -

IL FIUME OGLIO PRELACUALE, DA ROGNO A COSTA VOLPINO CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 102 -

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Il F. Oglio prelacuale scorre quasi interamente in territorio bresciano eccetto per gli ultimi chilometri prima dello sbocco nel Lago d Iseo, dove attraversa i comuni di Rogno e Costa Volpino in Provincia di Bergamo. La portata media annua naturale a Costa Volpino presso la foce è di 45.36 m 3 /s, con un minimo di 21.11 m 3 /s in gennaio ed un massimo di 74.26 in giugno (Regione Lombardia, 2006). Il F. Oglio appartiene ai corpi idrici significativi individuati dal PTUA della Regione Lombardia. Caratteristiche geografiche del F. Oglio prelacuale e del suo bacino imbrifero Superficie bacino (km 2 ) 1425 Altitudine max bacino (m s.l.m.) 3554 Altitudine media bacino (m s.l.m.) 1692 Ordine fluviale del corso d acqua 2 Lunghezza del tratto (km) 7.4 Altitudine sorgente (m s.l.m.) 204 Altitudine finale (m s.l.m.) 185 Dislivello (m) 19 Pendenza media (%) 0.3 Larghezza media (m) 30 Classificazione amministrativa del F. Oglio prelacuale Carattere Interprovinciale (Bergamo, Brescia) Interconnessione Tributario del Lago d Iseo Appartenenza Reticolo principale Soggetto competente STER Num.Progr. BG191 n iscr. El. AAPP NE Questo tratto di F. Oglio non attraversa aree protette. Zone a regolamentazione speciale sul F. Oglio prelacuale Tipologia Località Zona di protezione del temolo Costa Volpino - dalla foce nel Lago d Iseo a Ponte Barcotto Campo Gara Costa Volpino e Rogno, a monte del Ponte Barcotto Zona di protezione ittica Costa Volpino - foce nel Lago d Iseo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 103 -

L AMBIENTE L aspetto dell Oglio in questo tratto terminale è quello di un fiume pedemontano di fondovalle. Il territorio attraversato è caratterizzato da una notevole antropizzazione, con centri urbani, insediamenti produttivi e terreni agricoli. La naturalità dell alveo è alterata nei pressi dei centri abitati, dove sono presenti argini artificiali e briglie e in Comune di Costa Volpino ci sono stati estesi interventi di rimodellazione delle sponde con una forte riduzione dell eterogeneità ambientale; per contro ci sono anche zone residue di elevato pregio, anche se limitate, con sponde ricche di vegetazione riparia, come a valle del campo sportivo di Rogno. In questo tratto non sono presenti derivazioni idriche; il regime idrologico risente comunque del complesso sistema di invasi idroelettrici presenti nel bacino a monte e le acque turbinate dall ultima centrale in Provincia di Brescia sono restituite direttamente a lago. Il mesohabitat è tipico di un tratto di fondovalle, con lunghi run intervallati da brevi riffle nei punti di maggiore pendenza e l alveo è ampio e piatto. Il prelievo idroelettrico operato a monte comporta una riduzione di portata e di conseguenza una minore profondità dell acqua; nei tratti oggetto di rimodellazione dell alveo e delle sponde i rifugi rappresentano un fattore limitante per le specie ittiche che ne fanno uso (p.e. trote e vaironi), mentre nelle zone naturali la vegetazione spondale costituisce un importante elemento di riparo. Il substrato è nettamente dominato da ghiaia e ciottoli, con zone sabbiose e limose ai margini dell alveo; si registra una consistente deposizione di materiale fine che degrada i microhabitat interstiziali instasandoli. Le zone di frega per i Salmonidi sono molto abbondanti, anche se la deposizione di sedimento fine può rappresentare un fattore di disturbo. Risultati dell applicazione dell Indice IFF nel F. Oglio prelacuale Comune Località Livello Valore Giudizio funzionalità funzionalità (dx/sx) (dx/sx) (dx/sx) Rogno Valle campo sportivo 206/206 II/II buono/buono Costa Volpino Ponte Barcotto 110/110 III-IV/ III-IV mediocre-scadente/ mediocre-scadente CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 104 -

Il F. Oglio a Costa Volpino, a monte di Ponte Barcotto Il F. Oglio a Rogno, a valle del campo sportivo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 105 -

LA QUALITÀ DELLE ACQUE Questo tratto, per via della sua posizione terminale, risente di tutto il carico inquinante proveniente dalla Valcamonica; l Allegato 15 del PTUA della Regione Lombardia indica che gli scarichi, prevalentemente di origine civile, nel loro insieme costituiscono il 5% della portata nel fiume in chiusura di bacino. A Costa Volpino è posizionata una stazione ARPA di monitoraggio della qualità delle acque; i dati indicano una qualità ecologica prevalentemente attestata su un giudizio sufficiente. Risultati del monitoraggio ARPA nel F. Oglio a Costa Volpino Livello Qualità biologica Stato ecologico Qualità ecologica Anno Macrodescrittori (classe IBE) (classe SECA) (giudizio SECA) 2000-2001 2 3 3 sufficiente 2002 2 3 3 sufficiente 2003 2 ND ND ND 2004 3 3 3 sufficiente 2005 2 2 2 buona 2006 3 3 3 sufficiente I risultati delle indagini con l Indice IBE, riportati nella tabella che segue, mostrano una qualità biologica delle acque che migliora di una classe scendendo da Rogno a Costa Volpino, pur non arrivando alla situazione ottimale. In entrambi i casi si osserva comunque un miglioramento di una classe di qualità rispetto alla situazione del 2000, con Rogno che passa da una IV ad una III classe e Costa Volpino che passa da una III ad una II classe. Risultati dell applicazione dell Indice IBE nel F. Oglio prelacuale Comune Località Data Punteggio N taxa Classe Qualità Rogno Campo sportivo Nov 2006 6-7 15 III dubbia Costa Volpino Ponte Barcotto Nov 2006 8 18 II accettabile I PESCI Questo tratto di F. Oglio ospita una comunità ittica di grande pregio, grazie soprattutto alla presenza della trota marmorata, non più sporadica e alla consistente popolazione di temolo. Rispetto ai dati della precedente carta ittica sono proprio queste due specie a mostrare i progressi maggiori, soprattutto per quanto riguarda il temolo che forma una popolazione numerosa e ben strutturata in grado di automantenersi. La trota marmorata mostra, almeno nelle zone più naturali e ricche di rifugi, una proporzione numerica paragonabile a quella degli ibridi, mentre la trota fario rappresenta una frazione minoritaria. Il decremento complessivo dell ibrido si può ricondurre in alla maggiore presenza di marmorate pure nella zona di Rogno, mentre a Costa Volpino è presumibilmente conseguenza della banalizzazione dell habitat causata dai lavori di rimodellamento dell alveo. La comunità ittica ospita numerose specie, sia per le caratteristiche pedemontane del tratto, sia per la prossimità con il Lago d Iseo dal quale sono possibili migrazioni trofiche e riproduttive. Le altre specie ben rappresentate sono il vairone ed il cavedano; il persico reale è più abbondante verso Costa Volpino, così come la lampreda. Rispetto al 1999/2000 non sono state catturate alcune specie segnalate con presenze sporadiche, come la trota lacustre, il luccio, il triotto, il barbo comune e canino e altri Ciprinidi tipici di questo ambiente. Ciò può dipendere dalla scarsa diffusione delle stesse, che potrebbero essere sfuggite al campionamento. CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 106 -

Valutazione sintetica dello stato delle popolazioni ittiche nel F. Oglio prelacuale Specie 1999/2000 2006/2007 Trota marmorata pessimo mediocre Ibrido marmorata x fario ottimale discreto Trota lacustre pessimo assente Trota fario pessimo mediocre Trota iridea pessimo assente Temolo mediocre ottimale Barbo canino mediocre assente Barbo comune pessimo assente Vairone ottimale discreto Sanguinerola pessimo assente Gobione pessimo assente Triotto pessimo assente Cavedano discreto discreto Bottatrice pessimo assente Scazzone pessimo pessimo Persico reale mediocre mediocre Luccio pessimo assente Lampreda mediocre mediocre LA GESTIONE La vocazionalità ittica potenziale è raggiunta in termini qualitativi in modo abbastanza soddisfacente, anche se un ambiente integro potrebbe garantire una maggiore capacità portate soprattutto rispetto alle trote. In questo tratto i problemi ambientali più rilevanti sono costituiti dagli interventi di regimazione e di rimodellazione dell alveo, che artificializzano e banalizzano l habitat fluviale e dalla qualità delle acque non ottimale. L abbondante popolazione di temolo presente, la più consistente e meglio strutturata dell intera provincia di Bergamo (e anche di Brescia) giustifica la permanenza della zona di tutela dedicata a questa specie, che deve essere salvaguardata. Importante è anche la presenza di un numero non trascurabile di trota marmorata pura. Dal punto di vista degli interventi a sostegno della fauna ittica, si ritiene che potrebbe essere molto utile incrementare la disponibilità di rifugi nelle zone dove l habitat è stato banalizzato, mediante strutture come massi ciclopici e pennelli; ciò consentirebbe di aumentare la capacità portante del tratto e di sfruttare al meglio le grandi potenzialità in termini di riproduzione naturale che esso offre. Classificazione ittica del F. Oglio prelacuale Vocazionalità ittica potenziale Salmonidi, Timallidi e Ciprinidi reofili Vocazionalità ittica attuale Salmonidi, Timallidi e Ciprinidi reofili Categorizzazione Acque di pregio ittico CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 107 -

CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 108 - Classi di lunghezza (mm) 41-50 51-60 61-70 71-80 81-90 91-100 101-110 111-120 121-130 131-140 141-150 151-160 161-170 171-180 181-190 191-200 201-210 211-220 221-230 231-240 241-250 251-260 261-270 271-280 281-290 291-300 301-310 311-320 321-330 331-340 341-350 351-360 361-370 371-380 381-390 391-400 401-410 411-420 421-430 431-440 441-450 0 Frequenza di comparsa (% individui) 20 15 10 5 25 Struttura della popolazione di trota fario nel Oglio a Rogno nel mese di novembre 2006 Classi di lunghezza (mm) 41-50 51-60 61-70 71-80 81-90 91-100 101-110 111-120 121-130 131-140 141-150 151-160 161-170 171-180 181-190 191-200 201-210 211-220 221-230 231-240 241-250 251-260 261-270 271-280 281-290 291-300 301-310 311-320 321-330 331-340 341-350 351-360 361-370 371-380 381-390 391-400 401-410 411-420 421-430 431-440 441-450 451-460 461-470 471-480 481-490 491-500 501-510 511-520 521-530 531-540 541-550 0 1 Frequenza di comparsa (% individui) 8 7 6 5 4 3 2 9 10 Struttura della popolazione di trota marmorata e di ibrido marmorata x fario nel Oglio a Rogno nel mese di novembre 2006

Struttura della popolazione di trota marmorata e di ibrido marmorata x fario nel Oglio a Costa Volpino (Ponte Barcotto) nel mese di novembre 2006 Frequenza di comparsa (% individui) 30 25 20 15 10 5 0 41-50 51-60 61-70 71-80 81-90 91-100 101-110 111-120 121-130 131-140 141-150 151-160 161-170 171-180 181-190 191-200 201-210 211-220 221-230 231-240 241-250 251-260 261-270 271-280 281-290 291-300 301-310 311-320 321-330 331-340 341-350 351-360 361-370 371-380 381-390 391-400 401-410 411-420 421-430 431-440 441-450 Classi di lunghezza (mm) Struttura della popolazione di temolo nel Oglio a Costa Volpino (Ponte Barcotto) nel mese di novembre 2006 20 Frequenza di comparsa (% individui) 15 10 5 0 41-50 51-60 61-70 71-80 81-90 91-100 101-110 111-120 121-130 131-140 141-150 151-160 161-170 171-180 181-190 191-200 201-210 211-220 221-230 231-240 241-250 251-260 261-270 271-280 281-290 291-300 301-310 311-320 321-330 331-340 341-350 351-360 361-370 371-380 381-390 391-400 401-410 411-420 421-430 431-440 441-450 Classi di lunghezza (mm) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 109 -

TORRENTE DEZZO CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 110 -

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Il T. Dezzo è un tributario in sponda destra al F. Oglio prelacuale, che nasce in territorio bergamasco e passa poi in Provincia di Brescia attraverso la Val di Scalve; per quanto riguarda Bergamo il suo corso tocca i comuni di Colere, Azzone, Vilminore di Scalve e Schilpario. Il T. Dezzo appartiene ai corpi idrici non significativi appartenenti alla rete di monitoraggio ambientale. Caratteristiche geografiche del T. Dezzo e del suo bacino imbrifero Ordine fluviale del corso d acqua 3 Lunghezza (km) 21.2 Altitudine sorgente (m s.l.m.) 1800 Altitudine finale (m s.l.m.) 605 (confine con Provincia di Brescia) Dislivello (m) 1195 Pendenza media (%) 5.6 Larghezza media (m) 10 Classificazione amministrativa del T. Dezzo Carattere Interprovinciale (province di Bergamo e Brescia) Interconnessione Nessuna Appartenenza Reticolo principale (dalla foce fino alla confluenza della Valle dei Teiass) Soggetto competente STER Num.Progr. BG170 n iscr. El. AAPP NE Il T. Dezzo rientra tra i corpi idrici non significativi appartenenti alla rete di monitoraggio ambientale. Tipologia SIC Aree protette attraversate dal T. Dezzo Denominazione IT 2060004 - Alta Val di Scalve Tipologia Zona di protezione Zone a regolamentazione speciale sul T. Dezzo Località Schilpario, nell abitato CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 111 -

L AMBIENTE Il T. Dezzo è un torrente montano ad alimentazione nivo-pluviale. Il T. Dezzo ha un bacino montano, con praterie nelle zone più in quota e boschi di conifere più in basso. La naturalità del territorio è in generale elevata; gli abitati presenti sono di modeste dimensioni, sebbene la popolazione residente subisca notevoli incrementi durante le stagioni di afflusso turistico. Sono presenti due derivazioni, in Comune di Schilpario ed in Comune di Colere ed una terza è in previsione sempre a Schilpario a monte di quella esistente. Nel complesso l alveo del Dezzo è abbastanza naturale eccetto nei tratti di attraversamento degli abitati, come ad esempio a Schilpario; in questo caso il torrente è confinato tra argini verticali in cemento e interrotto da diverse briglie invalicabili. Poco prima di entrare in territorio bresciano la valle si trasforma in una forra stretta e profonda. Dal punto di vista del mesohabitat prevalgono le zone a riffle, che nei punti più scoscesi assumo aspetto di step-pool; il substrato è grossolano, con prevalenza di ciottoli e massi; non mancano comunque le zone ghiaiose adatte alla frega delle trote. I rifugi sono disponibili in discreta abbondanza nel tratto naturale, mentre a valle delle prese la portata ridotta comporta una perdita di spazio vitale a scapito soprattutto dei pesci di media e grande taglia. Profilo del T. Dezzo Altitudine (m s.l.m.) 1900 1800 1700 1600 1500 1400 1300 1200 1100 1000 900 800 700 600 500 Presa Italgen 0 1500 3000 4500 6000 7500 9000 10500 12000 13500 15000 16500 18000 19500 21000 Distanza dalla sorgente (m) Confluenza T. Povo Presa Confine provinciale Comune Località Risultati dell applicazione dell Indice IFF nel T. Dezzo Livello Valore funzionalità (dx/sx) (dx/sx) Giudizio funzionalità (dx/sx) Azzone Dezzo, valle abitato 270/275 I/I Elevato/elevato Elenco delle derivazioni presenti nel T. Dezzo Titolare Passaggio Comune Località Tipologia concessione pesci Italgen S.p.A. Schilpario Barzesto Impianto da realizzare Italgen S.p.A. Schilpario Foce T. Vo Traversa No (non serve) - Azzone Dezzo Traversa No (non serve) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 112 -

Il T. Dezzo a Schilpario nella zona di protezione Il T. Dezzo a Schilpario, a valle dell abitato CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 113 -

LA QUALITÀ DELLE ACQUE Nel bacino superiore del Dezzo sono presenti alcuni centri abitati che recapitano alcuni scarichi di origine civile al torrente, mentre non ci sono fonti inquinanti importanti di origine industriale. Nel tratto bergamasco non sono presenti stazioni ARPA di monitoraggio della qualità delle acque, mentre ne è ubicata una presso la foce in Provincia di Brescia. I risultati delle indagini con l Indice IBE, riportati nella tabella che segue, mostrano una qualità biologica delle acque soddisfacente a monte dell abitato di Schilpario e mediocre a valle, per l evidente effetto degli scarichi civili. Risultati dell applicazione dell Indice IBE sul T. Dezzo Comune Località Data Punteggio N taxa Classe Qualità Schilpario Monte abitato Set 2006 9-10 15 II-I accettabile-buona Schilpario Monte abitato Set 2006 7 12 III dubbia I PESCI Il T. Dezzo appartiene alla zona della trota fario, e tale specie è l unica rinvenuta nei campionamenti, eseguiti a Schilpario rispettivamente nella zona di protezione e subito a valle dell abitato in una zona di pesca libera. Nella stazione all interno della zona di protezione è risultata presente una popolazione di trota fario con densità modesta (652 individui/ha) biomassa abbondante (109 kg/ha), ma mal strutturata per via della mancanza di giovani dell anno. Nella stazione a valle dell abitato e della bandita di pesca è stata rinvenuta di nuovo unicamente una popolazione di trota fario, con densità superiore (1108 individui/ha) ma biomassa inferiore (58 kg/ha) rispetto alla stazione nella bandita, una maggiore presenza di giovani dell anno e pochissimi adulti; è evidente in questo secondo caso l effetto del prelievo alieutico, mentre la modesta densità nella zona di protezione è dovuta alla carenza di rifugi che diviene un serio fattore limitante per le trote. In passato era stato indagato un tratto più a valle, ma nel complesso si può ritenere che non vi siano state grandi variazioni e che la situazione della trota fario nel Dezzo sia poco soddisfacente. Valutazione sintetica dello stato delle popolazioni ittiche nel T. Dezzo Specie 1999/2000 2006/2007 Trota fario mediocre mediocre Trota fario CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 114 -

Struttura della popolazione di trota fario nel T. Dezzo a Schilpario, in zona di protezione, nel mese di settembre 2006 15 14 13 Frequenza di comparsa (% individui) 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 41-50 51-60 61-70 71-80 81-90 91-100 101-110 111-120 121-130 131-140 141-150 151-160 161-170 171-180 181-190 191-200 201-210 211-220 221-230 231-240 241-250 251-260 261-270 271-280 281-290 291-300 301-310 311-320 321-330 331-340 341-350 351-360 361-370 371-380 381-390 391-400 401-410 411-420 421-430 431-440 451-451 Classi di lunghezza (mm) Relazione lunghezza - peso della popolazione di trota fario nel T. Dezzo a Schilpario, in zona di protezione, nel mese di settembre 2006 450 400 y = 5.7612E-06x 3.1210E+00 R 2 = 9.9348E-01 350 300 Peso (g) 250 200 150 100 50 0 0 25 50 75 100 125 150 175 200 225 250 275 300 325 350 Lunghezza (mm) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 115 -

Struttura della popolazione di trota fario nel T. Dezzo a Schilpario, a valle dell abitato, nel mese di settembre 2006 30 25 Frequenza di comparsa (% individui) 20 15 10 5 0 41-50 51-60 61-70 71-80 81-90 91-100 101-110 111-120 121-130 131-140 141-150 151-160 161-170 171-180 181-190 191-200 201-210 211-220 221-230 231-240 241-250 251-260 261-270 271-280 281-290 291-300 301-310 311-320 321-330 331-340 341-350 351-360 361-370 371-380 381-390 391-400 401-410 411-420 421-430 431-440 451-451 Classi di lunghezza (mm) Relazione lunghezza - peso della popolazione di trota fario nel T. Dezzo a Schilpario, a valle dell abitato, nel mese di settembre 2006 250 y = 7.5558E-06x 3.0838E+00 R 2 = 9.2642E-01 200 Peso (g) 150 100 50 0 0 25 50 75 100 125 150 175 200 225 250 275 300 Lunghezza (mm) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 116 -

LA GESTIONE La vocazionalità potenziale del Dezzo a Salmonidi (trota fario) è soddisfatta dal punto di vista qualitativo, anche se le strutture di popolazione e le abbondanze riscontrate non sono ottimali. I problemi principali sono dovuti alle alterazioni del regimo idrologico (derivazioni) e agli elementi di artificializzazione della morfologia fluviale (briglie e argini) in prossimità degli abitati. I risultati del censimento nella zona di protezione evidenziano una presenza di adulti elevata, in proporzione alle zone libere (anche se non in termini assoluti), che ne fanno un sito idoneo alla cattura di riproduttori per le operazioni di fecondazione artificiale. Probabilmente si potrebbe aumentare la capacità portante del tratto di protezione (che offre il vantaggio di una agevole sorveglianza) con l inserimento di rifugi artificiali come massi e tronchi o ceppi ancorati. Vocazionalità ittica potenziale Vocazionalità ittica attuale Categorizzazione Classificazione ittica del T. Dezzo Salmonidi Salmonidi Acque di pregio ittico potenziale CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 117 -

TORRENTE POVO O GLENO CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 118 -

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Il T. Povo (o T. Gleno) sfocia in sponda destra al T. Dezzo e scorre interamente nel Comune di Vilminore di Scalve. Caratteristiche geografiche del T. Povo e del suo bacino imbrifero Ordine fluviale del corso d acqua 3 Lunghezza del tratto (km) 9.0 Altitudine sorgente (m s.l.m.) 2390 Altitudine finale (m s.l.m.) 790 Dislivello (m) 1600 Pendenza media (%) 17.8 Larghezza media (m) 3 Classificazione amministrativa del T. Povo Carattere Provinciale Interconnessione Nessuna Appartenenza Reticolo principale (dalla foce fino al rudere della diga di Gleno) Soggetto competente STER Num.Progr. BG172 n iscr. El. AAPP NE Tipologia Parco Regionale ZPS Aree protette attraversate dal T. Povo Denominazione Parco delle Orobie Bergamasche IT2060401 - Parco Regionale delle Orobie Bergamasche Non ci sono zone a regolamentazione speciale sul T. Povo 2500 2300 Profilo del T. Povo Lago del Gleno Altitudine (m s.l.m.) 2100 1900 1700 1500 1300 1100 Presa Enel sussidiaria Presa Enel Foce nel T. Dezzo 900 700 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000 7000 8000 9000 Distanza dalla sorgente (m) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 119 -

L AMBIENTE Il T. Povo è un torrente montano ad alimentazione nivo-pluviale. Il percorso del T. Povo viene sbarrato per la prima volta a quota 1516 m s.l.m. da una traversa che sorge presso i resti della diga del Gleno, a valle della quale diventa estremamente scosceso, con un letto di roccia viva; l opera di presa è priva di deflusso minimo vitale e il torrente è quasi del tutto privo di deflusso superficiale. Questo primo tratto a valle della diga è lungo complessivamente circa 1 km e non appare vocazionale ad ospitare una comunità ittica strutturata ed in grado di automantenersi a causa dell insufficiente spazio vitale disponibile e delle numerosissime impercorribilità naturali (da vere e proprie cascate a passaggi su schiene di roccia viva), che ne limitano la possibilità di spostamento lungo l alveo. Successivamente il torrente si fa più aggradato, il substrato diviene composto da elementi grossolani quali ciottoli e massi e il deflusso residuo si infiltra interamente in subalveo, lasciando il letto fluviale interamente asciutto per più di 400 m. Dopo questo tratto il corso torna a divenire scosceso e su fondo roccioso e l acqua residua può riaffiorare nuovamente, formando un mesohabitat a pool (anche piuttosto profonde), cui seguono brevi e assai stretti riffle che terminano in cascate, sotto le quali la sequenza si ripete. Questo terzo tratto, che permette la sopravvivenza dei pesci ma non ne permette la riproduzione per via dell elevata frammentazione dell habitat e della carenza di zone di frega, termina sostanzialmente in corrispondenza della presa sussidiaria dell impianto Valbona, a quota 1040 m s.l.m., che deriva integralmente la portata in arrivo lasciando il tratto successivo completamente asciutto. Questo ulteriore tratto, caratterizzato da importanti interventi di regimazione con la realizzazione di scogliere artificiali e di briglie, è assai meno scosceso rispetto al corso superiore ed è di fatto è privo di deflusso superficiale. L acqua torna ad apparire in superficie nella parte terminale, lunga circa 1 km ma con una portata insufficiente a creare un ambiente acquatico in grado di ospitare stabilmente fauna ittica. Poco prima dello sbocco nel T. Dezzo lo sbarramento Italgen preleva di nuovo l intera portata del T. Povo. Comune Risultati dell applicazione dell Indice IFF nel T. Povo Livello Valore Località funzionalità (dx/sx) (dx/sx) Giudizio funzionalità (dx/sx) Vilminore di Scalve Ponte per Bueggio 275/275 I/I Elevato/elevato Vilminore di Scalve Confluenza con il T. Nembo 222/192 II/II-III Buono/buono-mediocre Titolare concessione Elenco delle derivazioni presenti nel T. Povo Comune Località Tipologia Passaggio pesci Enel Vilminore di Scalve Gleno Traversa con invaso No (non serve) Enel Vilminore di Scalve - Traversa No (non serve) Enel Vilminore di Scalve - Traversa No (non serve) Italgen Vilminore di Scalve Foce Traversa No (non serve) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 120 -

Il Lago Gleno Il T. Povo al ponte per Bueggio CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 121 -

Il T. Povo asciutto presso la presa Enel Il T. Povo alla confluenza con il T. Nembo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 122 -

La traversa Enel del Lago Gleno La traversa della presa sussidiaria Enel sul T. Povo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 123 -

La traversa Italgen alla foce del T. Povo LA QUALITÀ DELLE ACQUE Su questo torrente non gravano fonti inquinanti significativi, i problemi sono legati soprattutto alla mancanza di un deflusso superficiale costante lungo l intera asta fluviale. Lo scadimento della qualità biologica è dovuto essenzialmente alla portata residua troppo scarsa per il mantenimento di una comunità macrobentonica ben strutturata. Risultati dell applicazione dell Indice IBE nel T. Povo Comune Località Data Punteggio N taxa Classe Qualità Vilminore Ponte per Bueggio Set 2006 10-9 16 I-II Buona-accettabile Vilminore Confluenza con il T. Nembo Set 2006 8-9 10 II Accettabile CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 124 -

I PESCI I pesci allo stato attuale possono essere presenti solo a monte del Lago Gleno e nel tratto a valle della diga in corrispondenza del ponte per Bueggio, dove torna ad essere presente una portata permanente. In quest ultimo tratto un campionamento ha evidenziato la presenza di un popolamento di trota fario di modesta consistenza (densità pari a 1413 individui/ha e biomassa pari a 123.1 kg/ha) e destrutturato per l assenza di giovani dell anno (non ci sono condizioni idonee di habitat per la riproduzione naturale) e di adulti di media e grande taglia (limitati dal prelievo alieutico). Valutazione sintetica dello stato delle popolazioni ittiche nel T. Povo Specie 1999/2000 2006/2007 Trota fario ND mediocre Struttura della popolazione di trota fario nel T. Povo al ponte per Bueggio (Vilminore di Scalve) nel mese di settembre 2006 35 30 Percentuale di individui (%) 25 20 15 10 5 0 31-40 41-50 51-60 61-70 71-80 81-90 91-100 101-110 111-120 121-130 131-140 141-150 151-160 161-170 171-180 181-190 191-200 201-210 211-220 221-230 231-240 241-250 251-260 261-270 271-280 281-290 291-300 301-310 311-320 321-330 331-340 341-350 Classi di lunghezza (mm) LA GESTIONE La vocazionalità a Salmonidi si esprime solo parzialmente nei tratti con deflusso superficiale permanente; il rilascio del DMV previsto dal PTUA porterà ad un notevole miglioramento di questo corso d acqua e dovrebbe ripristinarne la vocazionalità ittica salmonicola lungo tutta l asta, salvo ovviamente il tratto scosceso subito a valle della diga che non è idoneo ad ospitare pesci a causa della pendenza. Vocazionalità ittica potenziale Vocazionalità ittica attuale Categorizzazione Classificazione ittica del T. Povo Salmonidi Salmondi (solo i tratti con deflusso permanente) Acque di pregio ittico potenziale CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 125 -

TORRENTE NEMBO CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 126 -

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Il T. Nembo sfocia in sponda sinistra al T. Povo, attraversando il territorio del Comune di Vilminore di Scalve. Caratteristiche geografiche del T. Nembo e del suo bacino imbrifero Superficie bacino (km 2 ) 15.94 Ordine fluviale del corso d acqua 5 Lunghezza del tratto (km) 6.7 Altitudine sorgente (m s.l.m.) 1780 Altitudine finale (m s.l.m.) 810 Dislivello (m) 970 Pendenza media (%) 14.5 Larghezza media (m) <2 Classificazione amministrativa del T. Nembo Carattere Provinciale Interconnessione Nessuna Appartenenza Reticolo principale (dalla foce fino alla confluenza a quota 1275) Soggetto competente STER Num.Progr. BG173 n iscr. El. AAPP NE Tipologia ZPS SIC Aree protette attraversate dal T. Nembo Denominazione IT2060503 Presolana IT2060005 Val Sedornia - Val Zurio - Pizzo Della Presolana Non ci sono zone a regolamentazione speciale sul T. Nembo. Profilo del T. Nembo 1900 1800 1700 Altitudine (m s.l.m.) 1600 1500 1400 1300 1200 1100 Presa Enel Confluenza T. Civinate Foce nel T. Povo 1000 900 800 700 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000 7000 Distanza dalla sorgente (m) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 127 -

L AMBIENTE Questo torrente è un tipico corso d acqua montano di modeste dimensioni e con andamento prevalente a salti e piccole pozze, salvo per la parte finale a riffle. Il tratto più idoneo alla presenza di fauna ittica sarebbe quello a valle della confluenza del T. Civinate, dove la portata naturale potrebbe garantire un habitat acquatico adeguato; la presenza di una derivazione su entrambe le aste poco prima della loro confluenza priva di fatto tale tratto di un deflusso superficiale, che si ripristina minimamente solo poco prima dello sbocco nel T. Povo. L indice IFF nel tratto terminale assegna al tratto una funzionalità fluviale buona, che non raggiunge il massimo solo a causa della banalizzazione idraulico morfologica conseguente al ridotto deflusso superficiale; l ambiente ripario si presenta invece in condizioni di elevata naturalità. Risultati dell applicazione dell Indice IFF nel T. Nembo Livello Valore Giudizio funzionalità Comune Località funzionalità (dx/sx) (dx/sx) (dx/sx) Vilminore di Scalve Confluenza nel T. Povo 210/210 II/II Buono/buono Elenco delle derivazioni presenti nel T. Nembo Titolare Passaggio Comune Località Tipologia concessione pesci Enel Vilminore di Scalve Quota 1010 m s.l.m. Traversa No (non serve) La traversa di derivazione Enel sul T. Nembo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 128 -

Il T. Nembo asciutto a valle della presa Enel Il T. Nembo alla confluenza con il T. Povo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 129 -

LA QUALITÀ DELLE ACQUE Questo corso d acqua non è interessato da scarichi inquinanti; il mancato raggiungimento della massima classe di qualità IBE nella zona terminale dipende solo dalle pessime condizioni idrologiche dovute alla mancanza di DMV dalla presa a monte e si presume che il problema sarà risolto con l entrata in vigore del deflusso previsto dal PTUA della regione. Risultati dell applicazione dell Indice IBE T. Nembo Comune Località Data Punteggio N taxa Classe Qualità Vilminore di Scalve Confluenza nel T. Povo Set 2006 9-10 15 II-I Accettabile-buona I PESCI Nel T. Nembo sono presenti trote fario in modo del tutto sporadico e occasionale presso la foce nel T. Povo, dove si ripristina un minimo deflusso superficiale, che è però del tutto inadeguato a garantire una effettiva vocazionalità ittica. E inoltre possibile che vi siano trote nel tratto a monte della confluenza del T. Civinate (che non apporta acqua in quanto derivato a sua volta integralmente), benché lo spazio vitale disponibile sia modesto. Valutazione sintetica dello stato delle popolazioni ittiche del T. Nembo Specie 1999/2000 2006/2007 Trota fario ND pessimo LA GESTIONE Il T. Nembo è vocazionale potenzialmente per i Salmonidi e appartiene alla zona della trota fario, ma in assenza di rilascio dalla presa Enel è al momento privo di un effettiva vocazionalità ittica; questa potrà essere ripristinata quando entrerà in vigore il DMV previsto dal PTUA della Regione, che ripristinerà una portata permanente lungo tutta l asta. Vocazionalità ittica potenziale Vocazionalità ittica attuale Categorizzazione Classificazione ittica del T. Nembo Salmonidi Non vocazionale Acque di pregio ittico potenziale CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 130 -

IL FIUME OGLIO SUBLACUALE, DA PARATICO A CALCIO CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 131 -

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Il F. Oglio a valle del Lago d Iseo corre a cavallo del confine con la Provincia di Brescia, con alcuni che tratti che appartengono solo a Brescia (in modo evidente per circa 7.6 km sul totale, anche se in molti punti il confine tra le province, che presumibilmente segue il vecchio alveo, è sulla sponda bergamasca e l alveo bagnato è in territorio bresciano); dopo 41.5 km il percorso abbandona definitivamente la Provincia di Bergamo. Il principale affluente dell Oglio postlacuale in territorio bergamasco (sponda destra ) è il Torrente Cherio. La portata dell Oglio sublacuale è regolata da paratoie poste all uscita del lago e soggetta a prelievi lungo il corso del fiume, la maggior parte dei quali alimentano canali a scopo irriguo. La portata media annua misurata all uscita dal lago nel periodo 1984-2002 è di 56.37 m 3 /s, con un minimo di 37.98 m 3 /s in marzo ed un massimo di 83.97 in giugno. Nella sezione di Capriolo la portata media annua naturale calcolata è 57.98 m 3 /s, con il minimo a febbraio (32.94 m 3 /s) e il massimo in maggio (84.12 m 3 /s) (Regione Lombardia, 2006). Il F. Oglio appartiene ai corpi idrici significativi individuati dal PTUA della Regione Lombardia. Caratteristiche geografiche del tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale e del suo bacino imbrifero Altitudine max bacino (m s.l.m.) 1 3554 Altitudine media bacino (m s.l.m.) 1 1639 Ordine fluviale del corso d acqua 2 Lunghezza del tratto (km) 41.52 Altitudine iniziale (m s.l.m.) 186 Altitudine finale (m s.l.m.) 80 Dislivello (m) 106 Pendenza media (%) 0.3 1 dalle sorgenti Classificazione amministrativa del tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale Carattere Interprovinciale (province di Bergamo, Brescia e Cremona) Interconnessione Lago d Iseo Appartenenza Reticolo idrografico principale Soggetto competente STER Num. Progr. BG191 N iscr. El. AAPP NE Il F. Oglio rientra tra i corpi idrici significativi. Tipologia Parco Regionale ZPS-SIC Aree protette attraversate dal tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale Denominazione Parco Oglio Nord IT2060015 Bosco dell Isola CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 132 -

L AMBIENTE L Oglio sublacuale è un corso d acqua planiziale che attraversa un territorio per lo più di scarsa naturalità, dove estese monocolture a mais si alternano ad aree urbanizzate. Le rive sono integre o rinforzate da scogliere che sono in via di ricolonizzazione da parte della vegetazione, salvo nelle zone di attraversamento dei centri urbani; la fascia perifluviale è generalmente continua e con essenze arboree indigene, ma limitata in ampiezza dalle coltivazioni che si spingono soventemente a ridosso delle rive, salvo in alcune zone rimaste integre come p.e. il SIC Bosco d Isola. La portata è regolata fin dall incile del Lago d Iseo e sono presenti numerose derivazioni, la maggior parte a scopo irriguo, che penalizzano severamente la disponibilità di habitat acquatico in particolare nel periodo estivo. Il corso d acqua ha una pendenza bassa ed è caratterizzato da una tipologia idraulico morfologica prevalente a run, eccetto per brevi riffle in corrispondenza delle zone di maggiore pendenza. Le profondità sono molto variabili lungo il tratto, passando da diversi metri nei punti a monte degli sbarramenti più importanti, a pochi centimetri a valle delle traverse che derivano i maggiori quantitativi di acqua. Grande variabilità presenta anche l ampiezza dell alveo bagnato, fortemente influenzata sia dalla portata che dai lavori di risistemazione idraulica e rimodellazione dell alveo in diverse zone; si passa pertanto da punti in cui l acqua riempie l alveo da sponda a sponda a punti in cui il letto fluviale è quasi completamente asciutto. Il substrato fluviale è dominato dalla ghiaia, con zone sabbiose nei punti a corrente più lenta e ai margini dell alveo e zone a ciottoli nei riffle. La disponibilità di rifugi per i pesci è fortemente condizionata dalla portata e dalla morfologia delle sponde: nei tratti più naturali e con un adeguato deflusso superficiale la vegetazione riparia e quella acquatica garantiscono abbondanti ripari; anche le scogliere artificiali realizzate con massi alla rinfusa rappresentano ottimi rifugi. Per contro i tratti con le sponde private della vegetazione riparia e quelli con una portata troppo scarsa presentano scarsa disponibilità di rifugi e sono idonei ad ospitare solo pesci di piccola taglia. 500 450 Profilo del tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale 400 Lago d'iseo Altitudine (m s.l.m.) 350 300 250 200 150 Cividate, presa Roggia Donna presa Naviglio Civico di Cremona Confine provinciale 100 50 0 0 5000 10000 15000 20000 25000 30000 35000 40000 45000 Distanza dalla sorgente (m) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 133 -

Il F. Oglio a Castelli di Calepio, a valle del ponte per Capriolo Il F. Oglio a monte di Palosco CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 134 -

Il F. Oglio a Calcio, a monte della presa nel Naviglio Pallavicino Il F. Oglio a Pumenengo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 135 -

Il F. Oglio a Calcio, a valle della presa nel Naviglio Pallavicino Il F. Oglio a Calcio, a valle della presa nel Naviglio Pallavicino CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 136 -

Elenco delle derivazioni presenti nel tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale Comune Località Nome Passaggio Tipologia canale pesci Sarnico (BG) - Paratico (BS) Fosio Seriola Fusia Traversa con realizzazione invaso (L. Iseo) prevista Credaro (BG) - Capriolo (BS) S. Fermo Canale cotonificio NK traversa bacini successivi Castelli Calepio (BG) - Capriolo (BS) Castelrampino Canale Enel traversa bacini successivi Castelli Calepio (BG) - Palazzolo sull'oglio (BS) Colombero Seriola Vecchia Chiari traversa no Palazzolo sull'oglio Abitato di Palazzolo Roggia Castrina traversa no Palazzolo sull'oglio Cascina Foppella R. Sale, R. Trenzana, In corso di traversa R. Marzoli realizzazione Palosco (BG) - Pontoglio (BS) Casa Fontana Roggia Baiona traversa no Palosco (BG) - Pontoglio (BS) Cascina Rovazzano Canale manifattura traversa no Pontoglio (BS) Cascina Convento Roggia Rudiana, R. Vescovada traversa no Pontoglio (BS) Cascina Santelle Roggia Castellana traversa no Pontoglio (BS) - Cividate (BG) Madonna dei Campi Veri Roggia Donna traversa no Calcio (BG) - Urago d'oglio (BS) Porte Naviglio Naviglio Cremona - R. Antegnata traversa no Pumenengo (BG) - Urago d'oglio (BS) Cascina Lamone Roggia Molina traversa no Calcio (BG) - Urago d'oglio (BS) Cascina Lovello Roggia Calciana traversa no Calcio (BG) - Urago d'oglio (BS) Cascina Borella Naviglio Grande Pallavicino traversa no Pumenengo (BG) - Rudiano (BS) Cascina Peschiera Cavo Molinara traversa Torre Pallavicina (BG) - Naviglio Nuovo Cascina Zamboni Roccafranca (BS) Pallavicino traversa no Roccafranca (BS) Allevamento trote Roggia Conta di Barco filarola no Roccafranca (BS) Cascina della Lunga Roggia Carosa filarola no La traversa del Consorzio Oglio a Paratico CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 137 -

La traversa della derivazione Niggeler & Kupfer a Capriolo La traversa della derivazione Enel tra Capriolo (BS) e Castelli Calepio (BG) CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 138 -

La traversa della derivazione Italgen e Seriola Nuova (Roggia Vetra) La traversa della derivazione della Roggia Castrina a Palazzolo sull Oglio CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 139 -

La traversa delle rogge Trenzana-Travagliata e Sale e del canale per la centrale Elettra 2000 di Palosco La presa della Roggia Baiona CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 140 -

La traversa della centrale di Pontoglio, ubicata tra il Comune di Pontoglio (BS) e quello di Palosco (BG) La traversa di derivazione delle rogge Rudiana e Vescovada CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 141 -

La traversa di derivazione della Roggia Castellana La traversa di derivazione della Roggia Donna e centrale Elettra 2000 a Cividate al Piano CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 142 -

La traversa di derivazione del Naviglio Civico di Cremona e della Roggia Antegnata a Calcio La traversa di derivazione della Roggia Molina a Urago d Oglio CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 143 -

La traversa di derivazione della Roggia Calciana a Calcio La traversa di derivazione del Naviglio Grande Pallavicino CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 144 -

La traversa di derivazione della Roggia Molinara La traversa di derivazione del Naviglio Nuovo Pallavicino a Roccafranca CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 145 -

La filarola di derivazione della Roggia Conta a Roccafranca La filarola di derivazione della Roggia Conta a Roccafranca CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 146 -

LA QUALITÀ DELLE ACQUE La componente principale del carico inquinante che raggiunte l Oglio sublacuale non è dovuta a scarichi puntuali, quanto piuttosto al contributo immesso dai tributari (il Cherio nel tratto in questione). Gli impianti di maggiore dimensione che scaricano direttamente nella porzione di Oglio tra il lago e il confine provinciale sono da monte a valle: 2 situati in Comune di Castelli di Calepio, ciascuno dei quali con 4000 A.E., uno a Palazzolo sull Oglio (BS, 11000 A.E.), uno a Cividate al Piano (5200 A.E.), uno a Rudiano (BS, 4100 A.E.) e uno a Calcio (7000 A.E.). In questo tratto è presente una stazione ARPA di monitoraggio della qualità delle acque a Capriolo (BS). La valutazione complessiva si attesta negli ultimi 6 anni su un giudizio sufficiente, salvo che per il 2003 in cui la valutazione è scesa a scarso ; il comparto limitante appare essere quello biologico, in quanto l Indice IBE mostra una classificazione sempre peggiore di un livello rispetto ai macrodescrittori. Risultati del monitoraggio ARPA nel F. Oglio a Capriolo Livello Qualità biologica Stato ecologico Qualità ecologica Anno Macrodescrittori (classe IBE) (classe SECA) (giudizio SECA) 2000-01 2 3 3 sufficiente 2002 2 3 3 sufficiente 2003 3 4 4 scarso 2004 2 3 3 sufficiente 2005 2 3 3 sufficiente 2006 2 3 3 sufficiente I risultati delle indagini con l Indice IBE, riportati nella tabella che segue, mostrano una qualità biologica delle acque abbastanza soddisfacente (sebbene non ottimale) agli estremi del tratto. Il giudizio di tale valutazione stagionale, alla luce dei dati ARPA che sono frutto invece di una lunga serie storica, è probabilmente sovrastimato, almeno per quanto riguarda Capriolo; si può invece ritenere più rappresentativo il dato di Torre Pallavicina, in quanto in tale zona inizia il riaffioro delle acque di falda pulite che reintegrano via via quelle derivate ad uso irriguo nel segmento a monte. Questo spiega come sia possibile che al confine della Provincia con Brescia vi possa essere una situazione qualitativamente migliore a dispetto dei carichi inquinanti generati dall immissione del T. Cherio e dei depuratori sopracitati. Risultati dell applicazione dell Indice IBE nel tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale Comune Località Data Punteggio N taxa Classe Qualità Castelli di Calepio Ponte per Capriolo Mag 2007 8 18 II accettabile Torre Pallavicina Valle presa N. Pallavicino Mag 2007 10-9 21 I-II Buona-accettabile CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 147 -

I PESCI I dati desunti dai campionamenti effettuati nel maggio 2007 a Castelli di Calepio, alla presa del Naviglio Pallavicino a Calcio e all imbocco della Roggia Castrina a Palazzolo sull Oglio, integrati dalle informazioni fornite dai pescatori e dai recuperi dei canali che derivano le acque dall Oglio, mostrano che lo stato attuale vede una chiara vocazionalità a Ciprinidi reofili; in particolare sono abbondanti e ben strutturate le popolazioni di barbo comune, cavedano e vairone. I Salmonidi sono invece presenti solo in modo occasionale, con rari esemplari di trota fario. Valutazione sintetica dello stato delle popolazioni ittiche nel tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale Specie 2003 1 2006/2007 Alborella Mediocre Mediocre Anguilla Pessimo Pessimo Barbo comune Ottimale Ottimale Carassio Mediocre Mediocre Carpa Discreto Discreto Cavedano Ottimale Ottimale Cobite Mediocre Ottimale Gardon Assente Pessimo Ghiozzo Mediocre Ottimale Gobione Pessimo Mediocre Lasca Mediocre Mediocre Luccio Mediocre Mediocre Persico reale Pessimo Mediocre Persico sole Mediocre Discreto Persico trota Pessimo Pessimo Pigo Mediocre Mediocre Sanguinerola Pessimo Mediocre Savetta Mediocre Mediocre Scardola Mediocre Discreto Scazzone Pessimo Assente Siluro Assente Mediocre Storione cobice Pessimo Pessimo Tinca Pessimo Mediocre Triotto Mediocre Discreto Trota fario Pessimo Assente Vairone Ottimale Ottimale 1 informazioni desunte dalla Carta Ittica della Provincia di Brescia Rispetto ai dati del 2003 si osservano alcune variazioni sulle specie di piccola taglia come cobite e ghiozzo, che presumibilmente non sono migliorate ma erano semplicemente state sottostimate in precedenza. Importante è invece la comparsa del siluro, la cui presenza è ancora relativamente contenuta e circoscritta al tratto più prossimo del Lago d Iseo, ma non per questo meno allarmante in considerazione di come di è diffuso rapidamente in altri corpi idrici. Altro elemento negativo che va posto in risalto è la segnalazione del gardon, altra specie esotica, la cui espansione potrebbe causare l inquinamento genetico della popolazione di pigo. Quest ultimo, come la savetta, sono endemismi padani un tempo numerosi ed ora in forte regresso nell intero loro areale, situazione cui purtroppo l Oglio non fa eccezione. Ancora più delicata appare la situazione della lasca, la cui presenza è segnalata ma che nei campionamenti compare solo sporadicamente. CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 148 -

LA GESTIONE Il F. Oglio sublacuale sarebbe vocazionale, oltre che per i Ciprinidi reofili, anche per la marmorata ed il temolo; in realtà le gravi alterazioni al livello di habitat idraulico morfologico e termico che sono prodotte dalle numerose derivazioni impediscono una presenza significativa di Salmonidi, salvo qualche rara eccezione nella zona più a Sud sul confine con Brescia, dove vi è un importante apporto di acque fresche e pulite dalla falda. Le derivazioni sono inoltre per la maggior parte del tutto prive di passaggio artificiale e determinano pertanto una sensibile frammentazione dell habitat, resa ancora più grave dal fatto che l Oglio sarebbe naturalmente in comunicazione con il Lago d Iseo. La gestione di questo tratto di corso d acqua non può quindi partire che dalla mitigazione degli impatti ambientali dovuti alle derivazioni, che già potrebbe attuarsi con l adozione dei DMV previsti dal PTUA della Regione; senza il miglioramento delle condizioni idriche e quindi della qualità termica e chimica delle acque non è infatti perseguibile alcun obiettivo di miglioramento qualitativo della comunità ittica, soprattutto nel senso di ripristinare la vocazionalità salmonicola. Particolare attenzione dovrà essere inoltre rivolta al contenimento delle specie esotiche, che per ora non è ancora grave come in altro corsi d acqua simili, ma che vede preoccupanti campanelli di allarme nella crescente diffusione del siluro e nella comparsa del gardon. Quest ultimo potrebbe creare rischi di inquinamento genetico della popolazione di pigo, la cui consistenza è già piuttosto ridotta rispetto al passato, rendendo necessari interventi di supporto tramite riproduzione artificiale di esemplari selvatici. Meritevoli di tutela e di azioni di recupero sono anche le altre specie di Ciprinidi reofili di interesse comunitario come la lasca, la savetta ed il barbo canino, quest ultimo ormai estremamente raro. Classificazione ittica del tratto bergamasco di F. Oglio sublacuale Vocazionalità ittica potenziale Salmonidi, Timallidi e Ciprinidi reofili Vocazionalità ittica attuale Ciprinidi reofili Categorizzazione Acque di pregio ittico Cavedano del F. Oglio sublacuale CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 149 -

TORRENTE CHERIO CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 150 -

INQUADRAMENTO GEOGRAFICO E CLASSIFICAZIONE AMMINISTRATIVA Il T. Cherio nasce come emissario del Lago d Endine in Val Cavallina e si getta nel Fiume Oglio in sponda destra dopo aver attraversato i comuni di Monasterolo, Spinone al Lago, Casazza, Grone, Vigano S. Martino, Borgo di Terzo, Berzo S. Fermo, Entratico, Trescore Balneario, Zandobbio, Luzzana, Calcinate, Carobbio degli Angeli, Gorlago, Bolgare, Palosco. La portata media annua misurata a Casazza (area bacino sotteso pari a 150 km 2 ) negli anni 1960-67 è di 1.42 m 3 /s, con un minimo di 1.13 m 3 /s in marzo ed un massimo di 1.83 m 3 /s in novembre (Regione Lombardia, 2006); la portata media annua naturale calcolata a Palosco (presso la foce) è di 3.15 m 3 /s, con un minimo di 2.57 m 3 /s in settembre ed un massimo di 4.21 m 3 /s in novembre (Regione Lombardia, 2006) Il T. Cherio appartiene ai corpi idrici non significativi appartenenti alla rete di monitoraggio ambientale. Caratteristiche geografiche del T. Cherio e del suo bacino imbrifero Superficie bacino (km 2 ) 161 Altitudine max bacino (m s.l.m.) 1381 (Monte Grione) Altitudine media bacino (m s.l.m.) 691 Ordine fluviale del corso d acqua 3 Lunghezza del tratto (km) 29.8 Altitudine sorgente (m s.l.m.) 334 Altitudine finale (m s.l.m.) 140 Dislivello (m) 194 Pendenza media (%) 0.7% Larghezza media (m) 6 Classificazione amministrativa del T. Cherio Carattere Provinciale Interconnessione Emissario del Lago d Endine Appartenenza Reticolo principale (dalla foce fino alla Lago d Endine) Soggetto competente STER Num.Progr. BG192 n iscr. El. AAPP NE Il T. Cherio rientra tra i corpi idrici non significativi appartenenti alla rete di monitoraggio ambientale e non attraversa aree protette lungo il suo percorso. Tipologia Campo gara Campo gara Campo gara Zone a regolamentazione speciale sul T. Cherio Località Entratico Gorlago Carobbio degli Angeli Palosco CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 151 -

L AMBIENTE Il T. Cherio è un ambiente torrentizio che inizialmente ha caratteristiche di corso d acqua collinare e poi passa ad una tipologia più marcatamente planiziale procedendo verso la foce. Attraversa un ampia valle a terrazzi, con territorio fortemente influenzato dalla presenza dell uomo sia in termini di nuclei abitati che di insediamenti produttivi. Lungo il suo percorso vi sono estesi tratti canalizzati e rettificati che ne alterano pesantemente la naturalità dell alveo e delle rive. Il mesohabitat è rappresentato da lunghi riffle a bassa pendenza, con alveo piatto e profondità dell acqua piuttosto modeste; solo a valle di briglie o presso ostacoli che ostruiscono il flusso della corrente si creano rare zone di maggiore profondità. Il substrato è prevalentemente ghiaoso e sabbioso e la disponibilità di rifugi per i pesci è limitata dalla scarsa profondità. Nella parte alta del corso sono presenti ciuffi macrofite sommerse del genere Ranunculus che aumentano l eterogeneità ambientale, mentre nel tratto inferiore la vegetazione acquatica è rappresentata prevalentemente da tappeti algali filamentosi. Il Cherio è derivato a scopo irriguo per alimentare le rogge Bolgare, Gorlaga e Castrina, con una presa unica in luogo dei distinti tre punti di captazione esistenti in passato; la riduzione di portata è tale che nel suo tratto finale, tra Bolgare e Palosco, sono possibili asciutte complete nei periodi di siccità. L applicazione dell Indice di Funzionalità Fluviale evidenzia lo stato di degrado dell habitat ripario, del territorio circostante e la banalizzazione del mesohabitat fluviale, per cui il torrente riesce a raggiungere nei casi migliori solo una funzionalità intermedia tra buona e mediocre e si posizione invece soventemente su giudizi peggiori; non si rilevano miglioramenti rispetto alle criticità già evidenziate in altre zone nella precedente carta ittica, in cui l IFF applicato in Comune di S. Martino (presso il ponte per Sacca) forniva un giudizio scadente per entrambe le sponde, a Gorlago (nell abitato) scendeva a scadente-pessimo e a Palosco poco prima della foce peggiorava ulteriormente a pessimo per la sponda destra e a scadente per quella sinistra. Comune Località Risultati dell applicazione dell Indice IFF nel T. Cherio Livello Valore funzionalità (dx/sx) (dx/sx) Giudizio funzionalità (dx/sx) Berzo S. Fermo Monte passerella pista ciclabile 196/196 II-III/II-III buono-mediocre/ buonomediocre Berzo S. Fermo Valle passerella pista ciclabile 111/111 III-IV/III-IV mediocre-scadente/ mediocrescadente Entratico Ditta Bugini 186/186 II-III/II-III buono-mediocre/ buonomediocre Palosco Valle Ponte Nuovo 132/128 III/III mediocre/mediocre Elenco delle derivazioni presenti nel T. Cherio Nome Passaggio Comune Località Tipologia canale pesci Trescore - Gorlago Cascina Montecchi R. Bolgare Traversa Realizzazione prevista CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 152 -

Profilo del T. Cherio 500 450 400 350 Lago d'endine Foce nel F. Oglio Altitudine (m s.l.m.) 300 250 200 150 100 50 0 0 2500 5000 7500 10000 12500 15000 17500 20000 22500 25000 27500 30000 Distanza dalla sorgente (m) Il T. Cherio a Berzo S. Fermo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 153 -

Il T. Cherio a Entratico Il T. Cherio a Palosco a valle del Ponte Nuovo CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 154 -

Il T. Cherio a Palosco a monte del Ponte Vecchio La derivazione del Consorzio di Bonifica a Gorlago CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 155 -

LA QUALITÀ DELLE ACQUE Il T. Cherio riceve le acque reflue di diversi impianti di depurazione ed è tuttora soggetto a scarichi civili ed industriali non adeguatamente trattati, che hanno un impatto importante sulla qualità delle acque del torrente, già non ottimale dopo l uscita dal lago. Elenco degli impianti di depurazione pubblici presenti lungo il T. Cherio e i suoi affluenti Impianto Comune Corpo idrico recettore Scarico comunale n. 1 - loc. Piazze (scarico da fossa Imhoff) Cenate Sopra T. Valle Cazulla scarico impianto SC1 Bolgare T. Cherio Chiuduno - scarico 01 Chiuduno T. Tirna Gorlago - scarico 01 Gorlago T. Cherio loc. S. Antonio di Grone Grone T. Valle s. Antonio Grumello del Monte - Via Repubblica Grumello Del Monte T. Tirna scarico P1 loc. Via Fontane Palosco T. Cherio Val Cavallina Servizi srl - scarico 01 Trescore Balneario T. Cherio loc. San Fermo - Grone Grone T. Rinato) Presso la foce in Comune di Palosco è presente una stazione ARPA di monitoraggio della qualità delle acque. I risultati sulla qualità ecologica oscillano negli anni tra un giudizio scarso ed uno sufficiente. Risultati del monitoraggio ARPA nel T. Cherio a Palosco Livello Qualità biologica Stato ecologico Qualità ecologica Anno Macrodescrittori (classe IBE) (classe SECA) (giudizio SECA) 2000-2001 4 4 4 scarso 2002 3 3 3 sufficiente 2003 4 4 4 scarso 2004 2 3 3 sufficiente 2005 4 4 4 scarso 2005 3 3 3 sufficiente I risultati delle indagini con l Indice IBE, riportati nella tabella che segue, mostrano una qualità biologica delle acque complessivamente piuttosto scadente, se si eccettua la zona di Entratico. Risultati dell applicazione dell Indice IBE Comune Località Data Punteggio N taxa Classe Qualità Berzo S. Fermo Passerella pista ciclabile Ott 2006 7 12 III dubbia Entratico Ditta Bugini Ott 2006 8 18 II accettabile Palosco Valle Ponte Nuovo Ott 2006 6-5 11 III-IV dubbia-critica CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 156 -

I PESCI Il primo segmento del T. Cherio risente in modo evidente del collegamento con il Lago d Endine e sono segnalate spesso concentrazioni particolarmente elevate di novellame di pesce persico, che arriva a rappresentare oltre il 90% degli esemplari presenti. Nella zona di Berzo S. Fermo la comunità ittica si presenta un po più equilibrata, anche se sempre poco diversificata, con una netta prevalenza del cavedano, una discreta abbondanza di persico reale (ma sempre senza esemplari adulti) e una presenza marginale di barbo comune e anguilla. A Entratico la situazione è decisamente migliore sia in termini di diversità sia di abbondanza numerica; barbo comune, cavedano, vairone e ghiozzo sono molto numerosi e con popolazioni ben strutturate, mentre il persico reale è meno abbondante ma adeguatamente rappresentato dalla diverse classi di età. Sono stati inoltre rinvenuti esemplari di trota fario e trota iridea, provenienti da immissioni di materiale pronta pesca ed è segnalata la presenza del siluro. Il campionamento nella zona di Palosco a valle del Ponte Nuovo ha evidenziato invece una situazione di grave alterazione della comunità ittica, con l assenza di popolazioni numericamente consistenti e strutturate; sono infatti stati catturati solo uno sparuto numero di individui di Ciprinidi in un lungo tratto campionato. Rispetto alla situazione descritta nella precedente carta ittica non si registrano variazioni degne di rilievo, salvo per la crescente presenza del siluro che si sta diffondendo dal Lago d Endine. Valutazione sintetica dello stato delle popolazioni ittiche del T. Cherio Specie 1999/2000 2006/2007 Cavedano discreto discreto Barbo comune discreto discreto Barbo canino pessimo pessimo Vairone discreto discreto Gobione mediocre mediocre Tinca mediocre mediocre Scardola mediocre mediocre Carassio mediocre mediocre Ghiozzo discreto discreto Cobite mediocre mediocre Luccio pessimo pessimo Persico reale discreto discreto Persico sole pessimo pessimo Anguilla pessimo pessimo Siluro pessimo mediocre Trota fario pessimo pessimo Trota iridea pessimo pessimo LA GESTIONE Il T. Cherio è vocazionale ai Ciprinidi reofili in quanto nei mesi estivi le temperature raggiungono valori non idonei alla sopravvivenza dei Salmonidi. Nel tratto inferiore, a valle di Gorlago, le mediocri condizioni qualitative e soprattutto l esiguità del deflusso idrico, depauperato dalle derivazioni, determinano nelle stagioni più secche condizioni al limite della possibilità di ospitare fauna ittica e sono segnalate morie di pesci. L entrata in vigore del DMV previsto dal PTUA della Regione dovrebbe consentire un primo importante miglioramento. Per questo motivo si è ritenuto opportuno considerare provvisoriamente l intera asta fluviale come acque di pregio ittico potenziale, riservandosi la possibilità di variare in futuro la classificazione del tratto inferiore a valle della traversa di Gorlago nel caso in cui il rilascio del deflusso minimo non sortisca gli effetti benefici ipotizzati. Vocazionalità ittica potenziale Vocazionalità ittica attuale Categorizzazione Classificazione ittica del T. Cherio Ciprini reofili Ciprini reofili Acque di pregio ittico potenziale CARTA ITTICA PROVINCIALE DI BERGAMO - 157 -