- COMUNE DI CAMPI SALENTINA - RELAZIONE GEOLOGICA SUI TERRENI CHE SARANNO INTERESSATI DAL RESTAURO E RECUPERO FUNZIONALE DELL'EX CINEMA-TEATRO EXCELSIOR DA ADIBIRE AD ATTIVITA' TEATRALI ED EDUCATIVE. dott. geologo Antonio Alfarano Via F. Brunelleschi n 6 Lecce - tel 0832/344692
Dalla Amministrazione Comunale(det. n ) di Campi salentina, al sottoscritto dott. geologo Antonio Alfarano di Lecce, è stato affidato l incarico di redigere la presente relazione geologica. Questa è riferita ai terreni nel centro abitato di Campi sal., in particolare a quelli ubicati in Via Umberto I, su cui già insiste una costruzione: Cinema Excelsior, di proprietà della stessa Amministrazione. Tale intervento, così come risulta dal progetto, interesserà per buona parte il fabbricato esistente. I terreni che saranno interessati dal restauro e recupero funzionale del cinema-teatro excelsior da adibire ad attivita' teatrali ed educative, in catasto sono indicati al F part. lla. Il rilevamento geologico di superficie riportato nella Tav.1(in scala 1:12.000) ricavata dal CTPN 512010 della Provincia di Lecce, ha permesso l'identificazione dei vari litotipi costituenti il substrato. Questi facendo riferimento alla Carta Geologica d Italia(F 204), sono stati ascritti a diverse formazioni geologiche. Le loro aree di affioramento nella Tav.1, sono differenziate con colori diversi. Relazione geologica 1
-MORFOLOGIA ED IDROGEOLOGIA - Così come risulta dalla Tav.1, tutta l area esaminata è caratterizzata da un grande pianoro racchiuso dall isoipsa dei +35m che è leggermente degradante verso nord-est. La morfologia del territorio intorno al centro abitato di Campi s. risulta piuttosto pianeggiante, è caratterizzata dalla presenza di una fascia di terreno che evidenzia un basso strutturale. Questo deriva da una faglia diretta presente pochi chilometri più a nord-est. Tale discontinuità di natura tettonica è messa in evidenza dall andamento morfologico del terreno che ha determinato un alto denominato: Serra S. Elia. Questo movimento tettonico, nella parte ribassata ha creato una depressione("graben") che continua verso sud-est e comprende il centro abitato di Novoli. Tale depressione è conosciuta come la Cupa, in essa affiorano terreni di deposizione più recente che colmandola ne hanno attenuato l evidenza. Il movimento tettonico che ha interessato i calcari cretacici successivamente ha interessato anche quelli miocenici creando la depressione resa meno evidente dalla sovrapposizione dei terreni plio-pleistocenici. Il rilevamento di superficie ha mostrato come tale faglia sia resa evidente da una scarpata lungo cui non sono stati riscontrati segni di erosione superficiale recenti o del passato. Dallo studio del substrato impermeabile dell acquifero e dell andamento delle isofreatiche della falda profonda risulta come la circolazione delle acque sotterranee sia condizionata dall assetto morfologico-strutturale della zona, dalla Relazione geologica 2
permeabilità e dal contatto stratigrafico dei vari terreni. Nella Penisola Salentina talvolta è possibile rilevare una duplice circolazione idrica sotterranea. La falda superficiale spesso a carattere stagionale è presente essenzialmente nelle sabbie e calcareniti poco cementate quaternarie ed in quelle plioceniche permeabili per porosità. La falda più ricca ed a regime costante, è detta profonda ed ha sede nei calcari cretacici permeabili per fessurazione. Mentre la falda profonda galleggia sull acqua marina di invasione continentale, quella più superficiale è sostenuta dalla presenza di un terreno poco permeabile. Nell'area di indagine non c'è falda superficiale, la falda profonda è presente nei calcari cretacici fratturati del substrato dotati di(buona) porosità secondaria. Dati desunti da perforazioni più profonde effettuate per ricerca d'acqua, indicano la presenza di tale falda all interno dei calcari cretacici. Si ritrova a profondità variabile, nel centro abitato è a circa - 50m dal p.c., è potabile e presenta una portata costante. Circola all interno dei depositi calcareodolomitici e galleggia(per la differente densità) sull acqua salata di invasione continentale. Ha un gradiente idraulico di +1,0 3,0m s.l.m., con una cadente piezometrica orientata verso Nord-Est. In condizioni di equilibrio lo spessore della falda profonda è legato con la legge di Ghyben-Herzberg all'acqua marina di intrusione continentale dalla seguente relazione: H = [ρ f / (ρ m - ρ f)] * h Relazione geologica 3
-Sezione idrogeologica dell acquifero salentino.- Lecce Mar. Ionio Mar. Adriatico acqua dolce zona di diffusione acqua salata I calcari affioranti ricoperti da terreno eluviale, nella parte più superficiale, sono dotati di scarsa porosità primaria, quelli più in profondità presentano una permeabilità secondaria variabile in funzione del grado di fratturazione. Relazione geologica 4
Isofreatiche della falda profonda(pta) Isofreatiche m.s.l.m. Relazione geologica 5
- CONSIDERAZIONI GEOLOGICHE D'INSIEME - In un'estesa fascia che si allarga(verso sud) verso Novoli, affiorano dei terreni che in letteratura sono indicati come: Formazione di Gallipoli. Sono rappresentati da sabbie calcaree limose(q 1 s) e biocalcareniti(q 1 c) a struttura "tufacea" con diverso grado di cementazione. Si passa da sabbie calcaree di colore bianco giallastro dalla granulometria medio-grossolana ed eterogenea con interposti dei limi ed argille grigio-verdastri, a litotipi omogenei e a grana fine variamente cementati costituenti delle calcareniti. Tale deposito è massiccio, la stratificazione è appena accennata ed irregolare, se presente è una stratificazione interna al deposito stesso. Nell'insieme, tale unità composta da sedimenti deposti in ambiente marino di tipo costiero e pelagico, è trasgressiva sui terreni più antichi. Il suo spessore(potenza) mediamente è di circa 25 metri. Sono sedimenti trasgressivi ed in discordanza stratigrafica con i calcari e calcari dolomitici affioranti nell area di indagine e costituenti il substrato(dolomie di Galatina). Sono trasgressivi anche sulle calcareniti plioceniche(calcareniti del Salento) che affiorano più ad ovest. In entrambi i casi è evidente una discordanza stratigrafica. Calcari e calcari dolomitici, stratificati e fratturati, di colore bianco-nocciola, a frattura irregolare sono i litotipi ascritti alle Dolomie di Galatina(C 7-6 ). Tali sedimenti sono di origine marina, quelli affioranti nell area rilevata e su cui risultano Relazione geologica 6
- Tav.1 Rilevamento geologico di superficie - CTPN 512010 Scala 1:12.000 Q 1 P 3 Formazione di Gallipoli Calcareniti del Salento C 7-6 Dolomie di Galatina Area di intervento Relazione geologica 7
trasgressivi i terreni di deposizione più recente, sono di colore bianco-nocciola. Nella parte più superficiale sono vacuolati e con frequenti incrostazioni di calcite cristallina ed inclusioni di terra rossa. Sono sedimenti dotati di porosità secondaria, in quanto fratturati e carsificati. Le acque meteoriche li attraversano sino a giungere sul substrato impermeabile rappresentato dalle acque marine di invasione continentale, costituendo così la falda profonda. Con il rilevamento geologico di superficie, a causa del terreno eluviale(terra rossa) che ricopre i vari litotipi, non sempre è stato possibile individuare il limite tra le due formazioni, descritte. Relazione geologica 8
- Tav.2 - Particolare dell area di intervento Area di intervento 1:15.000 Relazione geologica 9
- DECRIZIONE DELLE INDAGINI ESEGUITE - Intorno al centro abitato di Campi salentina, dalla ditta GEOPRO di Lecce sono stati eseguiti vari sondaggi geognostici a carotaggio continuo. E stata usata una sonda a rotazione della MAIT (mod. T14) montata su camion. La perforazione è stata eseguita con un carotiere semplice munito di corona con prismi in Widia. L esame dei numerosi campioni prelevati ha permesso di costruire la successione stratigrafica del substrato nel centro abitato. All'interno del fabbricato esistente, sono stati eseguiti numerosi pozzetti saggio e sono stati prelevati numerosi campioni di calcare, che hanno permesso di descrivere la successione stratigrafica. Alcuni di essi sono stati analizzati in laboratorio determinando così i principali parametri geomeccanici. Per la caratterizzazione sismica dell'area(n.t.c. 2008) è stato eseguito un sondaggio sismico(masw) riportato nella relazione geotecnica allegata. Relazione geologica 10
- Tav. 3 - CAMPI Salentina - - Stratigrafia nel centro abitato p.c 0,9 Terra rossa (limo argilloso rossastro) Calcari subcristallini bianco-avana stratificati, fratturati e carsificati, con fessure riempite di terra rossa. 2,5 Calcari e calcari dolomitici grigiastro-nocciola, stratificati e fratturati. Presentano frattura irregolare talvolta concoide ed impronte di macrofossili. 6,9 Relazione geologica 11
- Tav. 4 - CAMPI Salentina - - Stratigrafia ad est ed a sud del centro abitato p.c. Terra rossa(limo argilloso rossastro) 1,2 1,5 Sabbia calcarea a grana medio-grossolana di colore bianco-rossastra appena cementata con inclusione di noduli o livelli calcarenitici. Calcari subcristallini bianco-avana fratturati e carsificati, con fessure riempite di terra rossa. 2,3 Calcari dolomitici grigiastro-nocciola, stratificati e fratturati. Presentano frattura irregolare talvolta concoide ed impronte di macrofossili. 6,0 Relazione geologica 12
- CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE - Nell area che sarà interessata dalla ristrutturazione di progetto, al di sotto di una coltre eluviale dello spessore medio di oltre 1,0m, il litotipo affiorante è rappresentato dai calcari a chiancarelle descritti, fratturati e carsificati in superficie. Questo litotipo costituisce il substrato e bisogna considerare che non sempre è il piano di appoggio delle opere fondali esistenti. Le informazioni ottenute dall insieme dell indagine confermano per la costruzione esistente l'utilizzo delle opere fondali di tipo diretto. Sono rappresentate da muratura portante poggiata su un massetto di calcestruzzo che non sempre è a contatto con il substrato calcareo. Il calcolatore nella verifica del dimensionamento delle fondazioni esistenti, potrà considerare che ai calcari descritti possono essere affidati carichi ammissibili: q am < 3,0Kg/cmq. Dall'esame dei pozzetti saggio, è emerso come lo scavo realizzato per la messa in opera delle fondazioni esistenti, ha attraversato il deposito di terra rossa(il cui spessore talvolta è > 1,0m), sino a giungere sui calcari del substrato. La presente relazione è stata redatta in conformità di quanto disposto dal D.M. del 11/03/1988 e successive modifiche, finalizzata a stabilire con adeguato grado di determinazione le caratteristiche strutturali e dimensionali delle opere di fondazione. Lecce ottobre 2010 dott. geologo Antonio Alfarano Relazione geologica 13