Capitolo 11 Ordinanza 3431/05 Edifici esistenti



Похожие документы
11. Criteri di analisi e di verifica

Edifici in c.a. esistenti Metodi di adeguamento tradizionali

EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA parte 5

Il calcolo delle sopraelevazioni in muratura in funzione del livello di conoscenza

8 COSTRUZIONI ESISTENTI

riabilitazione delle strutture

MODELLAZIONE DI UN EDIFICIO IN MURATURA CON IL PROGRAMMA DI CALCOLO 3MURI

Università degli Studi di Firenze

Dissesti statici nel consolidamento delle opere d'arte danneggiate. Giorgio Monti Università La Sapienza di Roma

STRUTTURE IN MURATURA

INTERVENTI SULLE STRUTTURE

Ordinanza Progettazione di edifici in zona sismica CONSOLIDAMENTO. Ing. Marco Cauda

Lezione 1. Obiettivi prestazionali e normativa vigente. Laboratorio progettuale (Tecnica delle Costruzioni)

E mail: Web: Firenze, 12/03/2009

RINFORZO DI STRUTTURE MURARIE

Normative sismiche italiane

VERIFICA DI VULNERABILITA SISMICA DEGLI EDIFICI

I metodi di calcolo previsti dalle NTC 08 Parte 1

Regione Campania - Genio Civile

FORMULE UTILIZZATE NEI CALCOLI

I padiglioni A e C degli Spedali Civili di Brescia.

C8A (APPENDICE AL CAP. C8)

VALUTAZIONE DELLE RISERVE PRESTAZIONALI DEGLI EDIFICI IN TERRA DI CORRIDONIA (MC) RISPETTO ALL USO ATTUALE: LA SICUREZZA SISMICA

EDIFICI IN MURATURA ORDINARIA, ARMATA O MISTA

Contributo dei tamponamenti nelle strutture in c.a. Metodo utilizzato da FaTA-e

SICUREZZA E PRESTAZIONI ATTESE...

DESCRIZIONE DELLO STATO DI FATTO

edifici esistenti in muratura verifiche di vulnerabilità sismica analisi cinematiche

Carichi unitari. Dimensionamento delle sezioni e verifica di massima. Dimensionamento travi a spessore. Altri carichi unitari. Esempio.

Orientamenti interpretativi in merito agli interventi di sopraelevazione di edifici esistenti

Tecniche di rinforzo con materiali innovativi

SETTI O PARETI IN C.A.

ANALISI DI UNA STRUTTURA IN MURATURA ESISTENTE

PARTICOLARI COSTRUTTIVI MURATURA ARMATA POROTON

Rinforzo di Strutture in Muratura tramite Materiali Compositi Fibrorinforzati (FRP) acuradi: ing.ernesto Grande

Flessione orizzontale

Il terremoto de L'aquila: comportamento delle strutture in cemento armato

11. CONFRONTI TRA MODELLI E CONCLUSIONI D. Liberatore 1, L. Gambarotta 2, G.C. Beolchini 3, L. Binda 4, G. Magenes 5

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO SISMICO FASE 2 - DELLA SCUOLA SECONDARIA I "DANTE ALIGHIERI" DI COLOGNA VENETA

SCHEDA RIEPILOGATIVA INTERVENTO OPCM n e 3790

8 COSTRUZIONI ESISTENTI

BASATI SULLA GERARCHIA DELLE RESISTENZE. Footer Text

EX CONVENTO DI SAN BERNARDINO

MANUALE DI MANUTENZIONE

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

TEST DI VALIDAZIONE DEL SOFTWARE VEM NL

Inserimento di un nuovo solaio

1 INTRODUZIONE GLI EDIFICI LE STRUTTURE ATTUALI E GLI ACERTAMENTI EFFETTUATI GLI INTERVENTI PREVISTI IN PROGETTO...

Analisi e consolidamento di colonne e pilastri in muratura

AUTORITA DI BACINO DI RILIEVO REGIONALE NORMATIVA-TIPO RELATIVA AGLI AMBITI NORMATIVI DELLE FASCE DI INONDABILITÀ EX DGR 250/05

Gli edifici in c.a. Prof. Ing. Aurelio Ghersi Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale Università di Catania

Mc4Loc. L analisi dei meccanismi locali

1.1 Descrizione e collocazione dell intervento Modalità di uso corretto Sottoprogramma delle prestazioni Stabilità...

Rinforzo e messa in sicurezza di strutture in muratura mediante materiali compositi.

Analisi di pareti murarie ai macroelementi

SCHEDA RILEVAMENTO DANNI EDIFICI

Opere di Fondazione Profonde


Meccanismi di collasso per effetto di solai di copertura spingenti V. Bacco

Corsi di Laurea in Ingegneria Edile ed Edile-Architettura. Costruzioni in Zona Sismica. Parte 7.

L IDENTIFICAZIONE STRUTTURALE

Dr.ssa Roberta Giorio. CMR SRL - Laboratorio di Analisi e Prove in Edilizia E di Diagnostica per il Restauro

Le piastre Precompresse

NUOVA TIPOLOGIA ANTISISMICA DI EDIFICI INDUSTRIALI

Strutture in muratura soggette ad azioni sismica. Livelli di Conoscenza e Indagini(1)

EDIFICI IN MURATURA PORTANTE 1 - ZONE NON SISMICHE PRINCIPI DI DIMENSIONAMENTO E VERIFICA STRUTTURALE

Associazione ISI Ingegneria Sismica Italiana

TRAVE SU SUOLO ELASTICO

CORSO DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DEGLI EDIFICI A.A Strutture murarie. Analisi con il metodo degli elementi finiti

SCHEDA DI VULNERABILITÀ SISMICA

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO SISMICO FASE 3 - DELLA SCUOLA SECONDARIA I "DANTE ALIGHIERI"DI COLOGNA VENETA

Dimensionamento delle strutture

Piani di input e piani di calcolo reale in FaTA-e

TECNICA DELLE COSTRUZIONI: PROGETTO DI STRUTTURE LE FONDAZIONI

Analisi sismica di edifici in muratura e misti

Per prima cosa si determinano le caratteristiche geometriche e meccaniche della sezione del profilo, nel nostro caso sono le seguenti;

Edifici antisismici in calcestruzzo armato. Aurelio Ghersi

Prevenzione e protezione incendi nelle attività industriali

Parapetti / Balaustre in vetro stratificato. Le regole ed indicazioni da rispettare nella progettazione

COMUNE DI PERUGIA AREA DEL PERSONALE DEL COMPARTO DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE ALTE PROFESSIONALITA

INDICE 1 DESCRIZIONE DELL OPERA NORMATIVA DI RIFERIMENTO MATERIALI TRAVE IN C.A. - ANALISI DEI CARICHI... 8

MANUALE D USO E MANUTENZIONE DELLE STRUTTURE

Modelli di dimensionamento

dott. LUIGI A. CANALE I N G E G N E R E Schio (Vi) - via Veneto n. 2/c tel fax canale@ordine.ingegneri.vi.

VILLA BORROMEO Sarmeola di Rubano Padova 25 novembre Relatore: Ing. Carlo Calisse

PIANO DI MANUTENZIONE DELLA PARTE STRUTTURALE DELL OPERA (Ai sensi del D.M , art. 10.1)

MANUALE DI MANUTENZIONE

Bassa massa volumica (peso)= basse forze inerziali sismiche (peso del legno= 450 Kg/m³ kg/m² ;

Stima di un vecchio fabbricato da ristrutturare, a uso residenziale, ubicato in zona storica nella città di Mantova

LEGGE REGIONALE N. 40 DEL REGIONE LAZIO

RESISTENZA DEI MATERIALI TEST

STRUTTURE MISTE ACCIAIO-CLS Lezione 2

SVILUPPO, CERTIFICAZIONE E MIGLIORAMENTO DEL SISTEMA DI GESTIONE PER LA SICUREZZA SECONDO LA NORMA BS OHSAS 18001:2007

Il software e la progettazione strutturale: opportunità e limitazioni. Prof. Gaetano Manfredi gamanfre@unina.it

- Manuale d uso, contenente le indicazioni per il corretto uso e la conservazione del bene in oggetto;

Caratteristiche meccaniche, termiche e acustiche del tufo. Ing. Nicola Lauriero

Esempi Relazione di Calcolo

Messa in sicurezza e consolidamento dei capannoni prefabbricati interessati dal sisma di maggio giugno 2012

Verifica di una struttura esistente

Транскрипт:

Capitolo 11 Ordinanza 3431/05 Edifici esistenti Valutazione dello stato di fatto ed adeguamento Giorgio Monti Ordinario di Tecnica delle Costruzioni Università La Sapienza di Roma 1

L edilizia esistente Tipologia di degrado Degrado per vetustà Edilizia storica nelle grandi città Edilizia storica nel resto del territorio nazionale Edifici con oltre 40 anni di vita Totale Degrado per ragioni costruttive Boom edilizio di fine anni 60 Edifici abusivi multipiano Totale Totale Generale Migliaia di alloggi a rischio 105 430 770 1.305 680 1.590 2.270 3.575 % sul totale generale 2,9 12,1 21,5 36,5 19,0 44,5 63,5 100,0 Fonte dati: Il Laterizio 2

Patologie strutturali I danni osservati sono conseguenza di una tradizione progettuale e costruttiva che non teneva conto della peculiarità dell azione sismica: Intensità sismica spesso maggiore di quella di progetto Variabilità in direzione e verso Carattere dinamico della risposta sismica Le principali patologie strutturali sono dovute a: Errata concezione strutturale Errata concezione o esecuzione dei dettagli costruttivi 3

Ordinanza PCM 3274/2003 Art. 2 Comma 3 E fatto obbligo di procedere a verifica, da effettuarsi a cura dei rispettivi proprietari: degli edifici di interesse strategico delle opere infrastrutturali... fondamentali per le finalità della protezione civile degli edifici che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso Le verifiche vanno effettuate entro 5 anni e in via prioritaria per edifici ed opere ubicate in zone sismiche 1 e 2 4

Ordinanza PCM 3274/2003 Art. 2 Comma 4 Entro sei mesi dalla data dell Ordinanza (?) il Dip. Protezione Civile e le Regioni provvedono, rispettivamente per quanto di competenza statale e regionale, ad elaborare, sulla base delle risorse finanziarie disponibili, il programma temporale delle verifiche, ad individuare le tipologie degli edifici e delle opere che presentano le caratteristiche di cui al comma 3 ed a fornire ai soggetti competenti le necessarie indicazioni per le relative verifiche tecniche, che dovranno stabilire il livello di adeguatezza di ciascuno di essi rispetto a quanto previsto dalle norme. 5

Ordinanza PCM 3274/2003 Art. 2 Comma 5 Nel caso di opere progettate secondo le norme vigenti dopo il 1984, non è necessaria la verifica di adeguatezza alla nuova norma per opere relative alla: I categoria nella zona 1 II categoria nella zona 2 III categoria nella zona 3 6

Ordinanza PCM 3274/2003 Art. 2 Comma 6 La necessità di adeguamento sismico degli edifici e delle opere di cui sopra sarà tenuta in considerazione dalle Amministrazioni pubbliche nella redazione dei piani triennali ed annuali di cui all articolo 14 della legge 11/2/1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni, nonché ai fini della predisposizione del piano straordinario di messa in sicurezza antisismica di cui all articolo 80, comma 21, della legge 27/12/2002, n. 289 7

Ordinanza 3431 del 2005 NORME TECNICHE PER IL PROGETTO, LA VALUTAZIONE E L ADEGUAMENTO SISMICO DEGLI EDIFICI Capitolo 1: Oggetto delle Norme 8

Oggetto delle Norme Le norme disciplinano la progettazione e la costruzione di nuovi edifici soggetti ad azioni sismiche, nonché la valutazione della sicurezza e gli interventi di adeguamento e miglioramento su EDIFICI ESISTENTI Lo scopo delle norme è di assicurare che in caso di evento sismico sia protetta la vita umana, siano limitati i danni e rimangano funzionanti le strutture essenziali agli interventi di protezione civile. 9

Miglioramento vs Adeguamento Il Miglioramento Sismico implica interventi volti a diminuire la vulnerabilità sismica di una struttura, senza elevare la sicurezza ai livelli previsti per le strutture nuove L Adeguamento Sismico richiede invece interventi mirati a portare la struttura ai livelli di sicurezza previsti per le strutture nuove. I carichi sismici e le verifiche sono quindi quelle richieste per le strutture nuove. 10

Valutazione, Miglioramento o Adeguamento 1/2 Conoscenza Geometria Caratteristiche dei materiali Condizioni di conservazione Definizione delle prestazioni richieste Sismicità dell area Destinazione d uso Livello di protezione richiesto/accettato (Miglioramento o Adeguamento Sismico) 11

Valutazione, Miglioramento o Adeguamento 2/2 Valutazione della struttura esistente Definizione del modello Analisi sismica Verifica della sicurezza Progetto di Adeguamento/Miglioramento Scelta in relazione a vincoli e prestazioni richieste Dimensionamento dell intervento Interventi di Rinforzo e/o Riparazione Valutazione della struttura adeguata Livello di protezione sismica? 12

Contenuti Cap. 11 dell Ordinanza 11.1 Generalità 11.2 Valutazione della sicurezza di edifici in cemento armato e in acciaio 11.2.1 Requisiti di sicurezza 11.2.2 Criteri di verifica 11.2.3 Dati necessari per la valutazione 11.2.4 Fattori di confidenza 11.2.5 Valutazione della sicurezza 11.2.6 Verifiche di sicurezza 11.2.7 Criteri per la scelta dell intervento 11.2.8 Progetto dell intervento 13

Contenuti 11.1 Generalità 11.2 Valutazione della sicurezza di edifici in cemento armato e in acciaio 11.2.1 Requisiti di sicurezza 11.2.2 Criteri di verifica 11.2.3 Dati necessari per la valutazione 11.2.4 Fattori di confidenza 11.2.5 Valutazione della sicurezza 11.2.6 Verifiche di sicurezza 11.2.7 Criteri per la scelta dell intervento 11.2.8 Progetto dell intervento 14

Generalità Gli edifici esistenti si distinguono da quelli di nuova progettazione per gli aspetti seguenti: Il progetto riflette le conoscenze al tempo della loro costruzione Il progetto può contenere difetti di impostazione concettuale e di realizzazione i cui effetti non sono manifesti... possono essere stati soggetti a terremoti passati o ad altre azioni accidentali i cui effetti non sono manifesti 15

Generalità Di conseguenza la valutazione della sicurezza ed il progetto degli interventi sono normalmente affetti da un grado di incertezza diverso da quello degli edifici di nuova progettazione. Ciò comporta l impiego di adeguati fattori di confidenza nelle verifiche di sicurezza come pure metodi di analisi e di verifica dipendenti dalla completezza e dall affidabilità dell informazione disponibile. 16

Generalità Negli edifici esistenti le situazioni concrete riscontrabili sono le più diverse ed è quindi impossibile prevedere regole specifiche e dettagliate per tutti i casi. I contenuti del capitolo 11 costituiscono un riferimento generale che può essere integrato, in casi particolari, da valutazioni specifiche ed anche alternative da parte del progettista. 17

Generalità E obbligatorio eseguire valutazioni di sicurezza sismica e, se necessario, effettuare interventi di adeguamento, a chiunque intenda: a) Sopraelevare o ampliare l edificio ( = sopraelevazione parti edificio di altezza inferiore alla massima) b) Apportare variazioni di destinazione che comportino incremento dei carichi (perm. + acc.) al singolo piano >20% c) Effettuare interventi strutturali volti a trasformare l edificio mediante un insieme sistematico di opere che portino ad un organismo edilizio diverso dal precedente d) Effettuare interventi strutturali... che implichino sostanziali alterazioni del comportamento globale 18

Generalità Una variazione dell altezza dell edificio, resa necessaria per l abitabilità degli ambienti senza variazioni del numero di piani, non è considerata sopraelevazione o ampliamento. Non è necessario l adeguamento sismico, sempre che non incorra nessuna delle tre condizioni precedenti b), c) e d). In particolare si deve documentare che gli interventi di variazione di altezza non comportino una variazione dei carichi >20% e che gli interventi aumentino il grado di sicurezza sismico dell edificio. 19

Generalità Le sopraelevazioni e le aggiunte di piani sono ammesse solo se compatibili con le larghezze delle strade (regolamenti edilizi e punto 4.2 dell Ordinanza). La variazione delle altezza (senza variazioni del numero di piani) non deve rispettare i requisiti del punto 4.2 qualora sia necessaria per l abitabilità dell edificio. 20

Generalità Per interventi di tipo strutturale su singoli elementi di fabbrica (attenzione!!!) oppure interventi di Miglioramento è consentito procedere senza dar luogo alle analisi e verifiche di cui al capitolo 11 Si deve dimostrare che le opere previste fanno comunque conseguire all edificio un maggior grado di sicurezza nei confronti delle azioni sismiche 21

Generalità Interventi su singoli elementi di fabbrica Tali interventi devono essere valutati con molta attenzione, perchè in una struttura, soprattutto se iperstatica, l aumento di duttilità/resistenza di un elemento può portare ad un peggioramento del comportamento globale dell edificio nel quadro della gerarchia delle resistenze 22

Generalità Le Regioni, tenendo conto della specificità delle tipologie costruttive del proprio territorio, possono consentire un miglioramento controllato della vulnerabilità, riducendo: I livelli di protezione sismica fino al 65% del livello previsto per le nuove costruzioni e quindi l entità delle azioni sismiche da considerare per i diversi stati limite Il numero degli stati limite da considerare 23

Generalità Per gli edifici di speciale importanza artistica è consentito derogare da quanto prescritto, se ciò comporta l esecuzione di interventi incompatibili con le esigenze di tutela e di conservazione del bene culturale E comunque richiesto di calcolare i livelli di accelerazione del suolo corrispondenti al raggiungimento di ciascuno stato limite previsto per la tipologia strutturale dell edificio, prima e dopo l eventuale intervento 24

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 25

Allegati Allegato 11.C Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici in muratura Allegato 11.D Tipologie e relativi parametri meccanici delle murature Allegato 11.E Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura 26

Valutazione della sicurezza di edifici in muratura E un procedimento quantitativo per stabilire se un edificio esistente può resistere alla combinazione sismica di progetto Le norme forniscono gli strumenti per la valutazione di singoli edifici ed i risultati non sono estendibili a edifici diversi pur appartenenti alla stessa tipologia Oltre all analisi sismica globale, è da considerarsi anche l analisi dei meccanismi locali Si terrà conto dell esperienza, se disponibile, derivante dall esame del comportamento di edifici simili che abbiano subito in passato l effetto di eventi sismici Dissesti nelle strutture in muratura 27

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 28

pensione pensio Requisiti di sicurezza e criteri di verifica Verifica degli Stati Limite (SL) SL Danno: cui si associano danni alla struttura di modesta entità SL Ultimo: corrispondente a danni importanti negli elementi strutturali pensione SL Collasso: non si esegue 29

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 30

Dati necessari e identificazione del LC La conoscenza dell edificio in muratura può essere conseguita con diversi livelli di approfondimento, in funzione dell accuratezza: delle operazioni di rilievo delle ricerche storiche delle indagini sperimentali 31

Dati necessari e identificazione del LC Il piano delle indagini: fa parte sia della fase diagnostica che del progetto vero e proprio dovrà essere predisposto nell ambito di un quadro generale volto a mostrare le motivazioni e gli obiettivi delle indagini stesse 32

Dati necessari e identificazione del LC Sono basati su 3 aspetti 11.5.2.1 Geometria 11.5.2.2 Dettagli costruttivi 11.5.2.3 Proprietà dei materiali 33

Dati necessari e identificazione del LC Geometria Deriva di regola da operazioni di rilievo (piante, alzati e sezioni), piano per piano: di tutti gli elementi in muratura di eventuali nicchie, cavità, canne fumarie delle volte (spessore e profilo) dei solai e della copertura (tipologia e orditura) delle scale (tipologia strutturale) Vanno inoltre individuati i carichi gravanti su ogni elemento di parete la tipologia delle fondazioni. 34

Dati necessari e identificazione del LC Geometria 35

Dati necessari e identificazione del LC Geometria Dovrà inoltre essere rilevato e rappresentato L eventuale quadro fessurativo classificando ciascuna lesione secondo la tipologia (distacco, rotazione, scorrimento, spostamenti fuori del piano,...) L eventuale quadro deformativo (evidenti fuori piombo, rigonfiamenti, depressioni nelle volte,...) Servono a consentire, nella successiva fase diagnostica, l individuazione dell origine e delle evoluzioni delle problematiche strutturali dell edificio 36

Dati necessari e identificazione del LC Geometria 37

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Sono relativi ai seguenti elementi: Qualità del collegamento tra pareti verticali 38

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Sono relativi ai seguenti elementi: Qualità del collegamento tra orizzontamenti e pareti ed eventuale presenza di cordoli di piano o di altri dispositivi di collegamento 39

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Sono relativi ai seguenti elementi: Esistenza di architravi strutturalmente efficienti al di sopra delle aperture 40

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Sono relativi ai seguenti elementi: Presenza di elementi strutturalmente efficienti atti ad eliminare le spinte eventualmente presenti 41

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Sono relativi ai seguenti elementi: Presenza di elementi, anche non strutturali, ad elevata vulnerabilità 42

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Sono relativi ai seguenti elementi: Tipologia della muratura (a un paramento, a due o più paramenti, con o senza collegamenti trasversali,...) Caratteristiche costruttive (eseguita in mattoni o in pietra, regolare, irregolare,...) 43

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Si distinguono Verifiche in-situ limitate Verifiche in-situ estese ed esaustive 44

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Verifiche in-situ limitate Basate su rilievi di tipo visivo effettuati ricorrendo a rimozione dell'intonaco e saggi nella muratura che consentano di esaminarne le caratteristiche sia in superficie che nello spessore murario, e di ammorsamento tra muri ortogonali e dei solai nelle pareti. In assenza di un rilievo diretto, o di dati sufficientemente attendibili, dovranno essere assunte, nelle successive fasi di modellazione, analisi e verifiche, le ipotesi più cautelative. 45

Dati necessari e identificazione del LC Dettagli costruttivi Verifiche in-situ estese ed esaustive Basate su rilievi di tipo visivo, effettuati ricorrendo a saggi nella muratura che consentano di esaminarne le caratteristiche sia in superficie che nello spessore murario, e di ammorsamento tra muri ortogonali e dei solai nelle pareti. L esame degli elementi dovrà estendersi in modo sistematico all intero edificio. 46

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali La valutazione della qualità muraria, con riferimento agli aspetti legati al rispetto o meno della regola dell arte (visiva e sperimentale), serve a stabilire se la muratura in esame è capace di un comportamento strutturale idoneo a sostenere le azioni statiche e dinamiche prevedibili. 47

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Di particolare importanza è La presenza o meno di elementi di collegamento trasversali (es. diàtoni) La forma, tipologia e dimensione degli elementi La tessitura L orizzontalità delle giaciture Il regolare sfalsamento dei giunti La qualità e consistenza della malta. 48

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali E importante anche la caratterizzazione, mediante prove sperimentali, di: Malte tipo di legante, tipo di aggregato, rapporto legante/aggregato, livello di carbonatazione Pietre e/o mattoni caratteristiche fisiche e meccaniche Malte e pietre si preleveranno in situ Le malte si preleveranno ad almeno 5-6 cm di profondità nello spessore murario 49

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Es. Prova di taglio diretto su una malta incoerente τ (kpa) 200 150 100 50 0 Diagramma s - τ 0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 s (mm) (kpa) 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 0 100 200 300 400 500 600 700 σv (kpa) 50

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Le indagini in situ si distinguono in: Limitate Estese Esaustive Servono ad individuare la tipologia corrispondente nella tabella 11.D.1 dell'allegato 11.D 51

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ limitate servono a completare le informazioni sulle proprietà dei materiali ottenute dalla letteratura, o dalle regole in vigore all epoca della costruzione. 52

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ limitate Basate su esami visivi della superficie muraria condotti dopo la rimozione di una zona di intonaco di almeno 1m x 1m Individuare forma e dimensione dei blocchi di cui è costituita, eseguita preferibilmente in corrispondenza degli angoli, al fine di verificare anche le ammorsature tra le pareti murarie 53

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ limitate Dovrà essere valutata la compattezza della malta Dovrà essere valutata la capacità degli elementi murari ad assumere un comportamento monolitico in presenza delle azioni sismiche valutandone la qualità della connessione interna e trasversale attraverso saggi localizzati, su tutto lo spessore murario. 54

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ estese Prove con martinetto piatto doppio 8 1 2 3 4 2.0 1.8 σ 2.0 1.8 σ 1.6 1.6 Sforzi [N/mm2] 1.4 1.2 1.0 0.8 0.6 Sforzi [N/mm2] 1.4 1.2 1.0 0.8 0.6 0.4 0.4 0.2 0.0 ε l ε v 0.2 0.0 ε l ε v -1.0-0.5 0.0 0.5 1.0 1.5 2.0 Deformazioni [μm/mm] -5-4 -3-2 -1 0 1 2 3 4 5 Deformazioni [μm/mm] 55

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ estese Prove di caratterizzazione della malta (tipo di legante, tipo di aggregato, rapporto legante/aggregato...), Analisi granulometrica di malte incoerenti Passante in peso (%) 120 110 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 argilla limo sabbia ghiaia 0,002 0,06 2 60 Santa Madonna della Pietà - fondazione Santa Madonna della Pietà - parete Santa Maria dello Iuso 0.0001 0.001 0.01 0.1 1 10 100 Diametro (mm) 56

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ estese Eventualmente di pietre e/o mattoni (fisiche e meccaniche) Una prova per ogni tipo di muratura presente. Metodi di prova non distruttivi (prove soniche, prove sclerometriche, penetrometriche per la malta,...) possono essere impiegati a complemento delle prove richieste. Se esiste una chiara comprovata corrispondenza tipologica per materiali, pezzatura dei conci, dettagli costruttivi, in sostituzione delle prove sull'edificio oggetto di studio possono essere utilizzate prove eseguite su altri edifici vicini. 57

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ esaustive Servono per ottenere informazioni quantitative sulla resistenza del materiale. Si richiede, in aggiunta alle verifiche visive, ai saggi interni ed alle prove di cui ai punti precedenti, di effettuare una ulteriore serie di prove sperimentali che, per numero e qualità, siano tali da consentire di valutare le caratteristiche meccaniche della muratura. 58

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ esaustive Esecuzione di prove, in situ o in laboratorio (su elementi non disturbati prelevati dalle strutture dell edificio). Prove di compressione diagonale su pannelli o prove combinate di compressione verticale e taglio. Metodi di prova non distruttivi possono essere impiegati in combinazione, ma non in sostituzione di quelli sopra descritti. 59

Dati necessari e identificazione del LC Proprietà dei materiali Indagini in-situ esaustive Se esiste una chiara comprovata corrispondenza tipologica per materiali, pezzatura dei conci, dettagli costruttivi, in sostituzione delle prove sull'edificio oggetto di studio possono essere utilizzate prove eseguite su altri edifici vicini I risultati delle prove devono essere esaminati e considerati nell ambito di un quadro di riferimento tipologico generale che tenga conto dei risultati delle prove sperimentali disponibili in letteratura sino a quel momento per le tipologie murarie in oggetto, e che consenta di valutare, anche in termini statistici, la effettiva rappresentatività dei valori trovati. 60

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 61

Livelli di conoscenza Per la scelta del tipo di analisi e dei valori dei fattori di confidenza si distinguono tre livelli di conoscenza (LC): LC1: Conoscenza Limitata LC2: Conoscenza Adeguata LC3: Conoscenza Accurata 62

Livelli di conoscenza LC1 si intende raggiunto se: Verifiche e indagini in situ limitate LC2 si intende raggiunto se: Verifiche in situ estese ed esaustive sui dettagli costruttivi Indagini in situ estese sulle proprietà dei materiali LC3 si intende raggiunto se: Verifiche in situ estese ed esaustive sui dettagli costruttivi Indagini in situ esaustive sulle proprietà dei materiali. 63

Livelli di conoscenza Tabella 11.5.1 Livelli di conoscenza in funzione dell informazione disponibile e conseguenti metodi di analisi ammessi e valori dei fattori di confidenza per edifici in muratura LC Geometria Dettagli costruttivi Proprietà dei materiali Metodi di analisi FC LC1 Limitate verifiche in-situ Limitate indagini in-situ Tutti 1.35 LC2 LC3 Rilievo strutturale Estese ed esaustive verifiche in-situ Estese indagini in-situ Esaustive indagini in-situ Tutti Tutti 1.20 1.00 64

Importanza del livello di conoscenza COSTO intervento acquisizione dati CONOSCENZA 65

Livelli di conoscenza Definizione dei valori medi delle proprietà LC1 Resistenze e moduli elastici LC2 i minimi degli intervalli in tabella 11.D.1 Resistenze e moduli elastici le medie degli intervalli in tabella 11.D.1 66

Livelli di conoscenza Definizione dei valori medi delle proprietà LC3 a) 3 prove Resistenze media delle prove Moduli elastici media delle prove o medie degli intervalli in tabella 11.D.1 LC3 b) 1 prova Resistenze se medie degli intervalli in tabella 11.D.1 medie tabella se < medie degli intervalli in tabella 11.D.1 valore sperim. Moduli elastici media delle prove o medie degli intervalli in tabella 11.D.1 67

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 68

Valutazione della sicurezza 11.5.4.1 Livelli di protezione antisismica e fattori di importanza 11.5.4.2 Azione sismica 11.5.4.3 Modellazione della struttura 11.5.4.4 Metodi di analisi 11.5.4.5 Combinazione delle componenti dell azione sismica 69

Livelli di protezione antisismica e fattori di importanza Vale quanto riportato ai punti 2.5 e 4.7 70

pensione pensione pensio Azione sismica per la valutazione Valori dell accelerazione orizzontale massima (PGA in g) su suolo di categoria A Zona SLD SLU SL di CO 1 /2.5 0.35g No 2 /2.5 0.25g No 3 /2.5 0.15g No 4 /2.5 0.05g No 71

Azione sismica per la valutazione Questo corrisponde a periodi di ritorno: SL di CO: 1000-2000 anni a seconda della zona SLU: 475 anni di riferimento SLD: 70-100 anni a seconda della zona 72

Azione sismica Per gli SL ultimo e di danno l'azione sismica è definita nel capitolo 3 Nel caso di verifica con analisi lineare ed impiego del fattore q, il valore da utilizzare è: q = 2.0 αu/α1 q = 1.5 αu/α1 per edifici regolari in elevazione negli altri casi in cui α u e α 1 sono definiti al punto 8.1.3 in assenza di più precise valutazioni, potrà essere assunto un rapporto α u /α 1 pari a 1.5. La definizione di regolarità è quella al punto 4.3.1 il requisito d) deve essere sostituito da: i solai sono ben collegati alle pareti e dotati di una sufficiente rigidezza e resistenza nel loro piano 73

Metodi di analisi Gli effetti dell azione sismica possono essere valutati con: Analisi statica lineare Analisi dinamica modale Analisi statica non lineare Analisi dinamica non lineare 74

2.5 2 1.5 1 0.5 0 0 1 2 3 4 5 Metodi di analisi METODO DI ANALISI MODELLO STRUTTURALE STATICO DINAMICO Forze equivalenti Push - over Spettro elastico Accelerogramma LINEARE NON LINEARE Forze equivalenti Push-over Spettro Accelerogramma 0.5 0.4 0.3 0.2 0.1 0.0-0.1 0 5 10 15 20-0.2-0.3-0.4-0.5 75

Modellazione della struttura Criteri di modellazione e verifica in 4.4 (modellazione) 8.1.5 (metodi di analisi) e 8.2.2 (verifiche di sicurezza) 11.5.8 (modelli di capacità per la valutazione) Inoltre, per ogni edificio in muratura deve essere considerata l eventualitl eventualità che si verifichino meccanismi locali di collasso, rispetto ai quali è opportuno eseguire una verifica di sicurezza (in Allegato) Struttura del paragrafo 11.5.4.3.1 Meccanismi locali 11.5.4.3.2 Aggregati edilizi 11.5.4.3.3 Edifici misti 76

Meccanismi locali Negli antichi edifici in muratura sono spesso assenti sistematici elementi di collegamento tra le pareti, a livello degli orizzontamenti Ciò comporta una possibile vulnerabilità nei riguardi di meccanismi locali, che possono interessare il collasso fuori dal piano di singoli pannelli murari più ampie porzioni dell edificio ribaltamento di intere pareti mal collegate, ribaltamento di pareti sommitali in presenza di edifici di diversa altezza, collassi parziali negli edifici d angolo degli aggregati edilizi È obbligatorio valutare la sicurezza dell'edificio per tali meccanismi 77

Meccanismi locali Pareti non connesse Pareti connesse 78

Meccanismi locali Collasso fuori dal piano di singoli pannelli murari 79

Meccanismi locali Collasso delle angolate 80

Meccanismi locali Ribaltamento di intere pareti 81

Meccanismi locali Collasso delle parti sommitali 82

Meccanismi locali Modello di riferimento: analisi limite dell equilibrio delle strutture murarie, considerate come corpi rigidi non resistenti a trazione La debole resistenza a trazione della muratura porta infatti ad un collasso per perdita di equilibrio La valutazione non dipende in modo significativo dalla deformabilità della struttura ma dalla geometria e dai vincoli Nonostante la grande varietà di tipologie, dimensioni e materiali, si sono osservati meccanismi locali ricorrenti a cui fare riferimento per le verifiche. Ai punti 11.5.4.4 e 11.5.5 sono indicati i criteri per la verifica sismica dei meccanismi locali 83

Aggregati edilizi Sono costituiti da un insieme di parti che sono il risultato di una genesi articolata e non unitaria, dovuta a molteplici fattori sequenza costruttiva cambio di materiali mutate esigenze avvicendarsi dei proprietari 84

Aggregati edilizi Occorre tenere conto perciò delle possibili interazioni derivanti dalla contiguità strutturale con gli edifici adiacenti, connessi o in aderenza ad esso. A tal fine dovrà essere individuata, in via preliminare, l unità strutturale (US) oggetto di studio, evidenziando le azioni che su di essa possono derivare dalle unità strutturali contigue. 85

Aggregati edilizi Si dovrà considerare l intero aggregato, al fine di individuare le relative connessioni spaziali fondamentali, con particolare attenzione al contesto ed ai meccanismi di giustapposizione e di sovrapposizione. 86

Aggregati edilizi L indagine si dovrebbe sviluppare su diversi livelli d informazione: Rapporti tra i processi di aggregazione ed organizzazione dei tessuti edilizi e l evoluzione del sistema viario Principali eventi che hanno influito sugli aspetti morfologici (fonti storiche) Morfologia delle strade (andamento, larghezza, flessi planimetrici e disassamenti dei fronti edilizi) Disposizione e gerarchia dei cortili (con accesso diretto o da androne) e posizionamento delle scale esterne Allineamento delle pareti verifiche di ortogonalità rispetto ai percorsi viari individuazione dei prolungamenti, delle rotazioni, delle intersezioni e degli slittamenti degli assi delle pareti serve ad identificare le pareti in relazione alla loro contemporaneità di costruzione e quindi a definire il loro grado di connessione 87

Aggregati edilizi Rapporti spaziali elementari delle singole cellule murarie, nonché i rapporti, ai diversi piani, di: Regolarità, ripetizione, modularità ciò consente di distinguere le cellule originare da quelle dovute a saturazione successiva Forma e posizione delle bucature nei muri di prospetto Assialità, simmetria, ripetizione ciò consente di determinare le zone di debolezza nel percorso di trasmissione degli sforzi, nonché di rivelare le modificazioni avvenute nel tempo Disassamenti e rastremazioni delle pareti Muri poggianti in falso sui solai sottostanti 88

Aggregati edilizi Sfalsamento di quota tra solai contigui ciò fornisce indicazioni sia per ricercare possibili fonti di danno in rapporto ai carichi verticali e sismici, sia per affinare l interpretazione dei meccanismi di aggregazione 89

Aggregati edilizi Per individuare l US si terrà conto della unitarietà del comportamento strutturale di tale porzione di aggregato nei confronti dei carichi, sia statici che dinamici. E importante rilevare la tipologia costruttiva ed il permanere degli elementi caratterizzanti, in modo da indirizzare il progetto degli interventi verso soluzioni congruenti con l originaria configurazione strutturale 90

Aggregati edilizi L individuazione dell US va comunque eseguita caso per caso, in ragione: della forma del sistema edilizio di riferimento a cui appartiene l US (composta da una o più unità immobiliari) della qualità e consistenza degli interventi previsti e con il criterio di minimizzare la frammentazione in interventi singoli Il progettista potrà definire la dimensione operativa minima che potrà riguardare: l insieme delle unità immobiliari costituenti il sistema in alcuni casi, porzioni più o meno estese del contesto urbano. 91

Aggregati edilizi L US dovrà comunque avere continuità da cielo a terra per quanto riguarda il flusso dei carichi verticali Sarà delimitata da spazi aperti, da giunti strutturali, da edifici contigui costruiti, ad esempio, con tipologie strutturali diverse, o con materiali diversi, oppure in epoche diverse. 92

Aggregati edilizi Tra le interazioni strutturali con gli edifici adiacenti si dovranno considerare: carichi sia verticali che orizzontali, in presenza di sisma, provenienti da solai o da pareti di US adiacenti spinte di archi e volte appartenenti ad US contigue spinte provenienti da archi di contrasto o da tiranti ancorati su altri edifici. La rappresentazione dell US attraverso piante, alzati e sezioni permetterà di valutare la diffusione delle sollecitazioni e l interazione fra le US contigue. 93

Aggregati edilizi Oltre a quanto normalmente previsto per gli edifici non disposti in aggregato, dovranno essere valutati gli effetti di: spinte non contrastate causate da orizzontamenti sfalsati di quota sulle pareti in comune con le US adiacenti; effetti locali causati da prospetti non allineati, o da differenze di altezza o di rigidezza tra US adiacenti, azioni di ribaltamento e di traslazione che interessano le pareti nelle US di testata delle tipologie seriali (schiere) Dovrà essere considerato inoltre il possibile martellamento nei giunti tra US adiacenti 94

Aggregati edilizi L'analisi di una unità strutturale secondo i metodi utilizzati per edifici isolati, senza una adeguata modellazione oppure con una modellazione approssimata dell'interazione con i corpi di fabbrica adiacenti assume un significato convenzionale. Di conseguenza, si ammette che l analisi della capacità sismica globale dell'us possa essere verificata attraverso metodologie semplificate, come descritto al punto 11.5.5.2 95

Edifici misti Alcune tipologie di edifici possono essere classificate come miste. In particolare: Edifici i cui muri perimetrali siano in muratura portante e la struttura verticale interna sia rappresentata da pilastri (per es., in c.a. o acciaio) Edifici in muratura che abbiano subito sopraelevazioni, il cui sistema strutturale sia, per es., in c.a. o acciaio, o edifici in c.a. o acciaio sopraelevati in muratura; Edifici che hanno subito ampliamenti in pianta, il cui il sistema strutturale (per es., in c.a. o acciaio) sia interconnesso con quello esistente in muratura 96

Edifici misti Per queste situazioni è necessario prevedere modellazioni che tengano adeguatamente in considerazione le particolarità strutturali identificate. 97

Metodi di analisi Nella modellazione si possono considerare travi di accoppiamento in muratura quando: la trave sia efficacemente ammorsata alle pareti la trave sia sorretta da un architrave strutturalmente efficace si possa instaurare nella trave un meccanismo resistente a puntone diagonale, che richiede quindi la possibilità di equilibrarne la componente orizzontale di compressione ad esempio mediante la presenza di una catena o di un elemento resistente a trazione in prossimità della trave. 98

Combinazione delle componenti dell azione sismica Valgono i criteri di cui al punto 4.6 99

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 100

Verifiche di sicurezza Si applica quanto prescritto ai punti 8.1.6 e 8.2.2 per gli edifici in muratura ordinaria, con le integrazioni al punto 11.5.8 Per gli edifici in aggregato sono in alternativa applicabili i metodi descritti al punto 11.5.5.1 Sono inoltre obbligatorie le verifiche dei meccanismi locali significativi, con la finalità di garantire la sicurezza nei riguardi dello SLU Un possibile criterio di verifica è proposto in Allegato 11.C 101

Verifiche di sicurezza Verifica globale per edifici in aggregato Caso di solai sufficientemente rigidi 102

Verifiche di sicurezza Analisi della risposta 103

Verifiche di sicurezza Verifica globale per edifici in aggregato Caso di solai flessibili 104

Verifiche di sicurezza Verifica globale semplificata per edifici in aggregato Nel caso di solai sufficientemente rigidi, la verifica può essere svolta, anche per edifici con più di due piani, mediante l'analisi statica non lineare Analizzando e verificando separatamente ciascun interpiano dell'edificio, e trascurando la variazione della forza assiale nei maschi murari dovuta all'effetto dell'azione sismica. Trascurando gli effetti torsionali e ipotizzando che i solai possano solo traslare nella direzione considerata dell'azione sismica Con l'esclusione di unità strutturali d'angolo o di testata, così come di parti di edificio non vincolate o non aderenti su alcun lato ad altre unità strutturali (es. piani superiori di un edificio di maggiore altezza rispetto a tutte le US adiacenti), 105

Verifiche di sicurezza Verifica globale semplificata per edifici in aggregato Nel caso di solai flessibili si procederà all'analisi delle singole pareti o dei sistemi di pareti complanari che costituiscono l'edificio, ciascuna analizzata come struttura indipendente, soggetta ai carichi verticali di competenza ed all'azione del sisma nella direzione parallela alla parete In questo caso l'analisi e le verifiche di ogni singola parete seguiranno i criteri esposti ai punti 8.1.6 e 8.2.2 per gli edifici in muratura ordinaria di nuova costruzione, con le integrazioni riportate al punto 11.5.8 106

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 107

Criteri per la scelta dell intervento Indicazioni generali La scelta del tipo, della tecnica, dell entità e dell urgenza dell intervento dipende dai risultati della valutazione, tenendo conto degli aspetti seguenti: Murature di qualità insufficiente a sopportare le azioni verticali ed orizzontali cui sono sottoposte devono essere adeguatamente consolidate o sostituite. Collegamenti inadeguati tra solai e pareti o tra copertura e pareti devono essere resi efficaci. Sono auspicabili interventi di collegamento fra pareti confluenti in martelli murari ed angolate. Le spinte non contrastate di coperture, archi e volte devono essere ridotte o eliminate attraverso idonei dispositivi. Elementi a forte vulnerabilità sui quali non sia possibile intervenire devono essere eliminati. 108

Criteri per la scelta dell intervento Indicazioni generali Nel caso di edifici fortemente irregolari (in termini di resistenza e/o rigidezza), sono auspicabili interventi che correggano tale sfavorevole situazione. La trasformazione di solai flessibili in solai rigidi comporta una diversa distribuzione delle azioni agenti sulle pareti, che può rilevarsi favorevole o sfavorevole in funzione della geometria della struttura. Di ciò si dovrà adeguatamente tenere conto nella modellazione e nelle analisi. Sono sempre opportuni interventi volti a migliorare la capacità deformativa ("duttilità") di singoli elementi. È necessario verificare che l introduzione di rinforzi locali non riduca la duttilità globale della struttura. 109

Criteri per la scelta dell intervento Tipo di intervento Appartiene a una o a combinazione delle seguenti categorie (elenco indicativo, non esaustivo e non prescrittivo) Rinforzo, sostituzione o ricostruzione di parte degli elementi Modifica dell organismo strutturale aggiunta di nuovi elementi resistenti come, ad esempio, nuovi setti murari, controventi in acciaio, cordoli di incatenamento per strutture murarie, incatenamenti di volte o di strutture spingenti saldatura di giunti tra corpi di fabbrica, ampliamento dei giunti, eliminazione di elementi particolarmente vulnerabili, eliminazione di eventuali piani deboli, irrigidimento di solai Trasformazione di elementi non strutturali in elementi strutturali Introduzione di una protezione passiva mediante strutture di controvento dissipative e/o isolamento alla base Riduzione delle masse Limitazione o cambiamento della destinazione d uso dell edificio Demolizione parziale o totale 110

Criteri per la scelta dell intervento Tipo di intervento Si rimanda all Allegato 11.E per disposizioni più specifiche sui criteri relativi agli interventi di consolidamento di edifici in muratura. Se nell intervento si fa uso di materiali compositi (FRP), ai fini delle verifiche di sicurezza degli elementi rinforzati si possono adottare le Istruzioni CNR-DT 200/2004 111

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 112

Progetto dell intervento Deve comprendere i seguenti punti: scelta motivata del tipo di intervento; scelta delle tecniche e/o dei materiali; dimensionamento preliminare dei rinforzi e degli eventuali elementi strutturali aggiuntivi; analisi strutturale con i metodi ammessi al punto 11.5.4 considerando le caratteristiche della struttura post-intervento; le verifiche della struttura post-intervento saranno eseguite: per gli elementi esistenti, riparati o rinforzati in accordo con quanto indicato ai punti successivi, ovvero, per gli elementi di nuova costruzione, in accordo alle prescrizioni valide per tali strutture; nel caso in cui l intervento consista in un isolamento alla base si seguiranno, sia per l analisi che per le verifiche, le prescrizioni di cui al capitolo 10. 113

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 114

Modelli di capacità per la valutazione Si utilizzano i modelli descritti al punto 8.2.2, con le seguenti precisazioni e prescrizioni: Nel caso di analisi elastica con il fattore q, i valori di calcolo delle resistenze sono ottenuti dividendo i valori medi per i rispettivi Fattori di Confidenza e per il coefficiente parziale dei materiali. Nel caso di analisi non lineare, i valori di calcolo delle resistenze da utilizzare sono ottenuti dividendo i valori medi per i rispettivi Fattori di Confidenza 115

Modelli di capacità per la valutazione Per muratura ordinaria, la resistenza a taglio di calcolo per azioni nel piano di un pannello in muratura è: V t 1.5τ = l t b 0d σ0 1+ 1.5τ 0d = l t l = lunghezza del pannello, t = spessore del pannello σ 0 = tensione normale media, riferita all area totale della sezione (= P/lt, con P forza assiale agente) f td e τ 0d = valori di calcolo della resistenza a trazione per fessurazione diagonale e della corrispondente resistenza a taglio di riferimento della muratura (f t = 1.5 τ 0 ) b = coefficiente correttivo legato alla distribuzione degli sforzi sulla sezione, dipendente dalla snellezza della parete. Si può assumere b = h/l, comunque non superiore a 1.5 e non inferiore a 1, dove h è l'altezza del pannello f td b σ 1+ f 0 td 116

Modelli di capacità per la valutazione Nel caso di analisi non lineare, lo spostamento ultimo per azioni nel piano di ciascun pannello sarà assunto pari a: 0.4% dell'altezza del pannello, nel caso di rottura per taglio 0.6% dell'altezza del pannello, nel caso di rottura per pressoflessione 117

Modelli di capacità per la valutazione Solai La rigidezza e la resistenza di solai in ciascuna delle due direzioni dovrà essere valutata e considerata nel modello. I solai potranno essere considerati infinitamente rigidi e resistenti nel caso in cui rispettino quanto indicato ai punti 4.11.1.6 e 8.1.5.2, salvo valutazioni più accurate da parte del progettista 118

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 119

Modelli di capacità per il rinforzo I modelli utilizzati per gli elementi rinforzati, dovranno essere giustificati dal progettista. I coefficienti parziali utilizzati dovranno corrispondere ai Livelli di Conoscenza Valutazioni effettuate sulla sola base di dati di letteratura (senza ricorrere a verifiche sperimentali) comporterà l utilizzo di Fattori di Confidenza corrispondenti ad LC1 120

Contenuti 11.5 Valutazione della sicurezza di edifici in muratura 11.5.1 Requisiti di sicurezza e criteri di verifica 11.5.2 Dati necessari e identificazione del LC 11.5.3 Livelli di conoscenza 11.5.4 Valutazione della sicurezza 11.5.5 Verifiche di sicurezza 11.5.6 Criteri per la scelta dell intervento 11.5.7 Progetto dell intervento 11.5.8 Modelli di capacità per la valutazione 11.5.9 Modelli di capacità per il rinforzo 11.5.10 Edifici semplici 121

Edifici semplici È consentito applicare le norme semplificate 8.1.9, con il valore medio fm, diviso per FC, al posto di fk. Dopo l intervento di adeguamento, è necessario che: Le pareti ortogonali siano tra loro ben collegate I solai siano ben collegati alle pareti Tutte le aperture siano dotate di architravi dotate di resistenza flessionale Tutti gli elementi spingenti eventualmente presenti siano dotati di accorgimenti atti ad eliminare o equilibrare le spinte Tutti gli elementi, anche non strutturali, ad elevata vulnerabilità siano stati eliminati Le murature non siano a sacco o a doppio paramento, ed in generale di cattiva qualità e scarsa resistenza (es. muratura in foratoni, o con spessori chiaramente insufficienti). 122

Allegati Allegato 11.C ANALISI DEI MECCANISMI LOCALI DI COLLASSO IN EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA Allegato 11.D TIPOLOGIE E RELATIVI PARAMETRI MECCANICI DELLE MURATURE Allegato 11.E CRITERI PER GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO DI EDIFICI IN MURATURA 123

Allegati Allegato 11.C ANALISI DEI MECCANISMI LOCALI DI COLLASSO IN EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA Allegato 11.D TIPOLOGIE E RELATIVI PARAMETRI MECCANICI DELLE MURATURE Allegato 11.E CRITERI PER GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO DI EDIFICI IN MURATURA 124

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Analisi cinematica lineare Analisi cinematica non lineare Legame: moltiplicatore α - spostamento generalizzato Valutazione della curva di capacità (oscillatore equivalente) Verifiche di sicurezza Stato limite di danno (SLD) Stato limite ultimo (SLU) Verifica semplificata con fattore di struttura q (analisi cinematica lineare) Verifica mediante spettro di capacità (analisi cinematica non lineare) 125

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Spesso avvengono collassi parziali per perdita dell'equilibrio di porzioni murarie La verifica ha senso se la parete è monolitica, senza collassi puntuali per disgregazione della muratura Meccanismi locali si verificano per azioni perpendicolari al piano nel caso di sistemi ad arco, anche per azioni nel piano 126

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Le verifiche si svolgono con l analisi limite dell equilibrio, secondo l approccio cinematico Questo si basa su: scelta del meccanismo di collasso valutazione dell azione orizzontale che attiva tale cinematismo. 127

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Scelta del meccanismo di collasso in base a: comportamento sismico di strutture analoghe già danneggiate dal terremoto presenza di eventuali stati fessurativi Tenendo inoltre presente: qualità della connessione tra le pareti murarie tessitura muraria presenza di catene interazioni con altri elementi della costruzione interazioni con gli edifici adiacenti 128

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Obiettivo: determinare l andamento dell azione orizzontale che la struttura è in grado di sopportare all evolversi del meccanismo Fino all annullamento di ogni capacità di sopportare azioni orizzontali (α=0) Tale curva è espressa attraverso: un moltiplicatore α rapporto tra le forze orizzontali applicate ed i corrispondenti pesi delle masse presenti lo spostamento dk di un punto di riferimento usualmente scelto in prossimità del baricentro delle masse 129

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Passi per ogni meccanismo locale: trasformare nella curva di capacità di un sistema equivalente ad un grado di libertà definire la capacità di spostamento ultimo del meccanismo locale confrontare con la domanda di spostamento richiesta dall azione sismica 130

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Più in dettaglio: Trasformazione di una parte della costruzione in un sistema labile (catena cinematica) individuazione di corpi rigidi, definiti da piani di frattura ipotizzabili per la scarsa resistenza a trazione della muratura, in grado di ruotare o scorrere tra loro (meccanismo di danno e collasso) Valutazione del moltiplicatore orizzontale dei carichi α 0 che comporta l attivazione del meccanismo (SLD) Costruzione della curva α-d k Trasformazione in curva di capacità accelerazione spettrale a* spostamento spettrale d* con spostamento ultimo per collasso del meccanismo (SLU) Verifiche di sicurezza, attraverso il controllo della compatibilità degli spostamenti e/o delle resistenze richieste alla struttura. 131

Analisi dei meccanismi locali di collasso in edifici esistenti in muratura Per l applicazione del metodo di analisi si ipotizza: resistenza nulla a trazione della muratura resistenza infinita a compressione della muratura assenza di scorrimento tra i blocchi Per una simulazione più realistica del comportamento, è possibile considerare, in forma approssimata: scorrimenti tra i blocchi, considerando la presenza dell attrito connessioni, anche di resistenza limitata, tra le pareti murarie presenza di catene metalliche limitata resistenza a compressione della muratura considerando le cerniere adeguatamente arretrate rispetto allo spigolo della sezione presenza di pareti a paramenti scollegati. 132

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica lineare Per ottenere α 0 si devono applicare ai blocchi rigidi della catena cinematica le seguenti forze: i pesi propri dei blocchi, applicati nel loro baricentro i carichi verticali portati dagli stessi pesi propri e sovraccarichi dei solai e della copertura altri elementi murari non considerati nel modello strutturale forze orizzontali proporzionali ai carichi verticali portati, se non sono efficacemente trasmesse ad altre parti dell'edificio eventuali forze esterne ad es., quelle trasmesse da catene metalliche eventuali forze interne ad es., le azioni legate all ingranamento tra i conci murari. 133

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica lineare Assegnata una rotazione virtuale θ k al generico blocco k, è possibile determinare in funzione di questa e della geometria della struttura, gli spostamenti delle diverse forze applicate nella rispettiva direzione. Il moltiplicatore α 0 si ottiene applicando il Principio dei Lavori Virtuali, uguagliando il lavoro totale eseguito dalle forze esterne ed interne applicate al sistema in corrispondenza dell atto di moto virtuale: 134

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica lineare α n n+ m n o 0 P i x,i P j x, j Pi δ y,i Fh δh = L δ + δ fi i= 1 j= n+ 1 i= 1 h= 1 P i P j δ x,i δ x,j δ y,i F h δ h L fi generica forza peso applicata (peso proprio del blocco, applicato nel suo baricentro, o altro peso portato) generica forza peso, non direttamente applicata sui blocchi, la cui massa genera una forza orizzontale in quanto non efficacemente trasmessa ad altre parti dell'edificio spostamento virtuale orizzontale del punto di applicazione dell i-esimo peso P i (positivo se nella direzione secondo cui agisce l azione sismica che attiva il meccanismo) spostamento virtuale orizzontale del punto di applicazione dell j-esimo peso P j (positivo se nella direzione secondo cui agisce l azione sismica che attiva il meccanismo) spostamento virtuale verticale del punto di applicazione dell i-esimo peso P i (positivo se verso l alto) generica forza esterna (in valore assoluto), applicata ad un blocco spostamento virtuale del punto dove è applicata la h-esima forza esterna (positivo se con verso discorde) lavoro di eventuali forze interne. 135

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica non lineare Legame moltiplicatore α - d k Se le diverse azioni (forze peso, azioni esterne o interne) vengono mantenute costanti all evolversi del cinematismo, è richiesta la sola valutazione dello spostamento d k,0 per cui si ha α=0 La curva assume la seguente espressione α = α ( 1 d / ) 0 k d k,0 136

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica non lineare Valutazione della curva di capacità (oscillatore equivalente) E una relazione tra: l accelerazione spettrale a* e lo spostamento spettrale d* 137

138 Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica non lineare L accelerazione spettrale di attivazione del meccanismo vale: dove la massa partecipante è: * 0 * m n 1 i i 0 * 0 e g M P a α = α = + = + = + = δ δ = m n 1 i 2 x,i i 2 m n 1 i x,i i * P g P M

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica non lineare Lo spostamento spettrale di attivazione del meccanismo vale: d * = d k n+ m δ i= 1 x,k n+ m dove δx,k è lo spostamento virtuale orizzontale del punto k, assunto come riferimento per la determinazione dello spostamento dk P i δ i= 1 x,i P i 139

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica non lineare La curva di capacità assume la seguente espressione: a * = a * 0 ( * 1 d / d ) * 0 dove: d 0 * è lo spostamento spettrale equivalente corrispondente allo spostamento d k,0. 140

Analisi dei meccanismi locali Analisi cinematica non lineare La resistenza e la capacità di spostamento verrà valutata sulla curva di capacità nei punti: SLD accelerazione spettrale a0*, corrispondente all attivazione del meccanismo di danno SLU spostamento spettrale du*, corrispondente al minore fra: il 40% dello spostamento per cui si annulla il moltiplicatore α, valutato su una curva in cui si considerino solamente le azioni di cui è verificata la presenza fino al collasso lo spostamento che produce situazioni localmente incompatibili con la stabilità degli elementi della costruzione (ad es., sfilamento di travi), se è valutabile 141

Analisi dei meccanismi locali Verifiche di sicurezza Di due tipi: Stato Limite di Danno (SLD) Stato Limite Ultimo (SLU) Verifica semplificata con fattore di struttura q (analisi cinematica lineare) Verifica mediante spettro di capacità (analisi cinematica non lineare) 142

Analisi dei meccanismi locali Verifiche di sicurezza (SLD) Soddisfatta se: a * 0 a gs 1 + 1.5 2.5 ag e S sono definiti ai punti 3.2.1 e 3.2.3 Z è l altezza, rispetto alla fondazione dell'edificio, del baricentro delle forze peso le cui masse, per effetto dell'azione sismica, generano forze orizzontali sugli elementi della catena cinematica del meccanismo, in quanto non efficacemente trasmesse ad altre parti dell'edificio H è l altezza della struttura rispetto alla fondazione. Z H 143

Analisi dei meccanismi locali Verifiche di sicurezza (SLD) Nel caso di meccanismi locali, lo stato limite di danno corrisponde all insorgere di fessurazioni che non interessano l intera struttura ma solo una sua parte Pertanto nel caso di edifici esistenti in muratura, anche in considerazione delle giustificate esigenze di conservazione, pur essendo auspicabile il soddisfacimento di questo stato limite, la sua verifica non è richiesta 144

Analisi dei meccanismi locali Verifiche di sicurezza (SLU-lin) Verifica semplificata con fattore di struttura q (analisi cinematica lineare) Soddisfatta se (con q = 2.0) si ha: a * 0 a g q S 1 + 1.5 Z H 145

Analisi dei meccanismi locali Verifiche di sicurezza (SLU-nlin) Verifica mediante spettro di capacità (analisi cinematica non lineare) Confronto tra: la capacità di spostamento ultimo d u * del meccanismo locale e la domanda di spostamento Δ d Valutata in corrispondenza del periodo secante Ts. La verifica è soddisfatta se: * Δ d d u 146

Analisi dei meccanismi locali Verifiche di sicurezza (SLU-nlin) Passi per calcolare Δ d (T s ): Definire lo spostamento d s * = 0.4d u * Individuare sulla curva di capacità l accelerazione a s * ad esso corrispondente Calcolare il periodo secante T s = 2π d a * s * s 147

Analisi dei meccanismi locali Verifiche di sicurezza (SLU-nlin) Passi per calcolare Δ d (T s ): Calcolare la domanda di spostamento Δ d (T s ): a g, S e T D sono definiti ai punti 3.2.1 e 3.2.3, ( + ) ( ) 2 T 31 ZH s T s < 1.5T 1 Δ d(t s) = a gs 0. 5 2 2 4π 1 1 Ts T + 1 15TT. Z 4 π 15TT. Z 4 π 1 s 1.5T 1 T s < T D Δ d(t s) =a gs 1. 9 2. 4 2 + H 1 D T D T s Δ d(t s) =a gs 1. 9 2. 4 2 + H T 1 è il primo periodo di vibrazione della struttura nella direzione considerata 148

Allegati Allegato 11.C ANALISI DEI MECCANISMI LOCALI DI COLLASSO IN EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA Allegato 11.D TIPOLOGIE E RELATIVI PARAMETRI MECCANICI DELLE MURATURE Allegato 11.E CRITERI PER GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO DI EDIFICI IN MURATURA 149

Tipologie e relativi parametri meccanici delle murature Tabella 11.D.1 Valori di riferimento dei parametri meccanici (minimi e massimi) e peso specifico medio per diverse tipologie di muratura, riferiti alle seguenti condizioni: malta di caratteristiche scarse assenza di ricorsi o listature paramenti semplicemente accostati o mal collegati muratura non consolidata 150

Tabella 11.D.1 Tipologia di muratura f m (N/cm 2 ) min-max τ 0 (N/cm 2 ) min-max E (N/mm 2 ) min-max G (N/mm 2 ) min-max w (kn/m 3 ) Muratura in pietrame disordinata (ciottoli, pietre erratiche e irregolari) 60 90 2,0 3,2 690 1050 115 175 19 Muratura a conci sbozzati, con paramento di limitato spessore e nucleo interno 110 155 3,5 5,1 1020 1440 170 240 20 Muratura in pietre a spacco con buona tessitura 150 200 5,6 7,4 1500 1980 250 330 21 Muratura a conci di pietra tenera (tufo, calcarenite, ecc.) 80 120 2,8 4,2 900 1260 150 210 16 Muratura a blocchi lapidei squadrati 300 400 7,8 9,8 2340 2820 390 470 22 Muratura in mattoni pieni e malta di calce 180 280 6,0 9,2 1800 2400 300 400 18 Muratura in mattoni semipieni con malta cementizia (es.: doppio UNI) 380 500 24 32 2800 3600 560 720 15 Muratura in blocchi laterizi forati (perc. foratura < 45%) 460 600 30,0 40,0 3400 4400 680 880 12 Muratura in blocchi laterizi forati, con giunti verticali a secco (perc. foratura < 45%) 300 400 10,0 13,0 2580 3300 430 550 11 Muratura in blocchi di calcestruzzo (perc. foratura tra 45% e 65%) 150 200 9,5 12,5 2200 2800 440 560 12 Muratura in blocchi di calcestruzzo semipieni 300 440 18,0 24,0 2700 3500 540 700 14 151

Tipologie e relativi parametri meccanici delle murature Tabella 11.D.2 Coefficienti correttivi dei parametri meccanici (indicati in Tabella 11.D.1) da applicarsi in presenza di: malta di caratteristiche buone o ottime presenza di ricorsi o listature presenza sistematica di connessioni trasversali consolidamento con iniezioni di malta consolidamento con intonaco armato 152

Tabella 11.D.2 Tipologia di muratura Malta buona Ricorsi o listature Connessione trasversale Iniezioni di malta Intonaco armato Muratura in pietrame disordinata (ciottoli, pietre erratiche e irregolari) 1,5 1,3 1,5 2 2,5 Muratura a conci sbozzati, con paramento di limitato spessore e nucleo interno 1,4 1,2 1,5 1,7 2 Muratura in pietre a spacco con buona tessitura 1,3 1,1 1,3 1,5 1,5 Muratura a conci di pietra tenera (tufo, calcarenite, ecc.) 1,5-1,5 1,7 2 Muratura a blocchi lapidei squadrati 1,2-1,2 1,2 1,2 Muratura in mattoni pieni e malta di calce 1,5-1,3 1,5 1,5 Muratura in mattoni semipieni con malta cementizia (es.: doppio UNI) 1,3 - - - 1,3 Muratura in blocchi laterizi forati (perc. foratura < 45%) 1,3 - - - 1,3 Muratura in blocchi laterizi forati, con giunti verticali a secco (perc. foratura < 45%) 1,3 - - - 1,3 Muratura in blocchi di calcestruzzo (perc. foratura tra 45% e 65%) 1,3 - - - 1,3 Muratura in blocchi di calcestruzzo semipieni 1,3 - - - 1,3 153

Allegati Allegato 11.C ANALISI DEI MECCANISMI LOCALI DI COLLASSO IN EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA Allegato 11.D TIPOLOGIE E RELATIVI PARAMETRI MECCANICI DELLE MURATURE Allegato 11.E CRITERI PER GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO DI EDIFICI IN MURATURA 154

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Tecniche di utilizzo corrente: Interventi volti a ridurre le carenze dei collegamenti Interventi volti a ridurre le spinte di archi e volte Interventi volti a ridurre l eccessiva deformabilità dei solai Interventi in copertura Interventi che modificano la distribuzione degli elementi verticali resistenti Interventi volti ad incrementare la resistenza nei maschi murari Pilastri e colonne Interventi volti a rinforzare le pareti intorno alle aperture Interventi alle scale Interventi volti ad assicurare i collegamenti degli elementi non strutturali Interventi in fondazione Realizzazione di giunti sismici 155

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti a ridurre le carenze dei collegamenti Inserimento di tiranti Cerchiature esterne Idonea ammorsatura (scuci e cuci) Cordoli in sommità In muratura armata, in acciaio o in c.a. Connessione dei solai di piano e delle coperture 156

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti a ridurre le spinte di archi e volte Contrafforti o ringrossi murari 157

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti a ridurre l eccessiva deformabilità dei solai Irrigidimento dei solai Nel piano e fuori dal piano 158

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi in copertura E' in linea generale opportuno il mantenimento dei tetti in legno, in quanto capaci di limitare le masse nella parte più alta dell'edificio e di garantire un elasticità simile a quella della compagine muraria sottostante. Nel caso delle capriate, deve essere presente un buon collegamento nei nodi, necessario ad evitare scorrimenti e distacchi in presenza di azioni orizzontali. Questo può essere migliorato con piastre e barre metalliche o con altri materiali (ad esempio fibrorinforzati). 159

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi che modificano la distribuzione degli elementi verticali resistenti Inserimento di nuove pareti Evitare la realizzazione di nuove aperture Un incremento della rigidezza delle pareti murarie si ottiene attraverso la chiusura di nicchie, canne fumarie o altri vuoti Purché sia realizzato un efficace collegamento dei nuovi elementi di muratura con quelli esistenti attraverso la tecnica dello scuci e cuci 160

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti ad incrementare la resistenza nei maschi murari A seconda dei casi si procederà a: Riparazioni localizzate di parti lesionate o degradate Ricostituire la compagine muraria in corrispondenza di manomissioni quali cavità, vani di varia natura (scarichi, canne fumarie, ecc.) Migliorare le caratteristiche di murature particolarmente scadenti per tipo di apparecchiatura e/o di composto legante. 161

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti ad incrementare la resistenza nei maschi murari L intervento di scuci e cuci è finalizzato al ripristino della continuità muraria lungo le linee di fessurazione ed al risanamento di porzioni di muratura gravemente deteriorate L'adozione di iniezioni di miscele leganti mira al miglioramento delle caratteristiche meccaniche della muratura da consolidare 162

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti ad incrementare la resistenza nei maschi murari L intervento di ristilatura dei giunti, se effettuato in profondità su entrambi i lati, può migliorare le caratteristiche meccaniche della muratura, in particolare nel caso di murature di spessore non elevato L inserimento di diatoni artificiali, realizzati in conglomerato armato (in materiale metallico o fibrorinforzato) dentro fori di carotaggio, può realizzare un efficace collegamento tra i paramenti murari, evitando il distacco di uno di essi o l innesco di fenomeni di instabilità per compressione Tale intervento conferisce alla parete un comportamento monolitico per azioni ortogonali al proprio piano 163

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti ad incrementare la resistenza nei maschi murari Tirantini antiespulsivi, costituiti da sottili barre trasversali imbullonate con rondelle sui paramenti Tirantature diffuse nelle tre direzioni ortogonali Il placcaggio delle murature con intonaco armato può essere utile nel caso di murature gravemente danneggiate e incoerenti 164

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti ad incrementare la resistenza nei maschi murari Il placcaggio con tessuti o lamine in materiale fibrorinforzato può essere di norma utilizzato nel caso di murature regolari, in mattoni o blocchi L inserimento di tiranti verticali post-tesi è un intervento applicabile solo in casi particolari Se la muratura è in grado di sopportare l incremento di sollecitazione verticale in corrispondenza degli ancoraggi. 165

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Pilastri e colonne Gli interventi vanno configurati in modo da: Ricostituire la resistenza iniziale a sforzo normale, ove perduta, mediante provvedimenti quali cerchiature e tassellature Eliminare o comunque contenere le spinte orizzontali mediante provvedimenti, quali: Opposizione di catene ad archi, volte e coperture e, ove opportuno, realizzazione o rafforzamento di contrafforti; Ricostituire i collegamenti atti a trasferire le azioni orizzontali a elementi murari di maggiore rigidezza. 166

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti a rinforzare le pareti intorno alle aperture Inserire architravi o cornici in acciaio o calcestruzzo di adeguata rigidezza e resistenza, curando il perfetto contatto o la messa in forza con la muratura esistente. 167

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi alle scale Per tutti gli interventi riguardanti scale in muratura portante, si possono adottare lavori di rinforzo ma che comunque non ne alterino i caratteri architettonici e il loro valore tipologico e formale 168

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi volti ad assicurare i collegamenti degli elementi non strutturali Occorre verificare i collegamenti dei più importanti elementi non strutturali (cornicioni, parapetti, camini), tenendo conto della possibile amplificazione delle accelerazioni lungo l altezza dell edificio 169

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi in fondazione E possibile omettere interventi sulle strutture di fondazione se, contemporaneamente: nella costruzione non siano presenti importanti dissesti di qualsiasi natura attribuibili a cedimenti delle fondazioni e sia stato accertato che dissesti della stessa natura non si siano prodotti neppure in precedenza gli interventi progettati non comportino sostanziali alterazioni dello schema strutturale del fabbricato gli stessi interventi non comportino rilevanti modificazioni delle sollecitazioni trasmesse alle fondazioni siano esclusi fenomeni di ribaltamento della costruzione per effetto delle azioni sismiche. 170

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Interventi in fondazione Allargamento della fondazione mediante cordoli in c.a. o una platea armata Consolidamento dei terreni di fondazione Inserimento di sottofondazioni profonde (micropali, pali radice) 171

Criteri per gli interventi di consolidamento di edifici in muratura Realizzazione di giunti sismici È piuttosto frequente, soprattutto nei centri storici, che vi siano edifici in muratura adiacenti o strutturalmente connessi La realizzazione di giunti può essere opportuna nei casi di edifici di differenze altezza che possono martellare e dar luogo a concentrazioni di danno alla sommità della struttura più bassa Collegamento strutturale Può essere realizzato a livello dei solai se: I solai sono approssimativamente complanari, Il complesso risultante ha caratteristiche di simmetria e regolarità non peggiori di quelle delle due parti originarie. 172

Fine 173