Conferenza di Atene 1931 SSPAB 1877 La necessità di un efficiente cooperazione internazionale quale mezzo per propiziare nei vari Stati la soluzione dei molti e complessi problemi di salvaguardia del patrimonio artistico fu avvertita e sottolineata fina dai primi anni del secolo XX, in particolar modo nei convegni archeologici (Roma 1930 - pitture e sculture) Ad Atene, grazie all interessamento del governo, si tenne, nel 1931, una conferenza con lo scopo di completare i lavori iniziati a Roma. Con l apporto di un centinaio di esperti, furono dibattuti numerosi e importanti temi riguardanti la tutela e il restauro dei monumenti architettonici. Al termine, fu redatto un documento che ha una grande importanza per il suo carattere normativo e d internazionalità: in esso predomina la tendenza ad abbandonare le restituzioni integrali e a evitare i rischi mediante l istituzione di manutenzioni regolari e permanenti atte ad assicurare la conservazione degli edifici. Conferenza di Atene 1931 Nel caso in cui il restauro appaia indispensabile, la Carta raccomanda di rispettare l opera storica e artistica del passato, senza proscrivere lo stile di alcuna epoca. si approva l impiego giudizioso di tutte le risorse della tecnica moderna e in particolare del cemento armato. Si esprime il parere che ordinariamente questi mezzi di rinforzo debbano essere dissimulati per non alterare l aspetto e il carattere dell edificio da restaurare. La conferenza raccomanda di rispettare, nella costruzione degli edifici, il carattere e la fisionomia della città, specialmente nelle prossimità di monumenti antichi dove l ambiente deve essere oggetto di cure particolari. Alla fine del 1931 Gustavo Giovannoni scrisse la Carta italiana del Restauro, approvata nel 1932 dal Consiglio Superiore per le Antichità e Belle Arti. 1
Gustavo Giovannoni 1873-1947 Personalità eclettica: storico e critico dell'architettura, ingegnere, architetto e urbanista, molto attivo nel campo didattico e organizzativo; 1913: cattedra di Architettura generale nella Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri; 1921: con Marcello Piacentini fonda la rivista Architettura e Arti decorative; 1927/1935: dirige la Scuola di Architettura di Roma ed è fra i principali promotori della prima Facoltà universitaria di architettura italiana (Roma), nella quale ricopre la cattedra di Rilievo e Restauro dei monumenti; Grande attenzione per i temi della città moderna; contribuisce alla formazione e alla diffusione di una coscienza urbanistica che alimenta soprattutto fra i giovani; Si impegna nella promozione e nell'organizzazione di attività culturali: collabora alla fondazione dell'istituto di Studi Romani; è membro del Consiglio Direttivo della Società Filologica Romana ed è socio di molti istituti accademici, come la Società Romana di Storia Patria; I suoi primi interventi riguardano progetti di alcuni edifici destinati ad attività produttive e costruzioni residenziali. Gustavo Giovannoni 1873-1947 L interesse per gli aspetti non solo costruttivi ma anche stilistici, lo porta ad avvicinarsi agli argomenti di storia dell'architettura e alle altre discipline artistiche; Grande attenzione al tema del rapporto tra nuovo e antico, ovvero tra storicità e contemporaneità degli edifici; Propugna il "restauro scientifico" che conserva sia il monumento sia l'ambiente che lo circonda, rendendosi conto che nel restauro è impossibile fissare dei criteri univoci. Il restauro scientifico è un operazione di tipo interdisciplinare che prevede l intervento di chimici, geologi, ecc. ecc. Nella prima metà del Novecento l'interesse della cultura storica, incentrato fino ad allora sul monumento, si estende al suo intorno, cioè all'ambiente, che viene considerato la "cornice", apprezzata per i suoi specifici valori ("monumento d'ambiente"). I contributi principali a tale posizione provengono dall'urbanistica moderna dei paesi tedeschi e dall'interesse per l'ambiente umanizzato (studiosi inglesi come August Pugin, John Ruskin e William Morris). Si colloca tra la corrente del restauro archeologico (mantenimento dello stato di fatto del monumento) e quella del restauro stilistico (ripristino di un ipotetico stato originario). 2
Gustavo Giovannoni 1873-1947 «finalmente i tempi, lo stato delle nostre conoscenze e l interessamento del pubblico sono maturi per istituire su basi scientifiche gli studi italiani di storia architettonica e per definirne le mete e i metodi» L opera architettonica ha innanzi tutto una finalità pratica e concreta che si riannoda quindi alle esigenze reali del regime sociale e delle condizioni economiche, della civiltà e degli usi del tempo; si attua con mezzi costruttivi che richiedono una speciale preparazione tecnica e sono tali da determinare gli schemi spaziali e da costituire alla fantasia creatrice limitazioni insormontabili, non è quasi mai frutto di un unico pensiero, ma della cooperazione di tante energie nascoste o palesi e, in ogni caso, nasce dal lavoro anonimo di mani che non sono quelle dell architetto. Gustavo Giovannoni 1873-1947 1. Considerare insieme, congiunti nella stessa opera creativa, espressi nei rilievi metrici e negli studi costruttivi, la tecnica e l arte, l organismo e l aspetto esteriore; 2. Valersi dello studio comparato dei particolari architettonici più come determinazione di scuola che come assegnazione di autore; 3. Attendere nello stabilire i capisaldi cui riannodare la rete dei raffronti, che la documentazione, l esame stilistico, tecnico e quello morfologico concordino; 4. Ricercare, attraverso la tipologia degli edifici e le teorie e gli schemi di proporzione, quali siano le leggi intime e profonde di un periodo architettonico, risalendo dall opera singola a quella di una generazione, al pensiero costruttivo e artistico di una provincia tematica, al sentimento della stirpe 3
Gustavo Giovannoni 1873-1947 Definizione di MONUMENTO non più «edificio eccellente per dimensioni o qualità storico-artistiche ma qualunque costruzione del passato, anche modesta che abbia valore d arte o di storica testimonianza, comprendendo le condizioni esterne costituenti l AMBIENTE, per giungere talvolta all intero complesso monumentale costituito da una via, una piazza, un quartiere, ché proprio in questo estendersi e democratizzarsi del concetto di monumento e in questo suo comprendere le condizioni ambientali, sta il nuovo atteggiamento del senso di rispetto, di conservazione, di difesa e quindi di valorizzazione e di restauro» Via della Conciliazione, Roma 1936 Arch.tti Piacentini e Spaccarelli 4
Gustavo Giovannoni 1873-1947 Restauro scientifico RESTAURO come MANUTENZIONE, RIPARAZIONE e CONSOLIDAMENTO anche attraverso l impiego di tecniche moderne. Mantenimento dell autenticità delle strutture, operandone il MINIMO RINFORZO necessario per la stabilità senza esagerazioni di rinnovamento; Mantenere i SEGNI del passaggio del tempo sull opera d arte anche se risulti lesa l unità stilistica originaria, considerando la vita artistica che si è svolta sul monumento e non la prima fase soltanto; NOTORIETA delle AGGIUNTE (differenziandole dall antico e designando chiaramente le date); Aggiunte come INTEGRAZIONI DI MASSA, più che carattere decorativo; Utilizzo di ZONE NEUTRE negli elementi intermedi per ristabilire un disegno non certo; Applicazione degli stessi criteri di valore e cure all AMBIENTE intorno al monumento. Gustavo Giovannoni 1873-1947 Restauro scientifico Cinque tipi di restauro: di CONSOLIDAMENTO, insieme di opere necessarie a ristabilire un adeguato livello di sicurezza statica; di RICOMPOSIZIONE o ANASTILOSI, ricomposizione di un monumento frammentario del quale si conservino le parti; di LIBERAZIONE, rimozione di corpi di costruzione aggiunti a un edificio dopo il suo completamento, tali da guastare la linea costruttiva originaria, ritenute di scarso valore storico-artistico; di COMPLETAMENTO, aggiunta di parti accessorie realizzate secondo il criterio della riconoscibilità. di INNOVAZIONE, aggiunge di parti rilevanti di nuova concezione che talvolta risultano necessarie per il riuso del manufatto. 5
Carta italiana del Restauro 1932 delinea una versione burocratica e normativa delle proposizioni ateniesi di cui segue i contenuti eleva il restauro a grande questione nazionale afferma il primato incontestabile del nostro paese Fin dall inizio del secolo i postulati del restauro filologico risultano ormai acquisiti tanto da rappresentare la linea seguita negli interventi che vengono condotti in tutti i paesi europei. nell opera di restauro debbono unirsi ma non elidersi, neanche in parte, vari criteri di diverso ordine: cioè le ragioni storiche che non vogliono cancellata nessuna delle fasi attraverso cui si è composto il monumento, né falsata la sua conoscenza con aggiunte che inducano in errore gli studiosi, né disperso il materiale che le ricerche analitiche pongono in luce; il concetto architettonico che intende riportare il monumento a una funzione d arte e, quando sia possibile, a una unità di linea (da non confondersi con l unità di stile) Carta italiana del Restauro 1932 1. Al di sopra di ogni altro intento debba la massima importanza attribuirsi alle cure assidue di manutenzione alle opere di consolidamento; 2. Il problema di ripristino, mosso dalle ragioni dell arte e dell unità architettonica strettamente congiunte con il criterio storico, possa porsi solo quando si basi su dati assolutamente certi forniti dal monumento da ripristinare e non su ipotesi; 3. Nei monumenti lontani ormai dai nostri usi e dalla nostra civiltà, come sono i monumenti antichi, debba ordinariamente escludersi ogni completamento e solo sia da considerarsi l anastilosi; 4. Siano conservati tutti gli elementi aventi un carattere d arte o di storico ricordo, a qualunque tempo appartengano, senza che il desiderio di unità stilistica e del ritorno alla primitiva forma intervenga ad escluderne alcuni a detrimento di altri. 6
La critica denuncia una sostanziale imparzialità nei confronti di stratificazioni e trasformazioni che modificano l aspetto di un monumento nei secoli, tali da andare non solo contro l estetica ma anche contro la storia Noi non possiamo sentire storicamente il nostro passato dando a tutto lo svolgimento la stessa importanza si tratta, in altre parole, di GIUDICARE se certi elementi abbiano o no CARATTERE D ARTE, in caso negativo ciò che maschera la bellezza, sarà legittimo abolirlo attraverso una VALUTAZIONE CRITICA: OGNI MONUMENTO E UN CASO UNICO E COSI DEVE ESSERE IL SUO RESTAURO Roberto Pane Charte d Athenes 1933 IV Congresso Internazionale di Architettura Moderna - CIAM Le Corbusier Le Corbusier propose di distinguere le attività umane in quattro funzioni fondamentali: abitare, lavorare, divertirsi, circolare. tra le testimonianze del passato bisogna saper riconoscere e discriminare quelle che sono ancora ben vitali. Non tutto quello che è passato ha lo stesso diritto all eternità; è opportuno scegliere sapientemente quel che deve essere rispettato. Se gli interessi della città sono compromessi dal permanere di alcune presenze insigni, maestose, di un era trascorsa, bisognerà cercare una soluzione che sia in grado di conciliare i due opposti punti di vista. Qualora ci si trovi di fronte a costruzioni ripetute in numerosi esemplari, alcuni saranno conservati come documentazione e altri saranno demoliti. in taluni casi eccezionali si potrà considerare l opportunità di un trasferimento totale di elementi che sono d impaccio per la loro ubicazione, ma che meritano, per il loro altro significato estetico e storico di essere conservati. 7
Legge n. 1089 del 1939 Nozione di bene culturale Sono soggette alla presente legge le cose, immobili e mobili, che presentano interesse artistico, storico, archeologico e etnografico, compresi: le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà; le cose d interesse numismatico; i manoscritti, gli autografi, i carteggi, i documenti notevoli, gli incunaboli, nonché i libri, le stampe e le incisioni aventi carattere di rarità e di pregio; le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse artistico o storico. Non sono soggette alla disciplina della presente legge le opere di autori viventi o la cui esecuzione non risalga ad oltre cinquant anni e poi fu la guerra 8
Anni centrali della II guerra mondiale (1943-1944) ENORMI DANNI provocati dai bombardamenti INAPPLICABILITA DELLE NORME del 1931 concepite per una scrupolosa e attenta CURA dei monumenti RICONSIDERAZIONE DEI PRINCIPI DEL RESTAURO e conseguente critica del restauro filologico e scientifico LIMITI del RESTAURO SCIENTIFICO Radice culturale CLASSIFICATORIA di tipo POSITIVISTA Persistente attenzione agli aspetti evolutivi della storia artistica del monumento; Sostanziale disinteresse per il lato estetico del monumento e del restauro (soluzioni neutre proposte da Giovannoni) e conseguente sbilanciamento per l istanza storica Prima i restauri erano spesso suggeriti da un esigenza di gusto o da una predilezione culturale; oggi essi sono stati imposti da un imperiosa necessità di salvare resti di forme preziose il cui abbandono sarebbe inconciliabile con una società colta e civile anche a costo di compromessi che hanno rischiato di essere non del tutto conformi alle norme del moderno restauro Roberto Pane Critica al RESTAURO SCIENTIFICO: Il restauro scientifico, o meglio filologico, è solo una TEORIA AI DANNI MINORI, che FINISCE, sì, per NON CONTAMINARE IL MONUMENTO ma anche per trasporlo in una sorta di LIMBO che non è veramente suo né veramente nostro; è una teoria da SCRUPOLOSO COLLEZIONISTA, per la quale il monumento viene GUARDATO e SALVATO e RIMESSO IN SESTO più come PREZIOSA SCHEDA PER SPECIALISTI che come COSA VIVA 9
Ponte a Santa Trìnita, Firenze COME INTERVENIRE SULLE ROVINE? La vecchia concezione del restauro GRADUALE, OCULATO, condotto accuratamente e in POCHI CASI ESEMPLARI non è più valida: ora serve un restauro DI MASSA e D URGENZA. I problemi sono DIVERSI a seconda delle condizioni dei monumenti. La PRASSI CONSUETA ammetteva le seguenti procedure d intervento: Per danni di modesta entità, soltanto modeste ma indispensabili RISARCITURE; Per danni di maggiore entità, il RIPRISTINO PARZIALE delle FORME precedenti (sentito tuttavia come UN FALSO) o la restituzione di una fase anteriore; Per distruzione totale o quasi, la RINUNCIA ALL INTERVENTO o L ANASTILOSI. Firenze, Ponte Vecchio e Oltrarno alla fine della II guerra mondiale 10
Gli eventi drammatici della II Guerra Mondiale evidenziarono i limiti delle teorie sul restauro fino ad allora espresse: - Restauro stilistico (Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc 1814-1879) - Manutenzione (Jhon Ruskin 1819-1900) - Restauro filologico (Camillo Boito 1836-1914 e Alois Riegl 1858-1905) - Restauro analogico (Alfredo D Andrade 1839-1915) - Restauro storico (Luca Beltrami 1854-1933 e Gaetano Moretti 1860-1938) - Restauro scientifico (Gustavo Giovannoni 1873-1947) la non applicabilità dei criteri del restauro fino ad allora teorizzati nei restauri di massa e di urgenza e le nuove acquisizioni del pensiero sull arte (che ne dimostrarono inattualità e limiti) portarono a un evoluzione della teoria del restauro, con un approccio più capace di comprendere la complessa realtà artistica e documentaria dei monumenti. -Restauro critico (Roberto Pane 1897-1987 e Renato Bonelli 1911-2004) Alle esigenze documentarie, proprie del restauro scientifico, si affiancano quelle legate alla qualità estetica. Il restauro deve essere ATTO CRITICO, in quanto giudizio di valore che conduce alla possibile distruzione di parti, e ATTO CREATIVO, nel caso si debba ricucire l immagine nelle sue lacerazioni. COME INTERVENIRE? Il Ponte a Santa Trìnita fu RICOSTRUITO nel 1952/58 COM ERA E DOV ERA 11
Ponte a Santa Trìnita (già ricostruito da Ammannati 1557, con la consulenza di Michelangelo) Ricostruito nel 1952/58 da arch. Gizdulich e ing. Brizzi Ponte alla Carraia (Ammannati 1557) Ricostruito nel 1948 arch. Fagiuoli Ponte alle Grazie (sostituzione del precedente Rubaconte distrutto nel 1300, ricostruito nel 1847) Ricostruito nel 1945 arch. Michelucci CORRIDOIO VASARIANO A FIRENZE parzialmente distrutto dai Tedeschi nel 1944 per interrompere il collegamento fra le due rive dell Arno ricostruito nel 1950 12
GIOVANNI MICHELUCCI Casa d abitazione Via Guicciardini 24 FIRENZE La casa d'abitazione Termini-Ventura in via Guicciardini 24 a Firenze e la casa INA in via dello Sprone 1 a Firenze sono una nuova occasione per realizzare, nell ambito del tema del rapporto tra antico e moderno, due interventi esemplari di inserimento in un contesto storico che era stato distrutto dagli eventi bellici 13
Convenzione dell Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato Art. 1 prima definizione di beni culturali ai fini della presente convenzione, sono considerati beni culturali, prescindendo dalla loro origine o dal loro proprietario: i beni, mobili o immobili, di grande importanza per il patrimonio culturale dei popoli, come i monumenti architettonici, di arte o di storia, religiosi o laici; i siti archeologici; i complessi di costruzioni che, nel loro insieme, offrono un interesse storico o artistico; le opere d arte; i manoscritti, i libri e altri oggetti di interesse artistico, storico o archeologico; le collezioni scientifiche e le collezioni importanti di libri o di archivi o di riproduzioni dei beni sopra definiti; Gli edifici la cui destinazione principale ed effettiva è di conservare o di esporre i beni culturali mobili definiti al comma precedente, quali musei, le grandi biblioteche, i depositi di archivi, come pure i rifugi destinati a ricoverare, in caso di conflitto armato, i beni culturali mobili definiti al comma precedente; I centri comprendenti un numero considerevole di beni culturali, definiti ai commi precedenti, detti centri monumentali Art. 1 Roberto Pane Piero Gazzola la nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di un evoluzione significativa o di un avvenimento storico (questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale). Art. 2 la conservazione e il restauro dei monumenti costituiscono una disciplina che si vale di tutte le scienze e di tutte le tecniche che possono contribuire allo studio e alla salvaguardia del patrimonio monumentale. Art. 3 la conservazione e il restauro dei monumenti mirano a salvaguardare tanto l opera d arte che la testimonianza storica. Art. 4 Carta di Venezia 1964 la conservazione dei monumenti impone anzittutto una manutenzione sistematica. 14
Art. 5 Carta di Venezia 1964 la conservazione dei monumenti è sempre favorita dalla loro utilizzazione in funzioni utili alla società: una tale destinazione è augurabile ma non deve alterare la distribuzione e l aspetto dell edificio. Gli adattamenti pretesi dall evoluzione degli usi e dei consumi devono dunque essere contenuti entro questi limiti. Art. 6 la conservazione di un monumento implica quella della sua condizione ambientale. Quando sussista un ambiente tradizionale questo sarà conservato, verrà inoltre messa al bando qualsiasi nuova costruzione, distruzione e utilizzazione che possa alterare i rapporti di volumi e colori. Art. 9 il restauro è un processo che deve mantenere un carattere eccezionale. Il suo scopo è di conservare e di rivelare i valori formali e storici del monumento e si fonda sul rispetto della sostanza antica e delle documentazioni autentiche. Il restauro deve fermarsi dove ha inizio l ipotesi: sul piano della ricostruzione congetturale qualsiasi lavoro di completamento, riconosciuto indispensabile per ragioni estetiche e tecniche, deve distinguersi dalla progettazione architettonica e dovrà recare il segno della nostra epoca. Il restauro sarà sempre preceduto e accompagnato da uno studio storico e archeologico del monumento. Carta di Venezia 1964 Art. 11 nel restauro di un monumento sono da rispettare tutti i contributi che definiscono l attuale configurazione di un monumento, a qualunque epoca appartengano, in quanto l unità stilistica non è lo scopo di un restauro. Quando in un edificio si presentano parecchie strutture sovrapposte, la liberazione di una struttura di epoca anteriore non si giustifica che eccezionalmente e a condizione che gli elementi rimossi siano di scarso interesse, che la composizione architettonica rimessa in luce costituisca una testimonianza di grande valore storico, archeologico o estetico e che il suo stato di conservazione sia ritenuto soddisfacente. Il giudizio sul valore degli elementi in questione e la decisione circa le eliminazioni da eseguirsi non possono dipendere dal solo autore del progetto. Art. 12 gli elementi destinati a sostituire le parti mancanti devono integrarsi nell insieme distinguendosi tuttavia dalle parti originali, affinché il restauro non falsifichi il monumento e risultino rispettate sia l istanza estetica sia quella storica. Art. 13 le aggiunte non possono essere tollerate se non rispettano tutte le parti interessanti dell edificio, il suo ambiente tradizionale, l equilibrio del suo complesso e i rapporti con l ambiente circostante. 15
Commissione Franceschini 1967 La legislazione e l organizzazione della tutela in Italia, per evidenti ragioni di tradizione storica nel loro formarsi e per l universale suggestione delle nostre ricerche artistiche, hanno incentrato finora le loro provvidenze prevalentemente sulla protezione delle cose d arte ; concetto gradualmente esteso, oltre che al patrimonio monumentale, anche ai beni d interesse archeologico e alle bellezze naturali. ( ) è sembrato, pertanto, alla Commissione di dover riproporre il problema del senso di un individuazione unitaria ed estensiva della tutela nel concetto di testimonianza storica, in rapporto a ogni categoria di documenti della storia della civiltà, compreso il suo ambiente. Appartengono al patrimonio culturale della Nazione tutti i beni aventi riferimento alla storia della civiltà. Si definisce bene culturale quel bene che costituisce testimonianza materiale e avente valore di civiltà. La Commissione ha ritenuto di dover comprendere, nel nuovo concetto di bene culturale ambientale, un contenuto più autentico e moderno inserendovi, oltre alle tradizionali singolarità naturali, tutto ciò che in un territorio è opportuno conservare e valorizzare in quanto testimonianza concreta di valori di civiltà. Le norme emanate sulla scorta delle indicazioni della Commissione sono poche. La più importante è la promulgazione della Carta del Restauro del 1972. gli atti della Commissione contengono già l intero testo della Carta ma ci vorranno ben 5 anni per trasformare questi atti d indirizzo in forma di circolare ministeriale che si chiamerà Carta del Restauro 1972, emanata in forma anonima ma i cui estensori furono Pietro Romanelli, Alfredo Barbacci e Cesare Brandi 16