2 12 EMILIA ROMAGNA DIGITAL E BENCHMARKING DELLA SOCIETÀ DELL INFORMAZIONE IN EMILIA-ROMAGNA SECONDO RAPPORTO 7: LA DIFFUSIONE DELL ICT E INTERNET TRA LE IMPRESE LA DIFFUSIONE DELL ICT E INTERNET TRA I CITTADINI L INFRASTRUTTURA DELLA BANDA LARGA anno di riferimento duemilasei/duemilasette
2 12 EMILIA ROMAGNA DIGITAL E BENCHMARKING DELLA SOCIETÀ DELL INFORMAZIONE IN EMILIA-ROMAGNA SECONDO RAPPORTO 7: LA DIFFUSIONE DELL ICT E INTERNET TRA LE IMPRESE LA DIFFUSIONE DELL ICT E INTERNET TRA I CITTADINI L INFRASTRUTTURA DELLA BANDA LARGA anno di riferimento duemilasei/duemilasette
2 1 INDICE SINTESI DEL RAPPORTO 5 EXECUTIVE SUMMARY 23 1. LA DIFFUSIONE DELL ICT E DI INTERNET NELLE IMPRESE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA 39 1. La metodologia 41 2. La struttura del campione 41 3. La dotazione ICT delle imprese 42 3.1 La sicurezza della rete e dei dati aziendali 45 4. L utilizzo di Internet all interno delle imprese 47 4.1. L ICT nella gestione della capacità produttiva 48 4.2. L ICT come mezzo di condivisione delle informazioni e di comunicazione 48 4.3. L ICT nella gestione delle risorse umane 49 4.4. I sistemi informativ i per la gestione integrata delle funzioni aziendali 5 4.5. L e-commerce 51 4.6. Il sito web aziendale 52 4.7. Le vendite on line 53 4.8. Gli acquisti on line 53 4.9. Fatturazione e pagamenti on line 54 4.1. Il ruolo dell ICT nei rapporti con i partner 55 4.11 L ICT nei rapporti dell impresa con la Pubblica Amministrazione 57 4.12 Le barriere all adozione di strumenti e applicazioni ICT nelle imprese 59 4.13 Diffusione e utilizzo del software Open Source nelle imprese 6 5. Gli impatti dell ICT nella percezione delle imprese 62 6. Alcune considerazioni di carattere settoriale 64 6.1 Il settore agroalimentare 65 6.2. Il settore multimediale 66 6.3 Il settore del turismo 67 7. Dotazioni e uso dell ICT tra le aziende del turismo nel 4, 5 e 7: un analisi di trend 69 8. Riflessioni conclusive 73 2. LA DIFFUSIONE DELL ICT E DI INTERNET PRESSO LE FAMIGLIE E I CITTADINI DELL EMILIA-ROMAGNA 75 1. Perché utilizzare i dati della Multiscopo ISTAT Aspetti della vita quotidiana 77 2. La metodologia 77 3. La disponibilità di beni tecnologici ICT nelle famiglie emiliano-romagnole 78 4. L utilizzo delle tecnologie ICT in Emilia-Romagna 8 4.1 L uso del Personal Computer e di Internet 8 4.2 Le attività svolte via Internet 83 4.3. Il rapporto con la Pubblica Amministrazione via Internet 85
4.4 Le abilità informatiche 88 5. Presenza e uso di tecnologie ICT nelle famiglie e tra i cittadini in una comparazione europea 89 3. LA DISPONIBILITÀ DI INFRASTRUTTURE E L OFFERTA DI SERVIZI A BANDA LARGA IN EMILIA-ROMAGNA 95 1. La diffusione della banda larga in Emilia-Romagna 97 1.1 La dotazione infrastrutturale di fibra ottica per backbone e MAN in regione 97 1.2. Lepida: la rete privata a banda larga delle Pubbliche Amministrazioni in Emilia-Romagna 99 1.3. L offerta di servizi a banda larga in Emilia-Romagna 1 1.4. La competizione a livello infrastrutturale e nell offerta di servizi a banda larga in Emilia-Romagna 14 2. La rete della ricerca in Emilia-Romagna 16 3. Il divario digitale in Emilia-Romagna 17 3.1 Dimensione e caratteristiche del divario digitale in Emilia-Romagna 17 3.2 Le attività previste in regione Emilia-Romagna per la riduzione del divario digitale 18 4
S I N T E S I D E L R A P P O R T O
In questo rapporto viene presentato un quadro del livello di sviluppo della società dell informazione in Emilia- Romagna tra il 6 e il 7. In particolare ci si è focalizzati su imprese e cittadini quali utilizzatori finali dell ICT nella società e sulla dotazione infrastrutturale e di servizi a banda larga come elemento costituivo fondamentale di un ambiente favorevole alla sua diffusione. DIFFUSIONE DELL ICT E DI INTERNET NELLE IMPRESE IN EMILIA-ROMAGNA La IV a edizione dell indagine sulla diffusione delle tecnologie ICT nelle imprese dell Emilia-Romagna ha riguardato un campione di 396 imprese, pari al % dell universo di riferimento, appartenenti a 3 settori rilevanti nell economia regionale: Agroalimentare, e. Le dotazioni di base, quali connessioni a banda larga e tecnologie di protezione, risultano ampiamente diffuse in generale. Praticamente in tutte le imprese agroalimentari, turistiche e multimediali dell Emilia-Romagna, sono presenti PC collegati a Internet. Il 76% delle imprese che accedono a Internet dispongono di collegamenti DSL, con velocità di trasmissione superiore ai 2 Mbit/s nel 57,6% dei casi. Decisamente residuali invece le connessioni wireless (2,8%) e quelle in fibra ottica (3%). La banda larga è più diffusa nei settori le e rispetto all Agroalimentare, dove nel 4% dei casi si naviga in Internet a meno di 2 Mbit/s (25,3% e 24,4% il dato negli altri due settori). Da notare come circa la metà delle imprese (46,6%) che non dispongono della banda larga non la ritengano necessaria. Capillare è anche la presenza di reti interne (LAN) rilevate nell 8,4% delle aziende mentre solo tra le aziende del turismo c è una buona diffusione di quelle wireless (LAN) rilevate nel 48,3% dei casi. Ancora relativamente poche (13,7%), infine, le imprese che usano il VoIP, che è diffuso soprattutto nel le (circa %; negli altri due settori la media scende al 1%). La dimensione aziendale incide infine molto sulla diffusione dell ICT. Nelle imprese agroalimentari con più di 25 addetti, wireless LAN, intranet e LAN sono presenti ad esempio in più dell 8% dei casi, e il VoIP nel 7% (Grafico 1). La sicurezza informatica è un tema molto sentito: l 81,4% delle imprese dispone di dispostivi firewall, il 61,7% di server SSL, e il 55,1% di sistemi IDS (Intrusion 9 8 7 6 5 4 3 1 5,6 11,9 71,5 1,9,8 Agroalimentare 8,5 Modem analogico/dial up 5, 84,7 Con linea ISDN Fibra ottica ed altre connessioni a banda larga 7,7 7,9 2,5 3,3 Detection System). Molto diffusi sono anche il backup periodico dei dati, effettuato nel 94% delle imprese, e abbastanza frequente è l esistenza di piani di disaster recovery (45,5%). Scarso risulta infine l interesse verso la formazione sulla sicurezza informatica ai dipendenti, praticata nel 35,7% delle imprese. Per quanto riguarda l utilizzo dell ICT e di Internet all interno delle imprese l analisi offre un quadro piuttosto diversificato, dal quale emerge come gli investimenti siano stati orientati verso ambiti e funzioni che, nei sin- Wireless Non sa/non risponde Grafico 1 Tecnologie utilizzate dalle imprese agroalimentari, del multimedia e turismo per connettersi a Internet DSL 74,8 9, 1,7 2,5 3,5 9, 76, 2,8 3, 5,5 Totale 7
goli settori, contribuiscono maggiormente alla creazione di vantaggi competitivi. Nell Agroalimentare, ad esempio, si è teso a informatizzare la catena di fornitura, così come ad adottare sistemi di gestione integrata, specie per le imprese di maggiori dimensioni. L informatizzazione del magazzino è infatti presente nel 77% dei casi, e il 53,8% usa le tecnologie ICT nei processi di gestione della capacità produttiva. Negli altri settori si riscontrano percentuali minori. (L informatizzazione del magazzino è presente nel 38,7% delle imprese del le e nel 26,2% di quelle del ). Per la gestione integrata delle funzioni aziendali, i sistemi Enterprise Resource Planning (ERP) risultano disponibili nel 21,9% delle imprese (nelle imprese multimediali: 16%; in quelle del : 7,8%). Meno diffusi rispetto agli ERP, anche a causa della ridotta dimensione della maggioranza delle imprese, sono i sistemi Supply Chain Management (13,4% nelle aziende dell Agroalimentare e 8% negli altri settori). Il settore infine si distingue per le divergenze considerevoli tra la quota di imprese che utilizzano l ICT in maniera sistemica composta per lo più dai grandi gruppi alimentari con un mercato di riferimento internazionale e le piccole imprese attive prevalentemente nei mercati locali, che spesso usano l ICT solo per gestire i magazzini. Nel settore l ICT rappresenta un importante volano di allargamento del mercato. Come avviene nel resto d Europa, le perfomance di vendita on line per le imprese turistiche regionali sono decisamente superiori a quanto registrato negli altri due settori indagati. Anche i sistemi a supporto della gestione dei clienti come i Customer Relationship Management sono più diffusi in questo comparto che altrove, anche se meno rispetto alle medie europee. Tali sistemi si rilevano in particolare nel 18,9% delle imprese del, nel 16,5% di quelle agroalimentari e nel 15% di quelle multimediali. Il settore le infine si distingue per l uso intensivo di dotazioni ICT in azienda, quali Intranet ed Extranet, e quello diffuso di tecnologie nuove, come il VoIP. Nel settore si segnala anche un uso marcato dell ICT a supporto delle cosiddette funzioni di staff, quali la gestione del personale e la comunicazione interna. Il 9,7% delle imprese nel le condivide infatti documenti tramite PC e internet (Agroalimentare: 81,8%; : 69,4%). Nella gestione del personale il 47,3% delle aziende utilizza l ICT per gestire alcune procedure quali la distribuzione dei cedolini o la visualizzazione dello stato delle ferie. Sistemi ICT nella registrazione dei timesheet, sono infine presenti nel 35,2% delle imprese (agroalimentari 27,1% e turistiche 16,9%). Diversamente da quanto avviene generalmente in Europa, le aziende del settore non usano però a livello intensivo l ICT nella gestione d impresa, né l e-commerce. Il comparto si segnala inoltre per la scarsa apertura verso l esterno: le imprese nel 7% dei casi hanno solo partner locali e nel 95% non hanno interlocutori all estero. Negli altri due settori le percentuali scendono al 43,9% e all 88,4% per l Agroalimentare, e al 48,7% e all 87,7% per il. L E-COMMERCE Le imprese emiliano-romagnole stanno approcciando gradualmente la pratica dell acquisto e della vendita di beni e servizi on line. In Emilia-Romagna le imprese turistiche, come facilmente comprensibile, dispongono di un sito nella quasi totalità dei casi (92,5%), mentre il dato scende al 72,9% nel le e al 66,2% nell Agroalimentare. Tutte le imprese lo usano per dare informazioni sui prodotti e i servizi offerti. Meno presenti, ma comunque diffusi, gli strumenti di interazione con gli utenti, come i cataloghi on line o i delivery tracking delle merci (52,3%). Funzionalità per l e-commerce vero e proprio realtà sono previste solo nel 21,9% dei casi, e ancora meno frequente è l integrazione di questo aspetto con le funzioni di produzione (11,1%). Come prevedibile, le imprese turistiche e quelle di maggiori dimensioni sono le più dinamiche in tal senso (Grafico 2). LE VENDITE ON LINE Il 44,4% delle imprese turistiche vende prodotti direttamente on line, e tra queste il 27,7% si serve di marketplace elettronici. I dati scendono molto negli altri settori (12% nel le e appena 3,4% nell Agroalimentare). Il 63,1% delle imprese che vendono sul web hanno però avviato o intensificato queste attività nell ultimo anno a conferma di una crescente attenzione sul tema. Anche per quanto riguarda i volumi di vendita on line, nel si registrano i dati più significativi. Per il 61,5% delle imprese del settore che vendono on line, la quota di fatturato dell e-commerce già supera il 5% di quello complessivo. Ciò avviene molto meno nel le (21,1%) e nell Agroalimentare (16%). Poco conta infine, sulla scelta di vendere beni e prodotti on line, la dimensione dell azienda. Se si esclude il, in Emilia-Romagna, così come in Italia, l e-commerce rimane un canale di vendita marginale. La media nazionale si attesta ancora al 3,8%, e da 1 anni il tasso di crescita delle imprese che passano all e-commerce resta fermo al 1% (Grafico 3). GLI ACQUISTI ON LINE Se le imprese emiliano-romagnole, eccetto quelle turistiche, vendono poco on line, sono un po più propense a usare Internet per fare acquisti. Il 35,2% di esse ha 8
1 8 6 4 Agroalimentare 58,2 41,8 Sito interattivo cliente-impresa 1,2,9 52,8 46, 22,3 76,8 Risposte affermative Totale 3 settori Agroalimentare Risposte negative Grafico 2 Percentuale di imprese che con siti web interattivi, con funzionalità di e-commerce e integrati con le funzioni di produzione infatti effettuato o avviato tale pratica nell ultimo anno, anche se la percentuale è abbastanza diversa se si esaminano le imprese del e li (44,4% e 42%) da un lato e quelle dell Agroalimentare (27%) dall altro. In tutti i settori comunque i volumi di acquisti on line raramente superano il 5% di quelli complessivi realizzati nell ultimo anno. Per quanto riguarda i luoghi in cui si acquista, quasi sempre (82,4%) si tratta dei siti web dei fornitori. Molto meno frequenti sono invece i processi di integrazione con i loro sistemi informativi (27,2%), o il ricorso ai marketplace elettronici (13,2%).,6 47,1 52,3 93,4 6,6 Sito con funzionalità per l e-commerce 1,2,3 76,8 22, 52,7 47,3 77,8 21,9 Totale 3 settori Non sa/non risponde Sito che integra transazioni commerciali e produzione 1,2,3 95,7 4,3 Agroalimentare 89,7 Totale 3 settori FATTURAZIONE E PAGAMENTI ON LINE I sistemi ICT sono utilizzati dal 34,1% delle imprese per gestire le fatture in formato elettronico. La metà di esse ha inoltre attivato o intensificato questa pratica nell ultimo anno e si presuppone che ciò avverrà ancor di più nel prossimo futuro. Le e-invoices sono utilizzate soprattutto dalle imprese agroalimentari (38,1%; : 31,1%; : 28,7%). Ampiamente diffuso nelle aziende dei settori considerati è l home banking utilizzato dall 83,1% delle imprese emiliano-romagnole che visualizza ad esempio gli estratto conto on line, o effettua in rete pagamenti e bonifici bancari 9,1 75,4 24,6 88,6 11,1 (Agroalimentare 9,5%; le 84,9%; 63,4%). L ICT NEI RAPPORTI DELL IMPRESA CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (PA) Negli ultimi 12 mesi, il 63,7% delle imprese ha usato il web per comunicare con le PA. La maggior parte di esse ha ritenuto soddisfacente tale modalità di contatto, e ciò vale in misura maggiore per le imprese turistiche, anche se esse sono ricorse meno al canale web per interagire con il settore pubblico. L 87% delle imprese ha visitato i siti istituzionali per cercare informazioni, e una percentuale praticamente identica (86,6%) ha anche scaricato moduli. Circa l 8% delle imprese agroalimentari e multimediali hanno anche inoltrato moduli, mentre ciò è accaduto solo nel 63,9% dei casi nelle imprese turistiche. Meno diffusa, ma comunque significativa, la pratica dei pagamenti on line, effettuata nell ultimo anno dal 53,2% delle aziende. In tal caso però esistono significative differenze tra i vari settori, con punte massime nel le (6,5%), valori intermedi nell Agroalimentare (53,6%), e valori sensibilmente più bassi nel (37,5%) (Grafico 4). Le stesse differenze ritornano nell utilizzo dei servizi di e-government specifici. La dichiarazione delle imposte on line è ad esempio una pratica diffusa nel 6,7% delle imprese agroalimentari, nel 49,5% di quelle multimediali e nel 33,6% di quelle turistiche. Meno frequenti, in generale, la richiesta di certificazioni on line (4% la media complessiva), la richiesta di autorizzazioni e la ricerca di finanziamenti (entrambe attorno al 28%). Indagando le cause del mancato utilizzo dei servizi di e- government, spicca la tendenza a preferire i rapporti face to face, esplicitamente dichiarata nella metà delle imprese turistiche (49,6%), e circa nel 3% di quelle degli altri settori. Tra le altre cause, il 15% delle impre- 9
1 8 6 4 Agroalimentare Vendite prodotti e/o servizi on line tramite Internet o altre reti telematiche,3 96,3 3,4 88, 12, 55,6 44,4 Totale 3 settori Agroalimentare Risposte affermative Risposte negative Non sa/non risponde Grafico 3 Percentuale di imprese che vendono on line tramite Internet o altre reti telematiche, che realizzano quote di fatturato superiori al 5% e che vendono prodotti e servizi su marketplace elettronici nei settori Agroalimentare, e se lamenta l impossibilità di completare i procedimenti on line e, soprattutto nelle imprese agroalimentari e turistiche (18% e %), la mancanza on line di servizi di reale interesse. DIFFUSIONE E UTILIZZO DEL SOFTWARE OPEN SOURCE NELLE IMPRESE Il 21% delle imprese emiliano-romagnole utilizza soluzioni open source, con punte del 31,7% nel le e percentuali sensibilmente più basse nel (19,6%) e nell Agroalimentare (15,3%). L adozione di tali soluzioni cresce in parallelo con la dimensione azienda-,1 85,3 14,6 Imprese che hanno realizzato dalle vendite on line degli ultimi 12 mesi una quota del fatturato complessivo superiore al 5% 84, 16, 14,1 64,8 21,1 9, 29,6 61,5 9,1 44,2 46,6 Totale 3 settori Agroalimentare Vendite prodotti e/o servizi on line tramite marketplace elettronici 91,4 8,6 85,9 Totale 3 settori le. Tra gli strumenti open più diffusi si segnalano i sistemi di office automation, adottati dal 73,1% delle imprese che ricorrono all open source. Abbastanza diffusi anche i software di protezione e sicurezza liberi (44% tra chi sceglie l open source), i web server (41,2%) e i client di posta elettronica (32,7%). Più in generale, anche se l open source resta ancora una scelta minoritaria, sembra avere un impatto significativo laddove adottato. Il suo potenziale di sviluppo e penetrazione appare dunque abbastanza rilevante. 7, 7, 5,6 66,7 27,7 5,3 74,1,6 LE BARRIERE ALL ADOZIONE DI STRUMENTI E APPLICAZIONI ICT NELLE IMPRESE L adozione dell ICT nelle imprese è frenata soprattutto da aspetti legati alla gestione delle risorse umane, a cominciare dalla formazione dei dipendenti, indicata come barriera nel 45% dei casi. Il reperimento di personale con competenze ICT è segnalato invece da circa un terzo delle imprese multimediali e turistiche, mentre in quelle agroalimentari, hanno un peso rilevante gli alti costi delle tecnologie (4,4%). Meno sentiti come problemi, ma comunque meritevoli di attenzione, i tempi lunghi per l implementazione delle soluzioni ICT. Complessivamente le imprese dell Emilia-Romagna non sembrano sfruttare pienamente le potenzialità delle tecnologie a sostegno del business aziendale. Sono consapevoli che l ICT garantisce una maggiore efficienza complessiva, come indicato nel 67,1% delle risposte sulle aree di impatto di queste tecnologie in azienda, ma raramente si individuano i punti e/o i modi specifici su cui intervenire perché ciò avvenga. Tra gli ambiti maggiormente dichiarati dalle imprese vi sono per il 61,6% la riduzione dei costi amministrativi, mentre il 54,3% parla di ritorni soprattutto sul versante della comunicazione interna. La loro introduzione tendenzialmente non sembra generare al momento miglioramenti complessivi misurabili a livello aziendale ma agisce piuttosto come facilitatore in singoli processi. La sensazione insomma è che, seppure si investa per acquistare apparecchiature e applicativi, raramente tali investimenti vengano guidati da cambiamenti organizzativi che permetterebbero di sfruttare appieno i vantaggi e le opportunità offerti dal cambiamento tecnologico. D altronde, simili investimenti sarebbero ben più considerevoli rispetto a quelli necessari per l acquisizione delle tecnologie. Un altra nota dolente è che al momento nelle imprese l utilizzo dell ICT è considerato un 1
Ricerca informazioni Scaricare moduli Inoltrare moduli compilati Effettuare pagamenti 1 8 6 1,6 2,5 6,2 2,6 1,2 2,5 4,5 2,1 1,2 3,7 4,5 2,5 9,6 13,6 7, 1,4 8,9 8,7 11,3 18,5 17,3,2 24,6 31,6 8,1 38,4 2,5 6,2 6, 37, 4,8 56,3 4 88,8 84, 86,7 87, 89,9 88,9 7,9 86,6 8,3 79, 63,9 77,3 53,6 6,5 37,5 53,2 Agroalimentare Agroalimentare Totale 3 settori Agroalimentare Totale 3 settori Agroalimentare Totale 3 settori DOTAZIONI ED USO DELL ICT TRA LE AZIENDE DEL TURISMO NEL 4, 5 E 7: UN ANALISI DI TREND Nelle analisi di benchmarking regionale fin qui effettuate il settore del è stato l unico a essere sempre contemplato. Di conseguenza è anche l unico sul quale si può effettuare una lettura dinamica relativa alla diffu- Risposte affermative Risposte negative Non sa o non risponde Grafico 4 Percentuale di imprese che hanno ricercato informazioni, scaricato e/o inoltrato moduli compilati ed effettuato pagamenti on line sui siti della PA negli ultimi 12 mesi Totale 3 settori elemento funzionale alla loro gestione, piuttosto che un fattore strategico, come dimostra il fatto che gran parte degli addetti ai servizi ICT hanno una formazione prettamente tecnica. In presenza di un simile scenario, la formazione e l accompagnamento delle imprese nei processi di introduzione delle tecnologie si configurano come elementi fondamentali affinché esse vengano considerate non tanto e non solo come strumenti di supporto operativo, ma anche e soprattutto come leve fondamentali per elevare il potenziale competitivo delle aziende. sione e all utilizzo dell ICT. Tale lettura testimonia di un settore in positiva evoluzione, soprattutto nelle aree considerate cruciali per la crescita, quali l allargamento dei mercati di riferimento e la disintermediazione tra cliente e azienda turistica. A supporto di tali aree, come prevedibile, sono andate consolidandosi infrastrutture di base. Nel dettaglio, dal 4 al 7 è quasi raddoppiata la percentuale di imprese del che si è dotata di una connessione in banda larga (dal 38% al 73%) e un forte aumento è stato registrato anche nella diffusione delle wireless LAN (dal 24% al 48%). Si diffonde l adozione dei sistemi ICT a supporto delle specifiche funzioni aziendali, con punte interessanti per quanto riguarda la previsione della domanda e delle vendite (+%), la gestione della capacità produttiva (+12%) e, in coerenza con le attività del settore, quella dei sistemi di gestione integrata quali il CRM, che passano dal 1% al 19% di penetrazione. La focalizzazione sul cliente è d altronde naturale in un settore come quello turistico, e si riflette anche nella maggiore propensione, anche in termini di volumi, a vendere on line (dal 33% al 44%). Pur in presenza di un tale balzo, però, solo il 27% delle imprese vende on line più del 5% del fatturato complessivo. Anche la percentuale di imprese che effettua acquisti on line è in crescita (dal 22% al 44%), ma in questo caso la percentuale di chi realizza in rete più del 5% del totale degli acquisti è decisamente irrilevante rispetto a quella riscontata con le vendite (9%) (Grafico 5). Passando all e-government, si registra un +% di accessi ai siti delle PA, ma complessivamente solo il 47% delle imprese utilizza questo canale. Resta inoltre invariato l uso degli specifici servizi di e-government: le imprese del turismo tendono insomma a informarsi sui siti istituzionali, ma molto meno a passare al livello dell interattività (Grafico 6). 11
8 7 6 5 4 3 1 66 63 4 44 5 44 7 Grafico 5 Percentuale di imprese turistiche che utilizzano sistemi di on line banking, che acquistano on line e che vendono on line nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 5 4 3 1 27 8 On line banking 34 Contatto con la PA 47 13 22 Acquisti on line 14 16 Dichiarazione imposte 3 2 4 8 9 Volume acquisti on line superiore al 5% 6 Partecipazione a gare pubbliche 33 44 Vendite on line 27 Valore vendite on line superiore al 5% 17 14 15 11 11 8 5 4 4 5 7 Grafico 6 Percentuale di imprese turistiche che hanno comunicato con la PA negli ultimi 12 mesi mediante Internet e tipologia di servizi on line utilizzati nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 12 Richiesta di certificazioni Richiesta di autorizzazioni Ricerca finanziamenti pubblici LA DIFFUSIONE DELL ICT E DI INTERNET PRESSO LE FAMIGLIE E I CITTADINI EMILIANO-ROMAGNOLI I risultati relativi a questi aspetti sono di fonte ISTAT e derivano dell indagine Multiscopo modulo ICT realizzata nel febbraio 6. L indagine, rappresentativa a livello regionale, ha coinvolto 2.563 individui di tutte le età, raggruppati in 1.91 famiglie sul territorio regionale, che sono stati intervistati direttamente o hanno auto compilato il questionario predisposto dell ISTAT. Disponibilità di beni tecnologici ICT nelle famiglie emiliano-romagnole In Emilia-Romagna, il PC è presente in poco meno della metà delle abitazioni (47%), mentre la connessione a Internet si rileva nel 38% di esse. Nel 1% delle famiglie è perciò disponibile un PC, che però non è collegato alla rete. La banda larga è ancora poco presente. Non solo: tuttora assente in più della metà delle case connesse, ha anche un tasso di diffusione molto lento. Analizzando i divari, ossia le disparità di accesso e utilizzo delle nuove tecnologie fra i diversi gruppi sociali, spicca quello generazionale: appena il 4% delle famiglie costituite da soli anziani (65 anni e più) dispone un PC, e solo il 2% di un collegamento a Internet. Le percentuali salgono rispettivamente al 73% e al 56% se si considerano le famiglie con almeno un minorenne. I più giovani sono insomma i principali utilizzatori delle nuove tecnologie, e un traino potenziale verso gli altri componenti della famiglia per il trasferimento di conoscenze informatiche. A livello geografico, spicca la maggiore propensione all utilizzo del PC e alla connessione in rete, per le famiglie che vivono nel centro o nell area metropolitana di Bologna. Negli altri Comuni maggiori, i livelli di dotazione sono sostanzialmente allineati alle medie regionali. In essi però, almeno la metà delle connessioni è in banda 12
larga, mentre nei Comuni con meno di 1. abitanti la penetrazione di questa tecnologia supera di poco il 3%. Disinteresse e mancanza di capacità (o la percezione di ciò) sono le cause principali che spingono le famiglie a non dotarsi di tecnologie informatiche e di connessione. Nel 46% dei casi si ritiene Internet non utile o non interessante, e nel 3% si pensa di non avere le competenze adatte per navigare. Il 12% delle famiglie fa a meno di Internet a casa perché i componenti vi accedono comunque da altri luoghi. Solo in pochi, meno del 5%, lamentano invece gli alti costi dei computer e/o dei servizi di connessione. Il divario è insomma figlio di motivazioni socio-culturali, piuttosto che economiche. Confrontando infine la situazione emiliano-romagnola con quella nazionale, si riscontrano percentuali di dotazione leggermente superiori rispetto alla media complessiva, e una sostanziale aderenza ai valori riscontrati nell Italia centro-settentrionale (Grafico 7). L utilizzo delle tecnologie ICT da parte degli emiliano-romagnoli L uso del Personal Computer e di Internet. Il 45% degli emiliano-romagnoli con più di 3 anni usa il PC, e il 38% di quelli con più di 6 anni accede a Internet. In entrambi i casi, ciò avviene con una certa regolarità: gli utenti del PC con frequenza giornaliera sono poco più della metà degli utenti totali, e quelli con frequenza almeno settimanale l 88%; per quanto riguarda gli utenti Internet le percentuali si attestano rispettivamente poco sotto il 5% (frequenza giornaliera) e all 82% (frequenza settimanale). Da una lettura trasversale degli indicatori che delineano il profilo dell utente Internet in regione si evidenzia come gli internauti siano in prevalenza maschi, in valore assoluto, abbiano un età superiore ai 35 anni e un livello di istruzione elevato. Il divario digitale di genere si evidenzia a partire dai 3-35 anni mentre capillare 5 4 3 1 48 48 47 49 38 38 38 4 16 16 16 16 Italia Italia nord-orientale Emilia-Romagna nord-occidentale PC Connessione a Internet Connessione a banda larga Grafico 7 Percentuale di famiglie che possiedono un PC, una connessione a Internet, una connessione a banda larga, per ripartizione geografica. risulta l utilizzo della rete nei giovani tra i 16 e i 24 anni. A livello geografico, spicca la maggiore propensione a connettersi in rete a Bologna e nella sua cintura metropolitana (Tabella 1). Se consideriamo coloro i quali non si collegano alla rete, colpisce il fatto che il 26% di loro dispone nella propria abitazione di una connessione. Per lo più si tratta quindi di genitori di figli che si collegano alla rete, o in alternativa di bambini e adolescenti figli di utenti del web adulti. Infine la comparazione nazionale: ancora una volta l Emilia-Romagna si conferma al di sopra della media nazionale (+4%), e in linea con quella delle regioni centro-settentrionali. Le attività svolte in Internet. In Emilia-Romagna il web è usato in prevalenza per comunicare e cercare informazioni, meno, per gioco o svago culturale, e ancora poco per l acquisto di beni e servizi. Italia centrale 42 41 3 29 Italia meridionale 11 12 14 Italia insulare Per quanto riguarda la comunicazione e la ricerca di informazioni, si conferma il primato dell e-mail: negli ultimi 3 mesi, l 8% dei navigatori emiliano-romagnoli ne ha spedite e ricevute, mentre sono meno diffuse per ora le tecnologie più innovative quali il VoIP e le videoconferenze (utilizzate dall 8% degli utenti Internet). Emergono dall analisi significative differenze sia anagrafiche che di genere. L instant messaging e le chat sono molto diffusi tra i 16 ed il 24 anni, la posta elettronica è il mezzo più usato dagli over 25, e le forme di comunicazione più innovative citate in precedenza sono utilizzate soprattutto dagli uomini. Le donne sono più propense a cercare informazioni, attività che svolgono in maniera più diffusa rispetto agli uomini con riferimento in particolare a quella di natura sanitaria. Tra i 25 e i 44 anni il web è anche frequentemente sinonimo di viaggio, almeno per quanto riguarda le attività 46 36 Italia 13
Tabella 1 Il profilo degli utenti Internet in Emilia-Romagna Gruppo socio-demografico Percentuale di utenti Internet per caratteristica considerata: valore medio 38% Genere Uomini 43% Donne 33% Età Tra i 6 e i 15 anni 44% Tra i 16 e i 24 anni 76% Tra i 25 e i 44 anni 58% Tra i 45 e i 64 anni 34% Oltre i 64 anni 2% Istruzione Licenza elementare o nessun titolo 8% Licenza media 35% Diploma 62% Laurea 79% Occupazione Studente 92% (solo persone In cerca di occupazione 45% di 15 anni e più) Occupato 56% Alle dipendenze come: dirigente; autonomo come: imprenditore, libero professionista 71% Alle dipendenze come: direttivo, quadro, impiegato 81% Alle dipendenze come: operaio, apprendista, lavorante a domicilio 28% Autonomo come: lavoratore in proprio, socio di cooperativa, coadiuvante. 43% Casalinga o ritirato dal lavoro 7% Tipologia Comune di Bologna 53% del comune Comuni periferia del comune di Bologna 45% di residenza Comuni con più di 5. abitanti (esclusi il comune di Bologna e comuni periferia di Bologna) 39% Comuni con numero di abitanti compreso tra i 1. e i 5. (esclusi i comuni periferia di Bologna) 32% Comuni con meno di 1. abitanti (esclusi i comuni periferia di Bologna) 36% di informazione su itinerari e soggiorni. In Emilia- Romagna il web viene utilizzato in relazione ad attività per il tempo libero con riferimento principalmente alla lettura o al download di giornali e riviste, al gioco on line e al download di giochi, immagini e musica, effettuati in particolare dagli under 24 e dagli uomini. La ricerca di lavoro e la formazione professionale coinvolgono invece anche gli adulti che intendono perciò il web anche come un utile strumento per la crescita professionale, come il lifelong learning. Poco diffuse, e molto declinate in chiave adulto-maschile, sono invece la pratiche dell e-commerce e dell home-banking. Il 26% degli utenti web ha infatti almeno una volta ordinato o acquistato qualcosa on line, e ma solo il 14% lo ha fatto nei 3 mesi precedenti la rilevazione. In Emilia-Romagna l e-commerce resta quindi una pratica sporadica, così come nel resto del paese. A tale proposito gli emiliano-romagnoli dichiarano che preferiscono continuare a fare la spesa di persona (53%), e non considerano Internet necessario per fare acquisti (41%). Meno diffuse, seppure esistenti, le 14
preoccupazioni sulla sicurezza dei dati, il timore di non vedersi recapitare le merci, e la mancanza di strumenti o tecnologie, indicata come barriera da appena il 1% dei navigatori. Si segnala invece come il 46% di coloro che hanno acquistato on line nell anno precedente l indagine abbiano riscontrato qualche tipo di problema: l e-commerce difficilmente diventerà un abitudine se chi ci prova incappa in frequenti difficoltà (Grafico 8). Il rapporto con la Pubblica Amministrazione via Internet. Nei 3 mesi precedenti l intervista, il 39% dei navigatori regionali ha visitato i siti delle PA per ottenere informazioni e/o scaricare e inoltrare moduli. Circa 57. emiliano-romagnoli, pari al 14% della popolazione complessiva, hanno avuto perciò a che fare con la PA via Internet. Il rapporto resta principalmente limitato alla fruizione di informazioni, ma comincia a diffondersi l abitudine a scaricare e inoltrare moduli. La scarsa propensione all interattività, d altronde, è riscontrata tanto sui siti istituzionali quanto su quelli delle organizzazioni private, ed è quindi ascrivibile a un atteggiamento generale nei confronti del web in quanto tale. Allo stesso tempo sembra delinearsi una consistente domanda potenziale per i servizi di e-government. Molti navigatori non visitano ancora i siti istituzionali, ma si dicono interessati a fruire di servizi non troppo complessi e per i quali il rapporto personale non risulti condizionante. Servizi come quelli anagrafici quindi (richiesta e invio di documenti personali e certificati), o ancora prenotazioni di visite e ricoveri, e servizi bibliotecari sembrano avere un bacino consistente di utenti potenziali. Per quanto riguarda le cause che spingono a rifiutare l e-government, si torna alle considerazioni sull e-commerce: il 55% dei navigatori emiliano-romagnoli continua a preferire le modalità di contatto face to face. Me- Rapporto con la Pubblica Amministrazione Ordinare o comprare merci e/o servizi per uso privato Vendere merci o servizi (es. aste on line) Usare servizi bancari via Internet Cercare lavoro o mandare una richiesta di lavoro Attività di istruzione o formazione (scolastica o professionale) Scaricare software Giocare o scaricare giochi, immagini, musica Leggere o scaricare giornali, news, riviste Ascoltare la radio, guardare programmi televisivi su web Usare servizi relativi a viaggi e soggiorni Altre attività di ricerca di informazioni o servizi on line Cercare informazioni sanitarie (malattie, alimentazione, miglioramento della salute, ecc) Trovare informazioni su merci e servizi Altre attività di comunicazione (chattare, ecc) Telefonare su Internet, partecipare a videoconferenze Mandare o ricevere e-mail 6 8 11 14 1% 21 23 23 27 3 29 34 1 3 4 5 6 7 8 Grafico 8 Percentuale di persone che hanno svolto specifiche attività su Internet negli ultimi 3 mesi (sugli utenti Internet degli ultimi 3 mesi) 39 4 63 66 8% 15
no frenanti, seppure esistenti e degni di molte attenzioni per accrescere la dimensione dell e-government, sono la complessità d uso, l indisponibilità o la difficoltà di reperimento dei servizi, la preoccupazione per la protezione e la sicurezza dei dati personali (15% di risposte in tal senso per ognuno di questi fattori). Le abilità informatiche. Il 13% degli emiliano-romagnoli che usano il PC rientra nella categoria degli utenti esperti, ossia in grado di effettuare almeno 1 delle 12 operazioni riportare nella Tabella 2. I maschi sono utenti esperti mediamente più delle femmine, anche se la differenza non è particolarmente rilevante. Significativa invece è quella di tipo generazionale e cresce progressivamente tra i più giovani (16-24 anni) e le fasce di età successive. Le competenze e le abilità acquisite sono quasi sempre il frutto di processi di apprendimento informali, dalla pratica diretta (79% per PC e Internet), all aiuto di colleghi, parenti e amici (62% e 64%), allo studio individuale (38% e 37%). Molto meno hanno contribuito finora l istruzione scolastica e universitaria (31% e 23%) e i corsi di formazione (32% e 24%). Si tratta di dati particolarmente interessanti, soprattutto se si considera che in numerose famiglie alcuni componenti non usano il PC e/o non accedono a Internet, ma che potrebbero sfruttare, per cominciare a farlo, il meccanismo della trasmissione informale di competenze da parte di parenti e esperti (Tabella 2). Comparazione europea. Per rendere possibile il confronto con le altre nazioni, la comparazione, effettuata da fonte Eurostat, si limita, per quanto riguarda le dotazioni tecnologiche nelle abitazioni, alle sole famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni. La stessa fascia d età resta l unica base di indagine anche per Tabella 2 Percentuale di utenti del PC che sanno effettuare specifiche operazioni relative all uso del PC - Percentuale di utenti Internet che sanno effettuare specifiche operazioni relative all uso di Internet Abilità informatiche relative all uso del PC Connettere e istallare periferiche 6% Copiare o muovere un file o una cartella 81% Usare copia e incolla per copiare o muovere informazioni all interno di un documento 83% Usare formule aritmetiche di base in foglio elettronico 57% Comprimere file 44% Scrivere un programma per PC utilizzando un linguaggio di programmazione 15% Abilità informatiche relative all uso di Internet Usare un motore di ricerca 95% Spedire e-mail con allegati 88% Inviare messaggi a chat, newsgroups e forum 47% Telefonare tramite Internet 21% Usare file sharing per scambiare film, musica, ecc. 25% Creare una pagina Web 16% quanto riguarda i dati sull utilizzo dell informatica da parte delle singole persone. Secondo i dati raccolti, in Italia e in Emilia-Romagna il tasso di penetrazione di Internet presso le famiglie è minore rispetto alle medie dell Europa occidentale (43% per l Emilia-Romagna e 51% per la media europea a 25 Paesi). L Italia è in linea con Francia, Spagna, Portogallo e Repubbliche Baltiche, molto distante dai Paesi del nord Europa, e meglio posizionata rispetto a quelli dell est. Il nostro divario si aggrava inoltre se si volge lo sguardo alla diffusione della banda larga (44% di case connesse in Emilia-Romagna, contro il 63% della media europea). A questo proposito, in paesi culturalmente vicini a noi quali Francia e Spagna si registrano tassi di penetrazione decisamente superiori, intorno al 75% sul totale delle connessioni (Grafico 9). Analizzando gli utenti Internet, che in Emilia-Romagna sono il 43%, nell Unione Europea a 25 paesi la media sale al 56%. Relativamente a questo dato l Italia e l Emilia-Romagna si collocano agli ultimi posti in Europa, e sono preceduti anche da stati dell est entrati solo di recente nell Unione. Volgendo l attenzione all e-commerce, questa attività è molto diffusa nel nord Europa, dove circa il 5% dei navigatori fa acquisti on line. In Italia e in Emilia-Romagna la percentuale precipita invece sotto il 25%, allineandosi di fatto a quelle dell est europeo. Per quanto riguarda l e-government, invece, la situazione è decisamente più positiva. L uso di Internet per dialogare con le PA tra gli utenti Internet si attesta infatti in Italia al 44%, appena 3 punti percentuali al di sotto della media europea (47%). Se consideriamo invece l intera popolazione, si sottolinea come in alcuni paesi del nord Europa circa il 5% dei cittadini tra i 16 e i 74 anni comunica on line con le PA, mentre in Italia questa percentuale non arriva al % sul totale di quelle connesse. 16
LA DIFFUSIONE DELLA BANDA LARGA IN EMILIA-ROMAGNA In questa sezione viene descritta la disponibilità di infrastrutture a banda larga e l offerta di tali servizi in Emilia-Romagna a dicembre 6/marzo 7 per cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni. Particolare attenzione è posta al tema del divide divario digitale geografico, con indicazioni sulla dimensione del fenomeno e sulle caratteristiche che lo compongono. Si presentano infine le azioni pianificate dalla Regione per fare fronte al problema. La dotazione infrastrutturale di fibra ottica per backbone e MAN in regione In Emilia-Romagna si registra una dotazione molto elevata di fibra ottica utilizzata per il backbone e le MAN territoriali. In virtù di ciò, la regione riveste un ruolo stratego a livello intrastrutturale anche dal punto di vista telematico, come conferma l elevato numero di operatori attivi in tali ambiti. Bologna si conferma un centro nevralgico dell attività regionale, con una densità di fibra ottica e un numero di operatori attivi nel suo territorio quelli superiore a quello registrato nelle altre province. Grafico 9 Percentuale di famiglie (con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni) che possiedono una connessione a Internet e una connessione a banda larga Unione Europea (27 Paesi) Unione Europea (25 Paesi) Unione Europea (15 Paesi) Portogallo Spagna Italia Emilia-Romagna Francia Belgio Lussemburgo Olanda Regno Unito Irlanda Islanda Norvegia Svezia Finlandia Estonia Lettonia Lituania Danimarca Germania Austria Polonia Repubblica Ceca Slovacchia Ungheria Slovenia Macedonia Romania Bulgaria Grecia Cipro 1 5 4 16 19 13 23 19 11 14 14 17 49 3 51 32 54 34 35 24 39 29 4 22 43 41 3 54 48 7 44 66 63 44 5 57 51 53 46 37 42 35 34 33 36 29 27 32 22 34 17 1 23 37 12 65 63 67 52 54 72 69 8 83 77 79 Connessione a Internet Connessione a banda larga 1 3 4 5 6 7 8 9 17
Lepida: la rete privata a banda larga della Pubbliche Amministrazioni in Emilia-Romagna Con i Piani Telematici Regionali 2-5 e 7-9, la Regione Emilia-Romagna ha progettato e avviato la realizzazione di Lepida, un infrastruttura privata di telecomunicazioni prevalentemente in fibra ottica. Una volta completata, la rete interconnetterà le sedi e gli uffici della Regione, dei 341 Comuni, delle 1 Province, delle 18 Comunità Montane, delle 5 Università, delle 11 Aziende Sanitarie e delle 6 Aziende Ospedaliere presenti sul territorio regionale. Ciò permetterà di connettere ad alta velocità gli oltre 1mila dipendenti pubblici, di fornire servizi interattivi on line ai cittadini e alle imprese, e di razionalizzare e snellire le pratiche amministrative. La costruzione di Lepida è partita nel 3 ed è ormai a buon punto. I lavori sono proceduti per stralci geografici, e sono realizzati dalle Aziende Multiservizi locali, incaricati dalla Regione anche dei servizi di gestione di rete attiva. La costruzione della rete è articolata in tre fasi non necessariamente una successiva all altra. La prima, di infrastrutturazione geografica; la seconda, di raffittimento a scala urbana, prevede la realizzazione delle reti metropolitane (MAN) e la moltiplicazione dei punti di presenza della rete presso tutte le sedi degli Enti Locali, delle Università, delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, di molte scuole, e delle sedi decentrate della Regione. La terza fase punta a utilizzare le fibre ottiche posate dalle Multiservizi a complemento di Lepida per ridurre il digital divide. Nel 7 risultavano connessi a Lepida 289 Comuni su 341, e altre 122 Pubbliche Amministrazioni, per un totale di 411 enti. Per la rete geografica sono state finora utilizzate la fibra ottica, l HDSL, il satellite ed il wi-fi. Dal 6 sono partiti numerosi progetti per la realizzazione delle MAN. Il primo riguarda la rete metropolitana di Bologna (Tabella 3). L offerta di servizi a banda larga in Emilia-Romagna In riferimento all offerta di servizi a banda larga disponibili in Emilia-Romagna sono stati utilizzati i dati rilevati a dicembre 6 dall Osservatorio a banda larga Between, secondo la metodologia Understand. A fine 6, l offerta di servizi ADSL ai cittadini, alle imprese e alle Pubbliche Amministrazioni era elevata e superiore alle medie nazionali e del nord est (Tabella 4). Nel dettaglio circa il 92% della popolazione era in grado di accedere a servizi ADSL (89% la media nazionale), mentre la percentuale si attestava al 54%, per quanto riguarda le Tecnologie ULL (Local Loop Unbundled), e al 55% per l accesso a connessioni ad alta velocità come l ADSL2+. A livello territoriale si riscontrano notevoli differenze: se infatti in 148 Comuni, dove vive il 77% della popolazione regionale, la copertura della banda larga è praticamente totale, permangono 61 Comuni, dove vive il 3% della popolazione, nei quali essa risulta pressoché nulla. Più in generale, dove la densità abitativa è minore, specie nelle aree rurali (anche se nell ultimo anno il dato è cresciuto del 15%) solo il 6% della popolazione può disporre della banda larga (Tabella 5). Passando alla velocità/ampiezza della banda disponibile, elemento importante per l accesso ai servizi avanzati, il 55% della popolazione residente in 5 Comuni può disporre di velocità superiori ai 4 Mbit/s. Questi Comuni sono concentrati lungo la Via Emilia, che si conferma una vera direttrice strategica. Il 36% della popolazione che vive ai piedi degli Appennini e nella pianura sovrastante la via Emilia, residente in 219 Comuni, arriva invece a una velocità massima di 4 Mbit/s. 11 Comuni sono infine serviti da MiniDSLAM (64 Kbit/s, su centrali prive di fibra ottica) e 61, quasi tutti localizzati nelle aree montane delle province emiliane, scontano una Tabella 3 Distribuzione a livello provinciale delle connessioni Lepida attive Provincia Comuni Altre PA Totale collegati collegate Enti collegati Piacenza 45 3 48 Parma 35 3 38 Reggio Emilia 38 9 47 Modena 46 5 51 Bologna 6 18 78 Ferrara 13 13 Ravenna 18 11 29 Forlì-Cesena 3 46 76 Rimini 17 14 31 TOTALI 289 122 411 Tabella 4 Percentuale di popolazione che può accedere a servizi ADSL e tasso di crescita 5-6 in Emilia-Romagna, nel nordest e in Italia Copertura con Tasso di crescita banda larga 5-6 (% popolazione) Emilia-Romagna 92% 3% Nord Est 89% 3% Italia 89% 3% Tabella 5 Numero di comuni e percentuale di popolazione per fasce di copertura a banda larga Copertura con banda larga Comuni Popolazione comunale superiore a 256 Kbit/s (n.) (%) (% popolazione) Fino al 5% 61 3 Dal 6 al 5% 3 2 Dal 51 al 75% 28 3 Dal 76 all 85% 22 4 Dall 86 al 95% 52 12 Oltre il 95% 148 77 Totale 341 1 18
situazione di totale divario digitale. Le differenze sono significative anche tra le province, con Rimini e Bologna coperte quasi interamente dall ADSL (97% e 95% della popolazione raggiunta può accedere a questi servizi), e Ferrara come fanalino di coda (83%). I valori sono sostanzialmente identici per quanto riguarda le imprese, raggiunte però nel 99% dei casi dall HDSL senza grandi differenze tra le province. La diffusione delle tecnologie mobili in Emilia-Romagna. L uso delle tecnologie mobili per l offerta di servizi in banda larga è in rapida diffusione su tutto il territorio nazionale. Gli imprenditori stanno investendo molto nel consolidamento delle reti e nell offerta di sevizi a valore aggiunto, anche a fronte di una netta crescita della domanda di servizi di telefonia a livello nazionale. In questo ambito l offerta di servizi basata su tecnologie mobili quali UMTS e HSPDA è ampiamente diffusa sul territorio regionale in linea con quanto riscontrato a livello nazionale. A marzo 7, 213 Comuni, nei quali risiede il 9% della popolazione, erano coperti dal servizio UMTS. Risultano però scoperte le aree montane e collinari, fatta eccezione per alcune zone in Romagna. Tra le province si passa da punte massime di copertura a Ravenna (97%) e Rimini (95%), all 84% e 83% di Parma e Piacenza. Con livelli di copertura nettamente inferiori, l HSDPA, lanciata nel 6, è disponibile invece in 89 Comuni nei quali risiede il 72% della popolazione regionale. Tale tecnologia è infatti diffusa solo nel 26% dei comuni della regione, localizzati in prevalenza lungo la via Emilia e nella pianura sovrastante. Va considerato comunque come la domanda di servizi avanzati mediante tecnologie mobili risulti ancora del tutto embrionale. Nel 6 1, secondo ISTAT, circa il 2% degli emiliano-romagnoli usavano cellulari UMTS per accedere a Internet (Tabella 6). LA COMPETIZIONE A LIVELLO INFRASTRUTTURALE E NELL OFFERTA DI SERVIZI A BANDA LARGA IN EMILIA-ROMAGNA Le condizioni di accesso ai servizi a banda larga possono essere condizionate dalla competizione tra gli operatori territoriali. La presenza di tratte in ULL (Unbundled Local Loop), che consentono la gestione diretta di tratte da parte di operatori concorrenti all incumbent, la disponibilità di fibra ottica (FO) da parte di altri operatori, e in misura minore l offerta di servizi in modalità wholesale, sono alcuni aspetti che forniscono indicazioni sul livello di competizione tecnologica disponibile. Nel complesso, il 54% della popolazione regionale, residente in 44 Comuni, beneficia di un contesto di mercato che garantisce un minimo di competizione tecnologica. Per il restante 38% della popolazione coperta a banda larga, la competizione si limita invece al solo servizio wholesale. Per quanto riguarda l offerta di servizi a banda larga a cittadini ed imprese, a dicembre 6 in regione erano attivi 49 operatori, (+13) rispetto al 5, mentre quelli in possesso di infrastrutture erano, +2 rispetto all anno precedente. La creazione di un ambiente lievemente più aperto alla concorrenza sembra confermato dalla minima diminuzione degli abbonati ai servizi in banda larga dell incumbent, passati, tra il 5 e il 6, dal 72% al 69%. In ogni caso, la quota di mercato in valore dell incumbent è a fine 6 del 66%, molto al di sopra rispetto al 12% ottenuto dai competitori più vicini. In generale, la competizione sulle infrastrutture fisse si sviluppa in regione a fatica e si concentra tutta lungo la via Emilia. IL DIVARIO DIGITALE IN EMILIA-ROMAGNA Il divario digitale è un problema sentito anche nel territorio emiliano-romagnolo. La mancanza di accesso a Tabella 6 Percentuale di popolazione, imprese, comuni e superficie raggiunte da tecnologie UMTS e HSDPA Copertura UMTS Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 93% 94% 72% 73% Ferrara 93% 94% 77% 92 Forlì-Cesena 91% 93% 57% 57% Modena 88% 88% 57% 54% Parma 84% 86% 51% 43% Piacenza 83% 85% 52% 45% Ravenna 97% 98% 89% 85% Reggio Emilia 86% 88% 64% 56% Rimini 95% 96 6% 72% Emilia-Romagna 9% 92% 62% 63% Copertura HSDPA Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 79% 81% 38% 51% Ferrara 74% 77% 31% 61% Forlì-Cesena 74% 77% 23% 28% Modena 73% 75% 3% 37% Parma 57% 6% 11% 16% Piacenza 53% 58% 13% 16% Ravenna 82% 85% 39% 7% Reggio Emilia 58% 62% 24% 29% Rimini 88% 9% 4% 55% Emilia-Romagna 72% 75% 26% 38% 1 ISTAT Indagine Multiscopo, Aspetti della vita quotidiana, Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui, anno 6. 19
servizi a banda larga, secondo i dati Between, a dicembre 6 riguardava circa 27. individui pari all 8% della popolazione regionale. Di questi il 7% era soggetto a un divide di lungo periodo (DDL), termine col quale si fa riferimento ai territori considerati non economicamente profittevoli dagli operatori di mercato e per i quali si riscontra un cosiddetto fallimento del mercato. Le popolazioni delle aree provinciali di Ferrara (14%), Piacenza (12%) e Parma (11%) sono quelle maggiormente colpite dal problema, che è invece molto meno rilevante nel riminese e nella provincia di Forlì-Cesena (rispettivamente 3% e 4%) (Grafico 1). Pur essendo in linea con le medie nazionali, l incidenza del divario digitale di lungo periodo in termini di popolazione coinvolta è comunque meno rilevante in Emilia- Romagna che nelle altre regioni più popolose del nord. Infine, una nuova forma di divario, detto di seconda generazione, sta creando disparità tra chi può beneficiare di notevoli ampiezze di banda (tecnologie ADSL2+ e simili), e chi ne è escluso, ossia circa il 45% della popolazione residente in Emilia-Romagna. Forlì-Cesena e Ferrara, con solo il 41% di cittadini in grado di accedere alle tecnologie ADSL2, sono ancora una volta i territori più indietro, mentre il riminese, forte di un 69% di popolazione servita da questa offerta, si conferma come l area più dinamica. Questi dati inducono a interpretazioni di carattere ambivalente: se da un lato testimoniano delle progressiva riduzione del divario digitale geografico in regione (resa possibile soprattutto dal lavoro fatto sulle centrali), dall altro evidenziano come il problema del divario digitale di lungo periodo, derivante da un vero e proprio fallimento del mercato, sia ancora tutto da affrontare. Se poi si pensa che, pur in presenza di aree territoriali più colpite, questa forma di divario è comunque distribuita a macchia di leopardo, il compito appare ancora più 5 4 3 1 Piacenza Parma Reggio Emilia Popolazione in DDL (%) Popolazione in DDL (x) Modena complesso, essendo più difficile l individuazione delle aree di intervento, così come l organizzazione delle attività da svolgere. Infine, la particolare rilevanza del divide di seconda generazione fotografa la realtà di un sistema infrastrutturale in difficoltà nel tenere il passo dell offerta di servizi. LE ATTIVITÀ PREVISTE IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA RIDUZIONE DEL DIVARIO DIGITALE La Regione, le Province e le altre Amministrazioni locali hanno promosso diverse azioni finalizzate a ridurre il divario digitale causato dalla mancanza di infrastrutture per l erogazione di servizi ADSL. Soprattutto con il Piano Telematico regionale 7-9, la Regione si è impegnata per far sì che tutti i cittadini siano presto serviti da un Livello Minimo di Comunicazione. Bologna Ferrara Ravenna Forlì-Cesena Grafico 1 Popolazione soggetta al divario digitale geografico di lungo periodo a livello provinciale (in % e il migliaia) Rimini Senza sostituirsi agli operatori privati, sono state realizzate iniziative per la copertura digitale del territorio, coordinando i finanziamenti pubblici e privati, e valorizzando gli investimenti infrastrutturali già effettuati dalla Regione e dalle aziende multiservizi con la realizzazione di Lepida. Nello specifico, il programma di lotta al divario digitale definito nel Piano telematico 7-9, si pone due obiettivi: entro il 8: assicurare la fornitura di servizi commerciali a banda larga ai cittadini residenti nei centri urbani e nelle frazioni a maggior densità abitativa e alle imprese situate nelle principali zone industriali della regione in divide : la banda larga dovrà essere diffusa almeno presso il 4% della popolazione e delle imprese; 15 12 9 6 3
entro il 9: assicurare la disponibilità dei servizi commerciali a banda larga per almeno il 95% dei cittadini e delle imprese di tutta la regione. Nel 7 alcune delle attività previste dalla programmazione hanno già avviato la fase esecutiva nelle aree montane del territorio reggiano e del parmense in collaborazione con Enia. Scendendo in pianura, dove già era presente Lepida, è stato sperimentato l affitto di tratte in fibre ottiche di proprietà della Municipalizzata Enia a Telecom, a fronte di un suo impegno ad attrezzare le centrali con Full-DSLAM. Progetti per la copertura wireless sono partiti anche nelle province di Modena, Piacenza, Bologna e Rimini, con il coinvolgimento delle multiservizi HERA e Modena Network e degli operatori di telecomunicazioni, Telecom in primis. Questi intereventi sono complementari a quanto disposto con l Accordo per lo sviluppo della banda larga tra Ministero delle Comunicazioni e Regione Emilia-Romagna, siglato nel novembre 7, che per il biennio 8-9 programma la realizzazione di interventi in 94 Comuni montani (il 27,5% di quelli totali), interessati da divario digitale totale o parziale, e si caratterizza come la risposta principale della Regione Emilia-Romagna a quel fallimento di mercato che è alla base del divario di lungo periodo. Per tali scopi saranno investiti, 19,25 milioni di euro, dei quali 15 milioni circa erogati dal Ministero, e 4,25 milioni di euro a carico della Regione e degli Enti locali. 21
E X E C U T I V E S U M M A R Y
The present report outlines the general level of information society development in Emilia-Romagna from 6 to 7. In particular, the focus will be on companies and inhabitants, in their being ICT end-users, and on infrastructures and broadband services, as essential components for an ICT-friendly environment. ICT AND INTERNET DISSEMINATION IN EMILIA-ROMAGNA COMPANIES The Fourth edition of the survey regarding the dissemination of ICT in the companies of Emilia-Romagna has covered a sample of 396 companies, representing % of the area of reference, and belonging to 3 sectors, which are quite important for the regional economy: Agri-food, Tourism and. Basic equipment, such as broadband connections and protection technologies, are reported to be widely disseminated. Essentially, all agri-food, tourist and multimedia companies in Emilia-Romagna, are equipped with PCs with Internet connection. 76% of companies with access to the Internet are equipped with DSL connection, with transmission speed higher than 2 Mbit/s in 57.6% of cases. Wireless (2.8%) and fiber optics (3%) connections are instead residual. Broadband is more present in the and Tourist sectors, with respect to Agri-food, where in 4% of cases Internet surfing is performed at a speed lower than 2 Mbit/s (25.3% and 24.4% are figures for the other two sectors). Please note that around half of the companies (46.6%), which are not provided with broadband, do not consider it necessary. There is a generalized presence of internal networks (LAN), found in 8.4% of companies, while only in tourist companies there is a good presence of wireless (LAN) networks, in 48.3% of cases. Finally, the number of companies using VoIP, is still relatively low (13.7%); it is mostly found in the sector (ca. %; in the other two sectors, the figure drops to 1%). The company size is very important in ICT dissemination. In agri-food companies with more than 25 employees, wireless LAN, intranet and LAN are present, for instance, in more than 8% of cases, while VoIP in 7% (Chart 1). IT security is a matter for concern: 81.4% of companies are equipped with firewall devices; 61.7% with SSL server, and 55.1% with IDS (Intrusion Detection System). Automatic data backup is periodically carried out in 94% of companies, and the presence of disaster recov- 9 8 7 6 5 4 3 1 5.6 11.9 71.5 1.9.8 Agri-food 8.5 Analogic Modem/dial up 5. 84.7 with ISDN line Fiber optics and other broadband connections Dk/Na ery plans is rather frequent (45.5%). Finally there is a limited interest in the training of staff concerning IT security, as it is found in 35.7% of companies. As regards ICT and Internet use by companies, the analysis reports a rather diverse picture, showing that investments are focused on sectors and functions which, in individual fields, contribute the most to the onset of a competitive edge. In Agri-food, for example, the supply chain has been mostly digitalized, as well as integrated management 7.7 7.9 2.5 3.3 Wireless Chart 1 Technologies for Internet connection used by agri-food, multimedia and tourist companies DSL 74.8 9. Tourism 1.7 2.5 3.5 9. 76. 2.8 3. 5.5 Total 25
systems have been adopted, especially for larger-size companies. Stock computerization is in fact present in 77% of cases, and 53.8% of companies use ICTs in the management processes of production capacity. In other sectors the percentages are lower. (Stock computerization is present in 38.7% of companies in and in 26.2% in Tourism). As for the integrated management of corporate functions, Enterprise Resource Planning (ERP) systems are reported to be available in 21.9% of companies (in multimedia companies: 16%; in tourism: 7.8%). Supply Chain Management systems are less widespread than ERP, also due to the small size of the majority of companies (13.4% in Agri-food and 8% in other sectors). The sectors also stand out for the relevant differences between the number of companies using ICT in a stable manner mostly composed of large food companies with an international market as reference and small companies mainly active in local markets, and often using ICT only for stock management. In the tourist sector, ICT represents an important springboard for market expansion. As is the case for the rest of Europe, online sales performances for regional tourist companies are markedly higher than in the other two sectors. The support systems for client management such as Customer Relationship Management are likewise more widespread in this sector than in the other two, although below European levels. The systems are present in particular in 18.9% of companies in tourism, 16.5% in agri-food and 15% in multimedia. The sector also shows an intense in-house utilization of ICT features, such as Intranet and Extranet, and a widespread use of new technologies, such as VoIP. The sector also reports a marked ICT use supporting so-called staff functions, such as human resources and in-house communication. 9.7% of companies in share documents via PC and the Internet (Agri-food: 81.8%; Tourism: 69.4%). In staff management, 47.3% of companies adopt ICT to manage procedures, such as coupon distribution or displaying the status of staff holidays. ICT systems in timesheet registration are found in 35.2% of companies. (agri-food 27.1% e and tourism 16.9%). Differently from what we see in Europe, the sector companies do not use ICT intensively in business management and in e-commerce. The sector shows a limited 1 8 6 4 Agri-food 58.2 41.8 Client-company interactive website 1.2 52.8 46. Positive answers.9 22.3 76.8 Tourism.6 47.1 52.3 Total 3 sectors 93.4 6.6 Agri-food Negative answers Website with e-commerce function 1.2 76.8 22. outward opening: in 7% of cases, companies have only local partners, and in 95% they do not have contacts abroad. In the other two sectors, percentages drop to 43.9% and 88.4% for Agri-food, and 48.7% and 87.7% for Tourism. E-COMMERCE Emilia-Romagna companies are slowly approaching the practice of purchasing and selling goods and services online. In Emilia-Romagna almost all tourist companies - as it may be expected have a website (92.5%), while the Total 3 sectors Don't know or no answer Chart 2 Percentage of companies with interactive web sites, with e-commerce functions, and integrated with production 52.7 47.3 Tourism.3 77.8 21.9 Website integrating business transaction and production 95.7 4.3 Agri-food 1.2 89.7 9.1 75.4 24.6 Tourism.3 88.6 11.1 Total 3 sectors 26
figure drops to 72.9% in and 66.2% in Agrifood. All companies use it to provide information on their products and services. Tools for customer interaction, such as online catalogues or goods delivery tracking (52.3%) are less present, but still widespread. Functions for true e-commerce are effectively present only in 21.9% of cases, and the integration of this aspect with production functions is even less frequent (11.1%). As it may be expected, tourist companies and large size ones are more dynamic (Chart 2). ON-LINE SALES Forty four point four per cent of tourist companies sell products directly online, and of these 27.7% adopt electronic marketplaces. Data drop much further in other sectors (12% in and just 3.4% in Agri-food). Sixty three point one per cent of companies selling on the web have however started or stepped-up these activities in the last year, confirming a growing attention to the tool. As regards the volume of online sales, Tourism reports the most relevant data. For 61.5% of companies in the sector, which sell online, the turnover share from e-commerce already exceeds 5% of the entire business. This is reported much less in (21.1%) and Agri-food (16%). Finally, the choice of selling goods and products online does not seem to be influenced by the size of companies. With the exception of Tourism, in Emilia Romagna, as well as for the rest of the country, e-commerce is still a marginal sales channel. The national average is still at 3.8%, and in the last 1 years the growth rate of companies adopting e-commerce has been stable at 1% (Chart 3). ONLINE PURCHASING If Emilia-Romagna companies, with the exception of tourist ones, sell very little online, they are reported to 1 8 6 4 Sales of products and/or services online via the Internet or other telematic networks (% values vs the total n. of companies).3 96.3 3.4 Agri-food 88. 12. 55.6 44.4 Tourism Positive answers Total 3 sectors Agri-food Negative answers Chart 3 Percentage of companies selling online via the Internet or other telematic networks, with turnover shares exceeding 5%, and selling products and services on electronic marketplaces in Agri-food, and Tourist sectors be more then willing to use the Internet to make purchases. 35.2% have started or expanded in this direction in the last year, although the percentage varies substantially from companies in Tourism and (44.4% and 42%) on the one hand, and Agri-food (27%) on the other. For all the sectors, however, the volume of online purchases never exceeds 5% of overall purchases made in the last year. As regards the places where buying takes place, almost always (82.4%) they are suppliers websites. Processes of integration with their IT systems (27.2%) or the recourse to electronic marketplaces (13.2%) are even less frequent..1 85.3 14.6 Companies reporting a share of total turnover higher than 5% from online sales in the last 12 months (% values vs the total n. of companies selling online) 84. 16. 14.1 64.8 21.1 9. 29.6 61.5 Tourism 9.1 44.2 46.6 Total 3 sectors Don't know or no answer Online sales of products/services via electronic marketplaces (% values vs the total n. of companies selling online s) 91.4 8.6 Agri-food 85.9 Tourism Total 3 sectors ONLINE INVOICING AND PAYMENT ICT systems are increasingly adopted by companies to process invoicing in electronic format (34.1%). Half of these companies have also initiated or expanded this practice in the last year, and presumably this trend will expand in the near future. E-invoices are mostly used by agri-food companies (38.1%; : 31.1%; Tourism: 28.7%). Home banking, which is quite widespread, is used by 83.1% of Emilia-Romagna companies; it is used for example to display online account statement or to make payments and bank drafts online (Agrifood 9.5%; 84.9%; Tourism 63.4%). 7. 7. 5.6 66.7 27.7 5.3 74.1.6 27
ICT IN COMPANIES CONTACTS WITH PUBLIC ADMINISTRATION (PA) In the last 12 months, 63.7% of companies have used the web to contact PAs. The majority have reported this mode of contact as quite satisfactory, and this is especially true for tourist companies, although they are the ones which have used the web channel less to interact with the public sector. Eighty seven per cent of companies have accessed institutional websites to search for information, and almost the same percentage (86.6%) have also downloaded forms. Around 8% of agri-food and multimedia companies have also forwarded forms, while this was reported only by 63.9% of tourist companies. The practice of online payment, carried out by 53.2% of companies in the last year, is less common but still relevant. In this case, however, there are relevant differences between the sectors, with the highest peaks in (6.5%), with mid-level figures in Agri-food (53.6%), and markedly lower volumes in Tourism (37.5%). (Chart 4) The same differences are reported in the use of specific e-government services. Online income statement filing is for example a practice found in 6.7% of companies in agri-food, 49.5% in multimedia and 33.6% in tourism. In general, the following are less frequent: request for online certification (4% the overall figure), request for authorization/permit, and applications for funding (both around 28%). In exploring the reasons why e-government services are scarcely used, the preference for face-to-face contacts has emerged as the most relevant, as explicitly stated by half of tourist companies (49.6%), and by 3% of companies in other sectors. Also, 15% of companies report the impossibility to complete online procedures, especially in agri-food and tourist companies (18% and %), and the lack of online services of real relevance for them. DISSEMINATION AND USE OF OPEN SOURCE SOFTWARE IN COMPANIES Twenty one per cent of Emilia-Romagna companies use open source solutions, with peaks of 31.7% in and markedly lower percentages in Tourism (19.6%) and Agri-food (15.3%). The adoption of solutions of this kind seems to grow together with the company size. Of the most common open source tools, let us mention here the office automation systems, adopted by 73.1% of companies using open source. Free protection and security software is quite widespread (44% of opensource users), as well as web servers (41.2%) and e-mail clients (32.7%). More in general, although still remaining a choice made by a minority of companies, open source seems to have a relevant impact where it has been adopted. Its growth and penetration potential seems therefore quite relevant. 1 8 6 Information search Forms downloading Sending filled-in forms Making payments 1.6 2.5 6.2 2.6 1.2 2.5 4.5 2.1 1.2 3.7 4.5 2.5 8.1 2.5 6.2 6. 9.6 13.6 7. 1.4 8.9 8.7 11.3 18.5 17.3.2 24.6 31.6 37. 38.4 4.8 56.3 4 88.8 84. 86.7 87. 89.9 88.9 7.9 86.6 8.3 79. 63.9 77.3 53.6 6.5 37.5 53.2 Agrifood Agrifood Positive answers Tourism Total 3 sectors Negative answers Agrifood Tourism Don't know or no answer Total 3 sectors Agrifood Tourism Total 3 sectors Chart 4 Percentage of companies having searched for information, downloaded and/or sent filled-in forms, and made payments online on PA websites during the last 12 months Tourism Total 3 sectors 28
BARRIERS TO THE ADOPTION OF ICT TOOLS AND APPLICATIONS IN COMPANIES The adoption of ICT in companies is hampered mostly by aspects linked to the management of human resources, starting from employees training, reported as a barrier by 45% of respondents. The recruitment of staff with ICT skills has instead been reported by ca. one third of multimedia and tourist companies, while in agri-food what counts is the steep cost of technologies (4.4%). The long implementation time needed for ICT solutions is felt less as a problem, although still worthy of attention. In general, Emilia-Romagna companies do not seem to exploit fully the potential of technologies supporting corporate business. They are fully aware that ICT provides for an increased overall efficiency, as reported by 67.1% of answers referring to the areas of impact of technologies in the companies, but they rarely identify the items and/or specific ways to make this possible. Of the functions most commonly mentioned by respondents, 61.6% of companies point at the reduction of administrative expenses, while 54.3% refer to returns in terms of in-house communication. Their introduction does not seem to onset quantifiable overall improvements at company level from the start, while showing to be a sort of facilitator for individual processes. There is therefore the impression that, although companies do invest in hardware and software, only rarely do the investments made seem to be driven by organizational changes enabling to fully tap advantages and opportunities provided by technological advancement. However, investment of this kind would be much more relevant than those needed for technology acquisition. Another problem area is linked to the fact that at present ICT utilization in companies is still seen more as a functional element for management, than a strategic function, as shown by the fact that the majority of staff working in ICT services have got mostly a technical training background. Thus, training and coaching of companies in processes of technology introduction are shown to be fundamental components, if we want them to be considered not solely tools for operational support, but rather and mostly essential leverages, increasing companies competitive edge. ICT EQUIPMENT AND UTILIZATION IN TOURIST COMPANIES IN 4, 5 AND 7: TREND ANALYSIS The regional benchmarking analysis we have already carried out has taken into consideration only the tourist sector. Therefore this is the only sector we can dynamically analyse in terms of ICT dissemination and use. The results show a sector undergoing a positive trend, especially in the areas considered crucial for growth, such as the enlargement of markets and the disintermediation between customers and tourist company. As it may be expected, these areas have seen the consolidation of basic infrastructures. In detail, from 4 to 7, the percentage of tourist companies equipped with broadband connection almost doubled (from 38% to 73%) and a sharp increase was reported also in the dissemination of wireless LAN (from 24% to 48%). There is also a reported dissemination in the adoption of ICT systems supporting specific corporate functions, with interesting peaks referring to demand and sales forecast (+%), the management of production capacity (+12%) and, consistently with sector activities, integrated management systems, such as CRM, shifting from 1% to 19% in terms of penetration. The focus on customers comes however quite naturally in the tourist sector, and it is mirrored also in the higher propensity to sell online, in terms of volumes, (from 33% to 44%). Although in the presence of this rise, only 27% of companies sell online more than 5% of their overall turnover. Also the percentage of companies purchasing online is on the rise (from 22% to 44%), but in this case the percentage of companies making only purchases exceeding 5% of total buying is markedly irrelevant with respect to the figures reported for sales (9%) (Chart 5). As for e-government, a plus % of accesses to PA websites has been reported, but in general only 47% of companies adopt this channel. The use of specific e- government services has also not changed: tourist companies tend to look for information in PA websites, but seem not too keen to step onto the interactivity level (Chart 6). ICT AND INTERNET PRESENCE IN EMILIA-ROMAGNA IN TERMS OF HOUSEHOLDS AND CITIZENS Results concerning these specific items have been extrapolated from Istat (Italian National Institute of Statistics) sources and derived from Multiscopo survey - ICT module carried out in February 6. The survey, which is representative at regional level, has seen the participation of 2,563 individuals of different age, grouped in 1,91 households in the region, who were interviewed either face-to-face or through a questionnaire set up by ISTAT. Availability of ICT goods in Emilia-Romagna households In Emilia-Romagna, PCs are present in slightly less than half of the households (47%), while Internet connection is found in 38%. In 1% of households a PC is therefore available, although without Internet connection. Broadband is still scarce. And not solely that: still lack- 29
8 7 6 5 4 3 1 5 4 3 1 27 8 34 66 Contact with P.A. 47 63 On line banking Tourism 4 13 22 Tourism 5 Chart 5 Percentage of tourist companies using online banking systems, buying and selling online in 4, 5, 7 in Emilia- Romagna 14 Tax-filing statement 16 44 Online buying 44 3 2 4 Tourism 7 6 Partecipation in public tenders 17 14 15 11 11 8 5 4 Tourism 4 Tourism 5 Tourism 7 Chart 6 Percentage of tourist companies having contacts with PA in the last 12 months via the Internet, and type of online services used in 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 8 Volume of online purchases exceeding 5% 12 9 Request for certificates 33 Online sales 44 Request for authorization/permit 27 Value of online sales exceeding 5% Request for public funding ing in more than half of households with connection, its dissemination rate is also quite slow. The analysis of the divide, namely the disparity of access and use of new technologies in different social groups, has highlighted the generational gap: just 4% of households composed of only elderly people (65 and above) have a PC, and only 2% the Internet connection. Figures increase to 73% and 56%, respectively, if we consider households with at least one minor. Younger generations are therefore the main users of new technologies, and a potential drive for other family members, in terms of IT literacy transfer. At geographical level, the research has reported a higher propensity in PC use and Internet connection in households in the centre or in the metropolitan area of Bologna. In other large Municipalities, the levels are essentially similar to regional averages. However, at least half of connections are in broadband, while for Municipalities with less than 1, inhabitants penetration of this technology ranges around 3%. Lack of interest and skills (or perceived lack) are the main reasons why households do not equip themselves with IT and connections. In 46% of cases, the Internet is considered useless or not interesting, while in 3% the lack of skills for Internet surfing is reported as a reason. 12% of households do not have the Internet at home, as family members can access it elsewhere. Only few of them, less than 5%, report the high cost of computers and/or connection services as reasons. The divide is therefore the result of socio-cultural more than economic motivations. In comparing Emilia-Romagna with the national situation, slightly higher percentages of IT equipment are reported for the former, with respect to the overall figures, and a substantial compliance with values from Centre-North Italy (Chart 7). 3
5 4 3 1 48 48 47 49 38 38 38 4 North-western Italy 16 16 16 16 North-eastern Italy Emilia-Romagna PC Internet connection Broadband connection Chart 7 Percentage of households with PC, Internet connection, broadband connection, with respect to geographical distribution ICT use by Emilia-Romagna citizens Personal Computer and Internet use. Forty-five per cent of people in Emilia-Romagna with more than 3 years of age - use PC, and 38% of people older than 6 have access to the Internet. In both cases, this is reported quite regularly: daily PC users represent slightly more than half of total users, while weekly users represent 88%; as for Internet users, percentages are stable at just below 5% (daily frequency) and 82% (weekly frequency). The cross-sectional analysis of indicators outlining the profile of Internet users in the region has highlighted that surfers are mostly males, in absolute value, are under 35 years of age and have a high level of education. The gender-based digital divide is marked, starting from the 3-35 age group, while the use of the net is really widespread in the 16-to-24 age group. At geographical level, there is a higher propensity to net Central Italy 42 41 3 29 South Italy 11 12 14 Italian islands surfing in Bologna and its related metropolitan area (Table 1). If we consider people who do not access the Net, what is striking is the fact that 26% of them have a connection available at home. In most cases, these are parents whose children surf the net, or instead children and teens whose parents are web browsers. Finally, the national comparison: once again Emilia- Romagna is reporting figures above the national average (+4%), and in line with other centre-north regions. Activities performed in the Internet. In Emilia- Romagna the web is mainly used to communicate and search for information, while less for playing or cultural entertainment, and even less for the purchasing of goods and services. As regards communication and search for information, the leadership of e-mail is confirmed: in the last 3 46 36 Italy months, 8% of surfers from Emilia-Romagna have sent and received e-mails, while at the moment more innovative technologies such as VoIP and teleconferencing are less common (used by 8% of Internet users). The analysis has highlighted relevant differences both in terms of age and gender. Instant messaging and chats are quite widespread in the 16-to-24 age groups, e-mail is the most used tool for the over-25; the above-mentioned forms of communication are used mostly by men. Women are reported to be more interested in the search for information, activities which they carry out more extensively than men with respect to health-related issues. For the 25-to-44 age group, the web often means travel, at least with respect to information activities concerning itineraries and accommodation. In Emilia- Romagna the web is used for leisure time activities, mainly concerning reading and downloading of newspapers and magazines, online games and the download of games, pictures and music, especially for the under-24 and males. Job seeking and vocational training instead involve adults who consider the web also a useful tool for professional growth, for lifelong learning. Practices of e-commerce and home-banking are still uncommon, and if they are found, only in the adultmale connotation. 26% of web users have in fact ordered or purchased something online at least once, but only 14% did so in the 3 months before the survey. In Emilia-Romagna e-commerce remains therefore a sporadic practice, as for the rest of the country. At this regard, people in Emilia-Romagna declare their preference for traditional shopping (53%), and do not consider the Internet necessary for buying (41%). Concerns for data security are less present, although mentioned, as well as the fear that ordered goods are not delivered, 31
Table 1 Profile of Internet users in Emilia-Romagna Socio-demografic group Percentage of Internet users within each socio-demographic group (average of Internet users/population total: 38%) Gender Men 43% Women 33% Age 6 to 15 44% 16 to 24 76% 25 to 44 58% 45 to 64 34% Over 64 2% Education Primary school or no formal education 8% Secondary school 35% Diploma 62% University degree 79% Employment Student 92% (only over 15) Job seeking 45% Employed 56% employed as: manager; self-employed as: entrepreneur, professional 71% employed as: manager, middle manager, clerk 81% employed as: worker, apprentice, family worker 28% self-employed as: entrepreneur, cooperative member, helper 43% Housewife or retiree 7% Type of Municipality Municipality of Bologna 53% of residence Municipalities in the outskirts of Bologna 45% Municipalities with more than 5, inhabitants (with the exception of the municipality of Bologna and municipalities near Bologna) 39% Municipalities with a number of inhabitants ranging between 1, and 5, (with the exception of municipalities near Bologna) 32% Municipalities with less and 1, inhabitants (with the exception of municipalities near Bologna) 36% and the lack of tools or technologies, as they are reported by only 1% of surfers. Instead, 46% of people who made purchases online in the year before the survey have reported some problems: e-commerce would not become widespread, if frequent mishaps are encountered by browsers (Chart 8). Contacts with Public Administration via the Internet. In the 3 months before the interview, 39% of regional surfers visited PA websites to search for information and/or to download and forward forms. About 57, people from Emilia-Romagna, equal to 14% of overall population, have therefore had contacts with PA via the Internet, although mainly for information retrieval, however, with an increased recourse to form downloading. The limited propensity for interactivity is reported both for institutional websites and private organizations, and it is mainly due to general attitudes toward the web per se. At the same time, a potential and relevant demand for e-government services seems to emerge. Many surfers do not yet browse the institution- 32
Contacts with Public Administration Ordering or buying goods and/or services for private use Selling goods or services (e.g online auctions) Using bank services via the Internet Job seeking or job request Learning or educational activities (school or vocational) Software downloading Playing or downloading games, images, music Reading or downloading newspapers, news, magazines Listening to radio, watching web tv broadcasts Using services relating to travel and accommodation Other activities referring to search for information or online services Searching for health-related information (disease, nutrition, health improvement, etc.) Finding information on goods and services Other communication activities (chats, etc.) Internet phoning, video-conferencing Sending or receiving emails 6 8 11 14 15 21 23 23 27 3 29 34 1 3 4 5 6 7 8 Chart 8 Percentage of people having carried out specific activities on the Internet in the last 3 months (vs Internet users in the last 3 months) 39 4 63 66 8 al websites, although they say they would be interested in using services which are not too complex, and for which personal contacts are less necessary. Services such as record registry (request and sending of personal records and documents), or booking of medical controls and admissions, and library services seem to have found a potentially relevant catchment basin. As regards the reasons why e-government is still rejected, here the remarks concerning e-commerce do apply: 55% of surfers from Emilia-Romagna still prefer faceto-face contact modes. Complexity of usage, although less hampering, is still quite present and worthy of increased attention in view of an e-government expansion, together with the non availability or access difficulty of the services, and alongside concerns for personal data protection and security (15% of answers of this kind for each factor). IT skills. Thirteen per cent of PC users from Emilia- Romagna fall within the category of expert users, namely capable of performing at least 1 out of the 12 operations listed in Table 2. Males are on average expert users, more than females, although the difference is not particularly relevant. Much more significant is instead the generational gap, progressively increasing with age, between young people (16-to-24) and older age groups. Acquired skills and abilities have almost always been the result of informal learning processes, from direct use (79% for PC and the Internet), the help of colleagues, relatives and friends (62% and 64%), individual learning (38% and 37%). School and university education have contributed much less (32% and 24%). These are particularly relevant data, especially if we consider that in many households people do not use the PC and/or access the Internet, but, in order to do so, they could 33
Table 2 Percentage of PC users capable of performing specific operations pertaining to PC use Percentage of Internet surfers capable of performing specific Internet operations pertaining to Internet use IT skills referring to PC use Connect and install peripherals 6% Copy or move a file or directory/folder 81% Use of cut and paste to copy or move information inside a document 83% Use of basic mathematic formulas in electronic spreadsheets 57% Compress files 44% Write a PC program by using a programming language 15% IT skills referring to Internet use Use of a search engine 95% Send e-mail with attachments 88% Send messages to chats, newsgroups and forums 47% Make telephone calls via the Internet 21% Use file sharing to exchange films, music, etc. 25% Create a web page 16% take advantage of the mechanism of informal skill transfer from relatives and experts (Table 2). European comparison In order to make comparison with other countries possible, the exercise, which has taken into consideration Eurostat sources, has focused as regards technological equipment at home only on households with at least one member aged 16-to-74. The same age group remains the only survey base for data on individual IT utilization. According to collected data, in Italy and in Emilia- Romagna, the Internet penetration rate in households is lower than in Western Europe (43% for Emilia-Romagna and 51% for Europe-25). Italy is in line with France, Spain, Portugal and Baltic Republics, quite below Northern European countries, and better placed with respect to Eastern Europe. Our divide worsens if we consider broadband connection (44% of households with an Internet connection in Emilia-Romagna, in comparison with the European percentage of 63%). At this regard, countries culturally closer to us, such as France and Spain, report markedly higher penetration rates, around 75%. If we analyse Internet users, representing 43% in Emilia-Romagna, the percentage rises to 56% in the European Union at 25. With respect to this figure, Italy and Emilia-Romagna are placed last in Europe, preceded even by Eastern European countries which have just recently joined the Union. If we look at the e-commerce, this activity is quite widespread in Northern Europe, where around 5% of surfers buy online. In Italy and in Emilia-Romagna, the percentage plunges instead below 25%, at the same level than East Europe s. As regards e-government, instead, the situation is much more positive. In Italy, Internet use to communicate with PA is reported at 44% of Internet users, just 3 percentage points below the European average (47%). If we consider instead the whole population, in some northern European countries around 5% of citizens 16-to-74 have online contacts with PA, while in Italy the figure stays well below % (Chart 9). BROADBAND DISSEMINATION IN EMILIA-ROMAGNA The present section intends describing the availability of broadband infrastructures and the supply of said services in Emilia-Romagna in the period December 6/ March 7 for the general population, companies and public administration. Special attention has been paid to the issue of geographical digital divide, with indications on the scope of the phenomenon and its components. In conclusion we present actions planned by the Region to tackle the problem. Fiber optics infrastructures for backbone and MAN in the region In Emilia-Romagna there is a very high fiber optics presence used for territorial BACKBONE and MAN. Thus, the Region plays a strategic role at infrastructural and telematic level, as confirmed by the high number of operators involved. Bologna is again reported as the strategic node of regional activities, with a fiber optics density and a number of operators higher than in other provinces. Lepida: private broadband network of Public Administrations in Emilia-Romagna With the Regional Telematic Plans for 2-5 and 7-9, Emilia-Romagna Region has designed and initiated the implementation of Lepida, a private telecommunication infrastructure mainly using fibre optics. Once completed, the network will link offices and facilities of the Region, 341 Municipalities, 1 Provinces, 34
18 Mountain Communities, 5 Universities, 11 Health Boards and 6 Hospital Trusts operating in the regional territory. This will enable high-speed connection for more than 1 thousand public employees, the provision of online interactive services to citizens and companies, and the streamlining of administrative work. The creation of Lepida started in 3 and is now well advanced. Installation has followed geographical apportionment, with implementation carried out by local Multi-utility companies, which have been assigned by the Region to also provide for network management services. The network construction has been laid out in three stages, not necessarily one after the other. The first stage concerns geographical infrastructures; the second, concerning urban-scale strengthening, envisages the setting up of metropolitan networks (MAN) and the development of network nodes in all the headquarters of Local Authorities, Universities, Health Boards and Hospital Trusts, many schools and regional decentralized offices. The third phase aims at using fiber optics installed by Multi-utilities as an addition to Lepida in order to bridge the digital divide. Chart 9 Percentage of households (with at least one 16-to-74 year-old member) with an Internet connection and a broadband connection European Union (27 countries) European Union (25 countries) European Union (15 countries) Portugal Spain Italy Emilia-Romagna France Belgium Luxemburg Holland United Kingdom Ireland Iceland Norway Sweden Finland Esthonia Latvia Lithuania Denmark Germany Austria Poland Czech Republic Slovakia Hungary Slovenia Macedonia Romania Bulgaria Greece Cyprus 1 5 4 16 19 13 23 19 11 14 14 17 49 3 51 32 54 34 35 24 39 29 4 22 43 41 3 54 48 7 44 66 63 44 5 57 51 53 46 37 42 35 34 33 36 29 27 32 22 34 17 1 23 37 12 65 63 67 52 54 72 69 8 83 77 79 Internet connection Broadband connection 1 3 4 5 6 7 8 9 35
In 7, 289 out of 341 Municipalities and other 122 Public Administrations were reported to be connected with Lepida for a total of 411 institutions. As for the geographical network, at the moment, fiber optics, HDSL, satellite and WI-FI have been used. Since 6 several projects have been activated for MAN implementation, the first of which refers to the metropolitan network of Bologna. Supply of broadband services in Emilia-Romagna As regards the supply of broadband services in Emilia- Romagna, we have used data collected in December 6 by the broadband Observatory Between - according to the Understand methodology. In late 6, the supply of ADSL services to citizens, companies and Public Administrations was high and above national and northeast figures (Table 4). In detail, around 92% of population could access ADSL services (89%, national average), while the percentage has settled at 54%, with respect to ULL (Unbundled Local Loop) Technologies, and 55% for the access to high-speed connections, such as ADSL2+. At territorial level significant differences have been reported: if in fact in 148 Municipalities, where 77% of regional population live, broadband coverage is essentially complete, there are still 61 Municipalities, accounting for 3% of population, where broadband is not present. More in general, whenever population density is lower, in particular in rural areas (although in the last year, a 15% rise was reported), only 6% of the population have access to broadband. In view of these data, Emilia-Romagna is placed well above national and Northeast figures (52% and 59%) (Table 5). With respect to band speed/width, an important element for the access to advanced services, 55% of the resident population in 5 Municipalities have available speeds above 4Mbit/s. These Municipalities are located along the Emilian road, which represents a full-fledged strategic line. 36% of the population living at the foot of the Apennines and in the plain at the north and residing in 219 Municipalities, may have access to a maximum velocity of 4 Mbp/s. 11 Municipalities are served by MiniDSLAM (64 Kbit/s, on exchanges without fibre optics) and other 61, almost all located in mountain areas, experience an almost complete digital divide. Differences are relevant also between provinces, with Rimini and Bologna almost entirely covered by ADSL (97% and 95% of reached population have access to these services), and Ferrara lagging behind (83%). Figures are essentially identical for companies, which however are covered by HDSL in 99% of cases, without substantial differences between provinces. Dissemination of mobile technologies in Emilia- Romagna. The use of mobile technologies for the supply of broadband services is rapidly growing all over the regional territory. Entrepreneurs are investing heavily in the consolidation of networks and the supply of valueadded services, also in view of a clear rise in the demand for telephone services at national level. Thus, the service supply, which is based on mobile technologies, such as UMTS and HSDPA, is widely disseminated in the regional territory, in line with findings at national level. In 7, 213 Municipalities, where 9% of the population reside, were covered by UMTS services, although mountain and hilly areas are left behind, with the exception of a few areas in Romagna. In the provinces, there are maximum coverage peaks in Ravenna (97%) and Rimini (95%), with 84% and 83% in Parma and Piacenza. With markedly lower coverage levels, HSDPA, which was launched in 6, is instead available in 89 Municipalities, where 72% of the regional population reside. This technology is in fact present only in 26% of Municipali- Table 3 Distribution of active Lepida connections at provincial level Provinces Connected Other Total of Municipalities connected PAs connected Authorities Piacenza 45 3 48 Parma 35 3 38 Reggio Emilia 38 9 47 Modena 46 5 51 Bologna 6 18 78 Ferrara 13 13 Ravenna 18 11 29 Forlì-Cesena 3 46 76 Rimini 17 14 31 TOTAL 289 122 411 Table 4 Percentage of the population having access to ADSL services and 5-6 growth rate in Emilia-Romagna, Northeast and Italy ADSL Coverage Growth rate (% Population) 5-6 Emilia-Romagna 92% 3% Northeast 89% 3% Italy 89% 3% Table 5 Number of Municipalities and population percentage in terms of broadband coverage areas Broadband coverage Municipalities Municipal population (> 256 Kbit/s) (N.) (%) (% Population) Up to 5% 61 3 From 6% to 5% 3 2 From 51% to 75% 28 3 From 76% to 85% 22 4 From 86% to 95% 52 12 Over 95% 148 77 Total 341 1 36
ties, located mainly along the Emilian road and in the plain in the north. It should also be considered that the demand for advanced services via mobile technologies is still in the state of infancy. In 6 1, according to ISTAT, around 2% of people in Emilia-Romagna used UMTS cell phones to access the Internet (Table 6). Competition at infrastructural level and in the supply of broadband services in Emilia-Romagna Access to broadband services may be influenced by competition between providers in the territory. The presence of line sections in ULL (Unbundled Local Loop), enabling the direct management of line sections by operators competing with the incumbent; Fibre Optics (FO) availability by other operators, and to a lesser extent the supply of services in wholesale mode, are just some of the items providing indications on the level of available technological competition. In general, 54% of the regional population, residing in 44 Municipalities, benefit from a market setting assuring a minimum of technological competition. For the remaining 38% of the population with broadband coverage, competition is instead limited only to the wholesale service. As regards the supply of broadband services to citizens and companies, in December 6 in the Region 49 operators were active, (+13) with respect to 5, while the ones with infrastructures were, +2 with respect to the previous year. The creation of an environment slightly more open to competition seems confirmed by the minimum drop in the number of subscribers to the incumbent s broadband services, from 72% to 69% between 5 and 6. In any case, the incumbent s market value was in late 6 much higher than the 12% value reported by its closest competitors. In general, competition on fixed infrastructures has developed in the region with difficulties and has focused only on the area following the line of the Emilian road. Digital divide in Emilia-Romagna The digital divide is a problem also present in Emilia- Romagna. The lack of access to broadband services, according to Between data, up to December 6, involved around 27, people, equal to 8% of the regional population. Of these, 7% were touched by long-term digital divide (LDD), which refers to areas which are considered not economically viable by market operators, and for which the so-called market failure is reported. The population in the provincial areas of Ferrara (14%), Piacenza (12%) and Parma (11%) is touched mostly by the problem, which is much less relevant in the provinces of Rimini and Forlì-Cesena (3% and 4%, respectively) (Chart 1). Although these figures correspond to national averages, the incidence of long-term digital divide in terms of involved population is no less relevant in Emilia- Romagna than in other densely-populated regions of the north. Finally, a new form of divide has also been reported, which is called second generation, creating disparity between whoever can benefit from relevant bandwidths, generally supporting ADSL2+ technologies, and whoever is excluded from it, namely 45% of people living in Emilia-Romagna. Forlì-Cesena and Ferrara, with only 41% of citizens capable of accessing ADSL 2-technologies, are again lagging behind, while Rimini, with 69% of people covered by this service, is again reported as the most dynamic area. Data are open to ambivalent interpretations: if on the one hand they testify of the progressive bridging of the geographical digital divide in the region (mostly made possible by the work carried out on the exchanges), on the other hand they stress how the problem of the longterm geographical digital divide, deriving from a full- Table 6 Percentage of population, companies and municipalities with UMTS and HSDPA technologies UMTS Coverage Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 93% 94% 72% 73% Ferrara 93% 94% 77% 92 Forlì-Cesena 91% 93% 57% 57% Modena 88% 88% 57% 54% Parma 84% 86% 51% 43% Piacenza 83% 85% 52% 45% Ravenna 97% 98% 89% 85% Reggio Emilia 86% 88% 64% 56% Rimini 95% 96 6% 72% Emilia-Romagna 9% 92% 62% 63% HSDPA Coverage Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 79% 81% 38% 51% Ferrara 74% 77% 31% 61% Forlì-Cesena 74% 77% 23% 28% Modena 73% 75% 3% 37% Parma 57% 6% 11% 16% Piacenza 53% 58% 13% 16% Ravenna 82% 85% 39% 7% Reggio Emilia 58% 62% 24% 29% Rimini 88% 9% 4% 55% Emilia-Romagna 72% 75% 26% 38% 1 ISTAT Indagine Multiscopo, Aspetti della vita quotidiana, Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui, anno 6. 37
5 4 3 1 Piacenza Parma Reggio Emilia Modena Population in Long term DD (%) Population in Long term DD (x) fledged market failure, is still far from being solved. Furthermore despite there are areas where the problem is more heavily felt, white areas are widespread in the region. Tasks to tackle it seems therefore very complex, as the detection of areas of intervention is much more difficult, as well as the organisation of activities to perform. Finally, the special relevance of second generation divide shows the presence of an infrastructural system having trouble in keeping up with service supply. ACTIVITIES ENVISAGED BY EMILIA-ROMAGNA REGION FOR DIGITAL DIVIDE REDUCTION The Region, the Provinces and other local administrations have promoted several actions for the reduction of the digital divide linked to lack of infrastructures for the delivery of ADSL services. In particular with the regional Telematic Plan 7-9, the Region has committed Bologna Ferrara Ravenna Chart 1 Population subject to long-term digital divide at provincial level (in % and thousands) Forlì-Cesena Rimini itself to the task of making services available to all its citizens with at least a Minimum Level of Communication. Without intending to replace private operators, initiatives have been carried out for the digital coverage of the territory, by co-ordinating public and final funds, and enhancing infrastructural investments already made by the Region and multi-utility companies with LEPIDA installation. Specifically, the programme aiming at reducing the digital divide, defined by the Telematic Plan 7-9, pursues two objectives: by 8: assuring the supply of commercial broadband services to citizens residing in urban centres and higher housing density areas, and companies with the divide, located in the main industrial areas 15 12 9 6 3 of the region: broadband should cover at least 4% of the population and companies; by 9: assuring the availability of commercial broadband services to at least 95% of citizens and companies throughout the region. In 7 some activities envisaged by plans saw the starting of the implementation stage in mountain areas in the Reggio Emilia and Parma territory in co-operation with Enia. In the plain area, where Lepida is already active, the lease of fibre optics sections owned by Enìa utilities to Telecom was tested, in exchange for the latter s commitment to fit exchanges with Full-DSLAM. Projects for wireless coverage were started also in the provinces of Modena, Piacenza, Bologna and Rimini, with the participation of multi-utilities HERA and Modena Network and telecom operators. These activities are complementary to the Agreement for broadband development between the Ministry of Communication and Emilia-Romagna Region, signed in November 7, and its provisions, which for the period 8-9 planned the implementation of activities in 94 mountain Municipalities (27.5% of total), reporting total or partial digital divide, and were conceived as the main response by Emilia-Romagna Region to the market failure which is at the basis of the long-term divide. To this end, euro 19.25 millions will be invested, with around euro 15 millions earmarked by the Ministry, and euro 4.25 million by the Region and local authorities. 38
1. LA DIFFUSIONE DELL ICT E DI INTERNET NELLE IMPRESE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
I dati risultanti dalle interviste sono stati analizzati sia in relazione alla numerosità delle imprese, esplicitando dunque le percentuali di imprese che presentano determinate caratteristiche. Successivamente il campione è stato riproporzionato alla struttura dimensionale di ognuno dei tre settori, così come da risultanze dell ultimo Censimento Generale dell Industria e dei Servizi del 1, tramite l applicazione di appositi coefficienti. 1. LA METODOLOGIA 2. LA STRUTTURA DEL CAMPIONE La quarta edizione dell indagine sulla diffusione delle tecnologie ICT nelle imprese dell Emilia-Romagna ha riguardato un campione di 396 imprese con 1 e più addetti appartenenti ai settori agroalimentare (Codice NACE 15), turismo (Codici NACE 55.1; 55.2; 62.1; 63.3; 92.33; 92.52; 92.53) e multimedia (Codici NACE 22; 92.1; 92.2; 92.4; 92.51; 74.4; 74.86) intervistate in modalità CATI (Computer Assisted Telephone Interview) nel Gennaio 7. Il campione intervistato fa riferimento al % dell universo di riferimento che risulta composto da 1 aziende come derivato dell 8 censimento dell Industria e dei Servizi realizzato dall ISTAT nel 1. Il campione è stato costruito in modo tale da assicurare una rappresentatività a livello regionale con un coefficiente di errore non superiore al 7% e un intervallo di confidenza del 92,5% per ogni singolo settore indagato. La struttura del campione è stata realizzata seguendo, come gli anni scorsi, la metodologia UNDERSTAND che prevede la presenza almeno del 1% di grandi imprese, del 3% di medie imprese e del 25% di piccole imprese. Nei casi in cui non è stato possibile raggiungere le numerosità richieste si è integrata la parte residua con lo strato immediatamente successivo. Il Grafico 1 illustra la struttura del campione intervistato per settore di attività. Le aziende rispondenti si ripartiscono in maniera omogenea tra i settori merceologici selezionati con una lieve preponderanza delle imprese agroalimentari, che rappresentano il 39% di quelle intervistate, seguite da circa il 31% per gli altri settori. (Grafico 1). Dal punto di vista geografico, il campione di imprese Agroalimentare 31% 39% 31% Grafico 1 Struttura del campione intervistato per settore merceologico 41
copre la totalità del territorio regionale e le province che pesano maggiormente sul totale delle aziende sono quelle di Parma (18,6%), Bologna (18,5%) e di Reggio Emilia (17,9%). Le figure aziendali che con maggiore frequenza sono state intervistate appartengono al gruppo dei responsabili amministrativi (24,3%) e di quelli dei sistemi informativi (22,6%). L insieme dei Titolari/Proprietari è il terzo gruppo omogeneo per numero di intervistati (14,2%) (Grafico 2). Come prevedibile, tra le imprese di dimensioni ridotte sono più frequenti i casi in cui l intervistato è lo stesso titolare/proprietario, mentre al crescere della dimensione aziendale è più frequente la presenza del Responsabile dei sistemi informativi. A livello settoriale va evidenziato come tra le aziende del comparto turistico, all interno del quale, si ricorda, il 93,4% delle imprese ha meno di 5 addetti, la grafico intervistata con maggior frequenza è proprio quella del Titolare/ Proprietario. 14,2% 18,6% 8,5% 9,5% 24,3% 22,6% 2,3% Titolare / Proprietario Direttore Generale / Membro del CDA Sviluppo strategie / organizzazione Responsabile Sistemi Informativi Altra figura senior dell area Sistemi Responsabile amministrativo Altro Grafico 2 Ruolo dell'intervistato all'interno delle aziende 3. LA DOTAZIONE ICT DELLE IMPRESE L analisi delle dotazioni ICT presenti nelle imprese agroalimentari, turistiche e multimediali in Emilia-Romagna sembra confermare la situazione di sostanziale saturazione per ciò che concerne la penetrazione delle infrastrutture ICT di base, come la presenza di un personal computer collegato alla rete Internet, indipendentemente dalla modalità di connessione privilegiata e dalla dimensione (in termini di addetti) dell impresa. Scendendo nel dettaglio delle tecnologie di connessione, quelle più diffuse fanno capo al raggruppamento DSL (Digital Subscriber Line quali ADSL, HDSL, SHDSL, SDSL), presenti nel 76% delle imprese con connessione web esaminate. Analizzando lo stesso dato in base alla velocità di ricezione e trasmissione, è possibile distinguere tra connessioni DSL pari o superiori ai 2 Mbit/s, impiegate dal 57,6% delle imprese considerate, e connessioni DSL più lente, in dotazione a poco meno di un impresa su cinque (19,6%). Tra queste a utilizzare il protocollo ISDN (Integrated Services Digital Network) è poco meno di un impresa su dieci (9%), mentre il 3,5% delle imprese nei settori considerati preferisce la tradizionale rete analogica PSTN (Public Switched Telephone Network), utilizzando un comune modem che compone la numerazione telefonica (Dial-up). 42
Le connessioni senza fili (wireless), così come quelle che utilizzano la fibra ottica, sembrano avere ancora un utilizzo residuale. Le percentuali di imprese che le utilizzano nel territorio sono, infatti, il 2,8% per le connessioni wireless e il 3% per quelle su fibra ottica (Grafico 3). Differenti dotazioni tecnologiche caratterizzano le imprese a livello settoriale: si evidenzia infatti un maggior ricorso a modalità di connessione a banda larga nel settore turistico e multimediale a confronto con quanto riscontrato in quello agroalimentare. La percentuale di 9 8 7 6 5 4 3 1 5,6 11,9 71,5 1,9,8 Agroalimentare 8,5 Modem analogico/dial up 5, 84,7 Con linea ISDN Fibra ottica ed altre connessioni a banda larga 7,7 7,9 2,5 3,3 DSL imprese che dispongono solo di tecnologie meno evolute (modem analogico, connessioni ISDN e DSL o wireless inferiori a 2 Mbit/s), raggiunge quasi il 4% tra le imprese agroalimentari mentre si attesta al 25,3% e al 24,4% rispettivamente nel comparto del multimediale e in quello turistico. Nel settore agroalimentare tale tendenza si riduce al crescere della dimensione d impresa e in quelle medio-grandi connessioni mediante modem analogico o ISDN risultano progressivamente sostituite o perlomeno affiancate da tecnologie di connessione più Wireless Non sa/non risponde Grafico 3 Tecnologie utilizzate dalle imprese agroalimentari, del multimedia e turismo per connettersi a Internet (% imprese) 74,8 9, 9, 1,7 2,5 3,5 76, 2,8 3, 5,5 Totale veloci, tra cui in via preferenziale la DSL superiore a 2 Mbit/s. Il comparto multimediale, come prevedibile vista la tipologia di business, è quello in cui si registra la maggior diffusione della fibra ottica (7,7% delle imprese) e contestualmente l assenza di imprese che utilizzano il modem in forma esclusiva (Grafico 4). Alcune interessanti indicazioni emergono dall analisi delle barriere all uso della banda larga tra le imprese dei settori considerati. Circa la metà (46,6%) delle imprese che non utilizzano connessioni con velocità pari o superiori ai 2 Mbit/s, dichiara di non sentirne un reale bisogno, mentre il 34,6% e il 6,3% individua rispettivamente, nella mancanza di disponibilità della rete e in costi particolarmente elevati delle vere e proprie barriere all adozione (Figura 5). Se analizziamo le tecnologie di rete disponibili all interno delle aziende nei settori considerati si evidenzia come circa l 8,4% delle aziende utilizzi reti LAN (Local Area Network). I dati settoriali non si discostano da quello relativo al totale delle imprese considerate, ad eccezione per il comparto turistico in cui la percentuale d'utilizzo di tali reti si riduce al 66,9%. Meno diffusa è la rete locale senza fili (wireless LAN): solo un impresa su tre nei settori considerati fa uso di questa tecnologia. A livello settoriale si può evidenziare come in questo caso siano, invece, proprio le imprese turistiche a segnalarne un maggiore ricorso (48,3%), verosimilmente a causa delle maggiori esigenze di mobilità dei loro operatori (Figura 6 ). A cavallo tra dotazioni tecnologiche e soluzioni applicative possono essere individuate le soluzioni Intranet ed Extranet che risultano utilizzate in prevalenza dalle imprese multimediali. Le prime presentano un buon livello di diffusione considerando che circa il 47% delle aziende di questo settore le utilizza, seguite dal 4,8% di 43
8 72,1 72,3 7 62,2 6 52, 5 4 39,5 32,2 3 25,3 24,4 1 8,5 2,5 2,5 5,5 Agroalimentare Totale Connessioni inferiori a 2 Mbit/sec Connessioni superiori a 2 Mbit/sec Non sa/non risponde Grafico 4 Percentuale di imprese che si collegano ad Internet con connessioni inferiori a 2Mbit/s ed uguali e superiori a 2Mbit/s 1 9 8 7 6 5 4 3 1 12,4 43,3 4,7 3,6 Agrolimentare Costa troppo 1, 16,5 12,5 53,7 46,6 48,7 23,1 28,2 34,6 13,3 6,6 6,3 Totale Non è disponibile nella nostra area 1 9 8 7 6 5 4 3 1 2,8 11,8 85,5 2,5 16, 81,5 Agroalimentare LAN 3,3 29,8 66,9 Risposte affermative 2,8 16,8 8,4 Totale 3 settori Risposte negative Agroalimentare Non sa/non risponde Totale 3 settori Grafico 6 Percentuale di imprese che utilizzano di tecnologie LAN e wireless LAN nei settori Agroalimentare, e del in Emilia-Romagna 2,8 66,6 3,6 Wireless LAN 5, 67,2 27,7 1,5 5,2 48,3 3,1 63,3 33,5 Non ne sentiamo l'esigenza Non sa/non risponde Grafico 5 Percentuali di imprese che dichiarano barriere all'utilizzo della banda larga per tipologia di barriera quelle agroalimentari e del 35,9% di quelle turistiche. Le Extranet invece registrano a oggi percentuali d utilizzo decisamente più basse che si attestano mediamente nei tre settori sul 12,6% (Grafico 7). Infine sono ancora relativamente poche (il 13,7%) le imprese che affiancano alla rete telefonica tradizionale (PSTN) la tecnologia del Voice over IP (VoIP) abbattendo una parte dei costi di comunicazione, specie sulle lunghe distanze (Grafico 8). Anche in questo caso le differenze settoriali e dimensionali sono evidenti: un impresa multimediale su cinque utilizza la VoIP, mentre la quota scende a 1 su 1 se ci riferisce alle imprese turistiche e agroalimentari. Per tutte le tecnologie considerate e in tutti i settori 44
1 3,,8 Intranet 1,7 2,1 1 3, 2,5 Extranet 1,7 2,6 1 6,7 2,5 2,3 4,5 9 9 8 7 6 5 56,2 52,2 62,5 56,4 8 7 6 5 86,2 86, 84,8 8 6 4 82,3 77,5 86,4 81,8 4 4 81,5 3 4,8 47, 35,9 41,5 3 11,, 11,3 13,7 1 Agroalimentare Totale 3 settori 1 1,8 Agroalimentare 16, 12,3 12,6 Totale 3 settori Agroalimentare Risposte affermative Totale 3 settori Risposte negative Risposte affermative Risposte negative Non sa o non risponde Non sa o non risponde Grafico 7 Percentuale di imprese che utilizzano Intranet ed Extranet nelle imprese agroalimentari, del multimedia e del turismo in Emilia-Romagna Grafico 8 Percentuale di imprese che utilizzano tecnologie VoIP nelle imprese agroalimentari, del multimedia e del turismo in Emilia-Romagna analizzati si conferma come la dimensione aziendale sia un elemento di forte influenza per la diffusione dell ICT nelle imprese. All aumentare del numero di addetti più frequente è infatti la presenza di infrastrutture di rete all interno delle aziende. Nelle imprese agroalimentari con 25 addetti e più, tecnologie wireless LAN, Intranet e Lan sono presenti in più dell 8% dei casi. Valori più contenuti si rilevano per le tecnologie VoIP che comunque per questa fascia di imprese sono presenti nel 7% dei casi. 3.1 LA SICUREZZA DELLA RETE E DEI DATI AZIENDALI Tra le imprese dei settori considerati risultano diffusi i sistemi e le applicazioni a tutela della sicurezza informatica in azienda a partire dalla disponibilità di firewall a più sofisticati piani di disaster recovery. I dispositivi hardware o software atti a filtrare tutti i pacchetti, in entrata/uscita, da/verso una rete o un personal computer (firewall), sono gli strumenti più diffusi in tema di sicurezza aziendale e risultano presenti in quattro aziende su cinque (81,4%) senza differenze a livello settoriale né di classe dimensionale (Grafico 9). Seguono i server SSL che risultano più diffusi nelle imprese multimediali (69,7%) e turistiche (67,3%) a fronte di quelle agroalimentari che nel 54,6% hanno adottato questo dispositivo di sicurezza. Le differenze riscontrate in quest ultimo settore sembrano riferirsi soprattutto alle piccole imprese dato che la quota di aziende che fa uso di questo dispositivo cresce significativamente nelle imprese maggiormente strutturate. Negli altri due settori oggetto d analisi non si riscontra invece una relazione univoca tra dimensione d impresa e utilizzo. A differenza del firewall, i software per l intrusion detection non sono volti a bloccare gli attacchi esterni alla rete o al personal computer, ma a rilevare e identificare gli accessi non autorizzati. I sistemi IDS (Intrusion Detection System) sono utilizzati dal 55,1% delle imprese considerate e sono, nuovamente, le imprese agroalimen- 45
Firewall Server sicuri Software per l intrusion detection 1 8 6 4 3,7 14,9 81,4 2,5 15,3 82,2 2,5 17,3 8,2 3,1 15,5 81,4 1 8 6 4 7,9 37,5 54,6 2,5 27,8 69,7 4, 28,7 67,3 5,5 32,8 61,7 1 8 6 4 5,1 5,8 44,1 35,4 64,6 2,5 29,8 67,7 3,1 41,9 55,1 Agroalimentare Totale 3 settori Agroalimentare Totale 3 settori Agroalimentare Totale 3 settori Risposte affermative Risposte negative Non sa/non risponde Grafico 9 Percentuale di imprese che utilizzano firewall, server sicuri e software per l'intrusion detection nei settori Agroalimentare, e del in Emilia-Romagna tari a mostrare le minori esigenze in questo ambito. Il 44,1% dichiara infatti di utilizzarli a fronte del 64,6% di quelle multimediali e del 67,7% di quelle turistiche. Rappresentando strumenti con un maggior grado di sofisticazione, sono le imprese maggiormente strutturate a evidenziare percentuali di utilizzo più elevate, in tutti i settori. Tra le misure preventive si includono il backup periodico dei dati, necessario in caso di errore dell hardware di sistema o di perdita di dati e/o informazioni nei supporti di archiviazione (Grafico 1) e i piani di disaster recovery (DRP). Tali strumenti che non operano in maniera continuativa ma a intervalli di tempo definiti, presentano delle caratteristiche differenti rispetto agli strumenti precedentemente considerati e vengono quindi considerati separatamente. Per quanto riguarda il primo, a oggi circa il 94% delle 1 8 6 4 2,8 1,8 95,4 Agroalimentare Agroalimentare Back up periodico dei dati 3,3,8 95,8 Risposte affermative 2,5 1, 87,5 4,5 1,7 93,9 Totale 3 settori Risposte negative Non sa/non risponde Totale 3 settori Grafico 1 Percentuale di imprese che effettuano il back up periodico dei dati ed hanno adottato un piano di disaster recovery nei settori Agroalimentare, e del in Emilia-Romagna 3,7 44,8 51,5 Piani di disaster recovery 3,4 49,8 46,8 11,6 58,5 29,8 5,3 49,2 45,5 46
1 8 6 4 2,1 58,6 39,3 7,6 29,4 Agroalimentare Risposte affermative Non sa/non risponde 64, 36, Risposte negative 63,2 35,7 Totale 3 settori Grafico 11 Percentuale d imprese che utilizzano la formazione come strumento per la sicurezza aziendale nei settori agroalimentare, multimedia e del turismo in Emilia-Romagna imprese oggetto d interesse (eccezion fatta per il comparto turistico in cui la percentuale è di alcuni punti inferiore) ha adottato questa procedura preventiva, con una penetrazione pressoché totale nelle imprese mediograndi (per tutti e tre i settori). Per il secondo l importanza della continuità del business aziendale, garantita dal ripristino tempestivo dei sistemi, dei dati e delle infrastrutture direttamente collegati al business stesso, ha portato quasi la metà (il 45,5%) delle imprese emiliano-romagnole dei tre settori esaminati ad adottare tali piani. Tra queste una minore diffusione si riscontra tra le imprese turistiche il 29,8% delle aziende dichiara di avere un DRP a confronto con quanto rilevato per le imprese agroalimentari e multimediali che rispettivamente nel 51,5% e nel 46,8% dei casi li hanno adottati. Da segnalare è la percentuale, relativamente alta, delle imprese turistiche che, invece, non fornisce una risposta o che non è a conoscenza né dei DRP (l 11,6%) né del backup periodico dei dati. Ancora relativamente basso è, invece, l interesse verso la formazione sulla sicurezza informatica per i dipendenti, adottata come strumento di salvaguardia della sicurezza aziendale da poco più di un impresa su tre (35,7%) (Grafico 11). Si sottolinea come, contrariamente a quanto riscontrato per gli altri indicatori, siano proprio le imprese agroalimentari a mostrare la maggiore attenzione al tema. Il 39,3% delle aziende del settore formano i propri addetti in questo ambito a confronto con quanto avviene tra quelle multimediali (con valori pari al 29,4%) e quelle turistiche (con valori pari al 36%). Generalmente l interesse per la predisposizione di questo tipo di corsi cresce al crescere della dimensione aziendale. Nel settore agroalimentare sono il 9% delle aziende al di sopra dei 25 dipendenti ad aver effettuato corsi in tale ambito, a fronte di valori inferiori, pari al 46% ed al 74%, per le aziende rispettivamente piccole (con un numero di addetti compreso tra 1 e 49) e medie (con un numero di addetti compreso tra 5 e 25). 1,1 4. L UTILIZZO DI INTERNET ALL INTERNO DELLE IMPRESE In questa sezione viene esaminata la diffusione dell ICT nelle diverse funzioni aziendali al fine di identificare gli ambiti nei quali essa incide maggiormente sull operatività dell impresa. Si segnala come, nonostante la connessione a Internet sia presente capillarmente tra le imprese, la disponibilità di accesso alla rete fa riferimento a una percentuale limitata di addetti e solo nel 18,4% dei casi è disponibile a tutti (Grafico 12). In dettaglio l accesso a Internet risulta disponibile a più della metà degli addetti nel 45,2% delle imprese del settore multimediale, al 34,4% di quelle agroalimentari e al 28,2% tra le imprese turistiche, settore in cui la necessità di un accesso capillare a Internet è probabilmente inferiore. La dimensione dell impresa sembra condizionare positivamente tale dato e in tutti i settori si può evidenziare una relazione positiva che associa a un maggior numero di addetti un utilizzo più diffuso di Internet. Questo legame è più forte nei comparti del e del, più debole nelle imprese agroalimentari. 47
1% 18,4% Dal 5 al 99% 17,9% Ns/Nr,5% Meno del 5% 1,7% Dal al 49% 31,6% Dal 5 al 19%,9 Grafico 12 Percentuale di addetti che hanno accesso a Internet per fasce di addetti 4.1. L ICT NELLA GESTIONE DELLA CAPACITÀ PRODUTTIVA L utilizzo delle applicazioni ICT nella gestione della catena produttiva risulta particolarmente diffusa tra le imprese del settore agroalimentare dove, ad esempio, la gestione del magazzino è oramai informatizzata nel 77,1% delle aziende. Allo stesso modo il 53,8% delle imprese del comparto utilizza strumenti informatizzati nella gestione della capacità produttiva, mentre relativamente minore è il ricorso a strumenti ICT per la previsione della domanda e delle vendite (presente nel 32,4% dei casi). Meno diffusi risultano tali strumenti tra le aziende degli altri settori. In particolare le imprese multimediali, come quelle agroindustriali, presentano anche se a livelli inferiori una focalizzazione su strumenti legati alla gestione della produzione (rispettivamente nel 43,6% e nel 38,7% delle imprese del settore si riscontrano strumenti per la gestione informatica del magazzino e della capacità produttiva) mentre minore è la diffusione di strumenti per la previsione della domanda e delle vendite (rilevata nel 24,3% dei casi). Le imprese del turismo infine non evidenziano una propensione specifica a tali strumenti se escludiamo una lieve maggior diffusione degli strumenti di previsione (pari al 32,1% ) (Grafico 13). 1 8 6 4 Strumenti per la previsione della domanda e delle vendite,9 2,5 1,2 66,7 32,4 Agroalimentare 73,2 24,3 67,9 32,1 Risposte affermative 68,8 3, Totale 3 settori 22,9 77,1 Agroalimentare Risposte negative Gestione informatica del magazzino 56,4 43,6 4.2. L ICT COME MEZZO DI CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI E DI COMUNICAZIONE L impiego della tecnologia ICT all interno dell organizzazione d impresa può modificare sostanzialmente le modalità di diffusione delle informazioni al suo interno come evidenzia, per esempio, il livello di effettiva condivisione di documenti tra colleghi attraverso l informatica. In base ai risultati raccolti, circa quattro imprese su cinque, nei settori vagliati (l 81,7%) utilizza l informatica per la condivisione di documenti (Grafico 14). Le imprese che più frequentemente utilizzano tali siste- Totale 3 settori Non sa/non risponde Grafico 13 Percentuale di imprese che utilizzano strumenti ICT per la gestione del magazzino, della capacità produttiva e nella previsione della domanda e delle vendite nei settori Agroalimentare, le e del 73,9 26,1 43,4 56,6 46,2 53,8 Agroalimentare Gestione della capacità produttiva,8 6,5 38,7 73,8 26,2,2 56,2 43,6 Totale 3 settori 48
1 8 6 4 18,2 81,8 9,3 9,7 3,6 69,4 18,3 81,7 alle prime due modalità di comunicazione considerate, le imprese turistiche sono quelle che ne hanno sperimentato l utilizzo più intenso con il 14,4% per l audioconferenza ed il 12,1% per la videoconferenza (Grafico 15). Le imprese del settore Agroalimentare risultano le meno orientate all adozione di queste tecnologie. Per tutti i sistemi di comunicazione analizzati e in tutti e tre i settori, si è riscontrato un legame positivo tra dimensione aziendale e utilizzo degli strumenti. 4.3. L ICT NELLA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Tra le imprese esaminate i sistemi informatici a supporto della gestione delle risorse umane evidenziano complessivamente un buon livello di utilizzo (Grafico 16). Ad esempio gli strumenti per la gestione informatizzata delle procedure relative al personale con riferimento alla distribuzione dei cedolini o alla visualizzazione dello stato delle ferie, risultano diffusi tra le aziende multimediali dove sono stati rilevati nel 47,3% delle imprese e anche tra quelle agroalimentari come indicato nel Agroalimentare Risposte affermative Totale 3 settori Risposte negative 1 Audioconferenza conference call Videoconferenza Forum di discussione o chat,3,1 Grafico 14 Percentuale di imprese che utilizzano sistemi informatici per la condivisione di documenti tra colleghi nei settori Agroalimentare, e del 8 mi appartengono al settore (9,7%), seguite da quelle dell Agroalimentare (81,8%) e infine da quelle turistiche (69,4%) (elemento probabilmente imputabile, in parte, alla piccolissima dimensione aziendale che caratterizza il settore a livello regionale e a una relativamente minor necessità di condivisione di documentazione propria del settore stesso). L utilizzo dell ICT come mezzo di comunicazione par excellence è invece marginale: l audio conferenza (o conference call), la videoconferenza e i forum di discussione o le chat, sono strumenti a oggi non impiegati in maniera diffusa. Le percentuali di utilizzo aggregate si attestano, infatti, al 1% per la conference call, al 7,8% per la videoconferenza e al 6,2% per i forum di discussione. Rispetto 6 4 92,9 7,1 Agroalimentare 88,4 11,6 85,6 14,4 Risposte affermative 9, 1, Totale 3 settori Risposte negative 95,3 4,7 Agroalimentare 9, 1, Totale 3 settori Non sa/non risponde Grafico 15 Percentuale di imprese che utilizzano sistemi ICT per audioconferenze, videoconferenze, forum o chat nei settori Agroalimentare, e 87,9 12,1 92,2 7,8 94,3 5,4 Agroalimentare 92,5 7,5 93,5 6,5 93,6 6,2 Totale 3 settori 49
38,9% dei casi. Le aziende turistiche invece più raramente ne fanno uso come rilevato nel 24,2% delle imprese. Un analisi a parte meritano i sistemi per la registrazione dei timesheet che risultano non particolarmente diffusi in regione come indicato dai valori rilevati tra le aziende agroalimentari e del turismo (rispettivamente pari al 27,1% e al 16,9%). Fanno eccezione le aziende multimediali nelle quali circa una su tre ne fa uso (35,2%). Strettamente connesso al tema della gestione delle risorse umane è quello dell utilizzo dell ICT nella formazione degli addetti. A definizione del contesto di riferimento è sembrato importante verificare innanzitutto la presenza o meno di un atteggiamento strutturato nei confronti di questo tema e quindi l esistenza o meno di 1 8 6 4 Timesheet per rilevamento presenze,3 72,6 27,1 Agroalimentare Agroalimentare 64,8 35,2 Risposte affermative,8 82,3 16,9,3 72,4 27,3 Totale 3 settori Risposte negative un programma definito per la formazione degli addetti dell impresa. A questo proposito sono le imprese del settore Agroalimentare quelle che manifestano la maggiore attenzione al tema e quasi un impresa su due (48,6%) dichiara di avere un piano di formazione per i propri addetti. Tra le imprese turistiche e quelle multimediali tali piani risultano meno frequenti attestandosi al 4,7% ed al 33,6% dei casi (Grafico 17). La diffusione di contenuti didattici attraverso l insieme delle tecnologie Internet (e-learning), sia essa deputata alla formazione informatica o meno, non è usuale nelle imprese considerate. Complessivamente solo il 17,5% delle aziende ha utilizzato sistemi di e-learning mentre l 8,8% non ha mai impiegato la rete con finalità formative. Non sa/non risponde Totale 3 settori Grafico 16 Percentuale di imprese nei settori Agroalimentare, del e del che utilizzano l'ict per la registrazione dei timesheet e la gestione del personale,9 6,2 38,9 Altri strumenti per la gestione del personale,8 51,9 47,3 75,8 24,2,7 61,1 38,2 Riducendo il campo alla sola formazione informatica, l analisi ha evidenziato che, in un impresa su tre tra quelle considerate, almeno un addetto ha partecipato a corsi di formazione informatica nell ultimo anno. Va segnalato come le imprese di piccole dimensioni risultano meno orientate verso l acquisizione di competenze specifiche nell ambito ICT. A partire da quelle di medie dimensioni la percentuale di aziende nelle quali gli operatori hanno partecipato a corsi di formazione in ICT sale infatti al 5%, con valori superiori riscontrati tra le aziende del settore multimediale. 4.4. I SISTEMI INFORMATIVI PER LA GESTIONE INTEGRATA DELLE FUNZIONI AZIENDALI Tra le applicazioni dell ICT di particolare interesse in termini di possibili impatti sull operatività aziendale, si inseriscono i sistemi informatici per la gestione integrata delle funzioni aziendali. Tali sistemi caratterizzati da un elevato impatto a livello gestionale ed organizzativo non risultano significativamente diffusi tra le aziende dei settori considerati. In particolare i sistemi per la gestione delle relazioni con il cliente quali i CRM (Customer Relationship Management) sono presenti nel 18,9% delle imprese del comparto turistico nel 16,5% di quelle agroalimentari e nel 15% di quelle multimediali (Grafico 18). Una minore diffusione si evidenzia in relazione ai sistemi di SCM (Supply Chain Management) che risultano presenti nel 13,4% delle aziende agroalimentari a fronte di valori molto più contenuti pari all 8% circa per le aziende degli altri settori considerati. A spiegazione di tali dati va ricordato anche l elevata presenza di aziende di piccola dimensione che operano sul nostro territorio. La dimensione delle imprese risulta infatti un elemento condizionante la diffusione di tali sistemi come 5
1 8 6 4 Agroalimentare Risposte affermative Totale 3 settori Agroalimentare Risposte negative Totale 3 settori Non sa/non risponde Grafico 17 Percentuale di imprese che hanno programmi per la formazione degli addetti, che utilizzano sistemi di e-learning e che fanno formazione informatica nei settori Agroalimentare, e 25 15 1 5 3,8 47,6 48,6 Piano per la formazione degli addetti 16,5,8 65,6 33,6 Agroalimentare,8 58,5 4,7 15, CRM 2,3 55,1 42,6 18,9 2,4 8,9 16,7 13,4 Sistemi di e-learning,8 81,6 17,5,8 79,6 19,6 8,3 8,1 1,6 8,8 17,5,9 73,6 25,5 Agroalimentare Formazione informatica nell ultimo anno 59,7 4,3 2,3 56, 41,7,9 65,8 33,2 Totale 3 settori Grafico 18 Percentuale di imprese che utilizzano sistemi di CRM, ERP e SCM nei settori Agroalimentare, e del SCM 21,9 16, ERP 7,8 evidenzia la loro maggiore presenza nelle imprese di grandi dimensioni. Nel settore Agroalimentare l 11% delle imprese con 1-49 addetti dispone di tali sistemi a fronte di quanto si rileva nelle imprese con più di 25 addetti dove sistemi di SCM sono presenti nella metà delle imprese in regione. Infine maggiore risulta la diffusione di sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) rispetto agli strumenti considerati. A livello settoriale è, di nuovo, l agroalimentare a mostrarne un più diffuso utilizzo (21,9%), rispetto a quanto rilevato nelle imprese multimediali (pari al 16%) e in quelle turistiche (pari al 7,8%). Anche in questo caso la variabile dimensionale risulta determinante con un maggiore utilizzo di tali sistemi da parte delle imprese di maggiori dimensioni. Complessivamente nelle aziende turistiche si riscontra un uso relativamente maggiore degli applicativi informativi nella gestione dei rapporti con i clienti mentre quelle agroalimentari risultano aver focalizzato i propri investimenti in ICT per la pianificazione aziendale e la gestione della catena di fornitura. 4.5. L E-COMMERCE Tra le principali applicazioni dell ICT in impresa l e-commerce, definito come acquisti o vendite di beni e/o servizi che avvengono tramite reti che utilizzano Internet o altri protocolli di comunicazione 1, è da anni oggetto di interesse e di analisi per le opportunità che tali attività sembrano offrire alle imprese. Il fenomeno sta raggiungendo una dimensione significativa e si stima che il fatturato di acquisti e vendite on line abbia raggiunto nel 6 i 135 miliardi di euro. 1 Si includono ad esempio (www, Extranet su Internet, EDI su Internet, telefoni cellulari abilitati all accesso ad Internet) Le tecnologie dell informazione e della comunicazione nelle imprese Anni 6-7 ISTAT (1.12.7). 51
4.6. IL SITO WEB AZIENDALE A margine rispetto all e-commerce strettamente inteso, il sito web aziendale può dirsi una prima misura della necessità dell azienda di utilizzare l ICT per promuovere o vendere i propri prodotti. Secondo l indagine ISTAT 2 le imprese italiane ad aver istituito un sito Internet sono circa 59 su 1. Restringendo il campo di analisi ai soli settori emiliano romagnoli considerati permangono sostanziali differenze a livello settoriale. Sono le imprese turistiche, verosimilmente grazie alla peculiarità del loro core business, a sentire maggiormente la necessità di dotarsi di un sito web aziendale (92,5%), mentre la presenza di siti web per le imprese multimediali e agroalimentari fa riferimento, rispettivamente, al 72,9% e al 66,2% dei casi (Grafico 19). Delle 74 imprese su 1 che hanno un sito Internet, la quasi totalità (99,1%) lo utilizza per scopi informativi su prodotti e/o servizi offerti. Se, invece, si considerano 1 8 6 4 33,8 66,2,8 26,3 72,9 Agroalimentare Risposte affermative Non sa o non risponde,8 6,7 92,5,4 25,9 73,7 Totale 3 settori Risposte negative Grafico 19 Percentuale di imprese con siti web aziendali nei settori Agroalimentare, e 1 8 6 4 Agroalimentare 58,2 41,8 Sito interattivo cliente-impresa 1,2,9 52,8 46, 22,3 76,8 Risposte affermative,6 47,1 52,3 Totale 3 settori 93,4 6,6 Agroalimentare Risposte negative quei siti Internet con i quali il cliente può interagire, ad esempio effettuando la ricerca dei prodotti in un catalogo on line o verificando il delivery tracking delle merci ordinate, il dato relativo agli strumenti ICT disponibili scende a poco più di un impresa su due (52,3%). I siti che permettono al cliente di operare delle vere e proprie transazioni commerciali (e-commerce) sono presenti in poco più di un impresa su cinque tra quelle che hanno il sito web (21,9%), mentre raramente il sistema delle transazioni commerciali è integrato con le funzioni di produzione (11,1%). Come prevedibile, le imprese turistiche e quelle di maggiori dimensioni, trasversalmente ai settori di appartenenza, sono quelle che utilizzano in maniera più intensa le funzioni interattive e commerciali dei siti web aziendali (Grafico ). 2 Si veda nota precedente. Sito con funzionalità per l e-commerce 1,2,3 76,8 22, Totale 3 settori Non sa/non risponde Grafico Percentuale di imprese che con siti web interattivi, con funzionalità di e-commerce e integrati con le funzioni di produzione 52,7 47,3 77,8 21,9 Sito che integra transazioni commerciali e produzione 1,2,3 95,7 4,3 Agroalimentare 89,7 9,1 75,4 24,6 88,6 11,1 Totale 3 settori 52
4.7. LE VENDITE ON LINE Entrando nel dettaglio della diffusione e dell importanza dell e-commerce per le imprese tra i diversi settori considerati, si evidenziano atteggiamenti fortemente diversificati in un contesto generale nel quale le vendite on line non risultano elevate. Quasi la metà delle imprese del settore turistico (pari al 44,4%) vende prodotti sul web direttamente, o nel 27,7% dei casi, tramite market place elettronici, a fronte di una percentuale molto più contenuta di imprese appartenenti agli altri settori considerati. Le imprese del settore agroalimentare infatti vendono on line solo nel 3,4% dei casi e quelle del multimediale si attestano al 12% (Grafico 21). Si segnala però una crescente consapevolezza delle opportunità che possono derivare dall e-commerce, evidenziata dal fatto che il 63,1% delle imprese che vendono on line hanno avviato o intensificato tale attività nell ultimo anno. Per le imprese del settore del turismo la rilevanza del canale web è confermata anche dalla quota di fatturato realizzata on line che, per il 61,5% delle imprese, supera il 5% di quello complessivo. Tale dato è da tre a quattro volte superiore rispetto a quello riscontrato per le aziende agroalimentari (dove raggiunge il 16%) e multimediali (dove si attesta al 21,1%). Interessante è poi osservare come in nessuno dei tre settori considerati la decisione di vendere on line i propri prodotti sia legata alla dimensione dell impresa stessa. Nonostante le dovute eccezioni per il settore turistico, la vendita on line di prodotti, in Emilia-Romagna, così come nella realtà nazionale nel suo complesso (pari al 3,8%) 3, rimane decisamente a margine tra i diversi canali di commercializzazione. A conferma della staticità dell evoluzione delle vendite on line, basti pensare che il tasso di crescita del numero di imprese che vendono on 1 8 6 4 Agroalimentare Vendite prodotti e/o servizi on line tramite Internet o altre reti telematiche,3 96,3 3,4 88, 12, 55,6 44,4,1 85,3 14,6 Totale 3 settori 84, 16, Agroalimentare Totale 3 settori Risposte affermative Risposte negative Non sa/non risponde Grafico 21 Percentuale di imprese che vendono on line tramite Internet o altre reti telematiche, che realizzano quote di fatturato superiori al 5% (negli ultimi 12 mesi) e che vendono prodotti e servizi su market place elettronici nei settori Agroalimentare, e line, negli anni che vanno dal 1999 al 6 è rimasto pressoché invariato (circa il 1%). Imprese che hanno realizzato dalle vendite on line degli ultimi 12 mesi una quota del fatturato complessivo superiore al 5% 14,1 64,8 21,1 9, 29,6 61,5 9,1 44,2 46,6 91,4 8,6 Agroalimentare Vendite prodotti e/o servizi on line tramite market place elettronici 7, 85,9 7, 5,6 66,7 27,7 5,3 74,1,6 Totale 3 settori 4.8. GLI ACQUISTI ON LINE Rispetto alle vendite on line la realizzazione di acquisti on line risulta più frequente tra le imprese dei settori analizzati e complessivamente risulta coinvolgere più di un impresa su tre nei settori considerati. Di queste, il 36,4% dichiara di aver avviato o intensificato i propri acquisti on line nell ultimo anno a indicazione di un interesse in fase di maturazione tra le imprese del territorio. Come per le vendite, le imprese del settore Agroalimentare sono quelle meno orientate verso questo tipo di attività che è realizzata nel 27,3% dei casi. L utilizzo di questo canale è invece maggiormente diffuso pari al 44,4% tra le imprese del comparto turistico senza rilevanti differenze però da quanto rilevato per quelle del multimedia che si attestano al 42%. In tutti i settori non elevati sono i volumi di acquisti effettuali dalle imprese on line che raramente superano il 5% del volume complessivo di ordini realizzati nell ultimo anno. 3 Le tecnologie dell informazione e della comunicazione nelle imprese Anni 6-7 ISTAT (1.12.7). 53
Le dimensioni di impresa non sembrano influenzare né gli acquisti on line, né le loro quote sul totale degli acquisti; solo nel comparto agroalimentare si segnala un incremento della quota di imprese che acquistano on line nel passaggio dal gruppo di imprese piccole a quelle medio-grandi (Grafico 22). Gli acquisti on line vengono effettuati in prevalenza sul sito web del fornitore come dichiarato dall 82,4% delle imprese. Meno diffusi sono invece le imprese che hanno avviato dei processi di integrazione con i sistemi informativi dei fornitori rilevati dal 27,7% delle aziende. Raro è infine il ricorso a market place elettronici che riguarda complessivamente solo il 13,2% delle imprese nei settori considerati (Grafico 23). 4.9. FATTURAZIONE E PAGAMENTI ON LINE In ambito amministrativo e finanziario si rileva una crescente diffusione di sistemi ICT la gestione di fatture in formato elettronico, ovvero le cosiddette e-invoices e la realizzazione di pagamenti on line. La prima attività viene realizzata da poco più di un impresa su tre (34,1%), tra quelle oggetto dell analisi. Si segnala come tra queste, la metà delle imprese abbia attivato/intensificato l implementazione di sistemi per l e-invoice nell ultimo anno facendo presagire una crescita ulteriore anche per i prossimi anni. Le e-invoices vengono maggiormente utilizzate dalle imprese agroalimentari come dichiarato dal 38,1% delle aziende e in misura minore da quelle del multimedia pari al 31,1% e del turismo pari al 28,7%. La possibilità di avere in visione il proprio estratto conto o di effettuare pagamenti e bonifici bancari on line, tanto per citare alcune funzioni principali dell on line banking, è sfruttata dall 83,1% delle imprese esaminate. L on line banking sembra dunque essere oramai prassi 1 8 6 4 Acquisti prodotti e/o servizi on line tramite Internet o altre reti telematiche,5 72,2 27,3,8 57,1 42, Agroalimentare Risposte affermative 1,5 54,2 44,4,8 64, 35,2 Totale 3 settori Risposte negative Imprese il cui volume degli acquisti on line degli ultimi 12 mesi ha superato il 5% del totale degli acquisti 12, 4,3 Agroalimentare Non sa o non risponde Totale 3 settori Grafico 22 Percentuale di imprese che acquistano on line mediante Internet o altre reti telematiche e che hanno realizzato volumi di ordini superiori al 5% negli ultimi 12 mesi nei settori Agroalimentare, e 1 8 6 4 Acquisti beni/servizi on line attraverso il sito web del fornitore 2,,7 9,9,6,6 16,9 79,4 88,1 79,4 82,4 Totale 3 settori Acquisti beni/servizi on line attraverso market place 1,1 81,7 8,2 8, 8,1 11,9 Totale 3 settori Risposte affermative Risposte negative Non sa/non risponde Grafico 23 Percentuale di imprese che acquistano on line mediante il sito web del fornitore, attraverso market place, attraverso un sistema integrato con quello dei fornitori nei settori Agroalimentare, e 7,5 7,4 22,1 8,7 78,1 13,2 1,1 94,7 6, 82, 74,8 25,2 Agroalimentare Agroalimentare Agroalimentare 66,2 31,8 1,9 77,5,6 3, 85,7 11,3 Acquisti beni/servizi on line attraverso un sistema integrato con quello dei fornitori 2,,7 76, 24, 72,1 27,2 Totale 3 settori 54
diffusa tra le aziende del settore Agroalimentare (9,5%), seguite dalle imprese multimediali (84,9%) mentre meno orientate all utilizzo di tali strumenti risultano quelle del comparto turistico (63,4%). 4.1. IL RUOLO DELL ICT NEI RAPPORTI CON I PARTNER Dopo aver analizzato la diffusione dell ICT nell ambito delle funzioni aziendali tradizionali si è approfondito quanto l utilizzo della rete venga esteso alla creazione di collaborazioni all interno del proprio ambiente competitivo, per creare reti di relazioni volte a favorire lo sviluppo aziendale. In generale le imprese nei settori considerati presentano un sistema di relazioni con fornitori, clienti, o altri soggetti partner abbastanza ampio anche se in prevalenza rimane concentrato in ambito regionale o nazionale. Nei tre settori considerati il 52,5% delle imprese, infatti, dichiara di avere più partner in Emilia Romagna che nel resto d Italia. Si evidenzia un maggior radicamento sul territorio da parte delle imprese multimediali che nel 7% dei casi hanno più partner locali che non nazionali e in misura minore tra quelle agroalimentari e del turismo dove tale percentuale scende rispettivamente al 43,9% ed al 48,7%. Al di là del livello locale le imprese nei settori considerati privilegiano collaborare con partner localizzati entro i confini nazionali. In tale ambito si sottolinea il dato delle imprese multimediali, pari al 95%, che evidenzia come raramente vengano coinvolte in tali attività aziende non italiane. Una maggiore comunicazione con l estero viene realizzata dalle imprese degli altri due settori che fa riferimento comunque a una percentuale di imprese molto limitato (pari rispettivamente all 11,6% di quelle agroalimentari e al 12,3% di quelle del turismo) (Grafico 24). Nella realizzazione di attività innovative complessivamente il 53% delle imprese a livello regionale nei settori considerati collabora con partner (fornitori, clienti o altri soggetti) per lo sviluppo di nuovi prodotti o il miglioramento di quelli esistenti. In questo contesto il canale web viene utilizzato in maniera significativamente diverso dalle aziende a seconda del settore di appartenenza. Tale canale è infatti di riferimento per il 35,4% delle imprese del turismo, mentre risulta un supporto raramente utilizzato da quelle agroalimentari che per il 15,1% fanno ricorso a questo strumento. Valori intermedi vengono infine riscontrati dalle imprese multimediali che fanno riferimento al web nel 26,8% dei casi. Tra i partner di riferimento per attività di tipo innovativo i rapporti con Università, Centri di ricerca e Centri per l innovazione e il trasferimento tecnologico (di seguito CITT) risultano poco frequenti coinvolgendo il,6% delle aziende nei settori considerati e fanno riferimento in prevalenza alle aziende di maggiori dimensioni 4 (Grafico 25). Le motivazioni che spingono le imprese a collaborare con tali enti fanno riferimento principalmente per il 63,2% alla ricerca di consulenze scientifiche e per il 48,3% per lo sviluppo di nuovi prodotti o il miglioramento di quelli già esistenti. Meno frequenti sono risultate le collaborazioni per esigenze formative pari al 42,1% e il reclutamento di personale pari al 35,1%. A livello settoriale, in generale, si può ragionevolmente affermare che, laddove i presupposti della collaborazione siano fondati su di una consulenza scientifica o sullo sviluppo di nuovi prodotti e/o sul miglioramento di quelli esistenti, le imprese del settore Agroalimentare sono quelle che presentano il maggior grado di apertura verso gli enti di ricerca (Grafico 26). Invece se la collaborazione attiene alla formazione o al reclutamento del personale, le imprese dei settori multi- 1 8 6 4 1 Agroalimentare 8 6 4 1,7 54,4 43,9 In Emilia-Romagna Non sa o non risponde 2,1 11,6 86,3 Agroalimentare In Italia,8 29,1 7, 5, 95, Non sa o non risponde 48,8 48,7 Nel resto d'italia Nel resto del mondo Totale 3 settori Totale 3 settori Grafico 24 Percetuale di imprese che collaborano per attività innovative con partner localizzati in Emilia-Romagna, in Italia e nel resto del mondo. 2,5 1,7 12,3 86, 1,6 45,9 52,5 1,4 9,9 88,7 4 Tra le imprese multimediali ad esempio solo il 15 % delle imprese con un numero di dipendenti compreso tra 1 e 49 ha rapporti con tali enti a confronto con il 5% delle imprese con un numero di occupati compresi tra 5 e 249. Per le imprese agroalimentari le differenze tra le fasce dimensionali sono più contenute pari al 1% ma pur sempre rilevanti. 55
1 8 6 4,8 73,7 81,7 87,5,4 79, 1 8 6 1, 22,9 Consulenza scientifica 49,6 73,3,6 36,2 1,1 41,2 Sviluppo nuovi prodotti o miglioramento di quelli esistenti 63,2 73,3,7 51, 25,4 18,3 Agroalimentare Risposte affermative Non sa o non risponde 12,5,6 Totale 3 settori Risposte negative Grafico 25 Percentuale di imprese che collaborano con università, centri di ricerca e trasferimento tecnologico dei settori Agroalimentare, le e del 4 76,1 5,4 Agroalimentare Risposte affermative 26,7 63,2 Totale 3 settori Risposte negative Agroalimentare Non sa o non risponde Totale 3 settori Grafico 26 Percentuale di imprese agroalimentari, multimediali e del turismo che collaborano con università, centri di ricerca, CITT per consulenza scientifica e per sviluppo di nuovi prodotti o il miglioramento di nuovi prodotti 57,6 36,8 26,7 48,3 mediale e turistico mostrano percentuali superiori a quelle dell Agroalimentare (Grafico 27) Come sottolineato in precedenza, circa quattro imprese su cinque (il 79%) non collaborano con istituzioni di ricerca. Diverse sono le motivazioni addotte a spiegazione di questo atteggiamento con riferimento principalmente alla mancanza dei contatti necessari all interno degli enti, come dichiarato dal 24,5% delle aziende, alla distanza con le figure competenti per il 17,4% delle imprese e alla mancanza di figure che abbiano competenza con i temi di interesse aziendale identificato dal 13,2%. Tali motivazioni sono indicate come più rilevanti con la stessa frequenza da tutte le imprese nei settori considerati, a evidenza di una problematica generale che caratterizza i rapporti tra mondo della ricerca e dell innovazione e le imprese. 1 8 6 4 63,5 36,5 5, 5, Agroalimentare Risposte affermative Formazione 46,7 53,3 57,9 42,1 Totale 3 settori Risposte negative Agroalimentare Non sa o non risponde Totale 3 settori Grafico 27 Percentuale di imprese Agroalimentari, li e del che collaborano con università, centri di ricerca, CITT per formazione e reclutamento del personale 1,9 7,7 27,3 Reclutamento personale 45,4 54,6 66,7 33,3 1,2 63,7 35,1 56
4.11 L ICT NEI RAPPORTI DELL IMPRESA CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Nel considerare come l ICT modifica il sistema di relazioni esterne all impresa ci si è, infine, soffermati ad analizzare quanto essa venga utilizzata nell interazione con la Pubblica Amministrazione (di seguito PA). L indagine ha evidenziato come due imprese su tre (il 63,7%) nei settori considerati abbiano utilizzato Internet per comunicare con la PA negli ultimi 12 mesi (Grafico 28). È interessante rilevare come il contatto con la Pubblica Amministrazione tramite il canale web sia risultato soddisfacente per la maggior parte delle imprese che lo hanno utilizzato a conferma dei numerosi vantaggi che tale modalità offre. In particolare le imprese del settore, che sembrano utilizzare in misura più contenuta tale canale, sono in realtà quelle che ne risultano 6 4 Livello di utilizzo di Internet per comunicare con la PA negli ultimi 12 mesi 1 3,2 4,2 3,1 3,5 1,9 8,6 5,3 4,5 3,5 15,5 7,4 11,1 28,6 27,8 8 32,9 49,5 68,2 68, Agroalimentare Risposte affermative 47,3 63,7 Totale 3 settori Risposte negative 82,6 84, Agroalimentare Non sa o non risponde Grado di soddisfazione del rapporto Grafico 28 Percentuale di imprese agroalimentari, multimediali e turistiche che hanno utilizzano Internet per comunicare con la Pubblica Amministrazione negli ultimi 12 mesi e grado di soddisfazione nel rapporto 91,2 84,4 Totale 3 settori maggiormente soddisfatte, a supporto dell idea che il superamento delle barriere culturali all utilizzo di canali innovativi sia un aspetto fondamentale per promuoverne l uso. Se si scende nel dettaglio delle attività svolte tra imprese e PA la ricerca informazioni è quella che risulta maggiormente diffusa come indicato dall 87% delle aziende seguita, a breve distanza, da scaricare i moduli (in media 86,6%). Un elevata percentuale di imprese nei settori dell Agroalimentare e del hanno inoltrato moduli compilati negli ultimi 12 mesi - rispettivamente l 8,3% ed il 79% delle imprese del campione - a differenza delle imprese del settore che si sono attestate al 63,9%. Infine meno frequente risulta la realizzazione di pagamenti on line effettuata, in media, dal 53,2% delle imprese a conferma di una minore disponibilità a svolgere azioni on line di crescente complessità. In questo caso le differenze di atteggiamento tra le aziende nei settori sono importanti ed evidenziano come il pagamento on line, effettuato dal 6,5% delle imprese, sia una pratica diffusa per le aziende multimediali e invece non sia frequente per quelle del turismo che vi ricorrono nel 37,5% dei casi. In una situazione intermedia risultano infine le aziende agroalimentari che nel 53,6% dei casi utilizzano questo canale (Grafico 29). Queste differenze si ritrovano anche analizzando i servizi di e-government specifici, come quello relativo alla dichiarazione delle imposte on line che viene usato diffusamente dalle imprese che usano la rete per comunicare con la PA: solo un impresa turistica su tre, di quelle che interagiscono con la PA, usufruisce di questo servizio (il 33,6%) a fronte di una percentuale pressoché doppia del settore agroalimentare (6,7%) e di una quota prossima al 5% per le imprese di quello multimediale (49,5%) (Grafico 3). Segue, a una certa distanza, il servizio di richiesta di certificazioni utilizzato in media dal 4% delle imprese dei settori considerati. Tale andamento è riscontrato omogeneamente nei tre settori a differenza di quanto rilevato per quello precedentemente analizzato. La percentuale di imprese che fa uso di tali servizi, che sono spesso offerti dagli Enti Locali, risulta complessivamente incoraggiante per il consolidamento della loro offerta on line. Meno frequente è l utilizzo dei servizi di e-government relativi alla richiesta di autorizzazioni e alla ricerca di finanziamenti utilizzati, in media, entrambi dal 28% delle imprese emiliano-romagnole che hanno scelto il web per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione. Infine rara risulta la partecipazione a gare pubbliche on line dove solo nel settore del si raggiungono dei valori significativi: il 3% infatti delle imprese che utilizzano Internet nella gestione dei rap- 57
Ricerca informazioni Scaricare moduli Inoltrare moduli compilati Effettuare pagamenti 1 8 6 1,6 2,5 6,2 2,6 1,2 2,5 4,5 2,1 1,2 3,7 4,5 2,5 9,6 13,6 7, 1,4 8,9 8,7 11,3 18,5 17,3,2 24,6 31,6 8,1 38,4 2,5 6,2 6, 37, 4,8 56,3 4 88,8 84, 86,7 87, 89,9 88,9 7,9 86,6 8,3 79, 63,9 77,3 53,6 6,5 37,5 53,2 Agroalimentare Agroalimentare Totale 3 settori Agroalimentare Totale 3 settori Agroalimentare Totale 3 settori Risposte affermative Risposte negative Non sa o non risponde Grafico 29 Percentuale di imprese che hanno ricercato informazioni, scaricato e/o inoltrato moduli compilati ed effettuato pagamenti on line sui siti della PA negli ultimi 12 mesi Totale 3 settori porti con la PA ha colto negli ultimi 12 mesi questa opportunità. Le imprese negli altri settori considerati si attestano su valori marginali pari rispettivamente al 5% nel settore Agroalimentare e del 12,3 % per quello del. In tale contesto la tipologia di business sviluppato dalle imprese sembra di particolare rilevanza nel giustificare le differenze riscontrate tra i diversi settori (Grafico 3). È interessante soffermarsi su cosa spinge più del 3% delle imprese a scegliere di non utilizzare il canale informatico per comunicare con la PA (Grafico 31). In tale ambito la maggior parte delle imprese indicano come motivazione la netta preferenza per il rapporto personale a conferma della barriera culturale che si riscontra nei confronti di questo canale di comunicazione. Tale barriera riguarda circa la metà delle imprese del turismo (49,6%) e si riduce sostanzialmente a circa il 3% per le imprese agroalimentari e multimediali. Ricerca finanziamenti pubblici Richiesta di autorizzazioni Richiesta di certificazioni Partecipazione a gare pubbliche Dichiarazione imposte 5,1 12,3 3,3 27, 23,8 29, 31, 23,4 3,8 4,7 42,1 35,7 Agroalimentare 1 3 4 5 6 7 Grafico 3 Servizi di e-government utilizzati dalle imprese nei settori Agroalimentare e che hanno usano Internet nei rapporti con la PA 33,6 49,5 6,7 58
Non ne conoscevo l 'esistenza Non trovo sicuro il servizio via Internet I servizi di interesse non sono disponibili on line Le azioni disponibili online non permettono di completare il procedimento I servizi sono descritti e/o realizzati in maniera poco chiara Preferiamo il rapporto personale Grafico 31 Motivazioni per le imprese che NON hanno usato il web per comunicare con la PA negli ultimi 12 mesi 7,3 5,9 6,5 9,1 6, 9,7 6, 1,1 18,5 18,1 17,9 13,8 15,1 16,4,2 3,3 3,1 Agroalimentare 49,6 1 3 4 5 6 Di notevole interesse risulta la motivazione legata alla impossibilità di completare on line l intero procedimento che rende urgente la necessità di una semplificazione amministrativa e di un adeguamento normativo nel caso si voglia effettivamente orientare sul web una percentuale significativa di imprese. Importante infine risulta la segnalazione della mancata presenza on line di servizi di effettivo interesse per le imprese che richiama la necessità di un maggiore coinvolgimento degli utenti nel processo di selezione e realizzazione dei servizi on line da parte della Pubblica Amministrazione. Tale motivazione viene addotta rispettivamente dal 18% delle imprese agroalimentari, dal % di quelle turistiche e in misura minore, pari al 6%, da quelle multimediali. In via di superamento sembrano le restanti motivazioni dichiarate ( non ne conoscevo l esistenza, non trovo sicuro il servizio Internet, i servizi non sono descritti in maniera chiara ) che sono state condivise, ad eccezione del turismo, da meno del 1% delle imprese. Sembra essere riconosciuto in questo modo l impegno da parte della PA nella realizzazione di servizi di qualità. In un contesto tecnologico dove gli strumenti multicanale mostrano una crescente disponibilità si evidenza come dal lato della domanda il canale web e il telefono siano le modalità di comunicazione preferite da parte delle imprese per l interazione con la PA (Tabella 1). Seguono a distanza altre tecnologie relativamente recenti come il telefono cellulare (ad esempio, attraverso un servizio di sms) e la Tv digitale. L analisi settoriale, Tabella 1 Percentuale di imprese che hanno interesse per la comunicazione con la PA mediante web, telefono/call center, telefono cellulare e tv digitale Agroalimentare Web 52,9 36, 55,4 Telefono/call center (servizio a voce) 54,9 42, 55,6 Telefono cellulare (servizio sullo schermo del cellulare tipo sms) 23,8 29,3 4,4 Tv digitale 5,2 14,4 16,3 qui, dimostra un interesse minore verso queste ultime forme di comunicazione da parte delle imprese agroalimentari. 4.12 LE BARRIERE ALL ADOZIONE DI STRUMENTI E APPLICAZIONI ICT NELLE IMPRESE Se è vero che l introduzione e l utilizzo degli strumenti e delle applicazioni ICT nelle imprese emiliano-romagnole dei tre settori osservati rappresentano un fenomeno in evoluzione, è altrettanto vero che permangono diverse barriere all adozione di tali strumenti e applicazioni (Grafico 32). Tra i fattori di freno all adozione dell ICT nell impresa indicati con maggiore frequenza, si trovano, innanzi tutto, quelli legati alla gestione del capitale umano disponibile con riferimento in particolare alla necessità di formazione per i dipendenti, dichiarato da tutte le imprese, indipendentemente dal settore di appartenenza, come barriera più diffusa. L analisi degli altri fattori sembrano risentire maggiormente delle caratteristiche settoriali. Il reperimento di personale con competenze ICT in particolare è segnalata da circa un terzo delle im- 59
5 4 3 1 Costi troppo elevati 4,4 Agroalimentare 32,9 29,8 32,4 28,7 23,8 Tempo di implementazione troppo lungo Agroalimentare Necessità di formazione dei dipendenti 47,4 44,4 46,9 Agroalimentare 25, 22,8 22,9 22,7 33,4 31,4 Grafico 32 Percentuale di imprese che dichiarano barriere all'adozione di strumenti e applicazioni ICT per singola barriera Rientro dall investimento troppo lungo Agroalimentare Difficoltà di reperimento di personale con competenze ICT Agroalimentare l effettiva diffusione del software open source nelle aziende regionali e la sua pervasività, verificando cioè le percentuali di installazioni realizzate con software open su quelle complessive. Per tale analisi ci si è focalizzati solo sul software open source, tipologia prevalente tra quelle tradizionalmente incluse nella categoria Floss (Grafico 33). In Emilia-Romagna complessivamente nei settori Agroalimentare, e il 21% delle imprese utilizza software open source con una netta preponderanza da parte delle aziende multimediali nell ambito delle quali tale software è presente nel 31,7% dei casi. Tra le aziende agroalimentari e del turismo la presenza di software open non risulta diffuso e si rileva rispettivamente nel 15,3% e nel 19,6% dei casi. Se analizziamo le imprese da un punto di vista dimensionale è possibile 1 5,8 3,4 6,7 5,3 prese multimediali e turistiche ed in misura minore da quelle agroalimentari (22,7%). Per queste ultime un vincolo importante è riscontrato anche nei costi troppo elevati relativi all adozione dell ICT come indicato dal 4,4% delle imprese. Tali valori sono sostanzialmente distanti da quanto riscontrato per quelle appartenenti agli altri due settori pari rispettivamente per il multimedia al 32,9% e, per il turismo, al 29,8%. Meno sentite ma pur sempre degne di nota sono le barriere relative ai tempi d implementazione delle soluzioni ICT che possono generare difficoltà nelle attività aziendali quotidiane. Anche in questo caso, sono le imprese agroalimentari a sentirsi maggiormente penalizzate (32,4%), mentre per le imprese multimediali e turistiche i tempi lunghi d implementazione dell ICT sono un problema, rispettivamente, nel 28,7% e nel 23,8% dei casi. Infine meno rilevanti sembrano le conseguenze in relazione ai tempi di rientro dell investimento legate all adozione dell ICT indicato, in media, dal 23,9% delle imprese senza significative differenze settoriali. 4.13 DIFFUSIONE E UTILIZZO DEL SOFTWARE OPEN SOURCE NELLE IMPRESE In questi ultimi anni si è andato consolidando un crescente interesse nei confronti del software FLOSS (free, libre, open source software) da parte delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni come alternativa ai sistemi proprietari. In tale contesto si è ritenuto importante dare una dimensione al fenomeno in corso misurando 8 6 4 78,9 15,3 Agroalimentare 64,9 31,7 Risposte affermative Non sa o non risponde 73,8 73,8 19,6 21, Risposte negative Totale 3 settori Grafico 33 Percentuale di imprese nei settori Agroalimentare, le e del che utilizzano software open source 6
osservare come le imprese più piccole in tutti e tre i settori, complessivamente, tendano a far minor ricorso all open source. Analizzando alcuni tra gli strumenti open source maggiormente diffusi a livello aziendale si evidenziano i sistemi di office automation adottati dal 73,1% delle imprese che ricorrono all open source (Grafico 34). Se non si riscontrano forti distinzioni a livello settoriale, un dato degno d attenzione emerge incrociando la caratteristica settoriale con quella dimensionale e concerne l elevato ricorso ad applicativi open office tra le piccole imprese. Nel comparto agroalimentare, in particolar Applicazioni Office Software di sicurezza Web server Sistemi operativi server Database management system E-mail lato client Sistemi operativi client E-mail lato server 22, 27,1 44, 41,2 36,9 33,1 32,7 73,1 72,3 7, 59,4 63,5 65,3 53,7 56,2 26,9 2,3 2,5 3,6 3,4 2, 2,8 5,7 modo, ben il 9% delle piccole imprese che ricorre all open source utilizza applicativi (open) office contro un relativo valore inferiore al 5% tra le imprese medio grandi. A tali strumenti seguono in termini di diffusione i software di protezione e sicurezza liberi, adottati dal 44% delle imprese che utilizzano l open source. Tali software sono utilizzati maggiormente dalle imprese del comparto agroalimentare (54,4%) e multimediale (41,8%), mentre marginale è la diffusione tra quelle turistiche (29,7%) 5. Da rilevare come le prime, relativamente alla classe 1-49, una volta adottato un software di sicurezza open source, allargano il suo utilizzo alla totalità delle postazioni presenti in azienda orientandosi, verso la perfetta sostituzione dell applicazione tradizionale con quella open source (Tabella 2). L utilizzo di un web server open source è stato verificato nel 41,2% delle imprese che ricorrono a questa tipologia di software. Emerge inoltre l elevata penetrazione di tali strumenti tra le aziende che si sono aperte all open source. Tra le aziende nei settori considerati infatti, la sostituzione delle singole applicazioni proprietarie con quelle open source varia dal 65,3% dei casi relativi alle imprese multimediali all 85,8% per quelle turistiche, passando da una media di installazioni sul totale delle postazioni del 74,7% nel comparto agroalimentare. Infine i client di posta elettronica (MUA) open source sono presenti circa in un impresa su tre (32,7%) con un maggior livello di diffusione tra le imprese turistiche. Sono infatti il 41,5% quelle che li utilizzano contro il 29,3% e il 31,4%, rispettivamente, delle aziende agroalimentari e multimediali. Sembra emergere quindi un elevata potenzialità del software open source tra le aziende dei settori analizzati. Tale software, che al momento risulta diffuso in maniera non elevata sul totale delle imprese considerate, ha però un impatto importante su quelle che lo hanno adottato. Per tutti i sistemi e le applicazioni considerate la media delle installazioni open rispetto a quelle proprietarie è frequentemente elevata. Pur con la caute- Applicazioni server, 71, 9, 4 6 8 1 Risposte affermative Risposte negative Non sa o non risponde Grafico 34 Percentuale di imprese che utilizzano applicazioni e sistemi open source per tipologia di applicazione e di sistemi nei settori Agroalimentare, e 5 Quest ultimo dato va considerato anche alla luce della percentuale di risposte del tipo non sa/non risponde. Nel comparto turistico si raggiunge, infatti, l 8,5% di ns/nr e le cause di ciò andrebbero ricercate, almeno in parte, nella bassissima coincidenza tra l intervistato e il responsabile dei sistemi informativi, che si realizza solo nel 1% dei casi. 61
Tabella 2 Percentuale di imprese agroindustriali, multimediali e turistiche che utilizzano software open source per tipo di strumento utilizzato e percentuale di installazioni open source sul totale delle installazioni per strumento Agroindustria A B A B A B Applicazioni Office 72,4 36,2 71,2 35, 78,8 42,2 Sistemi operativi client 29,6 34,9 26,3 15,6 24,5 25,7 E-mail lato client 29,3 84,4 31,4 42,9 41,5 39,4 Web server 42,4 74,7 42, 65,2 37,3 83,8 Sistemi operativi server 46,4 58,4 36,6 57,1,3 59,2 Applicazioni server 13,5 71, 29, 45,2 11,8 82, Database management system,1 38,9 49,8 54,9,3 49,7 Software di sicurezza 54,4 83,1 41,8 62,2 29,7 66,8 E-mail lato server 16,9 39,8 28,9 77,1 16, 86, A B % di imprese che utilizzano il sistema/% di imprese che utilizzano sistemi OS % media di installazioni open source/ % di installazioni totali la imposta dalla limitatezza dei dati disponibili, che vanno valutati per la tendenza delineata e non puntualmente, sarà quindi importante seguire con attenzione la loro diffusione e supportare lo sviluppo di un ambiente favorevole che promuova la diffusione e il consolidamento del know how nelle imprese fornitrici di ICT nel territorio. 5. GLI IMPATTI DELL ICT NELLA PERCEZIONE DELLE IMPRESE Dopo aver evidenziato i dati relativi all effettivo utilizzo dell ICT nelle imprese emiliano-romagnole dei settori Agroalimentare, e, sono state analizzate le percezioni delle aziende stesse relative all impatto dell ICT sull efficienza, la qualità, la comunicazione e il coordinamento delle attività aziendali. La scala di valori proposta va dal livello di impatto più basso ovvero nullo al livello più elevato ovvero molto buono, passando per valori intermedi quali scarso e buono. In generale la maggior parte delle imprese ha percepito come maggiore impatto legato all introduzione dell ICT un miglioramento dell efficienza complessiva delle attività: più di due imprese su tre (il 67,1%) ritiene l impatto dell ICT sull efficienza buono o molto buono. A livello di singolo settore le imprese che hanno riscontrato più diffusamente tali effetti sono quelle turistiche (pari al 75%) seguite da quelle multimediali (69%) e infine da quelle agrolimentari 62,7%. Più difficile per le imprese è individuare il modo in cui si concretizza l impatto positivo dell ICT sull efficienza aziendale. Rimanendo in un ottica di efficienza tecnicooperativa, si è posta attenzione alla percezione circa la possibilità che all introduzione dell ICT si leghi la riduzione dei costi amministrativi e di quelli legati alla 62
1 8 6 4 12,6 1,1 11,6 11,7 7,7 1,1 55, 58,9 16,9 8,4 7,8 Miglioramento dell efficienza complessiva delle attività 12,5 12,9 62,1 8,3 5, Totale Agroalimentare 3 settori Agroalimentare 14,7 14,3 14,1 14,5 9,5 6, 5,8 57,6 56,4 12,6 16,5 8,6 6,3 Riduzione dei costi amministrativi 52,1 14,4 13,3 comunicazione interna. Per quanto riguarda i primi, il 61,6% delle imprese analizzate ha dichiarato che l impatto dell ICT sulla riduzione dei costi di amministrazione è stato buono o molto buono, mentre per i secondi, si ci è fermati al 54,3% relativo alle stesse modalità di risposta. Le imprese sembrano dunque percepire in misura maggiore un impatto positivo in termini di efficienza gestionale più che di comunicazione interna. In entrambi gli ambiti è dalle imprese turistiche che giungono le valutazioni più positive sull impatto dell ICT (Grafico 35). Indagando più dettagliatamente su aspetti maggiormente legati alla sfera produttiva, si sono raccolti i dati in merito alla percezione delle variazioni occorse grazie all ICT in termini di miglioramento della qualità, sviluppo della gamma e riduzione dei difetti nei prodotti. In questi ambiti l impatto dell ICT percepito dalle aziende si riduce significativamente. Meno del 5% (il 48,7%) 11,1 11,7 12,5 11,6 Grafico 35 Percezione degli impatti dell'ict sull'efficienza complessiva, sui costi amministrativi e su quelli di comunicazione interni nelle imprese agroalimentari, multimediali e turistiche 11,9 52,7 Totale Agroalimentare 3 settori 7,2 54,4 11,5 14,8 9,8 9,1 4,9 45,9 12,5 14, 41,1,8 15,4 17,3 19,2 49,6 14,8 9,2 Nullo Scarso Buono Molto buono Non sa o non risponde Riduzione dei costi di comunicazione interna 9,1 45,3 18, 16,1 Totale 3 settori delle imprese infatti attribuisce all ICT impatti rilevanti sul miglioramento della qualità dei prodotti 6, il 36,3% identifica effetti significativi nello sviluppo della gamma dei prodotti disponibili, mentre per quanto riguarda la riduzione dei difetti riscontrati in produzione la percentuale di buono e molto buono scende al 3,1%. Rispetto a questi tre ambiti, inoltre, è elevata la quota di coloro che ritengono l impatto dell ICT sia stato nullo, come per gli impatti in merito alla riduzione dei difetti del prodotto, che viene indicata dal 35,3% delle imprese (Grafico 36). Anche sulla riduzione dei costi di coordinamento del personale delocalizzato e sulle relazioni esterne, siano esse rivolte ai clienti o ai partner aziendali l ICT non sembra generare degli impatti percepiti come significativi dalle aziende. Il 42,3% delle imprese esaminate ritiene che l ICT abbia prodotto effetti buoni o molto buoni sulla riduzione dei costi di coordinamento dei partner aziendali, mentre il 56,5% delle stesse valuta con il medesimo metro di giudizio gli effetti dell ICT sul miglioramento delle relazioni con i clienti. Ancora una volta è soprattutto il comparto turistico a dare rilevanza alle opportunità di miglioramento delle relazioni tra partner e con i clienti grazie all adozione dell ICT. Per quanto riguarda l impatto dell ICT sulla riduzione dei costi di coordinamento del personale delocalizzato, invece, i risultati non sono particolarmente positivi. Solo il 28,6% delle imprese studiate considera buono o molto buono questo tipo di impatto e sono circa 55 imprese su 1 (il 54,7%) che, al contrario, ritengono l effetto dell ICT sulla riduzione dei costi di coordinamento del personale delocalizzato scarso o, addirittura, nullo. Si sottolinea a questo proposito il sostanziale radicamento 6 Si fa riferimento alle valutazione buono o molto buono. 63
Miglioramento della qualità dei prodotti Sviluppo della gamma dei prodotti disponibili Riduzione dei difetti riscontrati in produzione 1 8 6 4 13,1 11,7 13,3 12,7 14,2 13,4 14,8 14,1 13,3 11,7 3,9 5, 4,8 4,4 2,3 5,9 37,6 22,5 22,9 47,9 16,1 19,2 54,8 14,1 12,9 Totale Agroalimentare 3 settori Agroalimentare 44,2 18,9 19,7 24,5 24,3 34,7 Nullo Scarso Buono Molto Buono Non sa o non risponde 34,3 18,8 27,6 Grafico 36 Percezione degli impatti dell'ict sul miglioramento della qualità dei prodotti, sullo sviluppo della gamma e sulla riduzione dei difetti riscontrati in produzione nelle imprese agroalimentari, multimediali e turistiche 7,5 45,7 18,9 13,1 Totale Agroalimentare 3 settori 4,5 4,2 4,2 31,8 21,6 28,1 26,2 23,5 18,5 23,6 37,9 37, 18,9 14, sul territorio delle imprese regionali che probabilmente rende generalmente meno rilevante questo aspetto. In generale, da un punto di vista settoriale, la percezione dei maggiori impatti positivi riconducibili all ICT viene segnalata dal settore turistico anche in quegli ambiti come la produzione, nei quali le imprese del settore si sono meno dotate di strumenti ICT. All opposto le imprese agroalimentari generalmente maggiormente strutturate sono quelle che meno hanno registrato degli impatti positivi legati all introduzione dell ICT. Complessivamente viene confermata anche in questa indagine la percezione che l ICT non migliori il funzionamento delle attività aziendali tout court ma che agisca come strumento agevolante in sinergia con cambiamenti più generali (organizzativi, procedurali, ecc.) che coinvolgono molteplici aspetti aziendali (Grafico 37). 2,5 3,2 21,6 26,7 3,8 26,3,6 35,3 Totale 3 settori 6. ALCUNE CONSIDERAZIONI DI CARATTERE SETTORIALE Alcune indicazioni specifiche possono essere formulate a partire dalle evidenze emerse per ciascuno dei settori oggetto d analisi. L utilizzo di determinati strumenti ICT assume, infatti, di volta in volta maggiore o minore importanza a seconda delle caratteristiche del settore economico considerato. Il Grafico 38 ricostruisce brevemente la posizione relativa (la media dei 3 settori è stata posta uguale a uno) di ciascun settore rispetto ai diversi ambiti d adozione dell ICT in impresa. Il settore Agroalimentare è quello che più degli altri mostra un basso ricorso a tecnologie di connessione veloce: si segnala infatti la presenza di una percentuale maggiore, rispetto alla media, di imprese che utilizzano connessioni inferiori a 2 Mbit/s e parimenti una minore diffusione della banda larga e delle tecnologie wireless. D altro canto l Agroalimentare è anche il settore nel quale più numerosa è la presenza di sistemi informatizzati per la gestione d impresa e più frequenti risultano le relazioni telematiche con la PA. Le imprese multimediali sono quelle che più delle altre fanno uso delle modalità di connessione veloce; si è riscontrata, inoltre, una buona propensione al comunicare con la PA per via telematica, mentre il livello di utilizzo delle funzionalità legate all e-commerce, pur essendo superiore a quel- 64
1 8 6 4 Riduzione dei costi di coordinamento dei partner aziendali Nullo Scarso Buono Molto Buono Non sa o non risponde Grafico 37 Percezione degli impatti dell'ict sulla riduzione dei cosi di coordinamento dei partner aziendali e del personale delocalizzato e sul miglioramento nelle relazioni con i clienti nelle imprese agroalimentari, multimediali e turistiche le agroalimentari, appare non particolarmente diffuso, specie considerando la tipologia di business. La peculiarità relativa delle imprese del turismo in tema di adozione dell ICT riguarda, senza dubbio, il commercio elettronico, dove questo è tra i settori guida, anche a livello europeo. 6.1 IL SETTORE AGROALIMENTARE L analisi effettuata può essere arricchita distinguendo il Riduzione dei costi di coordinamento del personale delocalizzato 13,8 15,9 16,5 15, 16,5 16,8 16,6 16,6 2, 31,2 27,7 25,4 2,5 46,4 14,2 21, 8,1 46,7 14,8 14, Totale Agroalimentare 3 settori Agroalimentare 3,4 2,4 2,5 38,9 21, 21,7 22,9 15,4 42,8 26,1 16,7 37,9 6,5 3,3 3, 19,8 27,1 Totale Agroalimentare 3 settori 25,3 16,7 38, Miglioramento nelle relazioni con i clienti 12,3 1,9 12,5 12, 5,7 8,3 44,7 19,2 49,7 14,4 18,1 16,7 16,3 52,5 1,6 8,1 8,7 47,8 16, 15,6 Totale 3 settori Soddisfazione rapporto con PA Comunicazione con PA via web Acquisti on-line Vendite on-line DSL ERP Agroalimentare livello di adozione dell ICT medio a livello settoriale nelle aziende agroalimentari emiliano-romagnole e quello delle imprese maggiormente strutturate. Il vincolo dimensionale, espresso nel corso dell indagine in base al numero di addetti, è stato infatti evidenziato come limite alla diffusione dell ICT tra le aziende del comparto. Nella Tabella 3 si riportano i risultati di un esercizio di raffronto tra i livelli di utilizzo dell ICT medi del settore e quelli delle prime 37 imprese (primo quartile) in termini di ricavi dalle vendite nel 5 7. È bene anticipare alcune osservazioni circa la composizione del sottoinsieme di imprese considerate. Il primo quartile dell insieme delle imprese, ordinate per ricavi delle vendite, comprende 37 imprese, per lo più costituite da gruppi, il cui fatturato cumulato pesa per l 82,2%. Il sottosettore più rappresentativo delle imprese agroalimentari maggiormente strutturate è quello relativo alla lavorazione e conservazione di carne e di prodotti a base di carne (Codice ATECO 15.1), specialmente dei prosciutti, che vanta ben 15 imprese in questo gruppo con fatturati che oscillano tra i 26 e i 628 milioni di euro. Rappresentati 3,5 3, 2,5 2, 1,5 1,,5 Wireless SCM Banda larga CRM Grafico 38 Posizionamento relativo delle imprese dei settori Agroindustriale, e in relazione all'utilizzo dell'ict per alcuni aspetti considerati 7 Delle 153 imprese agroalimentari intervistate ne sono state considerate 146 mentre per le restanti 7 non è disponibile il bilancio al 5. 65
Tabella 3 Livello di diffusione dell'ict nelle imprese del 1 quartile per vendite e fatturato (anno 5) e nella media delle imprese nel settore Agroalimentare in Emilia-Romagna Ambito ICT Imprese 1 quartile Media imprese agroalimentare agroalimentari Emilia Romagna Emilia-Romagna (*) Presenza di un responsabile servizi ICT 67,6% 34,6% Presenza di DSL > 2 Mbit/s (**) 69,4% 52,% Assenza della Banda larga perché: non disponibile 5,9% 38,2% non se ne sente l esigenza 17,6% 45,5% Tecnologie nell impresa: Wi-fi 62,2% 39,2% Intranet 75,7% 48,4% VoIP 45,9% 17,7% Accesso Remoto a rete aziendale 83,8% 6,8% Formazione Strategia formalizzata di formazione 62,2% 51,6% E-learning (abitualmente) 5,4% 3,3% Formazione negli ultimi 12 mesi 62,2% 34,6% Corsi sulla sicurezza informatica 51,4% 43,1% Sistemi gestionali di impresa CRM 42,9% 21,6% SCM 27,7% 17,% ERP 54,1% 28,8% Sistema operativo Open Source 33,3% 29,4% Collaborazione con i partner tramite Internet 24,3% 18,3% tramite altri canali 48,3% 36,6% in regione (rispetto al resto d Italia) 7,3% 47,7% in Italia (rispetto al resto del mondo) 86,5% 86,9% E-government negli ultimi 12 mesi 89,2% 71,7% soddisfazione del rapporto 78,8% 81,7% E-commerce sito con funzionalità e-commerce 14,7% 1,5% vendite on line 8,1% 5,2% acquisti on-line 45,9% 3,7% e-invoices 56,8% 43,1% Barriere all adozione dell ICT costi elevati 45,9% 4,5% tempi lunghi 27,% 32,% fabbisogno formativo 54,1% 46,4% difficoltà reperimento competenze 21,3% 24,2% Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati Indagine diretta e AIDA Bureau Van Dijk (*) La media qui considerata è la media non ponderata, di conseguenza i valori presenti nella tabella non corrispondono a quelli inseriti nelle figure precedenti. Lo stesso criterio verrà adottato nelle tabelle 4 e 5. (**) È stata considerata questa tipologia di connessione perché risulta essere la più frequente nel settore incrociando i dati relativi alla modalità di connessione (DSL) e alla velocità della stessa (> 2 Mbit/s) in misura minore sono i sottosettori della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi (Codice ATECO 15.3) con 6 imprese e fatturati tra 34 e 832 milioni di euro, mentre 4 imprese delle 37 qui considerate si occupano della produzione di mangimi per l alimentazione degli animali da allevamento (Codice ATECO 15.7) ed hanno fatturati compresi tra 35 e 85 milioni di euro. Un rapido sguardo ai risultati ottenuti è sufficiente a confermare l esistenza di un legame forte nelle imprese agroalimentari regionali tra grado di strutturazione aziendale e livello d utilizzo dell ICT in azienda, in particolar modo per ciò che concerne l utilizzo dei sistemi gestionali integrati (CRM, SCM, ERP) e le dotazioni informatiche disponibili. Se rispetto alla totalità delle voci considerate il primo quartile di imprese segnala performance d utilizzo maggiori, i tassi di adozione di tali sistemi quasi raddoppiano nelle imprese del primo gruppo. Non si segnalano invece forti scostamenti nella diffusione delle vendite on line confermando un sostanziale disinteresse per questa attività. Le imprese maggiormente strutturate, sembrano far dunque maggiore ricorso complessivamente all ICT preoccupandosi di arricchire il proprio capitale umano perché possa meglio gestire le risorse e gli strumenti disponibili mediante una maggiore propensione alla formazione degli addetti anche in campo informatico. L ICT risulta quindi uno strumento pervasivo e importante nelle realtà aziendali maggiormente strutturate e di supporto nella gestione di rapporti con enti e partner esterni all azienda. 6.2. IL SETTORE MULTIMEDIALE Anche per questo settore l analisi effettuata può essere arricchita distinguendo il livello di adozione dell ICT medio a livello settoriale nelle aziende multimediali emiliano-romagnole e quelle delle imprese maggior- 66
mente strutturate. Nella Tabella 4 si riportano i risultati di un esercizio di raffronto tra i livelli di utilizzo dell ICT medi e quelli delle prime 3 imprese del settore (primo quartile) in termini di ricavi delle vendite al 5. Riproponendo l analisi già effettuata per il settore agroalimentare si evidenzia come le aziende del campione con i maggiori ricavi e vendite mostrino un livello di dotazione tecnologica interna più elevato rispetto alla media del settore al quale non si accompagna però un maggior utilizzo dell ICT né una maggiore attenzione alla formazione in ICT dei dipendenti. Anzi per questo settore i valori in questi ambiti risultano nettamente inferiori alla media regionale. Va precisato in ogni caso come gli scostamenti in termini di fatturato tra il primo quartile di imprese e la media non siano in questo settore particolarmente elevati a parziale spiegazione della omogeneità nei livelli di diffusione dell ICT riscontrati. 6.3 IL SETTORE DEL TURISMO Anche per questo settore l analisi effettuata può essere arricchita distinguendo il livello di adozione dell ICT in media nelle aziende turistiche intervistate e quelle delle imprese maggiormente strutturate. Nella Tabella 5 si riportano quindi i risultati tra i livelli di utilizzo dell ICT medi del settore e quelli delle prime 19 imprese (primo quartile) in termini di ricavi delle vendite al 5. Si segnala come le imprese di tale gruppo, che in termini cumulati pesano per il 75,4% del fatturato complessivo del settore, operino per la maggior parte nel sottosettore dell intermediazione turistica o siano grandi catene alberghiere. Come per il settore multimediale le imprese del primo quartile segnalano una dotazione tecnologica con riferimento alle reti (Wi-LAN, Intranet, Extranet) superiore alla media e, generalmente rispetto agli ambiti d analisi, segnalano un maggior ricorso a strumenti ICT. È interessante tuttavia osservare come, in un ambito Tabella 4 Livello di diffusione dell'ict nelle imprese del 1 quartile per vendite e fatturato (anno 5) e nella media delle imprese nel settore in Emilia-Romagna Ambito ICT Imprese 1 quartile Media imprese multimediali multimediali Emilia Romagna Emilia-Romagna Presenza di un responsabile servizi ICT 59,1% 3,6% Presenza di DSL > 2 Mbit/s 65,2% 62,% Assenza della Banda larga perché: non disponibile 4,5% 22,6% non se ne sente l esigenza 4,5% 54,8% Tecnologie nell impresa: Wi-LAN 45,5% 28,1% Intranet 63,6% 47,1% Extranet 31,8% 16,5% VoIP 36,4% 19,8% Accesso remoto alla rete aziendale 86,4% 61,2% Formazione Strategia formalizzata di formazione 22,7% 33,9% E-learning (occasionalmente) 13,6% 13,2% Formazione negli ultimi 12 mesi 31,8% 4,5% Corsi sulla sicurezza informatica 5,% 29,8% Tecnologie comunicazione/condivisione Audioconferenza 13,6% 11,6% Videoconferenza 4,5% 9,9% Chat 9,1% 7,4% Collaborazione con i partner tramite Internet 24,3% 26,4% tramite altri canali 48,3% 33,1% in regione (rispetto al resto d Italia) 7,3% 7,2% in Italia (rispetto al resto del mondo) 86,5% 95,% E-government (utilizzo generale) 68,2% 67,8% Partecipazione a gare pubbliche 33,3% 3,5% Richiesta di certificazioni 46,7% 42,7% Richiesta di autorizzazioni 4,% 31,7% Open Source (sistema operativo e/o database software) 36,4% 31,4% E-commerce sito con funzionalità e-commerce 3,% 1,5% vendite on line 13,6% 5,2% acquisti on-line 31,8% 3,7% e-invoices 42,9% 43,1% Barriere all adozione dell ICT costi elevati 31,8% 33,1% tempi lunghi 27,3% 28,9% fabbisogno formativo 36,4% 43,8% difficoltà reperimento competenze 36,4% 33,1% Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati Indagine diretta e AIDA Bureau Van Dijk 67
Ambito ICT Imprese 1 quartile Media imprese turistiche turistiche Emilia Romagna (*) Emilia-Romagna Presenza di un responsabile servizi ICT 4% 3,6% Presenza di DSL > 2 Mbit/s 6,% 66,4% Presenza della Banda Larga 6,7% 1,6% Assenza della Banda larga perché: non disponibile 6,7% 29,% non se ne sente l esigenza,% 48,4% Tecnologie nell impresa: Wi-LAN 53,3% 48,4% Intranet 66,7% 36,1% Extranet 26,7% 12,3% Formazione Strategia formalizzata di formazione,% 41,% E-learning (abitualmente) 6,7% 7,4% E-learning (occasionalmente) 26,7% 12,3% Formazione negli ultimi 12 mesi 4,% 41,8% Corsi sulla sicurezza informatica 33,3% 36,1% Tecnologie comunicazione/condivisione Previsione della domanda 53,3% 32,% Audioconferenza,% 14,8% Videoconferenza 13,3% 12,3% Chat 13,3% 6,6% Collaborazione con i partner tramite Internet 53,3% 35,2% tramite altri canali 33,3% 18,% in regione (rispetto al resto d Italia) 4,% 48,4% in Italia (rispetto al resto del mondo) 93,3% 86,1% E-government (ultimi 12 mesi) 66,7% 47,5% Richiesta di certificazioni 5,% 36,2% Non conoscenza dei servizi di e-government,% 18,3% Open Source (sistema operativo e/o database software) 5,% 25,% E-commerce sito con funzionalità e-commerce 41,7% 47,8% vendite on line 4,% 44,3% il valore delle vendite è > 5% del fatturato 33,3% 61,1% acquisti on-line 8,% 44,3% e-invoices 42,9% 43,1% Barriere all adozione dell ICT costi elevati 26,7% 29,5% tempi lunghi,% 23,8% fabbisogno formativo 33,3% 46,7% difficoltà reperimento competenze 26,7% 31,1% Tabella 5 Livello di diffusione dell'ict nelle imprese del 1 quartile per vendite e fatturato (anno 5) e nella media delle imprese nel settore in Emilia-Romagna Fonte: Elaborazioni Nomisma su dati Indagine diretta e AIDA Bureau Van Dijk (*) Le imprese del turismo che rientrano in questo tipo di analisi sono 63, in quanto per la restante parte delle imprese intervistate non è disponibile il bilancio al 5. strategico per il settore e cioè nel commercio elettronico il primo quartile di imprese non registri perfomance d utilizzo maggiori. 68
7. DOTAZIONI E USO DELL ICT TRA LE AZIENDE DEL TURISMO NEL 4, 5 E 7: UN ANALISI DI TREND L analisi di benchmarking sulla diffusione tra le imprese delle tecnologie ICT e sull utilizzo di queste nei processi aziendali sin dal 4 si è focalizzata su un approccio per attività economica date le significative differenze rilevate tra i settori dell economia in questo ambito. Nel 7 si è quindi scelto di modificare due dei tre settori rilevati negli anni precedenti, per avere un quadro più ampio dell economia regionale: nel 4 e nel 5 erano stati presi in esame i settori della meccanica, dei servizi ICT e del turismo, mentre nel 7 (l anno di rilevazione in corso) sono stati considerati i settori dell Agroalimentare, del e del. Conseguentemente solo per quest ultimo settore sono disponibili dati di trend 8. In quest analisi sono stati scelti alcuni indicatori di dotazione e uso comparabili con le rilevazioni precedenti e in grado di fornire un orientamento sull evoluzione del fenomeno ICT tra le imprese del settore nel corso del tempo. Passando ai risultati ottenuti, si evidenzia come dal 4 al 7 quasi raddoppia la percentuale di imprese che possiedono una connessione a Internet con una velocità pari o superiore ai 2 Mbit/s (per lo più attraverso la tecnologia DSL), che trova spiegazione da un lato nella progressiva evoluzione dell offerta tecnologica da parte degli operatori e dall altro nella maggiore consapevolezza che per poter usufruire di Internet traendone gli attesi benefici non si possa prescindere da una connessione veloce (Grafico 39). Anche per quanto riguarda le dotazioni tecnologiche di base interne all azienda si assiste al forte aumento nella diffusione di LAN in modalità wireless che sembrano sostituire la presenza di una LAN in modalità cablata. Sostanzialmente stabile invece tra il 4 e il 7 la presenza di una Intranet aziendale. Ancora scarso, anche se in aumento, è invece l uso di una tecnologia di recente diffusione come il VoIP: i tassi di aumento annuo di adozione sono incoraggianti anche se calcolati su quote di utilizzatori molto ridotte (Grafico 4). Una maggiore diffusione si evidenzia anche per i sistemi 1 1 3 3 9 8 7 6 5 4 3 1 6 38 4 39 58 5 Connessioni pari o superiori ai 2 Mbit/s Connessioni inferiori ai 2 Mbit/s Non sa o non risponde Grafico 39 Percentuale di imprese del turismo con connessioni inferiori a 2 Mbit/s e con connessioni pari o superiori a 2 Mbit/s nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 24 73 7 di sicurezza finalizzati a proteggere la rete e i dati aziendali come indicato dal maggior numero di imprese dotate di server sicuri, fondamentali per ricevere pagamenti in maniera sicura, soprattutto in un settore che più degli altri sta cercando di orientare verso l e-commerce le modalità di vendita e di promozione dei propri prodotti (Grafico 41). Livelli di diffusione nettamente inferiori, anche se in crescita, si riscontrano per i sistemi ICT a supporto delle specifiche funzioni aziendali. Piuttosto elevata, ad esempio, risulta la crescita dell utilizzo dell ICT nell organizzazione della produzione, soprattutto per quanto riguarda la previsione della domanda e delle vendite (+ punti) e per la gestione della capacità produttiva (+12 punti). Si tratta di strumenti organizzativi interni che hanno però un forte impatto sui processi produttivi (Grafico 42). Nello stesso ambito aumenta anche l adozione di sistemi per la gestione integrata di impresa come l SCM e l ERP: la presenza di tali sistemi, tradizionalmente non frequente presso le imprese emiliano-romagnole, rimane però episodica e l andamento evidenziato conferma la necessità di tali sistemi in contesti estranei per dimensione e complessità a quelli tipici delle aziende 8 È opportuno ricordare che la metodologia di analisi utilizzata per la prima volta quest anno prevede il riporto dei dati ottenuti dal campione alla struttura dimensionale dell universo delle imprese emiliano-romagnole (così come da risultanze dell ultimo Censimento Generale dell Industria e dei Servizi del 1) tramite l applicazione di appositi coefficienti come descritto nel paragrafo relativo alla metodologia di analisi; il fine di questo riproporzionamento è la maggiore coerenza delle informazioni raccolte alla struttura dell economia emiliano-romagnola. Pertanto i dati del 4 e del 5 sono, per omogeneità con la nuova metodologia, stati ricalcolati affinché risultassero assolutamente comparabili con quelli del 7. 69
8 7 6 5 4 3 1 67, 48, Grafico 4 Percentuale di imprese del turismo dotate di LAN, wireless LAN, Intranet e VoIP nel 4, 5, 7 in Emilia- Romagna 9 8 7 6 5 4 3 1 73, 58 65, LAN 4 7 Firewall 4 8 24, 5 5 37, Wireless LAN 48 67 7 7 38, 24, Intranet 36, n.d. n.d. n.d. Server sicuri 8, 11, 4, Voice over IP Grafico 41 Percentuale di imprese turistiche dotate di firewall, server sicuri, piani di disaster recovery e che hanno fatto formazione sui temi della sicurezza informatica nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 22 3 Piani di disaster recovery 31 36 Formazione sulla sicurezza informatica 35 3 25 15 1 5 1 17 Timesheet per il rilevamento delle presenze e dei tempi di produzione 5 12 7 regionali. Per contro cresce notevolmente l orientamento alla cura delle relazioni con il cliente tramite sistemi informatizzati di CRM (Grafico 43). La focalizzazione sul cliente piuttosto che sul processo produttivo è in parte attesa, considerando la natura del business che caratterizza il settore del turismo. A conferma di ciò si sottolinea la particolare propensione di tale settore rispetto agli altri nelle vendite on line e nella consistenza di tali vendite rispetto al totale: nell ultimo anno crescono infatti le imprese che vendono i propri servizi tramite Internet e quelle che tramite Internet vendono una quota superiore al 5% del fatturato totale (in valore). 32 Strumenti per la previsione della domanda e delle vendite 14 26 Gestione capacità produttiva Grafico 42 Percentuale di imprese turistiche dotate di timesheet, di strumenti per la previsione della domanda e della vendita e di strumenti per la gestione della capacità produttiva nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 7
16 12 19, 8 4 1, 8, 6, 6, 5, 2, 1, SCM CRM ERP 8, 4 5 7 Grafico 43 Percentuale di imprese turistiche dotate di sistemi SCM, CRM ed ERP nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna turismo relativamente alle difficoltà identificate all adozione di strumenti ed applicazioni ICT (Grafico 46). Solo la necessità di una formazione specifica per i dipendenti per fruire dei benefici offerti dall ICT è quest anno sentita con maggiore intensità rispetto all anno precedente, tanto da diventare chiaramente la barriera più ostativa nella percezione delle imprese. In calo, di 6 punti percentuali, è invece la percentuale di imprese che lamenta come troppo lungo il tempo necessario per poter rientrare dall investimento; i rimanenti due aspetti sono considerati di ostacolo alla diffusione dell ICT da un numero di imprese in proporzione leggermente minore rispetto allo scorso anno. In particolare emerge come l unico problema sentito come rilevante da un numero crescente di imprese non è relativo alla sfera del bilancio economico o dell organizzazione (costo dell investimento, rientro dall investimento, ma è un problema più Anche la percentuale di imprese che effettuano acquisti on line è in crescita, mentre rimane stabile e su livelli bassi la percentuale di imprese che in volume comprano on line una quota superiore al 5% del totale degli acquisti (Grafico 44). Sul fronte dell e-government aumenta di punti percentuali la quota di imprese che hanno contattato la Pubblica Amministrazione via Internet nell ultimo anno, pur rimanendo tale valore sotto al 5%. Non aumenta invece l utilizzo degli specifici servizi di e-government individuati nel Grafico 45. La lettura congiunta di questi due differenti trend indica probabilmente che cresce soprattutto il contatto di tipo informativo mentre tende a rimanere stabile il contatto più puramente transattivo o comunque la fruizione di servizi caratterizzati da interattività abbastanza elevata come quelli qui presentati. Abbastanza coerenti con quelle del 5 sono le informazioni offerte dalle imprese intervistate nel settore 8 7 6 5 4 3 1 8 66 63 On line banking 4 22 44 5 44 Acquisti on line 4 7 Grafico 44 Percentuale di imprese turistiche che utilizzano sistemi di on line banking, che acquistano on line e che vendono on line nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 8 9 Volume acquisti on line superiore al 5% 33 44 Vendite on line 27 Valore vendite on line superiore al 5% 71
5 4 3 1 34 47 14 16 2 6 17 14 15 11 11 8 5 4 4 5 7 Grafico 45 Percentuale di imprese turistiche che hanno comunicato con la PA negli ultimi 12 mesi mediante Internet e tipologia di servizi on line utilizzati nel 4, 5, 7 in Emilia-Romagna 5 4 3 1 27 Contatto con la PA 32 3 13 I costi sono troppo elevati Dichiarazione imposte 26 3 Partecipazione a gare pubbliche 24 Il tempo di implementazione è troppo lungo 12 Richiesta di certificazioni Richiesta di autorizzazioni Ricerca finanziamenti pubblici 5 7 Grafico 46 Barriere all adozione dell ICT dichiarate dalle imprese turistiche dotate nel 5 e nel 7 in Emilia-Romagna 33 47 È necessaria la formazione specifica dei dipendenti 29 23 Il rientro dall'investimento è troppo lungo di tipo tecnico, che riguarda le capacità specialistiche di chi è deputato a far sì che l investimento venga utilizzato correttamente e in maniera efficace. Dalla lettura di insieme dei dati illustrati in questo paragrafo emerge un settore in positiva evoluzione, almeno in questi tre anni di rilevazione, per quanto riguarda l adozione e l utilizzo di tecnologie ICT. Ciò che è importante notare è che le maggiori progressioni si evidenziano proprio per quelle applicazioni ICT di supporto alle aree cruciali sule quali il settore punta per una generale crescita: allargare i mercati di riferimento e svincolarsi dalla necessità di un intermediazione tra cliente e azienda turistica. Si va affermando infatti la pratica dell e-commerce, sebbene le imprese che vendono on line rimangano meno della metà di quelle totali, e del marketing supportato dall ICT, sebbene le imprese dotate di un sistema di CRM siano solo il %. Cresce la larghezza di banda utilizzata, fondamentale per poter offrire servizi a distanza di qualità, e i server sicuri necessari alle transazioni monetarie on line tra cliente e impresa. Ora è necessario, e lo indicano fortemente le imprese stesse, investire sulla formazione specifica ICT dei dipendenti, in modo che le imprese possano beneficiare pienamente delle possibilità offerte dall integrazione sempre crescente dell ICT nelle funzioni aziendali. D altra parte è invece più stabile l utilizzo di tecnologie informatiche e di soluzioni organizzative più propriamente legate invece al processo produttivo. Anche il rapporto via Internet con la Pubblica Amministrazione comincia a diffondersi presso una quota di imprese consistente, anche se molte delle nuove interazioni non sembrano riferite a servizi di e-government che prevedono una avanzata interattività. 72
8. RIFLESSIONI CONCLUSIVE Con quest indagine abbiamo continuato il percorso di analisi iniziato nel 4 finalizzato a misurare l adozione dell ICT su tre settori di primaria rilevanza per l economia regionale: l agroalimentare, il turismo e il multimedia. Da tale analisi è emerso un quadro piuttosto diversificato in merito all utilizzo dell ICT nelle aziende. A esclusione delle dotazioni di base quali le connessioni a banda larga e di tutela della sicurezza delle reti, che sono ampiamente diffusi tra le aziende dei settori considerati, l ICT è penetrata con maggiore intensità nelle imprese a supporto delle funzioni che maggiormente contribuiscono alla creazione di un vantaggio competitivo nello specifico business di riferimento. In questo contesto si è riscontrata una maggior pervasività dell ICT in ambiti differenti. Nel settore Agroalimentare la gestione della catena di fornitura costituisce una leva importante per la competitività aziendale e l integrazione informatica con il sistema dei fornitori è un obiettivo cui generalmente le imprese intervistate tendono. Parallelamente a valle le pressioni delle grandi catene distributive spingono in misura crescente le imprese del settore ad adottare sistemi di gestione integrata, in particolar modo nelle imprese di dimensione maggiore. Nel settore Agroalimentare, più che altrove, i sistemi di SCM ed ERP giocano un ruolo chiave per la competitività dell azienda. In linea con le tendenza anche a livello europeo per le aziende del settore 9 si evidenzia un buon livello di diffusione di tali strumenti tra le imprese in regione, se comparato a quello riscontrato negli altri settori, anche se non elevato nelle imprese di piccole dimensioni. L utilizzo di sistemi informativi integrati, può rappresentare una chiave di miglioramento per la qualità e la sicurezza delle produzioni, tema particolarmente caro alle imprese agroalimentari. I vincoli normativi sulla tracciabilità dei prodotti, da un lato, e l effettivo guadagno competitivo ottenibile dal controllo della catena di fornitura fanno in particolar modo dei sistemi di supply chain management un importante chiave di crescita per il comparto. Si segnalano inoltre, all interno del settore più che negli altri, divergenze considerevoli tra la quota di imprese che utilizzano l ICT in maniera sistemica, composta per lo più da grandi gruppi alimentari, con un mercato di riferimento internazionale, e la necessità di integrare l intera filiera produttiva a monte e valle, e piccole imprese che fanno riferimento ad un mercato strettamente locale il cui utilizzo dell ICT spesso si limita alla gestione informatizzata del magazzino. Per il settore, l ICT rappresenta un importante volano di crescita in termini di opportunità di allargamento del mercato per le imprese turistiche tout court e per il comparto dell intermediazione turistica, in crisi nei suoi canali tradizionali. La possibilità di un contatto diretto con il cliente rappresenta quindi un imprescindibile necessità riorganizzativa con forti potenziali per forme di business nuove interamente telematiche. In questo contesto le perfomances di vendita on line sono per le imprese turistiche regionali decisamente superiori a quelle registrate per gli altri due settori d indagine, confermando un orientamento condiviso dalle imprese del settore anche a livello europeo. Allo stesso tempo maggiormente diffusi rispetto agli altri settori risultano i CRM pur essendo complessivamente presenti in un numero di imprese molto inferiore rispetto alla media europea 1. Il comparto multimediale infine, che risulta relativamente all avanguardia in termini di dotazioni ICT in azienda (Intranet, Extranet) e nell utilizzo diffuso di tecnologie nuove, (VoIP) sembra utilizzare l ICT in maniera caratteristica rispetto agli altri settori, nelle funzioni cosiddette di staff quali la gestione del personale e la comunicazione interna grazie anche probabilmente agli skill di base disponibili tra i propri addetti. A differenza di quanto riscontrato a livello europeo 11, le aziende del settore non sembrano focalizzarsi sull utilizzo di applicativi ICT nella gestione d impresa, né sul fronte dell ecommerce. Un possibile punto di debolezza sembra emergere inoltre dal basso grado di apertura verso l esterno, testimoniato da partner prevalentemente regionali o al massimo nazionali. Più generalmente l indagine condotta sembra confermare, anche per le imprese della regione, una difficoltà di fondo nel valutare il ruolo dell ICT a sostegno del business aziendale. Pur registrandosi una generale consapevolezza del contributo dell ICT a una maggiore efficienza complessiva, le aziende raramente riescono a indivi- 9 Vedi The European e-business Report 6/7 e-business W@tch 1 In Europa il 23% degli addetti nel turismo lavora in aziende dotate di CRM. In regione solo il 16,9% degli addetti nel settore lavora in aziende con CRM. Tale differenza diviene più rilevante se si considera che nel campione e-business watch sono incluse anche le micro imprese (-9 addetti) non considerate nella nostra rilevazione. Ebusiness report 6-7 e-business W@tch, European Commission, 7. 11 Vedi nota 9. 73
duare l area specifica di impatto o il modo in cui esso si concretizza. Si evince quindi come l ICT non rappresenti uno strumento che tout court genera dei miglioramenti a livello aziendale ma come invece agisca come facilitatore in processi più generali che coinvolgono differenti ambiti aziendali. Alcune evidenze sembrano mostrare infatti come l adozione di strumenti ICT necessiti di investimenti ingenti a livello, ad esempio, organizzativo, tre volte superiori a quelli richiesti dalla semplice adozione dello strumento informativo 12. Non a caso la barriera più frequentemente segnalata dalle imprese fa riferimento alla necessità di formazione dei dipendenti che segnala da un lato la rilevanza della tipologia di capitale umano disponibile in azienda e dall altra la consapevolezza che l introduzione dell ICT sia collegata alla gestione di un cambiamento più o meno rilevante nelle procedure operative. Sembra infatti che molte delle criticità riscontrate nell impiego delle tecnologie ICT nell impresa derivino da una percezione che queste siano, piuttosto che strategiche, funzionali alla gestione di impresa. Tale approccio emerge con evidenza nel momento in cui si constata che le figure professionali a cui le imprese delegano i servizi ICT in prevalenza hanno una formazione prevalentemente tecnica. È necessario, pertanto, affinché si riesca a elevare il potenziale competitivo delle imprese, agire al fine di conferire all ICT funzioni di leva per il ridisegno dei processi aziendali. Si manifesta, quindi, l esigenza di accompagnare l impresa nel processo di introduzione dell ICT affinché essa non si limiti a una applicazione dello strumento in azienda, ma riesca a coglierne appieno le potenzialità sia in termini di ristrutturazione dell operatività aziendale, ma soprattutto in termini di potenziamento della propria posizione di mercato. 12 Brynjolfsson, E. and S. Yang: The intangible Costs and Benefits of Computer investments: Evidence from the financial markets MIT Sloan School of Management working Paper 1999. 74
2. LA DIFFUSIONE DELL ICT E DI INTERNET PRESSO LE FAMIGLIE E I CITTADINI DELL EMILIA-ROMAGNA
1. PERCHÉ UTILIZZARE I DATI DELLA MULTISCOPO ISTAT ASPETTI DELLA VITA QUOTIDIANA I risultati presentati in questo capitolo, riferiti alla disponibilità di tecnologie ICT nelle famiglie e all uso di queste tra i cittadini, sono di fonte Istat e fanno riferimento all anno 6. Più nello specifico tali dati vengono rilevati dall Istituto Nazionale di Statistica nell ambito delle indagini Multiscopo con riferimento alla sezione Aspetti della vita quotidiana, che costituisce l elemento portante e unificante di questo sistema di indagini 1. Dal 3 in tale sezione è stato inserito un apposito modulo volto a rilevare disponibilità e uso delle Tecnologie dell Informazione e della Comunicazione (ICT) e dal 5 il questionario utilizzato si basa su uno schema definito e armonizzato a livello europeo (Eurostat): l indagine è infatti condotta in conformità alle indicazioni del Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo (approvato il 21 aprile 4, n. 88/4), che prevede la realizzazione, con cadenza annuale e per cinque anni consecutivi, della rilevazione sull uso dell ICT presso le famiglie e gli individui nei paesi europei. A livello italiano i dati sono raccolti in ogni regione con la stessa metodologia e prevedono l elaborazione di indicatori rappresentativi a livello regionale. Si tratta di un modulo piuttosto articolato e dettagliato, che affronta diversi temi: possesso di beni ICT e di accesso a Internet in casa; frequenza e luogo di utilizzo del personal computer e di Internet; motivazioni per il mancato utilizzo del PC e di Internet; attività svolte tramite Internet; partecipazione ad attività formative riguardanti gli aspetti informatici; interazione, tramite Internet, tra cittadino e Pubblica Amministrazione; commercio elettronico e tipo di beni e servizi acquistati on line; competenze informatiche possedute e modalità di acquisizione delle stesse. In seguito alla conclusione del progetto europeo UNDER- STAND, coordinato dalla Regione Emilia-Romagna, che per due anni aveva prodotto dati di benchmarking nelle regioni europee aderenti al progetto ci si è quindi orientati verso l adozione dei dati Istat per l analisi del fenomeno della diffusione delle nuove tecnologie tra i cittadini. La rappresentatività a livello regionale dei dati rilevati, la comparabilità tra le regioni italiane, la possibilità di condivisione di set di dati anche con altri paesi europei e la possibilità di costruire una serie storica coerente per almeno un quinquennio erano elementi condivisi ed auspicati anche dal progetto UNDERSTAND. Nei seguenti capitoli dunque verranno presentati i risultati dell Indagine Multiscopo Istat Aspetti della vita quotidiana, Modulo sull uso delle tecnologie dell informazione e della comunicazione, Anno 6. 2. LA METODOLOGIA La popolazione di interesse è costituita dalle famiglie residenti in Italia e dagli individui che le compongono, al netto dei membri permanenti delle convivenze. L indagine ha coinvolto, nel 6, sull intero territorio nazionale, circa 19 mila famiglie per un totale di 49 mila individui e risulta rappresentativa a livello regionale: in Emilia-Romagna il campione è di 2.563 individui di tutte le età, in 1.91 famiglie. Il campione è a due stadi: le unità di primo stadio sono i comuni, quelle di secondo stadio, le famiglie, sono selezionate dalle liste anagrafiche dei comuni estratti; tutti i componenti delle famiglie campionate vengono poi intervistati, considerando non più la famiglia anagrafica ma quella di fatto. 1 Il sistema Multiscopo si articola in sette indagini: l indagine annuale Aspetti della vita quotidiana, un indagine trimestrale su Viaggi e vacanze e cinque indagini tematiche, che vengono effettuate a rotazione in un arco di tempo di cinque anni (salute, tempo libero, sicurezza, uso del tempo, famiglia e soggetti sociali). Si tratta in definitiva di un sistema integrato di indagini che copre i più importanti temi di rilevanza sociale e contribuisce a determinare una base informativa fondamentale per la descrizione di questi aspetti nel nostro paese; l informazione statistica raccolta è fortemente finalizzata all elaborazione di politiche tese a migliorare il benessere e l integrazione sociale. 77
Il metodo di raccolta delle informazioni è l intervista diretta, mediante rilevatori reclutati dai Comuni o l autocompilazione. La fase di rilevazione viene effettuata, dal 5, nei primi mesi dell anno: i risultati qui presentati pertanto fanno riferimento al febbraio 6. I dati relativi al singolo rispondente o alla singola famiglia sono poi pesati in modo che il campione rappresenti l intera popolazione regionale: i pesi sono calcolati anche sulla base della distribuzione della popolazione per sesso, età (-5 anni, 6-13 anni, 14-24 anni, 25-44 anni, 45-64 anni, 65 anni e più), dimensione e tipo di comune di residenza. I risultati derivati dall analisi su cittadini emilianoromagnoli e ICT verranno presentati, in questo rapporto, in due paragrafi separati, in modo da rispecchiare la metodologia di raccolta dei dati. Infatti, come anticipato, sono oggetto di studio, da un lato la disponibilità di dotazioni tecnologiche presso le famiglie e quindi, implicitamente, nelle abitazioni, dall altro l effettivo utilizzo delle dotazioni tecnologiche da parte dei singoli individui, indipendentemente da dove essi si trovino. Per chiarire questo duplice aspetto si consideri che in una abitazione può essere attiva una connessione a Internet ma che non tutti coloro che vi dimorano necessariamente la utilizzano. D altra parte un individuo potrà essere utente Internet anche senza possedere una connessione nella propria abitazione. Il questionario relativo alle dotazioni familiari è generalmente compilato dal capofamiglia e viene replicato anche per gli altri componenti, mentre il questionario sull uso dell ICT è pertinenza del singolo individuo. All interno dei due capitoli si darà conto anche della comparazione a livello nazionale. Un paragrafo a parte sarà invece dedicato alla comparazione europea, da fonte Eurostat, cui gli Istituti di Statistica Nazionali forniscono dati comparabili, come riportato in precedenza. La ragione per cui si è preferito includere la sezione di comparazione europea in uno specifico paragrafo sta nel fatto che la popolazione di riferimento richiesta dall Eurostat è un sottoinsieme di quella presentata nei primi paragrafi: la popolazione oggetto di analisi è, per la comparazione europea, solo quella con età compresa tra i 16 e i 74 anni, e non quella di tutte le età così come avviene a livello nazionale. Di conseguenza, per quanto riguarda i dati sulle dotazioni tecnologiche nelle abitazioni, si fa riferimento alle sole famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni; per i dati sull utilizzo dell informatica da parte delle persone, si fa riferimento alle sole persone con età compresa tra i 16 e i 74 anni. 3. LA DISPONIBILITÀ DI BENI TECNOLOGICI ICT NELLE FAMIGLIE EMILIANO-ROMAGNOLE In Emilia-Romagna il personal computer (PC) è presente in poco meno della metà delle abitazioni (47%) e più rara è la presenza di una connessione a Internet (38%): ne consegue che circa il 1% di famiglie possiede il PC senza che questo sia connesso a Internet. La connessione avviene nella maggioranza dei casi attraverso il PC (fisso o portatile), anche se non è da trascurare la quota di famiglie che possono accedere a Internet anche attraverso un telefono cellulare abilitato (il 4% delle famiglie totali): quest ultima modalità di connessione, tuttavia, va, nella maggior parte dei casi, a integrare e non a sostituire quella più usuale del PC. La banda larga non è ancora presente in più della metà delle case connesse: prevalgono cioè ancora le connessioni tradizionali (modem su linea telefonica tradizionale o ISDN) indicando che il passaggio alla banda larga (quasi esclusivamente del gruppo delle DSL) procede lentamente. La presenza di dotazioni informatiche è strettamente dipendente dalla composizione familiare. Infatti le famiglie costituite da soli anziani (65 anni e più) sono sostanzialmente estranee al possesso di beni tecnologici ICT: solo nel 4% delle case è presente un PC e nel 2% si trova un collegamento a Internet. All estre- 78
mo opposto, le famiglie con almeno un minorenne possiedono un personal computer nel 73% dei casi e un accesso a Internet nel 56% dei casi. Fondamentale appare quindi il ruolo dei ragazzi, che, come si vedrà in seguito, sono i principali utilizzatori delle nuove tecnologie, anche in ottica trainante verso gli altri famigliari e di trasferimento di conoscenze informatiche. Differenze nelle dotazioni tecnologiche sembrano quindi ricondursi a fattori di tipo generazionale e culturale. Sul possesso di beni ICT incide anche la tipologia del comune di residenza, come si nota in Tabella 1. Al numero di famiglie dotate di beni tecnologici ICT in regione contribuiscono in misura proporzionalmente maggiore quelle residenti nel centro e nella periferia dell area metropolitana di Bologna (54%) con valori superiori alla media regionale (pari al 47%), e da quelli delle famiglie residenti negli altri grandi comuni. Se escludiamo il capoluogo di regione, il PC e Internet sono abbastanza diffusi anche presso le famiglie che vivono nei comuni più piccoli senza differenze rilevanti a seconda della dimensione del Comune 2. Un discorso particolare merita invece l analisi della presenza di connessioni veloci, vincolata alla disponibilità dell offerta di servizi a banda larga nell area geografica di riferimento (indagata dalla Regione Emilia-Romagna tramite apposite rilevazioni di cui si dà riscontro proprio in questo stesso volume): nei comuni di maggiori dimensioni infatti almeno la metà delle connessioni sono a banda larga mentre nei comuni con meno di 1. abitanti le connessioni a banda larga non sono nemmeno un terzo di quelle totali. Si può supporre quindi che la disponibilità di connessioni a banda larga sul territorio faciliti l adozione di beni tecnologici ICT di base. Sono il disinteresse e la mancanza di capacità (o la percezione di ciò) i motivi principali per cui non si dispone di una connessione a Internet nella propria abitazione: Tabella 1 Famiglie che possiedono un PC, una connessione a Internet, una connessione a banda larga, per tipologia comunale di residenza da un lato infatti ben il 46% di queste famiglie considerano Internet non utile o non interessante, dall altro una buona percentuale, il 3%, pensa di non avere le capacità necessarie per un utilizzo del web proficuo ed efficace. Il 12% delle famiglie non possiede un acceso a Internet perché i componenti hanno comunque accesso da altro luogo. Più bassa la percentuale di famiglie che imputano ai costi elevati la mancanza di acceso a Internet: il 4% segnala l alto costo degli strumenti necessari per connettersi, il 4% l alto costo del collegamento e un ulteriore 3% entrambe queste cause. Ne consegue che la mancata diffusione delle connessioni Internet nelle abitazioni emiliano-romagnole (e più in generale in quelle italiane) risulta più motivata da fattori socio-culturali che economici. Interessante rilevare come, focalizzandosi sulle famiglie che possiedono il PC ma non Internet, i motivi per la mancata presenza della connessione sono in parte distribuiti diversamente: la mancanza di interesse rimane la barriera principale (sebbene in misura minore) ma % di famiglie % di famiglie con % di famiglie con connessioni in possesso di PC/ connessione a Internet/ a banda larga/% di % di famiglie totali % di famiglie totali famiglie con connessioni a Internet Comune di Bologna e comuni periferia del comune di Bologna 54% 45% 25% Comuni con più di 5. abitanti (escluso il comune di Bologna) 48% 4% % Comuni con numero di abitanti compreso tra i 1. e i 5. (esclusi i comuni periferia di Bologna) 42% 34% 12% Comuni con meno di 1. abitanti (esclusi i comuni periferia di Bologna) 46% 35% 1% Tutte le tipologie di comune 47% 38% 16% aumenta la proporzione dei soggetti che segnalano gli ostacoli relativi ai costi (sia del collegamento, ma anche degli strumenti per connettersi, lasciando ipotizzare in alcuni casi la presenza di PC non del tutto al passo con l evoluzione tecnologica), così come aumenta la percentuale delle famiglie i cui componenti accedono a Internet da luoghi diversi dalla propria abitazione. Inoltre, comprensibilmente, tra le famiglie con un PC ma senza Internet si riduce in misura notevole la motivazione che fa riferimento alla mancanza di capacità nell utilizzo del web. Complessivamente la penetrazione di dotazioni tecnologiche ICT nelle famiglie emiliano-romagnole è analoga a 2 Purtroppo la fascia dimensionale meno di 2. abitanti, la dimensione demografica suggerita dagli organismi internazionali per identificare uno stile di vita tipico dei piccoli centri, offre per l ambito regionale risultati caratterizzati da livelli di errore che non ne consentano la pubblicazione. 79
quella delle famiglie dell Italia del centro-settentrionale e leggermente superiore a quella nazionale. Solo l Italia meridionale e quella insulare risultano ancora indietro nel possesso delle nuove tecnologie (Grafico 1). 5 4 3 1 48 48 47 49 38 38 38 4 16 16 16 16 Italia Italia nord-orientale Emilia-Romagna nord-occidentale Italia centrale 42 41 3 29 Italia meridionale 11 12 14 Italia insulare PC Connessione a Internet Connessione a banda larga Grafico 1 Percentuale di famiglie che possiedono un PC, una connessione a Internet, una connessione a banda larga, per ripartizione geografica. 46 36 Italia 4. L UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE ICT IN EMILIA-ROMAGNA 4.1 L USO DEL PERSONAL COMPUTER E DI INTERNET Nel 6 il 45% degli emiliano-romagnoli di 3 anni e più dichiara di utilizzare il personal computer (PC) e il 38% degli emiliano-romagnoli di 6 anni e più di utilizzare Internet 3. L utente del PC e l utente Internet accedono a tali strumenti informatici con discreta regolarità: gli utenti del PC con frequenza giornaliera sono poco più della metà degli utenti totali e quelli con frequenza almeno settimanale sono l 88%, così come gli utenti Internet con frequenza giornaliera sono poco meno della metà degli utenti totali e quelli con frequenza almeno settimanale sono l 82% (Grafico 2). Analogamente il 97% degli utenti del PC e di quelli di Internet hanno utilizzato queste tecnologie negli ultimi tre mesi. Vi sono alcune caratteristiche socio-demografiche ricorrenti tra gli utenti Internet (Tabella 2). Tali utenti sono infatti in prevalenza maschi, soprattutto oltre i 35 anni 3 La domanda sull utilizzo del PC è stata sottoposta solo alle persone con 3 e più anni; la domanda sull utilizzo di Internet solo alle persone con 6 e più anni. 8
PC Tutti i giorni 26 17 55 62 2 3 11 2 Una volta alla settimana Qualche volta all anno Internet Qualche volta alla settimana Qualche volta al mese (meno di quattro volte) Grafico 2 Percentuale di persone che fanno uso del PC (sul totale delle persone di 3 anni e più) e di Internet (sul totale delle persone di 6 anni e più) per frequenza di utilizzo Mai d età, mentre nelle fasce d età più giovani donne e uomini si collegano a Internet più o meno nella stessa proporzione. Significative sono le differenze tra le diverse fasce generazionali: il picco di utilizzo si ha tra i 16 e i 24 anni, mentre la percentuale di internauti tra gli individui con età tra i 45 e i 64 anni è già inferiore alla percentuale media. Da segnalare come incoraggiante per il futuro l alta proporzione di ragazzi tra i 6 e i 15 anni che si connettono a Internet (+6 rispetto alla media); per contro pochissimi sono invece gli ultrasessantaquattrenni che utilizzano il web. Infine, fra le persone che appartengono alle classi di età centrali, quelle presumibilmente impegnate nel mondo del lavoro, il 58% è utente della rete. Il titolo di studio conseguito, si conferma come elemento caratterizzante l utilizzo o meno di Internet. Si evidenzia infatti in maniera netta una frattura tra gli utenti Internet che possiedono i due livelli di istruzione più alti (diploma, laurea) e i due più bassi (licenze elementare e media, di cui comunque fanno parte anche gli studenti che stanno completando il loro corso di studi). Tale divario digitale legato al livello d istruzione si riflette anche sul piano lavorativo. Infatti quasi tutti gli studenti sono utenti Internet e tra gli occupati gli utenti 2 13 5 2 Internet sono comunque più della metà. Si notano però differenze a seconda del tipo di lavoro svolto: operai e lavoratori in proprio non sono utilizzatori Internet quanto dirigenti, imprenditori, liberi professionisti e impiegati. Utilizzano cioè Internet in misura maggiore le categorie con un maggior livello di scolarità e che operano in ambiti dove la rete è plausibilmente più diffusa. Le persone non attive nel mercato del lavoro e nello studio, ovvero casalinghe e pensionati non risultano utilizzare Internet se non in percentuali piuttosto basse (solo il 7%). Infine è interessante notare come essere residente nel comune di Bologna o nelle cinture urbane del capoluogo di regione indichi una propensione maggiore all utilizzo di Internet rispetto alla media: basti pensare che ben il 22% di tutti gli internauti regionali risiede in questi comuni, contro il 17% circa della popolazione regionale (di 6 anni e più) che risiede in questi comuni. Buona è anche la percentuale di utenti Internet nei comuni sotto i 1. abitanti, solo leggermente inferiore alla media regionale. Soffermandosi sui non utenti Internet si nota come il 26% di questi vive in abitazioni in cui la connessione a Internet è presente: sono per lo più genitori di figli (anche adulti) che utilizzano Internet a volte anche quotidianamente, oppure bambini o adolescenti con genitori o fratelli più grandi che utilizzano Internet. Per questi due gruppi, è probabile che le dinamiche familiari possano facilitare l utilizzo di Internet da parte di un numero maggiore di residenti nell abitazione già connessa. Anche per quanto riguarda l uso del PC e di Internet non si notano particolari differenze a livello geografico in tutto il centro-nord. Per entrambi gli indicatori la nostra regione presenta valori di 4 punti percentuali superiori alla media nazionale (Grafico 3). 81
Tabella 2 Il profilo degli utenti Internet in Emilia-Romagna Gruppo socio-demografico Percentuale di utenti Internet per caratteristica considerata: valore medio 38% Genere Uomini 43% Donne 33% Età Tra i 6 e i 15 anni 44% Tra i 16 e i 24 anni 76% Tra i 25 e i 44 anni 58% Tra i 45 e i 64 anni 34% Oltre i 64 anni 2% Istruzione Licenza elementare o nessun titolo 8% Licenza media 35% Diploma 62% Laurea 79% Occupazione Studente 92% (solo persone In cerca di occupazione 45% di 15 anni e più) Occupato 56% Alle dipendenze come: dirigente; autonomo come: imprenditore, libero professionista 71% Alle dipendenze come: direttivo, quadro, impiegato 81% Alle dipendenze come: operaio, apprendista, lavorante a domicilio 28% Autonomo come: lavoratore in proprio, socio di cooperativa, coadiuvante. 43% Casalinga o ritirato dal lavoro 7% Tipologia Comune di Bologna 53% del comune Comuni periferia del comune di Bologna 45% di residenza Comuni con più di 5. abitanti (esclusi il comune di Bologna e comuni periferia di Bologna) 39% Comuni con numero di abitanti compreso tra i 1. e i 5. (esclusi i comuni periferia di Bologna) 32% Comuni con meno di 1. abitanti (esclusi i comuni periferia di Bologna) 36% 82
5 4 3 1 46 45 45 43 39 38 38 37 Italia nord-occidentale Italia nord-orientale Emilia-Romagna PC Internet Grafico 3 Percentuale di persone che fanno uso del PC (sul totale delle persone di 3 anni e più) e di Internet (sul totale delle persone di 6 anni e più), per ripartizione geografica Italia centrale 34 36 26 28 Italia meridionale Italia insulare 41 Italia 34 4.2 LE ATTIVITÀ SVOLTE VIA INTERNET Il questionario sottoposto ai cittadini emiliano-romagnoli si propone di misurare la fruizione di una serie piuttosto ampia di attività svolte su Internet nei tre mesi antecedenti l intervista. Le percentuali qui presentate fanno quindi riferimento alla quota di utenti Internet che hanno utilizzato la rete nei tre mesi antecedenti l intervista (il 37% della popolazione con 6 e più anni 4 ) che hanno svolto, limitatamente a quell intervallo di tempo, specifiche attività. Comincia a delinearsi come abbastanza ampio il ventaglio delle attività svolte sul Web: quelle di comunicazione (in primis lo scambio di e-mail) e di ricerca di informazioni sono le prevalenti, ma anche le attività culturali o ludiche, o più in generale quelle riferite agli hobby, vanno affermandosi. Ancora poco frequente è invece il ricorso al commercio elettronico per uso privato. Il Grafico 4 quantifica queste osservazioni, cercando di raggruppare le attività in macro-aree omogenee. L uso delle e-mail si afferma come l attività più comunemente svolta dagli emiliano-romagnoli (effettuata dall 8% degli utenti Internet degli ultimi tre mesi), mentre fenomeno ancora piuttosto limitato rimane quello di telefonare o partecipare a videoconferenze (le tecnologie VoIP cominciavano a diffondersi al tempo dell intervista). L utilizzo delle tre forme di comunicazione qui presentate differisce a seconda dell età e del sesso: chattare è un attività particolarmente frequente tra i giovani di 16-24 anni, l uso delle e-mail viene praticato in misura superiore alla media oltre i 25 anni e accomuna uomini e donne, mentre le altre attività di comunicazione presentano percentuali superiori d uso per gli uomini. Internet si conferma uno strumento molto impiegato per la ricerca di informazioni. In generale poche sono le attività svolte in proporzione più dalle donne che dagli uomini: tra queste la ricerca di informazioni sanitarie, per esempio riguardanti malattie, alimentazione, miglioramento della salute (+11 punti percentuali a favore dell utilizzo femminile). Usare servizi relativi a viaggi e soggiorni è attività piuttosto diffusa tra i cittadini della nostra regione, per entrambi i sessi, e soprattutto nella fascia d età compresa tra i 25 e i 44 anni. Con riferimento all area svago e cultura, il web come luogo di convergenza di vecchi e nuovi media vede interessati un terzo degli utenti Internet per quanto riguarda la lettura o il download di giornali, news o riviste e un settimo per l ascolto della radio o la fruizione di programmi televisivi (con un pubblico mediamente più giovane). Le attività più propriamente ludiche, come il gioco on line e il download di giochi, immagini e musica sono proprie delle età più giovani (sotto i 24 anni), mentre scaricare software accomuna più o meno nella stessa misura gli utenti Internet di tutte le età. In un ottica di analisi di genere, alle attività di quest area si dedicano in misura proporzionalmente molto maggiore i maschi. Le due attività appartenenti al gruppo formazione/lavoro, se analizzate per fasce generazionali, presentano una tendenza diversa rispetto a quelle dell area precedente. La ricerca di lavoro e la formazione professionale coinvolgono, oltre ai ragazzi, anche gli adulti: fino ai 44 anni la prima, fino ai 64 la seconda, indicando come il web venga percepito come strumento di supporto verso la crescita professionale e per l estensione della fase di for- 4 Si nota che tale percentuale fa riferimento agli utenti Internet con 6 anni e più che hanno utilizzato la rete negli ultimi 3 mesi. Gli utenti Internet, indipendentemente da questa limitazione temporale, sono il 38% come riportato nei paragrafi precedenti. 83
Rapporto con la Pubblica Amministrazione Ordinare o comprare merci e/o servizi per uso privato Vendere merci o servizi (es. aste on line) Usare servizi bancari via Internet Cercare lavoro o mandare una richiesta di lavoro Attività di istruzione o formazione (scolastica o professionale) Scaricare software Giocare o scaricare giochi, immagini, musica Leggere o scaricare giornali, news, riviste Ascoltare la radio, guardare programmi televisivi su web Usare servizi relativi a viaggi e soggiorni Altre attività di ricerca di informazioni o servizi on line Cercare informazioni sanitarie (malattie, alimentazione, miglioramento della salute, ecc) Trovare informazioni su merci e servizi Altre attività di comunicazione (chattare, ecc) Telefonare su Internet, partecipare a videoconferenze Mandare o ricevere e-mail 6 8 11 14 1% 21 23 23 27 3 29 34 1 3 4 5 6 7 8 Grafico 4 Percentuale di persone che hanno svolto specifiche attività su Internet negli ultimi 3 mesi (sugli utenti Internet degli ultimi 3 mesi) 39 4 63 66 8% mazione al di là del normale ciclo di studi. Non troppo frequenti sono invece le attività legate all ecommerce o ai servizi bancari on line. Le tre attività di questa area vengono svolte maggiormente dagli uomini; l uso di servizi bancari è tipico delle fasce adulte d età (25-64 anni), mentre gli acquisti on line sono praticati già dopo i 16 anni in misura superiore alla media, con un calo dopo i 44 anni. L attività di acquisto via web merita un approfondimento. Il 26% degli utenti Internet ha almeno una volta effettuato un acquisto o un ordine di beni/servizi on line per uso privato, ma solo circa la metà (14%) lo ha fatto nei tre mesi antecedenti l intervista. Tali attività sembrano quindi essere sporadiche e non delineano atteggiamenti consolidati tra gli utenti. Il 33% degli internauti maschi ha ordinato o acquistato on line almeno una volta, contro il 18% delle utenti femmine. A livello territoriale, la percentuale di utenti Internet che acquistano via web in Emilia-Romagna è in linea con il dato nazionale. Gli utenti Internet che non hanno ordinato o acquistato on line per uso privato nei dodici mesi prima dell intervista sono il 78%, adducendo come motivazioni quelle riportate in Tabella 3. Emerge chiaramente la riluttanza alla sostituzione, per quanto possibile, dei metodi tradizionali di vendita con quelli telematici: il 53% dichiara di preferire comprare di persona e il 41% di non avere bisogno di questo diverso canale commerciale a distanza. Seguono le motivazioni che fanno riferimento alla sfera della sicurezza, tecnologica da un lato, riguardante la preoccupazione nel fornire estremi identificativi della carta di credito o personali, operativa dall altro, riguardante l incertezza connessa alla consegna/restituzione delle merci acquistate e alla possibilità di inoltrare efficacemente reclami. Intorno al 1% le motivazioni che implicano un impossibilità pratico/tecnica ad opera- 84
Tabella 3 Percentuale di persone che non hanno ordinato o acquistato merci/servizi nell anno antecedente l intervista, per specifica motivazione (sul totale degli utenti Internet che non hanno ordinato o acquistato merci/servizi nell anno antecedente l intervista) Perché si preferisce comprare di persona, piace vedere il prodotto, per fedeltà ai negozi, per forza dell abitudine 53% Perché non ce n è bisogno 41% Per problemi di sicurezza, per preoccupazione nel dare gli estremi della carta di credito su Internet 22% Per mancanza di fiducia per la consegna o la restituzione delle merci o sulla possibilità di reclami 13% Perché non si è in grado di farlo 11% Perché non si possiede una carta di credito che consente di acquistare su Internet 1% Per problemi di privacy, per preoccupazione nel fornire dettagli personali su Internet 1% Per i tempi di consegna troppo lunghi 3% Perché la connessione a Internet è troppo lenta 2% Per i costi elevati 2% Per difficoltà a ricevere a casa le merci ordinate 1% Per altri motivi 4% re acquisti on line: la mancanza delle capacità o degli strumenti di pagamento necessari alla conclusione dell operazione. D altra parte, ben il 46% di chi ha acquistato on line nei dodici mesi antecedenti l intervista ha riscontrato problemi di vario tipo; va detto che non vi sono dati che confrontano efficacemente la validità del canale web con quella dei canali tradizionali, ma l alta percentuale di chi rileva difficoltà non è di buon auspicio per la crescita del commercio elettronico. In generale gli utenti Internet maschi svolgono mediamente un numero maggiore di attività su Internet rispetto alle femmine: delle 17 attività presenti nel Grafico 4, i maschi ne hanno effettuato in media 5,56 nei tre mesi antecedenti l intervista, le femmine 4,82. L utente medio quindi esegue meno di un terzo delle attività analizzate. Per quanto riguarda le fasce d età gli utenti Internet tra i 16 e i 44 anni svolgono in media quasi 6 attività, quelli oltre i 44 anni quasi 5, i ragazzi poco meno di tre. 4.3. IL RAPPORTO CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE VIA INTERNET Negli ultimi anni le Pubbliche Amministrazioni regionali si sono impegnate nella realizzazione di servizi di e- government rivolti al cittadino, per cui risulta interessante analizzarne la domanda da essi scaturita. Il 39% degli utenti Internet nei tre mesi antecedenti l intervista ha, nello stesso intervallo di tempo, ottenuto informazioni dai siti web della Pubblica Amministrazione, oppure ha scaricato o inoltrato moduli della Pubblica Amministrazione: si stimano essere circa 57. emiliano-romagnoli che, rapportati all intera popolazione regionale, ne costituiscono il 14%. Si tratta principalmente ancora di una fruizione a carattere informativo del canale web, anche se la pratica di scaricare o inoltrare moduli comincia ad affermarsi. Questa disparità tra uso informativo e uso transattivo della rete si rileva sia in riferimento ai siti della Pubblica Amministrazione che a quelli privati, delineando una tendenza generale non legata al rapporto con le istituzioni pubbliche. In un confronto a livello nazionale si riscontra che per gli utilizzi non informativi l Emilia-Romagna presenta valori di due punti percentuali inferiori rispetto alla media italiana (Grafico 5). Da una diversa prospettiva, analizzando in un certo senso la propensione dei cittadini a usare Internet per svolgere le pratiche della Pubblica Amministrazione, sembra che la domanda di e-government possa avere una buona aspettativa di crescita, trovando espressione in una discreta quota di utenti Internet che, utilizzando o meno attualmente la rete per questo scopo, si mostrano potenzialmente interessati a svolgere pratiche on line invece che recarsi di persona presso le Amministrazioni Pubbliche. Anche per questi indicatori si conferma una minore propensione nella nostra regione all uso di Internet per queste attività rispetto alle altre aree del Paese (Tabella 4). Più nello specifico, i singoli servizi in grado di incontrare il maggior interesse degli utenti che già usano o sarebbero interessati a usare Internet nei rapporti con la Pubblica Amministrazione sono quelli non particolarmente complessi, caratterizzati da procedure standardizzate e per i quali il rapporto personale non risulta condizionante (Grafico 6): si tratta dei servizi anagrafici (richiesta di documenti personali, richiesta di spedizione di certificati, cambio di residenza), di servizi di prenotazione di visite o ricoveri, dei servizi delle biblioteche pubbliche (cataloghi, schede bibliografiche ). È inoltre di interesse per le Amministrazioni Pubbliche capire perché molti cittadini, pur essendo utenti Internet, rinuncino all interazione on line e si rechino di persona presso gli uffici pubblici. Il motivo principale è la preferenza per il rapporto personale (55%), così come la predilezione per i canali tradizionali era la motivazione preminente per il mancato utilizzo del web per gli acquisti di beni e servizi. 85
4 35 3 25 15 1 5 37 38 37 37 37 38 37 25 27 25 27 29 29 27 Italia nord-occidentale 12 12 11 12 14 14 13 Italia nord-orientale Ottenere informazioni dai siti web Emilia-Romagna Accanto a questo aspetto, indicato tanto per la mancata interazione con i siti pubblici quanto per quella con i siti che rendono possibile l e-commerce, vengono individuati, anche se in misura molto minore, aspetti più specifici e inerenti l offerta di e-government da parte delle Italia centrale Scaricare moduli Italia meridionale Spedire moduli compilati Italia insulare Grafico 5 Percentuale di persone che hanno usato Internet per relazionarsi con la Pubblica Amministrazione negli ultimi 3 mesi (sugli utenti Internet degli ultimi 3 mesi), per ripartizione geografica Tabella 4 Percentuale di persone che già utilizzano o vorrebbero utilizzare Internet per svolgere pratiche piuttosto che recarsi di persona presso i Servizi Pubblici o le Amministrazione Pubbliche (in percentuale sul totale degli utenti Internet degli ultimi tre mesi). Italia Usano Non usano Internet Non usano Internet Internet ma sarebbero Interessati e non sarebbero interessati a usarlo a usarlo Italia nord-occidentale % 39% 37% Italia nord-orientale % 39% 38% Emilia-Romagna 19% 36% 42% Italia centrale 18% 37% 4% Italia meridionale 17% 36% 4% Italia insulare 17% 39% 39% Italia 19% 38% 39% Pubbliche Amministrazioni. Infatti, la complessità d uso, l indisponibilità o la difficoltà di reperimento dei servizi di cui si ha bisogno, la preoccupazione per la protezione e la sicurezza dei dati personali sono tutti segnalati nel 15% dei casi; analogamente, il 1% degli internauti che non usano il web per i servizi della Pubblica Amministrazione indicano come barriera la mancanza del riscontro immediato al contatto e solo un 4% i costi aggiuntivi che tale canale comporta. È in particolare su questo tipo di ostacoli più pratici, non connessi a fattori socio-culturali, che le Pubbliche Amministrazioni possono intervenire anche nel breve periodo. A conclusione del paragrafo è utile presentare un profilo dell utente Internet che gestisce i rapporti con la Pubblica Amministrazione anche on line o che potenzialmente sarebbe interessato a farlo, evidenziandone le peculiarità di genere, età, educazione e condizione occupazionale. I dati emersi per questo gruppo di cittadini, concordano complessivamente con le caratteristiche individuate tradizionalmente per l utente Internet. Ciò sta a significare che gli stessi gruppi socio-demografici che sono a rischio di esclusione digitale sono, quand anche divenuti utenti Internet, meno propensi al contatto con le Pubbliche Amministrazioni via Web. L unica eccezione si riferisce alla visione di genere, cosicché vi sono in percentuale più donne internaute che svolgono pratiche on line rispetto agli uomini. Il gruppo che utilizza maggiormente Internet nella gestione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione è quello della fascia d età tra i 25 e i 44 anni, mentre i giovani, sebbene siano grandi utilizzatori di Internet, spesso hanno meno necessità di rapportarsi con le Istituzioni, indipendentemente dal canale di comunicazione. La propensione a interagire via Internet con le Pubbliche Amministrazioni aumenta al migliorare del titolo di studio conseguito, per quanto riguarda sia l uso effettivo che quello potenziale. Su questo stesso aspetto, la categoria di occupati che ricoprono ruoli da dirigente, imprenditore, libero professionista si comporta come quella dei direttivi, quadri, impiegati, mentre gli 86
2 9 2 7 21 13 22 46 43 63 27 55 42 83 Pagamento tasse Ricerca di lavoro tramite agenzie di collocamento Servizi di sicurezza sociale (sussidio di disoccupazione, assegni familiari, rimborsi medici, ecc.) Richiesta di documenti personali (carta d'identità, passaporto, patente, ecc.) 41 21 57 66 21 31 45 2 52 22 2 11 65 Immatricolazioni veicoli 2 3 16 79 Licenze edilizie 2 8 47 42 Denunce alle forze dell'ordine 2 33 65 Accesso alle biblioteche pubbliche (cataloghi, schede bibliografiche, ecc.) 15 2 5 78 Richiesta di spedizione di certificati (anagrafici, stati civili, ecc.) Iscrizione presso scuole o università Cambio di residenza Servizi relativi alla salute (prenotazione visite o ricoveri) Già utilizza Internet Vorrebbe utilizzare Internet Non interessa Non risponde Grafico 6 Percentuale di persone che già utilizzano o vorrebbero utilizzare Internet nel rapporto con i Servizi Pubblici o le Amministrazioni Pubbliche per specifica attività (in percentuale sul totale degli utenti Internet degli ultimi tre mesi che già usano o sarebbero interessati a usare Internet nei rapporti con la Pubblica Amministrazione). 87
operai sono in misura molto minore utenti effettivi, ma si dimostrano più utenti potenziali. Casalinghe e ritirati dal lavoro risultano essere in scarsa misura utenti effettivi ma presentano la più alta quota di utenti potenziali. Gli studenti mostrano invece lo stesso comportamento descritto in precedenza per i giovani. 4.4 LE ABILITÀ INFORMATICHE Nel corso del presente capitolo è emerso un contesto in cui il 3% delle famiglie che non possiede un accesso a Internet indica come motivo la mancanza di capacità (ragione seconda solo al disinteresse per il web). Inoltre l analisi del profilo dell utente Internet ha rivelato a rischio di esclusione digitale proprio gli individui che nel percorso scolastico o nella vita lavorativa hanno avuto, probabilmente, minori possibilità di confrontarsi con gli aspetti informatici. Se si considera in aggiunta che il web si arricchisce progressivamente di opportunità e di funzionalità a volte complesse, è utile soffermarsi sulle abilità possedute dagli utilizzatori del PC e di Internet, anche nell ottica della valutazione dei fabbisogni di alfabetizzazione. Accanto a operazioni di base che molti sanno effettuare, come installare periferiche, copiare file, o usare un motore di ricerca e spedire e-mail con allegati, si collocano altre attività, più complesse, di dominio di meno di un quarto degli utenti come telefonare via Internet, creare pagine web e scrivere un programma per PC (Tabella 5). Al di là delle singole competenze, il Grafico 7 illustra, separatamente, la distribuzione degli utenti del PC e di Internet per livello di capacità possedute: la definizione del livello come basso-medio-elevato prende spunto dalla definizione proposta dall Eurostat. Gli utenti del PC in pratica si distribuiscono equamente nelle tre fasce individuate, mentre per quanto riguarda Internet gli Tabella 5 Percentuale di utenti del PC che sanno effettuare specifiche operazioni relative all uso del PC - Percentuale di utenti Internet che sanno effettuare specifiche operazioni relative all uso di Internet Abilità informatiche relative all uso del PC Percentuali di utenti del PC in grado di svolgere le singole attività/ Percentuali di utenti del PC totali Connettere e istallare periferiche 6% Copiare o muovere un file o una cartella 81% Usare copia e incolla per copiare o muovere informazioni all interno di un documento 83% Usare formule aritmetiche di base in foglio elettronico 57% Comprimere file 44% Scrivere un programma per PC utilizzando un linguaggio di programmazione 15% Abilità informatiche relative all uso di Internet Percentuali di utenti Internet in grado di svolgere le singole attività/ Percentuali di utenti di Internet totali Usare un motore di ricerca 95% Spedire e-mail con allegati 88% Inviare messaggi a chat, newsgroups e forum 47% Telefonare tramite Internet 21% Usare file sharing per scambiare film, musica, ecc. 25% Creare una pagina web 16% 35 36 PC 3 39 15 Internet 46 Basse capacità: meno di tre capacità informatiche possedute Medie capacità: tre o quattro capacità informatiche possedute Elevate capacità: cinque o sei capacità informatiche possedute Grafico 7 Percentuale di utilizzatori del PC con capacità informatiche relative all uso del PC basse, medie, elevate e percentuale di utenti Internet con capacità informatiche relative all uso di Internet basse, medie, elevate (vedi nota) Nota: Il numero delle capacità possedute è calcolato su un massimo di sei capacità sia per l uso del PC sia per l uso di Internet, separatamente: le capacità esaminate sono quelle riportate in Tabella 5. 88
utenti più competenti sono meno numerosi, anche se le abilità inerenti l uso di Internet qui presentate sembrano mediamente più specifiche. Più in generale il 13% di chi utilizza il PC può essere considerato un utente esperto, in quanto è in grado di effettuare almeno dieci delle dodici operazioni riportate in Tabella 5. In media i maschi sanno effettuare più operazioni, anche se la differenza di genere non è particolarmente intensa. Più rilevanti sono le differenze generazionali: gli utenti più esperti in media risultano quelli con età compresa tra i 16 e i 24 anni, mentre nelle fasce d età maggiori le competenze vanno diminuendo progressivamente. Interessante notare come le competenze informatiche possedute siano state acquisite prevalentemente tramite processi non formalizzati, ovvero attraverso la pratica (il 79% di chi possiede abilità sia relative all uso del PC che relative a Internet), grazie all aiuto di colleghi, parenti e amici (62% per il PC e il 64% per Internet), grazie allo studio individuale (38% e 37%). All acquisizione delle capacità informatiche hanno contribuito l istruzione scolastica e universitaria per il 31% di chi possiede abilità relative al PC e il 23% di chi possiede abilità relative a Internet e i corsi di formazione per il 32% per il PC e il 24% per Internet. La modalità di acquisizione delle abilità attraverso percorsi formalizzati (scuola e corsi di formazione) è più diffusa tra le donne, mentre tra gli uomini è maggiore l acquisizione attraverso lo studio individuale. Un ultima riflessione riguarda l importanza del ruolo giocato da parenti, amici e colleghi nella formazione informatica, segnalando a questo proposito che tra i non utenti del PC il 39% vive in famiglie in cui almeno un componente è utente del PC e il 33% vive in abitazioni in cui il PC è presente; il contesto familiare, così come quello lavorativo, potrebbero quindi avere funzione di traino a favore di chi o non usa il PC o lo usa ma non è in grado di sfruttarne alcune potenzialità. Più in generale il 39% di chi utilizza il PC ha frequentato uno o più corsi di informatica (di almeno 3 ore); tuttavia nei tre quarti dei casi il corso è stato seguito più di un anno prima dell intervista, segnalando carenze nell aggiornamento permanente attraverso percorsi formalizzati. La percentuale di chi ha seguito un corso è più alta tra le donne, pari al 43%, rispetto a quello che avviene tra gli uomini, pari al 35%: tale divario è abbastanza ampio e conferma le osservazioni precedenti riguardo le modalità di acquisizione delle abilità informatiche. 5. PRESENZA E USO DI TECNOLOGIE ICT NELLE FAMIGLIE E TRA I CITTADINI IN UNA COMPARAZIONE EUROPEA Quest ultimo paragrafo è dedicato alla comparazione europea sul tema della presenza di tecnologie ICT presso le famiglie e dell uso di queste presso i cittadini. La comparazione, da fonte Eurostat 5, avviene a livello nazionale cui si aggiunge il dato elaborato dalla Regione Emilia-Romagna per quanto riguarda il proprio territorio di riferimento. Per rendere possibile la comparabilità con le altre nazioni, i valori relativi alla nostra regione sono calcolati, per quanto riguarda i dati sulle dotazioni tecnologiche nelle abitazioni, sulla base delle sole famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni, per i dati sull utilizzo dell informatica da parte delle persone, sulla base delle sole persone con età compresa tra i 16 e i 74 anni. L Italia e la nostra regione risultano in ritardo rispetto alla maggior parte delle nazioni dell Europa occidentale per tasso di penetrazione di Internet presso le famiglie (43% per l Emilia-Romagna e 51% per la media europea a 25 Paesi). Situazioni simili a quella italiana si riscontrano in Francia, Spagna, Portogallo e nelle Repubbliche 5 Una descrizione dell opportunità della comparazione europea è descritta nel paragrafo introduttivo del presente capitolo. 89
Baltiche, mentre alcuni Paesi del Nord-Europa, tradizionalmente all avanguardia sui temi delle nuove tecnologie, presentano tassi di penetrazione quasi doppi. I valori inferiori si osservano per i Paesi dell Europa dell Est. Il ritardo italiano si aggrava se si considera l adozione di tecnologie di connessione a banda larga: la percentuale di case connesse a banda larga sul totale delle case collegate a Internet è in Italia e nella nostra regione tra le più basse in Europa (44% in Emilia-Romagna contro il 63% della media europea a 25 Paesi). In questo senso, in Francia e in Spagna le case con banda larga sono i tre quarti delle case connesse, sebbene queste due Nazioni presentino tassi di penetrazione di Internet molto simili ai nostri (Grafico 8). Interessante infine notare come la quota di connessioni a banda larga sul totale delle connessioni sia più elevata proprio in quelle Nazioni che mostrano i tassi maggiori di penetrazione di Internet: ciò fa pensare, da un lato, che nei Paesi in cui l offerta di banda larga è disponibile quasi ovunque sul territorio, queste condizioni consentano di cogliere appieno i benefici che la rete attual- Grafico 8 Percentuale di famiglie (con almeno un componente tra i 16 e i 74 anni) che possiedono una connessione a Internet e una connessione a banda larga Unione Europea (27 Paesi) Unione Europea (25 Paesi) Unione Europea (15 Paesi) Portogallo Spagna Italia Emilia-Romagna Francia Belgio Lussemburgo Olanda Regno Unito Irlanda Islanda Norvegia Svezia Finlandia Estonia Lettonia Lituania Danimarca Germania Austria Polonia Repubblica Ceca Slovacchia Ungheria Slovenia Macedonia Romania Bulgaria Grecia Cipro 1 5 4 16 19 13 23 19 11 14 14 17 49 3 51 32 54 34 35 24 39 29 4 22 43 41 3 54 48 7 44 66 63 44 5 57 51 53 46 37 42 35 34 33 36 29 27 32 22 34 17 1 23 37 12 65 63 67 52 54 72 69 8 83 77 79 Connessione a Internet Connessione a banda larga 1 3 4 5 6 7 8 9 9
mente offre incoraggiando l adozione di Internet presso le famiglie. La situazione di ritardo nel possesso di beni tecnologici ICT nelle abitazioni si affianca a una condizione più critica in relazione all utilizzo del PC e di Internet da parte persone dei cittadini: in Emilia- Romagna gli utenti Internet (tra i 16 e i 74 anni) sono il 43%, nell Unione Europea a 25 Paesi il 56%. L Italia e l Emilia-Romagna infatti si collocano agli ultimi posti in questa graduatoria, preceduti anche da alcuni Stati dell Est europeo recentemente entrati nell Unione. All estremo opposto si trovano ancora le nazioni del Nord in cui queste nuove tecnologie sono ormai di uso comune visto che sono utilizzate da più dei tre quarti degli abitanti, ovvero, in proporzione, dal doppio delle persone rispetto alla nostra regione. Inoltre soprattutto nelle realtà più sviluppate la quasi totalità di chi usa il PC usa anche Internet (Grafico 9). Grafico 9 Percentuale di persone (con età compresa tra i 16 e i 74 anni) che usano il PC e Internet Unione Europea (27 Paesi) Unione Europea (25 Paesi) Unione Europea (15 Paesi) Portogallo Spagna Italia Emilia-Romagna Francia Belgio Lussemburgo Olanda Regno Unito Irlanda Islanda Norvegia Svezia Finlandia Estonia Lettonia Lituania Danimarca Germania Austria Polonia Repubblica Ceca Slovacchia Ungheria Slovenia Macedonia Romania Bulgaria Grecia Cipro 55 56 58 45 38 57 5 44 38 49 43 n.d. 47 69 64 77 73 86 83 76 69 61 55 91 9 87 83 9 88 82 8 64 64 57 54 48 44 89 87 79 72 7 64 52 45 55 48 66 56 56 47 61 54 38 29 PC 33 25 33 Internet 27 4 32 46 36 3 1 4 5 6 7 8 9 91
Analizzando le attività svolte sul web ci si è soffermati solamente sull e-commerce e sull interazione on line con le Pubbliche Amministrazioni. Nell ottica di confronto entrambe sono misurate in termini di percentuale di persone che svolgono l attività via Internet in rapporto ai soli utenti Internet, ovvero in un certo senso standardizzando per l effettiva quota degli internauti: in altre parole il Grafico 1 e il Grafico 11 indicano gli scopi per cui gli utenti Internet usano la rete, indipendentemente da quanti siano tali utenti nelle varie realtà territoriali. Tuttavia, come si può in parte notare, in generale, nelle nazioni con più utenti, questi sono anche più attivi su più variegati utilizzi del web. Ciò si nota in particolare sulle attività caratterizzate da alta interattività, come acquistare on line (Grafico 1): l esperienza dell e-commerce, in molti Paesi del nord Europa, è condivisa da più della metà degli utenti Internet mentre in Italia e nella nostra regione tale quota scende sotto il 25%; su livelli solo di poco inferiori a quelli italiani si attestano molti stati dell est europeo. Riguardo all utilizzo della rete per rapportarsi con le Pubbliche Amministrazioni (cercare informazioni Grafico 1 Percentuale di utenti Internet dell'ultimo anno che hanno ordinato o acquistato prodotti o servizi on line nell'ultimo anno Unione Europea (27 Paesi) Unione Europea (25 Paesi) Unione Europea (15 Paesi) Portogallo Spagna Italia Emilia-Romagna Francia Belgio Lussemburgo Olanda Regno Unito Irlanda Islanda Norvegia Svezia Finlandia Estonia Lettonia Lituania Danimarca Germania Austria Polonia Repubblica Ceca Slovacchia Ungheria Slovenia Macedonia Romania Bulgaria Grecia Cipro 47% 48% 52% 19% 3% 22% 23% 47% 3% 61% 58% 66% 5% 56% 73% 63% 55% 11% 15% 1% 64% 67% 5% 27% 26% % 16% 25% 6% 5% 8% 15% 19% 3 1 4 5 6 7 8 9 92
sul sito web, oppure scaricare o inoltrare moduli) da parte degli utenti Internet, la variabilità tra i territori è molto più contenuta e l Italia presenta un valore solo di pochi punti inferiore alla media europea: 44% contro il 47%. Il web nella maggior parte degli stati europei si presenta quindi come un canale abbastanza usato, almeno dagli utenti Internet (Grafico 11). Infine, da una diversa prospettiva, quella dell intera popolazione 16-74 anni e non quella degli utenti della rete, è interessante osservare come in alcuni Paesi dell Europa settentrionale circa la metà della popolazione tra i 16 e i 74 anni utilizzi anche la modalità telematica per comunicare con le Pubbliche Amministrazioni, mentre in Italia tale quota si ferma a un sesto circa. Unione Europea (27 paesi) Unione Europea (25 paesi) Unione Europea (15 Paesi) Portogallo Spagna Italia Emilia-Romagna Francia Belgio Lussemburgo Olanda Regno Unito Irlanda Islanda Norvegia 47 47 46 52 44 43 55 49 5 64 64 69 71 Svezia Finlandia Estonia Lettonia Lituania Danimarca Germania Austria 3 47 5 52 47 54 61 Grafico 11 Percentuale di utenti Internet degli ultimi tre mesi che si sono rapportati con le Pubbliche Amministrazioni via Internet negli ultimi tre mesi Polonia Repubblica Ceca Slovacchia Ungheria Slovenia Macedonia Romania Bulgaria Grecia Cipro 39 37 14 35 3 38 1 65 6 6 3 4 5 6 7 8 9 93
3. LA DISPONIBILITÀ DI INFRASTRUTTURE E L OFFERTA DI SERVIZI A BANDA LARGA IN EMILIA-ROMAGNA
Tabella 1 Km di fibra stesa per backbone in fibra ottica in Italia per aree geografiche dal 2 al 6 Zona 2 3 4 5 6 Sud e Isole 1.191.134 1.267.646 1.39.73 1.355.423 1.434.764 Centro 88.656 843.657 862.25 89.922 931.955 Nord Est 751.19 84.89 928.449 979.629 1.28.548 Nord Ovest 943.184 1.9.928 1.39.38 1.82.284 1.141.521 Totale 3.693.994 3.962.4 4.139.782 4.38.258 4.536.788 1. LA DIFFUSIONE DELLA BANDA LARGA IN EMILIA-ROMAGNA Come nelle precedenti edizioni, presentiamo in questo rapporto la disponibilità tra la fine del 6 e metà 7 1 di tecnologie a banda larga con riferimento in particolare alle dotazioni infrastrutturali e all offerta di servizi a banda larga per cittadini, imprese, Pubbliche Amministrazioni disponibili sul territorio regionale. In questo ambito un attenzione particolare è stata posta sui temi del divario digitale di tipo geografico fornendo indicazioni sulla dimensione del fenomeno a livello regionale e sulle caratteristiche che lo compongono. A questo proposito vengono presentate le principali attività programmate dalla Regione su questo tema nei territori nei quali il fenomeno ha attualmente dimensioni di particolare rilievo. 1.1 LA DOTAZIONE INFRASTRUTTURALE DI FIBRA OTTICA PER BACKBONE E MAN IN REGIONE A dicembre 6, l estensione del backbone in fibra ottica in Emilia-Romagna era stimata in oltre 5. km, con un incremento dell 8% nell ultimo anno (Grafico 1). Tale dato si differenzia significativamente rispetto al livello nazionale e da quelli delle aree tradizionalmente di riferimento (nordest) cresciute di 4-5 punti percentuali, grazie al contributo apportato da Lepida, la rete a banda larga della Regione Emilia-Romagna. Complessivamente il trend di crescita delle infrastrutture di backbone sembra essersi assestato su valori prossimi a quelli propri di un processo puramente incrementale (come indicato dai tassi di crescita percentuali che si riscontrano omogeneamente in tutte le macroaree), finalizzato alla ridondanza e potenziamento delle tratte esistenti e al rilegamento alla rete di trasporto delle centrali isolate ancora non connesse in fibra ottica (Tabella 1). Km fibra ottica (.) 6 5 4 3 1 32 2 344 3 428 4 467 5 56 6 Grafico 1 Estensione del backbone in fibra ottica in Emilia- Romagna - Km di fibra Le differenze con il livello nazionale risultano più evidenti se si considerano i km 2 di backbone disponibili in regione per abitante pari a 127 km 2 /1 abitanti valore al di sopra della media nazionale del 47%. Allo stesso tempo la densità di fibra ottica in Emilia- Romagna era pari a circa 23 km/km 2 (15 km/km 2 come media nazionale). La regione si colloca quindi ai primi posti della classifica nazionale per densità di fibra ottica di backbone, soprattutto per l elevata infrastrutturazione rilevata lungo la direttrice della via Emilia e per l ampiezza degli interventi pubblici realizzati nell ambito della prima fase del progetto Lepida. La Via Emilia risulta quindi il punto di contatto tra la dorsale adriatica e i grandi capoluoghi del nord Italia. Da essa partono anche gli sbracci che collegano i capoluoghi dell Emilia-Romagna con le principali città delle regioni confinati (Firenze, Mantova, La Spezia, Cremona, ecc.) (Figura 1). 1 I dati relativi alle dotazioni infrastrutturali di fibra ottica per BACK- BONE e MAN in regione, l offerta di servizi a banda larga con tecnologie fisse, la competizione tra gli operatori sul territorio e i dati relativi al digital divide (per le tecnologie fisse) sono aggiornati a dicembre 6; i dati relativi allo stato di avanzamento di Lepida e all offerta di servizi con tecnologie mobili sono riferiti rispettivamente a luglio e marzo 7. 97
4 35 Km fibra ottica (.) 3 25 15 328 339 391 1 5 4 5 6 Grafico 2 Estensione delle MAN in fibra ottica in Emilia-Romagna - Km di fibra Figura 1 Infrastrutturazione e distribuzione delle direttrici di backbone in fibra ottica in Emilia-Romagna Relativamente al backbone, la favorevole collocazione geografica e l ampia dotazione di infrastrutture civili rendono l Emilia-Romagna una delle regioni italiane con il contesto competitivo maggiormente sviluppato con la presenza di 18 operatori attivi in possesso di infrastrutture. Anche l estensione delle MAN realizzate in Emilia-Romagna entro dicembre 6 confermano l elevato livello di infrastrutturazione del territorio pari a 391. km di fibra, con un incremento del 15% rispetto all anno precedente. L incremento risulta superiore ai valori delle macro aree territoriali di riferimento (Tabella 2) e anche questo ambito risente dell avvio della seconda fase del progetto Lepida, finalizzata alla realizzazione di infrastrutture MAN nei principali capoluoghi di provincia (Grafico 2). A livello di MAN l Emilia-Romagna si caratterizza per una densità di fibra ottica pari circa a 18 km/km 2 di superficie, collocandosi al terzo posto nel ranking nazionale dietro Lombardia e Lazio che, per la presenza delle aree metropolitane di Milano e Roma, presentano valori di densità di fibra pari a circa tre volte la media nazionale. L elevata estensione delle MAN in regione è dovuta alla presenza di operatori dotati di infrastrutture nell area metropolitana di Bologna e all estesa dotazione degli altri capoluoghi realizzata tramite partnership pubblico-private. In questa provincia la densità di fibra si attesta a 61 km fibra/km 2. Le altre province presentano densità di fibra significativamente minori, con la sola Rimini al di sopra della media regionale. Il primato della provincia di Bologna si conferma anche per quanto riguarda la numerosità degli operatori, anche se le differenze con le altre province tendono a ridursi significativamente (Tabella 3). Complessivamente risulta quindi elevata la dotazione infrastrutturale in termini di km fibra utilizzata per Tabella 2 Km di fibra stesa per MAN in fibra ottica in Italia per aree geografiche dal 2 al 6 Zona 2 3 4 5 6 Sud e Isole 613.849 677.346 713.81 77.949 811.682 Centro 662.188 732.255 8.96 828.56 862.5 Nord Est 497.53 544.89 583.295 61.831 686.357 Nord Ovest 988.447 1.66.262 1.157.811 1.186.184 1.263.767 Totale 2.761.987 3..672 3.255.814 3.396. 3.624.36 98
Tabella 3 Densità di fibra ottica (MAN) e numero di operatori con infrastrutture in fibra ottica a livello provinciale in Emilia- Romagna Copertura Competizione Provincia Densità di fibra* Provincia Numero operatori Bologna 61 Emilia-Romagna 12 Rimini 33 Bologna 1 Emilia-Romagna 18 Reggio Emilia 9 Modena 14 Modena 8 Piacenza 14 Parma 7 Reggio Emilia 9 Piacenza 5 Ravenna 7 Rimini 4 Parma 6 Ravenna 4 Forlì-Cesena 4 Forlì-Cesena 4 Ferrara 4 Ferrara 4 (*) km di fibra/km 2 superficie backbone e MAN disponibili sul territorio che attribuisce alla nostra regione il ruolo di nodo strategico a livello infrastrutturale anche dal punto di vista telematico. Allo stesso tempo la regione è caratterizzata dalla presenza di un numero elevato di operatori a supporto dello sviluppo di processi di competizione sul territorio. Si conferma per Bologna un ruolo di centro nevralgico dell attività regionale con la presenza di una densità di fibra molto al di sopra delle altre province in regione e il maggior numero di operatori presenti. 1.2.LEPIDA: LA RETE PRIVATA A BANDA LARGA DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI IN EMILIA-ROMAGNA Con i propri Piani Telematici Regionali 2-5 e 7-9, la Regione Emilia-Romagna ha puntato sull ammodernamento tecnologico della rete telematica delle Pubbliche Amministrazioni sul territorio regionale, attraverso la realizzazione di un infrastruttura privata di telecomunicazioni prevalentemente in fibra ottica, denominata Lepida. Lepida a regime interconnetterà le sedi e gli uffici della Regione, dei 341 Comuni, delle 1 Province, delle 18 Comunità Montane, delle 5 Università, delle 11 Aziende Sanitarie e delle 6 Aziende Ospedaliere presenti sul territorio regionale. Saranno connessi ad alta velocità gli oltre 1mila dipendenti pubblici, favorendo la realizzazione di servizi interattivi on line per cittadini e imprese, oltre alla razionalizzazione ed allo snellimento delle pratiche amministrative. Lepida costituisce una grande iniziativa dell Amministrazione Regionale per dotare l intero territorio di infrastrutture telematiche evolute e innovative, di elevata qualità, che favoriscano lo sviluppo presso le Pubbliche Amministrazioni locali di sistemi informativi di eccellenza. I lavori sono proceduti per stralci geografici, e sono realizzati dalle Aziende Multiservizi locali, a cui la Regione ha affidato non solo la costruzione della rete ma anche i servizi di gestione di rete attiva (Figura 2). La costruzione della rete avviene idealmente in tre fasi non necessariamente l una successiva all altra: la prima, di infrastrutturazione geografica, prevede la realizzazione di circa 2. Km di dorsali geografiche primarie e secondarie e di circa Km di rilegamenti (ossia le diramazioni) dalle dorsali a un solo punto di presenza per territorio comunale (tipicamente il Comune, nel caso di Comuni capoluogo anche la Provincia). Questa fase di attività è interamente finanziata dalla Regione, che diventa proprietaria di tutta la rete in fibra ottica realizzata. la seconda, di raffittimento a scala urbana, prevede la realizzazione delle reti metropolitane (MAN), dove i punti di presenza della rete si moltiplicano per comprendere tutte le sedi degli Enti Locali, dell Università, delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere, di molte scuole, oltre che le sedi decentrate della Regione. Questa seconda fase di attività prevede un impegno economico di tutti gli Enti, ciascuno dei quali co-finanzia la propria sotto-rete di pertinenza; la terza, che punta a utilizzare le fibre ottiche posate dalle Multiservizi a complemento di Lepida per ridurre il problema del digital divide, che è presente in regione con una dimensione rilevante. Per la fase 1, ad agosto 7 risultavano collegati alla rete geografica 289 Comuni su 341 totali e altre 122 Pubbliche Amministrazioni, per un totale complessivo di 411 Enti connessi. La distribuzione a livello provinciale delle connessioni attive a luglio 7 evidenzia il maggior numero di Pubbliche Amministrazioni collegate nella provincia di Bologna (pari a 78) ed in quella di Forlì Cesena (pari a 76) alle quali seguono a distanza Modena e Reggio Emilia (Tabella 4). Le tecnologie utilizzate per la rete geografica sono attualmente quattro (fibra ottica, HDSL, satellite e WI-FI); a regime si è già previsto di introdurre ulteriormente tecnologie wireless, in particolare in montagna, dove il 99
Fibra ottica HDSL Satellite Figura 2 Distribuzione delle tecnologie originariamente utilizzate nel progetto Lepida Tabella 4 Numero di Comuni ed altre PA collegate alla rete Lepida a luglio 7 Provincia Comuni Altre PA Totale collegati collegate Enti collegati Piacenza 45 3 48 Parma 35 3 38 Reggio Emilia 38 9 47 Modena 46 5 51 Bologna 6 18 78 Ferrara 13 13 Ravenna 18 11 29 Forlì-Cesena 3 46 76 Rimini 17 14 31 TOTALI 289 122 411 satellite sarà progressivamente e completamente sostituito da dorsali Hyperlan, e che potranno essere sostituite da dorsali WiMAX. Dal 6 sono stati poi avviati numerosi progetti per la realizzazione delle MAN, ossia le reti urbane di raffittimento di Lepida a scala cittadina che condurranno alla creazione di una sola rete unitaria e condivisa, composta da sotto-reti specifiche, che metterà in connessione tutte le sedi delle Pubblica Amministrazione statale, regionale, provinciale, comunale, universitaria o sanitaria presenti nelle aree urbane. Con le MAN si esplicita in maniera chiara il modello sinergico tra Pubbliche Amministrazioni che si era avviato con la costruzione della rete geografica di Lepida: tutta la PA, in maniera unitaria, condivide progetti, impostazioni e metodi operativi per non frammentare le iniziative e costruire una rete unitaria, nel modello e nella gestione, che salvaguardi però le necessarie autonomie operative dei singoli Enti. Il primo esempio è costituito dalla rete metropolitana della città di Bologna, che prevede la realizzazione di circa 1 Km di dorsali urbane con cavi ottici ad altissima potenzialità e di ulteriori 6 Km di rilegamenti verso 276 sedi di Pubbliche Amministrazioni. Oltre alla realizzazione della MAN di Bologna, numerosi altri progetti simili, in città grandi, medie e piccole del territorio regionale sono in corso di predisposizione e avvio e si prevede l affidamento di ulteriori 1/15 progetti di MAN, distribuiti in tutte le province dell Emilia- Romagna. A questo grande progetto rivolto agli uffici pubblici, che per la sua portata colloca la regione Emilia-Romagna tra le prime su scala europea, faranno seguito le attività della terza fase del progetto Lepida per la realizzazione di attività di riduzione del digital divide sul territorio. 1.3. L OFFERTA DI SERVIZI A BANDA LARGA IN EMILIA-ROMAGNA L offerta di servizi a banda larga disponibili sul territorio regionale fa riferimento a dati raccolti dall Osservatorio a banda larga Between secondo la metodologia Understand, già utilizzata nelle precedenti edizioni. La metodologia prevede la raccolta di tali informazioni mediante questionari inviati direttamente agli operatori e ai provider di telecomunicazioni e connettività nazionali e regionali, completate da verifiche effettuate per le informazioni disponibili sui siti web dei diversi operatori. Rappresentano quindi dati comunicati direttamente da coloro che offrono servizi a banda larga sul territorio e che, a livello metodologico, nella rilevazione dei dati considerano parzialmente particolari problematiche tecniche quali la presenza nelle centrali di apparati obsoleti e non attrezzabili per l erogazione di servizi a banda larga, le 1
tipologie dei doppini disponibili e della cosiddetta saturazione delle centrali sul territorio. Tali problematiche che, se in una fase di sviluppo della banda larga sul territorio non assumevano un peso rilevante, in questo momento, dove le percentuali di copertura della popolazione sono prossime alla totalità, possono contrastare con quanto verificato direttamente sul territorio a livello comunale. Fatta questa premessa di carattere metodologico, a dicembre 6 in regione Emilia-Romagna si riscontra un offerta di servizi a banda larga elevata per popolazione, imprese e Pubbliche Amministrazioni che risulta superiore complessivamente a quella media a livello nazionale e dell area del nord est (Tabella 5). Più in dettaglio il 92%, della popolazione è in grado di accedere a servizi ADSL (i più accessibili in termini di costo), valore superiore di 3 punti percentuali al dato medio nazionale (89%). L offerta di servizi a banda larga si conferma non omogenea sul territorio: a fronte del 77% della popolazione che risiede in 148 comuni in cui la copertura a banda larga è pressoché totale si trovano 61 comuni, con una popolazione pari al 3% di quella totale, che risultano invece praticamente privi di copertura. Più in generale nelle aree a bassa densità abitativa (cosiddette rurali) solo il 6% della popolazione può disporre di una connessione a banda larga pur avendo registrato un aumento considerevole rispetto all anno precedente. (+15% rispetto al 5) In questo contesto l Emilia-Romagna evidenzia una situazione più favorevole rispetto alle altre regioni italiane dove tale valore si attesta rispettivamente al 52%, a conferma di una maggior accessibilità complessiva dei servizi a banda larga di base sull intero territorio regionale (Tabella 6; Figura 3). L analisi della velocità/ampiezza della banda disponibile, caratteristica che condiziona l accesso a servizi avanzati (ad esempio tv via Internet) evidenzia come in regione il 55% della popolazione residente in 5 comuni possa usufruire di una banda superiore ai 4 Mbit/s. Si segnala come, rispetto al 6, variazioni importanti sono state registrate solo in relazione alla ADSL2+ (+28%) mentre per gli altri segmenti si profilano incrementi minimi legati al consolidamento ed al rinnovamento degli apparati esistenti (Figura 4). Tali comuni sono distribuiti in una stretta fascia lungo la via Emilia a conferma del ruolo strategico di questa direttrice. Il 36% della popolazione localizzata nelle aree ai piedi degli Appennini e nella pianura sovrastante la via Emilia (riferita a 219 Comuni), dispone di servizi a banda larga con un ampiezza massima di 4 Mbit/s. Resta invece degno di nota il numero di Comuni serviti da MiniDSLAM tipicamente 64 Kbit/s, su cen- Tabella 5 Percentuale di popolazione che può accedere alla banda larga e tasso di crescita 5-6 in Emilia-Romagna, nel Nord Est ed in Italia Copertura con Tasso di crescita banda larga 5-6 (% popolazione) Emilia-Romagna 92% 3% Nord Est 89% 3% Italia 89% 3% Fino al 5% Dal 6% al 5% Dal 51% al 75% Dal 76% all 85% Dall 86% al 95% Oltre il 95% Figura 3 Percentuale di popolazione che accede ai servizi ADSL per comune in Emilia-romagna 11
Tabella 6 Percentuale di popolazione che accede a servizi ADSL in aree urbane, suburbane e rurali in Emilia-Romagna e in Italia Copertura banda larga In area urbana In area suburbana In area rurale (% Popolazione) (> 5 ab./kmq) (1-5 ab./kmq) (<1 ab./kmq) Emilia-Romagna 92% 99% 93% 6% Italia 89% 99% 86% 52% Tabella 7 Numero di comuni e percentuale di popolazione per fasce di copertura a banda larga Copertura con banda larga Comuni Popolazione comunale (% popolazione) (n.) (%) Fino al 5% 61 3 Dal 6 al 5% 3 2 Dal 51 al 75% 28 3 Dal 76 all 85% 22 4 Dall 86 al 95% 52 12 Oltre il 95% 148 77 Totale 341 1 (*) superiore a 256 Kbit/s Tabella 8 Numero di comuni e percentuale di popolazione per ampiezza di banda disponibile Velocità banda larga Comuni (**) Popolazione (Mbits) (n.) (%) Assenza di banda larga (*) 61 8 Meno di 1 Mbit/s 11 1 Da 1 a 4 Mbit/s 219 36 Oltre 4 Mbit/s 5 55 Totale 341 1 Assenza di banda larga Meno di 1 Mbit/s Da 1 a 4 Mbit/s Oltre 4 Mbit/s Figura 4 Ampiezza di banda disponibile per comune in Emilia-Romagna trali prive di fibra ottica (11) e quelli caratterizzati da un vero e proprio divario digitale (61) localizzati in prevalenza nelle aree di montagna delle province emiliane (Tabella 8). Nonostante l offerta disponibile di servizi a banda larga a livello regionale sia elevata significative sono però le differenze che si riscontrano tra le diverse aree provinciali. Rimini risulta di fatto interamente coperta con il 97% della popolazione in grado di accedere a servizi ADSL, seguita da Bologna con il 95% mentre all estremo opposto, troviamo l area provinciale di Ferrara che si attesta all 83% seguita da Piacenza e Parma con l 87%. (*) Fino al 5% di copertura a banda larga della popolazione (**) Banda massima disponibile nel comune Questi valori non risultano differenti se riferiti alle imprese presenti sul territorio per le quali, se ci si discosta dall ADSL tecnologia tradizionalmente più economica risulta comunque disponibile la tecnologia HDSL per il 99% di loro senza significative variazioni a livello provinciale. Più ampia è la forbice relativa alle percentuali di popolazione e imprese che possono accedere o meno a servizi ADSL2+ come evidenziano i dati relativi a Rimini dove il 69% della popolazione e il 73% delle imprese accedono a tali servizi mentre nell area di Forlì-Cesena tale percentuale scende rispettivamente al 41% per la popolazione e al 42% per le imprese (Tabella 9). 12
Tabella 9 Percentuale di popolazione, imprese, comuni e superficie complessiva coperti da tecnologie ADSL, ADSL 2+, HDSL e ULL Copertura ADSL Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 95% 96% 97% 79% Ferrara 83% 84% 81% 75% Forlì-Cesena 94% 95% 83% 77% Modena 92% 92% 83% 68% Parma 87% 89% 72% 52% Piacenza 87% 89% 65% 56% Ravenna 94% 94% 94% 91% Reggio Emilia 92% 93% 84% 69% Rimini 97% 98% 85% 86% Emilia-Romagna 92% 93% 83% 7% Nordest 89% 9% 74% 64% Italia 89% 91% 63% 58% Copertura ADSL2+ Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 64% 7% 18% 16% Ferrara 41% 43% 12% 16% Forlì-Cesena 41% 42% 1% 14% Modena 64% 67% 26% 25% Parma 55% 57% 9% 13% Piacenza 46% 52% 4% 7% Ravenna 49% 52% 22% 37% Reggio Emilia 47% 5% 16% 18% Rimini 69% 73% % 29% Emilia-Romagna 55% 59% 15% 18% Nordest 49% 52% 9% 12% Italia 56% 6% 1% 14% Copertura HDSL Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 99% 99% 97% 96% Ferrara 95% 96% 81% 95% Forlì-Cesena 99% 99% 9% 91% Modena 99% 99% 91% 92% Parma 1% 1% 98% 98% Piacenza 94% 95% 75% 71% Ravenna 1% 1% 1% 1% Reggio Emilia 1% 1% 1% 1% Rimini 99% 99% 9% 95% Emilia-Romagna 99% 99% 91% 93% Nordest 96% 97% 86% 86% Italia 95% 96% 77% 81% Copertura ULL Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 67% 72% % % Ferrara 34% 35% 8% 14% Forlì-Cesena 43% 44% 1% 15% Modena 59% 62% 19% % Parma 5% 53% 6% 11% Piacenza 46% 52% 4% 7% Ravenna 46% 49% 22% 35% Reggio Emilia 41% 44% 9% 14% Rimini 68% 73% 25% 32% Emilia-Romagna 54% 58% 13% 17% Nordest 46% 49% 8% 11% Italia 54% 55% 8% 11% 13
1.3.1 La diffusione delle tecnologie mobili in Emilia-Romagna Il consolidamento delle reti e l ampliamento nella gamma di servizi offerti mediante tecnologie mobili hanno avuto una rapida diffusione su tutto il territorio nazionale negli ultimi anni. In questo ambito gli operatori di telecomunicazioni stanno effettuando significativi investimenti per abilitare la banda larga su reti mobili (vedi HSDPA) 2. In crescita sono inoltre gli investimenti in servizi a valore aggiunto in tale ambito (ad esempio con l avvio della televisione su cellulare con tecnologie DVB-H) trainati da un aumento complessivo della domanda di servizi a livello nazionale 3 che ha raggiunto i 4 miliardi di euro (+24% tra il 5 ed il 6). Risulta quindi importante monitorare la copertura delle reti mobili in regione per le possibilità di sviluppo che possono avere sul territorio. In tale ambito anche in relazione alle tecnologie wireless (UMTS, HSDPA) si registrano in regione valori elevati di copertura in media con quelli rilevati a livello nazionale. A marzo 7 in particolare servizi UMTS risultavano disponibili in 213 comuni nei quali è localizzato il 9% della popolazione complessiva. Le aree montane e collinari risultano invece escluse da queste tecnologie in maniera pressoché completa con qualche eccezione per alcuni comuni della Romagna (Figura 5). Le differenze in termini di popolazione raggiunte non sono elevate tra le aree provinciali e si attestano attorno ai 1 punti percentuali. Ravenna con il 97% e Rimini con il 95% risultano le province che possono maggiormente beneficiare di tali opportunità mentre per Parma e Piacenza tali percentuali si attestano all 84% ed 83% (Tabella 1). La tecnologia HSDPA, il cui lancio è stato effettuato nel 6, attualmente è disponibile in 89 comuni nei quali risiede il 72% della popolazione regionale (Figura 6). La Tabella 1 Percentuale di popolazione, imprese, comuni e superficie raggiunte da tecnologie UMTS e HSDPA Copertura UMTS Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 93% 94% 72% 73% Ferrara 93% 94% 77% 92 Forlì-Cesena 91% 93% 57% 57% Modena 88% 88% 57% 54% Parma 84% 86% 51% 43% Piacenza 83% 85% 52% 45% Ravenna 97% 98% 89% 85% Reggio Emilia 86% 88% 64% 56% Rimini 95% 96 6% 72% Emilia-Romagna 9% 92% 62% 63% Copertura HSDPA Provincia Popolazione Imprese Comuni Superficie Bologna 79% 81% 38% 51% Ferrara 74% 77% 31% 61% Forlì-Cesena 74% 77% 23% 28% Modena 73% 75% 3% 37% Parma 57% 6% 11% 16% Piacenza 53% 58% 13% 16% Ravenna 82% 85% 39% 7% Reggio Emilia 58% 62% 24% 29% Rimini 88% 9% 4% 55% Emilia-Romagna 72% 75% 26% 38% percentuale di copertura sui diversi territori provinciali varia significativamente con differenze di circa punti percentuali. Rimini e Ravenna presentano le percentuali di copertura più elevate con l 88% e l 82% a fronte di Piacenza con il 53% e Parma 57% che presentano invece i valori all estremo opposto. Va segnalato come in termini di copertura territoriale l HSDPA sia disponibile solo nel 26% dei comuni in tutta la regione, localizzati prevalentemente lungo la via Emilia e nella pianura sovrastante. Anche la domanda di servizi avanzati mediante tecnologie mobili risulta comunque ancora a livello embrionale sul territorio della regione. Nel 6 era l 1,82% della popolazione dell Emilia-Romagna che usava cellulari UMTS per accedere a Internet 4. 1.4. LA COMPETIZIONE A LIVELLO INFRASTRUTTURALE E NELL OFFERTA DI SERVIZI A BANDA LARGA IN EMILIA-ROMAGNA Per avere un quadro complessivo sulla diffusione e sulle possibilità di accesso alla banda larga in regione sono state analizzate alcune condizioni che possono favorire una maggiore competizione tra gli operatori sul territorio. Tra queste in particolare quelle relative alla competizione in termini di tecnologie disponibili e nelle possibilità di offerta di servizi a cittadini e imprese. Le prime fanno riferimento alla presenza di tratte gestite in modalità ULL (Unbundled Local Loop) e/o di proprietà di operatori alternativi all incumbent e nell offerta di servi- 2 Vedi Rapporto Assinform sull Informatica, le telecomunicazioni ed i contenuti multimediali 7, AITech-Assinform pag. 84. 3 Vedi Rapporto Assinform sull Informatica, le telecomunicazioni ed i contenuti multimediali 7, AITech-Assinform pag. 89. 4 ISTAT Indagine Multiscopo, Aspetti della vita quotidiana, Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione: disponibilità nelle famiglie e utilizzo degli individui, anno 6. 14
Coperto UMTS Non coperto UMTS Figura 5 Aree comunali raggiunte da servizi UMTS in Emilia-Romagna Coperto HSDPA Non coperto HSDPA zi in modalità wholesale che consente minori spazi di gestione per l operatore alternativo. Le seconde fanno invece riferimento alla numerosità degli operatori disponibili ed alle loro quote mercato. Complessivamente Il 54% della popolazione regionale, residente in 44 Comuni, può beneficiare di un contesto di mercato che prevede un certo livello di competizione tecnologica (ULL e FO) 5. Tra questi, in 28 comuni (pari al 44% della popolazione) infatti oltre il 75% della popolazione può accedere a servizi offerti in modalità ULL. Il restante 38% della popolazione coperta a banda larga vede una competizione limitata al solo servizio wholesale. Si segnala però l avanzare di un processo di graduale apertura delle infrastrutture agli operatori confermato dalla crescita pari all 11% dell ULL registrata in regione tra il 5 ed il 6 (Tabella 11; Figura 7). In questo ambito l Emilia-Romagna risulta caratterizzata da una maggiore competizione rispetto alla media nazionale dove l ULL è disponibile al 51% della popolazione ed è significativamente al sopra dell area di riferimento del nord est (46%) nell ambito del quale si è registrata però una crescita imponente rispetto allo scorso anno (+21%). Come per la disponibilità di servizi a banda larga si riscontrano in regione significative differenze tra le aree provinciali con i valori più elevati a Rimini e a Bologna, dove rispettivamente il 68% ed il 67% della popolazione può beneficiare dei vantaggi derivati da una maggiore competizione infrastrutturale (ULL e FO). Significativamente differente è la situazione della provincia di Ferrara dove tale opportunità è disponile solo a un terzo della popolazione (Tabella 9). Figura 6 Aree comunali raggiunte da servizi HSDPA in Emilia-Romagna 5 L analisi a livello di area comunale verifica la copertura/non copertura del territorio comunale senza distinzioni a livello sub-comunale. 15
2. LA RETE DELLA RICERCA IN EMILIA-ROMAGNA Assenza di banda larga Wholesale Infrastrutture (ULL e FO) Figura 7 Tipologia di competizione tecnologica a livello comunale in Emilia-Romagna Per quanto riguarda l offerta di servizi a banda larga a cittadini e imprese, a dicembre 6 erano presenti sul territorio regionale 49 operatori con una variazione di +13 rispetto al 5 a indicare un maggior dinamismo nell offerta di servizi. Aumentano (+2) anche gli operatori in possesso di infrastrutture che risultavano in totale nel periodo considerato. Tale andamento sembra anche confermato dalla leggera flessione ( 3%) rispetto al 5 registrata dalla percentuale di abbonati (non business) a servizi a banda larga dell incumbent che si attestava dicembre 6 al 69%. A questa percentuale corrispondeva una quota di mercato (in valore) pari al 66%, valore che si distanzia da quella dei competitori più vicini in maniera significativa (12%). Tabella 11 Tipologia di competizione disponibile per comuni e % di popolazione Tipologia di competizione Comuni (n.) Popolazione (%) Assenza di banda larga 61 8 Wholesale 236 38 Infrastrutturale (ULL e FO) 44 54 A livello generale, sulle infrastrutture fisse il processo di competizione sul mercato sembra svilupparsi a fatica per le difficoltà e la rilevanza degli investimenti richiesti agli operatori con effetti evidenti limitatamente alle aree localizzate lungo la via Emilia. Terminiamo la panoramica sulla situazione infrastrutturale in ambito telematico in regione con un breve aggiornamento sulle reti della ricerca in continuità con quanto realizzato gli scorsi anni. Al 31 luglio 7 gli istituti di ricerca collegati alla rete Garr (Gruppo per l Armonizzazione delle Reti della Ricerca) erano 57 e non mostravano variazioni rispetto al 5. Se si suddivide il dato a livello provinciale, si nota come il maggior numero di enti di ricerca collegati al Garr appartengano alla provincia di Bologna, ben 26, seguiti da quelli della provincia di Parma (8), Ferrara (6) e Modena (5). Non si evidenziano da questo punto di vista cambiamenti rilevanti rispetto agli anni passati (Tabella 12). Per quello che riguarda la tipologia di enti collegati, oltre alle Università (5), Accademie e Scuole superiori (2) vi sono ospedali e centri di riabilitazione (7), osservatori (3), laboratori ed enti di ricerca (14), biblioteche (3), uffici centrali e periferici del MIUR (1). Inoltre è da notare la presenza anche di istituti professionali (1), come ad esempio l ISII Marconi di Piacenza e l Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici Einaudi di Ferrara. Solo però in 17 casi a livello regionale il link ha una velocità superiore ai 1 Mbit/s e sono solo 1 gli enti 16
Tabella 12 Numero di sedi collegate al GARR a livello provinciale Provincia Numero sedi collegate al GARR PC 2 PR 8 RE 2 MO 5 BO 26 FE 6 RA 4 FC 2 RN 2 Totale 57 con una Banda Minima Garantita al di sopra dei 2 Mbit/s. 3. IL DIVARIO DIGITALE IN EMILIA-ROMAGNA 3.1 DIMENSIONE E CARATTERISTICHE DEL DIVARIO DIGITALE IN EMILIA-ROMAGNA La tematica del divario digitale si caratterizza come problematica chiave che le Pubbliche Amministrazioni si trovano ad affrontare nei loro territori. La mancanza di accesso a tecnologie a banda larga (divario digitale di I a generazione) in generale crea disparità sui territori in termini di opportunità per i cittadini e di competitività nelle imprese alle quali le Amministrazioni Pubbliche sono chiamate a fare fronte anche sulla base dell elevata sensibilità mostrata su questi temi. Tale situazione è resa più difficoltosa dalla consapevolezza che, nonostante i territori soggetti a divario digitale siano progressivamente diminuiti negli ultimi anni, per la maggioranza di queste aree tale problema non potrà essere risolto con logiche di mercato, data la mancanza della redditività necessaria offerta da tali aree per gli operatori di telecomunicazioni, a fronte degli investimenti richiesti (divario digitale di lungo periodo DDL). Inoltre con la diffusione di servizi avanzati che necessitano di quote elevate di banda disponibile (ad esempio tv via Internet) oltre al divario digitale di I a generazione si va prefigurando una disparità legata all ampiezza della banda disponibile che quindi condiziona la possibilità di accesso a servizi avanzati. Tale forma di divario (detto di II a generazione) generalmente fa riferimento alla mancanza di copertura relativa alle tecnologie ADSL2+. Secondo i dati rilevati da Between a dicembre 6, circa 27. persone pari all 8% della popolazione regionale non ha accesso ai servizi ADSL di base (divario digitale di prima generazione). Il 7% è soggetto a un divario di lungo periodo e risulta localizzato in 164 comuni nella regione. La popolazione in queste aree non è raggiunta da tecnologie a banda larga, poiché afferisce sul territorio a quel 33% di centrali nelle quali mancano collegamenti in fibra ottica e DSLAM. Sono invece 29 i comuni, pari solo all 1% della popolazione, nei quali le centrali (7%) sono senza DSLAM ma risultano collegate in fibra ottica e sulle quali potrà essere predisposta nel medio periodo l offerta di servizi a banda larga (Figura 8; Tabella 13). A livello territoriale la popolazione regionale in divario digitale di lungo periodo risulta distribuita in tutte le province dell Emilia-Romagna e fa riferimento principalmente ad aree montane e/o scarsamente popolate. Vi sono però rilevanti differenze tra le diverse aree provinciali: i territori di Ferrara con il 14%, Piacenza con il 12% e Parma con l 11% presentano le percentuali di popolazione soggette a divario digitale di lungo periodo più elevate. In particolare si fa riferimento a un numero di cittadini che, raggruppati, equivale a città di medie dimensioni (a Ferrara sono 48., a Parma 44.) (Grafico 3). Le aree provinciali che risentono meno di questa problematica fanno riferimento a Rimini dove il 3% della popolazione, pari comunque a 8. persone, è soggetta al divario digitale di lungo periodo e Forlì-Cesena con il 4% e pari a 14. persone. L incidenza del divario digitale di lungo periodo in ter- 17
Senza DSLAM, senza collegamento in fibra Senza DSLAM, con collegamento in fibra Con DSLAM Figura 8 Dotazioni strutturali delle centrali telefoniche nei comuni in Emilia-Romagna (dotazione prevalente) Tabella 13 Dotazioni strutturali per centrali telefoniche, per comuni (dotazione prevalente), e percentuale di popolazione in Emilia-Romagna Vincoli Centrali Comuni (*) Popolazione strutturali (%) (n.) (%) Senza DSLAM, senza collegamento in fibra 33 164 (**) 7 Senza DSLAM, con collegamento in fibra 7 29 (**) 1 Con DSLAM 6 148 (**) 92 TOTALE 1 341 (**) 1 (*) Situazione prevalente (**) Copertura a banda larga oltre il 95% mini di popolazione coinvolta assume nella nostra regione contorni di minore gravità rispetto alle regioni del nord più popolose anche se, a livello percentuale, l Emilia-Romagna risulta complessivamente in linea con la media nazionale (che è pari all 8%) (Grafico 4). Il divario digitale di II generazione, legato alla disponibilità di servizi ADSL2+ è un fenomeno emerso di recente e riguarda, invece, circa il 45% della popolazione residente in Emilia-Romagna (Tabella 14). Anche per questa tipologia di divario le province che risultano più penalizzate sono Forlì-Cesena e Ferrara dove solo il 41% della popolazione può accedere a questa tecnologia. Rimini invece è quella che meno risente di queste problematiche con il 69% della popolazione servita da tale offerta. L Emilia-Romagna quindi si caratterizza come regione nella quale le problematiche legate al divario digitale geografico si sono progressivamente ridotte con la predisposizione di buona parte delle centrali già raggiunte dalla fibra ottica e/o DSLAM, all offerta di servizi ADSL. Rimane ora da affrontare prevalentemente, il divario digitale indotto da un vero e proprio fallimento del mercato e corrispondente alle aree nelle quali le centrali richiedono interventi importanti di attrezzaggio e i rendimenti attesi dall investimento non li rendono profittevoli. Il divario digitale pur avendo un incidenza maggiore in alcune aree territoriali (aree rurali, montane o scarsamente abitate) presenta in generale delle caratteristiche di elevate complessità: la presenza del 33% delle centrali non in grado di fornire servizi ADSL dislocate su 169 comuni evidenzia una diffusione del problema a macchia di leopardo sul territorio anche in aree che per orografia e densità di popolazione non sono prevalentemente soggette a questo problema. In questo contesto particolarmente complessa diventa l individuazione delle aree sulle quali intervenire e l organizzazione delle attività da svolgere che richiedono interventi puntuali con rilevazioni a livello sub-comunale. Ad esso si va aggiungendo un divario legato all ampiezza della banda disponibile che crea un ulteriore disparità tra la popolazione del territorio in un sistema infrastrutturale che ha difficoltà a mantenere il passo con l offerta di servizi. 3.2. LE ATTIVITÀ PREVISTE IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA RIDUZIONE DEL DIVARIO DIGITALE La Regione, le Province e le altre Amministrazioni locali, si sono rese parte attiva nell affrontare la problematica del divario digitale dovuta alla mancanza di infra- 18
5 4 3 1 Piacenza Parma Reggio Emilia Modena Bologna Ferrara Ravenna Forlì-Cesena Rimini Popolazione in DDL (%) Popolazione in DDL (x) Grafico 3 Popolazione soggetta al divario digitale geografico di lungo periodo a livello provinciale (in % e il migliaia) 6 15 12 9 6 3 strutture idonee all erogazione di servizi di tipo ADSL sul territorio regionale. In particolare con il Piano Telematico regionale 7-9 la Regione si è impegnata affinché venga raggiunto un Livello Minimo di Comunicazione (LMC) per tutti i cittadini e ridurre così il divario digitale. Senza sostituirsi al ruolo degli operatori privati nella fornitura di connettività, sono state promosse iniziative finalizzate all aumento di copertura con il coordinamento di finanziamenti pubblici e privati, valorizzando gli investimenti in infrastrutture già effettuati dalla Regione e dalle aziende multiservizi con la realizzazione della rete Lepida. L obiettivo generale è il potenziamento delle infrastrutture telematiche della regione, allo scopo di costituire 35 5 4 3 1 3 25 15 1 5 Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna % Popolazione in DD Popolazione in DD Lungo Grafico 4 Popolazione soggetta al divario digitale geografico di lungo periodo in Italia a livello regionale (in % ed il migliaia) 19
Tabella 14 Percentuale di popolazione soggetta a divario digitale geografico in Emilia-Romagna dal 2 al 6 un traino per lo sviluppo dell intero sistema dell Emilia- Romagna, aggregando una domanda che stimoli l offerta, accelerando il circolo virtuoso tra infrastrutture e servizi che sta alla base dello sviluppo economico. L iniziativa Riduzione del Divario digitale, che si svilupperà su di un arco temporale di tre anni (7-9), si pone due obiettivi specifici: entro il 8 assicurare la disponibilità di servizi commerciali a banda larga per i cittadini residenti nei centri urbani, o nelle frazioni a maggior densità abitativa, nonché per le imprese situate nelle principali zone industriali di tutti i comuni della regione che oggi sono in DD, e portare il servizio ad almeno il 4% della popolazione ed al 4% delle imprese; entro il 9 assicurare la disponibilità dei servizi commerciali a banda larga per almeno il 95% dei cittadini residenti e delle imprese situate di tutti i territori comunali della regione. Alcune delle attività previste hanno iniziato la fase esecutiva nel 7. Si fa riferimento in particolare alla fornitura di servizi commerciali a banda larga di tipo xdsl destinati ai privati cittadini ed alle imprese dei territori montani e delle zone rurali di 9 comuni in provincia di Reggio Emilia che vede il coinvolgimento della municipalizzata del territorio (Enia). Sempre in collaborazione con Enia a essi si aggiungono gli interventi avviati anche su 14 comuni nel territorio di Parma che prevedono prevalentemente l utilizzo di tecnologie wireless per l offerta di servizi a banda larga. 2 3 4 5 6 Divario digitale di I generazione 25% 18% 14% 11% 8% ADSL Divario digitale di II generazione % % % 73% 45% ADSL2+ In alcuni comuni della pianura, dove era già presente la fibra ottica di Lepida, si sono sperimentate modalità di gestione nuove con l affitto di tratte in fibra ottica di proprietà della municipalizzata Enia nei confronti di Telecom a fronte di un impegno di quest ultima ad attrezzare le centrali con Full-DSLAM. Altri progetti per copertura wireless sono stati avviati nelle province di Modena, Piacenza, Bologna e Rimini con il coinvolgimento delle multiservizi HERA, Modena Network e degli operatori di telecomunicazioni, Telecom Italia in primis. Tali interventi sono complementari con quanto previsto dall Accordo per lo sviluppo della banda larga tra Ministero delle Comunicazioni e Regione Emilia-Romagna siglato nel novembre 7 6, che prevede una serie di interventi in 94 comuni (pari al 27,5% di quelli totali) localizzati in aree montane (ex obiettivo 2) in divario digitale totale o parziale. Tali interventi perseguono il duplice obiettivo di erogare servizi ADSL ai cittadini e migliorare tecnologicamente la rete privata Lepida, sostituendo le attuali connessioni delle Amministrazioni Comunali (HDSL e satellitari) con altre più performanti 7. L offerta di connettività per la cittadinanza in particolare verrà realizzata grazie all integrazione funzionale con le reti degli operatori di telecomunicazioni presenti sul territorio. L Accordo, che prevede la realizzazione delle attività in due anni (8-9) dalla partenza dei lavori, prevede un budget importante pari a 19,25 milioni di euro di cui 15 milioni circa erogati dal Ministero e 4,25 milioni di euro a carico della Regione e degli Enti locali. Con questo Piano la Regione Emilia-Romagna si rende parte attiva per porre soluzione a un fallimento di mercato indotto dalle particolari caratteristiche di territori che, per struttura geografica e condizioni economiche, rischiano di consolidare un isolamento dai processi di crescita che coinvolgono la regione. 6 http://www.regionedigitale.net/wcm/erdigitale/pagine/pagina_ piano_telematico/accordoprogrammaministerocomunicazioni_7_ novembre_7definitivo.pdf 7 Mediante soluzioni tecnologiche in fibra ottica o di tipo radio rispondenti agli standard ETSI Hiperlan2 o IEEE 82.11h 11
Collana a cura della Regione Emilia-Romagna Direzione Generale Centrale Organizzazione, Personale Sistemi Informativi e Telematica Sandra Lotti Regione Emilia-Romagna, aprile 8 Per informazioni: progeur@regione.emilia-romagna.it Autori del rapporto: Chiara Mancini (Regione Emilia-Romagna, curatore del volume) Marco Mancini (Regione Emilia-Romagna), Roberto Zarro (CRC Emilia-Romagna) L Osservatorio sulla Banda Larga Between ha svolto l indagine su Banda Larga Nomisma spa ha svolto l indagine sulla diffusione dell ICT nelle imprese Si ringraziano Carla Tomassetti, per il contributo sullo stato di avanzamento di Lepida, Lucia Stagni per quello sulle reti della ricerca, Antonella Tognon per le indicazioni sulle attività della Regione sul divario digitale e Dimitri Tartari per la collaborazione alla sezione sull open source 111
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