8) LE PATOLOGIE DENTARIE.



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8) LE PTOLOGIE DENTRIE. 8.1) SN SEBSTINO. Patoloie dentarie. Lo studio ha interessato li individui adulti femminili e li: sono risultate conservate 32 arcate dentarie dei 52 individui del campione e, del totale potenzialmente osservabile di 2336 alveoli, ne sono stati esaminati 817. Di questi ultimi 113 denti risultano perduti intra vitam, 596 sono completi e inseriti neli alveoli e 5 sono aenesiaci (solo femminili). 50% 40% 30% 20% 10% 0% Carie Carie destruente Granuloma scesso Grafico 1: Stato di salute dentaria del campione le di San Sebastiano. Sono messe in evidenza (rafico 1) le incidenze in percentuale deli individui colpiti dalle patoloie dentarie del campione le di San Sebastiano (25 individui; 539 denti completi e 615 totali). Presentano carie dentaria 13 individui su 25 (52%) e 28 denti sui 539 completi (5,1%). La forma destruente ha un incidenza del 32% (8 casi su 25). Gli individui con presenza di ranulomi sono 7 su 25 (28%) e quelli con ascessi sono 5 su 25 (20%). I ranulomi sono fortemente associati all azione carioena e li ascessi anche al rado di usura dentaria, caratteristica spesso dell età adulto-matura (in effetti li individui li colpiti da ascessi in San Sebastiano sono tutti compresi nell età tra i 35 e i 50. La localizzazione più frequente deli ascessi e dei ranulomi (tabella 2) è il tratto molare, con pochi casi per i premolari, i canini e li incisivi. In effetti dove non si sono riscontrate carie, per esempio in T20 (M, 45-50, la presenza di ranulomi è dovuta all usura dentaria leata all età. È necessario far notare che in numerosi casi le patoloie sono compresenti nel medesimo individuo: si arriva, per esempio nell individuo T46, ad un totale di 10 evidenze tra carie, ascessi e ranulomi (tabelle 1 e 2); in questo caso non bisona escludere la scarsa iiene orale, le malattie periodontali, l età, il sesso e particolari condizioni di avitaminosi date un alimentazione povera in proteine. In particolare però nella sepoltura multipla T69 è da 167

evidenziare che solo due individui (T69s5 e T69s7) presentano rispettivamente una carie al colletto e una carie destruente (tabella 2). La tipoloia carioena maiormente riscontrata è quella mesiale (tabella 1), seuita dalla distale e da quella al colletto (in un unico individuo); il tratto maiormente colpito è quello molare (16 denti colpiti), con alcuni casi (6) per i premolari, 4 per i canini e 2 per li incisivi; i dati possono quindi essere messi in relazione, non solo al tipo di dieta, ma soprattutto alla scarsa iiene dentale e in particolare a quella interstiziale. Risultano caduti intra vitam 72 denti sui 615 esaminati (11,7%), appartenenti a 16 individui su 25 (64%). Gli individui sono prevalentemente di età adulto-matura, ma non mancano casi di caduta in di età iovanile. Si evidenzia che l andamento delle cadute seue in proporzione l aumentare dell età: dai 18 ai 35 anni si reistra un massimo di 7 cadute intra vitam, mentre dai 40 ai 50 si arriva anche a 16. Da notare che in alcuni individui adulto-maturi non si reistrano cadute, ma le osservazioni sono limitate dalla scarsa conservazione dei distretti mandibolari e mascellari. La localizzazione più frequente delle cadute intra vitam riuarda il tratto M1-M3 sia mascellare che mandibolare; seuono P1 e P2 e un solo caso di C. I casi di ipoplasia dello smalto sono stati rilevati in 7 individui su 25 (28%), sono quindi valori di incidenza piuttosto bassi; ciò può essere quasi sicuramente imputato al fatto che le cadute intra vitam sono elevate, nonché quelle post mortem. Si può concludere in base a queste evidenze che l alimentazione della popolazione le di San Sebastiano dovesse comprendere zuccheri semplici e carioeni 1, ma che sulla salute dentaria abbia fortemente inciso la scarsa iiene e soprattutto l età; allo stesso tempo non si dovevano consumare cibi troppo coriacei (cereali interali o farine con molti inclusi residui della macinazione), poiché non si riscontrano casi ravi di usura, infatti essa sembra direttamente correlata all età alla morte della maior parte deli individui (tabella 3); si è rilevato poi un solo caso di artrosi temporo-mandibolare, cosicché la masticazione sotto sforzo non doveva riuardare questa popolazione 2. San Sebastiano T3 (30-40) Cm Cd Cl Cv Co clt X 1 Se si mette in relazione, poi, la maiore attività lavorativa della popolazione le, la dieta doveva comprendere cibi maiormente calorici, quali sono appunto i cereali, le farine, li zuccheri, cibi quindi maiormente carioeni. 2 Piuttosto si sono rilevate in alcuni individui forti inserzioni del muscolo temporale e piccoli becchi ossei sulla superficie esterna dell arcata orbitaria, definibili forse come markers occupazionali. 168

T5 (20-25) X X T22 (40 ca.) X T26 (18-20) X XX XX T45 (25-35) XX T46 (40-50) XX XXXXXX T69s.5 (20-30) T69s.7) (45-50) X T78 (30-40) X X Tabella 1: Tipoloia e incidenza delle carie riscontrate nel campione le (m: mesiale; d: distale; l: linuale; o: occlusale; clt: al colletto). Sono localizzate 12 su molari, 7 su premolari, 2 su canini e 1su incisivi. San Sebastiano T3 (30-40) T20 (45-50) T21 (40-50) T22 (40 ca.) T34 (35-40) T46 (40-50) T80 (20-30) T94 (25-35) M3 M2 M1 P2 P1 C I2 I1 I1 I2 C P1 P2 M1 M2 M3 Tabella 2: Incidenza e localizzazione di ascessi e ranulomi sulle arcate mascellare e mandibolare nel campione le (da s. verso d.). San Sebastiano mandibola mascella T3 G-H H-I T5 C-D T20 H-I H T21 D-E D-E T22 H H 169

T23 E E-F T34 E-F T40 D C-D T44 G T45 E F T69s.1 F-G E-F T69s.5 D E T69s.6 E-F D-E T69s.7 I H T78 FG Tabella 3: Gradi di usura (LOVEJOY, 1985) riscontrati nel campione le. San Sebastiano femmine T2 (35-40 T6 (45-50 T15 (18-22 ascesso ranuloma carie carie destruente tartaro nd nd nd nd nd 3 4 1 1 / T24 (25-35 nd nd nd nd nd T27 (35-40 nd nd nd nd nd T28 (50-60 5 4 3 T36 (?) nd nd nd nd nd T54 (?) nd nd nd nd nd T58 (25-35 nd nd nd nd nd T68 (45-50 altro nessuna carie; ipoplasia a 2-4 anni molto rave 4 2 fortissima usura, caduta molari T69s.4 (30-6 1 xx 40 T73 (45-50 nd nd nd nd nd T74 (50-60 nd nd nd nd nd T85 (30-35 2 5 3 T95 (20-30 1 5 Tabella 4: Stato di salute dentaria del campione femminile di San Sebastiano. Nel campione femminile di San Sebastiano (tabella 4), considerando l esiuità del materiale osservabile (7 individui; 170 denti completi e 202 totali), si rileva un rado di usura sempre correlato all età alla morte, con un solo caso di manifestazione molto rave in un individuo seppure maturo. Sono colpiti da carie 5 individui su 7 (71,4%) e 26 denti sui 170 170

osservati (15,2%). La forma destruente ha un incidenza del 7,6% (13 denti su 170) e colpisce 5 individui su 7 (57%). La tipoloia più riscontrata è quella mesiale/distale (8 casi), associata a quella al colletto (2 casi) e con solo 2 casi di carie sulla superficie occlusale; anche qui, come nel campione le, è necessario chiamare in causa soprattutto la scarsa iiene orale interstiziale, anche se il rado di usura delle superfici occlusali può aver limitato le osservazioni. L incidenza delle carie è quindi più alta (15,2%) rispetto al campione le e nel medesimo individuo si può arrivare anche a 12 presenze tra carie, ascessi e ranulomi (T28, 50-60. I ranulomi e li ascessi (5,4% e 5,9%) possono essere messi in relazione con le carie e in particolare con quelle destruenti (7,6%), dal momento che il rado di usura è direttamente correlato all età. In effetti il campione femminile, come si è detto, presenta una situazione di conservazione delle arcate più compromessa rispetto al campione le, i dati, quindi, possono essere sottostimati. Non bisona dimenticare anche l incidenza del 20,2% (41 denti su 202 totali; 5 individui su 7: 57%) di cadute intra vitam che può falsare le conclusioni. nche nel caso del campione femminile si può pensare ad una alimentazione a base di cereali e zuccheri semplici e cibi non troppo abrasivi. Il rado di malnutrizione o di stress può evidenziarsi anche con l incidenza delle ipoplasie dello smalto (fiura 1b, individuo T15, 18-22. È necessario comunque considerare anche la maiore predisposizione alla carie deli individui femminili, specie durante le ravidanze e l allattamento 3. a) b) 3 Nella letteratura medica è indicato che ravidanze frequenti e soprattutto il primo parto provocano un processo di decalcificazione della iovane madre (più violento quanto la puerpera è più iovane) che produce una diminuzione della compattezza dello smalto e un susseuente indebolimento dei denti rispetto all attività batterica: da qui l insorenza di carie dentaria. Il processo di indebolimento fisioloico della madre non si ferma con la fine della ravidanza, ma proseue anche nella fase dell allattamento ; GIOVNNINI, 2001; p. 30. 171

c) Fiura 1: Particolari di affezioni dentarie nel campione di San Sebastiano: in a) carie mesiale di P1 s, in b) caso di marcata ipoplasia dello smalto e in c) carie destruente in M1 s. 8.2) SN GIOVNNI. Patoloie dentarie. Lo studio ha interessato li individui adulti femminili e li: sono risultate conservate soltanto 8 arcate dentarie dei 19 individui del campione e, del totale potenzialmente osservabile di 608 alveoli, ne sono stati esaminati 220. Di questi ultimi 62 denti risultano perduti intra vitam, 137 sono completi e inseriti neli alveoli e 2 sono aenesiaci (solo femminili). Seppure, come si è detto, il campione le osservabile sia esiuo, dal punto di vista della salute dentaria i due individui analizzabili presentano una situazione molto compromessa, anche considerando l età alla morte. L individuo T4 (25 anni ca.) presenta 5 carie destruenti e una carie distale su M2 mascellare di s, un ascesso (M3 mascellare d) e un ranuloma; le cadute intra vitam risultano 5 su 30 denti totali. L individuo T10 (20-25 presenta 3 carie destruenti, una distale a livello di P1 mascellare di s e una mesiale su I2 mascellare di d e un ascesso in M1 mascellare di s. Le cadute intra vitam risultano 2 (di cui una peri mortem) a livello di M1 e M2 mandibolari di d. nche nella popolazione femminile si riscontra una salute dentaria piuttosto danneiata: Campione femminile. carie carie ascesso ranuloma destruente T3 35-45 1 1 2 1 T8 >50 2 3 4 *riduzione osso mandibolare T9 50 2 3 1 3 172

T12 50 ca. T4 20-25 T7 35-39 1 4 4 1 2 1 3 *riduzione osso mandibolare con cloaca in P2 verso il collo del vivente * tartaro massivo Tabella 5: Stato di salute dentaria del campione femminile di San Giovanni. Sono colpiti da carie dentaria 16 denti sui 138 completi (11,5%) appartenenti a 5 individui su 6 (83,3%). La forma destruente è quella maiormente riscontrata e colpisce anche qui 5 individui su 6 e 12 denti sui 138 completi (8,7%). I ranulomi hanno un incidenza del 7,7% (12 denti su 156 totali) e li ascessi del 7% (11 denti su 156 totali). La tipoloia di carie più riscontrata è quella al colletto su premolari e canini; li ascessi colpiscono il tratto molare e in un caso anche i canini (T12, 50 anni ca.). Ma le cadute intra vitam sono sicuramente numerose e preiudicano molto le osservazioni sulla salute dentaria: esse riuardano 54 denti sui 156 totali (34,6%) e colpiscono tutti li individui femminili maiormente nel tratto molare (ma sono frequenti i casi anche suli incisivi, 7 denti: 4,5%). I casi di caduta più rave riuardano li individui maturi: T9, 50 anni presenta 19 cadute intra vitam e T8, >50 anni, ne presenta 13. È necessario evidenziare che in ambedue le popolazioni l incidenza della carie sui denti rispetto ali individui risulta bassa 4, bisona quindi mettere in relazione questo dato alla forte edentazione intra vitam: si può notare, in particolare (rafico 2), come essa colpisca il totale deli individui in San Giovanni e ciò può sicuramente creare forti marini di incertezza sulle conclusioni ottenute riuardo all incidenza delle patoloie. 4 5,1% nei di San Sebastiano, 15,2% nelle femmine di San Sebastiano, 11,5% nelle femmine di San Giovanni, 5% nei di San Giov 173

8.3) CONFRONTI SULL SLUTE DENTRI. 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Centallo Cavallermaiore San Benino San Sebastiano San Giovanni Poirino Grafico 2: Frequenza percentuale deli individui interessati da cadute dentarie intra vitam. 85 70 femmine femmine 55 40 25 10-5 Centallo Cavallermaiore San Benino San Sebastiano San Giovanni Poirino Grafico 3: Frequenza percentuale deli individui affetti da ascessi periapicali. 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 Centallo Cavallermaiore San Benino San Sebastiano San Giovanni Poirino femmine Grafico 4: Frequenza percentuale deli individui colpiti da carie dentaria. Stabilire l incidenza di perdite dentarie intra vitam permette di avere un quadro enerale della situazione di salute dentaria; infatti, poiché i fattori di caduta sono molteplici, spesso devono essere correlati. La carie può essere definita la causa principale, ma anche l usura, le malattie periodontali e, non ultimi, i fattori enetici e l età possono notevolmente contribuire. Secondo le incidenze di cadute intra vitam delle diverse serie piemontesi (rafico 2) si può dedurre che il fenomeno fosse piuttosto rave, considerando il fatto che le 174

popolazioni sono caratterizzate da breve durata della vita 5. Per quanto riuarda poi San Giovanni, i dati sulle evidenze dell apparato dentario non hanno validità in percentuale poiché esse sono state osservate soltanto su 8 individui (6 femminili e 2 li). La frequenza della carie appare dunque molto bassa, ma non è possibile stabilire se sia una condizione effettiva o se sia casuale o se sia influenzata dall incompletezza delle arcate dentarie 6. Nei siti di San Benino, San Giovanni e Poirino il sesso più colpito da carie dentaria è quello le (rafico 4): in Poirino i dati di età alla morte, di carie, di ascessi e cadute intra vitam sono direttamente correlati: le evidenze di patoloia sono maiori infatti neli individui maturi; si ritiene inoltre che la bassa percentuale di denti colpiti da carie sia da imputarsi alla forte edentazione intra vitam 7. In San Giovanni, come si è detto, le analisi si sono potute effettuare soltanto su due individui di età iovanile adulta, ma i dati sueriscono una situazione di salute dentaria molto compromessa: nonostante l età, i due individui presentano cadute intra vitam (7), 2 ascessi e 11 carie; l individuo T4 presenta inoltre un fortissimo rado di usura non correlabile con l età alla morte, ma con la chiusura labidonte. 5 MLLEGNI et al. 1998. 6 BGGIERI, BEDINI, 2003. 7 BEDINI et al., 2004. 175