IL VIRUS DEL MOSAICO COMUNE DEL FRUMENTO Angelo Sarti, ASTRA Innovazione e Sviluppo U.O. Mario Neri Imola (BO) angelo.sarti@astrainnovazione.it Coception Rubies-Autonnell, Dista Area di Patologia Vegetale Università di Bologna crubies@agrsci.it Claudio Ratti, Dista Area di Patologia Vegetale Università di Bologna Victor Vallega, CRA, ex Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, Roma vallegavictor@mclinck.it Da diversi anni il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali (DiStA) dell Università degli Studi di Bologna, in collaborazione con ASTRA Innovazione e Sviluppo U.O. Mario Neri Imola (BO) e il CRA di Roma (ex Istituto Sperimentale per la cerealicoltura), stanno conducendo studi sulla sensibilità varietale dei frumenti nei confronti del Mosaico comune. Si tratta di una virosi molto poco nota a tecnici e agricoltori, anche se potenzialmente piuttosto dannosa. Di seguito si fornisce una breve descrizione del virus, delle modalità di diffusione e dei possibili interventi di difesa. Diffusione della malattia. La malattia è stata descritta per la prima volta in USA nel 1923. In Italia le prime segnalazioni risalgono al 1960 da parte di Canova e Quaglia. Attualmente è presente nelle principali aree cerealicole mondiali, Emilia Romagna inclusa. Sintomi. Piante colpite dal Mosaico comune. Notare a destra il comportamento di una varietà sensibile rispetto ad altre resistenti al virus. 1
Il Mosaico comune provoca un deperimento dello sviluppo vegetativo della pianta, con una intensità variabile in funzione della sensibilità varietale e dall entità dell infezione. Nelle condizioni più favorevoli al virus si ha una forte attenuazione della taglia delle piante. Alla levata le piante sane o interessate da deboli attacchi del virus si sviluppano normalmente, mentre le piante virosate sviluppano in modo molto più ridotto, rimanendo nanizzate. Durante il periodo invernale si può avere moria delle piantine colpite con diradamento della coltura. Irregolare levata in piante infette Ma è la mosaicatura fogliare il sintomo più caratteristico, rilevabile fin già dalla fase di accestimento. Sulle foglie sono visibili macchie clorotiche allungate in direzione delle nervature. Inizialmente sono piccole e rade, disposte verso l apice della foglia e rilevabili solamente osservando la foglia in controluce. Solo successivamente queste strisce confluiscono dando origine ad ampie zone clorotiche. Questi sintomi sono visibili soprattutto nel periodo di fine inverno inizio primavera. Nelle cultivar particolarmente suscettibili al virus le foglie possono anche arrotolarsi longitudinalmente. Con l avanzare della stagione le mosaicature solitamente si attenuano poiché le elevate temperature ostacolano la moltiplicazione del virus. 2
Le infezioni da SBWMV possono essere facilmente confuse con altre sintomatologie. Il ridotto sviluppo delle piante può essere erroneamente attribuito a ristagni idrici e/o carenze azotate. Sintomi molto simili possono essere causati dal virus della striatura fusiforme (WSSMV). Questa virosi non è facilmente distinguibile dal Mosaico comune, se non per la temporanea comparsa di piccole striature fusiformi. A complicare ulteriormente il riconoscimento interviene il fatto che talvolta le due malattie possono coesistere nello stesso campo. Striature clorotiche provocate dal virus (notare i sintomi evidenziati dal cerchio) 3
Le piante colpite molto spesso non sono distribuite uniformemente all interno dell appezzamento, ma frequentemente sono raggruppate su aree più o meno estese. In definitiva l unica diagnosi probatoria che consenta di individuare con certezza la malattia è l analisi virologica di laboratorio con identificazione del virus. Tecnici e agricoltori dovrebbero comunque conoscere i principali sintomi della malattia per una rapida individuazione dei casi sospetti di Mosaico comune. Il virus. Il Mosaico comune del frumento è causato da un virus denominato SBWMV (Soil Borne Wheat Mosaic Virus). Questo patogeno è in grado di colpire diverse graminacee. Oltre che infettare il frumento tenero e duro, lo si ritrova anche su specie affini al frumento(es. farro), orzo, segale, triticale, sorgo, mais.anche le graminacee spontanee possono ospitare il virus; es. Agropyron, Poa, Phleum, Panicum, Lolium, Festuca ecc. Ciclo del patogeno. La malattia viene trasmessa da un protozoo plasmodioforale che vive nel terreno, la Polymixa graminis. All interno delle spore durevoli del protozoo il virus può rimanere vitale per almeno 10 anni o più. Le spore germinano liberando zoospore ciliate che raggiungono le radici delle piante ospite instaurando l infezione da Polymyxa. Assieme al protozoo viene trasmesso anche il virus. Le infezioni avvengono nel periodo autunnale, quando l acqua presente nel terreno favorisce la diffusione delle zoospore, e le temperature sono favorevoli (optimum 15-16 C). In primavera le condizioni ambientali sono più sfavorevoli all insediamento delle infezioni del protozoo. Il virus può svilupparsi all interno della pianta fino al rialzo termico primaverile (generalmente fino a marzo). Poi le temperature elevate ostacolano la moltiplicazione del virus, anche se molti dei sintomi rimangono evidenti. Con la disgregazione delle radici infette si liberano nel terreno le spore del protozoo (i cistosori), all interno delle quali è presente il virus. Come si è detto i cistosori possono infettare nuove piante in autunno o rimanere quiescenti nel terreno per molti anni. Le infezione sono favorite da ristagni idrici, andamenti stagionali freddi e semine precoci. La Polymyxa graminis si diffonde con l acqua, il vento, gli animali e gli attrezzi da lavoro. Una volta che si è instaurata nel terreno tende a permanervi definitivamente, anche grazie ai diversi ospiti. 4
Il Mosaico comune, differentemente da quanto accade in altre virosi dei cereali, non è trasmesso dagli afidi. Visita tecnica al campo sperimentale per la valutazione della sensibilità varietale al virus. A sinistra è visibile una parcella della varietà di frumento duro Grazia, cultivar estremamente sensibile al virus. Difesa. L unico strumento efficace attualmente a disposizione per contenere i danni del SBWMV è rappresentato dalla scelta varietale. In terreni fortemente infetti l impiego di varietà di frumento resistenti/tolleranti il virus consente di contenere efficacemente i danni della malattia. Solitamente la virosi arreca maggiori danni su varietà di frumento duro. In questa specie risulta infatti molto più difficoltosa l individuazione di varietà completamente resistenti al virus. Per tali ragioni, sebbene si siano testate in un recente passato molte cultivar di tenero, negli ultimi anni gli sforzi di ricercatori e sperimentatori si sono concentrati soprattutto sul comportamento del frumento duro. Per valutare la sensibilità al virus vengono allestite prove parcellari di frumento in terreni fortemente infetti dal virus. Attualmente si sta lavorando soprattutto presso l azienda agraria 5
sperimentale dell Università di Bologna, sita in località Cadriano. Qui da tempo sono stati individuati appezzamenti con un elevato livello di infezione del virus. Queste condizioni consentono di discriminare il grado di sensibilità al Mosaico comune delle varietà di frumento duro. Soprattutto nelle annate climaticamente più favorevoli al vettore, quindi alla diffusione del Mosaico. Per completezza di informazione bisogna dire che le condizioni di elevata infezione dei campi sperimentali non rappresenta la situazione più comunemente reperibile nei terreni a cereali. Ma quando si sia accertata tal presenza del Mosaico comune nei terreni aziendali, anche se con livelli di infezione più bassi, è comunque consigliabile indirizzarsi su varietà di frumento resistenti. Questa scelta, oltre tutelare la produzione, ostacola l ulteriore diffusione del virus. Nei campi sono incluse le varietà facenti parte della Rete nazionale di confronto varietale sia le varietà proposte dai soci del Crpv per la Regine Emilia Romagna. La sensibilità varietale viene valutata considerando i seguenti aspetti: gravità dei sintomi manifestati dalle piante in campo, la concentrazione del virus nei tessuti fogliari e il comportamento agronomico delle varietà. Per una corretta valutazione della sensibilità è necessario monitorare la varietà per più anni. Esigenza motivata dal fatto che non sempre le condizioni climatiche sono favorevoli al patogeno. Dal 1996 sono state valutate oltre 100 cultivar di frumento duro. Le varietà che in più annate hanno costantemente mostrato una adeguata resistenza al virus sono soltanto sette: Colorado, Fiore, Ionio, Meridiano, Nefer, Neodur e Provenzal. Vi è poi un secondo gruppo di materiali che, essendo stati saggiati un solo anno o in condizioni non ideali, rimangono validi con riserva (Campodoro, Canyon, Duprì, Grecale, Giusto, Levante, Luxor e Valerio) Poiché il panorama varietale del frumento è in costante e rapida evoluzione, il lavoro dei ricercatori e degli sperimentatori dovrà continuare per valutare le nuove proposte varietali. Visite guidate ai campi sperimentali. Chiunque fosse interessato a vistare i campi sperimentali allestiti presso l Università di Bologna,in collaborazione con ASTRA Innovazione e Sviluppo, in località Cadriano (BO) può contattare gli autori della presente nota tecnica. Abitualmente viene organizzata una visita guidata rivolta a tecnici, agricoltori, sementieri ecc. nel mese di marzo. I dati raccolti sono divulgati sulle riviste specialistiche del settore. 6
Riferimenti bibliografici. Per ulteriori indicazioni inerenti la sperimentazione di campo sulla sensibilità varietale di frumento tenero e duro è possibile consultare i seguenti materiali: Victor Vallega, Claudio Ratti, Chiara Lanzoni, Angelo Sarti, Renato Canestrale, Conception Rubies-Autonell. Mosaico comune, ecco le varietà resistenti. in: Terra e Vita n. 35/2006 pp. 56 61. Conception Rubies-Autonell, Claudio Ratti, Laura Bianchi, Angelo Sarti, Renato Canestrale e Victor Vallega. Mosaico, ancora poche le varietà resistenti. in: Terra e Vita n. 36/2006 pp. 70 74. 7