RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE



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RELAZIONE FINANZIARIA SEMESTRALE al 30 GIUGNO 2014

Relazione Finanziaria Semestrale Al 30 Giugno 2014 Banca Regionale Europea Società per Azioni Appartenente al Gruppo UBI Banca Capitale sociale 587.892.824,35 Codice ABI 6906.2 - CCIAA 0174941 Iscrizione al registro delle imprese di Cuneo, Codice Fiscale e Partita Iva 01127760047 Iscritta all Albo delle Banche al n. 5240.70 Sede Legale: Via Roma, 13-12100 Cuneo Aderente al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia 2

Indice Cariche Sociali e Direzione Generale... 4 Articolazione territoriale del Gruppo UBI Banca... 5 Il Rating... 6 Principali dati e indicatori... 8 Note di commento sull andamento della gestione... 9 Lo scenario di riferimento... 9 L attività della Banca nel primo semestre 2014... 17 Informazioni sullo stato patrimoniale e sul conto economico riclassificati... 22 Altre informazioni... 37 Bilancio Semestrale Abbreviato... 44 Prospetti Contabili... 45 Stato Patrimoniale... 46 Conto Economico... 47 Prospetto della Redditività Complessiva... 48 Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto... 49 Rendiconto Finanziario... 51 Note illustrative... 52 Informativa sul fair value... 60 Eventi rilevanti successivi alla data di chiusura del periodo... 62 Stagionalità o ciclicità delle operazioni intermedie... 62 Pagamento dei dividendi... 62 Note illustrative... 63 Operazioni con parti correlate... 98 3

Cariche Sociali e Direzione Generale CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Dott. Luigi Rossi di Montelera (*) Vice Presidente Dott. Pierfranco Risoli (*) Consiglieri Dott. Mario Cismondi (*) Dott. Ferruccio Dardanello Avv. Cristina Faissola Dott. Filippo Ferrua Magliani (*) Avv. Maurilio Fratino Sig. Giacomo Lodi Arch. Marco Manfredi Dott. Ettore Giuseppe Medda (*) Rag. Fabrizio Pace (*) componenti del Comitato Esecutivo. COLLEGIO SINDACALE Presidente Sindaci effettivi Sindaci supplenti Dott. Filippo Rovetta Rag. Piero Aldo Fenoglio Dott. Aristide Rodiani Dott. Giampietro Rubino Dott. Claudio Uberti DIREZIONE GENERALE Direttore Generale Vice Direttore Generale Dott. Riccardo Barbarini Dott. Mario Spaltini SOCIETÀ DI REVISIONE KPMG S.p.A. 4

Articolazione territoriale del Gruppo UBI Banca 5

Il Rating Di seguito si riportano i giudizi di rating assegnati al Gruppo UBI Banca dalle tre principali agenzie internazionali. Il 14 febbraio 2014 Moody s ha rivisto da negativo a stabile l Outlook dell Italia, in considerazione della forza finanziaria dello Stato e del profilo di sostenibilità del debito, in un contesto di tassi storicamente bassi. Il 15 luglio 2014 l Agenzia ha rivisto le prospettive a 12-18 mesi del sistema bancario italiano, confermando l Outlook Negativo, alla luce sia dei persistenti impatti negativi che la fragile economia del Paese esercita sulla qualità degli attivi e sulla redditività, sia delle implicazioni delle nuove norme che regoleranno la risoluzione delle crisi bancarie in ambito europeo, limitando le possibilità di supporto da parte dei governi nazionali. L Outlook negativo del sistema risulta peraltro coerente con gli outlook assegnati ai rating individuali della maggior parte delle banche italiane. MOODY'S Long-term debt and deposit rating (I) Baa3 Short-term debt and deposit rating (II) Prime-3 Bank Financial Strength Rating (BFSR) (III) D+ Baseline Credit Assessment (BCA) (IV) ba1 Outlook (deposit ratings) Negativo Outlook (Bank Financial Strength Rating) Negativo (I) (II) (III) (IV) Capacità di rimborso del debito in valuta locale a lungo termine (scadenza pari o superiore a 1 anno). Attraverso la metodologia JDA (Joint Default Analysis) questo rating associa alla solidità finanziaria intrinseca (Bank Financial Strength Rating) la valutazione circa le probabilità di intervento, in caso di necessità, da parte di un supporto esterno (azionisti, gruppo di appartenenza o istituzioni ufficiali) (Aaa: miglior rating - C: default) Capacità di rimborso del debito in valuta locale a breve termine (scadenza inferiore a 1 anno) (Prime -1: massima qualità - Not Prime: grado speculativo) Questo rating non si riferisce alla capacità di rimborso del debito, ma prende in considerazione la solidità finanziaria intrinseca della banca (attraverso l analisi di fattori quali l articolazione territoriale, la diversificazione dell attività, i fondamentali finanziari, l esposizione al rischio), in assenza di supporti esterni (A: miglior rating - E: peggior rating) Il Baseline Credit Assessment rappresenta l equivalente del Bank Financial Strength Rating nella scala tradizionale dei rating a lungo termine. Il 6 giugno 2014 Standard & Poor s, nell ambito della periodica revisione dei rating sovrani, ha confermato i rating italiani, mantenendo l Outlook Negativo. Sulla decisione dell Agenzia hanno pesato i rischi legati alle deboli prospettive di crescita del Pil italiano e all effettiva realizzazione delle importanti riforme strutturali annunciate dal Governo. STANDARD & POOR S Short-term Counterparty Credit Rating (i) A-3 Long-term Counterparty Credit Rating (i) BBB- Stand Alone Credit Profile (SACP) (ii) bbb- Outlook Negativo (i) (ii) L Issuer Credit Rating riflette il giudizio sul merito creditizio intrinseco della banca unitamente ad una valutazione del potenziale futuro supporto che la banca potrà ricevere in caso di difficoltà (dal governo o dal gruppo di appartenenza). Breve termine: capacità di ripagare il debito con durata inferiore ad un anno (A-1+: miglior rating D: default) Lungo termine: capacità di pagamento degli interessi e del capitale su debiti di durata superiore ad 1 anno (AAA: miglior rating D: default) Il SACP rappresenta il giudizio sul merito creditizio intrinseco della banca, in assenza di supporto esterno (da parte del governo o del gruppo di appartenenza). Viene ottenuto partendo da un Anchor SACP che sintetizza la valutazione dei rischi economici e industriali propri del settore bancario italiano, poi rettificato per tenere conto di specifici fattori della banca quali la patrimonializzazione, la posizione commerciale, l esposizione al rischio, la raccolta e la situazione di liquidità, valutati anche in ottica comparativa. 6

Il 26 marzo 2014, nell'ambito di un ampia rating action a livello internazionale, avente ad oggetto i support rating dei principali gruppi bancari, Fitch Ratings ha confermato il Support Rating (2) e il Support Rating Floor (BBB) di UBI Banca. Secondo l Agenzia è possibile che i Support Rating di tutte le banche europee coinvolte nella revisione vengano rivisti al ribasso in parallelo con il consolidarsi del nuovo quadro regolamentare in tema di risoluzione delle crisi bancarie. Tuttavia la stessa Agenzia ha precisato che, per le banche che abbiano un rating a lungo termine (Long Term IDR) allineato con il Viability Rating (espressione della solidità intrinseca di una banca) come nel caso di UBI Banca in assenza di variazioni del Viability Rating l eventuale revisione al ribasso dei Support Rating non avrà alcun impatto sul Long Term IDR. Il 25 aprile 2014 l Agenzia ha modificato da Negativo a Stabile l Outlook sull Italia in considerazione delle migliorate condizioni finanziarie del debito sovrano e di un sostanziale bilanciamento dei fattori di rischio che potrebbero agire sul rating governativo. Il successivo 13 maggio Fitch ha rivisto i rating delle cinque principali banche italiane, tra le quali UBI Banca: in tale ambito sono stati confermati sia il rating a lungo termine (BBB+), allineato a quello sovrano, sia l Outlook Negativo, per i riflessi che il difficile contesto economico italiano determina su ricavi e rischiosità del portafoglio crediti. FITCH RATINGS Short-term Issuer Default Rating (1) F2 Long-term Issuer Default Rating (2) BBB+ Viability Rating (3) bbb+ Support Rating (4) 2 Support Rating Floor (5) BBB Outlook (Long-term Issuer Default Rating) Negativo (1) Capacità di rimborso del debito nel breve termine (durata inferiore ai 13 mesi) (F1+: miglior rating D: peggior rating) (2) Capacità di fronteggiare puntualmente gli impegni finanziari nel lungo termine indipendentemente dalla scadenza delle singole obbligazioni. Questo rating è un indicatore della probabilità di default dell emittente (AAA: miglior rating D: default) (3) Valutazione della solidità intrinseca della banca, vista nell ipotesi in cui la stessa non possa fare affidamento su forme di sostegno esterno (aaa: miglior rating - f: default). (4) Giudizio sull eventuale probabilità, adeguatezza e tempestività di un intervento esterno (da parte dello Stato o di azionisti istituzionali di riferimento) nel caso la banca si trovasse in difficoltà (1: miglior rating 5: peggior rating) (5) Questo rating costituisce un elemento informativo accessorio, strettamente correlato al Support Rating, in quanto identifica, per ogni livello del Support Rating, il livello minimo che, in caso di eventi negativi, potrebbe raggiungere l Issuer Default Rating. 7

Principali dati e indicatori (in milioni di euro) Banca Regionale Europea Spa 30/06/2014 30/06/2013 31/12/2013 DATI PATRIMONIALI, ECONOMICI, OPERATIVI E DI STRUTTURA Crediti verso clientela 8.854 9.274 8.811 di cui deteriorati 786 758 800 Raccolta diretta da clientela 6.703 7.408 6.680 Raccolta indiretta da clientela, compreso il risparmio assicurativo (al valore di mercato) 12.592 10.957 11.571 ricchezza finanziaria 19.294 18.366 18.250 Patrimonio Netto (escluso utile di esercizio) 1.297 1.325 1.324 Utile/perdita della operatività corrente al lordo delle imposte 26 20 45 Utile/perdita dell'esercizio 12 9 27 Numero dei dipendenti effettivi 1.781 1.808 1.792 Numero sportelli bancari operativi (*) 247 259 259 INDICI DI STRUTTURA Raccolta da clientela/crediti verso clientela 75,70% 79,88% 75,81% Raccolta gestita (compreso assicurazioni)/raccolta indiretta da clientela ordinaria 51,60% 56,61% 53,92% INDICI DI REDDITIVITA', EFFICIENZA E PRODUTTIVITA' ROE (Utile dell'esercizio/patrimonio netto escluso utile dell'esercizio) 1,79% 1,34% 2,00% ROE al netto delle componenti non ricorrenti 2,39% 1,60% 1,31% COST/INCOME 1 (oneri operativi/proventi operativi) 62,95% 68,42% 63,74% COST/INCOME 1 al netto delle componenti non ricorrenti 62,95% 68,42% 67,06% COST/INCOME 2 (oneri operativi + rettifiche di valore su crediti/proventi operativi) 84,25% 85,68% 85,57% COST/INCOME 2 al netto delle componenti non ricorrenti 84,25% 85,68% 90,04% Tax rate 55,51% 56,35% 40,59% Tax rate normalizzato 42,32% 51,85% 46,87% Margine di interesse/proventi operativi 51,82% 50,48% 49,94% Commissioni nette/proventi operativi 42,06% 42,10% 38,75% Commissioni nette/spese del personale al netto delle componenti non ricorrenti 120,82% 112,38% 111,19% Rettifiche nette su crediti/crediti verso clientela 0,83% 0,60% 0,84% INDICI DI RISCHIOSITA' Sofferenze/crediti verso clientela 4,46% 3,31% 4,17% Crediti deteriorati/crediti verso clientela 8,88% 8,17% 9,08% % copertura sofferenze 40,03% 43,57% 41,41% % copertura sofferenze al lordo delle cancellazioni 55,65% 58,41% 56,25% % copertura totale crediti deteriorati 28,44% 27,45% 27,69% % copertura crediti in bonis 0,46% 0,41% 0,46% COEFFICIENTI PATRIMONIALI (**) Capitale primario di Classe 1/Attività di rischio ponderate 19,51% n.a. n.a. Capitale di Classe1/Attività di rischio ponderate 19,51% 26,62% 26,41% Patrimonio di vigilanza/attività di rischio ponderate 19,51% 26,35% 26,10% (*) Comprendono 3 Filiali Francesi (**) Le attività di rischio ponderate utilizzate per la determinazione dei coefficienti esposti comprendono, per i soli periodi del 2013, lo sconto del 25% previsto per le Banche appartenenti ad un Gruppo Bancario che a livello consolidato rispetti il requisito minimo obbligatorio. Per ulteriori dettagli relativamente al dato del 2014 si rinvia a quanto indicato nelle Note illustrative Adeguatezza patrimoniale. Gli indicatori sono stati costruiti utilizzando i dati riclassificati riportati nel capitolo Informazioni sullo Stato Patrimoniale e sul Conto Economico riclassificati. 8

Note di commento sull andamento della gestione Lo scenario di riferimento Nel corso del primo semestre lo scenario macroeconomico ha continuato a mostrare segnali di miglioramento la cui entità è stata tuttavia condizionata: dalla rapidità della riduzione degli stimoli monetari statunitensi, dalle tensioni internazionali legate alla crisi ucraina (in seguito all annessione della Crimea da parte della Russia), dal temuto rallentamento dell economia cinese e dalle incertezze per i possibili esiti delle elezioni europee di maggio. Con riferimento a queste ultime, pur in presenza di un avanzamento dei movimenti antieuropeisti, la tenuta dei partiti tradizionali ha contribuito - insieme all avanzamento del lento percorso verso l unione bancaria 1 - a ridurre le temporanee tensioni createsi sui mercati finanziari. Nei Paesi dell Area euro più esposti alla crisi del debito è proseguita, seppur con intensità decrescente, la riduzione degli spread sovrani con la Germania. Come evidenziato dal grafico, anche il differenziale tra i BTP decennali e gli analoghi Bund tedeschi ha continuato il percorso di rientro nonostante un temporaneo incremento in maggio anche a causa delle incerte attese sull esito elettorale attestandosi in chiusura di semestre a 149 punti base (215 punti base a fine 2013). Nelle ultime settimane il miglioramento si è interrotto con l affiorare di incertezze sull entità della ripresa nell Area e sulla solidità di una banca portoghese. Spread BTP-Bund decennali 600 550 500 450 400 Punti base 350 300 250 200 150 100 50 0 G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G F M A M G L 2010 2011 Fonte: Thomson Financial Reuters 2012 2013 2014 Sulle prospettive economiche dell Area euro permangono ancora rischi al ribasso di natura geopolitica, legati agli andamenti dei Paesi emergenti e dei mercati finanziari mondiali, ad una domanda interna inferiore alle attese, alla debolezza delle esportazioni nonché ad un attuazione insufficiente delle riforme strutturali nei Paesi dell Area 2. Anche alla luce di queste difficoltà, nella riunione del 5 giugno il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha varato una combinazione di misure intese a realizzare un ulteriore allentamento della politica monetaria, con l obiettivo di riportare l inflazione in prossimità del 2%, oltre che sostenere il processo di erogazione del credito: I dati dello scenario di riferimento sono aggiornati al 22 Luglio 2014 1 Nella riunione del 20-21 marzo Parlamento e Consiglio europeo hanno raggiunto un intesa sul nuovo meccanismo unico di risoluzione delle crisi creditizie (Single Resolution Mechanism) stabilendo che il fondo unico di risoluzione, finanziato dalle banche, entrerà in vigore gradualmente a partire dal gennaio 2015 e raggiungerà la dotazione finale di 55 miliardi di euro entro 8 anni anziché 10. 2 I progressi nelle politiche di bilancio hanno invece portato alla raccomandazione della Commissione, accettata dal Consiglio il 20 giugno, di chiudere le procedure per i disavanzi eccessivi per quattro Paesi: Paesi Bassi, Belgio, Austria e Slovenia. 9

con efficacia dall 11 giugno il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è stato ridotto di 10 punti base allo 0,15%, così come il tasso sui depositi delle banche presso la BCE, divenuto per la prima volta negativo (-0,10% 3 ); è stato deciso l avvio di una serie di operazioni non convenzionali a più lungo termine (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, TLTRO) aventi scadenza nel settembre 2018, mirate a supportare l espansione dei prestiti bancari alle famiglie ed alle società non finanziarie. Alle controparti verrà assegnato un plafond iniziale per un importo pari al 7% dell ammontare totale dei prestiti da esse erogati al settore privato non finanziario dell Area euro, al netto di mutui e cartolarizzazioni, in essere al 30 aprile 2014 (circa 400 miliardi di euro). Due operazioni saranno realizzate a settembre e dicembre 2014, mentre da marzo 2015 a giugno 2016 tutte le controparti potranno prendere in prestito trimestralmente fino a tre volte l importo del loro portafoglio prestiti netti al settore privato non finanziario dell Area euro. Le banche che richiedono prestiti TLTRO e non raggiungono i loro target al 30 aprile 2016 saranno tenute a restituire, alla data del 30 settembre 2016, interamente i fondi ottenuti. È stato infine deciso l ampliamento degli asset eligibili come collaterale almeno sino a settembre 2018; si è deciso di intensificare i lavori preparatori per acquisti definitivi dal mercato delle cartolarizzazioni (Asset-Backed Securities, ABS) al fine di migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria 4 ; il sistema continuerà a beneficiare di condizioni di liquidità estremamente abbondanti e, in tale ottica, la BCE ha prolungato la modalità di piena aggiudicazione degli importi richiesti nelle operazioni di rifinanziamento principali ed in quelle con scadenza a tre mesi sino al dicembre 2016. Nella successiva riunione tenutasi il 3 luglio, la BCE ha esteso - con decorrenza gennaio 2015 - da un mese a sei settimane l intervallo di tempo tra le riunioni di politica monetaria. Per quanto attiene alle Banche Centrali dei principali Paesi avanzati 5 : la Federal Reserve ha confermato nell intervallo 0-0,25% il tasso di riferimento annunciando però in marzo una modifica della forward guidance con l eliminazione del target macroeconomico legato alla disoccupazione (tasso di disoccupazione non superiore al 6,5%) considerato non più significativo. Nelle riunioni di gennaio, marzo, aprile e giugno la FED ha inoltre deciso di proseguire il progressivo rientro dalle misure non convenzionali (c.d. tapering) avviato nel dicembre 2013 con efficacia dal mese successivo: tra gennaio e luglio sono stati pertanto ridotti per complessivi 25 miliardi di dollari sia gli acquisti a titolo definitivo di mutui cartolarizzati (Mortgage Backed Securities, da 40 a 15 miliardi mensili), sia gli acquisti di obbligazioni del Tesoro a lungo termine (da 45 a 20 miliardi mensili). Nel corso della riunione di giugno inoltre la FED ha deciso che, in caso di miglioramento dell economia secondo le attese, il tapering si concluderà entro novembre mediante l eliminazione dei 35 miliardi mensili residui; la Bank of Japan ha lasciato invariati sia l obiettivo per la base monetaria sia il programma di acquisto di titoli (60-70 mila miliardi di yen l anno); a partire da febbraio ha inoltre rafforzato due programmi minori ( Stimulating Bank Lending Facility e Growth-Supporting Funding Facility ), raddoppiando l ammontare dei fondi reso disponibile alle banche per stimolare i prestiti. Nel corso del primo semestre l indice delle materie prime ha mostrato un incremento complessivo del 10% riflettendo tra gennaio e marzo il forte rincaro dei beni agricoli connesso con le ripercussioni della crisi ucraina sul mercato dei cereali. 3 Il tasso negativo si applica anche alle riserve in eccesso rispetto alla riserva obbligatoria, nonché ad altre tipologie di depositi detenuti presso l Eurosistema. 4 Nell ambito di questa iniziativa l Eurosistema prenderà in considerazione l acquisto di ABS semplici e trasparenti aventi come attività sottostanti crediti verso il settore privato non finanziario dell Area euro. 5 In merito ai principali Paesi emergenti: la People s Bank of China ha ridotto la riserva obbligatoria per alcune categorie di intermediari e ha invitato le banche commerciali ad allentare i criteri per la concessione di mutui per l acquisto della prima casa; al fine di contrastare le pressioni inflazionistiche la Reserve Bank of India in gennaio ha alzato il Repo di 25 punti base all 8%; la Banca Centrale brasiliana ha infine operato tre aumenti (in gennaio, marzo e aprile) portando progressivamente il tasso di riferimento all 11%. 10

Nei mesi successivi il raffreddamento della componente non energetica è stato più che compensato dall incremento delle risorse energetiche, con i corsi petroliferi che hanno ripreso a salire quale conseguenza anche delle tensioni geopolitiche che stanno interessando alcuni Paesi produttori (Ucraina, Iraq e Libia). A fine giugno il petrolio di qualità Brent si attestava a 112,36 dollari al barile, in aumento del 4,3% rispetto a fine marzo. L inflazione si è confermata su livelli molto bassi nell Area euro, all interno della quale si stanno paventando anche rischi di deflazione. Negli Stati Uniti ed in Giappone la dinamica dei prezzi appare in accelerazione mentre permane ancora sostenuta, ancorché in lieve attenuazione, nelle principali economie emergenti. Sul mercato dei cambi, dalla tabella emerge un progressivo rafforzamento dello yen nei confronti sia del dollaro sia dell euro, mentre a partire da aprile anche lo yuan sembra essere tornato ad apprezzarsi nei confronti della valuta statunitense. Il rapporto di cambio tra euro e dollaro è invece risultato maggiormente stabile, pur evidenziando da maggio un Principali cambi, quotazioni del petrolio (Brent) e delle materie prime lieve deprezzamento della valuta europea - in corrispondenza con l annuncio da parte della BCE delle misure di allentamento monetario poi introdotte in giugno che è andato proseguendo nelle settimane di luglio. giu-14 A mar-14 B dic-13 C Var. % A/C set-13 D giu-13 E Euro/Dollaro 1,3691 1,3770 1,3752-0,4% 1,3524 1,3008 Euro/Yen 138,69 142,09 144,71-4,2% 132,82 128,94 Euro/Yuan 8,4933 8,5600 8,3250 2,0% 8,2767 7,9835 Euro/Franco CH 1,2141 1,2180 1,2263-1,0% 1,2237 1,2289 Euro/Sterlina 0,8003 0,8263 0,8299-3,6% 0,8355 0,8550 Dollaro/Yen 101,30 103,19 105,23-3,7% 98,21 99,12 Dollaro/Yuan 6,2036 6,2164 6,0537 2,5% 6,1200 6,1374 Futures - Brent (in $) 112,36 107,76 110,80 1,4% 108,37 102,16 Indice CRB (materie prime) 308,22 304,67 280,17 10,0% 285,54 275,62 Fonte: Thomson Financial Reuters * * * Seppur in decelerazione nei primi tre mesi dell anno anche per la temporanea flessione statunitense, la ripresa dell economia mondiale in corso dalla seconda metà del 2013 sta proseguendo principalmente grazie al contributo dei Paesi emergenti, in particolare quelli asiatici, ma anche del Giappone, mentre permane modesta e di diversa intensità la dinamica interna all Area euro. Consuntivi e previsioni: Paesi industrializzati Prodotto Interno Lordo Prezzi al consumo Disoccupazione Disavanzo (+) Avanzo (-) Settore Pubblico (% del PIL) Tassi di riferimento Valori percentuali 2013 2014 (1) 2015 (1) 2013 (2) giu-14 (3) 2014 (1) (2) 2013 (2) giu-14 (3) 2014 (1) (2) 2013 2014 (1) 2015 (1) dic-13 lug-14 Stati Uniti 1,9 1,5 2,7 1,5 2,1 2,0 7,4 6,1 6,3 6,5 4,5 3,6 0-0,25 0-0,25 Giappone 1,5 1,7 1,8 0,9 3,7 2,8 3,9 3,5 3,3 10,3 9,3 7,6 0-0,10 0-0,10 Area Euro -0,4 0,9 1,3 1,4 0,5 0,7 11,9 11,6 11,6 3,0 2,6 2,5 0,25 0,15 Italia -1,9 0,3 1,2 1,3 0,2 0,6 12,2 12,6 12,8 3,0 3,0 2,7 - - Germania 0,4 1,8 1,7 1,6 1,0 1,0 5,3 5,1 5,2 0,0 0,0 0,1 - - Francia 0,3 0,5 1,0 1,0 0,6 0,8 10,3 10,1 10,2 4,3 4,0 3,5 - - Portogallo -1,4 0,6 1,2 0,4-0,2-0,3 16,4 14,3 14,5 4,9 4,1 3,2 - - Irlanda -0,3 2,0 1,7 0,5 0,5 0,3 13,1 12,0 11,9 7,2 4,8 3,7 - - Grecia -3,9-1,6 0,4-0,9-1,5-1,2 27,5 26,8 26,7 12,7 4,1 2,2 - - Spagna -1,2 1,2 1,3 1,5 0,0 0,3 26,1 25,1 25,2 7,1 6,2 6,4 - - Regno Unito 1,7 3,0 1,6 2,6 1,9 2,4 7,6 6,5 6,6 5,8 5,4 5,1 0,50 0,50 (1) Previsioni,, Fonte: Prometeia e Statistiche ufficiali (2) Tasso medio annuo (3) Laddove non ancora pubblicati i dati al 30 giugno 2014, sono state utilizzate le ultime informazioni disponibili Quale conseguenza delle persistenti condizioni climatiche avverse in zone importanti del Paese, i più recenti aggiornamenti hanno rivisto decisamente al ribasso la crescita statunitense nel primo trimestre, con il Pil in calo congiunturale del 2,9% annualizzato - prima flessione dal 2010 - avendo risentito di un ridimensionamento dei consumi, nonché 11

dell apporto negativo di scorte, esportazioni nette e, seppur in misura più contenuta, degli investimenti fissi. I primi dati relativi al secondo trimestre sembrano comunque preludere ad un ritorno alla crescita beneficiando anche del recupero delle esportazioni in aprile e in maggio. A giugno il tasso di disoccupazione si è ridotto al 6,1% (6,7% a fine 2013), riportandosi sui livelli del settembre 2008. Per contro, dopo il minimo toccato in febbraio all 1,1%, l inflazione è rapidamente risalita al 2,1% di maggio e giugno (1,5% a dicembre). L inflazione core (al netto dei prodotti alimentari ed energetici) si è attestata all 1,9% (1,7% a dicembre), risultando più stabile nei sei mesi. Tra gennaio e maggio il saldo negativo della bilancia commerciale è aumentato a 218,2 miliardi di dollari (+5,8% rispetto al corrispondente periodo del 2013), risentendo di un accresciuto disavanzo nei confronti dell Area euro, della Cina e dei Paesi Opec che ha più che compensato il minor deficit verso il continente africano ed il Giappone. Nel secondo trimestre il Pil della Cina è cresciuto del 7,5% su base annua (+7,4% nei tre mesi precedenti) sostenuto da misure Consuntivi e previsioni: principali Paesi emergenti di stimolo degli investimenti in Prodotto Interno Lordo Prezzi al consumo Tassi di riferimento infrastrutture e nel settore immobiliare e dal rafforzamento della Valori 2013 2014 (1) 2015 (1) 2013 (2) giu-14 (3) dic-13 lug-14 percentuali domanda proveniente dalle economie Cina 7,7 7,3 7,2 2,6 2,3 6,00 6,00 avanzate. India 4,7 4,9 5,3 10,1 7,3 7,75 8,00 Con riferimento all interscambio Brasile 2,5 n.d. n.d. 6,2 6,5 10,00 11,00 commerciale, le dinamiche Russia 1,2 n.d. n.d. 6,8 7,8 8,25 8,25 tendenziali nel semestre di,, (1) Previsioni Fonte: Prometeia, FMI e Statistiche ufficiali esportazioni (-1,2%) ed importazioni (2) Tasso medio annuo (-0,6%) hanno determinato un (3) Laddove non ancora pubblicati i dati al 30 giugno 2014, sono state utilizzate le ultime informazioni disponibili surplus di 6,3 miliardi di dollari che ha contribuito ad incrementare ulteriormente le riserve valutarie, a fine giugno giunte a sfiorare i 4 mila miliardi di dollari, per oltre un terzo stabilmente investite in titoli pubblici statunitensi. L inflazione ha oscillato tra un minimo dell 1,8% ed un massimo del 2,5% attestandosi in giugno al 2,3%, sempre sostenuta dai prezzi degli alimentari (3,7%). Nei primi tre mesi dell anno l economia giapponese ha accelerato significativamente con il Pil in crescita congiunturale dell 1,6% (+0,1% nell ultimo periodo del 2013), miglior risultato dal terzo trimestre 2011. Tale dinamica ha beneficiato di un consistente incremento della domanda interna per consumi ed investimenti non residenziali - stimolata anche da un anticipo delle scelte di acquisto in vista dell aumento delle imposte indirette - nonostante l apporto negativo delle scorte e dell interscambio commerciale, peraltro in attenuazione in virtù di una forte ripresa dell export. I primi dati riferibili al secondo trimestre sembrano anticipare un fisiologico rallentamento: a maggio la produzione industriale è cresciuta solo del +1% su base tendenziale (+3,8% ad aprile, +7,4% a marzo) mentre i risultati dell indagine Tankan di giugno evidenziano un lieve calo del livello di fiducia da parte delle imprese manifatturiere di grandi e piccole dimensioni. A maggio il tasso di disoccupazione si presentava in ulteriore lieve flessione al 3,5% (3,7% a dicembre); l inflazione risultava in sensibile aumento al 3,7% (1,6% a dicembre), incorporando gli effetti dell aumento dell IVA ad inizio aprile. Nell Area euro, la ripresa in atto fatica a consolidarsi: tra gennaio e marzo il Pil è aumentato dello 0,2% rispetto al periodo precedente (+0,3% nell ultimo trimestre 2013) grazie all incremento delle scorte e ad un modesto contributo di consumi ed investimenti che hanno più che controbilanciato il rallentamento dell interscambio commerciale dovuto alla sensibile decelerazione dell export. Sulle prospettive dell Area continua a pesare l eterogeneità ciclica e strutturale tra i diversi Paesi con un accentuazione della dicotomia tra quelli con segnali di ripresa della domanda interna e quelli quasi esclusivamente dipendenti dal contesto internazionale. 12

Per quanto attiene al secondo trimestre, in giugno l indicatore -coin calcolato dalla Banca d Italia - che fornisce una stima della dinamica di fondo del Pil europeo - si è confermato sui valori di maggio, positivo da dieci mesi ma in flessione rispetto al massimo raggiunto in aprile. L indice della produzione industriale a maggio ha evidenziato una flessione dell 1,1% su base congiunturale (+0,7% in aprile, -0,4% in marzo), determinata da un generalizzato arretramento per tutte le principali economie dell Area (-1,4% per la Germania). Per contro, il dato tendenziale si sta confermando positivo da inizio anno (+0,5% a maggio), seppur in moderazione (+1,4% in aprile). Sempre in maggio, il tasso di disoccupazione si è attestato all 11,6% - invariato rispetto ad aprile e in marginale riduzione rispetto a dicembre (11,8%) - incorporando ancora situazioni di particolare criticità in Grecia (26,8% a marzo), Spagna (25,1%) e Portogallo (14,3%). A giugno, l inflazione si è confermata allo 0,5% (0,8% a dicembre), sostanzialmente stabile da marzo ed ancora lontana dagli obiettivi di politica monetaria della BCE (2%). L indice core, al netto dei prodotti alimentari ed energetici, si è attestato allo 0,8%, in lieve flessione rispetto all 1% di febbraio e aprile (0,7% a dicembre). Dopo il +0,1% registrato nel quarto trimestre del 2013, nei primi tre mesi del 2014 la dinamica congiunturale del Pil italiano è divenuta nuovamente negativa (-0,1%) evidenziando la perdurante debolezza dell economia, in particolare dell industria e dei servizi. I primi dati riferibili al secondo trimestre non lasciano presagire una rapida inversione di tendenza. La produzione industriale corretta per gli effetti del calendario continua a mostrare un trend altalenante: in maggio l indice si presentava in flessione dell 1,8% su base annua - peggior risultato del 2014 - sintetizzando variazioni negative per quasi tutti i settori, fra i quali la Fabbricazione di apparecchiature elettriche (-6,5%), le Altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,6%) ed il comparto Elettronico (-3,9%). Solo i settori Estrattivo (+3,7%), Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,9%) e Alimentare (+0,2%) mostravano una dinamica positiva. Parallelamente sul mercato del lavoro non sembrano emergere segnali di miglioramento: il tasso di disoccupazione a maggio era pari al 12,6% (12,5% a fine 2013) - superiore di 1 punto percentuale rispetto alla media europea - con un livello sempre molto critico per la fascia 15-24 anni (43% 6 ). Il dato generale continua peraltro ad essere mitigato dalla presenza degli ammortizzatori sociali che tra gennaio e giugno hanno evidenziato una lieve riduzione tendenziale del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni: 562,5 milioni di ore autorizzate a fronte dei 582,5 milioni di un anno prima (-3,4%), quale sintesi di una flessione per le componenti ordinaria (-28,3%) ed in deroga (-16,1%) e di un incremento per la straordinaria (+23,1%). L inflazione, misurata dall Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo, è scesa su livelli significativamente bassi collocandosi in giugno allo 0,2% (0,7% a dicembre), al di sotto della media europea (0,5%). Nei primi cinque mesi dell anno il saldo della bilancia commerciale è risultato positivo per 14,1 miliardi di euro (+8,6 miliardi nel medesimo periodo del 2013), in virtù di un avanzo nell interscambio dei prodotti non energetici, dei quali circa due terzi riferibili ai beni strumentali, che ha più che compensato il deficit energetico (-19,1 miliardi). Il surplus complessivo continua peraltro a riflettere una sostanziale debolezza degli scambi, con le esportazioni in aumento nei cinque mesi dell 1,3% su base tendenziale e le importazioni in flessione del 2,5%. Sul fronte della finanza pubblica, sono in corso trattative a livello europeo per ottenere - nell ambito di quanto previsto dal Patto di Stabilità - una dilazione dei tempi entro i quali conseguire l obiettivo di medio termine di azzeramento dell indebitamento strutturale e la riduzione del debito, a fronte dell attuazione di importanti riforme strutturali 7. * * * 6 Il dato esprime l incidenza dei giovani disoccupati sul totale dei giovani occupati o in corso di occupazione. 7 Dal 1 luglio è iniziato il semestre europeo a presidenza italiana. 13

Andamenti dei principali indici azionari espressi in valuta locale giu-14 A mar-14 B dic-13 C Var. % A/C Nei sei mesi in esame i corsi azionari hanno beneficiato, seppur con andamenti eterogenei, del progressivo miglioramento delle condizioni sui mercati finanziari risentendo solo temporaneamente delle tensioni nei Paesi emergenti. Come si evince dalla tabella, le migliori Fonte: Thomson Financial Reuters performance hanno interessato i listini italiani, in rialzo di circa il 12% rispetto a dicembre, nonostante un inversione di tendenza a partire da giugno. Dopo la debolezza del primo trimestre, gli indici statunitensi e giapponesi - questi ultimi ancora in negativo rispetto a dicembre sono tornati a crescere nei mesi successivi. Anche l indice MSCI che sintetizza l andamento dei mercati dei Paesi emergenti - ha evidenziato un recupero nel secondo trimestre quale conseguenza dei segnali di stabilizzazione delle principali economie, in particolare quelle asiatiche. Nel corso del mese di luglio i listini europei hanno però risentito di nuove tensioni, principalmente sul comparto finanziario, anche alla luce delle difficoltà incontrate da un istituto di credito portoghese; è proseguito invece il favorevole trend delle borse nipponiche e statunitensi con queste ultime giunte a nuovi massimi storici. Nell ambito di un generalizzato miglioramento per il risparmio gestito, il trend del settore dei fondi comuni d investimento si è confermato particolarmente favorevole nel primo semestre grazie ad una raccolta netta positiva per 41,9 miliardi di euro, riconducibile per 26,5 miliardi ai fondi di diritto estero e per 15,4 miliardi a quelli di diritto italiano. In termini di tipologie, l evoluzione del comparto è principalmente ascrivibile ai prodotti flessibili (+24,2 miliardi) e ai fondi obbligazionari (+12,4 miliardi), mentre più modesto è stato il contributo dei prodotti bilanciati (+3,5 miliardi), azionari (+3,5 miliardi) e dei fondi hedge (+1 miliardo). I fondi di liquidità si sono invece ridotti (-3 miliardi) 8. A fine giugno il patrimonio gestito aveva raggiunto i 620,4 miliardi di euro, in aumento dell 11,4% rispetto a dicembre 2013, accentuando una ricomposizione in termini percentuali a favore dei fondi flessibili (dal 17,8% al 20,8%) e dei bilanciati (dal 5,3% al 6,1%), a fronte di una riduzione nella quota dei prodotti di liquidità (dal 5,2% al 3,7%), degli azionari (dal 21,6% al 20,7%) e degli obbligazionari (dal 48,2% al 47,3%). set-13 D giu-13 E Ftse Mib (Milano) 21.283 21.692 18.968 12,2% 17.435 15.239 Ftse Italia All Share (Milano) 22.585 23.143 20.204 11,8% 18.480 16.250 Xetra Dax (Francoforte) 9.833 9.556 9.552 2,9% 8.594 7.959 Cac 40 (Parigi) 4.423 4.392 4.296 3,0% 4.143 3.739 Ftse 100 (Londra) 6.744 6.598 6.749-0,1% 6.462 6.215 S&P 500 (New York) 1.960 1.872 1.848 6,1% 1.682 1.606 DJ Industrial (New York) 16.827 16.458 16.577 1,5% 15.130 14.910 Nasdaq Composite (New York) 4.408 4.199 4.177 5,5% 3.771 3.403 Nikkei 225 (Tokyo) 15.162 14.828 16.291-6,9% 14.456 13.677 Topix (Tokyo) 1.263 1.203 1.302-3,0% 1.194 1.134 MSCI emerging markets 1.051 995 1.003 4,8% 987 940 * * * Gli effetti della lunga crisi hanno continuato a condizionare l attività nei primi mesi del 2014, nel corso dei quali il sistema bancario è stato interessato da una debole dinamica della raccolta, riflesso anche della perdurante flessione dei prestiti, a fronte di crediti deteriorati solo in marginale rallentamento. Sulla base delle stime pubblicate dall ABI 9, a fine giugno il tasso di variazione tendenziale della raccolta diretta (depositi di residenti e obbligazioni) si manteneva negativo e pari al - 0,9%, seppur in miglioramento rispetto al minimo del -2,2% raggiunto in febbraio (-1,8% a dicembre 2013). All interno dell aggregato permane la contrapposizione tra la raccolta obbligazionaria (-8,3% dal -9,8% di fine 2013 10 ) e l insieme delle altre forme tecniche, in 8 Alla raccolta netta del semestre hanno concorso anche +0,3 miliardi riferibili alla categoria Fondi non classificati. 9 ABI Monthly Outlook, Economia e Mercati Finanziari-Creditizi, luglio 2014. 10 Le variazioni sono state calcolate escludendo dalla raccolta obbligazionaria la quota che figura tra gli investimenti del portafoglio titoli. 14

aumento (+2,4% dal +2% 11 ) nonostante una dinamica tendenziale particolarmente negativa dei pronti contro termine (-33,8% a maggio), ma anche dei depositi con durata prestabilita a 2 anni (-7,7% a maggio) 12. Per gli impieghi a residenti appartenenti al settore privato le medesime anticipazioni ABI evidenziano a giugno una diminuzione annua del 2,9% (-4,2% a dicembre) che tuttavia beneficia degli effetti positivi di una discontinuità statistica, dovuta alla riorganizzazione di primari gruppi bancari, che ha interessato i prestiti verso società non finanziarie 13. In termini di destinatari, i dettagli relativi al mese di maggio pubblicati da Banca d Italia 14 - che tengono conto dei prestiti non rilevati nei bilanci bancari in quanto cartolarizzati e sono al netto delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni (ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni) continuano in realtà ad evidenziare una perdurante debolezza, solo in marginale attenuazione, per la quota complessivamente destinata sia alle famiglie (-1% dal -1,3% di fine dicembre) che alle imprese (-4,7% dal -5,2% di dicembre). Anche sotto il profilo della rischiosità la situazione permane critica, seppur con qualche segnale di rallentamento. A maggio, le sofferenze del settore privato al lordo delle svalutazioni 15 sono ulteriormente aumentate in particolare quelle verso società non finanziarie raggiungendo i 168,2 miliardi di euro, con un progresso del 24,2% su base annua e dell 8,1% da inizio 2014 (+24,8% l incremento registrato nel 2013). Di tale stock, 47,5 miliardi sono relativi alle famiglie (+12,1% su base annua, +2,9% rispetto a dicembre) e 119,5 miliardi alle imprese (+29,7% su base annua; +10,3% rispetto a dicembre) 16. Il rapporto sofferenze lorde del settore privato/impieghi al settore privato si è così attestato al 10,35% (9,33% a fine dicembre). Le sofferenze nette, pari a 78,7 miliardi, sono cresciute del 14,9% nei dodici mesi (in significativa decelerazione rispetto al +23,5% registrato nel 2013), ma risultano in flessione dell 1,6% rispetto a dicembre avendo beneficiato anche di operazioni di cessione. In considerazione della dinamica degli impieghi, a fine maggio il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si presentava comunque in aumento al 4,36%, dal 4,31% di cinque mesi prima. I titoli emessi da residenti in Italia nel portafoglio delle banche italiane 15 a maggio si attestavano a 856 miliardi di euro, in flessione sia nei dodici mesi (-66,9 miliardi; -7,2%), sia rispetto a dicembre (-37,3 miliardi; -4,2%). L evoluzione su base annua sintetizza in realtà andamenti contrapposti. Gli investimenti in titoli di Stato italiani, pari a 402,9 miliardi, si sono mantenuti sostanzialmente stabili (+7,7 miliardi nei dodici mesi, ma +15,4 miliardi da inizio anno). Al loro interno gli acquisti a medio-lungo termine (CCT e BTP; +39,2 miliardi, dei quali +33,4 miliardi da inizio anno) hanno compensato la riduzione delle categorie a più breve scadenza (BOT e CTZ; -31,4 miliardi, dei quali -18,1 miliardi da inizio anno). Gli Altri titoli, pari a 453,1 miliardi, hanno invece evidenziato una significativa flessione (- 74,6 miliardi;-14,1%) che è andata accentuandosi da inizio anno (-52,8 miliardi; -10,4%), prevalentemente riconducibile alle obbligazioni bancarie (-62,4 miliardi; -16,8%), la cui incidenza era scesa al 68,1%. 11 Le variazioni sono state calcolate escludendo dai depositi gli importi connessi con operazioni di cessione di crediti e con controparti centrali. 12 Il rallentamento di quest ultima voce riflette principalmente il minor rendimento rispetto ad altri tipi di investimenti, risultato di politiche di repricing da parte del sistema bancario che, a fronte dell allentamento delle pressioni dal lato della raccolta, avrebbe privilegiato la componente indiretta mediante la vendita di strumenti finanziari alle famiglie. 13 Negli ultimi mesi la dinamica dei crediti potrebbe aver risentito anche di una maggior cautela da parte delle banche nell erogazione in attesa della conclusione della revisione degli attivi bancari (AQR) e degli stress test. 14 Comunicato stampa Principali voci dei bilanci bancari, 8 luglio 2014. 15 Supplemento al Bollettino Statistico Moneta e Banche, luglio 2014. 16 A gennaio 2014 anche le sofferenze in essere sono state interessate da discontinuità dovute ad operazioni societarie realizzate da alcuni gruppi bancari. Tali operazioni spiegano in larga misura le variazioni rispetto ai mesi precedenti. 15

A giugno, il tasso medio della raccolta bancaria da clientela calcolato dall ABI 17 (che include il rendimento dei depositi, delle obbligazioni e dei pronti contro termine in euro per le famiglie e le società non finanziarie) risultava pari all 1,71% (1,88% a fine 2013). Il tasso medio ponderato sui prestiti alle famiglie e alle società non finanziarie si presentava invece pari al 3,86% (3,82% a dicembre 2013). I continui richiami delle autorità di vigilanza ad azioni di rafforzamento patrimoniale, unitamente alle pressioni del mercato per livelli di capitalizzazione superiori ai minimi regolamentari, anche nell ipotesi di piena e anticipata applicazione degli stessi (full impact), e alle incertezze crescenti sui risultati dell esercizio di comprehensive assessment da parte della BCE hanno indotto diverse banche ad accrescere il capitale ricorrendo al mercato. Nel primo semestre dell anno 9 dei principali 15 gruppi bancari italiani hanno effettuato aumenti di capitale raccogliendo entro luglio, ad operazioni concluse, 10,7 miliardi di euro. 17 ABI Monthly Outlook, Economia e Mercati Finanziari-Creditizi, luglio 2014. 16

L attività della Banca nel primo semestre 2014 L attività commerciale Nel corso del semestre - in adesione alle linee strategiche di Gruppo - è proseguita l azione commerciale finalizzata al raggiungimento degli obiettivi pianificati ad inizio anno. L attività di presidio dei territori di riferimento è stata svolta con continuità, riservando la consueta attenzione ai bisogni della clientela. Nel seguito viene sinteticamente illustrato l andamento delle varie strutture commerciali della Banca. Il Mercato Retail Le attività finanziarie, detenute dalla clientela Retail, sono risultate in aumento rispetto alla fine dell esercizio precedente; si sono infatti registrate dinamiche positive in tutti i comparti, sia per quanto concerne la raccolta effettuata tramite prestiti obbligazionari (accentrati presso la Capogruppo), che per quanto attiene il risparmio gestito ed assicurativo. E continuato il fenomeno, in controtendenza con il sistema bancario italiano, di crescita dei volumi della raccolta diretta a medio lungo termine e di contrazione della raccolta a breve termine. Tale dinamica consente il rafforzamento dell equilibrio strutturale della Banca, atteso che il collocamento di obbligazioni emesse dalla Capogruppo, permette di acquisire fondi infragruppo a condizioni in linea con quelle applicate sui prestiti obbligazionari collocati alla clientela. La situazione macroeconomica, caratterizzata da modesti ritmi di crescita dell economia ed i pericoli di una ripresa estremamente lenta dell inflazione, hanno indotto la BCE ad annunciare un pacchetto di stimoli monetari, pertanto, in un ottica prospettica, i tassi d interesse di riferimento e quelli sul mercato monetario dovrebbero rimanere estremamente contenuti; secondo le previsioni la liquidità dovrebbe restare abbondante per tutto il corso dell esercizio. In tale contesto sia le emissioni di Prestiti Obbligazionari (tasso fisso e misto) sia le polizze vita tradizionali di Ramo I (i cui premi vengono investiti in una Gestione Separata, costituita per lo più da titoli di Stato e da obbligazioni, che consolida i rendimenti e riconosce un rendimento minimo garantito), hanno incontrato le aspettative degli investitori con un profilo di rischio prudente. Il Risparmio Gestito ha continuato a registrare l attività di riposizionamento della clientela, che, alla ricerca di un maggiore rendimento, ha manifestato la tendenza ad abbandonare progressivamente i comparti monetari ed obbligazionari in favore dei comparti bilanciati. In particolare sono stati apprezzati dalla clientela i seguenti prodotti, tra loro complementari: i fondi cosiddetti a finestra - che consentono alla clientela di aderire alle varie tipologie di strategie bilanciate - ed i piani di accumulo attraverso i quali il cliente introduce, in maniera graduale, la componente azionaria nei propri portafogli. Nel comparto danni hanno incontrato il favore della clientela le coperture finalizzate alla tutela del patrimonio e della salute. Per quanto concerne l attività di impiego, si è assistito ad una robusta crescita, rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, delle erogazioni di mutui e di finanziamenti a MLT, mentre il credito a Breve Termine ha continuato a risentire della minore domanda di credito commerciale. In collaborazione con le strutture crediti competenti ed attraverso il costante coinvolgimento delle Direzioni Territoriali è proseguita l attività finalizzata al miglioramento della qualità del 17

credito, che rimane uno degli obiettivi strategici del mercato Retail e della Banca nel suo complesso. Rete Estera: succursale di Nizza e agenzie di Mentone e Antibes Nel corso del semestre i volumi delle masse della clientela sono rimasti sostanzialmente stabili, sia sul lato della raccolta che sul lato degli impieghi, questi ultimi ancora condizionati - per quanto concerne le erogazioni di mutui - dal persistere delle tendenza riflessiva rispetto agli investimenti immobiliare che caratterizzano la zona della Costa Azzurra. I risultati economici risultano in linea con le aspettative grazie all attenta politica di monitoraggio dei costi. Sono state poste in essere e/o pianificate le attività necessarie alla predisposizione ed aggiornamento delle procedure informatiche ed organizzative finalizzate al rispetto di specifiche prescrizioni normative, quali la normativa FACTA e quella SEPA. Attività di Tesoreria Enti Nella tabella che segue si evidenzia la consistenza numerica degli Enti per i quali la Banca svolge l attività di Tesoreria e/o di Cassa, raffrontate con quelle del 31/12/2013. Enti gestiti 30/06/2014 31/12/2013 Variazioni Università e Aziende Universitarie 0 0 - Istituzione Scolastiche Statali 35 38-3 Aziende Ospedaliere 2 2 - Azienda Sanitarie Locali 3 3 - Enti di derivazione Aziende Sanitarie Locali 3 3 - Amministrazioni Comunali 157 159-2 Comunità montane 5 6-1 Unioni di Comuni 1 1 - Consorzi di Comuni 4 7-3 Altri Consorzi 63 64-1 Enti Pubblici Economici 1 1 - Enti Diversi 78 81-3 Totali 352 365-13 L elenco sintetico sopra riportato evidenzia le variazioni intervenute, a decorrere dall 1/1/2014 e sino al 30/6/2014, a seguito di gare ed estinzioni/accorpamenti di Enti. Gli Enti per i quali è cessato il servizio sono i seguenti: Comune di Castelnuovo di Ceva (CN) Comune di Lesegno (CN) Unione dei Comuni Moline dei Torti e Alzano Scrivia (AL) Consorzio Acquedotto Mango Camo (CN) Consorzio Acquedotto Roddi - Grizzane (CN) 18

Consorzio B.I.M. del Maira - Dronero (CN) Consorzio Valorizzazione Prodotti Agricoli - Sanfront (CN) Asilo Infantile Don Gerbino - Villar San Costanzo (CN) Opera Pia Garelli Casa di Riposo per Anziani - Garessio (CN) Distretto Scolastico n. 8 Torino Distretto Scolastico n. 4 - Torino Istituto Tecnico Agrario Statale Umberto I - Azienda Agraria Alba (CN) Istituto Tecnico Agrario Statale Umberto I - Azienda Lb.Chimico - Alba (CN) Asilo G. Speroni - Recco (GE) La Banca ha acquisito il servizio relativo all Istituto Comprensivo di Arma di Taggia (IM) Nel corso del semestre la Banca ha proseguito nell opera di attenzione nella gestione degli Enti (Ospedali, Aziende Ospedaliere, Comuni, ecc.), in linea con l impostazione adottata e nell ambito del ruolo di riferimento svolto sul territorio di riferimento. Il Mercato Unity Il Mercato Unity, nato con l obiettivo di proporre un punto di riferimento unico ai Clienti del Gruppo per la cura del patrimonio personale e per la gestione dell attività imprenditoriale, è entrato nel suo secondo anno di vita. Il contesto macroeconomico nel quale la Banca si è trovata ad operare ha continuato ad essere sfavorevole, atteso che l indice totale delle produzione italiana è risultato piatto, evidenziando, rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, un miglioramento quasi impercettibile. Nonostante la situazione congiunturale lasci intravedere solo modesti segnali di ripresa, il nuovo modello di servizio ha ottenuto buoni risultati, grazie alla capacità di prospettare soluzioni specificamente studiate per le imprese, con un approccio volto ad avvicinare le aziende attraverso la condivisione di uno scenario prospettico e l identificazione di un offerta strutturata. Si è pertanto assistito ad un incremento significativo dell attività di assistenza alle imprese sia per quanto concerne gli affidamenti a breve termine che per quanto attiene a quelli a medio e lungo termine. Risorse Umane L organico effettivo della Banca al 30 giugno 2014 è pari a 1.781 unità. Il dato comprende 47 risorse distaccate da altre Società del Gruppo ed esclude 135 risorse a libro paga della Banca distaccate presso altre Società del Gruppo. La riduzione di organico, rispetto al 31/12/2013, è stata di 11 risorse; in particolare, nel primo semestre del 2014 vi sono state 20 uscite, di cui 12 per mobilità verso altre Società del Gruppo, e 9 ingressi, di cui 5 per mobilità infragruppo. Al 30 giugno 2014 il personale impegnato in rete (Retail, Corporate, Private) è pari a 1.559 unità (88% circa dell organico), in Direzione Generale operano 130 risorse (7%), mentre il restante personale (maternità, lunghe malattie, ecc.) ammonta a 92 unità. Anche i primi sei mesi del 2014, in analogia a quanto già avvenuto nel 2013, sono stati caratterizzati dall attuazione agli accordi sindacali del 29 novembre 2012 e del 12 febbraio 2013, contenenti una serie di previsioni che contemplano un contenimento degli oneri attraverso il ricorso a forme di flessibilità e di riduzione/sospensione dell orario di lavoro: 470 risorse hanno usufruito del piano di adesione volontaria alla sezione ordinaria del suddetto Fondo di Solidarietà; di queste, circa 150 hanno richiesto una riduzione d orario e circa 320 una sospensione dal servizio diversamente articolata, per un totale di circa 18.000 giorni per il 2014. 19

Comunicazione istituzionale Nel corso dell anno la Banca ha colto ogni occasione utile a confermare lo stretto rapporto con il territorio piemontese, valdostano e ligure, ricevendo ampio consenso per l attenzione posta alle famiglie ed alle imprese. Nel perdurare di un contesto congiunturale particolarmente impegnativo, la Banca ha continuato a sostenere e a supportare l economia del territorio in cui opera, contribuendo a contenere le difficoltà delle aziende nell accedere alle fonti di liquidità attraverso il mantenimento degli accordi stipulati con i Confidi e le Confcooperative, e nell ambito del piano anticrisi promosso dall Associazione Commercianti Albesi e dall Ascomfidi Langhe e Roero. Accordi particolari sono tuttora in corso con la Confartigianato e con la Confcommercio di Cuneo. Con la prima, è stato rinnovata per tutto il 2014 la durata del progetto T2, Territorio per territorio, finalizzato a sostenere le imprese artigiane della Provincia Granda, attraverso l emissione da parte della Banca, di un prestito obbligazionario per l importo complessivo di 5 milioni di euro e la costituzione di un plafond dedicato, pari al doppio del prestito sottoscritto per finanziamenti agevolati alle imprese associate a Confartigianato Imprese Cuneo. Con la Confcommercio cuneese, oltre alle iniziative a favore delle imprese associate alla Cooperativa di Garanzia, la Banca ha posto le basi per sviluppare, nella seconda metà dell anno, un progetto per l ammodernamento tecnologico della rete delle aziende associate che miri alla promozione ed alla rivitalizzazione del settore, nell area del Cuneese in cui è attiva l associazione. In Liguria, dove la Banca mantiene la doppia citazione, in unione con il Banco di San Giorgio, nel rispetto della tradizione e della notorietà acquisita da quella banca, l orientamento è stato nel mantenere alta l attenzione soprattutto nel comparto immobiliare creando sostegno alle famiglie attraverso le tradizionali modalità di finanziamento e le formule innovative rese disponibili a livello di Gruppo. L attenzione al territorio ed alle sue realtà culturali, sportive e ricreative di eccellenza è stata manifestata anche nella promozione delle carte Enjoy brandizzate, con singole personalizzazioni esclusive, che sono risultate molto gradite da parte degli associati consentendo altresì alla Banca di entrare in contatto con interessanti nuovi bacini di clientela. Attualmente ne sono state realizzate oltre venti versioni. Relativamente alle sponsorizzazioni culturali si è dato sviluppo ulteriore a quella con il Circolo dei lettori a Torino, anche tramite la diffusione delle speciale carta Enjoy personalizzata Circolo dei lettori. Oltre alla partecipazione diretta in occasione della presentazione di libri a carattere economico e finanziario, il Circolo ha ospitato una serie di iniziative per le famiglie e laboratori didattici per i bambini in tema di educazione al risparmio, in collaborazione con il Consorzio PattiChiari. Iniziative analoghe sull educazione finanziaria, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, sono state sviluppate a Genova e a Cuneo. A Genova è stato promosso, per il secondo anno consecutivo, un concorso letterario tra gli alunni delle scuole medie che ha avuto il momento culminante nella cerimonia di premiazione al Teatro della Gioventù, che oltre all evento ha ospitato un interessante spettacolo teatrale dal titolo Econosofia. A Cuneo sono stati coinvolti i bambini della scuola primaria, che hanno seguito lezioni dedicate ed hanno prodotto dei lavori a tema che a fine ciclo hanno dato origine ad una mostra itinerante allestita nelle vetrine delle filiali della Banca in Città e all interno del palazzo comunale. Nel capoluogo piemontese sono proseguite altre collaborazioni prestigiose con la Fondazione Teatro Regio, con la Fondazione Torino Musei, con l associazione Lingotto Musica. A Torino, e per la prima volta anche a Cuneo, è stato presentato il Rapporto annuale sull economia globale e l Italia, curato dal Centro Einaudi con il coordinamento del prof. Mario Deaglio. Ai due eventi hanno partecipato oltre 400 professionisti ed imprenditori che hanno accolto con interesse l iniziativa. Con l intento di dare visibilità alla presenza della Banca in Francia, dove conta tre filiali nella Costa Azzurra, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana a Nizza sono stati organizzati due incontri sulla fiscalità nel settore immobiliare francese, con esperti del settore. I due eventi, tenuti nel mese di giugno a Cuneo, si sono rivelati di forte interesse sia per i dottori Commercialisti che per aziende e privati con interessi immobiliari e di lavoro in Francia. Nello sport, sono proseguite le sponsorizzazioni con partner di prestigio. Sul versante ligure, la UC Sampdoria, il CUS Genova nel rugby e l attività sportiva dei gruppi salesiani di Genova. Particolare risalto è stato dato nel mese di febbraio, alla sponsorizzazione del 20