APPARATO TEGUMENTARIO



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APPARATO TEGUMENTARIO FERITE, EMORRAGIE, CORPI ESTRANEI Storti Chiara Francesca Istruttore PSTI OBIETTIVI - Cenni sull apparato TEGUMENTARIO - Ferite - Corpi estranei - Emorragie - COSA FARE 1

Apparato tegumentario conosciuto come CUTE o PELLE Fanno parte dell apparato tegumentario anche i PELI, le UNGHIE, le GHIANDOLE sebacee, sudoripare e mammarie. FUNZIONI Protettiva: contro stimoli meccanici di varia natura (traumi, pressioni, frizioni o colpi) Termoregolazione: basata sull afflusso di sangue ai vasi cutanei e sulle ghiandole sudoripare Sensoriale: percepire gli stimoli pressori, termici e dolorosi Difensiva antimicrobica: l'acidità della superficie cutanea (ph 5 circa) e il film idrolipidico delle ghiandole sebacee hanno proprietà battericide e funghicide 2

FERITE Le FERITE sono una interruzione di continuità cute o delle mucose: della SUPERFICIALI interessano i primi strati della cute PROFONDE arrivano fino ai tessuti sottostanti FERITE: Abrasioni o Escoriazioni Abrasioni o Escoriazioni: vengono asportati i primi strati della cute. Sono causate da sfregamento con corpi taglienti o contundenti. Sono superficiali ed irregolari e possono presentare sporco, schegge, terriccio, ecc 3

FERITE: Ferite da punta Ferite da punta: causate da un corpo perforante acuminato che penetra la cute. Possono essere superficiali o profonde. FERITE: Ferite da taglio Ferite da taglio: causate da un corpo tagliente che penetra la cute. Appaiono rettilinee o ad ampia curvatura. Hanno margini netti sono spesso fortemente sanguinanti. 4

FERITE: Ferite lacere Ferite lacere: effetto di uno strappo o uno stiramento oltre che di taglio, sia della cute sia dei tessuti sottostanti. Sono irregolari. FERITE: Ferite lacero contuse Ferite lacero contuse: sono le più frequenti, sono causare da corpi contundenti che provocano strappi o stiramenti oltre il taglio. Spesso soggette all infezione e a lunghi tempi di guarigione. 5

FERITE: Ferite da arma da fuoco Ferite da arma da fuoco: se causate da proiettili sono caratterizzate da un foro di entrata piccolo e un eventuale foro di uscita di diametro maggiore; se causate sa schegge somigliano alle ferite lacero contuse. FERITE: DOMANDE??? 6

COMPLICAZIONI delle FERITE Penetrazione di microbi Emorragia Rischio di shock Problemi derivanti da estensione e/o profondità Corpi estranei FERITE: COSA FARE AUTOPROTEZIONE LAVARE accuratamente le mani ed indossare dei guanti LAVARE la ferita: lavare con acqua corrente e togliere lo sporco (terra, sassolini, ecc) dalla superficie DISINFETTARE: utilizzare un disinfettante non lesivo COPRIRE con un cerotto o una garza sterile ed eventualmente bendare per fermare la garza sterile Se necessario chiamare il 118 7

FERITE: DISINFETTANTI (1) ACQUA OSSIGENTA Aiuta a pulire la ferita ma non è un vero e proprio un disinfettante perché non elimina tutti gli agenti patogeni (disinfezione). Se utilizzata indirizzando il getto direttamente sulla ferita, produce una schiuma che aiuta a rimuovere i piccoli corpi estranei dalla ferita. La schiuma va poi allontanata con una garza portandola dal centro verso l'esterno della ferita. FERITE: DISINFETTANTI (2) TINTURA DI IODIO E altamente lesiva per i tessuti per cui è da utilizzare solo sulla cute integra per effettuare una disinfezione. IODOPOVIDONE E un antisettico ad ampio spettro utilizzato per la prevenzione ed il trattamento di infezioni di piccoli tagli, abrasioni ed ustioni di area limitata, non brucia e non ritarda la cicatrizzazione. 8

FERITE: DISINFETTANTI (3) ALCOOL DENATURATO Non è considerato un buon disinfettante in quanto è lesivo dei tessuti, brucia e per avere una buona azione battericida deve rimanere a contatto con la ferita per almeno 2 minuti, cosa difficile da effettuare in quanto evapora molto velocemente. FERITE: DOMANDE??? 9

EMORRAGIE Con il termine emorragia si intende la fuoriuscita di sangue da uno o più vasi a causa di una lesione della parete del vaso (traumi, ferite da taglio, deformazioni ) EMORRAGIE: CLASSIFICAZIONE (1) CLASSIFICAZIONE delle emorragie: A - ARTERIOSA Il sangue esce a fiotti da un arteria seguendo il battito cardiaco. Colore rosso vivo, perdita spesso cospicua. B - VENOSA Il sangue esce da una vena con flusso costante. Colore rosso scuro. C - CAPILLARE Flusso lento, spesso "trasudato. 10

EMORRAGIE: CLASSIFICAZIONE (1) CLASSIFICAZIONE delle emorragie: A - ARTERIOSA B - VENOSA C - CAPILLARE A C B EMORRAGIE: CLASSIFICAZIONE (2) CLASSIFICAZIONE delle emorragie: ESTERNE: Il sangue esce direttamente dalla ferita all esterno del corpo. INTERNE: il sangue esce dai vasi sanguigni riversandosi in una cavità dell organismo, e non esce dal corpo. NON sono visibili. Possiamo notare sudorazione, pallore, polso veloce. ESTERIORIZZATE: Sono emorragie interne, in cui il sangue esce all esterno da un orifizio naturale. 11

EMORRAGIE ESTERIORIZZATE (1) Emorragia dal NASO RINORRAGIA Il sangue proviene dall interno della SCATOLA CRANICA in seguito ad un trauma, associata spesso a OTORRAGIA (sangue dalle orecchie) NON TAMPONARE EPISTASSI Il sangue proviene dal NASO direttamente COMPRIMERE la narice, testa in avanti, impacchi freddi su fronte e naso. EMORRAGIE ESTERIORIZZATE (2) Emorragia dall ORECCHIO OTORRAGIA Il sangue proviene dall interno della SCATOLA CRANICA in seguito ad un trauma. Può essere di colore rosato e deve far sospettare una FRATTURA della base cranica. NON MUOVERE L INFORTUNATO!!! NON TAMPONARE e non limitare la fuoriuscita di liquido o sangue. 12

EMORRAGIE: COSA FARE (1) PREMERE DIRETTAMENTE sul sito dell emorragia. SOLLEVARE l arto ferito (se pongo l arto sopra il cuore sfrutto la forza di gravità per ridurre il flusso ematico e favorire il rallentamento dell emorragia) Fare IMPACCHI FREDDI per sfruttare l azione vasocostrittrice del freddo: mettere ghiaccio sulla benda per non più di 2/3 minuti EMORRAGIE: COSA FARE (2) Effettuare una COMPRESSIONE A DISTANZA se i metodi precedenti non funzionano (emorragia grave, solitamente arteriosa) Per emorragie della spalla e del segmento superiore del braccio COMPRESSIONE ARTERIA SUCCLAVIA Si deve spingere con il pollice in basso, dietro la clavicola, nella depressione esistente tra il collo e la spalla: in questo modo, l'arteria succlavia è compressa dal pollice contro la prima costola. Le rimanenti dita poggiano dietro il collo. 13

EMORRAGIE: COSA FARE (3) Effettuare una COMPRESSIONE A DISTANZA se i metodi precedenti non funzionano (emorragia grave, solitamente arteriosa) Per emorragie della parte bassa del braccio, avambraccio e mano. COMPRESSIONE ARTERIA ASCELLARE Comprimere nel cavo ascellare con i pollici paralleli, mentre le dita si avvolgono ad anello sulla spalla. COMPRESSIONE ARTERIA OMERALE Alzare il braccio dell'infortunato e con l'altra mano spingere all'interno del braccio nell'incavo muscolare esistente tra il muscolo bicipite e l'omero. EMORRAGIE: COSA FARE (4) Effettuare una COMPRESSIONE A DISTANZA se i metodi precedenti non funzionano (emorragia grave, solitamente arteriosa) Per emorragie dell inguine e della coscia. COMPRESSIONE ARTERIA FEMORALE Mettersi in ginocchio di fianco all infortunato, steso in posizione orizzontale e col pugno chiuso premere a braccia tese e con tutto il peso del corpo nella piega inguinale dell infortunato. Va usata molta forza. 14

EMORRAGIE: COSA FARE (5) Effettuare una COMPRESSIONE A DISTANZA se i metodi precedenti non funzionano (emorragia grave, solitamente arteriosa) Per emorragie della gamba. COMPRESSIONE ARTERIA POPLITEA Mettersi in ginocchio davanti al paziente, disteso in posizione supina. Mettere la sua gamba sulla propria spalla e a questo punto incrociare i pollici delle mani premendo al centro dell incavo posteriore del ginocchio. EMORRAGIE: LACCIO EMOSTATICO Se applicando tutte le tecniche per arrestare l emorragia, questa continua si procede con l applicazione di un LACCIO EMOSTATICO NON VA PIU TOLTO NON VANNO UTILIZZATI fili o corde o oggetti di nylon: deve essere largo/ampio ed elastico NON VA STRETTO TROPPO VA SEGNALATA sul paziente l ORA IN CUI VIENE APPLICATO 15

EMORRAGIE: DOMANDE??? CORPI ESTRANEI: COSA NON FARE Un CORPO ESTRANEO è un oggetto che causa una lesione nella cute e nei tessuti sottostanti, e resta conficcato nella ferita. Se un grosso corpo estraneo è conficcato nella pelle: NON tentate mai di toglierlo Può chiudere la ferita e limitare quindi l emorragia ed i tessuti circostanti possono ledersi ancor più gravemente se lo si estrae. 16

CORPI ESTRANEI : COSA FARE Se un grosso corpo estraneo è conficcato nella pelle: Mettete intorno alla ferita un cuscinetto di tessuto arrotolato a forma di ciambella in modo da evitare pressione sul corpo estraneo. Assicuratelo con un bendaggio senza passare sul corpo estraneo. Sollevate e immobilizzate la parte lesa il più possibile lontano dalla ferita. Chiamate il 118! CORPI ESTRANEI OCCHIO: se di piccole dimensioni, versare dell acqua per lavare l occhio dal lato del naso verso l orecchio. Se di grandi dimensioni immobilizzare fasciandolo e chiamare il 118. ORECCHIO: immobilizzare fasciandolo e chiamare il medico. NASO: soffiare forte, se non si risolve chiamare il medico. 17

CORPI ESTRANEI: DOMANDE??? SHOCK I tessuti sono POCO IRRORATI ed entrano in SOFFERENZA per una caduta della PRESSIONE ARTERIOSA. SHOCK IPOVOLEMICO (PER PERDITA DI LIQUIDI) diminuisce il volume della massa circolante SHOCK PER VASODILATAZIONE aumenta il calibro dei vasi per cause NEUROGENE (traumi del midollo spinale, dolore) o ALLERGICHE SHOCK CARDIOGENO il cuore perde energia e pompa meno 18

SHOCK SINTOMI - Pallore intenso - Cianosi alle estremità e alla bocca - Pelle fredda e umida, sudore freddo, brividi - Respiro superficiale e affannoso - Polso debole e frequente Lo SHOCK è uno stato patologico GRAVE e PROGRESSIVO che può evolversi fino a diventare irreversibile! PREVEDERE e PREVENIRE LO SHOCK! COSA FARE? SHOCK - Se possibile eliminare la causa - Slacciare quello che stringe - Mettere il paziente in POSIZIONE ANTISHOCK - Coprire il paziente NON somministrare bevande o cibi NON applicare mai a pazienti con TRAUMI a colonna cranici o toracici 19

SHOCK DOMANDE??? TETANO COS E E una tossinfezione acuta non contagiosa, diffusa in tutto il mondo, causata dal BATTERIO (Clostridium Tetani) Entra nell organismo attraverso le FERITE che vengono a contatto con terriccio, polvere o feci di animali in cui è presente il batterio Nell organismo il batterio si moltiplica e libera una TOSSINA che attacca il sistema nervoso 20

TETANO SEGNI E SINTOMI L incubazione varia da 2 a 50 giorni e nel soggetto infetto da tetano compaiono: impossibilità ad aprire la bocca per contrazione dei muscoli della masticazione (TRISMA) ESPRESSIONE TIPICA del volto per contrazione dei muscoli facciali (risus sardonicus) IPERESTENSIONE della colonna vertebrale per contrazione della muscolatura del tronco (opistotono) FLESSIONE degli arti superiori ed ESTENSIONE di quelli inferiori per contrazione della muscolatura TETANO DECORSO Le più frequenti fra le cause di morte dei pazienti è l ARRESTO CARDIO-RESPIRATORIO Individuato tempestivamente si può curare 21

TETANO PREVENZIONE Esiste una VACCINAZIONE antitetanica, somministrata inizialmente con 3 dosi, da richiamare ogni 5-10 anni Nel caso di ferite a rischio: - disinfezione accurata della ferita - somministrazione di immunoglobuline umane antitetano (SIERO ANTITETANICO) e della prima dose di vaccino antitetanico Il tutto documentato su una tessera TETANO DOMANDE??? 22

RIASSUMENDO (1) La PELLE o CUTE riveste il nostro corpo, ne fanno parte PELI, UNGHIE e GHIANDOLE. Ha funzione protettiva, di termoregolazione, sensoriale, difensiva antimicrobica. Le FERITE sono una interruzione di continuità della cute o delle mucose SUPERFICIALI o PROFONDE. Si dividono in: Abrasioni o escoriazioni Ferite da punta o taglio Ferite lacere, contuse o lacero-contuse Ferite da arma da fuoco RIASSUMENDO (2) Le FERITE possono portare a complicazioni quali: Penetrazione di microbi Emorragia Rischio di shock Problemi derivanti da estensione e/o profondità Corpi estranei Cosa fare? Autoprotezione, lavarsi le mani, pulire e lavare la ferita, disinfettare la ferita, coprire con un cerotto o una garza e bendare. Se necessario chiamare il 118. 23

RIASSUMENDO (3) L EMORRAGIA è la fuoriuscita di sangue da uno o più vasi. Può essere: ARTERIOSA: il sangue esce a fiotti, rosso vivo VENOSA: il sangue esce a flusso costante, rosso scuro CAPILLARE: il sangue esce lento, spesso trasuda ESTERNA: il sangue esce all esterno del corpo INTERNA: il sangue esce da un vaso e si riversa in una cavità interna del corpo ESTERIORIZZATA: il sangue esce da un orifizio naturale del corpo (orecchie, naso, bocca ) RIASSUMENDO (4) Come fermare un EMORRAGIA? PREMERE DIRETTAMENTE sul sito dell emorragia, SOLLEVARE l arto ferito, fare IMPACCHI FREDDI Effettuare una COMPRESSIONE A DISTANZA se i metodi precedenti non funzionano (emorragia grave, solitamente arteriosa) Se applicando tutte le tecniche per arrestare l emorragia, questa continua si procede con l applicazione di un LACCIO EMOSTATICO (non va più tolto, non va stretto troppo, va segnata sul paziente l ora di applicazione) 24

RIASSUMENDO (5) Un COPRO ESTRANEO non va mai rimosso: può chiudere la ferita e limitare emorragia i tessuti circostanti possono ledersi di più se lo si estrae Mettete intorno alla ferita un cuscinetto di tessuto arrotolato a forma di ciambella in modo da evitare pressione sul corpo estraneo. Assicuratelo con un bendaggio senza passare sul corpo estraneo. Sollevate e immobilizzate la parte lesa il più possibile lontano dalla ferita. Chiamate il 118! RIASSUMENDO (6) Nello SHOCK i tessuti sono poco irrorati ed entrano in sofferenza. SHOCK IPOVOLEMICO (PER PERDITA DI LIQUIDI) SHOCK PER VASODILATAZIONE SHOCK CARDIOGENO I SINTOMI sono: pallore intenso, cianosi alle estremità e alla bocca, pelle fredda e umida, sudore freddo, brividi, respiro superficiale e affannoso, polso debole e frequente Lo SHOCK è uno stato patologico GRAVE e PROGRESSIVO che può evolversi fino a diventare irreversibile! E importante PREVEDERE e PREVENIRE (POSIZIONE ANTISHOCK) 25

RIASSUMENDO (7) Il TETANO entra nell organismo attraverso le FERITE che vengono a contatto con terriccio, polvere o feci di animali in cui è presente il batterio. Una volta nell organismo si moltiplica e libera una TOSSINA. L incubazione varia da 2 a 50 giorni e nel soggetto infetto da tetano compaiono: TRISMA, IPERESTENSIONE della colonna e dolorose contratture muscolari. Esiste una VACCINAZIONE antitetanica. Esiste il SIERO ANTITETANICO in caso di ferite potenzialmente a rischio in pazienti non coperti da vaccinazione. Bibliografia ASCOLTA AIUTA AGISCI Manuale per la formazione del Volontario del Soccorso CRI (stampato nel 2008) Elementi di PRIMO SOCCORSO Da NOZIONI DI PRIMO SOCCORSO E PROTEZIONE CIVILE edito dalla C.R.I. (stampato nel 2011) 26

- THE END - GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE! 27