Giornale di Bellaria Igea Marina. Bye bye Polo tecnologico. L Istituto Giordano si amplia a Gatteo e Socotech è in liquidazione.

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1 AAA salvagente per giunta in affanno cercasi di Claudio Monti Che la giunta comunale fosse con l acqua alla gola e stesse pensando ad un rimpasto lo scrisse questo giornale per la prima volta due mesi fa. Il sindaco smentì. Ma i cadaveri galleggiavano già sull acqua ferma. In questi ultimi anni la squadra capitanata da Gianni Scenna ha totalizzato parecchie sconfitte. Nessun progetto importante messo in rete. Immobilismo amministrativo. Incapacità a gestire anche l ordinario. Le vecchie rogne sono cresciute fino a diventare grane colossali: darsena, arredo di viale Pinzon, scuola, ambiente, sanità Ovunque si guardi, si vedono piccoli e grandi problemi. Ma, soprattutto, gli ultimi anni hanno fatto emergere con evidenza la causa profonda della crisi, l assenza che tutto spegne: una visione per il futuro. Il centrosinistra ha ritenuto che fosse sufficiente vincere le elezioni per governare questa città fattasi complessa e conflittuale. Ha pensato che si potesse continuare a vivere di rendita. Ha creduto di poter rimanere in sella anche senza una classe dirigente e senza una visione a lungo termine, senza sapere cosa questa città debba diventare da qui a 20 anni. E un limite, questo, che la politica a Bellaria Igea Marina condivide in buona parte anche con la società civile. Se una città si spegne e non ha più la capacità di immaginare e costruire il futuro, non è solo della politica la responsabilità. Davanti a questa situazione qualcuno sta pensando di resuscitare il cadavere con riti e ingredienti da Vanna Marchi. E in fase di cottura una salsa nostrana di Grosse Koalition. Pare che a giorni il sindaco debba tenere un discorso urbi et orbi: farà quella che in gergo politico di chiama apertura. Farà capire che non ce la fa più e che ha bisogno di giocatori freschi. Farà capire di essere alla canna del gas pur senza dirlo. Dirà che serve la collaborazione di tutti per uscire dalle secche. Tutti, nessuno escluso, ben sapendo che ci sarà chi si autoescluderà per dovere di fede politica e di chiarezza verso gli elettori. segue a pag. 13 Più di 300 mila polli e 500 maiali nei nostri allevamenti: e l aria... L INCHIESTA: a pagina 4 N Anno uovo IL Direttore Claudio Monti Giornale di Bellaria Igea Marina III, n giugno 2006 Bye bye Polo tecnologico L Istituto Giordano si amplia a Gatteo e Socotech è in liquidazione. A pag. 2 Il Cristallo ai tempi di Raffaella e di Otello, profumiere delle signore eleganti Annabella Raschi: Vi racconto mio padre e la Bellaria degli anni d oro. Otello, il profumiere della signora elegante. Lo slogan era perfetto e descriveva altrettanto perfettamente lo stile di chi l aveva ideato. D altra parte lui ci sapeva fare con la pubblicità. Otello Raschi era un uomo elegante e raffinato. Un creativo nel lavoro, un po più avanti di tutti. Quando pochi pensavano a promuovere le loro attività, mio padre si fece dipingere una vela credo a Venezia per pubblicizzare la profumeria che gestiva. Sventolava su una barca davanti alla spiaggia di Bellaria centro. Ha ricordi nitidissimi la figlia Annabella Raschi. Ha ereditato dal padre la profumeria che dal 1980 si trova in via Ionio, Isola dei platani. Un tempo, quando era il padre a gestirla, beneficiava di uno spazio ancora più centrale: sorgeva praticamente al posto dell attuale caffè del Fauno in piazza Matteotti. A sua volta Otello la ereditò dai genitori, Ugo Raschi e Rosa Manzi. La storia del Miramare è iniziata con mio nonno: l ha gestito fino ai primi decenni del 900. Di fianco all albergo sorgeva il Circolo Bagnanti e pure quello è stato un locale da ballo molto frequentato, dice Annabella. Ugo Raschi è stato anche amministratore del Comune di Rimini. La famiglia ha gestito anche la Pensione Giardinetto in via Torre, trattoria e tabaccheria: E proprio qui è venuto a Una giovanissima Raffaella Carrà, miss eleganza al Cristallo anni 60. mangiare Alfredo Panzini, dice Annabella mostrando la copia del conto che conserva gelosamente. A Bellaria negli anni 60 c era una sala da ballo, che in estate si trasformava in sala giochi (quest ultima la gestiva Paolo Lionetti impresario musicale di Gianni Morandi che noterà il ragazzo SEGUE A PAG. 9 Zanzara tigre: proclami, strategie e risultati di Elisabetta Santandrea Lamentele, segnalazioni di mancati passaggi, un servizio che non dà i risultati sperati nonostante un aumento di spesa del 40% circa. E il Comune decide per la gara d appalto. Questa estate si prospetta una dura vita per le zanzare di Bellaria Igea Marina. Da Palazzo ce lo avevano detto anche nei comunicati stampa dello scorso anno: tanti soldi, dura lotta. Ma quest anno vogliamo avere la faccia di dare fiducia almeno ai nuovi arrivati per la dura lotta, magari cercando anche di fare meno gli gnorri quando ci dicono che se le zanzare non le vogliamo, prima è magari il caso che diamo un occhio anche ai giardini di casa nostra. Premesso questo, è ormai cosa risaputa che da quest anno Hera non si occuperà più del servizio di lotta alla famigerata aedes albopictus, la fastidiosa zanzara di bianco zebrata che noi chiamiamo tigre: ad aggiudicarsi l appalto, l unica offerta pervenuta, quella della ditta Bonavita srl di S. Lorenzo in Noceto (Forlì) con 56 punti sui 70 disponibili, assegnati sulla base di valutazioni del programma operativo proposto, di valutazione dei rischi, dei mezzi e prodotti usati nelle disinfestazioni, della pubblicizzazione degli interventi, del personale impiegato e dell esperienza maturata sul campo. La ditta da anni opera nella disinfestazione, curata anche a Forlì e Cesena, a Riccione, Santarcangelo e in tutta la Valmarecchia. Una decina di comuni in tutto, cui quest anno si aggiunge Bellaria Igea Marina. Da un confronto dei calendari e metodologie di interventi proposti da Hera e Bonavita, le differenze sono talmente superficiali da chiedersi il perché di tale cambiamento: stessi prodotti, stessa cadenza quindicinale dei controlli e degli interventi antilarvali, ma, va sottolineato, lo scorso anno Hera terminò i trattamenti nel mese di settembre. Qualcosa contro Hera, oltre alle lamentele generalizzate? Pare di no, visto che l assessore all ambiente Rosanna Rizzo ci spiega che semplicemente Hera non partecipa a gare d appalto, e che se lo avesse fatto sa segue a pag. 7

2 copertina 2 Una presenza anomala all interno di un economia come quella bellariese una struttura di ricerca scientifica che a molti è sconosciuta, e che invece opera a un livello talmente alto da avere un consolidato prestigio internazionale. Queste le parole che, a metà degli anni 90, la stampa dedicava all Istituto Giordano, centro di ricerca nato nel 1959 e oggi più che mai all avanguardia nel campo della certificazione di prodotto, progettazione, sperimentazione e formazione. Qualche numero? La creatura pensata e fondata dall ing. Vito Giordano (deceduto il 9 agosto scorso, investito da un auto mentre faceva un giro in bicicletta) conta 15 sezioni multidisciplinari, metri quadri di uffici e laboratori, circa 300 addetti e un trend di crescita che si attesta attorno al 15-20%. Tanto da imporre una decisiva scelta di ampliamento con la realizzazione di un nuovo stabilimento che vedrà la luce nel 2007, con una dimensione di circa metri cubi, un investimento che porrà l Istituto in un ruolo leader nel proprio settore in campo nazionale ed al quarto posto in Europa. Nel nuovo centro verranno insediate attività quali l edilizia, l acustica, la reazione al fuoco, la compatibilità elettromagnetica, gas domestico e ottica. Tutto questo corredato di due sale convegni da 180 posti. E tutto questo accadrà a Bellaria, dove l Istituto ha la sua attuale sede centrale? No, a Gatteo, dove peraltro l Istituto ha già una filiale. La nuova sede vedrà infatti la luce nei pressi del nuovo svincolo autostradale, in via Erbosa, su un area di 12mila metri quadri. Il direttore dell Istituto, Nazario Giordano, di recente ha detto (Corriere di Cesena) che quella operata è stata una scelta strategica in quanto ad ubicazione, sottolineando che l approdo a Gatteo è stato favorito anche dalla disponibilità di superfici e strumenti urbanistici adatti. E dalla celere disponibilità dell amministrazione di Gatteo, aggiungiamo noi, che in un colpo solo guadagna il prestigio di essere sede dell ampliamento di un azienda leader nel settore, nonché 50 nuovi posti di lavoro. Dall Istituto L Istituto Giordano punta su Gatteo Avrebbe voluto ampliarsi sul nostro territorio comunale ma nel Palazzo hanno messo troppi freni. E così i vertici del centro di ricerca hanno deciso di rivolgersi altrove. Addio Polo tecnologico sbandierato dal centrosinistra da 15 anni. di Elisabetta Santandrea Giordano assicurano che ulteriori piani di sviluppo sono previsti anche su Bellaria, dove l attività comunque continuerà. Ma dove, si presume, non si parlerà più di sede centrale. Per la verità non si parlerà più nemmeno del tanto sbandierato Polo tecnologico. E questo perché l investimento dell Istituto in quel di Gatteo comporterà un notevole esborso finanziario, chiudendo di fatto ogni altra possibilità di sviluppo per il Polo che avrebbe dovuto far capo alla sede centrale dell Istituto. Forse sono state avanzate richieste troppo onerose per il nostro comune? Sembra quasi che quando si parla di espansione di zone artigianali e poli di ricerca industriali la nostra amministrazione vada in catatonia. Allunghi i tempi, disperda risorse, sia maestra nel far migrare altrove qualsiasi cosa funzioni. Ma guardiamo ai fatti. Fra le richieste presentate dall Istituto al Comune di Bellaria, pare ci sia stata quella di arrivare almeno al 25% di edificabilità rispetto al 15% disponibile, includendo quindi a carico dell Istituto le realizzazioni di tutte le opere di urbanizzazione primaria, compreso l allargamento di via San Giuseppe da via San Mauro fino all ingresso di quello che avrebbe dovuto essere il nuovo Polo, con l acquisto del terreno necessario, la pista ciclabile, la realizzazione di tre rotatorie e naturalmente tutti i servizi. Cosa non abbia funzionato è difficile dirlo, sta di fatto che con il comune di Bellaria l Istituto non si è certo trovato la strada spianata, tanto da rivolgersi, in tempi brevi, al comune di Gatteo. Eppure il Polo tecnologico ha una storia che parte da lontano. Si era all inizio degli anni 90, in piena era Fabbri, quando con il laboratorio politico si cominciò a Nuovo nell Isola dei Platani A sinistra, la sede del centro di ricerca fondato nel 1959 dall ing. Vito Giordano (nel riquadro). Attualmente la sede principale si trova in via Rossini a Bellaria, mentre sono attivi due distaccamenti, uno a Gatteo e l altro a Pomezia. Qui sopra una prova di laboratorio all interno dell Istituto. parlare anche di Polo tecnologico. Un discorso che non cadde nel vuoto, ma che trovò spazio anche nel Prg del 1992, e che si ritrova ancora oggi nel Prg vigente, dove a chiare lettere si contempla un area destinata a Parco Scientifico tecnologico e di ricerca industriale Istituto Giordano, i cui usi previsti riguardano laboratori, attrezzature di ricerca, uffici e servizi e dove in sede di eventuale piano particolareggiato potranno essere previsti interventi di nuova costruzione. Insomma, le premesse c erano. Tanto più che nel 1994 era addirittura stata fondata una società, la Socotech, con sede a Bellaria-Igea Marina, iscritta al registro delle imprese nel 1996: 62 i soci, fra cui il comune di Bellaria Igea Marina, Assindustria Rimini, Maggioli e tanti altri; un capitale sociale di euro e un fatturato da 260mila a 520mila euro. Gli scopi? In particolare quello di recuperare fondi da poter investire nel settore di industria e ricerca, per attività legate a check-up tecnologici, ricerca applicata, predisposizione di sistemi di qualità aziendali, tarature. Insomma, al campo di azione dell Istituto e, conseguentemente, al suo sviluppo in quanto polo tecnologico in quel di Bellaria. Un progetto che è entrato in tutte le competizioni amministrative comunali degli ultimi 15 anni sbandierato nei programmi del centrosinistra (e del centrodestra). Che fine ha fatto la Socotech? Nel 2004 la società ha avuto perdite per euro, intaccando il capitale sociale di oltre un terzo. Titolare di 10 mila azioni - pari ad euro 5.200, il 5% del capitale - è anche il Comune di Bellaria Igea Marina. Il 29 aprile scorso si è tenuta l assemblea dei soci che ha deciso di non continuare l attività e di mettere Socotech in liquidazione.

3 primo piano 3 Il disegno permette di intuire che rivoluzione sarebbe lo spostamento della ferrovia (linea arancio). Il primo banco di prova per capire se questa possibilità potrà concretizzarsi è legato al nuovo Prg: per far passare la ferrovia al di sopra della statale 16 sarà necessario prevedere nel piano regolatore generale una fascia di metri finalizzata ad ospitare il tracciato ferroviario. Noi partiamo da un ragionamento politico e urbanistico: la ferrovia va spostata perché al centro della città sono preziosi anche gli spazi sotterranei. Sergio Magnani, presidente del comitato che si batte per dirottare la linea ferrata a monte della nuova statale ( La ferrovia mandiamola a monte, recita lo slogan che hanno coniato, sicuramente molto efficace dal punto di vista della comunicazione), non fa troppi giri di parole. Rispetto alle soluzioni tecniche avanzate da Filippo Giorgetti sullo scorso numero del Nuovo ( l interramento della ferrovia è la soluzione che ha il miglior rapporto costibenefici ), il comitato - forte di circa 3 mila firme già raccolte - non indietreggia: E sbagliato partire da un approccio tecnico, sia perché occorrono studi specifici per spingersi a questo livello di analisi, sia e soprattutto perché l obiettivo è quello di ridisegnare la nostra città pensando in grande, aggiunge Roberto Dellamotta, uno dei promotori del comitato e di professione ingegnere. Proviamo solo ad immaginare quali possibilità si aprirebbero negli spazi lasciati liberi dalla ferrovia, strategicamente centrali sia per Bellaria che per Igea Marina, precisa Magnani. Con un grande parcheggio Beky Bay: la gestione 2006 in mano ai privati. Giallo sul ruolo di Colombari La Ferrovia? Mandiamola a monte E l occasione per ridisegnare la città, dicono i rappresentanti del comitato che ha già raccolto quasi 3mila firme. Ecco la rivoluzione. sotterraneo realizzato sotto l attuale tracciato della ferrovia, potremmo risolvere il problema dei parcheggi, liberando la zona Sergio Magnani mare della città dalle auto. Daremmo vita ad un altro paese, faremmo un salto di qualità enorme. Mentre a Igea si concretizzerebbe finalmente il sogno: Il percorso lasciato libero unirebbe la città oggi spaccata in due e resa impenetrabile da monte a mare, puntualizza Dellamotta. La ferrovia non serve, non ha più una valenza turistica, non la utilizza quasi nessuno, ed è sufficiente che colleghi i grandi punti di smistamento: la fiera, i centri commer- di Claudio Monti Roberto Dellamotta ciali, il parco della musica (se e quando si farà). Beky Bay riapre sabato 3 giugno (dalle ore 22 fino alle 4 del mattino) con uno spettacolo di cabaret di Paolo Migone (Zelig circus). Dopo un avviamento pagato con i soldi di tutti (il Comune ci spese 350 mila euro), questa estate il Parco per l intrattenimento serale e notturno sulla spiaggia libera di Igea Marina, passa ad una gestione tutta privata. Beky Bay sarà infatti gestito non da Verdeblù, come lo scorso anno, ma dalla società sabbia libera srl formata da Filippo Gullotta, Andrea Brunacci, Emanuele Pironi e Massimiliano Scarpellini. I nuovi gestori - che si sono aggiudicati il Beky Bay alla modica cifra di 70 mila euro di affitto (per tutta l area comprese piadineria, friggitoria e due chioschi) più 30 mila per gli eventi - sono stati scelti fra concorrenti agguerriti e di alto livello come il Vidia di Cesena e il Byblos di Misano che vantano ottime credenziali. I nuovi gestori potranno anche beneficiare di un trattamento di favore: quale altro privato può gestire un locale estivo tenendolo aperto fino alle 4 del mattino? Nessuno. I nuovi gestori terranno aperto il Baky Bay il venerdì e il sabato e un altro giorno infrasettimanale ancora da decidere. Di certo non sarà il mercoledì (come era indicato nel programma consegnato ai giornalisti in conferenza stampa). Il motivo è quello di non danneggiare un locale di peso in questa città, che ha proprio il mercoledì una serata di un certo rilievo. Un altra scelta, che sa molto di diplomazia, è quella di coinvolgere anche il Vidia che infatti gestirà la programmazione del venerdì sera. Nella cartellina consegnata ai giornalisti c erano anche alcuni fogli di spiegazione generale: Chi Siamo - Perché Beky Bay? - Obiettivi - Struttura - Programma - Canali promozionali - Co-marketing. Ma in una versione successiva, quella inviata alla stampa via mail, il capitolo sulla struttura è sparito. E andandolo a Va considerato che con lo spostamento, la stazione verrebbe comunque collocata in una posizione baricentrica e a non più di un chilometro dal centro e dalla zona turistica. Si spingono anche oltre: A mio parere - dice Dellamotta - la soluzione migliore sarebbe quella di sopraelevarla partendo dal casello di Cesenatico e fino alla fiera di Rimini. Questo il progetto, quali le strategie? L obiettivo del comitato è quello di sensibilizzare la maggioranza dei cittadini sulla bontà del progetto. Proseguiremo quindi col lavoro di raccolta delle firme. Ci siamo anche dati l obiettivo di reperire fondi per passare ad una fase più concreta: un vero e proprio progetto che mostri anche visivamente ciò che andiamo sostenendo, dice Magnani. Perché quel che è ormai chiaro è che gli enti pubblici, Comune e Provincia in primis, hanno sposato la causa del Trc e non sono nemmeno disposti a pagare uno studio di fattibilità su ipotesi alternative a quella del trasporto rapido costiero, seppure il progetto incontri ogni giorno nuovi nemici. Lo ha detto chiaramente il presidente della Provincia Nando Fabbri, quando ha ricevuto il comitato spiegando che la sua ipotesi è quella di realizzare i sottopassi pedonali nel centro e carrabili ai due confini (quali conseguenze abbia elettoralmente questa scelta sarà curioso vederlo nel 2009). Ma se guerra dovrà essere, il comitato è pronto a combatterla: Siamo pronti a sollevare il tema dei rumori causati dal passaggio dei treni, spiega Dellamotta. Stiamo pensando di affidarci ad un legale che sollevi una causa dietro l altra: nella zona turistica non si possono superare i 40 decibel, praticamente due persone che alzano la voce. Un treno dovrebbe essere un po più rumoroso... Messaggio lanciato. leggere si capisce perché: c era scritto che la gestione del parco è affidata ad organi diversi, ognuno facente capo a funzioni diverse. E spiegava: Il Comune di Bellaria Igea Marina nella persona dell assessore al turismo, che è colui che detta le linee guida, i programmi d investimento, curando l aspetto regolamentare, burocratico e politico. Quando invece, almeno sulla carta, l assessore Colombari non dovrebbe avere alcun ruolo, men che meno quello di decidere i programmi d investimento, curando l aspetto regolamentare, burocratico e politico. Che si sia trattato di un lapsus? Di certo qualcuno si è preoccupato di far sparire rapidamente quelle righe (ma la parola struttura è rimasta nel titoletto iniziale).

4 l inchiesta 4 Circa 500 maiali nell allevamento di Donegallia. Nelle due foto a fianco, in alto l insediamento di Amadori e sotto un allevamento in via Chiesa. Brezza suina Sono gli allevamenti che sorgono nella campagna di Bordonchio e di Bellaria a creare i cattivi odori denunciati dai cittadini? di Luigi Mercadini Brezza suina. O brezza pollina. Si può scegliere ma il risultato non è che migliori. A poche centinaia di metri dal mare e a due passi dal centro abitato di Bordonchio e di Bellaria Monte, sorgono quattro allevamenti avicoli e uno bello grosso di maiali (si veda il box). Soprattutto in estate l odore, si fa per dire, non è dei migliori. Di giorno e, spesso e volentieri, anche di notte. Quando il vento tira dal verso giusto l aria aromatizzata si fa sentire anche dai turisti. E così da anni i cittadini presentano reclami e sollecitano controlli. Di recente il Comitato Pino Blu ci ha riprovato e ha scritto una lettera al sindaco Gianni Scenna (per conoscenza anche a quello di San Mauro Pascoli che di allevamenti ne ha diversi) e all Ausl, nella quale si legge che il fetore è diventato intollerabile e si chiede un intervento urgente. Per tutta risposta il sindaco ha allargato il tiro chiamando in causa anche i sindaci di Savignano, Santarcangelo e Rimini, più Arpa e Polizia municipale. La telenovela, infatti, prevede che un Comune rimpalli sull altro le responsabilità. Nella sua lettera il sindaco ha anche allegato l ordinanza, che risale al 1987, che ha lo scopo di tutelare la salute pubblica e limitare le emissioni. Ma andandola a leggere si scopre che fa riferimento ad una normativa in gran parte superata, anche se dei paletti li mette (ma poi chi controlla?). Sta di fatto che, a seguito dell esposto del Comitato Pino Blu, il 19 maggio scorso due vigili urbani e un rappresentante del servizio igiene dell Ausl di Rimini, hanno fatto un sopralluogo in tre allevamenti (perché non tutti poi?), ma si è trattato più che altro di una visita di cortesia che non sembra sia servita a capire se i cattivi odori siano causati dagli allevamenti o meno. Un dato è comunque significativo e l abbiamo avuto dall ufficio Ambiente della Provincia di Rimini che, in base alle competenze della legge regionale (n. 50 del 24 aprile 1995), è l ente preposto ad autorizzare lo spandimento sul suolo dei liquami provenienti da insediamenti zootecnici: Solo una ditta di Bellaria è autorizzata a spandere i liquami e su un terreno di 10 ettari. Ma è una ditta che non ha più maiali. Niente di male sia chiaro: può semplicemente voler dire che gli altri allevamenti spandono fuori dal nostro territorio. Ma il Comune, vista l alta concentrazione di polli e maiali, non crede sia il caso di seguire con un po più di attenzione la materia? Come vengono smaltiti i liquami prodotti dagli allevamenti? Ogni azienda autorizzata deve avere anche un registro delle utilizzazioni del liquame nel quale annotare tutti gli spandimenti effettuati, che fra l altro possono avvenire solo in certi periodi dell anno e in determinate condizioni meteorologiche. La Provincia ha anche redatto una carta dello spandimento dei liquami, praticamente le aree nelle quali è consentito distribuirli su terreni agricoli e quelle in cui è vietato: qualcuno controlla che non ci siano invasioni di campo? La legge precisa anche che i contenitori a cielo aperto devono trovarsi a non meno di 80 metri dagli edifici di civile abitazione e a una distanza non inferiore a 300 metri dai confini di zona agricola, salvo deroghe speciali. I liquami zootecnici non devono in alcun modo costituire pericolo per la salute e l incolumità pubblica e non devono provocare inquinamento delle acque. 1-continua 312 mila polli e 500 maiali nei nostri allevamenti Quattro gli allevamenti avicoli a Bellaria Igea Marina: uno è di Amadori e ha sede in via Fornace. Ha una capacità di mila tacchini. Poi ce n è uno in via Chiesa, sempre a Donegallia, e alleva circa 70 mila polli da carne. Gli altri due allevamenti sono a Bellaria Monte: uno in via Pompili, 120 mila pollastre, e uno in via S. Giuseppe per galline ovaiole (ne ha ben 90 mila). Un bell esercito di pennuti che producono letame in quantità industriale. Passiamo ai suini. L unico alleva- mento rimasto si trova a Donegallia, in via Cesare Battisti, poco distante dal fiume Uso: ospita fra i 400 e i 500 maiali. Dal quinto censimento generale dell agricoltura (Istat) del 2000 risultavano a Bellaria Igea Marina 13 aziende di suini per un totale di 631 capi. La situazione è variata di poco negli ultimi anni. Il dato alto delle aziende si spiega col fatto che anche la singola famiglia che alleva un maiale per farci prosciutti e prelibatezze varie, viene considerata azienda. Cosa dice l ordinanza comunale Nei mesi di giugno, luglio e agosto, il liquame contenuto nelle vasche, o i cumuli di letame depositati in concimaia dovranno essere cosparsi di prodotti atti a ridurre le esalazioni maleodoranti e la proliferazione degli insetti. E una delle prescrizioni contenute nell ordinanza comunale che risale al 6 luglio Viene anche precisato che la pulizia delle stalle e degli allevamenti, l asportazione delle deiezioni, dovrà essere effettuata in modo da evitare il diffondersi delle esalazioni, evitando quindi i giorni con vento da terra, bassa pressione ed alta temperatura. Le eventuali vasche di lavaggio dovranno essere convogliate in apposite vasche. E infine fatto divieto di ogni tipo di smaltimento, dal 10 luglio al 25 agosto, così come lo spandimento nei periodi in cui le precipitazioni atmosferiche siano notevoli o quando spirino venti o brezze da terra. L obbligo di far rispettare l ordinanza è demandato al servizio di Igiene pubblica, ai Vigili Urbani e all ufficio ambiente.

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6 il ritratto 6 Molte cerimonie zero formalità Chi non ha in casa la foto di un matrimonio, di una cresima o di un compleanno scattata da Elia Faccin? Oltre che un mago dello scatto, anche un amico per tanti appassionati di fotografia. di Emanuele Polverelli Chi, tra i bellariesi doc, non ha in casa almeno una foto di Elia Faccin? Un compleanno, una comunione, un matrimonio Elia Faccin è una sorta di figura istituzionale che non manca di aver segnato in qualche modo la vita di ognuno. Oltre ad essere uno dei tanti bravi fotografi che, in particolare negli anni Sessanta e Settanta, hanno fatto da accompagnamento, con le loro immagini ai momenti forti della nostra vita, egli è stato un mago del ritratto, un artista dello scatto, un artigiano zelante e professionale ma anche un uomo capace di costruire un rapporto amicale con i propri clienti fino, magari, ad intavolare appassionate discussioni su quanto ci circonda. E fotografo da quando aveva 16 anni e a partire dal 1957 abita a Bellaria. Sono ben 57 anni di carriera, tutt oggi attiva come attesta la sua presenza durante le comunioni e le cresime di questi mesi. Dunque, dopo aver parlato di due brillanti artisti dello scatto dell attuale generazione (Silvio Canini e Maurizio Polverelli), ci occupiamo ora di chi in qualche modo ha incrociato pressoché tutti gli appassionati di fotografia bellariesi, vuoi per un acquisto, per uno sviluppo, per un consiglio. Faccin, ci dice come è giunto qui a Bellaria? Un tempo si faceva un lungo apprendistato. A partire dal 1949, ero a lavorare a Montebelluna, vicino al mio paese, Signoressa di Treviso, e lì i rappresentanti chiedevano chi voleva fare una stagione di foto a spiaggia in riviera. Così sono arrivato qui per una estate. Poi dopo il matrimonio nel 1957 mi sono trasferito. Quale era l attività allora? Durante l estate le foto in spiaggia. In inverno i grandi eventi e le foto liturgiche, comunioni, cresime, matrimoni. Poi con la crescita del benessere in tanti venivano qui per ritratti, oppure mi chiamavano per i compleanni. Tanti che volevano una foto bella chiamavano il fotografo. Ma sa, già allora qui si era innovativi Racconti.. Io avevo, tra i primi, il Variomat, che permetteva di stampare in maniera precisa e rapida. Noi, la mattina, facevamo gli scatti. Poi dopo un pranzo veloce, ci si chiudeva nella camera oscura, si sviluppava e le foto a sera erano pronte. Solitamente a quel tempo occorrevano in città due o tre giorni. Invece qui al mare il cliente le aveva pronte a sera! Immagino che le tecniche fossero ben differenti da oggi Sì certamente. Innanzi tutto niente laboratori. Il fotografo faceva tutto da sé. Non solo, per i ritratti fatti in studio c era il ritocco. Si impressionava il negativo su una lastra di vetro e poi con una matita la si sfumava, in modo da togliere rughe o inestetismi, e dare ai volti quell alone sfumato e luminoso molto bello. Ha presente le fototessera degli anni cinquanta? C era già il fotoritocco, ma era tutto fatto a matita, sul negativo, prima della stampa! Lei, Faccin, è sempre stato famoso per i ritratti, per saper cogliere le espressioni più belle Come si fa, quale è il segreto? E un sentimento. Occorre percepire quell attimo in cui la persona di fronte è nella giusta situazione. Certo, poi c è uno studio della posizione, dell angolatura. Molto spesso le persone se le metti in una posizione o in un altra del viso, cambiano impatto sulla foto. Però poi è l attimo che conta e lì occorre avere un occhio attento. La cosa curiosa è che quando si lascia al cliente la scelta tra tanti scatti, spesso non vengono scelte le foto migliori, ma quelle che colpiscono immediatamente di più. Allora si consiglia, si indirizza perché non è facile cogliere in un attimo il meglio. E come le è nata la passione di fare foto? Avevo imparato a casa, grazie ad una macchinetta che avevamo e mi ero molto appassionato. Poi al momento di andare in bottega dopo la scuola, la scelta è stata senza indugi per la fotografia. Lei ha avuto numerosi riconoscimenti e vissuto situazioni particolari: ce ne parla? Mie foto sono state selezionate per rappresentare la regione Emilia Romagna all estero, altre, selezionate dalla Kodak, sono state pubblicate sulla stampa nazionale e poi ci sono le foto ai tanti personaggi di rilievo che venivano qua a Bellaria negli anni ruggenti. A questo proposito l amministrazione, nell ambito dei festeggiamenti per il Cinquantesimo del Comune, ha utilizzato molto di quelle foto, in gigantografia, per una mostra. Poi la partecipazione al gioco televisivo dei mestieri e la vicenda più clamorosa, quella delle strane luci, come ha titolato una rivista. Strane luci? Sì, una notte sul mare sono apparse delle luci che non si capiva cosa fossero. Mi hanno chiamato i carabinieri Elia Faccin (al centro) ha immortalato anche delle strane luci sul mare di Bellaria. Le sue fotografie sono state pubblicate nel 1979 su Analisi in uno speciale a firma di Silvano Cardellini. A sinistra lo scatto (il gatto Principino ) che gli ha fatto vincere un concorso. Tanti i personaggi dello spettacolo fotografati da Faccin: qui sopra Milva, Morandi e la Carrà (pubblicati dal Carlino ). dicendomi di scendere al mare con la macchina fotografica, perché c era una cosa strana. Così sono andato là e c erano questi bagliori. Su questo si è interessata la stampa nazionale e le mie foto sono state la testimonianza di questo fenomeno strano. Poi gli ufologi hanno dato le loro interpretazioni, però le luci erano davvero strane. Faccin esprime il suo estro creativo non solo nel fare foto. Appassionato di pittura, possiede al suo attivo ben 50 quadri, recentemente esposti in mostra a San Mauro Pascoli. L altra grande passione è la scrittura. Elia è un polemista appassionato e le sue lettere ai quotidiani locali, un vero e proprio spaccato di storia locale e nazionale degli ultimi decenni, sono state assai apprezzate per ironia e senso critico.

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