SMOKE and FIRE BEAM DETECTORS. MANUALE di INSTALLAZIONE e MANUTENZIONE LINEE ARDEA - BOOMERANG

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1 SMOKE and FIRE BEAM DETECTORS I MANUALE di INSTALLAZIONE e MANUTENZIONE LINEE ARDEA - BOOMERANG

2 INDICE LINEA ARDEA Pagg. 2/18 NORMOGRAMMA 2 Istruzioni per l uso 2 SCELTA DEI MODELLI ARDEA 3 Modelli 3 Caratteristiche generali 3, IV Dimensioni d ingombro 3, IV STAFFE 3 Installazione 3 Collocazione 3 Posizionamento delle unità 3 ARDEA S/2 2P100 4 Caratteristiche meccaniche e tecniche 4, IV Operazioni da eseguire a terra 4 Operazioni da eseguire in quota 5 ARDEA SF 2P100 6 Caratteristiche meccaniche e tecniche 6, IV Operazioni da eseguire a terra 6 Operazioni da eseguire in quota 7 ARDEA SF DUST 2P100 8 Caratteristiche meccaniche e tecniche 8, IV Operazione da eseguire a terra 8 Operazione da eseguire in quota 9 CALIBRAZIONE CON STRUMENTO U.T.A. 10, 11 ADATTATORE ADM 12 Caratteristiche meccaniche e tecniche 12 Istruzioni per l uso 13 ERRORI DI TARATURA 14 CHECK DELL ALLARME 14 SAC simulatore elettronico di fuoco e fumo 14 STF4 filtro attenuatore 14 INSTALLAZIONE 15 Cavi 15 Connettori 15 Schema a blocchi 15 INTERFACCIA UNIVERSALE INT8BA 16 Dimensioni, vista scatola e stampato 16 Avvertenze 16 Connessioni 17 Reset della barriera 17 Stato del relé di guasto (anomalia) e di allarme 18 Condizioni di uscita del relé di guasto (anomalia) 18 Opzioni di temporizzazioni sull uscita di guasto 18 CONTENUTO DELL IMBALLAGGIO IV I setronic verona

3 LINEA BOOMERANG Pagg. 20/40 CARATTERISTICHE PRINCIPALI 20 BOOMERANG S 5P70 21 Caratteristiche meccaniche e tecniche 21, V Procedura di montaggio e calibrazione 22 Calibrazione con strumento U.T.A. o ADM 23 Reset della barriera 24 Interfaccia INT8BA: caratteristiche, collegamenti, connessioni. 24, 25 BOOMERANG S 6P Caratteristiche meccaniche e tecniche 26, V Procedura di montaggio e calibrazione 27 Calibrazione con strumento U.T.A. o ADM 28 Reset della barriera 29 Interfaccia INT8BA: caratteristiche, collegamenti, connessioni. 29, 30 BOOMERANG SF 5P70 31 Caratteristiche meccaniche e tecniche 31, V Procedura di montaggio e calibrazione 32 Calibrazione con strumento U.T.A. o ADM 33 Reset della barriera 34 Interfaccia INT8BA: caratteristiche, collegamenti, connessioni. 34, 35 BOOMERANG SF 6P Caratteristiche meccaniche e tecniche 36, V Procedura di montaggio e calibrazione 37 Calibrazione con strumento U.T.A. o ADM 38 Reset della barriera 39 Interfaccia INT8BA: caratteristiche, collegamenti, connessioni. 39, 40 COLLAUDO E MANUTENZIONE PERIODICA LINEE ARDEA BOOMERANG Pagg. 42/45 Istruzioni operative di sicurezza 42 Generalità 42 COLLAUDO DELL APPARECCHIATURA 42 Test di GUASTO 42 Test di ALLARME 43 Prova di allarme incendio con simulazione dal vero 43 Prova di allarme incendio con filtro di simulazione STF4 44 Prova di allarme incendio con strumento di simulazione SAC 44 Accorgimenti 44 MANUTENZIONE dei rilevatori lineari 45 Procedura 45 setronic verona II

4 Premessa Questo manuale è un compendio di informazioni dirette a fornire dei dati d installazione al fine di evitare alla clientela, che ha scelto i prodotti ARDEA o BOOMERANG, di incorrere in errori. Facciamo assegnamento che la norma d impiego di questa classe di prodotto venga seguita preliminarmente, così come previsto dalla norma nazionale UNI 9795 e per quanto eventualmente pertinente nel progetto che impiegherà questo prodotto. Si consiglia vivamente di attenersi comunque alle prescrizioni indicate per le parti che riguardano l'uso dei rilevatori lineari in generale. Contemporaneamente si ricorda che oltre alle prescrizioni che si riportano in tale norma, dovranno essere seguite anche tutte le disposizioni impiantistiche previste nella legge 46/90 ed ogni altra prescrizione delle norme CEI ed UNI. IMPORTANTE 1) 2) Tenere questo compendio a portata di mano per riferimenti futuri. Le informazioni di questo compendio sono disponibili in file PDF presso il sito internet: 3) SETRONIC Verona S.r.l. al fine di fornire le necessarie basi per l utilizzo, i criteri di scelta, la definizione dell installazione dei rilevatori lineari, organizza una serie di incontri presso la propria sede sita in Verona. I corsi sono a titolo gratuito ed hanno durata di 6 ore circa. Per informazioni dettagliate e date, si prega di fare riferimento all Area Corsi presente sul sito 4) I consigli installativi per le apparecchiature comprese nel presente manuale tecnico, sono disponibili nell Area Tecnica del sito e su una pubblicazione di SETRONIC Verona S.r.l. disponibile dal dicembre III setronic verona

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8 NORMOGRAMMA PER L INDIVIDUAZIONE SEMPLIFICATA DELL ALTEZZA DI INSTALLAZIONE DEI RILEVATORI IN FUNZIONE DELLA TEMPERATURA SOTTO COPERTURA ARDEA a C b m c cm d m ,5 18,5 Come si usa il normogramma Posizionare un righello sul trattino corrispondente alla temperatura sotto copertura (colonna a). Allineare un righello sul trattino corrispondente all altezza del fabbricato da proteggere (colonna b). Risulterà un allineamento conseguente che indicherà sia l altezza di installazione delle unità di rilevazione dal colmo (colonna c); sia la larghezza teorica di copertura massima laterale (colonna d). Es. temperatura in a 22 C; H dello stabile 6 m in b, posizione del rilevatore dal colmo 37 cm circa. (Gli allineamenti del righello sono quasi sempre diagonali alle colonne). 9 C 10 C 11 C 13 C 16 C 18 C 20 C 22 C 23 C 24 C 26 C 27 C 28 C 29 C 30 C 33 C 35 C 38 C 40 C 45 C 55 C 12, , ,5 10 9,5 9 8,5 8 7,5 7 6,5 6 5,5 5 4,5 4 3,5 2, , ,5 15 N N N N N N N N N N N N N N N N N N N N 14 Si rammenta che è consentita comunque per norma una larghezza efficace di massimo 15 m. La facoltà che il rilevatore possa individuare incendi anche oltre questa larghezza, finirà con l esaltare l attitudine del rilevatore attiguo e quindi di entrambi, ad essere solleciti e solidali all allarme. Legenda a Temperatura sotto copertura a 50 cm dal piano inclinato di falda. b Altezza del fabbricato al colmo. c Altezza di installazione delle unità di rilevazione dal colmo della copertura. d Larghezza totale di copertura intesa come due semiparti (a destra e a sinistra delle unità di rilevazione). N Larghezza normalizzata dalle consuetudini d uso esistenti (15 m), ed oggi riportate nella T.S. EN 54/14 e nella norma italiana UNI ed (15 m). Il 15% dell altezza del fabbricato (altrove indicato come misura massima entro la quale collocare i rilevatori dalla copertura) realizza solo in parte le indicazioni del presente normogramma. Si avverte che in questo normogramma si intende tuttavia dare indicazioni tenendo conto unicamente di due variabili: temperatura sotto la copertura ed altezza del fabbricato. Le indicazioni sono rese per un edificio con copertura a doppia falda con inclinazione di 20, privo di ventilazioni od estrazioni d aria naturali o forzate, riscaldamenti, condizionamenti o variazioni di pressione. Sussistendo anche soltanto una di queste ultime variabili, la misura risultante, potrebbe dover essere od aumentata o diminuita. Considerazioni ulteriori vanno quindi attentamente ponderate dal progettista nel caso di sussistenza di concomitanti variabili diverse da quelle della sola temperatura sotto copertura (Es. velocità d aria, riscaldamenti, variazioni di temperatura e pressione veloci ed improvvisi). Si consiglia comunque di procedere sempre ad una simulazione di incendio in scala reale per verificare il corretto posizionamento delle unità di rilevazione nel fabbricato protetto (vedere anche a pag. 43). 2 setronic verona

9 SISTEMA ARDEA COME SCEGLIERE I MODELLI Il Sistema ARDEA è composto da unità Tx ed Rx e dispone nella normale configurazione di tre modelli. La loro individuazione deve essere fatta seguendo i seguenti parametri: a) Modello ARDEA S/2 (SMOKE) RILEVAZIONE SOLTANTO di FUMO b) Modello ARDEA SF (SMOKE AND FIRE) RILEVAZIONI D INCENDIO con caratteristica dominante rappresentata da uno sviluppo di fumo seguita da un fuoco vivace di natura disomogenea. È ad esempio il caso di fuochi o combustioni prodotte da materiali plastici eventualmente nocivi. c) Modello ARDEA DUST RILEVAZIONE DI FUOCO/FUMO IN AMBIENTI POLVEROSI e/o PER COMBUSTIONI SPECIALI. Tutti i modelli devono essere equipaggiati con Interfaccia INT8BA. STAFFE E LORO INSTALLAZIONE SUL MODELLO ARDEA S/2 SF - DUST Le unità Tx-Rx dispongono di specifiche staffe a corredo, le quali debbono essere fissate alla struttura molto rigidamente attraverso l uso di tappi stop come mostrato nelle Figure che seguono. Se la struttura fosse in ferro il fissaggio dovrà essere assicurato da vite passante e bullone su struttura non soggetta a torsioni, movimenti e/o vibrazioni. COLLOCAZIONE DELLE STAFFE E POSIZIONAMENTO DELLE UNITÀ ARDEA S/2 - SF DUST L introduzione delle unità Tx-Rx sulle rispettive staffe avviene tramite una slitta solidale a ciascun equipaggio meccanico. La doppia conicità allestita sulla staffa consente il sicuro bloccaggio dell equipaggio meccanico con una semplice pressione. In caso di rimozione dell unità Tx o Rx, la separazione dalla staffa avviene con una trazione. Fig. 1 Fig. 2 ARDEA T = Tappo stop S = Alloggiamento slitta V = Vite Codice: MBP POSIZIONE ARBITRARIA DELLE UNITÀ RISPETTO AL PIANO DI FISSAGGIO DELLA STAFFA Benchè la posizione più usata sia quella mostrata in Fig. 3, posizionamenti diversi sono ugualmente possibili come mostrato nelle altre figure. L equipaggio meccanico dispone di una vite senza fine (E), che azionata, determina un movimento micrometrico corrispondente ad 1 giro = 2 gradi sull asse verticale. Analogo movimento micrometrico è determinato sull asse orizzontale azionando il pomello (F). Avendo quindi le possibilità, sia di montare la staffa con i più diversi orientamenti, che di operare aggiustamenti micrometrici di estrema precisione sugli assi orizzontale e verticale, si consegue facilmente lo scopo di far assumere ad entrambi gli equipaggi qualsiasi orientamento arbitrario rispetto al piano di fissaggio della staffa. La movimentazione dell intero equipaggio, e non invece soltanto delle ottiche, consente la più veloce, pratica e precisa soluzione di fissaggio e successivo allineamento. Ingombri generali a Tav. IV Fig. 7 Fig. 3 min. 150 mm Fig mm 180 mm S = Alloggiamento doppio conico della Slitta M = Slitta (Maschio) solidale all equipaggio F = Movimento d anomalia (Orizzontale) E = Movimento d elevazione (Verticale) Fig. 8 Fig. 4 min. 150 mm Fig. 6 setronic verona 3

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18 ARDEA Adattatore ADM CARATTERISTICHE Tensione di funzionamento: 8-12 V Indicazione batteria scarica: 8 V Formato batteria: 12 V tipo MN21, GP23A, VR22 Assorbimento tipico: 2 ma Assorbimento: 1,6-2,2 ma max. Tempo di funzionamento: 300 ore tipiche Massimo offset: (+/-) 5 mv Massima lunghezza dei conduttori da ADM a Voltmetro (suggerita): 20 m Diametro jack 3,5 mm Misure 36x60x18 mm 18 mm LEGENDA 60 mm 1 Led verde: adattatore in funzione 2 Led rosso: batteria scarica 3 Interruttore: attivazione/spegnimento 4 Spinotto negativo del Voltmetro 5 Spinotto positivo del Voltmetro 6 Commutatore a tre posizioni: Detector - Fire - Smoke 3 36 mm 6 L2 L1 C 1 3 E 4 F PJ B(PJ) A L1 - tappo della feritoia di espulsione del fronte plastico L2 - feritoia di espulsione del fronte plastico C - trimmer di selezione della soglia di FUMO 1 - LED ROSSO di allarme incendio 3 - LED GIALLO di livello dell intensità di IR emesso e ricevuto PJ - connettore femmina per ingresso UTA od ADM + tester digitale 4 - LED VERDE di presenza alimentazione A - Jack maschio dell adattatore ADM B - Presa femmina jack Ardea PJ E - movimento verticale F - movimento orizzontale NOTA 1 Dall adattatore ADM (e con conduttori aggiunti lunghi fino a max. 20 m) è possibile leggere con multimetro digitale le condizioni di lavoro e tarare le soglie di sensibilità del rilevatore Ardea. NOTA 2 L adattatore ADM (A) va inserito nella presa jack femmina (B-PJ) prevista sui modelli Ardea S/2, SF, DUST nella posizione indicata nella figura che segue. L adattatore è dotato di un cavo e di un jack di connessione sul ricevitore. NOTA 3 L adattatore ADM ha una vita indefinita e non è soggetto a taratura. NOTA 4 L ADM consente la lettura su un oscilloscopio di tutte le turbative ambientali di picco, generalmente responsabili di falsi allarmi. 12 setronic verona

19 Adattatore ADM L adattatore è stato progettato e voluto allo scopo di poter adempiere nel miglior modo possibile alle funzioni di gestione delle soglie di sensibilità a volte richieste dalla natura dei disturbi ambientali presenti negli stabili da proteggere con i modelli Ardea. I modelli Ardea S/2, SF, DUST sono CERTIFICATI dal laboratorio di prova tedesco, la nostra Società, ha inteso dare la possibilità a tutta la clientela di ottenere il massimo delle prestazioni dei tre modelli attraverso uno strumento (adattatore) semplice, economico, pratico ed utilizzabile da chiunque perchè associato ad un semplice tester. ARDEA ADM USO E PROCEDURA PER LA CALIBRAZIONE DEI MODELLI ARDEA A) Verificare prima dell uso la presenza e/o l efficenza della batteria interna all ADM. B) Provvedersi di un Voltmetro preferibilmente digitale. C) Inserire risolutamente il jack dell ADM nell apposito PJ dell unità Rx (fig. pag. 12). Saranno quindi facilmente accessibili sull ADM gli spinotti di connessione al tester ed il commutatore a tre posizioni. D) Inserire gli spinotti dell ADM nelle boccole del multimetro utilizzato come voltmetro, rispettando la polarità (+/-). E) Azionare l interruttore spostandolo su ON. Sull ADM il led verde sarà debolmente acceso. Se il led fosse acceso in modo brillante l adattatore non è appropriatamente connesso, od il contatto non è sicuro, od il jack infine è in probabile corto circuito. F) Se il led verde è spento e il led rosso è acceso, questa condizione segnala che la batteria dell ADM è in fase di scarica. Se entrambi i led fossero spenti significa che: la batteria non è presente o che essa è totalmente scarica. che la batteria è stata inserita con le polarità invertite. che uno od entrambi i contatti della batteria non sono efficienti. Nel caso che il led rosso di batteria scarica fosse acceso sono possibili errori nei valori di lettura sul Voltmetro. Potrebbe essere inoltre possibile che l adattatore non accettasse nessuna commutazione. In questo caso sostituire la batteria e ripartire dalla lettera C. G) Sul fronte dell adattatore (pos. 6) c è un selettore a 3 posizioni. Ciascuna posizione corrisponde alle seguenti funzioni: Detector (rilevazione disturbi); Fire (soglia sensibilità fuoco); Smoke (soglia sensibilità fumo). In particolare ciascuna posizione sul tester individua in: DETECTOR: l ammontare dei disturbi ambientali che sono letti dall unità Rx come perturbazioni che riguardano presenze di alterazioni ambientali dovute alla temperatura, alla luce solare od artificiale, a disturbi elettromagnetici, movimenti d aria, ecc. FIRE: individua la soglia di taratura del fuoco (dall origine 400 mv = 400 divisioni UTA) Mod. SF SMOKE: individua la soglia di taratura del fumo (dall origine 600 mv = 600 divisioni UTA) H) Operando sui trimmer dell unità Rx (S/2, SF, DUST) le soglie di sensibilità (Fire/Smoke) possono essere assestate in modo difforme dall assestamento di fabbrica che corrisponde a 400 mv sul Fire e 600 mv sullo Smoke per Ardea SF. Queste variazioni possono essere apportate laddove disturbi ambientali di carattere particolarmente intenso coinvolgessero in modo deciso il rilevatore tanto da procurare falsi allarmi. Si ricorda che in Ardea S/2 è disponibile soltanto la soglia fumo, e che in Ardea DUST le soglie di sensibilità hanno valori specifici. I) Dopo la procedura di calibrazione descritta spegnere l adattatore ADM azionando l interruttore (3) ed estrarlo dal jack (PJ). L) Se fosse previsto di tenere inattivo per un lungo periodo l adattatore è consigliabile di rimuovere la batteria. Verificare nel tempo di una settimana che non si incorra in falsi allarmi. All occorrenza ripetere la procedura di calibrazione dalla lettera D, elevando eventualmente le soglie. NOTE: per rimuovere la batteria interna all adattatore ADM occorre esercitare una trazione tra i due gusci che compongono la scatola plastica. Il contrario per richiudere. L intero adattatore resiste indenne a percussioni prodotte dalla sua caduta al suolo da un altezza massima di 2 m. Attenzione a non forzare i contatti di chiusura della batteria durante il suo inserimento. setronic verona 13

20 I PIÙ FREQUENTI ERRORI NELLA TARATURA DEI MODELLI ARDEA CON L USO DELL U.T.A. e/o ADM ARDEA Sullo strumento U.T.A. e/o ADM i valori letti durante il tempo suggerito per eseguire la misura dei disturbi ambientali (10 min) possono variare molto rapidamente. Transitori che comportino impennate sul rumore di fondo ambientale letto su U.T.A. e/o ADM, possono essere anche fisiologici. Tuttavia se tali misure assumono valori superiori alle 800/900 divisioni (mv) su Ardea S/2, SF o DUST per un tempo mediamente più lungo di tre secondi, tali da accendere il led 1 e 2 di Rx, dovete diffidare immediatamente dell affidabilità di quella linea perchè simili risultati di lettura sono in genere l espressione di qualche errore e possono prodursi per le seguenti ragioni: a) La scelta delle posizioni delle unità di rilevazione potrebbero essere pessime, e comunque non adatte alla situazione ambientale per una o più delle ragioni ricordate nella parte generale. b) Il livello dell intensità dell IR emesso dalla Tx è insufficiente oppure fra Tx ed Rx c è un ostacolo, magari in vibrazione (Es. un filo, una fune, un tirante d acciaio, un cavo etc.) che indebitamente modula la radiazione infrarossa sull unità ricevente. c) L attività industriale che si tiene nell edificio in quanto generatrice di intollerabili sorgenti di calori, fumi, polveri o vapori richiede: o un posizionamento delle unità diverso, oppure richiede anche un modello di rilevatore diverso (Es. Ardea DUST). In tal caso Vi preghiamo di rivolgervi ai nostri centri di assistenza territoriali o se preferite direttamente al nostro Ufficio Tecnico. In questi casi Vi ricordiamo di inviare eventualmente per fax o per mail la pianta e la sezione dell edificio, la descrizione dell attività industriale, il tipo di problema riscontrato e possibilmente delle foto. Lo strumento U.T.A. o l adattatore ADM hanno la batteria scarica. In questa situazione è possibile che i due strumenti leggano soltanto la posizione Detector, e che in altre posizioni, benchè selezionate sui pulsanti diano comunque soltanto la lettura dei dati del Detector. CHECK DELL ALLARME La condizione di test di un allarme dovrebbe essere sempre e comunque prodotta da una simulazione in scala ridotta di un vero incendio nell ambiente protetto (pag. 43). Tuttavia è altresì necessario conoscere se le connessioni elettriche sono state eseguite secondo le istruzioni, e se, una volta eseguite correttamente le connessioni elettriche, otticamente si è in condizione di conseguire l allarme incendio. Allo scopo Setronic Verona ha reso disponibile il simulatore elettronico di fuoco e fumo, denominato SAC. Con tale strumento sarà possibile sul piano ottico una simulazione strumentale di un fuoco e di un fumo opportunamente calibrato alle condizioni ambientali di lavoro (e di gestione della sensibilità conseguente) nelle quali i rilevatori dovranno lavorare. Lo strumento applicato sul rilevatore ARDEA produrrà condizioni simulate d incendio su base scientifica, sufficienti comunque per conseguire un allarme fumo e/o fuoco. CHECK DELL ALLARME INCENDIO CON L USO DI UN FILTRO ATTENUATORE (STF4) È indispensabile premettere che l uso di filtri attenuatori, ancorchè utili a conseguire un allarme, non sono fondati sui principi di rilevazione di fumo propri dell algoritmo studiato nel rilevatore ARDEA, oltre che non disporre di alcuna base scientifica convincente. Tuttavia, poichè risulta chiaro che l installatore, finita la procedura di allineamento e calibrazione, debba conoscere se almeno elettricamente può ottenere un allarme, si è allestito un mezzo pratico, semplice, poco costoso, e comunque utile ad ottenere questa informazione. Abbiamo reso quindi disponibile il filtro attenuatore STF4. L uso di tale filtro deve ridursi quindi alla breve conoscenza delle seguenti informazioni: a) Il filtro può essere usato con qualunque modello prodotto dalla nostra Società a prescindere dalla distanza operativa nella quale i rilevatori debbono lavorare. b) Il filtro deve essere usato rigidissimamente secondo la procedura, senza deviazioni od approssimazioni. Un uso errato del filtro non consegue all unico presupposto per il quale il filtro deve essere usato: Sapere se il rilevatore a certe condizioni commuta in incendio e/o in guasto. È chiaro che questo punto, essendo di importanza vitale, deve essere seguito con particolare attenzione investendo una oggettiva responsabilità dell installatore. c) Il filtro va usato sempre ed invariabilmente sull Unità Ricevente. Mai sull unità Trasmittente. Inoltre va usato quando si è certi che il rilevatore sia correttamente allineato e calibrato secondo le procedure descritte. d) Il supporto del filtro è un metacrilato con tre livelli specifici di attenuazione. Tali aree sono ottenute per processo fotografico e sono divise nella seguente sequenza: 1 db, 4 db, 8 db. e) Il filtro è particolarmente delicato: teme acqua ed umidità, non deve essere toccato con le dita sporche, non può essere pulito con detergenti od alcooli, non deve essere abraso e soprattutto non deve essere per nessun motivo piegato. La fornitura del filtro e le istruzioni per l uso sono fornite a richiesta separatamente. N.B.! Ad allarme conseguito, il rilevatore DEVE essere ripristinato togliendo alimentazione per circa tre secondi. 14 setronic verona

21 INSTALLAZIONE Le unità Tx ed Rx di ARDEA SF, S/2, DUST sono connesse ad una interfaccia con un cavo a 3 conduttori. È consigliato l uso di un cavo schermato. Tx ed Rx sono alimentate attraverso un connettore Maschio / Femmina. Il connettore è provvisto di guarnizioni opportune per garantire la tenuta IP 5X, e le due parti sono solidalmente congiunte per mezzo di una vite a serrare. L estrazione del connettore e la trazione dalla staffa dell equipaggio consente la rimozione dell unità senza l uso di particolari utensili, il che consente in caso di riparazione dell introduzione di altra apparecchiatura assolutamente compatibile per meccanica e funzioni elettriche. I cavi di alimentazione e di ritorno dei segnali partono quindi dall interfaccia (il modello universale INT8BA) e vanno all unità Tx ed Rx. Lo schema a blocchi è quello descritto nelle figure che seguono. ARDEA CONNETTORE FEMMINA Nelle figure che seguono è mostrato anche come si separa il connettore. Lo spezzone di cavo connesso al connettore è schermato e di tipo omologato e viene fornito con ciascuna unità per la lunghezza di ca 1 m. Lunghezze maggiori sono disponibili a richiesta. Tra connettore maschio e femmina è provvista una guarnizione tale da garantire una eccellente tenuta. MASSIME LUNGHEZZE DEI CAVI CONSIGLIATE E SCHEMA A BLOCCHI Per cavi certificati CEI x 0,5 mm 2 + Calza con lunghezza ammissibile a 1000 m Densità di maglia di protezione della Calza 95% RX TX massima lunghezza 500 m INT 8 BA Il collegamento dall intefaccia INT8BA al Tx può essere omesso (si perde la funzione del led giallo). Il Tx può essere alimentato a parte: MARRONE... (positivo 24 V) VERDE-NERO... (negativo) BIANCO... (non connesso) massima lunghezza 500 m ALLA CENTRALE INGRESSO ALIMENTAZIONE RESETTABILE Negativo RRX (RTX) Lunghezza max. complessiva dei cavi 1000 m Positivo RX TX INT 8 BA COF3 MARRONE (Positivo) VERDE-NERO (Negativo) BIANCO (RRX o RTX) INT 8 BA setronic verona 15

22 INTERFACCIA INT8BA DIMENSIONI E VISTA DELLA SCATOLA IN IP55 E DELLO STAMPATO INTERFACCIA ARDEA IMPORTANTE 1) Durante qualsiasi procedura di manutenzione o controllo che eseguirete in quota, ricordate che non potrete ottenere alcun istantaneo guasto in centrale se avrete lasciato posizioni di temporizzazione sull interfaccia. Consigliamo quindi di portare il Jumper A in posizione 1 prima di accingervi a qualsiasi operazione in quota. 2) Sappiamo quanto sia facile incorrere in involontari errori. Spesso essi sono fatti per la pur necessaria disinvoltura nell eseguire operazioni sempre uguali e notissime in quanto familiari. Tuttavia Vi preghiamo prima di attivare i sistemi di verificare un ultima volta le connessioni all interfaccia da e per la centrale prima di alimentare le unità Tx ed Rx. Questo oltre che farvi risparmiare tempo in caso di errore, evita eventuali danneggiamenti delle unità in campo, le quali sono spesso difficili da raggiungere. L inversione di RRX con RTX o con altri morsetti, crea malfunzionamenti o il guasto del rilevatore! 3) Prima di accingervi a qualsiasi operazione da eseguire in quota, ci permettiamo di ricordare che siete a molti metri da terra, accertatevi quindi che scale, trabattelli, o mezzi di sollevamento siano omologati ma ancor più che siano integri ed efficienti. ProvvedeteVi di cintura, scarpe, casco ed ogni accessorio utile per la vostra sicurezza. Evitate di collocare scale di fronte a porte o portoni, e nel caso, assicuratevi che le eventuali porte siano chiuse prima di accingervi a salire sulla scala. Evitate di porre trabattelli o scale nei passaggi assegnati al transito di muletti o comunque in passaggi dove siano previsti transiti con merci che potrebbero urtare il mezzo di sollevamento sul quale state lavorando. Nel dubbio transennate l area. 4) Prima di salire sul mezzo di sollevamento accertatevi di avere con Voi tutti gli utensili che Vi occorreranno in quota, inclusi gli equipaggi da montare. Suggeriamo ad esempio di legarvi ad un polso il cacciavite da trimmer per evitare che sfuggendovi di mano vada in un luogo nel quale potrebbe persino essere impossibile recuperarlo. Finchè operate in quota avvertite che nessuno stia sotto o comunque nei pressi della scala o del mezzo di sollevamento. Un utensile che dovesse cadere dalla quota potrebbe ferire anche gravemente un compagno. 5) Se usate un trabattello a ruote, ricordate che nel suo spostamento esso potrebbe essere soggetto a vibrazioni. Le vibrazioni potrebbero procurare lo spostamento e/o la caduta di quanto avrete riposto sull assito del piano di lavoro. La caduta di uno degli equipaggi ARDEA o di uno degli strumenti di taratura, ad esempio, nel caso migliore, comporta la sicura perdita del prodotto. Prima di spostare il trabattello quindi ci permettiamo di suggerirvi di assicurare bene gli oggetti, gli utensili e gli attrezzi riposti sul piano di lavoro. 16 setronic verona

23 INTERFACCIA UNIVERSALE INT8BA 24 V cc IN SCATOLA IP 55 da utilizzare per il collegamento alle centrali Connessioni ARDEA CONNESSIONE CONSIGLIATA (con ripetizione del LED Giallo sul Tx) CONNESSIONE TRASMETTITORE CON DUE FILI (si perde la ripetizione del LED Giallo sul Tx) CONNESSIONI DI USCITA A CONTATTI PULITI CONNESSIONI DI USCITA PER CENTRALE CONVENZIONALE CONNESSIONI DI USCITA CON MODULO D INDIRIZZAMENTO * I valori delle resistenze sono indicativi. Per i valori resistivi appropriati fare riferimento alle specifiche delle centrali (marca, modello, ecc.) setronic verona 17

24 STATO DEL RELÈ D ALLARME INCENDIO Il relè di allarme incendio è normalmente non energizzato e questa condizione non può essere modificata. CONDIZIONI DI USCITA DEL RELÈ DI GUASTO (ANOMALIA) ARDEA Il relè di guasto può essere normalmente energizzato o non energizzato a seconda di una scelta che può essere eseguita sul Jumper B, così come mostrato nelle figure che seguono. Per NORMALMENTE si intende che l unità ricevente sia in normale funzionamento. RELÈ GUASTO NORMALMENTE NON ENERGIZZATO JB INSERITO RELÈ GUASTO NORMALMENTE ENERGIZZATO JB NON INSERITO JA JA JB JB OPZIONI DI TEMPORIZZAZIONI SULL USCITA DI GUASTO NELL INTERFACCIA INT8BA Molte delle centrali in commercio, tra le loro funzioni hanno anche la ritenzione di memoria in caso di guasto con contemporanea attivazione di un segnale acustico localmente alla centrale ed eventualmente remoto. Per evitare quindi episodi di guasto inutilmente registrati in centrale, specie se gli episodi fossero frequenti perchè i rilevatori sono interessati da ostruzioni tra Tx e Rx, è allestita una temporizzazione. La durata della temporizzazione nell uscita del guasto dipende dalla posizione del Jumper A. JA MORSETTI ESTRAIBILI I morsetti possono essere estratti con una semplice trazione e riposti con la successiva pressione a terminazioni eseguite. 18 setronic verona

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26 CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEI RILEVATORI LINEARI DELLA SERIE BOOMERANG DOVE USARE IL RILEVATORE BOOMERANG Il rilevatore trova adeguato impiego in tutti quegli ambienti nei quali per ragioni di semplificazione d impianto si richieda di non portare cavi di alimentazione su due punti: unità Tx ed unità Rx. Con questo rilevatore infatti è possibile portare l alimentazione in un solo punto (TRx), dato che dalla parte opposta il riflettore è un elemento passivo (Reflex). Il rilevatore Boomerang consente anche il doppio controllo del segnale come di seguito evidenziato. DISTRIBUZIONE DELLA LUCE INFRAROSSA DIVISA SU DUE SORGENTI IR: ORIGINALITÀ ED UNICITÀ DEL SISTEMA BOOMERANG L Unità Trasmittente e Ricevente (TRx) e l unità di Riflessione (Reflex) vanno collocate nell ambiente da sorvegliare ad una distanza X dal soffitto. La distanza che separa le unità TRx e Reflex può essere fino a 70 o fino a 150 m. L unità Trasmittente dispone di due proiettori di luce infrarossa (IR) i cui raggi attraversano l ambiente sorvegliato fino a colpire l unità di riflessione (Reflex). I due raggi infrarossi sono in realtà dei coni di luce, ciascuno dei quali ha il vertice in corrispondenza delle ottiche di proiezione, mentre ciascuna delle basi è il fascio di proiezione sulla parete sulla quale è disposto il Reflex. I due coni di luce, una volta emessi dai proiettori, si trovano ad essere fra loro intersecanti. Questa voluta geometria di proiezione consegue il risultato che ad una certa distanza, la quantità di luce sia tale da garantire un uniforme distribuzione d infrarosso nell area d intersezione e la cui densità è da considerare praticamente equipotente in ciascun punto. La radiazione di IR, nell attraversare così l ambiente sorvegliato, colpirà il dispositivo di riflessione che risponderà riflettendo in senso inverso l IR fino a colpire il Ricevitore. Questa tecnologia contribuisce a garantire una stabilità ed una continuità di segnale di assoluta precisione. ALCUNE CAUTELE DA ADOTTARE NEL POSIZIONAMENTO DEL RILEVATORE BOOMERANG In questa sede possiamo provvisoriamente indicare un principio del tutto generale e che consiste nel suggerimento di allontanare le unità dal soffitto con il crescere della temperatura. Un ulteriore suggerimento è quello di tendere ad avvicinare i rilevatori al soffitto con il diminuire della temperatura e/o quando sul soffitto vi siano espulsori in depressione (camini di scarico EFC ecc.), o comunque fasi di ventilazioni che convettivamente portino volumi d aria ambientale verso l alto. Le unità debbono trovare adeguato posizionamento ad una distanza dal colmo del soffitto corrispondente ad una percentuale variabile dal 10% al 15% dell altezza totale dello stabile (vedi normogramma pag. 2). Va comunque sempre considerato quanto riportato dalla norma UNI 9795 ed al punto per tutte le casistiche indicate, e comunque non avvicinare mai il rilevatore a meno di 40 cm dal colmo del soffitto della struttura da proteggere. Naturalmente questo principio generale rimane tale anche al variare delle geometrie dei tetti degli edifici da proteggere, così come un principio generale fisso ed invariabile che deve essere assunto, è che di fronte al rilevatore per un area di 2 mq e per tutta la lunghezza fra TRx e Reflex non debbono esservi superfici riflettenti, e/o ostacoli. Da questo punto di vista, installazioni che prevedano il passaggio tra due tubazioni metalliche debbono essere evitate per quanto possibile. Analogamente il posizionamento del rilevatore Boomerang compreso tra il soffitto ed un eventuale carro ponte deve essere evitato, e se mai risolto con il rilevatore ARDEA. Altrettanto deve essere fatto nel caso che plafoniere d illuminazione, specialmente se allo Xenon siano prossime all unità TRx. In nessun caso il rilevatore Boomerang deve essere posto al di sotto di strisce radianti, ad acqua, vapore, con bruciatore a gas, od elettriche etc. Sempre che ciò sia reso possibile dalle condizioni ambientali, il rilevatore deve essere posto al di sopra di qualsiasi striscia radiante. Ciascuno dei problemi ricordati può, in varia misura, condizionare alcuni risultati di rivelazione o la possibilità stessa d impiego del rilevatore. La nostra Società è quindi attivamente impegnata a segnalare quelli che, per esperienza, sono i problemi più noti e ricorrenti. Il progettista che ha deciso l utilizzo dei nostri prodotti è invitato a prendere in esame attentamente le condizioni di perturbazione ambientale o comunque antagoniste al sistema lineare, per allestire le opportune misure che possono variare da caso a caso. Il nostro ufficio tecnico è sempre a disposizione per fornire le indicazioni necessarie. FATTORI ANTAGONISTI AL SISTEMA Il maggior fattore antagonista al sistema è costituito dalla nebbia atmosferica e/o da nubi di vapore ad alta pressione rilasciati eventualmente da linee di processo che s interpongano tra TRx e Reflex. Ulteriori fattori di perturbazione del corretto funzionamento possono essere ancora la produzione copiosa ed insistente di polveri organiche ed inorganiche particolarmente volatili, o lo stanziamento di volatili che volteggiando nell ambiente insistentemente, possano attraversare ripetutamente e prolungatamente i raggi IR. 20 setronic verona

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