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1 Corso di Economia italiana AA Prima parte La nuova Europa Prof. Silvia Nenci

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3 28 Stati membri dell'ue Austria (1995) Belgio (1952) Bulgaria (2007) Cipro (2004) Croazia (2013) Danimarca (1973) Estonia (2004) Finlandia (1995) Francia (1952) Germania (1952) Grecia (1981) Irlanda (1973) Italia (1952) Lettonia (2004) Lituania (2004) Lussemburgo (1952) Malta (2004) Paesi Bassi (1952) Polonia (2004) Portogallo (1986) Regno Unito (1973) Repubblica ceca (2004) Romania (2007) Slovacchia (2004) Slovenia (2004) Spagna (1986) Svezia (1995) Ungheria (2004) Paesi candidati Ex Repubblica iugoslava di Macedonia Islanda Montenegro Serbia Turchia Paesi candidati potenziali Albania Bosnia-Erzegovina Kosovo* 3

4 Popolazione in milioni La ricchezza media: PIL pro capite Dimensioni dell economia: PIL in milioni di dollari IMF 2013 IMF 2013

5 Il PIL pro capite: la distribuzione della ricchezza PIL pro capite (La media dei 27 paesi equivale a 100) Lussemburgo Irlanda Paesi Bassi Austria Svezian Danimarca Regno Unito Germania Finlandia Belgio Francia Spagna Italia UE-27 Cipro Grecia Slovenia Repubblica ceca Malta Portogallo Slovacchia Estonia Ungheria Lituania Polonia Lettonia Romania Bulgaria

6 L evoluzione dei Trattati europei Unione europea - Trattati, Istituzioni, storia dell'integrazione europea Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) Comunità europea dell'energia atomica (CEEA o Euratom) Comunità economica europea (CEE) Comunità europea (CE) Comunità europee: CECA, CEEA, CEE Giustizia e affari interni(gai) Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (GAI) Politica estera e di sicurezza comune (PESC) U N I O N E E U R O P E A (U E) Trattato di Parigi Trattati di Roma Trattato di fusione Atto unico europeo Trattato di Maastricht Trattato di Amsterdam Trattato di Nizza Trattato di Lisbona 6 paesi: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi Obiettivo CEE: creare un area di libera circolazione di merci, lavoro e capitali

7 L Unione Europea L'Unione europea (UE) è un partenariato economico e politico, unico nel suo genere, tra 28 paesi che coprono buona parte del continente. La costruzione europea è nata sulle rovine della II Guerra mondiale con l'obiettivo di promuovere innanzitutto la cooperazione economica tra i paesi, partendo dal principio che il commercio produce un'interdipendenza che riduce i rischi di conflitti. Nel 1958 è stata così creata la Comunità economica europea (CEE), che ha intensificato la cooperazione economica tra sei paesi: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Da allora, è stato creato un grande mercato unico, che continua a svilupparsi per realizzare appieno le sue potenzialità. 7

8 28 Danimarca, Irlanda, Regno Unito Grecia Spagna e Portogallo Austria, Finlandia e Svezia Cipro, Rep. Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Rep. Slovacca, Slovenia, Malta Romania e Bulgaria 8

9 Le istituzioni europee Per le relative funzioni si veda cap. 19, Tabella 1, Lieberman &Hall 9

10 Cosa si intende per integrazione economica? Il processo di integrazione economica si articola in vari livelli: 1. zona di libero scambio (senza tariffe interne su talune merci o su tutte le merci scambiate tra i paesi partecipanti) 2. unione doganale (con tariffe doganali esterne identiche nei confronti dei paesi terzi e una politica commerciale comune) 3. mercato unico (con una regolamentazione comune dei prodotti e la libera circolazione di beni, capitali, lavoro e servizi) 4. unione economica e monetaria (mercato unico con una moneta e una politica monetaria comuni) 10

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12 Gli sviluppi dell integrazione europea Il processo di integrazione delle economie europee non è stato lineare, ma caratterizzato da periodi di avanzamento dinamico alternati a situazioni di stasi o addirittura di involuzione FASI PRINCIPALI L Unione doganale Il 1 luglio 1968 viene raggiunto l obiettivo dell abbattimento di tutte le barriere doganali all interno dell area integrata ed instaurata la TEC La crisi economica e l instabilità monetaria La Dichiarazione di inconvertibilità del dollaro (15 agosto 1971) decreta la fine del regime di Bretton Woods. Shocks petroliferi, recessione dell economia mondiale La ripresa del processo di integrazione (SME e AUE) Il 13 marzo 1979 entra in vigore lo SME. Nel 1986 viene adottato invece l AUE ed avviato il programma 92 di completamento del Mercato Interno Il Trattato di Maastricht La firma del Trattato sull Unione si accompagna alla crisi dello SME L Uem e la Costituzione europea La nascita ed il consolidamento dell Unione economica e monetaria, la prosecuzione del processo di allargamento ed lavori per la Costituzione europea

13 Un pò di attualità Com è speso il denaro dell UE

14 Un pò di attualità La politica di coesione dell UE 14

15 Il tasso di cambio Prezzo relativo di una valuta rispetto ad un altra Numero di unità di valuta nazionale necessarie per acquistare una unità di valuta estera Tc euro/$= quantità euro/1 $ Se TC aumenta si parla di deprezzamento o svalutazione dell euro rispetto al dollaro Se TC diminuisce si parla di apprezzamento o di rivalutazione 15

16 Il tasso di cambio (TC) Esistono 2 modalità di quotazione del tasso di cambio: INCERTO PER CERTO misura la quantità di valuta nazionale necessaria ad acquistare un unità di valuta estera ( x unità di valuta nazionale per 1 unità di valuta estera, ad esempio, 0,80 euro per 1 dollaro USA). CERTO PER INCERTO misura la quantità di valuta estera che è possibile acquistare con una unità di valuta nazionale ( x unità di valuta estera per 1 unità di valuta nazionale, pari al reciproco 1/x dell esempio precedente: 1,25 dollari per un euro). Nel caso del "mercato dei cambi"o "mercato delle divise estere", la domanda e l offerta di valuta estera sono espresse da famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che acquistano e vendono valuta allo scopo di effettuate pagamenti internazionali. Silvia Nenci

17 Deprezzamento del TC Si ha un deprezzamento, o svalutazione del TC, quando è necessaria una maggiore quantità di moneta nazionale per ottenere una unità di valuta estera (incerto x certo) Un deprezzamento della moneta nazionale provocherà una diminuzione del potere di acquisito nei confronti dei beni venduti in valuta estera. Infatti, anche se il prezzo di tali beni non cambia, essi diventano più costosi perché per acquistarli è necessario dotarsi di valuta estera, divenuta più costosa per effetto del deprezzamento. Ciò provocherà una DIMINUZIONE DELLE IMPORTAZIONI Un deprezzamento della moneta nazionale rende i beni nazionali più convenienti per i cittadini stranieri perché la moneta con la quale vengono acquistati ha perso valore. Per questo l altro effetto del deprezzamento è un AUMENTO DELLE ESPORTAZIONI

18 Apprezzamento del TC Viceversa, si ha un apprezzamento, o una rivalutazione, del tasso di cambio quando è necessaria una minore quantità di moneta nazionale per una unità di valuta estera (incerto x certo). Un apprezzamento della moneta nazionale significa che la moneta si è rafforzata ed ha acquisito una maggiore capacità di acquisto nei confronti dei beni venduti in valuta estera: perciò un apprezzamento renderà più convenienti i beni che provengono dall estero con un conseguente AUMENTO DELLE IMPORTAZIONI L altro effetto dell apprezzamento della moneta nazionale sarà quello di rendere più costosi i beni nazionali per i cittadini stranieri. Ciò darà luogo ad una DIMINUZIONE DELLE ESPORTAZIONI

19 Il tasso di cambio Eccesso EXP, eccesso dom euro, apprezzamento euro, da e a e* Eccesso IMP, eccesso offerta euro, deprezzamento euro, da e a e* Il grafico rappresenta anche la domanda (EXP) e l offerta di euro (IMP) rispetto al dollaro Es. se le esportazioni aumentano aumenta anche la domanda di euro 19

20 Regimi di tasso di cambio I TRE REGIMI DI CAMBIO: 1. Cambio fisso = quando le forze di mercato tendono a modificare il tasso di cambio, le autorità intervengono per evitare variazioni del tasso di cambio 2. Cambio flessibile = la determinazione del tasso di cambio è lasciata esclusivamente alle forze del mercato: domanda e offerta di valuta 3. Cambio amministrato = le autorità intervengono solo se il tasso di cambiosupera(alrialzooalribasso)unvaloresogliapredeterminato o per evitare eccessive fluttuazioni

21 Lo SME Sistema monetario europeo (SME) entrò in vigore nel 1979 e fu costituito dai Paesi membri dell allora Comunità europea con l obiettivo di creare in Europa una «zona di stabilità monetaria» in un contesto, come quello degli anni Settanta, caratterizzato da elevata inflazione e instabilità dei cambi. L elemento centrale dello SME era costituito dagli Accordi europei di cambio i quali sottoscritti da Germania, Francia, Gran Bretagna (dal 1990 al 1992), Italia (con un intervallo fra 1992 e 1996), Spagna (dal 1989), Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Portogallo (dal 1992), Irlanda, Lussemburgo, Austria (dal 1995) e Finlandia (dal 1996) prevedevano la fissazione di una parità centrale per i cambi bilaterali dei Paesi membri (±2,25%, ±6% per Italia, UK, Spagna e Portogallo): se il cambio raggiungeva i margini della banda, le banche centrali dei Paesi interessati erano obbligate a intervenire acquistando o vendendo valuta (interventi marginali). Gli Accordi prevedevano inoltre la possibilità di modifiche delle parità centrali (riallineamenti) nel caso di andamenti fortemente divergenti delle economie. Veniva creata una moneta virtuale, l ECU (European currency unit), l unità di conto e lo strumento di regolazione delle posizioni debitorie tra le banche centrali all interno dello SME. 21

22 Lo SME 2 Dal In questo stadio le monete dei paesi partecipanti sono legate all'euro con una parità fissa ed hanno una banda di oscillazione di ± 15%. Si tratta di un sistema concepito per evitare eccessive fluttuazioni dei tassi di cambio tra le valute interessate e l euro, suscettibili di compromettere la stabilità all interno del mercato unico. La partecipazione è volontaria ma costituisce, altresì, uno dei criteri di convergenza. I paesi candidati all area dell euro devono partecipare al meccanismo di cambio, senza essere soggetti a gravi tensioni, per almeno due anni prima di poter essere ammessi ad adottare l euro. 22

23 L Unione economica e monetaria L Unione economica e monetaria (UEM) rappresenta un importante passo avanti del processo d integrazione delle economie dell UE iniziato nel Essa comporta: il coordinamento delle politiche economiche e di bilancio una politica monetaria comune una moneta unica, l euro. Tutti i 28 Stati membri dell UE partecipano all unione economica, ma alcuni paesi hanno spinto oltre l integrazione, adottando l euro. Questi paesi costituiscono l area dell euro.

24 L Euro L euro è la moneta unica utilizzata (attualmente) da 18 degli Stati membri dell UE, che, insieme, costituiscono l area dell euro. Quando è stato varato, il 1 gennaio 1999, l euro è diventato la nuova moneta ufficiale di 11 Stati membri, in sostituzione delle vecchie divise nazionali. La transizione è avvenuta in due fasi. 1. l euro è stato introdotto come moneta virtuale per i pagamenti non in contanti e a fini contabili, mentre le vecchie divise continuavano ad essere utilizzate per i pagamenti in contanti; 2. il 1 gennaio 2002, l euro ha cominciato a circolare fisicamente, sotto forma di banconote e monete metalliche. L euro non è la moneta di tutti gli Stati membri dell UE. Due paesi (Danimarca e Regno Unito) hanno ottenuto nel trattato una deroga permanente (opt-out) che li esonera dalla partecipazione all area dell euro, mentre altri paesi (molti dei nuovi Stati membri più la Svezia) non hanno ancora soddisfatto le condizioni per l adozione della moneta unica. 24

25 I paesi della UEM (18)

26 La UEM La decisione di dar vita ad un Unione economica e monetaria è stata presa dal Consiglio europeo svoltosi nella città olandese di Maastricht nel dicembre 1991, e successivamente sancita dal trattato sull Unione europea (trattato di Maastricht). Trattato di Maastricht Statuto BCE (stabilità dei prezzi, indipendenza) Criteri di convergenza fiscale (rapporti deficit/pil, debito/pil) Criteri di convergenza monetaria (convergenza tassi di inflazione, convergenza tassi d interesse a l.t., stabilità tassi di cambio) Trattato di Amsterdam Patto di stabilità e crescita: accordo, stipulato e sottoscritto nel 1997 dai paesi membri dell UE, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubbliche, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all UEM. Sme 2

27 Criteri di Maastricht o (criteri di convergenza) Sono i parametri economici e finanziari che gli Stati dell UE devono soddisfare per l'ingresso nell UEM. Essi riguardano la stabilità dei prezzi, la situazione delle finanze pubbliche, il tasso di cambio, i tassi di interesse a lungo termine. 1. il tasso d inflazione: non deve superare di oltre l'1,5% quello dei tre Stati membri che avranno conseguito i migliori risultati in materia di stabilità dei prezzi nell'anno che precede l'esame della situazione dello Stato membro 2. il disavanzo pubblico annuale: il rapporto tra il disavanzo pubblico annuale e il PIL non deve superare il 3 % 3. Il debito pubblico: il rapporto tra il debito pubblico e il PIL non deve superare il 60 %. In caso contrario, tale rapporto deve essersi ridotto in misura sufficiente e deve avvicinarsi al valore di riferimento con ritmo adeguato 3. Il Tasso di cambio: lo Stato membro deve aver partecipato allo SME(2) nel corso dei due anni precedenti senza svalutazione 4. I tassi di interesse nominali a lungo termine: non devono superare di più del 2 % quelli dei tre Stati membri, al massimo, che avranno conseguito i migliori risultati in termini di stabilità dei prezzi 27

28 Fiscal compact Il fiscal compact approvato da 25 paesi UE nel 2012 contiene due regole: 1. La prima (golden rule) è il pareggio di bilancio, o meglio il divieto per il deficit strutturale di superare lo 0,5 per cento del Pil nel corso di un ciclo economico. 2. La seconda regola fissa un percorso di riduzione del debito pubblico in rapporto al Pil: dovrà scendere ogni anno di 1/20 della distanza tra il suo livello effettivo e la soglia del 60 per cento. 28

29 Un pò di attualità Deficit/PIL 29

30 Un pò di attualità Debito pubblico/pil 30

31 I benefici dell integrazione monetaria Guadagno di efficienza monetaria Eliminazione rischi di cambio (incertezza e costi transazione) Incentivo alla specializzazione produttiva (crescita dei flussi di commercio e di investimento intraarea) Migliore sfruttamento delle economie di scala nella produzione derivante dall ampliamento del mercato Maggiore disciplina politica monetaria e fiscale Incentivo alla convergenza ed alla stabilità dei prezzi

32 I costi dell integrazione monetaria Perdita di stabilità economica rinuncia al TC quale meccanismo di aggiustamento degli shock asimmetrici; Perdita di gradi di libertà nell utilizzo della politica monetaria per la stabilizzazione della produzione e dell occupazione Rinuncia alla sovranità economica Costi di armonizzazione delle politiche economiche

33 Fine I parte Inizio II parte del corso: mercoledì 16 aprile con la prof. Anna Giunta Buono studio! 33

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