STUDIO DI SETTORE TG91U

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1 ALLEGATO 3 NOTA TECNICA E METODOLOGICA STUDIO DI SETTORE TG91U

2 CRITERI PER L EVOLUZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE L evoluzione dello Studio di Settore ha il fine di cogliere i cambiamenti strutturali, le modifiche dei modelli organizzativi e le variazioni di mercato all interno del settore economico. Di seguito vengono esposti i criteri seguiti per la costruzione dello Studio di Settore TG91U, evoluzione dello studio SG91U. Oggetto dello studio sono le attività economiche rispondenti ai codici ATECO 2007: Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi; Promotori finanziari; Agenti, mediatori e procacciatori in prodotti finanziari; Attività di Bancoposta; Attività dei periti e liquidatori indipendenti delle assicurazioni; Broker di assicurazioni; Agenti di assicurazioni; Sub-agenti di assicurazioni; Produttori, procacciatori ed altri intermediari delle assicurazioni; Altre attività ausiliarie delle assicurazioni e dei fondi pensione. La finalità perseguita è di determinare un ricavo/compenso potenziale attribuibile ai contribuenti cui si applica lo Studio di Settore tenendo conto non solo di variabili contabili, ma anche di variabili strutturali in grado di influenzare il risultato di un impresa o di un professionista. A tale scopo, nell ambito dello studio, vanno individuate le relazioni tra le variabili contabili e le variabili strutturali, per analizzare i diversi modelli organizzativi impiegati nell espletamento dell attività. L evoluzione dello studio di settore è stata condotta analizzando il modello SG91U per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli Studi di Settore per il periodo d imposta 2005 trasmesso dai contribuenti unitamente al modello UNICO 2006, completato con le ulteriori informazioni contenute nel questionario ESG91 inviato ai contribuenti per l evoluzione dello studio in oggetto, per i codici attività , , , , , Per i rimanenti codici sono state analizzate solo le informazioni contenute nel questionario ESG91. I contribuenti interessati sono risultati pari a Il numero dei soggetti complessivi, sia quelli i cui modelli sono stati completati con le informazioni contenute nei relativi questionari sia quelli le cui informazioni sono state desunte dal solo questionario, è stato pari a Sui modelli sono state condotte analisi statistiche per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle informazioni in essi contenute. Tali analisi hanno comportato, ai fini della definizione dello studio, l esclusione di posizioni. I principali motivi di esclusione sono stati: ricavi/compensi dichiarati maggiori di euro; quadro D del questionario (elementi specifici dell'attività) non compilato; quadro F del modello/questionario (elementi contabili) non compilato; quadro G del modello/questionario (elementi contabili) non compilato; errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia dell attività (quadro D del questionario); errata compilazione delle percentuali relative all Attività di agenzia/mediazione assicurativa - Ramo di attività assicurazioni (quadro D del questionario); errata compilazione delle percentuali relative all Attività di perizia - Ramo di attività (quadro D del questionario); errata compilazione delle percentuali relative all Attività di promotore finanziario - Tipologia di mandante/preponente (quadro D del questionario); errata compilazione delle percentuali relative all Attività di mediatore creditizio - Tipologia di finanziamento (quadro D del questionario);

3 errata compilazione delle percentuali relative all Attività di agente in attività finanziaria - Tipologia di finanziamento (quadro D del questionario); errata compilazione delle percentuali relative alla tipologia di clientela (quadro D del questionario); incongruenze fra i dati strutturali e i dati contabili. A seguito degli scarti effettuati, il numero dei modelli oggetto delle successive analisi è stato pari a IDENTIFICAZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI Per segmentare i soggetti oggetto dell analisi in gruppi omogenei sulla base degli aspetti strutturali, si è ritenuta appropriata una strategia di analisi che combina due tecniche statistiche: una tecnica basata su un approccio di tipo multivariato, che si è configurata come un analisi fattoriale del tipo Analyse des données e nella fattispecie come un Analisi in Componenti Principali; un procedimento di Cluster Analysis. L Analisi in Componenti Principali è una tecnica statistica che permette di ridurre il numero delle variabili originarie pur conservando gran parte dell informazione iniziale. A tal fine vengono identificate nuove variabili, dette componenti principali, tra loro ortogonali (indipendenti, incorrelate) che spiegano il massimo possibile della varianza iniziale. Le variabili prese in esame nell Analisi in Componenti Principali sono quelle presenti in tutti i quadri ad eccezione delle variabili dei quadri degli elementi contabili. Tale scelta nasce dall esigenza di caratterizzare i soggetti in base ai possibili modelli organizzativi, alle diverse tipologie dell attività, etc.; tale caratterizzazione è possibile solo utilizzando le informazioni relative alle strutture operative, al mercato di riferimento e a tutti quegli elementi specifici che caratterizzano le diverse realtà economiche. Le nuove variabili risultanti dall Analisi in Componenti Principali vengono analizzate in termini di significatività sia economica sia statistica, al fine di individuare quelle che colgono i diversi aspetti strutturali delle attività oggetto dello studio. La Cluster Analysis è una tecnica statistica che, in base ai risultati dell Analisi in Componenti Principali, permette di identificare gruppi omogenei di soggetti (cluster); in tal modo i soggetti che appartengono allo stesso gruppo omogeneo presentano caratteristiche strutturali simili (la descrizione dei gruppi omogenei identificati con la Cluster Analysis è riportata nel Sub Allegato 3.A). L utilizzo combinato delle due tecniche è preferibile rispetto a un applicazione diretta delle tecniche di Cluster Analysis, poiché tanto maggiore è il numero di variabili su cui effettuare il procedimento di classificazione tanto più complessa e meno precisa risulta l operazione di clustering. In un procedimento di clustering quale quello adottato, l omogeneità dei gruppi deve essere interpretata non tanto in rapporto alle caratteristiche delle singole variabili, quanto in funzione delle principali interrelazioni esistenti tra le variabili esaminate e che concorrono a definirne il profilo. DEFINIZIONE DELLA FUNZIONE DI RICAVO/COMPENSO Una volta suddivisi i soggetti in gruppi omogenei è necessario determinare, per ciascun gruppo omogeneo, la funzione matematica che meglio si adatta all andamento del ricavo/compenso dei soggetti appartenenti allo stesso gruppo. Per determinare tale funzione si è ricorso alla Regressione Multipla. La Regressione Multipla è una tecnica statistica che permette di interpolare i dati con un modello statisticomatematico che descrive l andamento della variabile dipendente in funzione di una serie di variabili indipendenti. La stima della funzione di ricavo/compenso è stata effettuata individuando la relazione tra il ricavo/compenso (variabile dipendente) e i dati contabili e strutturali dei contribuenti (variabili indipendenti). È opportuno rilevare che prima di definire il modello di regressione è stata effettuata un analisi sui dati dei soggetti per verificare le condizioni di coerenza economica nell esercizio dell attività e per scartare le situazioni anomale; ciò si è reso necessario al fine di evitare possibili distorsioni nella determinazione della funzione di ricavo/compenso. A tal fine sono stati utilizzati degli indicatori di natura economico-contabile specifici delle attività in esame: Attività di impresa:

4 Valore aggiunto per addetto; Incidenza dei costi sui ricavi. Attività di lavoro autonomo: Resa oraria per addetto; Incidenza delle spese sui compensi. Le formule degli indicatori economico-contabili sono riportate nel Sub Allegato 3.C.1 per l attività di impresa e nel Sub Allegato 3.C.2 per l attività di lavoro autonomo. Per ogni gruppo omogeneo è stata calcolata la distribuzione ventilica 1 di ciascuno degli indicatori precedentemente definiti; per gli indicatori Incidenza dei costi sui ricavi e Incidenza delle spese sui compensi le distribuzioni sono state costruite anche sulla base della presenza/assenza del personale dipendente e, per gli indicatori Valore aggiunto per addetto e Resa oraria per addetto tali distribuzioni sono state costruite distintamente anche in base all appartenenza ai gruppi territoriali, definiti utilizzando i risultati di uno studio relativo alla territorialità generale a livello provinciale 2 che ha avuto come obiettivo la suddivisione del territorio nazionale in aree omogenee in rapporto al: grado di benessere; livello di qualificazione professionale; struttura economica. In seguito, ai fini della determinazione del campione di riferimento, sono stati selezionati i soggetti che presentavano valori degli indicatori contemporaneamente all interno dell intervallo definito per ciascun indicatore. Nel Sub Allegato 3.D.1 vengono riportati gli intervalli scelti per la selezione del campione di riferimento per l attività di impresa e nel Sub Allegato 3.D.2 vengono riportati gli intervalli scelti per la selezione del campione di riferimento per l attività di lavoro autonomo. Così definito il campione di riferimento, si è proceduto alla definizione della funzione di ricavo/compenso per ciascun gruppo omogeneo. Per la determinazione della funzione di ricavo/compenso sono state utilizzate sia variabili contabili sia variabili strutturali. La scelta delle variabili significative è stata effettuata con il metodo stepwise. Una volta selezionate le variabili, la determinazione della funzione di ricavo/compenso si è ottenuta applicando il metodo dei minimi quadrati generalizzati, che consente di controllare l eventuale presenza di variabilità legata a fattori dimensionali (eteroschedasticità). Affinché il modello di regressione non risentisse degli effetti derivanti da soggetti anomali (outlier), sono stati esclusi tutti coloro che presentavano un valore dei residui (R di Student) al di fuori dell intervallo compreso tra i valori -2,5 e +2,5. Nella definizione della funzione di ricavo si è tenuto conto delle possibili differenze di risultati economici legate al luogo di svolgimento dell attività. A tale scopo sono stati utilizzati i risultati dello studio relativo alla territorialità generale a livello comunale 2. Nella definizione della funzione di ricavo le aree territoriali sono state rappresentate con un insieme di variabili dummy ed è stata analizzata la loro interazione con le trasformate della variabile Valore dei beni strumentali mobili. Tali variabili hanno prodotto, ove le differenze territoriali non fossero state colte completamente nella Cluster Analysis, valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente delle trasformate della variabile Valore dei beni strumentali mobili. Nella definizione della funzione di compenso è stata utilizzata la variabile Ore dedicate all attività. Inoltre, nella definizione della funzione di ricavo/compenso, è stata considerata l influenza dovuta all area di mercato. A tale scopo le aree geografiche sono state rappresentate con un insieme di variabili dummy ed è stata analizzata la loro interazione con le trasformate della variabile Valore dei beni strumentali mobili per l attività d impresa e con la variabile Ore dedicate all attività per l attività di lavoro autonomo. L utilizzo di tali variabili ha consentito di ottenere dei valori correttivi da applicare, nella stima del ricavo di riferimento, al coefficiente delle 1 Nella terminologia statistica, si definisce distribuzione ventilica l insieme dei valori che suddividono le osservazioni, ordinate per valori crescenti dell indicatore, in 20 gruppi di uguale numerosità. Il primo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 5% delle osservazioni; il secondo ventile è il valore al di sotto del quale si posiziona il primo 10% delle osservazioni, e così via. 2 I criteri e le conclusioni dello studio sono riportati nell apposito Decreto Ministeriale.

5 trasformate della variabile Valore dei beni strumentali mobili e, nella stima del compenso di riferimento, al coefficiente della variabile Ore dedicate all attività. Nel caso di attività svolta in forma individuale, si è inoltre tenuto conto anche delle differenze legate all Età professionale 3 che interviene come correttivo da applicare al coefficiente delle trasformate della variabile Valore dei beni strumentali mobili nella stima del ricavo di riferimento e al coefficiente della variabile Ore dedicate all attività nella stima del compenso di riferimento. Nel Sub Allegato 3.G.1 vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti della funzione di ricavo per l attività di impresa, nel Sub Allegato 3.G.2 vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti della funzione di compenso per l attività di lavoro autonomo. APPLICAZIONE DELLO STUDIO DI SETTORE In fase di applicazione dello studio di settore sono previste le seguenti fasi: Analisi Discriminante; Analisi della Coerenza; Analisi della Normalità Economica; Analisi della Congruità; Applicazione correttivo. ANALISI DISCRIMINANTE L Analisi Discriminante è una tecnica statistica che consente di associare ogni soggetto ad uno o più gruppi omogenei individuati con relativa probabilità di appartenenza (la descrizione dei gruppi omogenei individuati con la Cluster Analysis è riportata nel Sub Allegato 3.A). Nel Sub Allegato 3.B vengono riportate le variabili strutturali risultate significative nell Analisi Discriminante. ANALISI DELLA COERENZA L analisi della coerenza permette di valutare i contribuenti sulla base di indicatori economico-contabili specifici del settore. Con tale analisi si valuta il posizionamento di ogni singolo indicatore del soggetto rispetto ad un intervallo, individuato come economicamente coerente, in relazione al gruppo omogeneo di appartenenza. Gli indicatori utilizzati nell analisi della coerenza sono i seguenti: Attività di impresa: Valore aggiunto per addetto; Margine operativo lordo per addetto non dipendente; Incidenza dei costi sui ricavi. Atti vità di lavoro autonomo: Resa oraria per addetto; Incidenza delle spese sui compensi. Ai fini dell individuazione dell intervallo di coerenza economica per gli indicatori utilizzati sono state analizzate le distribuzioni ventiliche differenziate per gruppo omogeneo, per gli indicatori Incidenza dei costi sui ricavi e Incidenza delle spese sui compensi anche sulla base della presenza/assenza del personale dipendente e, per gli 3 Nel caso di attività svolta in forma individuale, l età professionale è pari a: Periodo d imposta Anno di inizio attività.

6 indicatori Valore aggiunto per addetto, Margine operativo lordo per addetto non dipendente e Resa oraria per addetto, anche sulla base della territorialità generale a livello provinciale. In caso di assegnazione a più gruppi omogenei, i valori soglia di coerenza economica vengono ponderati con le relative probabilità di appartenenza. Per gli indicatori Valore aggiunto per addetto, Margine operativo lordo per addetto non dipendente e Resa oraria per addetto i valori soglia di coerenza economica vengono ponderati anche sulla base della percentuale di appartenenza alle diverse aree territoriali. Le formule degli indicatori utilizzati e i relativi valori soglia di coerenza sono riportati, rispettivamente, nel Sub Allegato 3.C.1 e nel Sub Allegato 3.E.1 per l attività di impresa, e nel Sub Allegato 3.C.2 e nel Sub Allegato 3.E.2 per l attività di lavoro autonomo. ANALISI DELLA NORMALITÀ ECONOMICA L analisi della normalità economica si basa su una particolare metodologia mirata ad individuare la correttezza dei dati dichiarati. A tal fine, per ogni singolo soggetto vengono calcolati indicatori economico-contabili da confrontare ai valori di riferimento che individuano le condizioni di normalità economica in relazione al gruppo omogeneo di appartenenza. Gli indicatori di normalità economica individuati per l attività di impresa sono i seguenti: Incidenza dei costi di disponibilità dei beni strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi; Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi. L indicatore di normalità economica individuato per l attività di lavoro autonomo è il seguente: Rendimento orario. Ai fini dell individuazione dei valori soglia di normalità economica, le distribuzioni ventiliche per tali indicatori sono state differenziate per gruppo omogeneo. Per ciascun indicatore, in funzione del posizionamento rispetto ai valori soglia di normalità economica, vengono definiti eventuali maggiori ricavi/compensi da aggiungersi al ricavo/compenso puntuale di riferimento e al ricavo/compenso minimo ammissibile stimati con l analisi della congruità dello studio di settore. In caso di assegnazione a più gruppi omogenei, i valori soglia di normalità economica vengono ponderati con le relative probabilità di appartenenza. Le formule degli indicatori utilizzati e i relativi valori soglia di normalità economica sono riportati, rispettivamente, nel Sub Allegato 3.C.1 e nel Sub Allegato 3.F.1 per l attività di impresa, e nel Sub Allegato 3.C.2 e nel Sub Allegato 3.F.2 per l attività di lavoro autonomo. INCIDENZA DEI COSTI DI DISPONIBILITÀ DEI BENI STRUMENTALI MOBILI RISPETTO AL VALORE STORICO DEGLI STESSI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Costi di disponibilità dei beni strumentali mobili moltiplicando la soglia massima di coerenza dell indicatore per il Valore dei beni strumentali mobili 4. Nel caso in cui il valore dichiarato dei Costi di disponibilità dei beni strumentali mobili si posiziona al di sopra di detto valore massimo ammissibile, la parte di costi eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente (pari a 7,8287). Tale coefficiente è stato calcolato, per lo specifico settore, come rapporto tra l ammontare del ricavo puntuale, derivante dall applicazione delle funzioni di ricavo dello studio di settore alla sola variabile Valore dei beni strumentali mobili, e l ammontare dei Costi di disponibilità dei beni strumentali mobili. INCIDENZA DEI COSTI RESIDUALI DI GESTIONE SUI RICAVI Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Costi residuali di gestione moltiplicando la soglia massima di normalità economica dell indicatore per i Ricavi da congruità e da normalità economica. 4 La variabile viene normalizzata all'anno in base al numero dei mesi di attività nel corso del periodo d'imposta.

7 Nel caso in cui il valore dichiarato dei Costi residuali di gestione si posiziona al di sopra di detto valore massimo ammissibile, la parte di costi eccedente tale valore costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente. Tale coefficiente è stato calcolato, distintamente per gruppo omogeneo (cluster), come rapporto tra l ammontare del ricavo puntuale, derivante dall applicazione delle funzioni di ricavo dello studio di settore alle sole variabili contabili di costo, e l ammontare delle stesse variabili contabili di costo (vedi tabella 1). In caso di assegnazione a più gruppi omogenei, il coefficiente viene ponderato sulla base delle relative probabilità di appartenenza. Tabella 1 Coefficienti di determinazione dei maggiori ricavi da applicarsi ai costi residuali di gestione CLUSTER Coefficiente 1 2, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,1406 RENDIMENTO ORARIO Per ogni contribuente, si determina il valore massimo ammissibile per la variabile Ore teoriche del professionista 5. 5 La variabile Ore teoriche del professionista è calcolata come: Numero ore teoriche del professionista = (professionista che opera in forma individuale) Minor valore tra Valore massimo annuo e (((Compensi dichiarati - Spese per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa - Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti l attività professionale e artistica - Consumi - Altre spese)/soglia massima)- Ore lavorate dai dipendenti ); Numero ore teoriche del professionista = (associazioni tra professionisti) Minor valore tra ( Valore massimo annuo * Numero soci o associati che prestano attività nello studio) e (((Compensi dichiarati - Spese per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa - Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti l attività professionale e artistica - Consumi - Altre spese)/soglia massima)- Ore lavorate dai dipendenti ). Il Valore massimo annuo (pari a 1800) è normalizzato all anno in base al numero dei mesi di attività nel corso del periodo d imposta.

8 In presenza di un valore della variabile Ore teoriche del professionista superiore a quello della variabile Ore dichiarate dal professionista, le Ore dedicate all attività sono aumentate per un valore pari alla differenza tra le Ore teoriche del professionista e le Ore dichiarate dal professionista. Il nuovo valore delle Ore dedicate all attività costituisce il parametro di riferimento per la riapplicazione dell analisi della congruità e per la determinazione dei maggiori compensi da normalità economica 6. ANALISI DELLA CONGRUITÀ Per ogni gruppo omogeneo vengono calcolati il ricavo/compenso puntuale, come somma dei prodotti fra i coefficienti del gruppo stesso e le variabili del soggetto, e il ricavo/compenso minimo, determinato sulla base dell intervallo di confidenza al livello del 99,99% 7. La media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei ricavi/compensi puntuali di ogni gruppo omogeneo costituisce il ricavo/compenso puntuale di riferimento del soggetto. La media, ponderata con le relative probabilità di appartenenza, dei ricavi/compensi minimi di ogni gruppo omogeneo costituisce il ricavo/compenso minimo ammissibile del soggetto. Al ricavo/compenso puntuale di riferimento e al ricavo/compenso minimo ammissibile stimati con l analisi della congruità vengono aggiunti gli eventuali maggiori ricavi/compensi derivanti dall applicazione dell analisi della normalità economica. Nel Sub Allegato 3.G.1 vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle funzioni di ricavo per l attività di impresa, nel Sub Allegato 3.G.2 vengono riportate le variabili ed i rispettivi coefficienti delle funzioni di compenso per l attività di lavoro autonomo. APPLICAZIONE CORRETTIVO Per lo Studio di Settore TG91U è prevista l applicazione di un correttivo sulla variabile Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l attività dell impresa per i soggetti che svolgono l attività di promotore finanziario, per tener conto del fatto che il ruolo del personale dipendente, di cui eventualmente si avvale il promotore finanziario, è assolutamente ausiliario all esercizio dell attività di promotore finanziario. Pertanto, ai fini della stima dei ricavi, limitatamente ai gruppi omogenei relativi ai promotori finanziari, la variabile Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l attività dell impresa viene abbattuta di un ammontare pari al 30% della variabile stessa al netto del valore delle prestazioni rese da professionisti. 6 I maggiori compensi da normalità economica correlati a tale indicatore sono calcolati come differenza tra il compenso puntuale di riferimento, derivante dalla riapplicazione dell analisi della congruità con il nuovo valore delle Ore dedicate all attività, e il compenso puntuale di riferimento di partenza, calcolato sulla base dei dati dichiarati dal contribuente. 7 Nella terminologia statistica, per intervallo di confidenza si intende un intervallo, posizionato intorno al ricavo/compenso puntuale e delimitato da due estremi (uno inferiore e l altro superiore), che include con un livello di probabilità prefissato il valore dell effettivo ricavo/compenso del contribuente. Il limite inferiore dell intervallo di confidenza costituisce il ricavo/compenso minimo.

9 SUB ALLEGATI SUB ALLEGATO 3.A - DESCRIZIONE DEI GRUPPI OMOGENEI I fattori discriminanti che hanno maggiormente contribuito alla definizione dei modelli di business sono i seguenti: la modalità organizzativa e/o la tipologia dell attività; la dimensione, espressa perlopiù in termini di numero di polizze stipulate, numero di addetti, numero di subagenti e superficie dei locali destinati all attività; il numero di compagnie mandanti; la presenza di una rete di promotori finanziari; la tipologia di mandante / preponente; l adesione a franchising o altre forme di affiliazione commerciale; la tipologia di finanziamento intermediato. La combinazione dei fattori citati ha consentito di individuare i seguenti modelli organizzativi: agenzie assicurative: di grandi dimensioni (cluster 10); di medie dimensioni (cluster 15); di piccole dimensioni (cluster 20); plurimandatarie piccole (cluster 5); plurimandatarie medio-grandi (cluster 9). subagenti (cluster 11); produttor i assicurativi d i terzo e quarto gruppo (cluster 12); broker assicurativi: con strutture di grandi dimensioni (cluster 4); con strutture di piccole dimensioni (cluster 17). periti (cluster 16); periti liquidatori (cluster 3); liquidatori (cluster 2); consulenti finanziari indipendenti (cluster 6); agenti in attività finanziaria (cluster 18); promotori finanziari: dotati di una rete di promotori finanziari (cluster 8); operanti per conto di banche (cluster 1); operanti per conto di SIM (cluster 13); che promuovono anche prodotti assicurativi/previdenziali (cluster 7). mediatori creditizi: specializzati in mutui ipotecari (cluster 21); che intermediano diverse tipologie di finanziamenti (cluster 14); operanti in franchising o con altre forme di affiliazione commerciale (cluster 19).

10 Di seguito vengono descritti i cluster emersi dall analisi. Salvo segnalazione diversa, i cluster sono stati rappresentati attraverso il riferimento ai valori medi delle variabili principali. CLUSTER 1 PROMOTORI FINANZIARI CHE OPERANO PER CONTO DI BANCHE NUMEROSITÀ: I soggetti appartenenti al cluster sono promotori finanziari che operano per conto di banche. L attività prevalente è quella di promozione e collocamento di strumenti finanziari/servizi d investimento (87% dei ricavi/compensi); nel 53% dei casi viene svolta anche attività di promozione di prodotti assicurativi/previdenziali (17% dei ricavi/compensi) e nel 36% sono offerti servizi bancari (8%). La clientela è costituita principalmente da privati (88% dei ricavi/compensi). I soggetti del cluster sono quasi esclusivamente imprese (96% dei casi), in particolare ditte individuali in cui opera il solo titolare. Gli spazi destinati all attività coprono una superficie di circa 20 mq ed è frequente l uso promiscuo dell abitazione (50% dei casi). CLUSTER 2 LIQUIDATORI NUMEROSITÀ: 87 I soggetti appartenenti al cluster operano come liquidatori delle assicurazioni. La maggior parte degli incarichi di liquidazione riguarda il ramo auto; meno frequenti gli incarichi nei rami elementari (48% dei casi) e nel ramo infortunio (39%). L attività di liquidazione è condotta per una clientela composta soprattutto da compagnie di assicurazione (60% dei ricavi/compensi) e, più raramente, da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (84% dei ricavi/compensi nel 18% dei casi). Si tratta in prevalenza di imprese ( 60% dei casi), quasi sempre società, con 3 addetti e, in misura minore, di lavoratori autonomi (40% dei casi) che operano generalmente da soli. I locali destinati all attività misurano circa 50 mq. CLUSTER 3 PERITI LIQUIDATORI NUMEROSITÀ: 863 I soggetti appartenenti al cluster operano come periti liquidatori delle assicurazioni. L attività consiste prevalentemente in perizie assicurative e tecnico-legali (82% dei ricavi/compensi) e, in misura inferiore, in liquidazioni (15%). L attività peritale riguarda soprattutto il ramo auto (70% dei ricavi/compensi da perizie) e, più raramente, i rami elementari (58% dei ricavi/compensi da perizie nel 25% dei casi). Anche gli incarichi di liquidazione riguardano principalmente il ramo auto. La clientela è composta soprattutto da compagnie di assicurazione (66% dei ricavi/compensi) e, in misura più contenuta, da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (50% dei ricavi/compensi nel 22% dei casi). Si tratta in prevalenza di lavoratori autonomi (77% dei casi), che operano generalmente da soli, e più raramente di imprese (23% dei casi), soprattutto società, con 3 addetti. I locali destinati all attività misurano 45 mq. CLUSTER 4 BROKER CON STRUTTURA DI GRANDI DIMENSIONI NUMEROSITÀ: 231 I soggetti del cluster sono broker assicurativi che operano con una struttura di grandi dimensioni. Si tratta soprattutto di società di capitali (85% dei casi) con un numero di addetti pari a 9-10 di cui 6 dipendenti. Gli spazi destinati all attività coprono una superficie di oltre 200 mq. L attività di mediazione ha per oggetto principalmente assicurazioni dei rami elementari (31% dei ricavi da promozione/mediazione assicurativa) e auto (23%) e, in misura minore, assicurazioni dei rami infortunio (9%), sanitario - malattia (4%) e vita (4%). Le polizze stipulate nell anno sono circa

11 La clientela è composta soprattutto da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (52% dei ricavi) e secondariamente da privati (22%). Per lo svolgimento dell attività sono presenti 2 autovetture. CLUSTER 5 AGENZIE DI ASSICURAZIONI PLURIMANDATARIE DI PICCOLE DIMENSIONI NUMEROSITÀ: Il cluster raggruppa le agenzie di assicurazioni che operano come plurimandatarie; il numero di compagnie mandanti è, infatti, generalmente pari a 3. Si tratta di imprese, prevalentemente ditte individuali (52% dei casi) e società di persone (39%), con un numero di addetti pari a 2-3 di cui un dipendente. Nel 44% dei casi sono presenti inoltre 3 subagenti. La superficie dei locali destinati all attività misura circa 80 mq. L attività ha per oggetto soprattutto polizze del ramo auto (48% dei ricavi da promozione/mediazione assicurativa) e, in misura minore, dei rami elementari (19%), vita (10%) e infortunio (9%). Le polizze stipulate nell anno sono circa 300. La clientela è composta in prevalenza da privati (55% dei ricavi) e imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (30%). CLUSTER 6 CONSULENTI FINANZIARI INDIPENDENTI NUMEROSITÀ: 179 I soggetti appartenenti al cluster svolgono attività di consulenza finanziaria (92% dei ricavi/compensi) per una clientela composta principalmente da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (59% dei ricavi/compensi) e, in misura minore, da privati (74% dei ricavi/compensi nel 37% dei casi). Si tratta in prevalenza di imprese (82% dei casi), soprattutto ditte individuali, ed è presente generalmente un addetto. I locali destinati all attività misurano 25 mq ed è frequente l uso promiscuo dell abitazione. CLUSTER 7 SOGGETTI CHE SVOLGONO ATTIVITÀ DI PROMOZIONE DI PRODOTTI ASSICURATIVI E FINANZIARI NUMEROSITÀ: Il cluster raggruppa i soggetti che svolgono prevalentemente attività di promozione di prodotti assicurativi/prev idenziali (37% dei ricavi/compensi) e di promozione e collocamento di strumenti finanziari/servizi di investimento (31%); nel 60% dei casi sono offerti anche servizi bancari (15% dei ricavi/compensi). Si tratta di promotori finanziari che operano in prevalenza per conto di banche (64% dei ricavi/compensi). La clientela è composta principalmente da privati (84% dei ricavi/compensi). I soggetti del cluster sono quasi esclusivamente imprese (95% dei casi), in particolare ditte individuali; il numero di addetti è pari a 1. Gli spazi per lo svolgimento dell attività misurano circa 20 mq ed è frequente l uso promiscuo dell abitazione. CLUSTER 8 SOGGETTI CHE EFFETTUANO PROMOZIONE FINANZIARIA ATTRAVERSO UNA RETE DI PROMOTORI FINANZIARI NUMEROSITÀ: 205 Il cluster raggruppa i soggetti che svolgono prevalentemente attività di promozione e collocamento di strumenti finanziari/servizi di investimento (69% dei ricavi) e, in misura minore, promozione di prodotti assicurativi/previdenziali (14%). La metà circa dei soggetti offre anche servizi bancari (9% dei ricavi). L attività è svolta tramite una rete di 15 promotori finanziari che contribuiscono ad un portafoglio prodotti di dimensioni consistenti. I soggetti del cluster operano principalmente per conto di banche (77% dei ricavi) e, più raramente, di SIM (92% dei ricavi nel 19% dei casi) e si rivolgono ad una clientela costituita in prevalenza da privati (85% dei ricavi). Per quanto concerne la forma giuridica, si tratta di ditte individuali in cui sono presenti 2 addetti. La superficie dei locali destinati all attività misura circa 90 mq.

12 CLUSTER 9 AGENZIE ASSICURATIVE PLURIMANDATARIE DI MEDIO-GRANDI DIMENSIONI NUMEROSITÀ: 692 Il cluster raggruppa le agenzie di assicurazioni che operano per più compagnie mandanti. Si tratta di imprese, organizzate prevalentemente sotto forma di società (62% di persone e 16% di capitali), con un numero di addetti pari a 6 di cui 3 o 4 dipendenti. Sono presenti inoltre 5 subagenti. La superficie dei locali destinati all attività misura circa 180 mq. L attività delle agenzie ha per oggetto soprattutto assicurazioni del ramo auto (40% dei ricavi da promozione/mediazione assicurativa) e dei rami elementari (21%) e, in misura minore, assicurazioni dei rami vita (12%) e infortunio (10%). Le polizze stipulate nell anno sono circa La clientela è composta in prevalenza da privati (43% dei ricavi) e da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (37%). Si rileva la presenza di 2 autovetture. CLUSTER 10 AGENZIE ASSICURATIVE DI GRANDI DIMENSIONI NUMEROSITÀ: 297 I soggetti appartenenti al cluster sono imprese, organizzate prevalentemente sotto forma di società (49% di persone e 34% di capitali), con un numero di addetti pari a 12 di cui 8 o 9 dipendenti. Sono presenti inoltre 25 subagenti. La superficie dei locali destinati all attività misura circa 400 mq. L attività delle agenzie ha per oggetto soprattutto assicurazioni del ramo auto (40% dei ricavi da promozione/mediazione assicurativa) e, in misura minore, assicurazioni dei rami elementari (20%), vita (13%) e infortunio (9%). Le polizze stipulate nell anno sono circa Nella maggioranza dei casi l attività è condotta per conto di una compagnia mandante (59% dei casi). La clientela è composta in prevalenza da privati (38% dei ricavi) e da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (38%). Per lo svolgimento dell attività sono presenti 2 autovetture. CLUSTER 11 SUBAGENTI ASSICURATIVI NUMEROSITÀ: Il cluster raggruppa i soggetti che operano nell ambito delle assicurazioni in qualità di subagenti. L attività ha per oggetto soprattutto polizze del ramo auto (44% dei ricavi/compensi da promozione/mediazione assicurativa) e, in misura minore, polizze dei rami elementari (15%), vita (14%) e infortunio (8%). La clientela è costituita soprattutto da privati (51% dei ricavi/compensi) e, in misura più contenuta, da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (29%). Si tratta quasi esclusivamente di imprese, in particolare ditte individuali in cui opera il solo titolare. I locali destinati all attività misurano circa 20 mq. CLUSTER 12 PRODUTTORI ASSICURATIVI DI TERZO E QUARTO GRUPPO NUMEROSITÀ: 974 Il cluster raggruppa i soggetti che operano nell ambito delle assicurazioni in qualità di produttori di terzo e quarto gruppo. I principali rami di attività sono auto (26% dei ricavi/compensi da promozione/mediazione assicurativa), vita (20%), rami elementari (15%) e infortunio (9%). Nel 31% dei casi l attività ha per oggetto fondi pensione e altri strumenti previdenziali (23% dei ricavi/compensi da promozione/mediazione assicurativa). La clientela è costituita soprattutto da privati (60% dei ricavi/compensi) e, in misura più contenuta, da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (22%). I soggetti del cluster sono quasi esclusivamente imprese (96% dei casi), quasi tutte ditte individuali, con un solo addetto. I locali destinati all attività, qualora presenti, misurano circa 20 mq; è frequente l uso promiscuo dell abitazione.

13 CLUSTER 13 PROMOTORI FINANZIARI CHE OPERANO PER CONTO DI SIM NUMEROSITÀ: I soggetti appartenenti al cluster sono promotori finanziari che operano per conto di SIM. L attività svolta è quasi esclusivamente quella di promozione e collocamento di strumenti finanziari/servizi d investimento (91% dei ricavi/compensi); il 41% dei soggetti svolge anche attività di promozione di prodotti assicurativi/previdenziali (16% dei ricavi/compensi). La clientela è costituita in prevalenza da privati (86% dei ricavi/compensi). Si tratta quasi esclusivamente di imprese (95% dei casi), organizzate in forma di ditte individuali in cui opera il solo titolare. Gli spazi destinati all attività coprono una superficie di circa 20 mq dell abitazione. ed è frequente l uso promiscuo CLUSTER 14 SOGGETTI CHE SVOLGONO PREVALENTEMENTE ATTIVITÀ DI MEDIAZIONE CREDITIZIA NUMEROSITÀ: I soggetti appartenenti al cluster svolgono prevalentemente attività di mediazione creditizia (76% dei ricavi/compensi) avente ad oggetto varie tipologie di finanziamenti: cessione del quinto (70% dei ricavi/compensi derivanti dall attività di mediazione creditizia nel 36% dei casi), mutui ipotecari (52% nel 38%), leasing (61% nel 26%), prestiti personali (32% nel 32%) e altri finanziamenti (58% nel 30%). La clientela è rappresentata perlopiù da privati (79% dei ricavi/compensi nel 63% dei casi) e da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (75% nel 47%). Si tratta quasi esclusivamente di imprese (92% dei casi), soprattutto ditte individuali, in cui sono presenti 1-2 addetti. Gli spazi destinati all attività coprono una superficie di circa 35 mq. CLUSTER 15 AGENZIE DI ASSICURAZIONI DI MEDIE DIMENSIONI NUMEROSITÀ: I soggetti appartenenti al cluster sono agenzie assicurative operanti prevalentemente come monomandatarie. Si tratta di imprese, organizzate prevalentemente sotto forma di società (62% di persone e 13% di capitali), con 6-7 addetti di cui 4 dipendenti. Sono presenti inoltre 8 subagenti. La superficie dei locali destinati all attività misura circa 200 mq. L attività delle agenzie ha per oggetto soprattutto assicurazioni del ramo auto (47% dei ricavi da promozione/mediazione assicurativa) e, in misura minore, assicurazioni dei rami elementari (19%), vita (9%) e infortunio (9%). Le polizze stipulate nell anno sono circa La clientela è composta in prevalenza da privati (43% dei ricavi) e da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (36%). Si rileva la presenza di 2 autovetture. CLUSTER 16 PERITI DELLE ASSICURAZIONI NUMEROSITÀ: I soggetti appartenenti al cluster sono periti specializzati in perizie assicurative e tecnico-legali (93% dei ricavi/compensi) che operano soprattutto nel ramo auto (62% dei ricavi/compensi da perizie) e, più raramente, nei rami elementari (68% dei ricavi/compensi da perizie nel 23% dei casi). Nella maggioranza dei casi i ricavi/compensi provengono da compagnie assicurative (88% nel 57% dei casi); il 12% dei periti dichiara ricavi/compensi (18%) relativi a incarichi ricevuti da Tribunali e Procure. La clientela è composta inoltre da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (60% dei ricavi/compensi nel 33% dei casi) e da privati (58% nel 30%). Si tratta in prevalenza di lavoratori autonomi (81% dei casi), che operano generalmente da soli, e più raramente di imprese (19% dei casi), soprattutto ditte individuali e società di persone, con 2 addetti. I locali destinati all attività misurano circa 30 mq.

14 CLUSTER 17 BROKER CON STRUTTURE DI PICCOLE DIMENSIONI NUMEROSITÀ: 705 I soggetti del cluster sono broker assicurativi che operano con strutture di modeste dimensioni. Si tratta di imprese, sia ditte individuali (50% dei casi) sia società (11% di persone e 39% di numero di addetti pari a 2. capitali), con un Gli spazi destinati all attività coprono una superficie di circa 50 mq. L attività di mediazione ha per oggetto principalmente assicurazioni del ramo auto (29% dei ricavi da promozione/mediazione assicurativa) e dei rami elementari (27%) e, in misura minore, assicurazioni dei rami infortunio (7%) e vita (7%). Le polizze stipulate nell anno sono circa 150. La clientela è composta soprattutto da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (45% dei ricavi) e privati (29%). CLUSTER 18 AGENTI IN ATTIVITÀ FINANZIARIA NUMEROSITÀ: I soggetti appartenenti al cluster svolgono attività di agenzia in attività finanziaria, avente per oggetto in prevalenza leasing (78% dei ricavi/compensi derivanti dall attività di agenzia in attività finanziaria nel 46% dei casi), mutui ipotecari (75% nel 30%), cessione del quinto (67% nel 23%) e altri finanziamenti (60% nel 28%). La clientela è rappresentata soprattutto da privati (76% dei ricavi/compensi nel 63% dei casi) e da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (79% nel 58%). I soggetti del cluster sono quasi esclusivamente imprese (97% dei casi), soprattutto ditte individuali, con un numero di addetti pari a 2. Per lo svolgimento dell attività sono disponibili locali di circa 60 mq. CLUSTER 19 MEDIATORI CREDITIZI OPERANTI IN FRANCHISING NUMEROSITÀ: 304 I soggetti appartenenti al cluster sono imprese di mediazione creditizia (98% dei ricavi) operanti in franchising o altre forme di affiliazione commerciale. L attività di mediazione ha per oggetto principalmente mutui ipotecari (85% dei ricavi derivanti da mediazione creditizia) e si rivolge ad una clientela composta soprattutto da privati (60% dei ricavi) e, in misura minore, da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (50% nel 43%). Le imprese del cluster sono in prevalenza società (42% di capitali e 29% di persone) e occupano 2-3 addetti; nel 52% dei casi è presente un dipendente. La superficie dei locali destinati all attività misura circa 60 mq. CLUSTER 20 AGENZIE ASSICURATIVE DI PICCOLE DIMENSIONI NUMEROSITÀ: I soggetti appartenenti al cluster sono agenzie assicurative operanti prevalentemente come monomandatarie. Si tratta di imprese, in prevalenza ditte individuali (52% dei casi) e società di persone (43%) con un numero di addetti pari a 3 di cui 1 dipendente. Nella metà circa dei casi sono presenti inoltre 3 subagenti. La superficie dei locali destinati all attività misura 90 mq. L attività delle agenzie ha per oggetto soprattutto assicurazioni del ramo auto (52% dei ricavi da promozione/mediazione assicurativa) e, in misura minore, assicurazioni dei rami elementari (17%), vita (9%) e infortunio (8%). Le polizze stipulate nell anno sono circa 400. La clientela è composta in prevalenza da privati (51% dei ricavi) e da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (30%). CLUSTER 21 MEDIATORI CREDITIZI SPECIALIZZATI IN MUTUI IPOTECARI NUMEROSITÀ: 960 Il cluster raggruppa i mediatori creditizi che si occupano quasi esclusivamente di mutui ipotecari (94% dei ricavi/compensi da mediazione creditizia).

15 La clientela è rappresentata soprattutto da privati (62% dei ricavi/compensi) e, in misura più contenuta, da imprese, enti privati ed esercenti arti e professioni (63% dei ricavi/compensi nel 38% dei casi) Si tratta in prevalenza di imprese (90% dei casi), soprattutto ditte individuali, con 1-2 addetti. La superficie dei locali destinati all attività misura 35 mq.

16 SUB ALLEGATO 3.B - VARIABILI DELL ANALISI DISCRIMINANTE FRONTESPIZIO: Attività di lavoro autonomo: Numero settimane lavorate all anno Attività di lavoro autonomo: Numero ore lavorate a settimana QUADRO A: Numero delle giornate retribuite per i dirigenti Numero delle giornate retribuite per i quadri Numero delle giornate retribuite per gli impiegati Numero delle giornate retribuite per i dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito Numero delle giornate retribuite per gli apprendisti Numero delle giornate retribuite per gli assunti con contratto di formazione e lavoro, di inserimento, a termine; personale con contratto di fornitura di lavoro temporaneo o di somministrazione di lavoro Numero di collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell'impresa o nello studio Personale addetto all attività di lavoro autonomo: Numero di Soci o associati che prestano attività nello studio Personale addetto all attività d impresa: Percentuale di lavoro prestato dai collaboratori dell'impresa familiare e coniuge dell'azienda coniugale Personale addetto all attività d impresa: Percentuale di lavoro prestato dai familiari diversi da quelli di cui al rigo precedente che prestano attività nell'impresa Personale addetto all attività d impresa: Percentuale di lavoro prestato dagli associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell'impresa Personale addetto all attività d impresa: Percentuale di lavoro prestato dagli associati in partecipazione diversi da quelli di cui al rigo precedente Personale addetto all attività d impresa: Percentuale di lavoro prestato dai soci con occupazione prevalente nell'impresa Personale addetto all attività d impresa: Percentuale di lavoro prestato dai soci diversi da quelli di cui al rigo precedente Personale addetto all attività d impresa: Numero di amministratori non soci QUADRO B : Metri quadri della superficie complessiva destinata all attività QUADRO D: Modalità organizzativa: Agente assicurativo Modalità organizzativa: Broker Modalità organizzativa: Perito Modalità organizzativa: Liquidatore Modalità organizzativa: Perito liquidatore Modalità organizzativa: Produttore assicurativo di terzo gruppo Modalità organizzativa: Produttore assicurativo di quarto gruppo Modalità organizzativa: Promotore finanziario Modalità organizzativa: Mediatore creditizio Modalità organizzativa: Agente in attività finanziaria Modalità organizzativa: Consulente finanziario indipendente Modalità organizzativa: Subagente Tipologia dell attività: Mediazione assicurativa e riassicurativa

17 Tipologia dell attività: Perizie assicurative e tecnico-legali Tipologia dell attività: Liquidazione Tipologia dell attività: Promozione e collocamento di strumenti finanziari / servizi di investimento Tipologia dell attività: Mediazione creditizia Tipologia dell attività: Agenzia in attività finanziaria Attività di agenzia / mediazione assicurativa: Numero di compagnie mandanti Attività di agenzia / mediazione assicurativa: Numero di polizze stipulate nell anno Attività di promotore finanziario: Tipologia di mandante / preponente - SIM Attività di promotore finanziario: Tipologia di mandante / preponente - Banche Attività di mediatore creditizio: Tipologia di finanziamento - Mutui ipotecari Altri elementi specifici: Franchising o altre forme di affiliazione commerciale Altri elementi specifici: Numero di promotori finanziari Altri elementi specifici: Numero di subagenti

18 SUB ALLEGATO 3.C.1 FORMULE DEGLI INDICATORI ATTIVITA DI IMPRESA Di seguito sono riportate le formule degli indicatori economico-contabili utilizzati in costruzione e/o applicazione dello studio di settore per l attività di impresa: Margine operativo lordo per addetto non dipendente = (Margine operativo lordo/1.000)/(numero addetti non dipendenti 8 ); Valore aggiunto per addetto = (Valore aggiunto/1.000) / (Numero addetti 9 ); Incidenza dei cos ti sui ricavi = [(Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi + Spese per acquisti di servizi + Altri costi per servizi + Costo per il godimento di beni di terzi + Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l attività dell impresa + Costi residuali di gestione)]/(ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso); Incidenza dei costi di disponibilità dei beni strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi = (Costi di disponibilità dei beni strumentali mobili*100)/(valore dei beni strumentali mobili 10 ); Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi = (Costi residuali di gestione*100)/(ricavi da congruità e da normalità economica). Dove: Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso = Ricavi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso - (Esistenze iniziali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso - Rimanenze finali relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso + Costi per l acquisto di prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso); Costi di disponibilità dei beni strumentali mobili = Ammortamenti per beni strumentali mobili + Costo per beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria; Costi residuali di gestione = Oneri diversi di gestione + Altre componenti negative - Utili spettanti agli associati in partecipazione con apporti di solo lavoro; Costo del venduto = Costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci + Esistenze iniziali - Rimanenze finali; Esistenze iniziali = Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; 8 Le frequenze relative ai soci, agli associati, ai collaboratori dell impresa familiare, al coniuge dell azienda coniugale e ai familiari diversi sono normalizzate all anno in base alla percentuale di lavoro prestato. Le frequenze relative agli amministratori non soci e al titolare sono normalizzate all anno in base al numero dei mesi di attività nel corso del periodo d imposta. Numero addetti non dipendenti = (ditte individuali) Titolare + numero collaboratori dell impresa familiare e coniuge dell azienda coniugale + numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell impresa + numero associati in partecipazione diversi; Numero addetti non dipendenti = (società) Numero familiari diversi che prestano attività nell'impresa + numero associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente nell impresa + numero associati in partecipazione diversi + numero soci con occupazione prevalente nell impresa + numero soci diversi + numero amministratori non soci. 9 Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all anno in base alle giornate retribuite. Le frequenze relative ai collaboratori coordinati e continuativi sono normalizzate all anno in base al numero dei mesi di attività nel corso del periodo d imposta. Numero addetti = (ditte individuali) Numero addetti = (società) Numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa o nello studio + numero addetti non dipendenti; Numero dipendenti + numero collaboratori coordinati e continuativi che prestano attività prevalentemente nell impresa o nello studio + numero addetti non dipendenti. 10 La variabile viene normalizzata all'anno in base al numero dei mesi di attività nel corso del periodo d'imposta.

19 Rimanenze finali = Rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale + Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR; Ricavi da congruità e da normalità economica = Ricavo puntuale di riferimento da analisi della congruità + Maggiore ricavo da normalità economica relativo all indicatore Incidenza dei costi di disponibilità dei beni strumentali mobili sul valore storico degli stessi ; Valore aggiunto = [(Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso) - (Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi + Spese per acquisti di servizi + Altri costi per servizi + Costo per il godimento di beni di terzi + Costi residuali di gestione)]; Margine operativo lordo = [(Ricavi dichiarati + Aggi derivanti dalla vendita di generi soggetti ad aggio o ricavo fisso) - (Costo del venduto + Costo per la produzione di servizi + Spese per acquisti di servizi + Altri costi per servizi + Costo per il godimento di beni di terzi + Spese per lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente afferenti l attività dell impresa + Costi residuali di gestione)]; Valore dei beni strumentali mobili = Valore dei beni strumentali - Valore dei beni strumentali relativo a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria.

20 SUB ALLEGATO 3.C.2 FORMULE DEGLI INDICATORI ATTIVITA DI LAVORO AUTONOMO Di seguito sono riportate le formule degli indicatori economico-contabili utilizzati in costruzione e/o applicazione dello studio di settore per l attività di lavoro autonomo: Resa oraria per addetto = (Compensi dichiarati - Spese per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa - Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti l attività professionale e artistica)/(numero addetti 11 * 40 *45); Incidenza delle spese sui compensi = (Spese per prestazioni di lavoro dipendente + Spese per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa + Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti l attività professionale e artistica + Consumi + Altre spese) * 100/(Compensi dichiarati); Rendimento orario = (Compensi dichiarati - Spese per prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa - Compensi corrisposti a terzi per prestazioni direttamente afferenti l attività professionale e artistica - Consumi - Altre spese)/( Ore lavorate dai dipendenti 12 + Ore dichiarate dal professionista 13 ). 11 Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all anno in base alle giornate retribuite. Numero addetti = Fattore correttivo individuale + Numero dipendenti; (professionista che opera in forma individuale) dove: Fattore correttivo individuale = Peso ore settimanali dedicate all attività * Peso settimane di lavoro nell anno Peso ore settimanali dedicate all attività è pari a: (minor valore tra 40 e Numero ore lavorate a settimana )/40 Peso settimane di lavoro nell anno è pari a: (minor valore tra 45 e Numero settimane lavorate all anno )/45; Numero addetti = (associazioni tra professionisti) Numero dipendenti + Numero soci o associati che prestano attività nello studio * Fattore correttivo associazioni. dove: Fattore correttivo associazioni = Peso ore settimanali dedicate all attività * Peso settimane di lavoro nell anno Peso ore settimanali dedicate all attività è pari a: (minor valore tra 40 e ( Numero ore lavorate a settimana / Numero soci o associati che prestano attività nello studio ))/40 Peso settimane di lavoro nell anno è pari a: (minor valore tra 45 e ( Numero settimane lavorate all anno / Numero soci o associati che prestano attività nello studio ))/ Le frequenze relative ai dipendenti sono state normalizzate all anno in base alle giornate retribuite. Ore lavorate dai dipendenti = Numero dipendenti * 40 * Numero ore dichiarate dal professionista = (professionista che opera in forma individuale) Numero ore dichiarate dal professionista = (associazioni tra professionisti) Numero ore lavorate a settimana * Numero settimane lavorate all anno ; Numero ore lavorate a settimana * Numero settimane lavorate all anno / Numero soci o associati che prestano attività nello studio.

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